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giovedì 19 giugno 2025

Arte medievale in Italia

Arte medievale in Italia
Il “romanico”. Secoli XI-XII
a cura di Serana Romano
pp. 532; € 51,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2025
ISBN: 9788829026463
 
L’arte “romanica” in Italia è un mosaico di linguaggi, di tradizioni, di stili regionali che è difficile riunire sotto un’unica etichetta. Pur mantenendo tale definizione di massima, il volume ricostruisce nel dettaglio il panorama della produzione artistica dei secoli XI e XII in Italia, offrendo una sintesi aggiornata su questa vasta e complessa fase storica. I capitoli seguono una ripartizione geografica, tematica e cronologica e guidano il lettore in un viaggio architettonico e storico-artistico dalle Alpi alla Sicilia prestando però un’attenzione speciale ad alcuni contesti, che per la loro ricchezza e specificità hanno richiesto una trattazione per così dire monografica: Venezia, Roma e la multiculturale Palermo. Le cattedrali, le basiliche, i monasteri che dominavano le città e le campagne; la grande scultura delle zone padane, della Toscana e del Sud; la profusione di mosaici e di affreschi sparsi in tutto il territorio nazionale; le arti preziose e il libro illustrato rivivono in un testo di piacevole lettura e di grande utilità per chi comincia a studiare questi temi o vuole approfondirne la conoscenza.
Serena Romano è professore emerito di Storia dell’arte medievale all’Università di Losanna. I suoi maggiori campi di studio vertono su Roma medievale, su Assisi e il francescanesimo, sulla Lombardia viscontea, e su Giotto, cui ha dedicato la monografia La O di Giotto (Electa, 2008). Direttore di progetti di ricerca (Corpus della pittura medievale a Roma 312-1431; Constructing Identity: Visual, Spatial, and Literary Culture in Lombardy, 14th to 16th c.), ha curato mostre, tra cui Arte lombarda dai Visconti agli Sforza e Giotto, l’Italia (Milano, 2015) e Colosseo. Un’icona (Roma, 2016).

martedì 6 maggio 2025

La scultura romanica novarese tra XI e XIII secolo

La scultura romanica novarese tra XI e XIII secolo
di Silvia Muzzin Prada
pp. 308; € 55,00
All'Insegna del Giglio, 2025
ISBN: 9788899547837
 
La scultura romanica novarese tra XI e XIII secolo è ampiamente testimoniata dagli apparati decorativi di numerosi edifici che sorgono tra la pianura circostante il centro cittadino e l’Ossola. Essa si inserisce nell’alveo del romanico lombardo e ha delle peculiarità ben precise, che la connotano come arcaizzante e in buona parte di stampo geometrizzante, sebbene non manchino alcune opere di alto valore artistico. Nel volume sono presi in esame i singoli edifici, che vengono analizzati nelle diverse schede, e il loro apparato decorativo scolpito, descritto e studiato nel dettaglio, creando una serie di relazioni iconografiche e stilistiche all’interno del territorio in esame e nel più ampio bacino di produzione lombarda. In tal modo è possibile fornire nuovi dati utili alla comprensione dei contesti cui appartengono le sculture, identificare un carattere specifico della produzione locale, non valutando unicamente le emergenze ben note alla storiografia, che hanno tratti minoritari in un’indagine capillare, e infine creare una rete di relazioni nell’ambito del più esteso territorio della Regio Insubrica, luogo di attività delle ‘maestranze dei laghi’. Il volume è dotato di un dettagliato catalogo di tutte le sculture prese in esame nelle rispettive schede, utile per un’adeguata comprensione della scultura monumentale novarese in epoca romanica, ma anche propedeutico per future e più estese ricerche.

sabato 12 aprile 2025

Immagini svelate

Immagini svelate
Pittura romanica a Galliano e Civate
di Marco Rossi
pp. 184; € 38,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2025
ISBN: 9791254696736
 
All’origine di questo libro è il rilievo internazionale della pittura romanica lombarda, che induce a nuovi approfondimenti in rapporto al centro episcopale di Milano, riguardo alle sue origini e alle committenze più importanti.

Della basilica di San Vincenzo a Galliano, rinnovata nel 1007, vengono indagati i meno noti cicli della navata, d’iconografia biblica e agiografica; quindi sono studiati gli affreschi apocalittici di San Pietro al Monte in relazione a quelli veterotestamentari di San Calocero a Civate, databili tra fine XI e inizi XII secolo, dettagliatamente analizzati.
L’obiettivo è la ricostruzione della ricca cultura caratterizzante l’arte romanica attraverso il recupero delle fonti esegetiche e dei modelli figurativi alla base dei singoli cicli, svelando la densità iconografica e “tipologica” delle immagini.
Marco Rossi insegna Storia dell’arte medievale all’Università Cattolica di Milano. Si è occupato in modo particolare di romanico lombardo, di gotico internazionale in ambito visconteo e di problemi iconografici. Tra i suoi numerosi contributi ricordiamo le monografie Giovannino de Grassi. La corte e la cattedrale (Milano 1995); La Rotonda di Brescia (Milano 2004); Milano e le origini della pittura romanica lombarda (Milano 2011; 2018).

sabato 31 agosto 2024

Marche romaniche

Marche romaniche
di Antonio Piva
pp. 288; € 29,90
Jaca Book, 2024
EAN: 9788816607149

Le Marche sono formate da una serie di vallate quasi parallele che dalla dorsale appenninica raggiungono l'Adriatico. Il volume percorre le Marche da Nord a Sud, vallata per vallata, città comprese, descrivendo le costruzioni romaniche. Prima viene tracciata la storia del monumento, poi si prosegue con l'analisi dell'architettura e di sculture e affreschi, laddove presenti. Dalla Cattedrale di San Leo, oggi amministrativamente in Emilia Romagna, ad Ascoli Piceno, passando per capolavori assoluti come l'Abbazia di Por-tonovo sul Mare o la Cattedrale di San Ciriaco ad Ancona. Attraverso la campagna fotografica diretta dall'autore, il lettore può ammirare la ricchezza architettonica e artistica del romanico marchigiano, sviluppatosi nell'XI e XII secolo. Un patrimonio non sempre largamente conosciuto, di enorme fascino e di grande impatto paesaggistico: parrocchiali, chiese e abbazie punteggiano il territorio, come Chiaravalle a Fiastra, San Claudio a Chieti e San Pietro sul Monte Conero, e per molti lettori saranno una vera scoperta.

lunedì 22 aprile 2024

L’architettura romanica vallombrosana in Toscana

L’architettura romanica vallombrosana in Toscana
di Italo Moretti
a cura di Fabio Gabrielli, Alberto Malvolti, Giuliano Pinto
pp. 624; € 60,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Pacini Editore, 2024
ISBN: 979-12-5486-346-6

«Il volume che qui si presenta è il frutto di tanti anni di lavoro su testi e documenti, nonché di ricerca sul campo, che Italo Moretti, scomparso nell’aprile del 2022, non è riuscito a vedere a stampa, e che i curatori, legati a lui da stretti vincoli di amicizia – e nel caso di Fabio Gabbrielli anche da rapporti di discepolato – si sono sentiti in dovere di portare a conclusione. In Moretti la passione per la storia dell’architettura medievale era iniziata ancor prima della laurea in Lettere discussa nel 1976 a Firenze con una tesi su L’architettura romanica religiosa nell’antico territorio di Siena, relatore Roberto Salvini. Già allora egli vantava numerosi studi pubblicati a partire dai primi anni Settanta, e fu grazie a questi lavori che nel 1979 ottenne l’incarico di Storia dell’urbanistica alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena, dove nel 1985 divenne professore associato di Storia dell’Architettura, cattedra tenuta sino al pensionamento nel 2007. Nei quasi tre decenni di insegnamento universitario Moretti ha tenuto a Siena – o come professore supplente a Firenze – anche corsi di Storia della città e del territorio e di Architettura del paesaggio, intitolazioni che danno conto dell’ampiezza dei suoi interessi…» (I Curatori)
Fabio Gabrielli è Professore associato di Storia dell'architettura presso l'Università di Siena (dal 2005).
Giuliano Pinto è professore emerito di Storia medievale nell’Università di Firenze. I suoi studi hanno per oggetto prevalente la società italiana del basso Medioevo, con particolare attenzione agli aspetti economici, all’evoluzione demografica, ai rapporti tra città e territorio.

sabato 13 gennaio 2024

Chiese e battisteri del romanico

Chiese e battisteri del romanico
pp. 128; € 16,90 (Acquista online con il 65% di sconto)
WhiteStar, 2023
Isbn: 9788854054011

L’eredità artistica della Roma monumentale genera nuove forme, simili eppure diverse perché risentono della cultura e della devozione locale. È il Romanico, che rende ogni chiesa il luogo del sacro per ognuno creando un nuovo linguaggio, quello della salvezza cristiana, simbolico ma comprensibile a chiunque, e tramite il quale ogni uomo è chiamato a regolare la propria vita sul divino. Questo volume vi guida alla scoperta dei luoghi del Romanico tra capolavori e meraviglie architettoniche.

Insieme a National Geographic, vedremo come l’incontro con il sacro abbia inciso potentemente sull’arte attraverso i secoli, ma anche come il genio dei singoli artisti abbia cambiato, quando non rivoluzionato, la stessa rappresentazione del Mistero. Andremo alla ricerca di dettagli preziosi e nascosti che ci sveleranno l’essenza delle opere più e meno conosciute.

sabato 17 giugno 2023

L' articolazione regionale dell'architettura romanica in Costiera Amalfitana tra l'XI e il XII secolo

L' articolazione regionale dell'architettura romanica in Costiera Amalfitana tra l'XI e il XII secolo
di Vincenzo Sebastiano
pp. 303, € 25,00
Centro di Cultura e Storia Amalfitana, 2022
EAN: 9788888283821

Tra i centri interni dell'antico ducato, Scala è certamente uno dei più ricchi di storia ed arte, tra i più interessanti e validi per testimoniare la nascita e l'evoluzione dell'architettura romanica della costiera nei primi secoli del secondo millennio. Qui sono ancora presenti emergenze architettoniche e artistiche di notevole importanza che rimandano alla gloria e alla potenza delle famiglie patrizie del ducato che vi si stabilirono, in particolar modo, tra l'XI e il XIII secolo. In esse è evidente il rapporto tra l'architettura romanica locale e gli influssi e le mediazioni arabo-bizantine presenti nell'area mediterranea soprattutto nell'XI e XII secolo. In questo periodo, infatti, anche in Campania si manifestò una marcata attitudine al sincretismo e alla fusione di espressioni artistiche differenti che portò alla realizzazione di capolavori di estremo interesse che mediavano elementi stilistici latini (l'impianto basilicale), normanni (i volumi possenti e slanciati verso l'alto), arabi e islamici (visibili nelle decorazioni a motivi geometrici astratti e nelle tarsie policrome) e bizantini (riconoscibili nelle volte estradossate e a cupola e nelle absidi sempre triplici). Con questo saggio si presenta un'analisi storico-architettonica dell'intero patrimonio artistico locale medievale, riportando le descrizioni e i rilievi ma anche i ritrovamenti e le scoperte effettuate in vari anni di ricerca, al di sotto degli intonaci o tra i ruderi stessi delle strutture che conservano in parte ancora i segni di antiche decorazioni e tecniche locali, come le tarsie policrome in tufo, gli archi ogivali, le cupolette e le volte estradossate, le arcatelle cieche o incrociate. Un progetto di ricerca e di studio che rappresenta al tempo stesso uno strumento di conoscenza, mappatura, catalogazione e documentazione grafica e fotografica del patrimonio storico-artistico romanico locale e delle tracce che di esso ancora si conservano.

martedì 9 maggio 2023

Pietre che cantano

Pietre che cantano
Studi sul ritmo di tre chiostri catalani di stile romanico
di Marius Schneider
Traduzione di Augusto Menduni
pp. 160, € 21,00
Studio Editore edizioni, 2023
EAN: 9788867237555

«Rari sono i libri che possono cambiare la vita di chi li legge: questo è uno di essi. Chi sappia cavarne tutte le deduzioni, vede in modo nuovo la storia, ascolta altrimenti i suoni della natura e la musica, guarda diversamente le cose. Intanto le guarda con l'orecchio: impara a coglierne il ritmo, la vibrazione essenziale. A dire di che tratta, si fa presto: Schneider osservò i chiostri romanici di San Cugat, di Gerona e di Ripoll in Catalogna, annotò le figure fantastiche effigiate sui capitelli assegnando a ciascuno un valore musicale, quindi lesse come simboli di note le singole figure, basandosi sulle corrispondenze tramandate dalla tradizione indù, e scoprì infine che la serie corrispondeva alla esatta notazione degli inni gregoriani dedicati ai santi di quei chiostri. Le pietre cantavano, a saperle leggere, melodie precise. Fin qui ci sarebbe soltanto da rallegrarsi per un'operazione delle più brillanti di archeologia musicale, per l'avvio alla lettura musicale di chissà quanti altri complessi di scultura romanica. A trarre tutte le conseguenze che il caso impone, ci si accorge che vacilla il nostro mondo culturale, che la storia e i valori comunemente accettati tremano come figure d'un velo dipinto. Una lama di luce rade le tenebre della storiografia medioevale, una storia ignota emerge, si ha la prova che si trasmettevano nel Medioevo conoscenze metafisiche simili a quelle che avevano generato la teoria musicale indù; esisteva una conoscenza metafisica non trascritta su pergamene, ma urlata dai capitelli.» (Dallo scritto di Elémire Zolla)

lunedì 13 febbraio 2023

Dizionario Simboli romanici

Dizionario Simboli romanici
di Beigbeder Olivier
pp. 384, € 50,00
Jaca Book, 2022
ISBN: 9788816417755
 
Negare che l’Alto Medioevo abbia avuto un debole per i simboli significherebbe conoscerlo assai male. Poche altre epoche sono state altrettanto preoccupate di «giustificare» i minimi particolari della Sacra Scrittura e di individuarne concordanze e ragioni. È naturale che l’iconografia riveli delle tendenze similari. Detto ciò, bisogna ammettere, una volta per tutte, che non è possibile fare progressi nel campo dei simboli di quest’epoca adottando gli stessi metodi che ci sono ormai familiari nel campo delle discipline scientifiche e che sono alla base della nostra cultura attuale. La legge che governa l’universo simbolico è quella dell’ambivalenza. Come Esopo poteva affermare che la lingua è la migliore e la peggiore delle cose, così qualsiasi elemento simbolico è adatto, per sua natura, a significare sia il bene che il male. Il simbolo è tanto più ricco di capacità quanto meno intellegibile esso si presenta per natura, ed è solo ammettendo questo suo privilegio irritante e meraviglioso che si potrà essere in grado di penetrarne l’essenza. Il procedere di un libro del genere, come già il Dizionario simboli del Medioevo, fa perciò appello alla sagacia del lettore. Gli prospetta delle opzioni, delle direttrici, delle vie. Commenta un certo numero di esempi, volontariamente limitati, per meglio dimostrare che un insieme, per contenuto che sia, è pur sempre ricco di possibilità di ogni genere, quando si presenta sul piano del simbolo. Bisogna rassegnarsi, in questo mondo del simbolo, a non possedere altro che delle prove relative e a non disporre mai di sicurezza assoluta. È col maturare dell’esperienza su un gran numero di casi che arriviamo a misurare il valore di ciò che a tutta prima si è percepito. Molte delle opere riprodotte in questo volume sono di per sé incomprensibili: pensiamo al portale meridionale di Aulnay, ai timpani di Girolles, di Rheinau, a numerosi capitelli di Chauvigny, di Rozier-Côtes D’Aurec, di Hagetmau, per citare solo alcuni esempi. Sono numerosissime le opere romaniche capaci di suscitare ammirazione. Ciò non toglie che troppo spesso ne sfugga il significato. Un dizionario come questo si propone di aiutare a decifrare tali immagini, suggellate alla maniera del libro misterioso di cui parla l’Apocalisse, che faceva piangere a dirotto san Giovanni perché nessuno poteva aprirlo. Che tutti gli articoli concordino fra loro e che continuamente interferiscano gli uni con gli altri, ecco uno dei pregi di questo libro: il simbolo è semplice, infatti; si riduce ad alcuni elementi essenziali di fondo che possono essere applicati in modi diversi. La peculiarità dell’opera d’arte sta nel potervi spesso trovare più di quanto non abbia creduto di mettervi l’autore. Mille interpretazioni diverse non arrivano a esaurire tutte le varietà di accenti che una sinfonia può offrire; e tuttavia non c’è dubbio che il compositore, lui, non ne avrebbe ammesso che una e una soltanto. Bisogna perciò saperla leggere, un’opera come questa, e poi fare la propria scelta. Basta questo a sottolineare i suoi poteri e la sua ricchezza.
Olivier Beigbeder, storico francese dell’arte e dell’architettura romanica in area francese ed europea, ha pubblicato numerose opere tradotte in varie lingue, tra cui inglese, tedesco, spagnolo e italiano. Tra i suoi titoli più importanti ricordiamo: La symbolique; Forez-Velay roman. La Pierre-qui-vire (Yonne) ; Lexique des symboles ( Lessico dei simboli medievali , Jaca Book, 1988); Les ivoires; Dictionnaire des meubles régionau (con C. Salvy); Fresques et peintures murales en Auvergne et Velay.

lunedì 9 gennaio 2023

L' articolazione regionale dell'architettura romanica in Costiera Amalfitana tra l'XI e il XII secolo

L' articolazione regionale dell'architettura romanica in Costiera Amalfitana tra l'XI e il XII secolo
Il patrimonio storico-artistico di Scala
di Vincenzo Sebastiano
pp. 303, € 25,00
Centro di Cultura e Storia Amalfitana, 2022
EAN: 9788888283821
 
Tra i centri interni dell'antico ducato, Scala è certamente uno dei più ricchi di storia ed arte, tra i più interessanti e validi per testimoniare la nascita e l'evoluzione dell'architettura romanica della costiera nei primi secoli del secondo millennio. Qui sono ancora presenti emergenze architettoniche e artistiche di notevole importanza che rimandano alla gloria e alla potenza delle famiglie patrizie del ducato che vi si stabilirono, in particolar modo, tra l'XI e il XIII secolo. In esse è evidente il rapporto tra l'architettura romanica locale e gli influssi e le mediazioni arabo-bizantine presenti nell'area mediterranea soprattutto nell'XI e XII secolo. In questo periodo, infatti, anche in Campania si manifestò una marcata attitudine al sincretismo e alla fusione di espressioni artistiche differenti che portò alla realizzazione di capolavori di estremo interesse che mediavano elementi stilistici latini (l'impianto basilicale), normanni (i volumi possenti e slanciati verso l'alto), arabi e islamici (visibili nelle decorazioni a motivi geometrici astratti e nelle tarsie policrome) e bizantini (riconoscibili nelle volte estradossate e a cupola e nelle absidi sempre triplici). Con questo saggio si presenta un'analisi storico-architettonica dell'intero patrimonio artistico locale medievale, riportando le descrizioni e i rilievi ma anche i ritrovamenti e le scoperte effettuate in vari anni di ricerca, al di sotto degli intonaci o tra i ruderi stessi delle strutture che conservano in parte ancora i segni di antiche decorazioni e tecniche locali, come le tarsie policrome in tufo, gli archi ogivali, le cupolette e le volte estradossate, le arcatelle cieche o incrociate. Un progetto di ricerca e di studio che rappresenta al tempo stesso uno strumento di conoscenza, mappatura, catalogazione e documentazione grafica e fotografica del patrimonio storico-artistico romanico locale e delle tracce che di esso ancora si conservano. 

lunedì 17 ottobre 2022

Dizionario Simboli del Medioevo

Dizionario Simboli del Medioevo
di Gérard de Champeaux, Sébastien Sterckx
pp. 324, € 50,00
Jaca Book, 2022
ISBN: 978-88-16-41745-8
 
Parlare di dimensione simbolica nell'arte del medioevo significa riconoscere una vera e propria modalità di rapporto con il reale che quella civiltà ha vissuto e trasmesso ai secoli successvi. Per questo, più che limitarsi a mettere in luce il significato che alcuni soggetti, alcune forme, assumono nell'arte romanica, questo libro vuole condurci a guardare il mondo e le cose con gli occhi di un uomo del medioevo, perché questo è l'unico modo per capire l'arte romanica. E' un libro carico di simpatia verso l'uomo medievale e la sua sensibilità, perchè una scoperta dell'altro - specialmente quando ci si presenta in una forma così poco "razionale" e per molti versi sconcertante - non può che essere il frutto di una familiarità vissuta in simpatia. Questo suo carattere ne fa un libro insolito, affascinante, capace di mostrare come l'arte romanica conservi ancor oggi la sua grande forza evocativa perché è, come nessuna altra, a misura d'uomo. Un Dizionario inziale permette di svolgere una ricerca immediata dei simboli maggiori, mantenendo l’andamento a grandi famiglie tematico-simboliche del testo. Tavole in rotocalco accompagnano puntualmente il testo; i cross reference rimandano poi ad immagini che vengono citate in più occasioni.

venerdì 5 marzo 2021

Il grande segno. Apocalisse e arte nel Medioevo

Il grande segno. Apocalisse e arte nel Medioevo
di Ignazio De Vita
pp. 268, € 26,00
Editoriale Lombarda, 2021
EAN: 9791280169266
 
In quest'opera, Ignazio De Vita esamina l'ultimo libro della Bibbia, l'Apocalisse, in riferimento all'arte romanica, alla cultura e alla teologia medioevale. Il libro consta di due approfonditi studi iconologici, partendo dall'affresco raffigurante la Vittoria sul Drago dell'abbazia di San Pietro al Monte a Civate (Lecco, Italia) e dal timpano raffigurante il Giudizio finale della basilica di santa Maddalena a Vézelay (Borgogna, Francia). 

sabato 9 gennaio 2021

Il restauro della facciata della basilica di san Michele Maggiore a Pavia e l’opera di Piero Sanpaolesi

Il restauro della facciata della basilica di san Michele Maggiore a Pavia e l’opera di Piero Sanpaolesi
di Nora Lombardini
prefazioni di Vittorio Vicari, don Giulio Lunati
pp. 196, € 16,00
Aracne Editrice, 2021
ISBN: 978-88-255-3775-8
 
La fama della basilica di San Michele Maggiore a Pavia non si lega solo ai sui caratteri storici e artistici, che ne fanno una delle architetture più significative dell’alto medioevo lombardo, ma anche a quelle vicende costruttive che segnano le tappe dei diversi restauri che l’hanno interessata nel tempo. L’importanza di questo esempio di stile romanico lombardo, in relazione alla storia della cultura italiana del restauro, si dimostra inesauribile, soprattutto se si pensa al suo valore sul piano storico e su metodologico. Inoltre, il lavoro compiuto da Sanpaolesi in quegli anni, e non solo, sulla basilica pavese è il riflesso del dibattito della cultura, “storica” e “scientifica” italiana del dopo guerra. Nel passare in rassegna il restauro della facciata del San Michele Maggiore a Pavia, lo studio all’interno del volume spera di porsi come uno strumento che possa essere di qualche utilità sia agli auspicabili interventi periodici di manutenzione, sia ai programmi di studio e progetti di conservazione. 

Nora Lombardini, dottore di ricerca in Restauro architettonico, lavora come professore associato in Restauro presso il Politecnico di Milano, Dipartimento di Architettura, Ambiente Costruito e Ingegneria civile (Dabc). La sua attività di ricerca ruota intorno alla storia e teoria del restauro di edifici storici e beni culturali, all’analisi del sistema costruttivo tradizionale e moderno, all’analisi del comportamento meccanico delle strutture storiche, agli studi sulla conservazione dei centri storici. In particolare, prima di intraprendere gli studi sulla basilica di san Michele Maggiore a Pavia, ha studiato la basilica di San Vitale a Ravenna (VI sec.), comparandola con le coeve costruzioni costantinopolitane e, in particolare, con il museo, oggi moschea, di Hagia Sophia. Autrice di articoli scientifici, ha anche esperienza internazionale nell’organizzazione di attività didattiche e di ricerca internazionali, collaborando con i colleghi stranieri, in Turchia, Ucraina, Bulgaria, Serbia, Azerbaigian, Georgia, Cina e Giappone.

lunedì 4 gennaio 2021

Magnificenza monastica a gloria di Dio

Magnificenza monastica a gloria di Dio
L’abbazia di Santa Giustina nel suo secolare cammino storico e artistico
a cura di Giovanna Baldissin Molli e Francesco G. B. Trolese
pp. 604, € 75,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2020
ISBN: 9788833133133
 
La sintesi benedettina Ora, labora et lege corre sottesa a questo volume dedicato al complesso monastico di Santa Giustina, uno tra i più importanti d’Italia, per illustrare la storia plurisecolare del cenobio, considerata sempre in uno stretto rapporto con quella della città.
 
I numerosi studiosi coinvolti hanno tracciato la storia costruttiva, religiosa, liturgica, culturale e artistica del complesso, a partire dal primo suo costituirsi come sito di culto ad corpus della protomartire padovana, e di seguito nella costruzione romanico-gotica, sostituita, e solo parzialmente conservata, dal nuovo edificio cinquecentesco e dal suo arredo di pregio. La storia del complesso, fino alle vicende della soppressione e del successivo ritorno dei monaci, estesa a toccare la quotidianità dell’oggi, è illustrata anche mediante l’analisi delle sue strutture più qualificate: la biblioteca, la spezieria, la dotazione della sacrestia.

giovedì 25 giugno 2020

Bari. La cattedrale

Bari. La cattedrale
di Rossella Mauro
pp. 90, € 10,00
Adda Editore, 2020
ISBN: 9788867174959
La cattedrale di Bari, ultima in ordine di tempo fra le cattedrali romaniche pugliesi, racchiude nell’eleganza e nell’aristocratica bellezza delle forme architettoniche l’intimo anelito dell’uomo medioevale che seppe coniugare spirito e arte. L’armonia che traspare dall’edificio in stile romanico pugliese riesce a rapire ancora oggi l’uomo moderno e lo invita alla preghiera e all’incontro con Dio.
Il grande edificio, uno dei monumenti più caratteristici e significativi di Bari, spicca tra le case della città vecchia e mostra immediatamente l’armoniosità della sua struttura. I due bracci della croce latina si incrociano imponenti e lo sguardo del viandante è subito rapito dal tiburio ottagonale cinto da fini ricami di pietra, per poi elevarsi fino all’alto campanile.

martedì 2 giugno 2020

San Remigio a Firenze

San Remigio a Firenze
La Chiesa e il suo popolo
di Licia Bertani, Giampaolo Trotta
pp. 1312, € 120,00 (Acquista online con il 15% di sconto) 
Edizioni Tassinari, 2020
ISBN: 9788899285746
 
Tra le principali chiese fiorentine indubbiamente dobbiamo annoverare anche quella gotica di San Remigio, ma questa, a differenza di altri importanti poli religiosi della città, non aveva ancora avuto una sua specifica monografia. Finalmente tale lacuna è stata colmata grazie alla sensibilità degli ultimi parroci ed allo scrupoloso studio, durato numerosi anni, di Licia Bertani e di Giampaolo Trotta.
La chiesa era nota per essere stato il primo luogo dove era sorto un hospitium di pellegrini francesi a Firenze durante il Medioevo e per la sua ricostruzione gotica in sostanziale contemporaneità con quella di Santa Maria Novella, ma ora possiamo apprenderne tutte le fasi di edificazione e di trasformazione grazie proprio a questi nuovi studi e ricerche, nonché conoscerne approfonditamente il vasto apparato artistico che l’ha caratterizzata nel corso dei secoli.
Il ponderoso libro, suddiviso in due volumi, ci accompagna così dalle preesistenze romane, quando nei pressi vi era il porto urbano sull’Arno, alla chiesa dell’XI secolo, dalla ricostruzione gotica del XIII e del XIV secolo fino alle trasformazioni cinquecentesche e seicentesche, dalle vicende risorgimentali che la coinvolsero nell’Ottocento all’alluvione del 1966 e ai conseguenti e complessi restauri. Ma lo studio non si esaurisce qui, in una pur approfondita monografia su un edificio religioso. Lo sguardo, infatti, si allarga all’intero ‘popolo’ di San Remigio e alle sue vicende storiche ed urbanistiche, inquadrate in quelle dell’intera città e della regione (si pensi all’ampia digressione sul Porto Pisano), coinvolgendo anche il perduto oratorio delle Grazie già sull’omonimo ponte e alla sua ricostruzione tardo-ottocentesca sui lungarni. Da qui un sottile fil rouge lega le vicende di San Remigio e del suo ‘popolo’ alla Francia e a Reims, sua ‘madre’ storica, e alla Terrasanta, meta finale dei pellegrini che transitavano anche da Firenze. La storia del complesso fiorentino, mediante analisi comparate e raffronti stimolanti, a livello artistico, architettonico, urbanistico, sociale e spirituale, diviene storia d’Europa e del bacino tutto del Mediterraneo, coinvolgendo in un grande affresco avvincente Francia e Germania, Polonia e Romania, Sicilia e Calabria, Grecia e Turchia, Nord Africa e Medioriente.
Anche la storia stessa di Reims, della chiesa di Saint Rémi e del suo sacello sono rivedute in parallelo con quelle di Firenze, ‘nuova Gerusalemme’. E qui non può che venire in mente anche l’opera di Giorgio la Pira e del suo primo gemellaggio istituito, che fu appunto tra Firenze e Reims. Un gemellaggio che dagli Anni Cinquanta è cresciuto ed è stato rinnovato negli anni, generando collaborazioni stimolanti tra le due città ‘gemelle’ nei più disparati campi, da quello sociale all’artistico, dallo sportivo allo scientifico. Una comunione di sentire e di ‘radici’ che bene emerge nelle pagine di questo libro, che indubbiamente segna una pietra miliare non solo nella conoscenza storica, filologicamente e scientificamente intesa, di questa nostra chiesa fiorentina, ma anche nei rapporti tra il capoluogo toscano e questa consorella di Francia.

domenica 9 febbraio 2020

E la parola scolpì la pietra

E la parola scolpì la pietra
Il romanico di San Colombano a Vaprio d’Adda
a cura di Cristian Bonomi, Marco Galli, Juan Antonio Olañeta, Mauro Steffenini, Luca Villa, Tiziano Villa
pp. 192, € 18,00
Velar Edizioni, 2019
ISBN: 9788866717249

La memoria è la "cornice della vita", dice papa Francesco. Ciò significa che senza la memoria la vita non ha un "contesto", un "quadro" in cui inserirsi o un fondamento su cui costruirsi. Ecco perché ha senso conservare i "segni" della memoria, come la Chiesa di S. Colombano. È un patrimonio che ha, per lo meno, otto secoli di storia, ma che affonda le sue radici in tempi ancora più lontani: a S. Colombano stesso, se dovessimo dare credito alla tradizione che lo vorrebbe presente a Vaprio d'Adda, nel suo itinerario verso Milano e poi verso Bobbio. Il restauro, che ha visto la Soprintendenza, la Direzione dei lavori e i restauratori impegnati nella ricerca delle soluzioni migliori, ha permesso di riportare la chiesa al suo primitivo splendore e ha fatto riscoprire lacerti di pitture, che prima non si vedevano.

mercoledì 22 gennaio 2020

Pittura murale del Medioevo lombardo

Pittura murale del Medioevo lombardo
Ricerche iconografiche (secoli XI-XIII)
a cura di Paolo Piva
pp. 208, € 23,00
Jaka Book, 2020
ISBN: 978-88-16-41538-6
 
Questo libro presenta una raccolta di saggi innovativi sul piano storico-artistico, dedicati ai più importanti cicli di pittura murale dell’alta Lombardia (nei territori di Como, Lecco e Bergamo) fra l’anno Mille e il Duecento. Si tratta di episodi fondamentali della pittura protoromanica e romanica, qui affrontati con un taglio principalmente iconografico, volto a identificare i rapporti fra i soggetti, la liturgia e la committenza. Ciò permette di evidenziare in modo chiaro quanto i soggetti delle pitture interagiscano sempre con l’edificio e la sua funzione e ne costituiscano la «necessaria» integrazione. Questa prospettiva, centrale per un nuovo modo di fare storia dell’arte, è destinata ad affiancare la lettura stilistica, a correggerne gli errori cronologici, per giungere a una strategia d’indagine «globale» che sappia cogliere la novità dell’opera d’arte e il suo contesto, lo stile e le sue ragioni. Nel saggio introduttivo sono esaminati esemplarmente elementi iconografici di «lungo periodo» nella pittura medievale lombarda, individuandone anche le relazioni a «largo raggio» fra Oriente e Occidente. Per la prima volta è indicato il «programma» sotteso alla famosa parete absidale di San Vincenzo a Galliano (Cantù): un’orazione funebre di Ariberto d’Intimiano tradotta in pittura. I non meno noti e fondamentali cicli delle chiese di Civate (Lecco), da leggere in modo coordinato, sono interpretati sulla base del rapporto con lo spazio liturgico e la funzione del Santuario (San Pietro al Monte), ma anche dell’esegesi biblica collegata alle istanze della riforma gregoriana (San Calocero). Fra i ritrovamenti più recenti è annoverato lo studio degli affreschi bergamaschi di San Michele al Pozzo Bianco. Sorprendente è il riferimento ai mosaici delle cupole di San Marco a Venezia nella chiesa castrense o plebana di San Salvatore di Barzanò (Lecco), così come la «trascrizione» in figura dei santi le cui reliquie erano contenute negli altari in San Giorgio in Borgo Vico (Como): una nuova serie di indizi contribuisce a datare gli affreschi di quest’ultima chiesa al xiii secolo e a ricostruirne l’intero programma iconografico.
Paolo Piva è Professore di Storia dellarte medievale (Università di Milano); Professore di Storia dellarchitettura (Università di Milano).

venerdì 27 dicembre 2019

Imago Splendida

Imago Splendida
Capolavori di scultura lignea a Bologna dal Romanico al Duecento
a cura di Massimo Medica, Luca Mor
pp. 100, € 30,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Silvana Editoriale, 2019
ISBN: 9788836644919

A Bologna il Medioevo fu animato da un fiorente clima multiculturale, favorito sia dalla posizione strategica della città sulla Via Emilia – tra gli Appennini e le direttrici verso l’Oltralpe – sia dalla nascita nel tardo XI secolo di una celebre scuola giuridica: una realtà cosmopolita, che ha garantito un impulso costante agli scambi internazionali, ai commerci e allo sviluppo urbano, ma anche alle commissioni artistiche, tra cui quelle di arredi liturgici e tesori ecclesiastici destinati a soddisfare le crescenti esigenze devozionali.
Di questi manufatti rimane oggi assai poco, come documenta la scultura lignea medievale che, anche a causa della deperibilità del materiale, a Bologna conta soltanto pochi esempi, e ciò rende ancora più emblematico il valore delle testimonianze locali superstiti presentate in queste pagine: rarissimi capolavori lignei di elevata qualità esecutiva, alcuni dei quali sottoposti a una recente opera di restauro, che offrono il punto di partenza per l’approfondimento condotto in questo volume.

lunedì 8 luglio 2019

Pievi romaniche toscane

Pievi romaniche toscane
12 percorsi di simboli e luce
di Simone Bartolini
pp. 144, € 20,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Sarnus Edizioni, 2019
ISBN: 978-88-563-0262-2
 
La campagna toscana, ricca di borghi di origine medievale, custodisce un prezioso patrimonio di pievi e chiese romaniche. Questi edifici sacri, testimonianza di un’epoca remota, furono costruiti a immagine del cosmo per rappresentare il cammino percorso dall’uomo sulla Terra per giungere al Cielo.
Prendendo in esame 36 chiese, suddivise in 12 itinerari arricchiti da immagini a colori e schede di approfondimento, l’autore ci conduce in un territorio denso di suggestioni storiche e paesaggistiche, lungo le antiche strade percorse dai pellegrini, come la via Francigena e le sue diramazioni, sulle tracce di personaggi leggendari o realmente esistiti. Le geometrie e i simboli legati alla luce solare, gli elementi architettonici, le opere d’arte, i particolari scolpiti sui capitelli e sui portali di ogni pieve, abbazia o monastero ci invitano a riscoprire un immenso patrimonio oggi in gran parte dimenticato.
Simone Bartolini, nato a Siena, lavora a Firenze come cartografo presso l’Istituto Geografico Militare. Da sempre appassionato di astronomia ha progettato e realizzato nell’ultimo decennio varie opere artistico-gnomoniche, tra cui ricordiamo il grande orologio solare della piazza di Panicaglia nel Comune di Borgo San Lorenzo (Firenze), l’orologio solare in Piazza Marconi nel Comune di Pineto (Teramo) e il complesso gnomonico situato nel parco pubblico del monastero buddista di Nan Lian Garden a Hong Kong (primo premio al X concorso internazionale Shadow of Time). Ha vinto il concorso nazionale Il Fiume, il Tempo e il Sole per la realizzazione di un complesso gnomonico nel parco del Mella nel Comune di Brescia. Collabora con il Museo Galileo per la ricostruzione di antichi strumenti scientifici. Ha pubblicato con Polistampa i libri I fori gnomonici di Egnazio Danti in Santa Maria Novella (2006), Gli strumenti astronomici di Egnazio Danti e la misura del tempo in Santa Maria Novella (2008), Sole e Simboli. Gli Zodiaci di San Miniato e di San Giovanni a Firenze (2013), Le porte del cielo. Percorsi di luce nelle chiese romaniche toscane (2017).