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giovedì 23 gennaio 2025

Bisanzio e l'Europa

Bisanzio e l'Europa
a cura di Federico Marazzi
pp. 178; € 28,00
Franco Angeli, 2024
ISBN: 9788835163480

Frutto del convegno omonimo, tenutosi a Napoli nel dicembre 2022, questo volume, attraverso l'apporto di alcuni specialisti nello studio dei diversi aspetti degli studi bizantini, propone una riflessione a 360° su quanto, dell'apparentemente esotico e remoto mondo dell'Impero d'Oriente - di cui oggi la maggior parte delle persone fatica anche a riconoscere il posizionamento all'interno delle carte geografiche -, sia ancora rintracciabile nella cultura europea moderna e contemporanea. L'idea è quella di rendere Bisanzio meno lontana da noi e, anche, di comprendere come alcuni fenomeni geopolitici dell'oggi siano meglio leggibili se abbiamo chiaro quanto l'Impero, che ebbe Costantinopoli come capitale, abbia seminato, soprattutto (ma non esclusivamente) in diverse regioni dell'Europa centro-orientale. Negli oggetti che narrano la cultura, la spiritualità, le prospettive geopolitiche dell'Impero che noi oggi chiamiamo "bizantino" e il quadro complessivo che essi ricompongono si possono leggere i prodromi e le concause di molti dei problemi che affliggono l'Europa di oggi, ma anche molte delle premesse concettuali alla base del funzionamento dello Stato occidentale moderno. Solo che tutti questi fattori restano mimetizzati ad un primo e superficiale sguardo rivolto ad oggetti che sembrano piuttosto i relitti sì affascinanti e splendidi, ma in fondo testimoni di un mondo che sembra sepolto dai marosi della storia e di cui resta ben poco a galleggiare sulla superficie del presente. È perciò fondamentale dissipare la patina di "vecchio" che ricopre il mondo di Bisanzio e permettere di decodificarne - a dispetto della sua antichità - l'attualità delle storie che esso ci racconta, alcune legate a fenomeni molto evidenti di fronte ai nostri occhi, altre invece in grado di dipanare dei fili rossi che talora emergono e talora s'inabissano, nelle quali tuttavia riconosciamo molto bene tratti fondamentali del mondo che ancora oggi ci circonda e a cui sentiamo di appartenere.
Federico Marazzi è Professore di Archeologia cristiana e medievale presso l’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, è stato allievo di Arnaldi alla “Sapienza”. Autore di numerose ricerche su Roma e il papato fra Tarda Antichità e Alto Medioevo, si occupa di archeologia degli insediamenti monastici e di storia economica-insediativa del Meridione italiano.

mercoledì 9 ottobre 2024

Oltre Bisanzio

Oltre Bisanzio
Le illustrazioni dei manoscritti italogreci della Biblioteca Marciana di Venezia
di Francesco Lovino
pp. 168; € 26,00
Franco Angeli Editore, 2024
ISBN: 9788835162131

Fra i territori dell’Impero bizantino, i manoscritti realizzati in Italia meridionale e in Sicilia rappresentano il gruppo più noto e riconoscibile. Gli studi sulla tradizione manoscritta italogreca non hanno però riservato particolare attenzione all’apparato ornamentale di questi codici, spesso trascurati o descritti solo fuggevolmente. Questo volume prova a ribaltare la consueta prospettiva da cui si osservano i codici, indagando le decorazioni ornamentali e le illustrazioni di sei manoscritti conservati alla Biblioteca Marciana di Venezia, frutto del dono del cardinal Bessarione alla città quasi alterum Byzantium.
Francesco Lovino è ricercatore di Storia dell'arte medievale all'Università di Ferrara. Oltre che sulle illustrazioni dei manoscritti bizantini, i suoi interessi scientifici si concentrano sulla storiografia dell'arte bizantina nel XX secolo e sulla ricezione dell'arte e dell'architettura bizantina in epoca moderna, con particolare attenzione alla diffusione dell'architettura neobizantina nell'Ottocento.

mercoledì 10 maggio 2023

Civiltà bizantina

Civiltà bizantina
Una storia millenaria
di Giorgio Ravegnani
pp. 220, € 28,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2023
ISBN: 9788829019960

Il volume racconta la storia più che millenaria dell’impero di Bisanzio, i cui principali elementi costitutivi furono la struttura statale romana, la religione cristiana e la cultura greca. Bisanzio si ritenne erede di Roma e la sua vita politica ebbe come costante punto di riferimento la tradizione romana. I suoi sovrani si definivano “imperatori romani” e la città imperiale, Costantinopoli, divenne la “seconda Roma”. Il cristianesimo, dopo l’editto di Costantino del 313, si affermò progressivamente come religione di Stato eliminando il paganesimo con una lotta secolare. A fianco della Chiesa ufficiale operò poi un vivace movimento monastico, che è uno dei tratti più caratteristici del mondo bizantino. Bisanzio conservò infine buona parte della letteratura greca antica, fino a quando questa divenne patrimonio comune dell’Umanesimo, e aggiunse alla tradizione una sua vastissima produzione letteraria.
Giorgio Ravegnani è stato professore ordinario di Storia medievale all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

mercoledì 31 agosto 2022

L'ultima città dell'impero

L'ultima città dell'impero
di Gastone Breccia
pp. 256, € 9,90
Newton Compton, 2022
ISBN: 9788822764584
 
Chrysopolis, la grande capitale dell’impero, è assediata dall’esercito del sultano Mehmet. Mentre i combattimenti infuriano lungo le mura, protette da ciò che resta della Guardia dell’imperatore Costantino XI e dai suoi ultimi alleati genovesi, nella città condannata la popolazione si sforza di difendere quel che resta della propria quotidianità.

Tra i bombardamenti e le notizie sempre più disperate, Andreas Hoffmann, un tranquillo funzionario civile, sta vivendo un amore ardente e impossibile, che lo trascina nel vortice della grande storia e lo porta a comprendere il senso della propria esistenza.
Quello che consegna al suo diario è il racconto degli ultimi giorni di Chrysopolis: una storia di guerra e insieme d’amore, amicizia, passione, sacrificio. Chrysopolis diventa l’emblema di ogni grande città che abbia conosciuto l’orrore della caduta, che sta per soccombere ma è ancora capace di emanare bagliori di splendore.
Gastone Breccia è nato a Livorno nel 1962, dal 2000 insegna Storia bizantina e Storia militare antica presso l’Università di Pavia. Ha curato il volume miscellaneo L’arte della guerra. Da Sun Tzu a Clausewitz e pubblicato molti saggi di argomento storico-militare, tra cui L’arte della guerriglia; 1915: l’Italia va in trincea; Lo scudo di Cristo. Le guerre dell’impero romano d’Oriente, IV-IX secolo; Scipione Africano. L’invincibile che rese grande Roma; Corea. La guerra dimenticata. Dalla sua esperienza sul campo sono nati Guerra all’Isis. Diario dal fronte curdo (2016) e Missione fallita. La sconfitta dell’Occidente in Afghanistan (2020). Con la Newton Compton ha pubblicato La grande storia della guerra; Epidemie e guerre che hanno cambiato il corso della storia e Le guerre della Russia, scritti insieme ad Andrea Frediani; Le grandi vittorie dell’esercito italiano, scritto con Gianluca Bonci, e L’ultima città dell’impero.

giovedì 16 giugno 2022

Il potere dell'immagine e della parola

Il potere dell'immagine e della parola
Elementi distintivi dell'aristocrazia femminile da Roma a Bisanzio
a cura di Beatrice Girotti, Giulia Marsili, Margherita Elena Pomero
pp. 258, € 40,00
Cisam, 2022
EAN: 9788868093488
 
Il volume raccoglie le ricerche presentate durante la Giornata Internazionale di Studi svoltasi a Bologna (5 febbraio 2020) nell'ambito di un progetto AlmaIdea Junior finanziato dall'Alma Mater Studiorum. Nell'intervallo temporale tra la Giornata di studi e la pubblicazione del volume, hanno partecipato al dibattito anche altri studiosi, che hanno contribuito a creare un'opera collettanea di ampio respiro. Attraverso un percorso diacronico e pluridisciplinare, che attinge a fonti letterarie, epigrafiche, archeologiche ed iconografiche dal periodo romano alla tarda età bizantina, i contributi delineano la fisionomia del ceto aristocratico femminile attraverso le diverse manifestazioni della sua condizione sociale nell'espressione pubblica. Il complesso significato dei segni distintivi dello status femminile, veicolato all'interno delle società di riferimento da peculiari sistemi di simboli e convenzioni, viene dunque approfondito attingendo a molteplici prospettive, offrendo un'articolata visione di sintesi ed inedite prospettive di ricerca.
Beatrice Girotti è Dottore di ricerca in Storia (storia antica) dell'Università di Bologna (2006), dopo essere stata borsista post doc e assegnista di ricerca è Ricercatore presso lo stesso Ateneo dal 2016. Svolge le sue ricerche nell'ambito della storia antica, in particolare di quella romana. Gli interessi di ricerca sono rivolti nello specifico allo studio della storiografia tarodantica, sia pagana che cristiana, con la correlata analisi sociale della realtà antica ad essi sottesa.
Giulia Marsili, laureata in Lettere indirizzo classico all'Università di Bologna, ha proseguito i suoi studi all'Alma Mater specializzandosi in Archeologia e Culture del Mondo Antico (2010) e in Storia con la scuola dottorale che ha terminato nel 2014. Oltre a svolgere diverse attività didattiche delle quali alcune ancora in corso presso il Dipartimento di Storia Culture Civiltà Unibo, la dott.ssa Marsili ha partecipato a molte missioni archeologiche (tra le ultime, quella di Chiaramonte Gulfi, Piazza Armerina e Creta) e svolto progetti di ricerca nazionali e internazionali sempre in ambito archeologico. E' attualmente Research fellow presso Gerda Henkel Foundation (Dusseldorf) per il progetto: “Insular Episcopates. Church, Maritime Environment, and Economic Life in the Eastern Aegean Islands". 
Margherita Elena Pomero, è dottore di ricerca in Civiltà Bizantina (2012). Dal 2014 al 2020 è stata assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, dove continua a svolgere attività didattiche e progetti di ricerca nell’ambito degli studi bizantinistici. I suoi principali settori di ricerca riguardano la storia sociale e l’ideologia politica del periodo medio e tardo-bizantino con particolare attenzione alla numismatica e alla sigillografia, nonché all’iconografia e al cerimoniale di corte.

sabato 21 maggio 2022

Bisanzio e Firenze

Bisanzio e Firenze
La Romània fiorentina nel Quattrocento
di Giorgio Vespignani
pp. XXIV-188, € 38,00
CISAM, 2022
ISBN: 978-88-6809-353-2
 
La passione per lo studio del greco, già riscontrabile nella seconda metà del Trecento, la fondazione della Accademia neoplatonica, la propensione verso il collezionismo di prestigio di codici manoscritti greci, oggetti d’arte ed icone provenienti dall’impero romano d’Oriente, in via di dissoluzione tra 1453 e 1465, fenomeni propri del Quattrocento, qui rimangono sullo sfondo di un grande progetto che impegnò la oligarchia di finanzieri, banchieri e grandi mercanti che governava il Comune di Firenze, a partire dall’entrata in possesso del porto di Pisa nel 1404, ma la cui origine va cercata nei possessi signorili e negli interessi finanziari degli Acciaiuoli fiorentini nella penisola Ellenica: il progetto di dare vita ad una Romània fiorentina da sviluppare in concorrenza con quelle veneziana e genovese. La concessione da parte del basileus dei Romani Giovanni VIII Paleologo di privilegi commerciali al termine dei lavori del Concilio che sancì l’unione delle chiese che Firenze si era premurata di ospitare nell’inverno-primavera del 1439, si configurò come l’obiettivo e il momento centrale del progetto. Una pagina di storia delle relazioni tra le città italiane e l’impero romano Orientale nell’ultima fase della sua esistenza territoriale poco frequentata, ma che tra Costantinopoli e Firenze passa per Atene, Corinto, le isole dell’Egeo, Venezia e Milano.
Giorgio Vespignani è Professore Associato di Civiltà bizantina presso la Università di Bologna, sede di Ravenna. Già Ricercatore confermato e Dottore di ricerca in «Bisanzio ed Eurasia», sempre presso la Università di Bologna.

martedì 19 aprile 2022

Basilio II e l'apogeo dell'Impero bizantino

Basilio II e l'apogeo dell'Impero bizantino
di Giannantonio Zambon
pp. 228, € 18,00
Kimerik, 2022
ISBN: 979-12-5466-058-4
 
Giannantonio Zambon in quest'opera narra le epiche vicende dell’età dell’oro di Bisanzio, condite di dovizie di dati storici e aneddoti, mettendo nero su bianco i cinquant’anni di regno – un’epoca – del glorioso imperatore Basilio II, senza tralasciare i fortunati avvenimenti e gli illustri personaggi che spianarono la strada al Megas Basileus che restituì a Bisanzio quel prestigio di romana memoria. Basilio II, detto il Bulgaroctono (Boulgaroktonos) e cioè “il Massacratore di Bulgari”, si prodigò d’asceta per Bisanzio: fu l’impavido supremo comandante degli eserciti bizantini, il giusto e incorruttibile giudice, l’abile legislatore e il paladino della vera Fede; in altre parole, Basilio II incarnò l’idea di Bisanzio. Alla sua morte lasciò in eredità ai deboli successori un impero cristiano che si estendeva nuovamente entro i suoi confini “ideali”, dalle sponde del Danubio alle rive dell’Eufrate, dallo Stretto di Messina alle montagne innevate del Caucaso; esso comprendeva la Penisola Balcanica, l’Asia Minore, il Nord della Siria, l’Alta Mesopotamia, l’Armenia e l’Italia meridionale.

Il basileus Basilio II incarnò Bisanzio, i suoi ideali e le sue aspirazioni universali. Tenne per cinquant’anni le redini di questo impero millenario – affidatogli da Dio – con indomita energia, ammirevole fermezza e assoluta austerità. Piegò al proprio dovere l’arrogante aristocrazia militare anatolica rafforzando il potere centrale e redistribuì le terre tra i suoi contadini-soldati accattivandosi il loro consenso. Annientò i suoi nemici interni ed esterni, pretendendo la più completa sottomissione. Per Basilio, a differenza di altri imperatori e regnanti della storia, una campagna militare finiva una volta raggiunto l’obiettivo finale, vale a dire la conquista, senza concedersi pause o svaghi inutili. 
Giannantonio Zambon, nato nel 1977 a San Bonifacio (VR), nonostante abbia conseguito un titolo di studio di indirizzo tecnico-economico, è sempre stato appassionato di storia antica e medievale, nonché cultore di filologia romanza e slava meridionale. Da anni si dedica a ricerche e studi approfonditi sulla storia e sulla civiltà dell'Impero bizantino e degli Slavi meridionali. La passione per la scrittura lo accompagna sin dalla tenera età e la divulgazione del mondo bizantino costituisce la sua missione: un mondo ben rappresentato dalle icone e dai canti religiosi greco-bizantini, dove i princìpi e la logica del classicismo greco-romano lasciano il posto al mistero, al misticismo, così come alla tristezza e all'irrazionalità tipiche dell'Oriente.

giovedì 7 gennaio 2021

Pittura medievale rupestre in Sicilia

Pittura medievale rupestre in Sicilia
Il territorio di Siracusa tra Oriente e Occidente
di Giulia Arcidiacono
pp. 396, € 98,00
Cisam, 2020
ISBN: 978-88-6809-293-1
 
Il volume indaga le relazioni artistiche intessute tra la Sicilia e i paesi del Mediterraneo medievale, assumendo come oggetto di osservazione specifica la pittura murale del territorio di Siracusa. L'area prescelta è definita nei suoi confini dalla consistenza stessa del patrimonio pittorico sopravvissuto nell'isola e dalla sua distribuzione: sono specialmente le chiese rupestri siracusane a conservare infatti i loro originali, seppur frammentari, corredi decorativi, spesso perduti o attestati in modo sparso nelle altre aree del territorio siciliano. L'analisi mirata e comparativa delle testimonianze pittoriche rintracciate consente, di volta in volta, di precisarne la cronologia, di chiarirne il contenuto iconografico, di dedurne informazioni circa l'origine e la fortuna dei culti correlati, di coglierne gli aspetti stilistici, i modelli di riferimento e i loro potenziali tramiti. Trasversalmente interrogati, i dati ottenuti rinviano alle complesse dinamiche storiche e politiche che mettono in relazione la Sicilia e il mondo mediterraneo, specialmente nei secoli in cui le Crociate accelerano i rapporti tra Bisanzio, largamente intesa, e l'Occidente.
Giulia Arcidiacono è docente a contratto di Storia dell’Architettura e di Iconografia cristiana e medievale presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania. Insegna inoltre Storia dell’Arte Medievale presso il Dipartimento di Scienze della Formazione della stessa Università. 

lunedì 21 dicembre 2020

L'ombra delle rose

L'ombra delle rose
di Spartaco Mencaroni
pp. 438, € 18,00
Intermedia Edizioni, 2020
ISBN: 9788867862702
 
Anno 1346. Nelle terre intorno al mar Nero si fronteggiano i domini del Khan e del morente impero Bizantino. I mercanti di Genova e Venezia percorrono le piste senza fine che portano a oriente partendo da un pugno di colonie arroccate sulle coste.

Nonostante i venti di guerra Marco, un genovese cresciuto lontano da casa, decide di partire ancora una volta in cerca di fortuna: con l’amico Duccio incrocerà la strada del giovane Burqan, guerriero nomade dal cuore di falco, accusato di un oscuro delitto e in fuga dai suoi stessi compagni.
Il loro viaggio attraverserà gli sterminati paesaggi dell’Asia, dove l’epidemia più spaventosa degli ultimi mille anni serpeggia seguendo le antiche vie della seta, per giungere alle sponde del Mar Nero e infine a Bisanzio. Lungo la strada incontreranno la nobile e fiera Teodosia, dal cuore libero e dalla fede profonda, il cupo e misterioso Erdon e il suo spensierato apprendista Vania. Per ciascuno di loro il destino ha in serbo molto più di quanto immagina e finirà per intrecciare a fondo le loro storie.  
Sullo sfondo una civiltà al bivio, fra intrighi e battaglie, processioni di flagellanti e antiche città che attendono il giudizio finale, si interroga su come ricominciare a vivere.

giovedì 10 settembre 2020

Io, Teodora. Memoria di una imperatrice

Io, Teodora. Memoria di una imperatrice
di Francesca Minguzzi
pp. 128, € 15,00
Carta Bianca editore, 2020
EAN; 9788897550693

La storia di Teodora Imperatrice di Bisanzio del VI secolo, è più attuale che mai. Può forse essere definita la prima femminista con valenza giuridica? Può forse essere definita come anticipatrice dell'odierna lotta a tutela della Donna? Sicuramente siamo davanti ad una figura che con fermezza sceglie e sostiene la sua fede, una donna che opera in prima persona anche da un punto di vista giuridico a favore della difesa e tutela dei diritti femminili, una donna che sostiene il marito anche politicamente sino a salvare il trono, una donna che risulta un personaggio tra i più affascinanti della storia e che continua ad interessare studiosi e affascinare il pubblico. 
Francesca Minguzzi è bolognese di nascita, veneziana d’adozione, dopo aver studiato Lingue in Italia e all’estero, si laurea in Storia del diritto Romano all’Università di Bologna. Da tempo collabora con il marito in campo artistico.

venerdì 14 agosto 2020

Bisanzio. Una civiltà dimenticata

Bisanzio. Una civiltà dimenticata
di Francesco Cordero di Pamparato
Prefazione di Franco Cardini
pp. 224, € 20,00
Sottosopra Edizioni, 2020
ISBN: 978-88-89724-42-0

L’impero bizantino è più conosciuto con il nome di Impero Romano d’Oriente. Il concetto non è del tutto esatto in quanto l’Impero Romano si divise solo sotto l’aspetto amministrativo. Rimase un unico stato. I bizantini, anche al momento del crollo, continuavano a considerarsi romani. Tuttavia della Pars Orientalis molti sanno ben poco. È un peccato perché, di questo Stato, meriterebbe conoscerne di più, in quanto condizionò la Storia dell’Occidente più di quanto si pensi. Questo libro si pone l’obiettivo di avvicinare il lettore a una cultura ai più ignota e il desiderio di approfondirla.
Francesco Cordero di Pamparato, laureato in giurisprudenza, studioso di storia antica e medievale, insegna Storia Bizantina e Storia della Magia all’Università Popolare di Torino.  Ha vissuto per lungo tempo fuori dall’Italia e ha scritto numerosi libri, tra cui “Sindone destinazione Torino, viaggio al centro del Mistero”.

sabato 27 giugno 2020

Bisanzio. Splendore e decadenza di un impero 330-1453

Bisanzio. Splendore e decadenza di un impero 330-1453
di John Julius Norwich
pp. 492, € 18,00
Oscar Mondadori, 2020
ISBN: 9788804724964

Con sensazionale capacità narrativa e rigore storico, John Julius Norwich ci offre con questo libro un affresco affascinante della lunga storia di Bisanzio: dal suo inizio nel 330, quando Costantino il Grande trasferì la capitale dell’impero da Roma al vecchio porto greco di Bisanzio, in Asia Minore, ribattezzandolo Costantinopoli; alla sua affermazione come il primo e più duraturo impero cristiano; fino agli ultimi giorni eroici della sconfitta definitiva, inflitta dai turchi nel 1453. In quei mille e più anni ci sono stati interi secoli di sangue, in cui l’impero ha lottato per la sopravvivenza; secoli di controversie, in cui si è dibattuto sulla natura di Cristo e della Chiesa; secoli di erudizione, in cui gli studiosi e gli scribi hanno mantenuto viva e conservato la cultura del mondo classico; e, soprattutto, secoli di grande creatività, in cui il genio bizantino ha prodotto una pittura e un’architettura di una profondità spirituale incomparabile. La biografia di Bisanzio, insuperato classico della divulgazione storica, è il racconto coinvolgente e originale, pieno di passione, di una delle più grandi civiltà perdute e della sua straordinaria eredità culturale.
John Julius Norwich, membro della Camera dei Lord e presidente della fondazione per la salvaguardia di Venezia, è diventato uno dei più stimati storici internazionali, dopo aver servito il Regno Unito nel servizio diplomatico. Tra i suoi libri più noti una storia di Venezia in più volumi.

lunedì 27 aprile 2020

Bisanzio. L'arta bizantina del Medioevo dall'VIII al XV secolo

Bisanzio. L'arta bizantina del Medioevo dall'VIII al XV secolo
di André Grabar
pp. 242, € 19,00
Ghibli, 2020
ISBN: 9788868012441
 
“L’alta qualità delle opere bizantine traeva origine per larga parte dal ra nato livello estetico di questi artigiani, venuti a formarsi, generazione per generazione, durante interi secoli, nei laboratori delle stesse città. L’arte bizantina deve molto alle tecniche sapienti mediante le quali le opere venivano realizzate; talvolta sono indotto a porre in rapporto la qualità materiale della messa in opera e l’infl uenza che queste tecniche esercitavano sull’espressione estetica delle opere".
Il prestigio goduto dall’arte bizantina nel mondo medievale è immenso. E oggi non è certo da meno. Pitture, mosaici, sculture, manoscritti miniati, ma anche gioielli e sete istoriate costituiscono un patrimonio prezioso, a testimonianza dell’evoluzione di un’arte che è stata espressione di un profondo senso di universalità religiosa. André Grabar nella presente opera studia e mira a far conoscere l’arte bizantina del Medioevo, dal tempo degli iconoclasti (726-843) alla caduta dell’Impero romano d’Oriente e alla presa di Costantinopoli da parte dei Turchi nel 1453. Attraverso un’attenta analisi del contesto storico e politico, Grabar indaga lo sviluppo di quest’arte e le ragioni dei suoi mutamenti e delle sue evoluzioni: ne emerge un panorama composito, frastagliato e a ascinante, corredato di splendide illustrazioni che restituiscono solo in minima parte l’incredibile ricchezza e complessità dell’arte bizantina.
André Grabar (1896-1990), nato a Kiev e naturalizzato francese, è considerato uno dei maggiori storici di studi bizantini. Professore di Archeologia paleocristiana e bizantina al Collège de France e direttore di studi all’École des hautes études en sciences sociales (EHESS), ha svolto un’ininterrotta attività di ricerca per più di cinquant’anni.

lunedì 13 gennaio 2020

Bisanzio. L'arte bizantina del medioevo dall'VIII al XV secolo

Bisanzio. L'arte bizantina del medioevo dall'VIII al XV secolo
di André Grabar
pp. 224, € 19,00
Ghibli Editore, 2020
ISBN: 8868012448
 
Il prestigio goduto dall'arte bizantina nel mondo medievale è immenso. E oggi non è certo da meno. Pitture, mosaici, sculture, manoscritti miniati, ma anche gioielli e sete istoriate costituiscono un patrimonio prezioso, a testimonianza dell'evoluzione di un'arte che è stata espressione di un profondo senso di universalità religiosa. André Grabar nella presente opera studia e mira a far conoscere l'arte bizantina del medioevo, dal tempo degli iconoclasti (726-843) alla caduta dell'Impero romano d'Oriente e alla presa di Costantinopoli da parte dei Turchi nel 1453. Attraverso un'attenta analisi del contesto storico e politico, Grabar indaga lo sviluppo di quest'arte e le ragioni dei suoi mutamenti e delle sue evoluzioni: ne emerge un panorama composito, frastagliato e affascinante, corredato di illustrazioni che restituiscono solo in minima parte l'incredibile ricchezza e complessità dell'arte bizantina.

giovedì 2 gennaio 2020

Stefanitis e Ichnilatis

Stefanitis e Ichnilatis
Il Kalila e Dimna bizantino
A cura di Francesca Rizzo Nervo
pp. 250, € 16,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Rubbettino Editore, 2019
ISBN: 9788849828993

Prima traduzione in italiano, sulla base del testo edito da Vittorio Puntoni, della versione lunga dello Stefanitis e Ichnilatis, versione bizantina del Kalila wa Dimna che diffuse in area euromediterranea il Pancatantra. Un'opera che si propone di insegnare l'arte del buon governo, e quella di raggiungere il successo, attraverso il racconto di favole di animali attinte al ricco patrimonio della favolistica hinduista di tradizione orale, uno speculum principis. La traduzione è preceduta da un'Introduzione che, nel ricostruire la lunga e complessa filiera della tradizione del testo e nel contestualizzarlo nell'ambito ricezionale della Bisanzio dell'XI sec. circa, pone altresì critica di siffatto genere di testi. Nelle note alla traduzione il testo viene messo a confronto con le versioni occidentali derivate da quell bizantine, nell'Appendice con le edizioni arabe del Kalila wa Dimna.
Francesca Rizzo Nervo, docente di Civiltà bizantina presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Roma "Sapienza", ha condotto le sue ricerche negli ambiti della produzione romanzesca e narrativa greca medievale, privilegiando la cura di edizione critiche (Dighenis Akritis, versione dell'Escorial e Il Vecchio Cavaliere), lo studio della produzione agiografica (Percorsi della santità salè vs salos), della rappresentazione nei suoi vari aspetti dell'eros ("Incidit in amorem filae suae". Rappresentazioni del rapporto incestuoso dal mito alla letteratura greca medievale), del cronotopo del romanzo cavalleresco bizantino; Chronotopes between East and West), dei rapporti fra letteratura araba e bizantina (Le Mille e una notte il Dighenis Akritis). Ha curato l'edizione italiana di The Medieval Greek Romance di Roderick Beaton. Con Antonio Pioletti ha fondato la Collana "Medioevo romanzo e orientale"

giovedì 21 novembre 2019

L'età di Giustiniano

L'età di Giustiniano
di Giorgio Ravegnani
pp. 248, € 19,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Carocci, 2019
ISBN: 9788843098316

Giustiniano (482-565) è il più noto imperatore di Bisanzio. Originario dell’Illirico, percorse una brillante carriera pubblica fino a salire al trono nel 527 assieme alla famosa consorte, Teodora. Il nuovo sovrano di Bisanzio si sentiva profondamente romano e si ripropose di attuare alcuni obiettivi che cambiarono profondamente l’assetto del suo impero, riformandolo dall’interno, raccogliendo in modo sistematico il diritto romano ed eliminando ogni forma di dissidenza religiosa. Riconquistò poi almeno in parte i territori già appartenuti a Roma e caduti nel V secolo sotto il dominio dei barbari. Il libro restituisce la complessità della sua figura e del suo potere al centro delle crisi militari, demografiche, politiche e teologiche che agitarono l’Impero romano d’Oriente in età tardoantica.
Giorgio Ravegnani insegna Storia dell’Italia bizantina all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Teodora (Roma 2017); Ezio (Roma 2018); Bisanzio e l’Occidente medievale (Bologna 2019).

sabato 24 agosto 2019

L'impero che non voleva morire

L'impero che non voleva morire
Il paradosso di Bisanzio (640-740 d.C.)
di John Haldon
Traduzione di Alessio De Siena
Contributi di Immacolata Eramo
pp. XLII - 462, € 29,00
Einaudi, 2019
ISBN: 9788806235000

Se nel VI secolo l’Impero romano d’Oriente era il piú vasto stato nell’Eurasia, appena un secolo dopo esso si era ridotto drasticamente. Circondato da nemici, devastato da conflitti e malattie, sembrava destinato al collasso, ma non fu cosí, e questo saggio ci spiega tutti i motivi per cui ciò non avvenne. Nel 700 d.C. l’Impero aveva perso tre quarti del suo territorio a vantaggio del Califfato islamico. Ma l’accidentata geografia dei territori rimanenti in Anatolia e nell’Egeo fu strategicamente vantaggiosa, poiché impedí ai nemici di occupare permanentemente le città, rendendoli vulnerabili ai contrattacchi romani. Piú l’Impero si riduceva, piú si calamitava intorno a Costantinopoli, la cui capacità di resistere ai diversi assedi si rivelò decisiva. Anche i cambiamenti climatici ebbero un ruolo, poiché imposero di diversificare la produzione agricola, aiutando cosí l’economia imperiale. La crisi costrinse la corte ad avvicinarsi alle classi dirigenti delle province e alla Chiesa. Nonostante le perdite territoriali, l’Impero non patí gravi crisi politiche. Ciò che restava divenne il cuore di uno stato romano cristiano medievale, la cui potente teologia politica predisse che l’imperatore avrebbe infine prevalso contro i nemici, sancendo il dominio mondiale del cristianesimo ortodosso.
John Haldon insegna Storia bizantina ed ellenistica alla Princeton University. Per Einaudi ha pubblicato L'Impero che non voleva morire (2019).

sabato 20 luglio 2019

L'arte della sopravvivenza

L'arte della sopravvivenza
di Gastone Breccia
pp. 240, € 10,00
Nuova Argos, 2019
ISBN: 8888693378

L'intelligence militare nell'impero romano d'Oriente, parte dell'attività degli eserciti bizantini e arma per la sicurezza del sovrano, il detentore del potere supremo, personificazione della legge e della giustizia divina, primo tra gli uomini e protettore del popolo dei «fedeli in Cristo».
Gastone Breccia è ricercatore di Civiltà bizantina presso l’Università degli Studi di Pavia. Negli ultimi anni si è dedicato alla ricerca in campo storico-militare anche al di fuori dell’ambito della bizantinistica. Esperto di teoria militare, di guerriglia e controguerriglia, ha condotto ricerche sul campo in Afghanistan (2011) e Kurdistan (Iraq e Siria, 2015). È membro del direttivo della Società Italiana di Storia Militare (SISM) e collaboratore fisso della rivista “Focus Wars”. Tra le sue più recenti pubblicazioni:I figli di Marte. L’arte della guerra a Roma antica (Mondadori 2012); L’arte della guerriglia (Il Mulino 2013); La tomba degli imperi (Mondadori 2013); Le guerre afgane (Il Mulino 2014); Nei secoli fedele. Le battaglie dei Carabinieri 1814-2014 (Mondadori 2014); 1915. L’Italia va in trincea (Il Mulino 2015); Guerra all’Isis. Diario dal fronte curdo (Il Mulino 2016).

sabato 22 giugno 2019

Icone delle dodici grandi feste bizantine

Icone delle dodici grandi feste bizantine
di Gaetano Passarelli
pp. 272, € 90,00
Jaca Book, 2019
ISBN: 978-88-16-60584-8

Nella tradizione bizantina, le feste presentano alcune importanti variazioni rispetto alla tradizione cattolica, sia nella successione delle feste principali sia nell’accento posto su ognuna di esse. Basti pensare alla «madre di tutte le feste», la Resurrezione, che nel mondo cristiano ortodosso è detta la «Discesa di Gesù agli Inferi» poiché Cristo si reca nel Limbo per prendere Adamo ed Eva e con loro tutti gli uomini: la Resurrezione non è solo di Cristo, dunque, ma di ogni uomo. L’opera è illustrata tramite icone provenienti da tutta la tradizione ortodossa, da quella greco-costantinopolitana a quella balcanica e russa, senza tralasciare l’Italia, con l’iconostasi di Livorno e Ravenna. Uno strumento unico per conoscere la varietà del fenomeno "icona" ma anche l’insieme di ciò che Oboleskij chiamava il «Commonwealth bizantino».

giovedì 20 giugno 2019

Bisanzio prima di Bisanzio

Bisanzio prima di Bisanzio
Miti e fondazioni della nuova Roma
di Tommaso Braccini
pp. 184, € 16,00
Salerno Editrice, 2019
ISBN: 978-88-6973-374-1
L’undici maggio del 330 Costantino fondò la sua Nuova Roma, meglio nota come Costantinopoli. Il sito della nuova capitale, tuttavia, aveva già una storia lunghissima, che iniziava dalla preistoria e proseguiva con la colonia megarese di Bisanzio, cruciale emporio sul Bosforo e inespugnabile avamposto contro i barbari.
Il corpus arcaico di miti e leggende che circondava quest’antico insediamento, di cui i testi antichi ci hanno conservato tracce preziose, si trovò all’improvviso proiettato su un palcoscenico mondiale: retori, poeti, storici fecero a gara nel nobilitare queste tradizioni e nel costruire, nel passato di Bisanzio, una serie impressionante di presagi della futura grandezza. La propaganda imperiale trasformò così l’eroe fondatore Bisante, nipote di Zeus, in un nuovo Romolo, e la dea Ecate, protettrice della città negli assedi, sembrò anticipare il ruolo che sarebbe stato attribuito alla Vergine.
E allo stesso tempo, gli antichi monumenti che rimanevano di questo passato remoto furono avvolti da leggende che li dipingevano come talismani incantati
dalla magia degli antichi sapienti. Quando i Turchi infine conquistarono Costantinopoli, nel 1453, ereditarono e rielaborarono ulteriormente questo patrimonio di miti, ipotizzando una serie vertiginosa di fondazioni e rifondazioni che iniziava con Salomone per culminare nella nascita di Istanbul. In queste pagine viene rievocata questa “storia leggendaria” di Bisanzio, una costruzione culturale che è in corso ancora oggi.
Tommaso Braccini insegna Civiltà bizantina e Lingua e letteratura greca presso l’Università di Siena. Si è occupato del patrimonio mitico e leggendario dell’antichità e del medioevo bizantino; tra le sue pubblicazioni, Prima di Dracula: archeologia del vampiro (Bologna 2011); Una passeggiata nell’Aldilà in compagnia degli Antichi, con S. Romani (Torino 2017).