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venerdì 16 maggio 2025

La Cupola d’Oro

La Cupola d’Oro
Viaggio in Iraq sulla via dei Martiri
di Nocola Hasan Di Cola
pp. 120; € 14,00
Edizioni La Vela, 2025
ISBN: 979-12-80920-65-2
 
Il pellegrinaggio di ‘Arba’īn in Iraq, annoverato tra i più grandi raduni spirituali della storia e classificato dall’UNESCO nel 2019 come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, vede ogni anno la partecipazione di diverse decine di milioni di persone provenienti da tutto il mondo. Il quarantesimo giorno dopo l’anniversario del martirio dell’Imam Husayn (626-680 d.C.), il nipote del Profeta Muhammad, milioni di musulmani sciiti – ma non solo – sfociano a Karbala per far visita alla tomba dell’Imam martire. Sebbene non sostituisca affatto il Pellegrinaggio Rituale (Hajj) alla Mecca, la visita alla tomba o al mausoleo di un Imam, in particolar modo dell’Imam Husayn, viene enfatizzata e raccomandata nella tradizione sciita. E l’esperienza che i pellegrini vivono in Iraq durante il periodo di ‘Arba’īn non ha pari in tutto il mondo: lungo la via tra Najaf e Karbala, gli iracheni si pongono a completa disposizione dei viaggiatori, offrendo loro cibo, bevande, ristoro, trasporti, ospitalità, tutto in maniera completamente gratuita.

“La Cupola d’Oro. Viaggio in Iraq sulla via dei Martiri” è il racconto di questa esperienza, vissuta in prima persona dall’autore, che è anche narratore e personaggio, il quale riporta in questo diario di viaggio il suo pellegrinaggio in Iraq da Najaf a Karbala e poi a Samarra, Balad e Kāzimiyya, fornendo al lettore un punto di vista inedito sull’evento: quello di un italiano.
Nicola Hasan Di Cola nasce ad Erice, in Sicilia, il 10 settembre del 2000. Figlio di un palermitano convertito all’Islam sciita, in lui si sposano la fede musulmana e la cultura italiana e siciliana. Laureatosi in Studi Storici presso l’Università di Palermo nel 2022, si trasferisce a Roma nel 2024, dove frequenta tutt’ora il corso di Editoria e Scrittura alla Sapienza.

venerdì 1 marzo 2024

Il pellegrinaggio nel Medioevo

Il pellegrinaggio nel Medioevo
La Via Francigena. Storia, percorsi, testimonianze, devozione popolare
di Giorgio Massola
pp. 366; € 34,00
EBS Print, 2024
EAN. 9791255853442

Giorgio Massola aveva l'abitudine di utilizzare il suo sito-web come una sorta di archivio in cui riversare tutti i suoi lavori, fossero essi articoli di giornali, lezioni, interventi in vari convegni o articolate dispense monografiche. Tutto questo materiale veniva messo a disposizione dei suoi studenti al fine di completare al meglio la formazione dei corsi di studi. Questa miscellanea di scritti ha attinto a mani basse dal sito in questione e vengono riproposti in forma cartacea proprio per offrire al lettore l'opportunità di gustare la bellezza e la ricchezza dei lavori elaborati dallo studioso. I lavori sono stati organizzati con un profondo lavoro redazionale dalla moglie dell'autore Paola Ferrazza. Il tutto, come scrive Giorgio Massola stesso nell'intestazione del sito, "ad perpetuam rei memoriam".
Giorgio Massola (1953-2023), laureato in filosofia, insegnante, si è dedicato per oltre quarant'anni allo studio approfondito del Medioevo, soprattutto del pellegrinaggio medioevale, in tutti i suoi aspetti. É stato collaboratore della prestigiosa rivista "De strata francigena", a cura del Centro Studi Romei; ha partecipato come relatore a numerosi convegni di studio sul Medioevo, oltre ad aver promosso in prima persona, sotto l'egida del Centro Studi Romei, due convegni di studio tenutisi a Trino Vercellese e a Crescentino.

sabato 1 aprile 2023

La carovana del sultano

La carovana del sultano
Dal Mali alla Mecca: un pellegrinaggio medievale
di Marco Aime
pp. 304, € 28,00
Einaudi, 2023
EAN: 9788806259518

Nel 1324 Mansa Musa, il sultano del Mali, «l'uomo piú ricco che il mondo abbia mai visto», intraprende il suo pellegrinaggio verso La Mecca, a capo di un immenso corteo lungo decine di chilometri e composto da migliaia di uomini e da altrettanti dromedari carichi di quintali e quintali d'oro. Un viaggio destinato a entrare nella storia, ammantato di leggenda, grazie alle cronache arabe dell'epoca e dei secoli a venire. L'autore ricostruisce quel cammino, inserendolo nel contesto storico e culturale del tempo, rivelandone gli aspetti politici e strategici oltre a quelli religiosi ed economici. Il percorso della carovana del sultano diventa cosí una sorta di metafora, utile a spiegare la fitta rete di legami e di scambi, che avvolgeva il Mediterraneo, unendo l'Africa all'Europa. Si viene cosí a delineare una lettura nuova e multicentrica della storia, in cui l'Africa è un'importante protagonista e non la terra isolata dell'hic sunt leones. «Disegnata la cornice, delineato lo sfondo, il racconto del viaggio di Mansa Musa assume una valenza piú ampia di quella esplicitamente religiosa legata al pellegrinaggio alla Mecca. La ricostruzione delle peripezie della carovana, carica d'oro e di schiavi, diventa, infatti, il resoconto di un'operazione politica e di immagine quanto mai moderna e in gran parte riuscita. La traversata del deserto, l'arrivo al Cairo, che all'epoca era l'equivalente della New York attuale, e l'incontro con il sultano mamelucco si rivelano cosí i tasselli fondamentali per accreditare il Mali, come il suo sovrano, nel vasto mondo islamico del tempo. Ciò che ho cercato di fare è stato sottrarre, almeno in parte, quel viaggio alla ricezione un po' stereotipata piú diffusa, per riportarlo nella storia e connetterlo con le complesse reti che caratterizzavano il mondo mediterraneo e l'Africa subsahariana».
Marco Aime (Torino, 4 novembre 1956) è un antropologo, africanista e scrittore italiano, ordinario di antropologia culturale presso l'Università di Genova.

domenica 26 settembre 2021

In cammino

In cammino
Una storia del pellegrinaggio cristiano
di Paolo Cozzo
pp. 288, € 21,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829011032
 
Il pellegrinaggio è uno dei fenomeni più radicati e rilevanti nella storia del cristianesimo. Nel corso dei secoli, generazioni di fedeli hanno provato il desiderio di mettersi in cammino – percorrendo brevi distanze o attraversando interi continenti, impiegando poche ore o lunghi anni – per cercare l’incontro con Dio in luoghi e tempi “speciali”. Questa aspirazione ha accompagnato lo sviluppo del cristianesimo seguendone progressi, tensioni e rotture dal tardoantico all’età contemporanea, per giungere fino ai nostri giorni. Adottando una prospettiva storica, il volume analizza motivazioni religiose e spirituali, condizionamenti politici e istituzionali, risvolti sociali ed economici, aspetti materiali e ambientali di una pratica diffusa a livello planetario che, in contesti geografici e cronologici diversi, ha coinvolto, e lo fa tuttora, laici ed ecclesiastici, individui e comunità, masse ed élite.
Paolo Cozzo insegna Storia del cristianesimo all’Università degli Studi di Torino. Esperto di storia delle istituzioni ecclesiastiche e della vita religiosa in età moderna e contemporanea.

sabato 19 giugno 2021

L'Oriente dei viaggiatori

L'Oriente dei viaggiatori
Diari di pellegrinaggio fiorentini fra XIII e XV secolo
di Ilaria Sabatini
prefazione di Franco Cardini
pp. 376, € 22,50
Textus Edizioni, 2021
ISBN: 978-88-99299-26-2
 
Il fenomeno del pellegrinaggio ai Luoghi santi della cristianità, divenuto un fattore rilevante nel IV secolo e destinato – quasi fosse una categoria universale – a perdurare fino ai nostri giorni, nel corso del Medioevo subisce sostanziali modificazioni di contenuto e di forma. Se da un lato si può parlare di uno spirito del pellegrinaggio in senso universale, dall’altro è forse superfluo specificare che numerose e diverse ne furono le manifestazioni storiche. Si può in ogni caso parlare di pellegrinaggi penitenziali o di ringraziamento, pellegrinaggi compiuti singolarmente o collettivamente, pellegrinaggi di armati o di inermes, secondo le caratterizzazioni che assunse lo spirito religioso nelle varie esperienze.
Ciò che si propone di indagare questo libro è il pellegrinaggio gerosolimitano, in quel particolare periodo di frizione nei rapporti tra Oriente e Occidente che segnò il passaggio dal tardo Medioevo alla prima età moderna. Principale oggetto di interesse è la percezione dell’Oriente da parte dei pellegrini occidentali. Non però in senso generico, ma nell’ambito specifico di un intero corpus di testi narrativi dell’epoca: in questa scelta consiste la peculiarità del progetto. Infatti, per quanto esista una notevole quantità di studi sul pellegrinaggio – e sui relativi testi – è rimasto piuttosto in ombra questo specifico punto di vista come significativo per la storia del pensiero occidentale. 
Ilaria Sabbatini, medievista, è research fellow presso SISMEL con il progetto ARVO (Archivio Digitale del Volto Santo). Si occupa in particolare di rappresentazione del Vicino Oriente nei diari di pellegrinaggio tardomedievali.

martedì 23 febbraio 2021

Il pellegrinaggio a Santiago di Compostela nel Medioevo

Il pellegrinaggio a Santiago di Compostela nel Medioevo
di Roberto Schiavolin
pp. 72, € 15,00
Paguro Edizioni, 2021
ISBN: 978-88-99509-68-2
  
L’affascinante storia del pellegrinaggio di Santiago de Compostela, che origina e si sviluppa nel Medioevo, è legata alla figura di san Giacomo Maggiore, la cui attività missionaria nella penisola iberica è circondata da un alone leggendario. In questo libro l’autore illustra innanzitutto gli aspetti storici, le tradizioni mitologiche e i principali motivi iconografici legati al santo, per poi analizzare le fonti che validerebbero la sua predicazione e la sua morte in Spagna, fino alla più importante, il Liber Sancti Jacobi. Approfondisce quindi la storia del fermento spirituale sorto e cresciuto intorno alla sua tomba, radicato tanto nell’immaginario religioso quanto nella realtà politica del XII secolo. Indaga inoltre i molteplici fattori legati al pellegrinaggio jacopeo: ideali, comportamenti e costumi del viandante, itinerari e snodi stradali, caratteristiche delle infrastrutture di accoglienza, soprattutto degli ospedali e delle confraternite dedicati all’Apostolo. La parte finale del libro si sofferma sull’architettura e sulla scultura delle “chiese di pellegrinaggio”, con particolare riguardo alle decorazioni presenti nella cattedrale romanica di Santiago, che trovano il loro culmine nel Pórtico de la Gloria progettato e realizzato dal cosiddetto “maestro Mateo”.
Roberto Schiavolin si è laureato in Storia Medievale presso l’Università di Trieste, ove è stato successivamente Assegnista di ricerca e Docente a contratto. È dottore di ricerca in Filosofia, Scienze e Cultura nell'età Tardo-Antica, Medievale e Umanistica presso il Dipartimento di Latinità e Medioevo dell’Università degli Studi di Salerno, con una tesi su «La nozione di Spirito nelle opere teologiche di Mario Vittorino» di prossima pubblicazione. Si occupa in particolare di storia della spiritualità antica e medievale e dei rapporti tra neoplatonismo e cristianesimo, con vari articoli pubblicati in miscellanee e riviste specialistiche (https://units.academia.edu/diakosmetikos). Già docente di Storia e Filosofia nei licei, attualmente insegna Religione Cattolica in un Istituto Comprensivo della provincia di Trieste.

mercoledì 20 gennaio 2021

Bari-Santiago-Bari

Bari-Santiago-Bari
Il viaggio, il pellegrinaggio, le relazioni.
Atti del Convegno internazionale di studi (Bari, 21 marzo 2019) 
a cura di Rosanna Bianco
pp. 320, € 60,00
Edizioni Compostellane, 2020
ISBN: 978-88-95945-23-1
 
L’incontro di studio è stato promosso nell’ambito di una stretta collaborazione tra l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e l’Università di Santiago de Compostela , avviata nel 1999 e proseguita negli anni.

La giornata di studio e gli Atti hanno registrato il contributo di storici, antropologi, studiosi di letteratura e di teatro, storici dell’arte: infatti, un tema complesso come il pellegrinaggio, come scrive Paolo Caucci von Saucken nel suo saggio, «non può essere che studiato in una prospettiva interdisciplinare e in relazione all’intera civiltà che lo ha generato » e il pellegrinaggio compostellano deve essere visto in connessione con quello diretto a Roma, a Gerusalemme, a Monte Sant’Angelo.
Al centro della riflessione sono il cammino e il viaggio di persone, di modelli, di artisti e di opere tra territori lontani uniti da una rete di percorsi , di strade, di relazioni. L’attenzione è stata rivolta alla ricostruzione della ricerca scientifica compostellana, ai pericoli del viaggio, alla figura di San Giacomo e al suo culto, alla tradizione letteraria e teatrale, ai Cammini europei verso Compostella, ai riconoscimenti del Cammino di Santiago da parte del Consiglio d’Europa e dell’Unesco, all’immagine del pellegrino, alle relazioni artistiche tra la Puglia e la Galizia in particolare nel Medioevo e in Età moderna.

mercoledì 25 novembre 2020

Lucca, il Volto Santo e la Via Francigena

Lucca, il Volto Santo e la Via Francigena
di Ilaria Sabatini
pp. 88, € 12,00
Maria Pacini Fazzi Editore, 2020
ISBN: 978-88-6550-741-4 
 
«È difficile esagerare l’importanza che Lucca ha avuto per il pellegrinaggio, posta com’è al centro del tratto italiano della Via Francigena, con la presenza dell’insigne reliquia del Volto Santo ad attirare devoti da tutta Europa…» con queste parole l’Arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti apre la sua introduzione al libro di Ilaria Sabbatini, Lucca, il Volto Santo e la Via Francigena, cogliendo i tre temi di cui si occupa questo volume, agile e ricco di notizie.

Al Volto Santo rendevano omaggio non solo i Lucchesi, ma anche i numerosi fedeli in pellegrinaggio lungo la via Francigena di cui Lucca costituiva uno snodo di grande rilevanza. Ugualmente il Volto Santo diveniva simbolo e protezione delle ricche comunità lucchesi sparse in Italia e in Europa, anche presente in numerosi esemplari di monete lucchesi dal “Grosso” di Ottone, allo Scudo d’oro, allo Zecchino al Doppio Scudo. Tanti quindi gli argomenti collegati a questa immagine certo identitaria per la città di Lucca, ma ricca di spunti di analisi per approfondire varie tematiche connesse al suo culto e quindi ai temi legati al pellegrinaggio, alla viabilità medievale, alla analisi storica e materiale dell’opera in sé anche in rapporto con la coeva scultura lignea, al culto delle reliquie… alle storie e leggende miracolose ad esse collegate.
Un libro con il quale si inaugura la nuova collana “Leobinus” (ossia Leobino o Leoboino, il diacono al quale tradizionalmente si attribuisce la paternità della leggenda che vuole il Volto Santo di Lucca scolpito da Nicodemo e, nel volto, da un angelo) … che dà nome ad una collana di studi per indagare e ‘divulgare’ le tante storie che sono nate e che continuano a generare filoni di interesse e di studi intorno ai temi e ai simboli che il Volto Santo, – icona acheropita e reliquiario che conserva ampolle del Santo sangue, secondo la narrazione agiografica – ancora oggi racchiude e disvela. Se il Volto Santo è l’immagine identitaria dei Lucchesi, sia in senso laico che spirituale, ecco che Leobinus diventa il ‘narratore’ delle cose lucchesi per eccellenza, laddove la storia civile e politica si intreccia con la vicenda religiosa e il potere dell’immagine diventa l’immagine del potere di Lucca.
Collana diretta da Ilaria Sabbatini (storica, ideatrice del sito ARVO: Archivio digitale del Volto Santo).
Nel comitato scientifico: Fiorella Dallari (Università di Bologna, fa parte del team Cattedre Unesco –Italia “Landscaping, Urban Sustainability Tourism), Isabella Gagliardi (Università di Firenze, studiosa delle istituzioni ecclesiastiche e dei movimenti religiosi della cristianità medievale), Tommaso Maria Rossi (Archivio Storico Diocesano di Lucca, archivista e profondo conoscitore del patrimonio docuentario lucchese).

martedì 21 luglio 2020

I viaggi nel Medioevo

I viaggi nel Medioevo 
di Norbert Ohler
pp. 448, € 24,00
Odoya Edizioni, 2020
ISBN: 9788862886048
Come viaggiavano gli uomini nel Medioevo? Come si rifornivano strada facendo pellegrini, crociati, mercanti, re ed esploratori? Quali mezzi e quali espedienti escogitarono per far fronte agli innumerevoli pericoli, come si difendevano dalle piene, dagli assalti dei nemici, dalle malattie e dalla fame? In questo libro si parla delle motivazioni che spinsero l'uomo a viaggiare, del suo equipaggiamento, dei mezzi di trasporto, degli ospizi e delle locande, nonché dell'insieme di vie che ancora oggi in parte sono alla base della nostra rete stradale. Il lettore troverà quindi riferimenti dettagliati ai principali animali da sella, da tiro o da soma utilizzati, alle regole di ospitalità che tutti avevano il dovere di rispettare, alla velocità media dei viaggi, ai pericoli che si rischiava di incontrare nel cammino e alle innovazioni protagoniste soprattutto del tardo Medioevo. Dall'esame delle documentazioni scaturisce un quadro stupefacente della vita medievale: re e pellegrini, missionari e ambasciatori, ma anche fuggiaschi e spie che percorrevano lunghe distanze per terre e per mari. Accanto ai famosi resoconti di Colombo, Marco Polo, Vasco da Gama e Ibn Batt?ta, vengono citati anche alcuni viaggi immaginari, come quelli del Decameron di Boccaccio. Infine, non mancano capitoli dedicati ai pellegrinaggi in Terra Santa e a Santiago di Compostela. Norbert Ohler lascia poi che siano i viaggiatori stessi a prendere la parola, tracciando così un quadro vivo della realtà dei viaggi di allora. Il suo libro mostra quanto le esperienze e le conoscenze abbiano influenzato la concezione medievale del mondo e dischiude un nuovo orizzonte su un'epoca affascinante.

venerdì 24 aprile 2020

Il Mediterraneo di Anselmo Adorno

Il Mediterraneo di Anselmo Adorno
Una testimonianza di pellegrinaggio del tardo medioevo
di Beatrice Borghi
pp. 562, € 56,00
Patron Editore, 2020
ISBN: 9788855533973

Il Mediterraneo considerato nel presente volume non è più il grande “stagno” dell’epoca imperiale romana in-torno al quale si viveva “come formiche, o come rane”, integrato in un unico insieme politico, culturale ed economico. Nel raccontare quello spazio nel tardo medioevo minacciato da oriente dall’avanzata ottomana sulle coste e sui Balcani, la parola viene lasciata a chi solcò quel mare, percorse strade e deserti per raggiungere la Palestina ed aprire di nuovo la strada verso le Indie. La famiglia Adorno, mercanti e banchieri genovesi presenti a Bruges fin dalla fine del XIII secolo, ha sempre avuto un privato interesse e una devozione speciale verso la città di Gerusalemme. Lo stesso antenato Oppicino visitò la Terra-santa prima di giungere nelle Fiandre nel 1269; poi i discendenti Pietro e Giovanni, che si recarono nella Città santa nei primi decenni del XV secolo; infine Anselmo e il figlio primogenito Giovanni, che in accordo con la tradizione, partirono dalla «grande nobile città» di Bruges il 19 febbraio 1470. L’esperienza di viaggio dell’Adorno, che si presenta nella trascrizione latina e nella traduzione italiana di due dei manoscritti pervenutici (330 e M1 24) e conservati nelle Biblioteche di Lille, ci restituisce, oltre allo sguardo di un credente anche la prospettiva precisa e disincantata del viaggiatore etnologo. Il diario di Anselmo, scritto dal figlio Giovanni, è infatti la fonte più ricca e meglio documentata della conoscenza del mondo mediterraneo oltre lo sguardo dell’esotismo e dei sogni dell’Europa occidentale, sia per i dettagli e le descrizioni dei luoghi, degli usi e dei costumi delle popolazioni sia per la narrazione che sottolinea la colta e sensibile curiosità congeniale ad un uomo di cultura.
Beatrice Borghi è ricercatrice e docente di Storia medievale, di Didattica della Storia e del Patrimonio e di Storia del Mediterraneo presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.
I suoi interessi e i suoi studi in ambito storico vanno dal tema del pellegrinaggio e delle sue manifestazioni nelle tre grandi religioni monoteiste allo studio degli statuti medievali.
Nel campo della didattica si occupa di metodi, strategie e strumenti per l’insegnamento della storia e dell’educazione al patrimonio e alla cittadinanza attiva.

giovedì 23 gennaio 2020

Il santuario di San Michele a Olevano sul Tusciano

Il santuario di San Michele a Olevano sul Tusciano
a cura di Alessandro Di Muro e Richard Hodges
pp. 384, € 36,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2019
ISBN: 9788833133126 

Una delle chiavi per la comprensione della lunga alba dell’Europa è sicuramente costituita dalle vicende dei santuari e dei grandi monasteri del primo medioevo, divenuti mete di pellegrinaggio internazionale e luoghi di incontro e confronto per ampi strati della popolazione. Il santuario micaelico di Olevano sul Tusciano è uno dei luoghi più interessanti da questo punto di vista, per la possibilità per tanti versi unica che offre di collegare i dati ricavabili dalle fonti scritte con l’analisi delle sorprendenti sopravvivenze conservate in elevato, le numerose informazioni provenienti dalle campagne di scavo e gli spunti stimolanti offerti dall’indagine etnoantropologica. Gli studi raccolti in questo volume consentono di mettere a confronto le risultanze emergenti dalle ricerche in corso sul santuario olevanese con analoghe esperienze realizzate in alcuni tra i santuari e monasteri più celebri dell’altomedioevo italiano, quali Nonantola, San Vincenzo al Volturno e San Michele al Gargano, nella prospettiva più generale del culto dei santi e dei pellegrinaggi.

martedì 15 ottobre 2019

Homo Viator. Il pellegrinaggio medievale

Homo Viator
Il pellegrinaggio medievale
di Franco Cardini, Luigi Russo
pp. 300, € 16,00
Edizioni La Vela, 2019
ISBN: 978-88-99661-58-8
 
Il viaggio, la ricerca del centro, il ritorno alla patria dimenticata o perduta, la caccia al tesoro e al segreto; l’ascesa del monte, la discesa nel pozzo o nella caverna, il passaggio del fiume o del mare. Sono alcuni fra i “grandi archetipi” miti che si ritrovano, con infinite varianti, nelle letterature, nelle religioni, nelle leggende di tutti i tempi e di tutti i popoli del mondo. Il mondo cristiano ha espresso nella concezione dell’homo viator, del viaggiatore, il simbolo della ricerca spirituale che – per il fatto di essere intima e spirituale – nondimeno si esprime talvolta anche nei termini d’un reale ed effettivo spostamento da un luogo all’altro. Ma, in definitiva, non si va in pellegrinaggio. Si è pellegrini: lo si è sempre e comunque. La vita è un pellegrinaggio. I viaggi e i pellegrinaggi che facciamo nell’arco della nostra vita altro non sono se non metafore di essa. Mettersi in viaggio significa mettersi in gioco. Viaggio è, in estrema sintesi, Libertà.
Franco Cardini è professore emerito di storia medievale presso l’ISUS/SNS. Ha insegnato in varie università in Europa e all’estero e collabora con alcune testate giornalistiche e con varie emittenti televisive. Si occupa principalmente di rapporti fra mondo europeo e civiltà musulmana. Per La Vela ha pubblicato “Gesù, la falce, il martello” (2017) e “Neofascismo e neoantifascismo” (2018).
Luigi Russo è professore associato di Storia medievale presso l’Università Europea di Roma. I suoi interessi di ricerca vertono principalmente sulla storia del movimento crociato e i Normanni in Italia e nell’Oriente latino. Il suo ultimo libro è “I crociati in Terrasanta. Una nuova storia (1095-1291)” (Roma, 2018).

giovedì 29 novembre 2018

L’altare argenteo di San Iacopo a Pistoia

L’altare argenteo di San Iacopo a Pistoia
Testi a cura di Lucia Gai
Fotografie di Nicolò Begliomini
pp. 240, € 25,00
Giorgio Tesi Editrice, 2018
ISBN: 9788898888122

“In questo mondo in vivace fermento, che oltre alle classiche e un po’ retoriche ricostruzioni storiche, appare fatto di storie romanzesche in cui sono protagonisti uomini (e talvolta anche donne) così simili a noi nell’affrontare i momenti importanti dell’esistenza, nacque il culto e il pellegrinaggio iacopeo”, dichiara Lucia Gai nell’introduzione del libro. L’altare argenteo immortala non soltanto il culto, ma la società e lo spirito del tempo: “è perciò, oltre che un’importante opera d’arte orafa fra Medioevo e Rinascimento, anche la testimonianza più rilevante, condensata in immagini figurative, del modo di essere e di vivere la religiosità e l’etica della socialità”, prosegue la storica dell’arte.
“L’Altare argenteo di San Iacopo è davvero un volume molto atteso che mancava nella bibliografia storico-artistica italiana. Questo meraviglioso libro – sottolinea Antonio Paolucci –  affronta l’Altare argenteo da più punti di vista – storico, archivistico, artistico e degli stili – ed è accompagnato da una campagna fotografica eccezionale, tanto da avvicinarsi in maniera incredibile al vero. Lucia Gai individua gli autori, li seleziona nella loro specificità artistica e nella loro evidenza stilistica. Grazie a questo libro sarà possibile approfondire la conoscenza con quel mastodonte d’argento situato all’interno della Cattedrale di San Zeno – che custodisce la preziosa reliquia della testa di San Giacomo Apostolo – a cui hanno lavorato 5 generazioni di orafi, dal ‘300 a Brunelleschi, importantissimo nel Cammino dei pellegrini verso Santiago di Compostela”.

sabato 21 luglio 2018

San Michele in Monte Laureto a Putignano

San Michele in Monte Laureto a Putignano
La Grotta dell'Angelo e la cultura pittorica angioina nel meridione barese
di Marcello Mingozzi
Quorum Edizioni, 2018
ISBN: 978-88-99224-30-1

Il volume ricostruisce la storia della chiesa rupestre di San Michele in Monte Laureto a Putignano, indagandone gli aspetti storiografico, storico e soprattutto artistico. L’analisi incrociata dei dati archivistici e artistici permette di comprendere il valore di un santuario medievale quasi dimenticato. Il grandioso affresco trecentesco con la Crocifissione, realizzato da due artisti pugliesi molto affascinati dall’arte napoletana, viene finalmente inserito nel contesto pittorico angioino della regione, poco studiato per il subcomparto a sud di Bari. In tal senso molto spazio è dedicato non solo alla disamina del tema della Crocifissione nella pittura dell’intera regione, ma anche ad affreschi, molti dei quali inediti, a Polignano, Mola di Bari, Monopoli, Noci, Conversano, Rutigliano, Capurso, Triggiano. Parte del lavoro è poi dedicata alle vicende della grotta in età moderna, dunque alle sculture di Stefano da Putignano, per poi giungere all’età contemporanea. Lo studio dei tramiti viari in età medievale permette infine di ricomporre il complesso quadro dei pellegrinaggi, ma anche delle relazioni politiche e artistiche tra Putignano e il Principato di Taranto. Il volume si fregia di una densa prefazione firmata da Giorgio Otranto.

lunedì 12 marzo 2018

Il Purgatorio di San Patrizio

Il Purgatorio di San Patrizio
Documenti letterari e testimonianze di pellegrinaggio (secc. XII-XVI)
a cura di Giovanni Paolo Maggioni, Roberto Tinti e Paolo Taviani
pp. CLXXII-571, € 58,00
Sismel, 2018
ISBN: 978-88-8450-739-6

Secondo quanto testimonia un’ampia tradizione medievale, il Purgatorio di san Patrizio è quel luogo – le cui tracce si ritrovano fin nella moderna letteratura europea, dal Volksbuch Fortunatus a Calderón de la Barca e a Gesualdo Bufalino – da dove si riteneva fosse possibile accedere all’aldilà e ritornarne, senza morire. Si tratta di una variante irlandese delle visioni tradizionali dell’oltretomba, saldatasi con quella dei racconti di un pellegrinaggio reale, noto a tutti e legato ad un luogo geografico ben definito: un’isola del Lough Derg, in Irlanda. Il volume propone, raccolto insieme per la prima volta, un dossier antologico esaustivo dei testi fondanti tale tradizione (dal Tractatus de Purgatorio sancti Patricii, del XII secolo, fino alla trattatistica domenicana del XIII) e delle testimonianze di pellegrinaggio più o meno esplicitamente legate al Lough Derg (dalla prima attestazione di Philip de Slane, del 1324, alla lettera di Francesco Chiericati ad Isabella d’Este, del 1517). Tutti i testi, corredati dalla traduzione italiana, sono commentati sotto il profilo storico e filologico. Alcuni sono editi qui per la prima volta, come il Libellus de descriptione Hibernie di Philip de Slane e il De situ universorum di John de Tewkesbury; altri, come la Visio Ludovici di Taddeus de Gualandis, si presentano in una nuova edizione criticamente fondata.

mercoledì 21 giugno 2017

Ospedali nella Toscana medievale

Ospedali nella Toscana medievale
di Aldo Favini
pp. 244, € 24,00
Press & Archeos, 2017
ISBN: 978-8896876800

La più vasta ricerca dedicata agli ospedali della Toscana medievale. Dalle magioni degli ordini spedalieri agli ospizi comunali, alle più povere stazioni per pellegrini, pastori, viandanti. 1656 le entità censite nel repertorio e ben 1996 quelle citate. 88 fondi archivistici utilizzati. 116 fonti documentarie edite consultate e una bibliografia che si compone di 684 titoli. Per ciascun ospedale è stato eseguito o tentato un sopralluogo e condotta una campagna fotografica sugli edifici conservati nella fase romanica.
Aldo Favini è nato a Prato nel 1963, laureato all’Università degli Studi di Siena con una tesi sul romanico nella diocesi di Fiesole, dal 1987 si dedica sistematicamente allo studio dell’architettura medievale toscana. Ha provveduto ad una vastissima raccolta di materiale documentario,

giovedì 4 maggio 2017

De peregrinatione

De peregrinatione
Studi in onore di Paolo Caucci von Sauken
a cura di Giuseppe Arlotta
pp. 976, € 100,00
Edizioni Compostellane, 2016
ISBN: 978-88-95945-19-4

De peregrinatione è una collectanea compilata in occasione del 75° genetliaco del professor Paolo Caucci von Saucken, e raccoglie i saggi dei più noti esperti del pellegrinaggio provenienti da Università e Centri di ricerca di tutta Europa.
Gli Studiosi affrontano, nell’ambito delle proprie competenze, questioni primarie relative, prevalentemente, alle origini del pellegrinaggio a Roma, a Santiago e a Gerusalemme, alle principali manifestazioni ed interpretazioni del pellegrinaggio medievale, alla civiltà sorta intorno alle vie che hanno articolato questa complessa realtà e alla iconografia che ne ha raccolto il senso e il significato.
Ne è derivato un libro unico nel suo genere, che costituisce uno snodo essenziale per i rinnovati studi sulla tematica dei pellegrinaggi, e rappresenta una precisa espressione della comunità scientifica internazionale che negli ultimi trent’anni ha approfondito e condiviso, nei centri di ricerca, nei convegni e nelle pubblicazioni, l’intera materia.
Hanno preso parte alla stesura del libro: Giuseppe Arlotta, Pablo Arribas Briones, Paolo Asolan, Maria José Azevedo Santos, Julián Barrio Barrio, Simon Barton, Rosanna Bianco, Ada Campione, Anna Sulai Capponi, Franco Cardini, Manuel A. Castiñeiras González, Jacopo Caucci von Saucken, Franco Cinti, Monica D’Atti, Brunello Natale De Cusatis, Xerardo Denís Estévez Fernández, Lucia Gai, Dianella Gambini, Paolo Giulietti, Maurizio C.A. Gorra, Klaus Herbers, Pasquale Iacobone, Humbert Jacomet, Luisa Lofoco, Fernando López Alsina, Franco Moriconi, Alberto Núñez Feijóo, Giorgio Otranto, Segundo L. Pérez López, Marco Piccat, Robert Plötz, Antón Pombo Rodríguez, Carmen Pugliese, Francisco Puy Muñoz, Alejandro Rebollo Matías, Claudio Ricci, Adeline Rucquoi, Rafael Sánchez Bargiela, Francisco Singul Lorenzo, Paolo Spolaore, Renato Stopani, Miguel Taín Guzmán, Guido Tamburlini, Dragan Umek, Benedetto Vetere, Juan Viaño Rey.

mercoledì 5 aprile 2017

La conchiglia e il bordone

La conchiglia e il bordone
I viaggi di San Giacomo nella Puglia medievale
di Rossana Bianco
pp. 208, € 40,00 (Fino al 15 maggio 2017 acquista online con il 30% di sconto)
Edizioni Compostellane, 2017
ISBN: 978-88-95945-21-7

È un’indagine sul culto e sull’iconografia di san Giacomo di Compostella nella Puglia medievale, con maggiore densità nei centri e negli insediamenti ubicati lungo le strade consolari romane, l’Appia e la Traiana, da cui si diramava la rete viaria percorsa dai pellegrini diretti ai santuari di Monte Sant’Angelo e di San Nicola a Bari, e alle città portuali d’imbarco verso la Terrasanta.
Per “misurare” la diffusione del culto jacopeo lungo gli itineraria peregrinorum, dalla Galizia alla Francia, alla Puglia, a Gerusalemme, e ricostruire le devozioni, gli orientamenti della committenza e la storia delle immagini sacre, sono stati analizzati i caratteri del pellegrinaggio compostellano, i modelli iconografici, le fonti letterarie, i cicli narrativi, le tradizioni popolari, il legame con la devozione mariana e il rapporto con la morte, la vicinanza e la concorrenza di altri santi, in particolare san Martino e sant’Egidio.
Il tessuto connettivo è costituito dallo spazio: i luoghi accolgono dedicazioni, sono lo scenario di miracoli e prodigi, veicolano iconografie e consentono al pellegrino di chiedere una grazia, di adempiere un voto, una penitenza, di riflettere sul senso della vita.

domenica 26 aprile 2015

San Romedio. Una via sacra attraverso il Tirolo storico

San Romedio. Una via sacra attraverso il Tirolo storico
di Fiorenzo Degasperi
pp. 208, € 16,00 (acquista online a € 13,60)
Curcu & Genovese, 2015
ISBN: 978-88-6876-065-6

San Romedio, Sankt Romedius, come ogni santo che si rispetti, vive tra la leggenda e la storia, in quel territorio liminale dove cronologia, eventi, fatti e misfatti si confondono per diventare qualche cosa d’altro: la testimonianza del tempo sacro dell’uomo. E’ vissuto nel IV secolo, nel VI, oppure nel IX secolo? O è, come scrive Hans Voltelini, un figlio dei potenti Herrensalz, i Signori del Sale, di Thaur, vissuto nell’XI secolo?
O, come qualcun altro ipotizza, non è mai vissuto realmente ma è il frutto di una devozione popolare che, nel corso dei secoli, ha sovrapposto, scambiato, mescolato diverse figure, tutte facenti parte del meraviglioso e del fantastico. Sono tante le storie che, nel corso dei secoli, si sovrappongono.
In realtà, come sostiene la storiografia contemporanea, soprattutto quella tedesca, la storia di san Romedio ascrive la sua nascita nell’XI secolo, proiettandolo in una scenografia composta da un mondo ritornato selvaggio dopo le angosce dell’Anno Mille, una natura quasi vergine, una società molto gerarchizzata, un popolo contadino nella miseria, pochi potenti signori della guerra o della preghiera, Romedio si trova in compagnia di un popolo atterrito, pellegrino in una terra che, come il serpente che si morde la coda, è ritornata ad assomigliare a quella dell’epoca preromana. Il suo viaggio sarebbe stato quindi un pellegrinaggio tra cappelle e chiese sparse sulle montagne, con i loro campanili che sfidano le tempeste e orientano le anime perse nella bufera o nel peccato verso la sicurezza della pietra sacra. Preghiere e gesti, guarigioni e ossessioni, concorrono a calmare la collera divina che, quotidianamente, si abbatte sui villaggi, sulle persone e sugli animali. Nel cammino tra Thaur e il vicino santuario-monastero di St. Georgenberg, nella valle dell’Inn, quindi tra Thaur e Trento, tra la città di San Vigilio e Tavon – con la parentesi del pellegrinaggio a Roma –, nell’ombrosa forra anaune dove innalza il suo eremo-santuario su un antico luogo di culto, Romedio traccia una geografia del sacro e dell’immaginario. Una geografia dove l’uomo e l’animale orso fanno parte dello stesso mondo, in conflitto e in armonia allo stesso tempo.
Noi abbiamo seguito le fonti finché queste non ci portano nel deserto delle idee e delle speranze. Allora le abbiamo abbandonate, seguendo i sentieri dell’immaginario popolare, delle leggende scritte e delle leggende orali, entrambe infide come tutte le fiabe, ma che costituiscono la vera religiosità popolare che ha saputo, per secoli, ritagliarsi una devozione senza tempo e senza spazio, offrendoci una geografia sacra instabile e improbabile ma profondamente umana. Faremo parlare i silenzi della storia, i silenzi che parlano sovente più della parola scritta e del documento-monumento.
Romedio e San Vigilio: tutte le storie e le leggende ci portano a quel tempo carico di umori, timori e speranze. Lì dove fate, draghi, orchi e altri esseri meravigliosi affollano la fantasia popolare e danno corpo a sogni di rivalsa in un mondo rovesciato: la foresta, la forra, la rupe dell’eremo in quel lembo d’Anaunia non sono solo il luogo del rifugio, del ritiro e del rifiuto di un mondo mondano. Sono il luogo dove la natura si contrappone alla cultura, dove l’orso è mansueto ed è un ottimo compagno di viaggio.
Siamo entrati in questa geografia, percorrendo la via sacra e spirituale che da Thaur conduce, attraverso le Alpi, ricalcando l’antica “via del sale” e la posteriore “strada imperiale”, nella terra d’Anaunia, transitando per l’antica Tridentum romana, nella consapevolezza che le vie sacre sono quelle che il Santo stesso percorse. Di tappa in tappa si è cercato di ricostruire i legami storico-artistici con i luoghi toccati, aprendo una finestra sulle religiosità atesina e tirolese e sul lascito della tradizione nell’iconografia e nell’agiografia nei secoli successivi. Una tradizione che si è arricchita con il passare del tempo fino a diventare oggi un punto di riferimento importante per la cultura europea e che ha fatto dell’eremo una tappa religiosa e turistica ineludibile, non solo per ogni fedele ma anche per chi ama ripercorrere le strade della storia, dell’arte e della cultura europea e, in particolare, di quella tirolese.

Il libro, riccamente illustrato, è completato da diverse mappe che delineano il percorso da effettuare a piedi, sulle tracce di Romedio. Un viaggio devozionale, un’escursione nel ricco patrimonio artistico e culturale del Tirolo del nord, del Südtirol/Alto Adige e del Trentino. Inoltre un corposo capitolo, dopo che diverse cappelle e i loro arredi artistici – affreschi, sculture, segni di devozione, ecc. – sono stati completamente restaurati, ci fa da guida, passo dopo passo, del santuario anaune.