Visualizzazione post con etichetta istituzioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta istituzioni. Mostra tutti i post

mercoledì 17 maggio 2023

Poteri e istituzioni politiche in Italia meridionale e in Sicilia in epoca medievale

Poteri e istituzioni politiche in Italia meridionale e in Sicilia in epoca medievale
di Raffaele Iula
pp. 100, € 12,00
Francesco D'Amato Editore, 2023
ISBN: 9788855250924

Questo volume non vuole presentare solamente un compendio di storia politica dell’Italia meridionale altomedievale, di cui non mancano ad oggi validi manuali. La narrazione storica funge piuttosto da punto di partenza per analizzare l’evoluzione dei principali titoli adoperati e concessi ai vari potentati del Mezzogiorno, prima longobardo e poi normanno. Il fine ultimo consiste dunque nel considerare gli strumenti titolografici di governo che furono adoperati, nei contesti più diversi, nei circuiti del potere della Langobardia minor. Si è voluto, in tal modo, fornire un agile mezzo di consultazione per porre al meglio le basi atte ad inquadrare il panorama storico-economico e monetale del Mezzogiorno continentale ed insulare fino alla costituzione del Regno normanno di Sicilia ad opera di Ruggero II (1130-1154).
Raffaele Iula è laureato in Archeologia e Storia delle Arti all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Da diversi anni si occupa di numismatica, con particolare attenzione per l’Italia meridionale.

mercoledì 15 settembre 2021

Presenza-Assenza

Presenza-Assenza
Meccanismi dell'Istituzionalità nella 'societas christiana' (secoli IX-XIII)
a cura di Guido Cariboni, Nicolangelo D'Acunto, Elisabetta Filippini
pp. 560, € 38,00
Vita e Pensiero, 2021
ISBN: 9788834346242
 
Con quali strumenti le istituzioni medievali cercarono di produrre forme di presenza che prescindessero da quella fisica? È il tema al centro del saggio Presenza-Assenza a cura di Guido Cariboni, Nicolangelo D'Acunto, Elisabetta Filippini. I papi integrarono l’itineranza tipica dell’Impero con l’invenzione di legati che generavano una presenza fittizia ma in tutto equivalente a quella dei sovrani, come accadeva anche attraverso le immagini, l’epistolografia, le performances a metà fra il teatro e la liturgia e i documenti intesi come generatori di presenza. Apparizioni, esperienze mistiche e possessioni diaboliche popolavano l’immaginario dell’uomo medievale, che credeva nella compresenza dei vivi e dei morti e la ritualizzava. Anche monaci ed eremiti, per definizione assenti dal mondo, sentivano il bisogno di giustificare la propria funzione ecclesiale e di essere in qualche modo presenti nella Chiesa e nella società. Gli ordini religiosi introdussero così innovazioni organizzative accompagnate dalla diffusione sistematica di usi liturgici, culti e norme capaci di generare un’istituzionalità presente e pervasiva anche attraverso le pratiche di simbolizzazione. Si compiva così un processo di riduzione progressiva dell’importanza della presenza fisica a vantaggio di meccanismi ‘transpersonali’ capaci di generare presenza fittizia.

Le "Settimane internazionali della Mendola. Nuova Serie" hanno avuto origine nel 2007, ponendosi in continuità con la fondamentale tradizione scientifica delle sedici precedenti Settimane ideate da Cinzio Violante, che costituiscono un luogo necessario della medievistica europea. L’Editrice Vita e Pensiero, pubblicando gli atti di questa Nuova Serie, vuole aprire il campo a ricerche di grande attualità, che si ritengono di particolare interesse per una più approfondita conoscenza dei secoli centrali del Medioevo europeo.
Nicolangelo D’Acunto è professore ordinario di Storia medievale presso l’Università Cattolica di Milano e Brescia, dove dirige il Dipartimento di Studi medioevali, umanistici e rinascimentali e il Centro studi sulla storia degli insedia­menti monastici europei (CESIME). Tra i suoi volumi: Cumanulo et baculo. Vescovi dell’Italia medievale dal protagonismo politico alla complementarietà istituzionale, Spoleto 2019; La lotta per le investiture. Una rivoluzione medievale (998-1122), Roma 2020.
Elisabetta Filippini è dottore di ricerca abilitata a professore universitario di II fascia in Storia medievale. Autrice di Questua e carità. I canonici di Sant’Antonio di Vienne nella Lombardia medievale, Novara 2013, ha curato il volume Oliverio de Salarolis. Percorsi di studio su un notaio cremonese del Duecento, Selci-Lama (PG) 2020.
Guido Cariboni, è professore associato presso l’Università Cattolica di Milano, sede di Brescia, dove insegna Storia medievale ed Esegesi delle fonti medievali. È stato Mitarbeiter presso la TU Dresden e Von Humboldt Stipendiat. Si occupa di Storia comparata degli ordini religiosi e di dinamiche della comunicazione simbolica nel tardo Medioevo. Tra i suoi lavori: La via migliore, Münster 2005 e ll nostro ordine è la Carità, Milano 2012.

mercoledì 20 maggio 2020

Dalla dominazione bizantina allo Stato normanno

Dalla dominazione bizantina allo Stato normanno
Assetti religiosi, strutture economiche e sociali
di Antonio Macchione
pp. 274, € 18,00 (Acquista online con il 15% di sconto) 
Rubbettino, 2020
ISBN: 9788849862928

Il passaggio dalla dominazione bizantina allo Stato normanno, alla luce della nuova stagione storiografica e delle crescenti acquisizioni documentarie, apre nuovi scenari di ricerca che consentono di focalizzare meglio l’attenzione sulle istituzioni monastiche italo-greche e su quelle latine, sull’organizzazione degli assetti carismatici e sulla complessità dei rapporti politici, sulla vitalità delle componenti etniche e della società nel Mezzogiorno medievale. Stigmatizzandone, allo stesso tempo, il mutamento sociale e culturale dei secoli X-XIII e il complesso tema dell’integrazione tra le diverse popolazioni dell’Italia meridionale che hanno concorso alla formazione di una società plurale. Solo la conquista normanna, infatti, assicurò loro unità politica e consentì la sperimentazione di nuovi assetti amministrativi e lo sviluppo della signoria fondiaria che si rivelò essere il principale strumento per l’organizzazione delle campagne e motore del processo economico.
Antonio Macchione è ricercatore presso l’Università della Calabria, Dipartimento di Culture, Educazione e Società dove insegna Storia Medievale. Collabora anche con l’Université Lumière Lyon 2 e IMF-CSIC di Barcellona per la realizzazione del Glosario critico de la fiscalidad medievales e con l’Università di Barcellona (GRAMP-UB) per il progetto internazionale di ricerca: Una sociedad mercantil medieval. Un estudio de caso: La compañía Torralba.

venerdì 3 aprile 2020

Orvieto nel Quattrocento

Orvieto nel Quattrocento
di Antonio Santilli
pp. 195, € 25,00
Il Formichiere editore, 2019
EAN: 9788831248181

Il XV secolo si dimostra per Orvieto, già tra i più potenti comuni dell’Italia centrale, un momento di transizione cruciale, perché proprio nel corso del Quattrocento si ebbe il ritorno della città sotto il papato e il suo inserimento, questa volta definitivo, nello Stato della Chiesa. Tale processo non fu né lineare né privo di contrasti: scopo principale dell’opera è proprio quello di capire i tempi, i modi e i risultati effettivamente raggiunti dal rafforzamento del potere pontificio sul comune. In questo contesto generale Orvieto, grazie all’amplissima documentazione disponibile, viene studiata sotto diversi aspetti istituzionali, economici e sociali, ponendo in rilievo episodi e avvenimenti appena accennati dalla storiografia precedente o del tutto inediti, quali la rivolta del 1430, la fine del predominio delle fazioni, la ricostruzione della rocca pontificia, la visita di un papa (Pio II), l’istituzione del Monte di Pietà nel 1463. Ne emerge il quadro di una città che si può dire sia sospesa, ancora alla fine del Quattrocento, tra il realismo della sua attuale situazione e il richiamo alla passata grandezza.
Antonio Santilli è dottore di ricerca in “Società, politica e culture dal tardo medioevo all’età contemporanea” (“Sapienza” Università di Roma). Si occupa prevalentemente di lavori editoriali (editing, impaginazione, revisione di testi) presso diverse case editrici. Ha collaborato e collabora con enti di ricerca e associazioni culturali: in particolare ha partecipato al progetto di ricerca dell’École Française de Rome su piazza Navona (Du stade de Domitien à l’actuelle piazza Navona, genèse d’un quartier de Rome). Ha pubblicato diversi contributi in riviste scientifiche, miscellanee e atti di convegni. È inoltre autore, insieme a Emilio Lucci, del libro Lugnano in Teverina nel basso medioevo. Appunti per una storia, Orvieto, Intermedia Edizioni, 2017.

sabato 8 febbraio 2020

Le origini dello Stato moderno (Secoli XI-XV)

Le origini dello Stato moderno (Secoli XI-XV)
di Luigi Blanco
pp. 344, € 29,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Carocci, 2020
ISBN: 9788843099146

Il volume affronta il tema, al centro di un rinnovato interesse storiografico, delle origini medievali dello Stato moderno. Attraverso una prospettiva storico-istituzionale si individuano le strutture fondamentali e si delineano le vicende ritenute più interessanti che hanno portato alla contrastata formazione dello Stato nell'Occidente europeo, precisando al contempo le possibili alternative (cittadine, imperiali, confederali). Lo scopo della ricostruzione storica e politica è quello di superare la troppo rigida divisione tra Medioevo ed età moderna, cercando di far emergere il pluralismo costitutivo del processo di formazione dello Stato e le molteplici traiettorie di sviluppo. La ricostruzione si arresta alle soglie della modernità evidenziando sia il quadro unitario di riferimento sia le profonde differenze, istituzionali, sociali e territoriali, che connotano la complessa vicenda dello Stato moderno in Occidente, troppo spesso riferita alle sole esperienze monarchiche.
Luigi Blanco insegna Storia delle istituzioni politiche all'Università di Trento. Tra i suoi interessi di ricerca, oltre alla vicenda dello Stato moderno, la formazione dei corpi tecnici in Europa e il rapporto territorio-amministrazione con particolare riferimento alla maglia amministrativa della penisola italiana. Ha pubblicato, tra l’altro, Stato e funzionari nella Francia del Settecento: gli «ingénieurs des ponts-et-chaussées» (Bologna 1991) e Dottrine e istituzioni in Occidente (a cura di; Bologna 2011).

venerdì 5 aprile 2019

Il Consolato del mare di Barcellona

Il Consolato del mare di Barcellona
Tribunale e corporazione di mercanti (1394-1462)
di Elena Maccioni
pp. 352, € 40,00
Viella, 2019
ISBN: 9788833131962

Prendendo le mosse dall’analisi delle ricerche di ambito internazionale, e attraverso l’attento spoglio della documentazione disponibile, questo studio intende ricostruire azioni e funzioni di uno dei più importanti e potenti uffici municipali della capitale catalana: il Consolato del mare.
La ricerca si snoda su più piani complementari, a partire dalle prime tracce lasciate dal Consolato nel Duecento. Tra la fine del XIV e il pieno XV secolo l’istituzione divenne protagonista di un vero e proprio salto in avanti, grazie allo sviluppo delle funzioni relative all’amministrazione della giustizia marittimo-mercantile e l’elaborazione di progetti di politica economica. Avendo ormai maturato capacità di negoziazione coi diversi soggetti locali (governi cittadini e Corona) e internazionali (Consolati, poteri stranieri cristiani e non), nonché indispensabili competenze in termini di fiscalità, il Consolato si affermò come luogo di difesa di interessi economici e politici.
Elena Maccioni è dottore di ricerca e collabora con il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università di Cagliari. Si occupa di rapporti fra economia e politica nel basso Medioevo e ha curato, insieme a Sergio Tognetti, Tribunali di mercanti e giustizia mercantile nel tardo Medioevo (Firenze 2016).  

domenica 19 marzo 2017

Tarda Antichità e Alto Medioevo in Italia

Tarda Antichità e Alto Medioevo in Italia
di Girolamo Arnaldi e Federico Marazzi
pp. 232, € 25,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2017
ISBN: 9788867288052

Le tradizionali suddivisioni della storia in “periodi” impediscono spesso di leggere nella loro interezza alcuni cruciali momenti di trasformazione della vicenda umana. È questo senz’altro il caso della lunga transizione attraverso cui il mondo “antico” si trasformò in quello “medievale”, che affonda le proprie radici nella piena età imperiale e che si riverbera a lungo nei secoli a venire. Un percorso complesso, caratterizzato in alcuni momenti da mutamenti assai radicali e repentini e in altri da trasformazioni meno ruvide ma non per questo meno profonde.
Sulle principali caratteristiche e articolazioni di questo tornante della storia, visto soprattutto dalla prospettiva italiana, si sofferma il volume di Arnaldi e Marazzi, offrendo uno strumento di agevole consultazione, ma anche di adeguato spessore analitico. Una sintesi che si muove a cavallo fra storia istituzionale, politica ed economica, e che propone un quadro arricchito anche da riflessioni e dati tratti dall’enorme archivio rappresentato dalle scoperte archeologiche avvenute negli ultimi decenni.
Girolamo Arnaldi (1929-2016). Già ordinario di Storia medievale presso le Università di Bologna e di Roma “La Sapienza”, è stato uno dei maggiori medievisti italiani del XX secolo, le cui ricerche hanno spaziato fra temi molto diversi, quali lo studio di Roma e del papato fra Tarda Antichità e Alto Medioevo, la storia delle università nel Medioevo, le cronache cittadine del pieno Medioevo e la figura di Federico II e il suo tempo.
Federico Marazzi Professore di Archeologia cristiana e medievale presso l’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, è stato allievo di Arnaldi alla “Sapienza”. Autore di numerose ricerche su Roma e il papato fra Tarda Antichità e Alto Medioevo, si occupa di archeologia degli insediamenti monastici e di storia economica-insediativa del Meridione italiano