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venerdì 3 maggio 2024

Castelluccio Acquaborrana: Breve storia

Castelluccio Acquaborrana: Breve storia
Dalle origini all’eversione della feudalità
di Umberto Palumbo
pp. 40; € 10,00
Volturnia Edizioni, 2023
EAN: 9788831338872

Nel breve saggio sono trattati i seguenti periodi della storia di Castelluccio Acquaborrana l’ìodierno Castelmauro. Periodo sannita-romano, Periodo gotico-longobardo (secoli VI-XI), Periodo svevo (secolo XIII), Periodo angioino (1266-1442), Periodo aragonese (1442-1504), Periodo del Viceregno (1504-1714), Primo periodo borbonico (1735–1799), Periodo napoleonico (1799 e decennio francese).

domenica 14 luglio 2019

Teoderico. Il re barbaro che immaginò l'Italia

Teoderico. Il re barbaro che immaginò l'Italia
di Carlo Ruta
pp. 144, € 14,00
Edizioni di Storia e studi sociali, 2019
ISBN: 9788899168353
 

Teoderico, re goto in Italia dal 493 al 526, si presenta come una delle figure più forti ed emblematiche dell’Europa tardo-antica. Attraverso la sua vicenda politica egli riesce a rispecchiare la complessità di un’epoca, di transito: disordinata, ambigua, travagliata da radicalismi ma percorsa anche da esperienze di convivenza etnica, di pluralità, di compostezza civile, di decoro urbano e di contagio religioso e culturale. Il re barbaro in questo sommovimento politico, sociale e culturale finì con il generare un modello di Stato che ambiva a spendere con lucida determinazione le eredità del passato mentre inaugurava un tipo di convivenza etnica originale: chiuso e tuttavia plurale, segnato da rigidi protocolli identitari ma in grado di generare, nel concreto delle cose, costumi condivisi. Egli volle essere rappresentante e arbitro di mondi distanti che, senza nulla cedere delle tradizioni cui più tenevano, riuscirono per decenni a eliminare dall’orizzonte civile lo scontro etnico e di religione. Tra i Goti, comunemente di fede ariana, e gli Italici, cattolici, furono tutto sommato tempi di normalità, retti da una misurata concordia. E questo modo di convivenza, freddo ma per tanti versi fecondo, contribuiva a ricomporre nel paese la vita delle città. Lo Stato teodericiano faceva i conti in maniera esemplare con il passato di Roma, assimilandone gli elementi più produttivi, giuridici, economici e tecnico-costruttivi. Si faceva inoltre garante di grandi tradizioni di pensiero, greche ed ellenistiche in particolare, attraverso l’apporto di filosofi e letterati tra i più significativi della tarda antichità. Boezio e Cassiodoro, ministri e consiglieri del re goto, lasciarono eredità decisive sul piano dell’organizzazione dei saperi e, in particolare, della custodia delle classicità, mentre si formava, in disparte, una delle figure più eminenti del mondo cristiano, Benedetto da Norcia, che con la sua Regola avrebbe interagito in maniera feconda con i progetti della tarda maturità di Cassiodoro, fondatore del Vivarium.
Solo negli ultimi anni gli equilibri garantiti da quell’esperimento di governo cominciarono a incrinarsi, per cause legate soprattutto ai rapporti travagliati con l’Impero d’Oriente. Ma anche in quei contesti, i dissidi interni, pur significativi, non produssero nel paese grandi devastazioni. Goti e Romani, ariani e cattolici nel concreto delle città riuscirono a fermarsi, a placare le tensioni e spegnere lo scontro civile che minacciava di erompere, mentre si apriva una fase di intrighi da «basso impero» interpretati da un Senato sempre più travagliato da partigianerie. Era per certi versi l’ultima chiamata alle armi di un’aristocrazia che in larghissima parte aveva smarrito il senso dello Stato. Poi, morto Teoderico nel 526, il regno goto precipitava in una profonda instabilità ed infine, per iniziativa di Costantinopoli, in uno stato di guerra che in un paio di decenni ne avrebbe determinato la fine.

giovedì 3 gennaio 2019

Teodorico

Teodorico
di Emilio Paterna
pp. 176, € 17,00
Castelvecchi, 2018
ISBN: 9788832824483
 
Nel 489 d.C. il Re dei Goti Teodorico avanza verso Ravenna per assolvere al compito affidatogli dall’Imperatore di Costantinopoli: battere l’usurpatore Odoacre e riportare l’Italia sotto il controllo diretto dell’Impero romano d’Oriente. Durante la reggenza di Teodorico i valori legati alla tradizione imperiale e cristiana di Roma sono tutelati e difesi, come dimostra la posizione del senato, rimasto sovrano nell’amministrazione dello Stato. Non tutti i senatori però sono pronti a riconoscere il Re barbaro come legittima autorità, specialmente in occasione dell’inasprimento del confronto con il Papa e l’Imperatore. La brillante figura di Teodorico e il suo rapporto con Severino Boezio e il senato di Roma sono al centro di questo romanzo che completa, dopo Stilicho e Flavio Ezio, a cui il goto si aggiunge come ultimo protettore della “romanità”, un’ideale “trilogia della Decadenza” a opera di Emilio Paterna.
Emilio Paterna ha coltivato per decenni l’amore per la storia romana imperiale dell’età della decadenza e della caduta, impegnandosi in ricerche d’archivio, nello studio delle fonti e della letteratura storiografica di uno dei periodi del passato più affascinanti. Dopo Stilicho. L’ultimo generale (Castelvecchi, 2016) e Flavio Ezio. L’ultimo volo dell’aquila (Castelvecchi, 2017), Teodorico è il suo terzo romanzo.

lunedì 29 ottobre 2018

Città e campagna. Culture, insediamenti, economia (secc. VI-IX)

Città e campagna
Culture, insediamenti, economia (secc. VI-IX)
a cura di Caterina Giostra
pp. 362, € 49,00
All'Insegna del Giglio, 2018
ISBN: 9788899547219

La seconda edizione degli Incontri per l’Archeologia barbarica, che si tengono annualmente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, presenta ritrovamenti inediti, nuove metodologie di analisi e proposte di lettura circa la struttura insediativa dei regni goto e soprattutto longobardo, anche alla luce di ampi quadri di sintesi sulla ricerca d’Oltralpe. Dialogano autori provenienti da differenti enti di tutela e istituti di ricerca. Si è avvalsa della consulenza di un comitato scientifico e della collaborazione del Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli.
Caterina Giostra dal 1995 svolge attività didattica ufficiale a vario titolo afferente alla cattedra di Archeologia cristiana e medievale. Attualmente è docente di Archeologia Medievale presso il Corso di Laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali e di Archeologia degli insediamenti e dei luoghi di culto medievali presso il Corso di laurea magistrale in Archeologia e Storia dell'Arte. E' nel corpo docenti della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell'Ateneo. E’ membro del Collegio Docenti della Scuola di Dottorato "Studi umanistici: tradizione e contemporaneità” dell’Università Cattolica.
Ha diretto o co-diretto campagne di scavo (Trezzo sull'Adda - MI; Povegliano Veronese - VR; Castelseprio - VA) e ha avuto la responsabilità scientifica dell'unità dell'Università Cattolica di Milano nella missione archeologica ad Adulis (Mar Rosso - Eritrea; 2014-2016). Ha curato o collaborato a mostre archeologiche e allestimenti museali; è autrice di circa 120 pubblicazioni. Ha la direzione scientifica di progetti incentrati sullo studio di siti goti e longobardi (fra i quali quelli di Povegliano Veronese e Cividale del Friuli). Partecipa a progetti di ricerca internazionali, relativi anche ad analisi paleogenetiche su necropoli longobarde.
E' il coordinatore scientifico della collana "Archeologia Barbarica"; è nell'editorial board della Rivista 'European Journal of Post-Classical Archaeologies' e della Collana 'Archeologia Pubblica'; è corrispondente della Rivista 'Archeologia Medievale'. E' membro dell'European Association of Archaeologists, della Società degli Archeologi Medievisti Italiani e dell'Association pour l'Antiquité tardive.

martedì 10 gennaio 2017

L'esercito di Bisanzio in Italia (535-1071)

L'esercito di Bisanzio in Italia (535-1071)
dalla riconquista giustinianea alla caduta di Bari
di Nicola Bergamo
Illustrazioni di Luca Stefano Cristini
pp. 90, € 20,00
Soldiershop, 2016
ISBN: 9788896519950

Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente fu Costantinopoli a mantenere vive le vestigia e tradizioni romane. Dalla nuova capitale sul Bosforo, opulenta città e ricca di fascino, ripartirono i tentativi di ricostruire l’unità spezzata. Ci volle quasi un secolo per organizzare una valida spedizione militare con l’ambizione di riconquistare le antiche terre perdute e questo fu possibile grazie al governo di Giustiniano I. La guerra che ne seguì, conosciuta come “guerra gotica”, durò quasi 20 anni, unificò la provincia con l’Impero, ma distrusse la penisola. L’unità ebbe però vita breve, i Longobardi giunsero in Italia nel 569 e la designarono come loro nuova dimora. Gli Imperiali, così, si trovarono sulla difensiva per quasi due secoli mantenendo gran parte dei territori, almeno fino all’avvento di Rotari che nel 643 ne conquistò gli ultimi brandelli. L’Imperatore Costante II decise così di intervenire militarmente guidando lui stesso una spedizione in Italia ma non ebbe gli esiti sperati e Ravenna cadde nel 751 sotto le lame longobarde.
La risposta imperiale poté concretarsi solamente un secolo dopo, quando fu inviato il generale Niceforo Foca “il vecchio”, che riuscì a conquistare tra il 885 e il 886 gran parte della Puglia, della Calabria e parte del beneventano. Il controllo imperiale si mantenne forte per quasi due secoli e poté pure intervenire, con parte dei suoi soldati italici, nella nuova spedizione militare organizzata da Giorgio Maniace per riconquistare la Sicilia nel 1038. Con l’arrivo di Roberto il “Guiscardo” nel 1050, le bande normanne trovarono finalmente il loro capo indiscusso e questo permise la rapida conquista di diverse porzioni del territorio imperiale fino a conquistarne la capitale politica, Bari nel 1071.
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sabato 14 maggio 2016

Andare per l'Italia bizantina

Andare per l'Italia bizantina
di Giorgio Ravegnani
pp. 160, € 12,00
Il Mulino, 2016
ISBN: 978-88-15-26419-0

Tra Marche e Umbria si può ancora percorrere l’antico «corridoio bizantino», un itinerario suggestivo di recente riscoperto…
Nonostante le invasioni longobarde, unna, normanna, franca, gota la presenza bizantina in Italia è durata oltre cinque secoli. Queste pagine ci guidano attraverso le meravigliose testimonianze materiali che fra il 535 e il 1071 i bizantini, portatori di quella cultura greca che feconderà il grande slancio umanistico, lasciarono sull’intero territorio italiano. Un viaggio che si snoda dall’Istria a Venezia (formatasi per l’appunto sotto la dominazione bizantina nell’isola di Rialto), al Nord-Ovest (Milano, Genova), per soffermarsi sulla prestigiosa Ravenna e infine dispiegarsi nell’Italia centrale (Perugia, Roma), il Sud (Napoli, Salento, Matera, Calabria) e le isole (Messina, Palermo, Siracusa, Cagliari).
Indice: 
1. Venezia: dalla terraferma alla laguna 
2. Bisanzio nel nord-ovest: dalla Liguria alla Lombardia 
3. Al centro dell'Italia bizantina: l'esarcato ravennate 
4. Da Ravenna a Roma 
5. Bisanzio nel sud: dalla Campania alla Calabria 
6. I Bizantini in Sicilia e Sardegna 
Nota bibliografica
Giorgio Ravegnani insegna Storia medievale e Storia dell’Italia bizantina nell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Con il Mulino ha da ultimo pubblicato «Bisanzio e le crociate» (2011), «La caduta dell’impero romano» (2012), «Il doge di Venezia» (2013) e «La vita quotidiana alla fine del mondo antico» (2015).

giovedì 30 ottobre 2014

L'eredità di Roma. Storia d'Europa dal 400 al 1000 d.c.

L'eredità di Roma
Storia d'Europa dal 400 al 1000 d.C.
di Chris Wickham
Traduzione di Renato Riccardi
pp. 784, € 38,00
Laterza, 2014
ISBN: 9788858114094

Dopo il crollo dell’impero romano d’Occidente, dal V al X secolo, sullo sfondo di un’Europa ampia che va dall’Irlanda a Costantinopoli e alla Russia, dalla Scandinavia a tutta l’area mediterranea, si incontrano, si scontrano, si organizzano popoli diversi come i Goti, i Franchi, i Vandali, i Bizantini, gli Arabi, i Vichinghi. Sono loro i protagonisti dell’Occidente post-romano, dell’impero bizantino e degli imperi d’Oriente, dell’impero carolingio e post-carolingio. Saranno loro a dare una nuova forma al mondo dopo Roma: tutti si dovranno confrontare con la sua eredità, mediandola, traendone spunto, rinnegandola. Solo dopo sei secoli dal tracollo dell’impero, l’ombra di Roma comincerà così lentamente a scomparire.
L’alto Medioevo è stato spesso ridotto dalla storiografia tradizionale a puro intermezzo temporale tra l’impero romano e l’alba del Rinascimento, o all’opposto esaltato come origine quasi mitica delle identità nazionali europee. Per la prima volta un grande storico restituisce la complessità, i cambiamenti sociali, politici, culturali di un pezzo di storia spesso trascurato, dove l’Europa odierna affonda le sue radici.
Chris Wickham insegna Storia medievale all’Università di Oxford ed è Fellow presso l’All Souls College e la British Academy. La sua principale area di ricerca è l’Italia medievale, con particolare attenzione all’Italia centrale e alla Toscana. Il suo libro Framing the Early Middle Ages del 2005 (edizione italiana Le società dell’alto medioevo, Roma 2009) ha vinto il Wolfson History Prize, il Deutscher Memorial Prize e il James Henry Breasted Prize dell’American Historical Association.Tra le altre sue opere tradotte in italiano, Roma medievale. Crisi e stabilità di una città, 900-1150 (Roma 2013).

mercoledì 20 novembre 2013

Goti e Vandali. Dieci saggi di lingua e cultura altomedievale

Goti e Vandali
Dieci saggi di lingua e cultura altomedievale
di Nicoletta Francovich Onesti
pp. 200, € 25,00
Artemide, 2013
ISBN: 978-88-7575-182-1 
 
Il volume raccoglie i saggi che Nicoletta Francovich Onesti ha dedicato alla lingua e alla cultura dei Goti e alle sparute tracce linguistiche dei Vandali. Quello che conosciamo sulle lingue di queste popolazioni germaniche, precocemente estinte, è in gran parte circoscritto alle forme onomastiche poiché, fatta salva l'eccezione della Bibbia gotica di Wulfila e di pochi altri testi minori, esse quasi non hanno lasciato alla storia altra memoria di sé. I dati antroponimici non sono però studiati soltanto per ricostruire lingue altrimenti poco o punto attestate; essi rappresentano soprattutto la chiave di accesso ai complicati meccanismi di prestito, scambio e simbiosi attraverso i quali, tra la tarda antichità e gli albori del Medioevo, è venuta conformandosi la convivenza tra le popolazioni germaniche dei Goti e dei Vandali e le genti stanziate sulle sponde del Mediterraneo: in Italia e Spagna, ma anche nell'Africa settentrionale. Sono nomi di sovrani e notabili, ma anche di uomini - e donne - di estrazione più modesta: se ne identificano qui l'origine, l'etimologia, l'assimilazione nei coevi sistemi grafo-fonetici del greco e del latino, la diffusione nei diversi strati sociali. L'analisi linguistica procede dunque parallela alla valutazione dei dati storici, e con essi si tenta una sintesi di più ampio respiro, volta a determinare come quell'intreccio di lingue, usi, tradizioni, abbia segnato la nascita della cultura europea.
Nicoletta Francovich Onesti è docente di Filologia Germanica all’Università di Siena. È autrice fra l’altro del manuale Filologia Germanica. Lingue e culture dei germani antichi. Specialista delle lingue germaniche scomparse e dei nomi propri dei popoli antichi, ha pubblicato sulla lingua dei longobardi il libro: “Vestigia longobarde in Italia” (Roma 1999, ristampa seconda edizione 2013) inoltre un volume su “I Vandali, Lingua e storia” (Roma 2002); e un altro su “I nomi degli Ostrogoti” (Firenze 2007).

lunedì 28 ottobre 2013

Totila e Belisario. La battaglia del Mugello

Totila e Belisario. La battaglia del Mugello
di Enio Pecchioni e Giovanni Spini
pp. 105, € 12,00
Press & Archeos, 2013
ISBN 978-88-96876-29-9
 
Nel momento forse più oscuro della storia della nostra penisola, oltre la fine dell’Impero Romano d’Occidente e assai prima dell’invasione longobarda, la Toscana, già devastata da carestie ed epidemie fu coinvolta nella drammatica Guerra Gotica.
A contendersi i territori dell’antico impero furono gli invasori goti ed i romani d’Oriente; mentre i primi ricercavano con ogni mezzo strategico e politico una legittimazione ed un’affermazione nella società italiana, i secondi, sulla scia della politica di Giustiniano miravano al ripristino dell’unità imperiale. In questo contesto eterogeneo e talvolta ambiguo si pongono gli scontri avvenuti nel 542 nei pressi di Firenze e in Mugello, ispirati dalle strategie del goto Totila e del greco Belisario.
Nel presente saggio gli autori, che già hanno dedicato ampie ricerche ad eventi bellici avvenuti in Toscana, procedono nella ricostruzione della Guerra Gotica concentrando l’attenzione sui dettagli politici, militari e archeologici del conflitto, e in particolare sull’evento della Battaglia del Mugello.
Enio Pecchioni si occupa di storia antica di Fiesole e di Firenze dagli anni ‘60. È autore tra gli altri di Storia di Fiesole (1979), Antiche curiosità fiorentine (1990), Stilicone, la Battaglia di Fiesole (2010). Giovanni Spini, membro del Gruppo Archeologico Fiorentino è autore de La Quadriga infernale (2010), Firenze etrusca (2011) e altre pubblicazioni.