Alla luce della storiografia più recente interessatasi al dibattito sull’interazione tra uomo e spazio in età medievale, degli stretti rapporti esistenti tra territorio e dimensione sacrale, sulla topografia dei luoghi santi, nonché alle modalità con cui tali luoghi erano letti ed interpretati dai pellegrini, i contributi raccolti in questo volume, opera da un gruppo di studiosi di diversa provenienza e formazione, raccontano le vicende di viaggiatori e ricostruiscono aspetti di un mondo in cui un numero rilevante di donne, uomini (persino bambini) decisero di impegnare una parte non trascurabile della loro esistenza allontanandosi dalla propria dimora alla volta di una meta ritenuta santa.
Luigi Russo è professore associato di Storia medievale presso
l’Università Europea di Roma. I suoi interessi di ricerca vertono
principalmente sulla storia del movimento crociato e i Normanni in
Italia e nell’Oriente latino. Il suo ultimo libro è “I crociati in
Terrasanta. Una nuova storia (1095-1291)” (Roma, 2018).
Le reliquie ci appaiono come una delle più interessanti manifestazioni del Medioevo oscuro e superstizioso. E con ragione! Se togliamo loro la polvere del tempo, scopriremo storie affascinanti e personaggi indimenticabili. Soprattutto, attraverso di loro possiamo stabilire una connessione diretta con uomini e donne del passato e guardare 2000 anni di storia in modo nuovo. La polvere del mantello di san Martino, il dentino da latte di Gesù Bambino, migliaia e migliaia di frammenti della Vera Croce recuperata da sant’Elena: se scorriamo l’elenco delle innumerevoli reliquie conservate nei nostri santuari e nelle nostre chiese, non possiamo trattenere lo stupore e l’ironia per una ‘tipica’ testimonianza della superstizione e dell’oscurantismo medievale. Ma se quello delle reliquie può apparire un mondo esclusivamente connesso con l’aspetto devozionale, con la fede e con l’esaltazione del sacro, esplorare le storie a loro legate ci conduce in un inedito mondo fatto di viaggi avventurosi, raggiri, contese teologiche, battaglie campali e rapporti di potere secolari. Basta ricordare l’importanza che hanno per Venezia e Bari le reliquie di san Marco e san Nicola, rispettivamente trafugate da Alessandria d’Egitto e da Myra. Sono storie che vedono protagonisti non solo santi e uomini di Chiesa, ma anche sovrani, condottieri, donne straordinarie, nobili e personaggi minori come pirati, ladri,abili millantatori e tanta povera gente in buona fede. Inseguendo queste storie il lettore sarà trasportato dal palazzo imperiale di Costantinopoli a ciò che resta del Calvario presso Gerusalemme, dal cuore dell’Arabia alla brumosa Britannia, dalle abbazie ai palazzi reali, dalle piccole pievi rurali fino alle cattedrali delle più grandi città d’Europa.
Federico Canaccini, medievista, si occupa da anni di storia comunale
italiana, con una particolare attenzione al conflitto tra le fazioni dei
Guelfi e dei Ghibellini. Insegna Storia medievale alla LUMSA di Roma e
ha insegnato Storia della guerra nel Medioevo alla Catholic University
of America di Washington, Paleografia latina e Filosofia medievale alla
Università Pontificia Salesiana di Roma. In qualità di ricercatore
all’Università di Princeton ha intrapreso un lavoro di edizione critica
di Questioni quodlibetali e di trattati astrologici inediti. È
assiduo collaboratore della rivista “Medioevo”, di cui cura anche la
rubrica d’apertura. Tra le sue pubblicazioni Ghibellini e ghibellinismo in Toscana da Montaperti a Campaldino (2007), Matteo d’Acquasparta tra Dante e Bonifacio VIII (2008) e Al cuore del primo Giubileo (2016). Per Laterza è autore di 1268. La battaglia di Tagliacozzo (2018), 1289. La battaglia di Campaldino (2021) e Il Medioevo in 21 battaglie (2022).
In cammino con pellegrini,cavalieri e strane creature
di Anthony Bale
pp. XVIII-414; € 25,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Hoepli, 2024
EAN: 9788836010332
Un caleidoscopico viaggio nel mondo medievale. Un libro che, come nei Racconti di Canterbury, ci restituisce l'immaginifico e il prosaico del viaggio al tempo del Medioevo, con gli occhi di pellegrini, commercianti, spie e santi, da ovest a est, passando per Costantinopoli, Gerusalemme, Etiopia e Cina. Dagli animati bazar di Tabriz alla misteriosa isola di Caldihe, dove si diceva che le pecore crescessero sugli alberi, dalla Via della Seta alle escursioni per le strade di Istanbul e Gerusalemme, Anthony Bale fa rivivere il Medioevo, invitando il lettore a esplorare un mondo costellato di miracoli, meraviglie e luoghi un tempo famosi e oggi dimenticati. Come una vera guida turistica, il libro offre anche consigli su frasi utili, dove alloggiare e mangiare, e su come evitare briganti, malattie e altri pericoli della strada. Servendosi di cronache dell'epoca mai tradotte prima e provenienti dai luoghi più disparati, tra cui Turchia, Islanda, Armenia, Indonesia, Nord Africa e Russia, "Viaggiare nel Medioevo" è una sorta di atlante vivente che rende indistinti i confini tra luoghi reali e immaginari e offre al lettore uno spaccato vivido e indimenticabile del mondo medievale.
Anthony Bale è professore di Medieval Studies alla Birkbeck University di Londra, ospite di programmi radiotelevisivi sulla BBC.
L'avventura di un pellegrino tra Medioevo e Rinascimento
di Fabio Persico
illustrazioni di Toni Spagone
pp. 216; € 22,00
Lisianthus Editore, 2024
EAN: 9791280789440
Da Canterbury a Roma, lungo la Via Francigena, si svolge la saga di una famiglia di scultori normanni, alla ricerca della propria identità. Martin, figlio illegittimo di un alto dignitario della corte inglese e apprendista alla Cattedrale di Rouen trasmette al figlio Christophe tutta la fede, la cultura e quel desiderio irrefrenabile di bello e di giusto appreso in convento. Christophe si arruola nell’esercito popolare di Jeanne d’Arc e la segue fino a Compiègne. Impotente assiste al processo farsa che porta alla condanna al rogo e, disgustato, intraprende il grande pellegrinaggio per appellarsi al Papa. Tra avventure e incontri di ogni tipo, subendo soprusi e risollevandosi con grande determinazione, prosegue con due amici incontrati lungo il cammino.
Antonio di Padova, i minori e le strade nel Friuli medievale
a cura di Andrea Tilatti
pp. 83, € 20,00
Associazione Centro Studi Antoniani, 2021
EAN: 9788895908205
Il volumetto, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune
di Gemona del Friuli, raccoglie tre interventi relativi alla
figura di sant’Antonio di Padova, che in quel Comune ha uno
dei più antichi santuari eretti in suo onore, punto di
riferimento del “Cammino di S. Antonio” che collega il nord
d’Europa nel suo itinerario verso il santuario padovano,
epicentro di una serie di “Cammini” che attraversano, da nord a
sud, la penisola italiana. Un primo saggio ricostruisce la figura
storica del santo, portoghese d’origine adottato dalla città di
Padova (Luciano Bertazzo); il secondo sulla presenza degli
insediamenti francescani nel Friuli nel periodo medievale (Andrea
Tilatti); il terzo, sulle vie di comunicazione nel medioevo
(Riccardo Cecovini). Una sintesi storica e geografica utile
nella comprensione del fenomeno santuariale e odeporico attuale.
Andrea Tilatti è professore associato di Storia medievale all'Università degli Studi di Udine.
I trenta denari sono il simbolo del tradimento per la transazione
più famosa e iniqua della storia. Per trenta denari Giuda vendette
Cristo, consegnandolo alla morte. Giuda si pentì, restituì i denari ai
sacerdoti e si impiccò. Ormai sporche di sangue innocente, le monete non
potevano essere depositate nel tesoro del Tempio e i sacerdoti le
spesero per comprare un terreno.
La storia dei trenta denari dovrebbe chiudersi con quella
compravendita immobiliare, ma, imprevedibilmente, molti (presunti)
esemplari furono venerati tra gli strumenti della Passione in chiese e
monasteri di tutta Europa nel tardo medioevo e nell’età moderna. Erano
parte del “corredo” di reliquie che permetteva di ricreare la Terrasanta
in Occidente, e in gran parte furono dispersi quando se ne riconobbe la
falsità.
Pellegrini e leggende agiografiche, reliquie vere e false, immagini
della Passione e indulgenze, antigiudaismo e devozione, ricerca
antiquaria e pensiero economico: molti temi sono qui uniti dal filo
d’argento della riflessione sulla moneta come misura in tutte le
società.
Lucia Travaini insegna Numismatica medievale e moderna presso il
Dipartimento di Studi storici dell’Università Statale di Milano. Tra le
sue pubblicazioni: Medieval European Coinage, volume 14. South Italy, Sicily, Sardinia (con Philip Grierson, Cambridge 1998); Monete mercanti e matematica
(Roma 2003; 2020). Ha curato anche Le zecche italiane fino all’Unità
(Roma 2011: Prix Duchalais 2014, Académie des Inscriptions et
Belles-Lettres, Paris). Tra i riconoscimenti ricevuti, l’Annual Medal
2012 della Royal Numismatic Society, London.
«Mi raccontò
l’emiro Husām al-Dīn: il re di Francia era un uomo savio e assai
intelligente; e in una delle mie conversazioni io gli dissi: “Come è mai
venuto in mente a Vostra Maestà, con tutta la virtù e il senno e il
buon senso che vedo in lui, di montare su di un legno, cavalcare il
dorso di questo mare, e venire in questo paese così popolato di
musulmani e di truppe, nella convinzione di poterlo conquistare e
farsene signore?”. Quest’impresa è il maggior rischio cui poteva esporre
se stesso e i suoi sudditi. Il Re sorrise e non rispose. “Nella nostra
legge – aggiunsi – per chi percorre più volte questo mare, mettendo a
repentaglio la sua persona e il suo avere, non è accolta come valida la
sua testimonianza in giudizio”. “E perché?”, domandò il re. “Perché da
quel modo d’agire noi deduciamo che sia deficiente di senno, e di chi è
deficiente di senno non si conviene accogliere la testimonianza”. E il
re, di rimando, con un sorriso: “Perdio, bene ha detto chi ha detto
così, e non ha errato chi così ha giudicato”.»
Ibn Wāṣil, metà XIII sec.
All’inizio ci sono i pellegrini, i crucesignati diretti
a Gerusalemme che recano cucita o ricamata sulla spalla, sul petto, o
sulla bisaccia, una croce. La crociata è stata iter, peregrinatio, passagium:
spedizione militare, viaggio religioso, itinerario marittimo. Se ai
tempi della prima spedizione (1096-99) la volontà di liberare
dall’occupazione musulmana le terre in cui era vissuto Gesù si
accompagnò a un grande fervore religioso, in seguito altri fattori
decisivi motivarono le campagne militari in Terrasanta. Per le
repubbliche marinare, la possibilità di ottenere il controllo strategico
di rotte e porti mediterranei; per il papato, di aumentare il proprio
prestigio; per i sovrani laici, di liberarsi di folle insofferenti e
aristocratici riottosi; senza contare il desiderio di avventura, molto
sentito nella società feudale, e il richiamo dei tesori d’oriente. Fede,
interesse economico, attrazione per l’ignoto spingono dunque l’Europa
cristiana in Oltremare. Più tardi la crociata diventerà lotta
all’eresia, strumento di controllo politico, atto di difesa
dell’antemurale balcanico e mediterraneo-orientale contro le offensive
ottomane, custodia maris contro i corsari barbareschi, impegno
di cristianizzazione del Nuovo Mondo. Un potente affresco che tesse in
un’ampia narrazione una storia della crociata che, come idea e fatto,
giunge fino ai giorni nostri.
Franco Cardini, professore emerito di
Storia medievale, con il Mulino ha tra l’altro pubblicato «Gerusalemme»
(2012), «Istanbul» (2014), «Andare per le Gerusalemme d’Italia» (2015),
«Samarcanda» (2016), «La via della seta» (con A. Vanoli, 2017),
«Andalusia» (2018).
Antonio Musarrra insegna Storia
medievale alla Sapienza Università di Roma. Con il Mulino ha pubblicato
«Genova e il mare nel Medioevo» (2015), «Acri 1291. La caduta degli
stati crociati» (2017), «Il crepuscolo della crociata» (2018).
L’Occidente medievale e lo sguardo letterario sull’Altro tra l’Europa e il Levante
a cura di Giuseppe Mascherpa e Giovanni Strinna pp. 304, € 28,00 Universtas Studiorum, 2018 ISBN: 9788833690353
Nel Medioevo letterario europeo il racconto edificante (il sermone, la
narrazione agiografica) e le scritture di viaggio spiccano tra quelle
tradizioni letterarie che hanno concorso in misura sostanziale a fondare
l’identità collettiva dell’Occidente. Predicatori, missionari,
mercanti, pellegrini: nel punto di vista a volte convenzionale o
autoreferenziale, a volte felicemente originale di questi scrittori
ritroviamo la lente con cui l’uomo occidentale ha osservato se stesso e
il mondo, ha escluso e discriminato le minoranze e talvolta ha cercato
di comprendere gli altri. Nell’era della globalizzazione e della
post-secolarizzazione, il complesso rapporto tra "je, nous et les
autres" pone di fronte a delle sfide quanto mai attuali. Il rispetto
dell’alterità e la comprensione delle pluralità culturali è un passo
indispensabile per vivere in una società in continua trasformazione.
Introduzione di Baykar Sivazlyan pp. 580, € 20,00 Edizioni Antilia, 2017 ISBN: 978-88-97336-64-8
La Marca Trevigiana ha conosciuto nell’età crociata una vitalità straordinaria, che ha portato molti illustri personaggi
appartenenti ai più prestigiosi casati del territorio adimpegnarsi in pellegrinaggi armati per la difesa dei Luoghi Santi della Cristianità. Il libro offre uno spaccato trasversale del Medioevo trevigiano crociato in una miscellanea che documenta e appassiona il lettore, e che riflette la diversità di approccio degli studiosi che hanno espresso nelle loro pagine la lettura di un periodo storico ricchissimo di fascino.
La alte valli di Taro e Ceno tra fede e laicità: re, monaci e pellegrini
a cura di Manuela Catarsi, Patrizia Raggio
pp. 96, € 21,00
Ante Quem, 2017
ISBN: 978-88-7849-121-2
L’incontro di due grandi personalità, il santo irlandese Colombano e il
re longobardo Agilulfo, segna l’origine di uno dei monasteri più
importanti d’Italia, quello di Bobbio, centro di fede e cultura, ma
anche nodo strategico per la viabilità e il controllo del territorio. Seguendo
l’espansione giurisdizionale del monastero, in particolare nelle alte
valli parmensi di Taro e Ceno, il volume mette in luce quelle terre che,
già popolate in età romana – numerosi i ritrovamenti archeologici –,
erano state poi abbandonate. Grazie a Colombano e ai suoi successori,
dal VII secolo queste zone furono invece rimesse a coltura e abitate,
come provano curtes, castelli, edifici sacri ed ospitali,
citati dalle fonti e in diverse occasioni indagati archeologicamente. Si
compone così un quadro di vitalità economica e commerciale, legata a
quella stessa viabilità che oggi si tenta di recuperare e valorizzare
per un rilancio delle terre appenniniche, nuovamente in profonda
sofferenza.