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giovedì 12 giugno 2025

L'umanesimo italiano

L'umanesimo italiano
Filosofia e vita civile nel Rinascimento
di Eugenio Garin
pp. 304; € 20,00
Laterza, 2025
ISBN: 9788858158012
 
La cultura del XV secolo così come venne trasformata dal rifiorire degli studia humanitatis. Non solo, quindi, i nuovi orientamenti e le nuove riflessioni nell’ambito della ‘vita civile’, ma anche i nuovi metodi e le nuove mentalità che finirono per cambiare radicalmente le scienze della natura e la concezione della realtà in genere.

«Infranto lo schema della filosofia teologizzante» – scrive Garin – la meditazione filosofica «è un tono, un accento, che circola ed anima ogni problema e ogni ricerca; è ammonimento, all’artista, allo scienziato, al sacerdote, al politico, della sua misura umana».
Un grande classico della storia del pensiero, che ha colto e indicato alla cultura dei nostri anni il volto più profondo e moderno dell’umanesimo italiano.
Eugenio Garin (1909-2004) è stato uno dei maggiori storici del pensiero e una figura di primo piano della cultura italiana del Novecento. Tra le sue numerose opere figurano veri capisaldi della storiografia internazionale. Tra le più significative, per i nostri tipi: Medioevo e Rinascimento;Cronache di filosofia italiana; La filosofia come sapere storico;Scienza e vita civile nel Rinascimento italiano; La cultura del Rinascimento; Rinascite e rivoluzioni.Movimenti culturali dal XIV al XVIII secolo; Lo zodiaco della vita;Vita e opere di Cartesio; L’uomo del Rinascimento.

lunedì 14 aprile 2025

Petrarca

Petrarca
A cura di Gabriele Baldassari, Claudia Berra
pp. 504; € 44,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2025
ISBN: 9788829029334
 
L’opera di Francesco Petrarca ha goduto di un’immensa fortuna ed è oggetto tuttora di studi e ricerche in molti paesi. Con una straordinaria varietà di stili e argomenti, la sua produzione spazia dalla celeberrima e insuperata lirica amorosa alla storia, all’epica e alla bucolica, dall’epistolografia alla meditazione morale e religiosa, alla polemica politica e culturale. Grazie ai contributi di oltre venti studiosi, il volume offre un ritratto a tutto tondo di Petrarca, il primo intellettuale europeo moderno. Secondo gli orientamenti più aggiornati della critica, vengono illustrati i principali aspetti delle sue opere volgari e latine, della sua formazione, del suo pensiero, della sua eredità. Emerge così un progetto intellettuale ambizioso e multiforme che, pur mutando nel tempo, si mantiene coerente a sé stesso, coniugando il recupero della classicità latina e la profondità sapienziale del cristianesimo per elaborare una riflessione sull’uomo che segna ancora oggi la civiltà occidentale.
Gabriele Baldassari Insegna Letteratura italiana e Filologia italiana all’Università degli Studi di Milano. A partire dal libro Unum in locum. Strategie macrotestuali nel Petrarca politico (LED, 2006), si è occupato specialmente della poesia dallo Stil novo al primo Cinquecento.
Claudia Berra Insegna Letteratura italiana all’Università degli Studi di Milano. Autrice di molti studi in campi diversi della letteratura dal Medioevo al Rinascimento, ha dedicato a Petrarca una monografia, saggi e letture, curando anche importanti convegni e volumi collettivi.

lunedì 17 febbraio 2025

Alfonsi regis dicta aut facta memoratu digna

Alfonsi regis dicta aut facta memoratu digna
di Antonio Panormita
a cura di Fulvio Delle Donne
pp. LIX-409; € 74,00
Sismel, 2024
ISBN: 978-88-9290-317-3
 
Antonio Beccadelli, detto il Panormita, è il protagonista dello straordinario rinnovamento culturale che ha luogo alla corte di Alfonso il Magnanimo, re della Corona d’Aragona e, dal 1442, di Napoli: i suoi Alfonsi regis dicta aut facta memoratu digna fondano l’Umanesimo “monarchico”. Databili immediatamente a ridosso del 26 agosto 1455, quando il sovrano aragonese promette di compiere una crociata mai realizzata, rispondono all’ondata montante di fervore e timore generata dalla caduta di Costantinopoli. Il 29 maggio 1453 la capitale del millenario impero era crollata sotto l’urto del possente esercito turco di Maometto II: da quel momento si susseguono molteplici invocazioni ad Alfonso, perché accorra in aiuto e difesa dell’Occidente, della sua civiltà e dei suoi valori.

Suddivisi in 4 libri, ciascuno dei circa 230 capitoli è intitolato a una o più virtù possedute da Alfonso, il re sapiente e cristiano per eccellenza, l’autentico erede degli antichi imperatores romani. Con questa edizione si vuole restituire il giusto rilievo a un’opera che ha goduto di un enorme successo attestato dal gran numero di manoscritti e di edizioni a stampa, ma che è stata sistematicamente fraintesa, perché osservata solo nella sua forma esteriore di raccolta aneddotica. Superata la superficie, rivela con pienezza un disegno e un impegno politico-ideologici straordinari. Protagonista solo apparente è il re Alfonso: le sue parole e le sue azioni, in effetti, sono reinventate dal Panormita ed esemplate su quelle dei personaggi delineati nei classici antichi, che proprio in quei decenni erano rinvenuti, riletti o tradotti dal greco. L’opera definisce, così, il profilo di un sovrano non vero, ma verosimile. La sua figura sublimata è il prototipo del principe-filosofo illuminato di impianto senofonteo, la realizzazione del sogno umanistico di un vagheggiato mondo retto dalla virtù e indirizzato al sommo bene.
La presente edizione critica, basata su oltre 60 testimoni rigorosamente classificati, è ampiamente introdotta e doviziosamente contestualizzata nell’impianto ideologico e culturale: minutamente commentata, inquadra ogni dettaglio entro una precisa prospettiva storica e letteraria, evidenziando il riuso consapevole e funzionale dei classici latini e greci. In appendice reca anche il testo del Commentario che già nell’aprile del 1456 Enea Silvio Piccolomini (il futuro papa Pio II) dedicò all’opera del Panormita, a testimonianza del grande rilievo che essa ebbe quando fu pubblicata.
Fulvio Delle Donne è professore ordinario (prima fascia) di Letteratura latina medievale e umanistica (SSD FLMR-01/A, ex L-Fil-Let/08) presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con Abilitazione Scientifica Nazionale come professore ordinario (prima fascia) anche  per Storia Medievale (SSD M-Sto/01). Nella sua ampia produzione scientifica coniuga metodi e interessi filologico-letterari con quelli storici, coprendo un arco cronologico che va dal VI al XVI sec.

domenica 10 novembre 2024

Natura vicina e lontana

Natura vicina e lontana
Umanesimo e ambiente dagli antichi greci all'intelligenza artificiale
di Giulio Ferroni
pp. 400; € 23,00
La Nave di Teseo, 2024
EAN:  9788834619728 

L’umanesimo – che in modi diversi ha dialogato con la natura, ha cercato di interrogarla, di evocarla, di sentirla partecipe o estranea, trovandola muta o piena di voci, indifferente o solidale – in questo nostro confuso presente è chiamato a farsi carico dell’ambiente. Non un umanesimo che pretenda di affermare la preminenza e il potere dell’uomo sulla terra, ma un umanesimo fragile, che sappia confrontarsi con l’alterità della natura e insieme con la fraternità per il vivente, col valore della vita non giustificata: un umanesimo che metta al centro l’uomo perché solo a esso tocca la responsabilità della rovina e della salvezza, di se stesso e del mondo. Del resto, nel suo percorso storico, seguito di scorcio in questo libro, l’umanesimo non è stato quasi mai trionfale padronanza sul mondo, esibizione di virtù conquistatrice. Nei suoi esiti maggiori è stato animato da un determinante senso di contraddizione: non solo in Petrarca, Alberti, Machiavelli, Ariosto, Rabelais, Montaigne, Shakespeare, Cervantes, ma anche negli sviluppi dell’illuminismo, nella sua fervida speranza nel miglioramento dell’umanità. Se poi le speranze della ragione illuministica sono state schiacciate dal dispiegarsi di una ragione strumentale, dalla sua riduzione a tecnica, da un suo esercizio come strumento di dominio, di conquista, di distruzione, quella ragione ha continuato ad animare ogni esperienza di libertà e di autenticità, ogni forma di resistenza umana e culturale, ogni apertura verso la possibilità di una vita migliore, giusta e, se possibile, felice.
Giulio Ferroni, professore emerito della Sapienza di Roma, è autore di studi sulle più diverse zone della letteratura italiana (da Dante a Tabucchi) e dell’ampio manuale Storia della letteratura italiana (1991 e 2012). Numerosi i suoi studi sulla letteratura del Cinquecento, tra cui Mutazione e riscontro nel teatro di Machiavelli (1972), Le voci dell’istrione. Pietro Aretino e la dissoluzione del teatro (1977), Il testo e la scena (1980), Machiavelli o dell’incertezza (2003), Ariosto (2008).

giovedì 4 aprile 2024

Filosofie medievali

Filosofie medievali
Dalla tarda antichità all'Umanesimo
di Giovanni Catapano
pp. 308; € 32,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2024
ISBN: 9788829023912

Il Medioevo è l’epoca dell’espansione della filosofia al di là dei confini della grecità e della sua penetrazione in nuovi contesti culturali, linguistici e religiosi. È l’età aurea della riflessione monoteistica, dei commentari e delle dispute. Il libro inquadra in modo chiaro e aggiornato autori, opere e temi principali del pensiero filosofico sviluppatosi in area mediterranea, mediorientale ed europea nei secoli IV-XV, dal platonismo latino tardoantico sino all’Umanesimo italiano. Se da un lato il teismo e il legame con testi autorevoli del passato sono elementi che accomunano i pensatori di questi secoli, dall’altro lato operano nel Medioevo fattori che introducono profonde differenze nella maniera di concepire e praticare la filosofia, primo fra tutti l’università, un’istituzione che sorge nel mondo latino tra il XII e il XIII secolo. I sei capitoli in cui si articola il volume sono divisi in due parti: i primi tre riguardano le filosofie preuniversitarie dalla tarda antichità in avanti, includendo quelle di bizantini, arabi ed ebrei; i restanti tre, invece, concernono le filosofie medievali in epoca universitaria, dai primi maestri di Parigi e Oxford agli aristotelici padovani, senza tralasciare il pensiero di mistiche, laici e umanisti.
Giovanni Catapano è professore ordinario di Storia della filosofia medievale all’Università degli Studi di Padova e condirettore di “Medioevo. Rivista di storia della filosofia medievale”. È autore di oltre duecento pubblicazioni scientifiche.

venerdì 2 febbraio 2024

Seneca tragico fra Medioevo e Umanesimo

Seneca tragico fra Medioevo e Umanesimo
Esegesi e fortuna
di Sara Fazion
pp. 678; open access (scarica gratuitamente l'E Book)
Franco Angeli, 2023
ISBN: 9788835156864

La fortuna delle Tragoediae di Seneca conobbe un momento decisivo nel corso del Trecento e all'inizio del Quattrocento. In questo periodo l'opera, riscoperta da poco tempo e destinata a conoscere in seguito straordinaria circolazione in Europa durante il Rinascimento, attrasse l'attenzione di letterati e poeti, ma anche di commentatori attivi nelle Università e nelle scuole italiane. Tali vivaci ambienti rappresentarono un formidabile medium di diffusione delle Tragoediae e dei loro materiali esegetici. Infatti, se Petrarca e Boccaccio lessero i drammi latini e li rievocarono nei loro scritti, alcuni importanti esegeti-professori come Giovanni del Virgilio, Pietro da Moglio, Domenico Bandini, Bartolomeo del Regno e Petrus Parmensis commentarono i versi di Seneca e li discussero a lezione. Questa esegesi continua, multiforme e aperta pure al dialogo con l'arte della miniatura costituì un imprescindibile punto di riferimento per gli allievi di tali maestri. Tra di essi figurano Coluccio Salutati, Francesco da Fiano e Francesco Piendibeni da Montepulciano, che diverranno i primi rappresentati dell'Umanesimo. I percorsi seguiti dall'esegesi e dalla fortuna delle Tragoediae nel XIV secolo e agli albori del XV, analizzati nel presente volume, offrono dunque un esempio delle molteplici strade della tradizione del testo, e un efficace paradigma di quanto Medioevo e Umanesimo, lungi dall'essere concepite come categorie storiche, poterono in quest'epoca dialogare proficuamente sul piano dell'ermeneutica e della diffusione della conoscenza.

Sara Fazion è Assegnista di Ricerca presso il Dipartimento di Filologia Classica e Italianista dell'Università di Bologna, dove ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Culture letterarie e filologiche. Le sue indagini sono focalizzate sulla ricezione dei classici in epoca medievale e umanistica, e sull'edizione di testi esegetici prodotti in questi secoli.

martedì 9 gennaio 2024

«Dentro a' dilicati petti»

«Dentro a' dilicati petti»
Il volto femminile del Decameron
di Giulia Tellini
pp. 208; € 20,00
Marsilio, 2024
ISBN: 9788829720514 

Savie, coraggiose, determinate, volitive, indipendenti, intraprendenti, forti, ribelli ma anche avide, vanitose, misogine, sottomesse. Boccaccio apre il sipario su una multiforme tipologia di caratteri e di comportamenti femminili e mostra alle donne, ossia alle proprie lettrici d’elezione, come sono, come possono essere (e come potrebbero essere se godessero di più libertà e di più potere…), come devono non essere. Al termine delle dieci giornate, a peste non ancora conclusa, l’autore affida alla sua brigata di giovani novellatrici e novellatori (formata per il 70% da donne) la rifondazione del mondo post-epidemico, da rimettere in ordine e da reinventare sulla base dei pre-umanistici valori dell’amore, dei piaceri terreni, della voglia di vivere, dell’arguzia, del sorriso e del riso, di una auspicata pari dignità fra i generi.

Il presente saggio prende in esame – oltre al Proemio dell’opera – cinque figure femminili: Bartolomea, Giletta, Ghismonda, Filippa, Griselda.
Le analizza una a una per poi raffrontarle tra loro e con altre, in un continuo gioco di connessioni e di rimandi interni, così da ricomporre gli svariati e variopinti tasselli di un cangiante universo al femminile. Ne risulta una lettura inedita del capolavoro boccacciano, con lo sguardo attento a ciò che il Decameron può dirci oggi, soprattutto a chi lo accosti senza pregiudizi.
Giulia Tellini è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze. Fra i suoi libri: Storie di Medea (2012), Tasso tragico e altri studi di letteratura teatrale (2016) e L’officina sperimentale di Goldoni (2020).

venerdì 10 novembre 2023

Erasmo libero

Erasmo libero
Le litterae e la teologia
a cura di Lorenzo Geri e Gaetano Lettieri
pp. 440; € 32,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2023
ISBN: 9791254694145

Il volume, che inaugura la collana “Laboratorio Erasmo”, si propone di contribuire a una restituzione dell’opera e del pensiero di Erasmo da Rotterdam come testimonianza tenace di libertà e di autonomia, intenta, anche a costo di ambiguità, incoerenze, compromessi, a tutelare ed espandere il proprio vitale spazio di azione e incidenza storica.

Gli studi raccolti, nati nell’ambito dell’omonimo gruppo di ricerca, fanno perno, da diverse prospettive metodologiche, sul concetto di libertà, che è il centro irriducibilmente problematico, persino eversivo, che segna l’approccio critico di Erasmo nei confronti del cattolicesimo romano del suo tempo, il suo scarto nei confronti di Lutero, la novità radicale della sua fede razionale.
Una inquieta e vitale libertà che, allo stesso tempo, caratterizza anche l’ambiziosa e originale aemulatio erasmiana nei confronti delle letterature classiche e dell’Umanesimo italiano.
Lorenzo Geri è professore di Letteratura italiana alla Sapienza Università di Roma. Tra le sue pubblicazioni: A colloquio con Luciano di Samosata. Leon Battista Alberti, Giovanni Pontano ed Erasmo da Rotterdam (Bulzoni 2011), Petrarca cortigiano. Francesco Petrarca e le corti da Avignone a Padova (Bulzoni 2020).
Gaetano Lettieri è professore di Storia del cristianesimo e delle chiese alla Sapienza Università di Roma. Tra le sue ultime pubblicazioni, oltre a numerosi saggi su Machiavelli, si segnalano: Il differire della metafora. Il transfert del desiderio da Gregorio di Nissa e Agostino a Ricoeur e Derrida (Nuova cultura 2021); Dulce naufragium. Desiderio infinito e ateofania in Leopardi (Marsilio 2023). Con M. Fallica e A.-C. Jacobsen ha curato il volume Progress in Origen and the Origenian Tradition (Peter Lang 2023).

martedì 30 maggio 2023

Profilo storico della lingua italiana

Profilo storico della lingua italiana
di Rita Librandi
pp. 448, € 30,00
Carocci, 2023
ISBN: 9788829016853

Il percorso storico proposto nel volume guarda soprattutto agli snodi che hanno segnato il lungo cammino dal latino fino ai volgari della penisola, dal fiorentino trecentesco fino all’italiano letterario e dai grandi avvenimenti successivi all’Età dei Lumi fino alle vicende dell’italiano contemporaneo. Sebbene un tracciato storico abbia reso come sempre inevitabile seguire una linea cronologica, si è preferito non distribuire gli avvenimenti secolo per secolo, non solo per evitare parcellizzazioni che ostacolerebbero una visione di insieme al lettore meno esperto, ma anche per riuscire a seguire con continuità tanto le svolte che hanno mutato il corso della storia linguistica italiana quanto i fenomeni di lungo periodo che, nell’attraversare i secoli, hanno esercitato un ruolo di maggior peso. Il libro, dunque, pur dando conto delle dinamiche sociali, culturali e politiche che hanno influenzato il divenire della lingua italiana, assegna uno spazio molto più ampio all’analisi di discussioni e fatti linguistici, corredandola con una vasta gamma di esempi che agevolano lettura e comprensione.
Rita Librandi è Vicepresidente dell’Accademia della Crusca, ha insegnato Linguistica italiana e Storia della lingua italiana all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Tra le sue pubblicazioni si ricordano: Più di sacro che di profano. Alcuni esempi di scrittura femminile (Firenze 2020).

sabato 31 dicembre 2022

Luciano e l'umanesimo

Luciano e l'umanesimo
di Emilio Mattioli
a cura di Maria Mattioli
pp. 280, € 25,00
ETPbooks, 2022
ISBN: 978-618-5329-85-3
 
Questa riedizione di Luciano e l'Umanesimo si propone di rendere di nuovo fruibile lo studio dedicato da Emilio Mattioli alla figura di Luciano di Samosata. Scrive Alberto Camerotto, nella sua introduzione a questa edizione "I fermenti c'erano e il libro Luciano e l'Umanesismo apre in maniera nuova la prospettiva, tra filologia classica e letteratura moderna, sulla presenza e la funzione eccezionale di Luciano tra il XIV e il XVI secolo per la cultura europea. È il tempo dell'Umanesimo e Luciano ha una parte da protagonista. Emilio Mattioli conia giustamente una parola adeguata. Tra Luciano e l'Umanesimo si può parlare di "Lucianesimo", perché nel momento del ritorno in Europa della conoscenza della lingua e delle opere della Grecia antica, Luciano non è solamente uno tra i tanti autori, ma ha una formidabile funzione generativa. Sarà punto di riferimento per la nascita della nuova letteratura europea. Paradigma della parola libera, del pensiero critico, della paideia che sa riflettere su se stessa". Luciano e l'Umanesimo di Emilio Mattioli è ancora a tutt'oggi un testo chiave per chi sia interessato ad un'approfondita conoscenza dell'Umanesimo italiano e non solo di quello dato che l'influenza del Samosatense superò sia i confini fisici dell'Italia che quelli temporali dell'epoca umanistica. Sottolinea infatti il Mattioli: "Il secondo tempo della fortuna di Luciano in Occidente, il tempo rinascimentale dopo quello umanistico, è, a differenza del precedente che era stato italiano, europeo". E citando Natale Caccia, Mattioli aggiunge: "in Germania Erasmo e lo Hutten, in Francia il Rabelais, in Inghilterra il Moro peccarono in Luciano. Ma il Rinascimento europeo riecheggiava i motivi della interpretazione umanistica di Luciano". L'attuale riedizione si presenta arricchita da una selezione di immagini tratte da antichi testi di Luciano un tempo appartenuti ad Emilio Mattioli ed oggi conservati presso la Biblioteca della Fondazione S. Carlo di Modena, mentre per facilitare l'approccio al testo è stato anche aggiunto un indice di nomi notevoli non presente nell'originale del 1980. 

domenica 4 dicembre 2022

Petrarca e l'Umanesimo

Petrarca e l'Umanesimo
di Riccardo Fubini
a cura di Concetta Bianca
pp. XIV-450, € 54,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Edizioni di Storia e Letteratura, 2022
ISBN: 9788893595360

In questa raccolta di saggi, Riccardo Fubini ritorna, con occhi diversi e più ampia riflessione, su tematiche che hanno accompagnato tutta la sua ricerca. Che cosa è l’umanesimo italiano? Che cos’è l’ideologia e l’ambiente di Francesco Petrarca? Che cos’è l’umanesimo fiorentino e qual è stata la cultura nel trapasso verso il XVI secolo? Questi alcuni degli interrogativi che Fubini pone anzitutto a sé stesso e ai quali risponde con la ben nota onestà intellettuale e la profonda conoscenza della storia delle istituzioni, dei rapporti politici, delle scritture di propaganda, del recupero dell’antiquaria a fini politici.
Riccardo Fubini (Trieste, 30 agosto 1934 – Firenze, 9 luglio 2018), formatosi alla Scuola Normale Superiore di Pisa, ha insegnato Letteratura umanistica e poi Storia del Rinascimento a Siena e a Firenze. Studioso di fama internazionale, ha pubblicato i primi 2 volumi delle Lettere di Lorenzo de’ Medici, a cui hanno fatto seguito importanti contributi e studi sull’Umanesimo e il Rinascimento. Per le Edizioni di Storia e Letteratura ha pubblicato Storiografia dell’Umanesimo in Italia. Da Leonardo Bruni ad Annio da Viterbo (Roma 2003).
Concetta Bianca insegna Filologia della letteratura italiana all’Università di Firenze; membro di numerose associazioni scientifiche e autrice di moltissime pubblicazioni, i suoi principali interessi di ricerca sono la filologia tardo medievale e umanistica; la filologia e la storia della stampa. Per le Edizioni di Storia e Letteratura dirige la collana ‘Libri, carte, immagini’.

martedì 25 ottobre 2022

L'invenzione della Repubblica

L'invenzione della Repubblica
Storia e politica a Firenze (XV-XVI secolo)
di Andrea Salvo Rossi
pp. 176, € 20,00
Salerno Editrice, 2022
ISBN: 978-88-6973-764-0
 
I saggi raccolti in questo volume analizzano l’intreccio tra scrittura della storia e discorso politico a Firenze tra Quattro e Cinquecento, conseguente alla rifondazione retorica del sapere promossa dall’Umanesimo. Solo concependo la storiografia come una pratica autoriale – che non si limita a raccogliere dati, ma li seleziona e li interpreta – fu possibile riorganizzare le forme di razionalizzazione e legittimazione della vita civile su basi storiche. Le origini romane della repubblica fiorentina diventarono così il punto di appoggio per strategie molteplici di intervento nel presente politico di Firenze, riletto analogicamente alla luce del passato di Roma.
Il percorso proposto, che parte da Leonardo Bruni per arrivare al definitivo tramonto delle sperimentazioni repubblicane con l’avvento del Granducato, mostra efficacemente come l’idea che il sapere politico fosse indissociabile da quello storico consentisse di veicolare allo stesso tempo elementi di continuità e discontinuità nelle forme di autorappresentazione (e autopromozione) delle istituzioni fiorentine. Continuità nel riuso delle fonti come elemento strutturante della riflessione politica; discontinuità nei movimenti sul canone degli Antichi per dar conto di movimenti della vita istituzionale, delle crisi e dei mutamenti di stato che caratterizzarono la parabola repubblicana di Firenze. Ne emerge un quadro di grande stabilità nell’intendere le antiche historiae come linguaggio eminente della politica. Anche di fronte alle svolte e alle fratture con cui dovette fare i conti la generazione di autori che si trovò a scrivere le storie fiorentine negli anni delle guerre d’Italia (da Rucellai a Nardi, passando per i più celebri Machiavelli e Guicciardini) è possibile registrare una sostanziale tenuta metodologica, ancora ben visibile nella tradizione tardo-rinascimentale, tipicamente fiorentina e toscana, del tacitismo politico.
Andrea Salvo Rossi si è addottorato in Filologia presso l’Università «Federico II» di Napoli e in Études Italiennes presso l’Université Paris 8. Accanto ai suoi lavori su Machiavelli, si è occupato di storiografia umanistica, scrivendo contributi in rivista e in volume su Petrarca e Boccaccio, sui “cancellieri umanisti” di Firenze, su Bernardo Rucellai e su Francesco Guicciardini.
Attualmente è assegnista di ricerca presso la Scuola Superiore Meridionale di Napoli, con un progetto di ricerca inerente alla ricezione della storia antica nella riflessione politica di Antico Regime.

domenica 11 settembre 2022

Recollecte Lucani

Recollecte Lucani
di Domenico di Bandino
a cura di Alessio Mancini
pp. XIII-188, € 42,00
Sismel, 2022
ISBN: 978-88-9290-138-4
 
Lo studio dell’attività del Domenico di Bandino (
(Arezzo, 1335 circa – Arezzo, agosto 1418) auctorista, interprete di classici “antichi” e “moderni” come Valerio Massimo, Lucano, la Rhetorica ad Herennium e Dante, è stato finora pressoché completamente oscurato a vantaggio di quello della sua opera di maggior respiro, la monumentale enciclopedia intitolata Fons memorabilium uniuersi. Questa edizione del commento dell’umanista aretino al Bellum Ciuile di Lucano, finora inedito, si propone di colmare tale rilevante lacuna: gettando uno sguardo nella classe stessa del magister – il testo ci è stato infatti tramandato nella forma di recollecte, appunti presi da uno studente a lezione – si riesce a far luce su molti aspetti di assoluto interesse relativi all’insegnamento di Lucano nel primo umanesimo, dalla forte continuità con l’esegesi medievale alla riscoperta e implementazione di testi come Tacito e i Commentarii cesariani, dall’introduzione di nuovi approcci interpretativi al rapporto con altre lecturae coeve. L’edizione, corredata da un’ampia introduzione, un ricco apparato delle fonti e indici analitici, è inoltre il primo contributo ecdotico di vasto respiro alla scoliastica lucanea dopo il completamento della pubblicazione del Supplementum Adnotationum super Lucanum a cura di Giuseppe Angelo Cavajoni (1979-1990).

sabato 10 settembre 2022

Petrarchism, paratexts, pictures: Petrarca e la costruzione di comunità culturali nel Rinascimento

Petrarchism, paratexts, pictures: Petrarca e la costruzione di comunità culturali nel Rinascimento
a cura di Bernhard Huss e Federica Pich
pp. 398, € 45,00
Franco Cesati Editore, 2022
ISBN: 978-88-7667-929-2
 

Attraverso il contributo di sedici esperti di Petrarca e della sua fortuna tra Quattro e Cinquecento, il volume si interroga sui modi in cui la ricezione delle sue opere nel contesto italiano ed europeo ha mediato, in forme varie e molteplici, la costruzione di comunità culturali nel Rinascimento. I capitoli si soffermano sui vari contesti in cui Petrarca veniva letto, interpretato e riscritto e si confrontano con diverse pratiche in cui il modello petrarchesco si riattiva e insieme si trasforma, dal gioco all’emblema. L’evoluzione dei paratesti, tanto verbali quanto visivi, riflette le attese di determinate comunità, dalle corti alle accademie, e al tempo stesso influenza le dinamiche di lettura e circolazione dei testi. Come la storia della lirica quattro-cinquecentesca è inseparabile dalla storia della ricezione di Petrarca, così, nel Rinascimento, la nascita e lo sviluppo del commento alla poesia dei contemporanei si intrecciano con le vicende della tradizione esegetica dedicata a Canzoniere e Trionfi.
Bernhard Huss è professore ordinario di Filologia Romanza con specializzazione in Letteratura Italiana presso la Freie Universität di Berlino. Ha studiato Filologica Classica a Monaco e Genova, lavorato come research associate alla University of Illionois at Urbana-Champaign, insegnato alle università di Illinois, Monaco, Erlangen-Norimberga e Berlino. Alla Freie Universität dirige l’Italienzentrum (Centro Studi Italiani). Huss ha pubblicato studi su molti testi della letteratura italiana tra Duecento e Novecento, concentrandosi su Francesco Petrarca, il petrarchismo accademico del Rinascimento, Lorenzo de‘ Medici ed altri autori rinascimentali.
Federica Pich è Associate Professor of Italian presso la University of Leeds, dove co-dirige il Leeds Centre for Dante Studies. Si è formata all'Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore, dove ha conseguito il dottorato di ricerca e svolto attività di ricerca post-dottorato.

venerdì 9 settembre 2022

Tra Oriente e Occidente

Tra Oriente e Occidente
Dotti bizantini e studenti greci nel Rinascimento padovano
a cura di Niccolò Zorzi, Ciro Giacomelli
pp. 232, € 40,00 (Scarica formato PDF:  Download gratuito)
Padova University Press, 2022
ISBN: 9788869383083
 
L'incontro tra Oriente e Occidente nell'età dell'umanesimo segna l'inizio di una delle stagioni più feconde della cultura europea. Gli umanisti occidentali si accostano per la prima volta a molti testi greci - letterari, filosofici, medici, scientifici - grazie alla mediazione dei dotti bizantini che nel corso del Quattrocento lasciarono Bisanzio e la sua capitale, Costantinopoli, per divenire maestri e professori, copisti, stampatori in molte città della penisola italiana. Questo fruttuoso scambio culturale ebbe uno dei suoi momenti di più alta realizzazione proprio fra Padova e Venezia, dove la vivace comunità greca accoglieva anche studenti venuti dal Levante a frequentare i corsi dello Studio. Testimoni privilegiati di questa vicenda sono i libri: manoscritti, incunaboli e cinquecentine, qui raccolti per la prima volta dalle collezioni padovane.
Niccolò Zorzi è professore associato di Civiltà bizantina all'Università di Padova, dove insegna Paleografia greca e Storia bizantina. 

domenica 4 settembre 2022

Firenze è la mia patria

Firenze è la mia patria
Coluccio Salutati e la nascita dell’Umanesimo
di Massimo Vanni
pp. 274, € 17,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Porto Seguro Editore, 2022
ISBN: 9791254923368
 
La riscoperta della dimensione felicemente mondana dell'uomo, la costruzione della città terrena: ecco il senso della riflessione di Coluccio Salutati
(Stignano, 16 febbraio 1332 – Firenze, 4 maggio 1406) sulla condizione umana e sul suo destino. Illustre scopritore dell'epistolario "Ad familiares" di Cicerone e padre antesignano della svolta umanista, sposta i riflettori dall'oggetto dell'osservazione al soggetto che osserva. Politico intellettuale e grande conoscitore delle declinazioni filosofiche a lui contemporanee, Salutati mette in crisi la scienza greca e medievale e spinge il pensiero verso l'intimità della coscienza. E se è vero che il declino della lingua è declino del pensiero, se la cura della parola, la filologia, non è pura erudizione, il viaggio intorno ai trattati di Salutati ("De verecundia", "De nobilitate legum et medicinae", "De fato et fortuna", "De saeculo et religione", "Invectiva ad Antonium Luscum e De Tyranno", oltre all'epistolario) ha forza ordinatrice ed educatrice ancora oggi, in un'epoca che ha sempre più bisogno di riflettere su se stessa. 
Massimo Vanni (1960) vive a Firenze. Dopo gli studi in filosofia ha lavorato per lunghi anni come cronista politico nei quotidiani, di cui gli ultimi venticinque a Repubblica. Insieme alla collega Simona Poli ha scritto Il seduttore, storia dell’ascesa politica di Matteo Renzi a Palazzo Chigi.

venerdì 3 dicembre 2021

L'ascesa al Parnaso

L'ascesa al Parnaso
Petrarca e Boccaccio alle origini dell'Umanesimo
di Paolo Viti
pp. 198, € 20,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Milella Edizioni, 2021
ISBN: 9788833291079
 
Il volume raccoglie quattro studi su Francesco Petrarca e quattro su Giovanni Boccaccio, volti a sottolineare certi aspetti significativi e qualificanti del loro pensiero. Costante in tutti e due gli scrittori è il comune rapporto con gli studi e con i libri, classici e moderni, intesi come fondamentali strumenti dell’impegno culturale e del programma letterario a cui entrambi si rifanno. Sono anni decisivi per il rinnovo e per la riforma intellettuale, singola e collettiva, rispetto alle epoche precedenti nella formazione e nel compimento delle nuove realizzazioni dotte e ricercate. In tal senso sia Petrarca sia Boccaccio idealmente si rifanno al Parnaso, anche se mai sono saliti su questo monte della Grecia: ma famoso, nella mitologia classica, perché simbolo della poesia, consacrato al culto di Apollo e ritenuto sede delle Muse. Appare irrinunciabile e determinante il rapporto di Petrarca e di Boccaccio con la produzione classica: da essa sono dedotti e ricavati aspetti, fonti e modulazioni che trovano spazio e ripresa nei momenti d’esordio della letteratura italiana e, in tal modo, riescono vitali e particolarmente fruttosi. Sia Petrarca sia Boccaccio ripercorrono e rimaneggiano simili elementi perché, dalla poesia degli antichi e dei moderni, traggono ispirazione per il lavoro e per le convinzioni abituali, ed anche per la corretta impostazione del rapporto tra politica ed ideologia: al quale concorrono con diversi ma considerevoli contributi, in una produzione letteraria rivolta a novità di schemi e di elaborazione. Sotto tale aspetto si presenta basilare ed essenziale la connessione di Petrarca e di Boccaccio proprio con gli inizi della letteratura dell’età umanistica. In quegli anni e pure con le più differenti realizzazioni si incomincia ad operare soprattutto con sempre maggiore e più precisa consapevolezza della rinascita. Si cerca cioè di attuare un riscatto morale e spirituale incapace d’ignorare lo straordinario patrimonio del mondo classico, ora riscoperto e rivalutato, accolto e studiato. Valori, così, esaminati e sottolineati attraverso una lettura di testi e di frammenti idonei a ricostruire almeno tratti salienti e principali dell’attività di Petrarca e di Boccaccio.
Paolo Viti è docente presso il Dottorato di ricerca in Lingue, Letterature e Culture moderne e classiche con sede presso l’Università del Salento, e il Perfezionamento in Filologia mediolatina presso la SISMEL di Firenze; è responsabile di uno dei due gruppi della Redazione leccese di “Medioevo Latino”; fa parte della Redazione delle riviste “Interpres”, “Memorie domenicane” e “Humanistica”; è membro delle Commissioni scientifiche per le Edizioni Nazionali dei Testi Mediolatini, della Storiografia umanistica, delle Traduzioni umanistiche dal greco (Segretario), delle opere di Angelo Poliziano (Presidente). E’ Presidente del Centro internazionale di studi storico-letterari sulle terme. È condirettore della rivista “Archivum mentis”, della collana “Teatro umanistico” presso la Sismel di Firenze, della collana “Aquae” presso Olschki di Firenze.

sabato 4 settembre 2021

Nel Regno delle lettere

Nel Regno delle lettere
Umanesimo e politica nel Mezzogiorno aragonese
di Fulvio Delle Donne, Guido Cappelli
pp. 240, € 22,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829010998
 
L’Umanesimo “monarchico” della corte aragonese di Napoli (1442-1501) incise a fondo sulle tradizioni intellettuali dell’intera Europa, in un periodo di grandi rivolgimenti istituzionali e culturali. I caratteri di quel Regno delle lettere furono eccezionalmente innovativi e a volte in contrasto con quelli dell’Umanesimo “civile” che si sviluppò in altri centri italiani e che – solo in virtù di pesanti anacronismi – è stato l’unico ritenuto rilevante per le sue matrici “repubblicane” e antitiranniche. Il libro indaga per la prima volta in maniera organica e compiuta i dispositivi ideologici che legittimarono l’elaborazione di un sistema politico incentrato sulla funzione del sovrano: figura virtuosa e non dispotica che sola può e deve guidare sudditi e istituzioni. Riacquista così straordinario valore una produzione letteraria che a lungo è stata erroneamente etichettata come “cortigiana”. Destinata invece ad avere grande diffusione, ebbe un forte e meditato impatto. Fu formidabile strumento non solo di costruzione del consenso, ma anche di organizzazione di un Regno che andava già prefigurando i tratti dello Stato moderno.
Fulvio Delle Donne insegna Letteratura latina medievale e umanistica all’Università degli Studi della Basilicata. È presidente e fondatore del Centro europeo di studi su Umanesimo e Rinascimento aragonese – cesura. Nella sua ampia produzione scientifica coniuga i metodi e gli interessi filologico-letterari con quelli storici, coprendo un arco cronologico che va dal VI al XVI secolo.
Guido Cappelli insegna Letteratura italiana all’Università di Napoli L’Orientale ed è vicepresidente e fondatore del Centro europeo di studi su Umanesimo e Rinascimento aragonese – cesura. Ha pubblicato numerosi saggi sul pensiero etico e politico umanistico, su Dante, Petrarca, Machiavelli, nonché sull’influenza dell’Umanesimo italiano nella Penisola iberica

martedì 22 giugno 2021

Le ragioni della scrittura

Le ragioni della scrittura
Piccoli scritti di paleografia
di Stefano Zamponi
a cura di Teresa De Robertis e Nicoletta Giovè Marchioli
pp. 352, € 50,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2021
ISBN: 9788833137360
 
I saggi pubblicati in questo volume affrontano due momenti fondamentali della storia della scrittura latina in Italia: definizione e diffusione della nuova scrittura libraria che ha dominato l’Occidente fra XIII e XVI secolo, cioè la littera textualis; caratteri e varietà della scrittura e del libro ‘all’antica’, invenzioni che l’Umanesimo italiano ha consegnato alla cultura europea.
A questi temi si affiancano riflessioni di ordine metodologico su strumenti concettuali e finalità della ricerca paleografica. 
Stefano Zamponi (Pistoia 1949) ha insegnato Paleografia latina presso le Università di Trieste, Padova e Firenze. Si è occupato di storia della scrittura latina intesa come storia del funzionamento e della trasformazione dei sistemi grafici, con particolare attenzione per il periodo gotico e umanistico, toccando snodi cruciali per il riconoscimento dei fatti graficamente e storicamente significativi. Ha studiato importanti personalità di copisti e intellettuali (Petrarca, Boccaccio, Iacopo Angeli, Fonzio). Ha contribuito a rilanciare in Italia la catalogazione dei manoscritti curando più volumi delle collane Manoscritti datati d’Italia, Manoscritti medievali del Veneto e Manoscritti medievali della Toscana. Presidente del Comité International de Paléographie Latine dal 2005 al 2015, dal 2010 è presidente dell’Ente nazionale Giovanni Boccaccio. 

mercoledì 5 maggio 2021

Boccaccio

Boccaccio
a cura di: Maurizio Fiorilla, Irene Iocca
pp. 408, € 34,00 (Acquista onlne con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829009404
 
In Boccaccio le attività di autore, copista, esegeta e traduttore di testi concorrono alla realizzazione di un unico progetto intellettuale. La stessa interpretazione del Decameron – opera fondativa della narrativa europea – non può prescindere dall’esame di questo complesso sistema culturale in cui tradizione e innovazione convivono in una nuova visione del mondo e della letteratura. Il volume propone un profilo di Boccaccio attraverso quindici saggi di studiose e studiosi che offrono una rilettura critica delle sue opere, insieme a percorsi dedicati ai documenti biografici, alla lingua dei testi, ai manoscritti autografi e alla biblioteca, agli scambi epistolari con Petrarca e altri corrispondenti, al culto di Dante. Tenendo conto delle prospettive attivate dalla più recente stagione di studi, il libro rilancia la figura di Boccaccio in tutta la sua profondità di autore medievale e di umanista.
Il volume è pubblicato in Letteratura italiana: autori, forme, questioni, serie diretta da Emilio Russo e Franco Tomasi. I testi inseriti in questa serie, oltre a fornire un chiaro inquadramento storiografico, restituiscono la complessità di esperienze che caratterizza autori, generi e temi della nostra tradizione, seguendo i più fecondi indirizzi della ricerca contemporanea. Con uno stile sempre chiaro e divulgativo, ma allo stesso tempo rigoroso, si rivolgono sia al mondo universitario sia a un pubblico più ampio.
Maurizio Fiorilla insegna Filologia della letteratura italiana all’Università Roma Tre. È autore di saggi sui manoscritti autografi di Boccaccio ed è curatore di edizioni del Decameron (Treccani, 2011 e BUR-Rizzoli, 2013, con A. Quondam e G. Alfano) e del Trattatello in laude di Dante (Salerno Editrice, 2017). Fa parte del consiglio scientifico dell’Ente Boccaccio e del comitato scientifico degli “Studi sul Boccaccio”.
Irene Iocca insegna Storia della lingua italiana alla Sapienza Università di Roma. Ha dedicato a Boccaccio saggi pubblicati su riviste scientifiche nazionali e internazionali. È curatrice di un’edizione critica e commentata della Caccia di Diana (Salerno Editrice, 2016).