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lunedì 10 febbraio 2020

Luogosanto medievale: archeologia e comunità

Luogosanto medievale: archeologia e comunità
Dagli scavi del Palazzo di Baldu un percorso di archeologia pubblica in Sardegna
di Fabio Pinna
pp. 182, € 16,00
Morlacchi Editore, 2019
ISBN: 9788893921329
 
A Luogosanto, in Gallura, un intervento di restauro - resosi necessario nel corso degli anni Novanta del XX secolo per la conservazione dei resti del Palazzo di Baldu - e di realizzazione di un percorso di accesso al sito, si è progressivamente trasformato, attraverso i piccoli passi dei soggetti direttamente coinvolti (Amministrazione comunale, Soprintendenza, Università di Cagliari), in un progetto culturale di ampio respiro, in cui si integrano le esigenze della ricerca archeologica e della didattica universitaria, le opportunità per la formazione culturale della comunità locale, la valorizzazione turistica del sito e la creazione, a partire da esso, di specifici itinerari. Il percorso di ricerca, ancora in corso, offre dati oggettivi sul medioevo sardo e, in particolare, sulle dinamiche interne e sulle relazioni mediterranee del 'giudicato di Gallura' e consente di proporre una serie di riflessioni sull'apporto della ricerca archeologica alla crescita delle piccole comunità.
Fabio Pinna, laureato in Archeologia medievale all’Università di Cagliari, ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologie e antichità postclassiche all’Università di Roma ‘La Sapienza’. Insegna Archeologia cristiana e medievale, Archeologie postclassiche e Percorsi turistici e culturali nei corsi di laurea dell’ateneo cagliaritano e Archeologia postmedievale alla Scuola di specializzazione in Beni archeologici della stessa università. Ha svolto varie ricerche archeologiche sul campo ed è autore del volume ‘Archeologia del territorio in Sardegna. La Gallura tra tarda antichità e medioevo’ (Cagliari 2008). È direttore scientifico dell’indagine archeologica nel sito del Palazzo di Baldu e coordinatore della ‘Scuola di Archeologia e Comunità’ di Luogosanto.

venerdì 22 novembre 2019

Il Giudicato di Gallura

Il Giudicato di Gallura
Le vicende, la società, i personaggi di un “regno” mediterraneo
di Corrado Zedda
pp. 155, € 14,00
Arkadia Editore, 2019
ISBN: 978 88 68512088

Si scrive spesso che il Giudicato di Gallura sia quello di cui meno si conoscono le vicende, penalizzato com’è dalla penuria di documentazione. Si dice anche che sia stato un giudicato poverissimo, per via dei terreni poco fertili e sassosi. Si dice, infine, che sia stato un giudicato marginale, schiacciato dalla storia più conosciuta e apparentemente più prestigiosa degli altri tre regni dell’Isola. Sono tutte affermazioni ingenerose e, in gran parte, esagerate; ma, purtroppo, questo insieme di luoghi comuni ha generalmente distratto gli studiosi dal proporre delle sintesi approfondite e meditate sulla storia del giudicato gallurese, che ne esaminassero complessivamente gli aspetti istituzionali, politici, ecclesiastici e socioculturali. Il saggio di Corrado Zedda illustra come il Giudicato di Gallura possedette una sua peculiare identità culturale e una storia assolutamente non marginale nel contesto del Medioevo euromediterraneo. Anche le figure dei giudici galluresi sono tratteggiate in modo da comprendere più profondamente la politica di questi personaggi, i quali seppero inserirsi pienamente in un contesto internazionale mutevole e complesso, che univa i destini della Sardegna giudicale con quelli della Sede Apostolica, del Sacro Romano Impero, delle repubbliche marinare e dei grandi monasteri de tempo.
Corrado Zedda Laurea e doppio dottorato di ricerca in storia medioevale, diploma in archivistica e paleografia, ha svolto attività di ricerca presso il Dipartimento di Filologia Classica e Glottologia dell’Università di Cagliari e il Dipartimento di Studi Storici e Artistici dell’Università di Palermo. Ha effettuato inoltre ricerche in diversi archivi internazionali. È contrattista presso l’Università di Corte (Francia) in collaborazione col Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura dell’Università di Cagliari.