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giovedì 1 agosto 2024

Storiografie italiane del XII secolo

Storiografie italiane del XII secolo
Contesti di scrittura, elaborazione e uso in una prospettiva comparata
A cura di: Alberto Cotza, Markus Krumm
pp. 354; PDF online
Firenze University Press, 2024
ISBN: 979-12-215-0402-6

I saggi raccolti in questo volume sono dedicati alla dimensione pragmatica della scrittura della storia nell’Italia del XII secolo. Tutti i contributi possono essere letti seguendo poche domande guida: perché e da chi venivano scritte le cronache? In quali ambiti e con quali obiettivi circolavano? Come venivano usate nell’agone politico? Attraverso un’innovativa prospettiva comparativa, che tiene insieme l’Italia meridionale e l’Italia centrosettentrionale, l’obiettivo principale del volume è problematizzare, attraverso casi di studio concreti, le funzioni sociali e politiche della storia nell’Italia del XII secolo.
Alberto Cotza è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa. Si è occupato della relazione tra storiografica e politica nel medioevo toscano. La sua tesi di dottorato Prove di memoria. Origini e sviluppi della storiografia nella Toscana medievale è in corso di stampa. I suoi interessi principali sono la storia culturale e politica della città del Regnum Italie nei secoli pienomedievali.
Markus Krumm University of Munich Ludwig Maximilian, Germany.

giovedì 20 luglio 2023

Rationes dictandi

Rationes dictandi
Edizione critica a cura di Elisabetta Bartoli
pp. VII-289, € 66,00
Sismel, 2023
ISBN: 978-88-9290-220-6
 
Le Rationes dictandi, opera giovanile di maestro Bernardo dedicata alla scrittura in prosa, sono un testo fondamentale per lo studio artigrafico del XII secolo, in cui il noto dettatore propone una fortunata sistematizzazione della materia epistolare che rimarrà stabile anche nelle due opere successive, Summa e Introductiones. Delineati nel primo e approfonditi nel secondo libro, si leggono nelle Rationes i capisaldi del magistero di Bernardo, da quelli legati all’ambito più propriamente epistolare, come la scansione in cinque parti della lettera, fino a quelli retorici o afferenti all’eufonia del dettato, come la gestione della mutatio o la teoria dell’appositio, propedeutica al cursus e illustrata qui per la prima volta. Le Rationes contengono inoltre la prima ricca esemplificazione di salutationes e un’importante collezione di exordia, con brani che verranno tutti riutilizzati nelle raccolte successive: questi aspetti, preziosi per lo studioso moderno, costituirono la base del Fortleben dell’opera, visibile in autori francesi e tedeschi già alla fine del XII secolo.

Il testo, citato nella letteratura scientifica fin dal XVIII secolo e solo parzialmente edito da Ludwig Rockinger, è finalmente disponibile in edizione critica integrale, completo di introduzione e note di commento che mettono in luce le novità del percorso autoriale insieme alle continuità che il testo mostra nei confronti della tradizione retorica, eminentemente tardoantica e coeva.
Elisabetta Bartoli è dottore di ricerca in Letterature comparate e in Filologia latina medievale e umanistica. Si occupa di bucolica mediolatina e di epistolografia del XII secolo. Tra le sue precedenti pubblicazioni: Maestro Bernardo, Introductiones prosaici dictaminis (2019); I conti Guidi nelle raccolte inedite di modelli epistolari del XII secolo (2015).

sabato 14 maggio 2022

La dimensione spaziale della scrittura esposta in età medievale

La dimensione spaziale della scrittura esposta in età medievale
a cura di Daniele Ferraiuolo
pp. XVIII-248, € 54,00
CISAM, 2022
ISBN: 978-88-6809-336-5

Le scritture esposte, destinate a tramandare il ricordo di una persona e del suo operato, illustrare le scene di un ciclo pittorico o informare variamente il lettore, possono essere analizzate proficuamente anche nella loro dimensione spaziale. Negli ultimi anni si è assistito ad un notevole incremento degli studi sul tema dell’interdipendenza tra scrittura e immagine e tra spazio, architettonico o territoriale, ed epigrafi. Ciò nonostante, il panorama attuale è ancora disomogeneo e incapace di offrire una visione generale del problema.
Il volume riunisce gli interventi presentati al Convegno La dimensione spaziale della scrittura esposta in età medievale. Discipline a confronto, organizzato dall’Associazione San Bonaventura Onlus di Napoli nel dicembre 2020. I contributi focalizzano l’attenzione – grazie a un confronto interdisciplinare animato da archeologi, paleografi, storici, storici dell’arte – sul grado di visibilità delle scritture esposte in ambito urbano, ecclesiastico, monastico, ponendo al centro del dibattito la funzione mediatrice delle iscrizioni nel dialogo tra l’osservatore e lo spazio circostante durante tutto l’arco del medioevo.

sabato 26 marzo 2022

Anatema !

Anatema !
I copisti medievali e la storia delle maledizioni nei libri
di Marc Drogin
a cura di Simona Inserra
pp. 194, € 18,90
Ledizioni, 2022
ISBN: 9788855265102
 
“Spegne la luce negli occhi, piega la schiena, schiaccia le viscere e le costole, provoca dolore ai reni e l’esaurimento a tutto il corpo”.

Scrivere non era affatto un passatempo rilassante per i monaci medievali, ma un mestiere faticoso e usurante che contribuiva al valore dei libri in un’epoca in cui erano oggetti rari. Non stupisce quindi che una volta terminata la copia di un manoscritto, si ricorresse a tutte le tecniche conosciute per garantirne l’integrità: così i manoscritti medievali contengono anche numerosi anatemi (maledizioni, minacce di sventura, invocazioni a demoni e forze oscure), rivolti a quanti potrebbero maneggiare l’oggetto senza la dovuta cura o – peggio – provare a sottrarlo al legittimo proprietario.
Anatema! di Marc Drogin, uscito nel 1983 e mai tradotto prima in Italia, è a oggi lo studio più completo di questo particolare aspetto dei libri e della scrittura nel Medioevo; un lavoro originale e illuminante, per studiosi e bibliofili, che dimostra soprattutto come l’amore per i libri sia una costante delle diverse epoche della storia umana.
Marc Drogin (1936-2017) è stato un illustratore, calligrafo, giornalista e scrittore.
Dal 1970 iniziò a interessarsi di paleografia e di manoscritti medievali, avviando numerose ricerche nelle biblioteche inglesi. Nel 1980 ha pubblicato Medieval Calligraphy: Its History and Technique; nel 1982 un’edizione per bambini dello stesso libro; nel 1983 ha dato alla luce Anathema! Medieval Scribes and the History of Book Curses e nel 1989 Biblioclasm: the Mythical Origins, Magic Powers, and Perishability of the Written Word, dedicato alla storia dell’alfabeto e della distruzione dei manoscritti.
Simona Inserra è professore associato di Archivistica, Bibliografia e Biblioteconomia presso l’Università di Catania, dove insegna Archeologia del libro, Biblioteche digitali, Ricerca storica in archivi e biblioteche. Si occupa da molti anni di conservazione e catalogazione di fondi librari, con interesse specifico verso i fondi antichi, i libri stampati nel secondo Quattrocento e le biblioteche d’autore. Dal 2016 coordina alcuni progetti di descrizione di fondi di incunaboli conservati in biblioteche italiane, finalizzati alla pubblicazione di cataloghi a stampa.

giovedì 30 dicembre 2021

Bibliografia dei manoscritti in scrittura beneventana 29

Bibliografia dei manoscritti in scrittura beneventana 29
di A.A.V.V.
pp. 356, € 60,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2021
ISBN: 9788833138633
 
Come spesso nel recente passato, anche quest’anno possiamo annunciare il ritrovamento di nuovi frammenti beneventani. Del primo dà conto Laura Albiero: si tratta del bifolio di un breviario, parzialmente provvisto di notazione musicale, pervenuto alla Médiathèque Jacques Chirac di Troyes dall’abbazia cisterciense di Clairvaux. Il secondo è stato da poco scoperto da Silvia Tripodi nell’indorsatura di una cinquecentina della Biblioteca Comunale Fantoniana di Palestrina. Contiamo di ottenerne da lei una descrizione per il prossimo numero di BMB.
 
Un’ampia messe di citazioni deriva quest’anno dal grande volume La Bibbia a Montecassino, appena apparso, a cura di Roberta Casavecchia, Marilena Maniaci, Giulia Orofino e la collaborazione di molti altri studiosi, nella collana Bibliologia di Brepols. Al mondo beneventano sono dedicati anche gli atti del convegno Laus musicae. Arte, scienza e prassi del canto liturgico e devozionale medievale (Benevento, 23-25 maggio 2019), a cura di Luisa Nardini e Paolo Scarnecchia, che forniranno un cospicuo materiale per BMB 30. 
Prosegue quindi la grande tradizione di studi dedicati direttamente o indirettamente alla beneventana, quella «pietrificata scrittura» di cui Emanuele Casamassima deplorava nel 1988 la ricchissima bibliografia a fronte della «poverissima storiografia» relativa alla scrittura corsiva del Regnum Italiae tra IX e XII secolo.

domenica 30 maggio 2021

Pensiero e poesia in Dante

Pensiero e poesia in Dante
Esercizi di filologia dantesca
di Raffaele Pinto
pp. 240, € 13,00
Aracne editrice, 2021
ISBN: 978-88-255-3940-0
 
Sebbene locali, in quanto destinati a chiarire luoghi puntuali dell’opera dantesca, per giunta disseminati su tutto l’arco cronologico della produzione del poeta, questi esercizi aspirano a metterne in luce una caratteristica globale: il fatto che i testi che la compongono dialogano fra di loro in una costante tensione di rimaneggiamenti e palinodie che in certi casi affiorano anche all’interno del testo singolarmente considerato (la cui struttura, in Dante, è quasi sempre provvisoria). La nozione di “flusso testuale” è la più idonea a descrivere le modalità dantesche di scrittura, poiché mette meglio a fuoco il dinamismo di un pensiero che si sviluppa attraversando le opere ed i registri espressivi, e che quindi in gran misura trascende le une e gli altri.
Raffaele Pinto è studioso di letteratura medievale e in particolare di Dante (su cui ha pubblicato una monografia: Dante e le origini della cultura letteraria moderna, Champion, Paris 1994, e un’edizione spagnola della Vita Nuova, Cátedra, Madrid 2003), ha pubblicato numerosi articoli su temi letterari e di storia del cinema. Coordina il “Seminario permanente di psicoanalisi, cinema e letteratura” presso la Universitat de Barcelona.  

lunedì 1 febbraio 2021

Scrivere storia nel medioevo

Scrivere storia nel medioevo
Regolamentazione delle forme e delle pratiche nei secoli XII-XV
a cura di Fulvio Delle Donne, Paolo Garbini, Marino Zabbia
pp. 356, € 38,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2021
ISBN: 9788833137193
 
Quali sono gli elementi che caratterizzano una scrittura storica? Cosa rende peculiare il lavoro del cronista? E quando l’attività storiografica diventa una professione dalle caratteristiche definite e condivise ?
La linea di indagine è stata guidata dalla convinzione che soprattutto dalla fine del XII secolo, e poi in maniera più netta dalla metà del XIII, la produzione storiografica e cronachistica assume caratteri ben precisi. Mancando, per il mondo latino, trattati antichi che insegnassero come scrivere un testo storiografico, è in questo periodo che si fissano le pratiche e si definiscono le regole che poi sarebbero state sancite formalmente solo nel XV secolo.
Fulvio Delle Donne è professore di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli Studi della Basilicata. Nella sua ampia produzione scientifica coniuga i metodi e gli interessi filologico-letterari con quelli storici, coprendo un arco cronologico che va dal VI al XVI sec. È autore di numerosissime edizioni critiche e volumi monografici: gli ultimi sono Tredici contro tredici. La Disfida di Barletta tra storia e mito nazionale (2020); La porta del sapere. Cultura alla corte di Federico II di Svevia (2019). È il presidente del Centro Europeo di Studi su Umanesimo e Rinascimento Aragonese - CESURA.
Paolo Garbini è professore di Letteratura latina medievale e umanistica presso la Sapienza, Università di Roma. Mirando a coniugare filologia e critica letteraria ha prodotto numerosi studi, edizioni critiche e traduzioni riguardanti la letteratura latina dall’alto medioevo fino al Rinascimento. Principali filoni di ricerca: preumanesimo; letteratura di scuola; autobiografia; agiografia; storiografia; ars dictaminis; poesia enigmistica e letteratura di gioco; studi tematologici. Ha scritto anche su riviste letterarie e di divulgazione.
Marino Zabbia insegna Storia medievale all’Università degli Studi di Torino. Si occupa di storia della cronachistica medievale, di storia della cultura notarile e di storia della medievistica di Otto e Novecento. Tra le sue pubblicazioni: Albertino Mussato da filologo a storico, in «Reti Medievali Rivista», 19/1 (2018), pp. 571-598, Ricerca medievistica e urgenza politica al confine nord-orientale d’Italia (1881-1915), in «Reti Medievali Rivista», 16/1 (2015), pp. 221-241, e L’investitura notarile e la validità degli “instrumenta” alle soglie del Duecento. Il caso del notaio Domenico da Pirano, in «Scrineum Rivista», 10 (2013), pp. 191-214.

giovedì 8 ottobre 2020

Lo specchio di Leonardo

Lo specchio di Leonardo
Scritture e libri del genio universale
di Marco Cursi
pp. 240, € 22,00
Il Mulino, 2020
ISBN: 978-88-15-29067-0
 
Leonardo ebbe un rapporto complesso e per certi versi contraddittorio con la scrittura. Discendente da una famiglia in cui si erano succedute generazioni di notai, era però figlio illegittimo e per questo destinato a un’educazione limitata al sapere pratico. Proiettato verso il futuro nella sua attività progettuale, ma sempre rivolto alla lezione degli antichi. Convinto della superiorità del disegno sulla parola, ma impegnato per buona parte della vita a registrare per iscritto le attività di bottega, i pensieri o i fatti della quotidianità. Il volume ricostruisce la relazione che il genio universale ebbe con lo scrivere e con i libri. Dopo averne ripercorso la formazione grafica, l’autore indaga sulla sua scrittura e in particolare sul singolare orientamento da destra a sinistra, per passare infine all’esame dei suoi libri, testimoni in presa diretta del lavoro svolto giorno dopo giorno nell’officina vinciana.
Marco Cursi insegna Paleografia latina nell’Università degli studi di Napoli «Federico II». Tra i suoi volumi più recenti ricordiamo «Bembo ritrovato. Il postillato autografo delle Prose» (con F.M. Bertolo e C. Pulsoni, Viella, 2018). Con il Mulino ha anche pubblicato «Le forme del libro» (2016).

domenica 6 settembre 2020

Sulle tracce di Petrarca

Sulle tracce di Petrarca
Storia e significato di una prassi scrittoria
di Maddalena Signorini
pp. XII-224, € 28,00
Olschki, 2020
ISBN: 9788822266910

Francesco Petrarca ci ha lasciato numerosi autografi di diversa estensione, contenuti e finalità che attestano la complessità del suo uso della scrittura come strumento cardine per l’elaborazione non solo dell’opera letteraria, ma anche della rappresentazione del sé intellettuale.
In questo volume si censiscono, editano e commentano paleograficamente un gruppo di 39 attestazioni autografe lasciate da Petrarca nelle carte di guardia anteriori o posteriori dei libri appartenutigli, in un luogo perciò periferico, ma, al tempo stesso, significativamente a contatto con il libro inteso sia quale manufatto, sia quale relatore di un testo. Si tratta di un insieme di ‘tracce’ grafiche che, lungi dal rappresentare un agglomerato di scritte casuali, costituisce invece un complesso per molti versi coerente, segno e testimonianza materiale di un progetto culturale meritevole della nostra attenzione. 
Maddalena Signorini insegna Paleografia latina e Codicologia presso l’Università di Roma Tor Vergata. I suoi principali interessi di ricerca riguardano le tematiche relative all'alfabetismo, alla messa per iscritto dei volgari romanzi e, più in generale, della produzione, diffusione e conservazione dei testi volgari. Speciale attenzione ha dedicato negli anni più recenti alla scrittura e ai codici, singoli o indagati quali raccolta libraria, di Francesco Petrarca e di Giovanni Boccaccio.

sabato 9 febbraio 2019

Le scritture delle donne in Europa

Le scritture delle donne in Europa
Pratiche quotidiane e ambizioni letterarie (secoli XIII-XX)
di Tiziana Plebani
pp. 368, € 32,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Carocci, 2019
ISBN: 9788843094189

Fu la possibilità di scrivere nella propria lingua madre ad aprire la strada alle scritture femminili. Da quel momento, le donne iniziarono ad appuntare note, inviare lettere, consegnare volontà ai testamenti e più vivo si fece in alcune il desiderio di sperimentare registri letterari ed esprimere le proprie propensioni spirituali e politiche. Quante più donne accedevano all'istruzione, per lo più ostacolata ma sempre da loro rivendicata e ricercata anche attraverso percorsi di autoapprendimento, tanto più numerose diventavano quelle che ambivano a utilizzare la scrittura anche al di fuori delle pratiche quotidiane. Una scarsa padronanza della penna e della grammatica non fu di eccessivo ingombro e la confidenza maturò nel tempo un’originale relazione con la propria intimità. Ma le donne scrissero di tutto, dai pamphlet ai romanzi, dalle petizioni ai trattati, dalle poesie ai libri di cucina; scegliendo il mezzo di comunicazione più efficace e più in voga, intervenendo in ogni momento di rinnovamento sociale e partecipando al confronto tra i sessi attorno all'eterna interrogazione sulla differenza dei generi: una delle grandi narrazioni dell’umanità.
Tiziana Plebani, storica e saggista, ha insegnato Conservazione dei materiali librari e documentari all'Università Ca’ Foscari di Venezia ed è stata responsabile del Dipartimento Storia e Didattica della Biblioteca Nazionale Marciana. Si occupa di storia del libro, della lettura e della scrittura, di sociabilità e storia dei sentimenti. Tra le sue pubblicazioni: L’Almanacco delle donne (Venezia 1991); Il «genere» dei libri. Storie e rappresentazioni della lettura al femminile e al maschile tra Medioevo ed età moderna (Milano 2001); Venezia 1469. La legge e la stampa (Venezia 2004); Storia di Venezia città delle donne. Guida ai tempi, luoghi e presenze femminili (Venezia 2008); Un secolo di sentimenti. Amori e conflitti generazionali nella Venezia del Settecento (Venezia 2012).