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venerdì 3 maggio 2024

Castelluccio Acquaborrana: Breve storia

Castelluccio Acquaborrana: Breve storia
Dalle origini all’eversione della feudalità
di Umberto Palumbo
pp. 40; € 10,00
Volturnia Edizioni, 2023
EAN: 9788831338872

Nel breve saggio sono trattati i seguenti periodi della storia di Castelluccio Acquaborrana l’ìodierno Castelmauro. Periodo sannita-romano, Periodo gotico-longobardo (secoli VI-XI), Periodo svevo (secolo XIII), Periodo angioino (1266-1442), Periodo aragonese (1442-1504), Periodo del Viceregno (1504-1714), Primo periodo borbonico (1735–1799), Periodo napoleonico (1799 e decennio francese).

lunedì 21 agosto 2023

Un’odalisca alla corte normanno-sveva

Un’odalisca alla corte normanno-sveva
di Roberto Maria Francesco Russo
pp.234, € 20,00
Nisroch, 2023
ISBN: 9791280990396

E se la nascita del più illuminato imperatore della storia fosse di fatto una “fake news” politica? E se così fosse, chi l’avrebbe ingegnata, tramata e organizzata? A che scopo? A quale costo?

Cospirazioni, intrighi, falsità, amori impossibili si sviluppano con tonalità violente tra la dolcezza delle colline marchigiane e lo splendore della Sicilia normanno-sveva. Punto di fuga di questo mosaico, una figura femminile, una concubina accolta a corte e che avrà un ruolo particolare. Sullo sfondo, una Palermo in cui lo splendore dei minareti e dei mosaici bizantini si accompagnano al profumo di zagara e gelsomino, una città fatta di luci, colori, profumi, mescolanza di etnie e culture diverse, convivenza e tolleranza, elementi che ancora oggi caratterizzano la prima capitale del Mediterraneo, ma anche giochi di potere, crimini e sopraffazioni, dove gli interessi dei potenti prevaricano quelli dei più deboli. Un sottile filo rosso che unisce il basso Medioevo ai giorni nostri in una sconcertante analogia di gestione e imposizione del potere.
Roberto Maria Francesco Russo nasce a Milano nei primi anni Sessanta da genitori siciliani, che fin da piccolo gli trasferiscono per osmosi la passione e l’amore per la terra d’origine. Specializzatosi in Marketing e Business Administration a Newport Rhode Island, per oltre vent’anni viaggia in tutto il mondo, riuscendo a combinare il tempo dedicato alle missioni a quello per la conoscenza dell’antropologia degli oltre 67 paesi visitati e vivendo per periodi molto prolungati fra Stati Uniti, Canada e Messico. Interminabili ore di volo vengono riempite dalla lettura bulimica di libri dedicati alla storia della Sicilia. Si innamora di Federico Secondo e diventa onnivoro di tutto ciò che lo riguarda, accedendo a testi e documenti impolverati giacenti nei meandri più nascosti dell’archivio di Stato di Palermo. “Un’odalisca alla corte normanno-sveva” è il frutto di questo amore.

sabato 6 agosto 2022

Immagini su pergamena dalle fondazioni verginiane

Immagini su pergamena dalle fondazioni verginiane
di Veronica De Duonni
pp. 442, € 40,00
La Veglia & Carlone, 2022
ISBN: 9788886854917

La descrizione completa e dettagliata di tutto il materiale pergamenaceo (manoscritti, frammenti, documenti), congiunta allo studio delle testimonianze archivistiche e delle fonti indirette, ha rappresentato un punto di partenza in grado di stimolare nuovi interrogativi e riflessioni e pertanto un’occasione imprescindibile per ricostruire la fisionomia del corpus dei codici decorati legati all’Abbazia di Montevergine, giungendo a proporre nuove acquisizioni critiche. Ne emerge un quadro stimolante che vede l’abbazia verginiana e le sue fondazioni – principalmente il Santissimo Salvatore del Goleto – pienamente inserite nelle dinamiche culturali che contraddistinsero il Meridione fra l’età normanna e sveva, ripercorribili proprio attraverso le immagini.
Veronica De Duonni (Schlieren, 1988) si diploma nel 2015 in Archivistica, Diplomatica e Paleografia, presso l’Archivio di Stato di Napoli. Consegue il dottorato di ricerca, con borsa, in Storia dell’arte medievale, nell’ambito del corso “Metodi e Metodologie della ricerca archeologica e storico-artistica” all’Università degli Studi di Salerno. Collabora attivamente con la cattedra di Storia dell’arte medievale dell’ateneo salernitano, per la quale è cultore di materia svolgendo altresì attività di supporto didattico. I suoi interessi si concentrano principalmente sullo studio della produzione libraria in scrittura beneventana dell’abbazia di Montevergine e delle altre fondazioni guglielmite tra XII e XIII secolo, con particolare attenzione alle testimonianze documentarie illustrate che consentono di indagare un più ampio utilizzo delle immagini nel monastero. Attualmente le ricerche si focalizzano sui frammenti miniati conservati nell’Archivio di Stato di Benevento e dal 2020 collabora alla redazione di schede bibliografiche per la collana ‘BMB. Bibliografia dei manoscritti in scrittura beneventana’.

lunedì 4 luglio 2022

Gli Svevi di Braga

Gli Svevi di Braga
Svevi nell'Alto Medioevo
di Sibalio
pp. 310, € 19,00
Luoghi Interiori Edizioni, 2022
EAN: 9788868643676
 
Un potente popolo germanico, un’intera generazione di barbari capaci di grandi imprese sono gli Svevi di Braga, ma anche e soprattutto una chance contro la Storia – o meglio – contro gli stereotipi del nostro ostinato etnocentrismo. Pregiudizi duri a morire che, per fortuna, stanno ormai cedendo il passo a un esame più complesso, disposto a debiti di riconoscenza nei confronti di molte categorie penalizzate dalla presunta superiorità dell’occidente, com’è avvenuto sopra ogni cosa per i barbari. Rozzi, incolti e feroci responsabili del crollo del più grande impero dell’antichità come ce li hanno raccontati, gli Svevi di Braga si rivelano nella loro coraggiosa umanità, tra matrimoni, lutti e guerre, per andare al di là del racconto storico e relegare l’occasione di aprire la mente, parlare di diversità, pregiudizi, dello sguardo miope che spesso rivolgiamo all’altro, sia nella storia che nella vita personale. Gli Svevi di Braga è sì il racconto storico della migrazione che portò i re svevi Ermerico, Rechila e Rechiaro, con le loro donne e i fidati guerrieri, a sfidare con coraggio Roma per fondare l’unico regno foederato in Hispania, ma è anche – in ultima analisi – una storia per quanti amino, e non si stanchino, di interrogare il passato ogni volta che ce ne sia bisogno, alla luce del presente, delle sue emergenze. Non ci fu nessuna schiacciante superiorità di Roma. Ci fu soltanto un incontro tra civiltà profondamente diverse.

domenica 15 agosto 2021

L' Alemanno

L' Alemanno
Svevi nel Basso Medioevo
di Sibalio
pp. 244, € 18,00
Elison Paperback, 2021
ISBN: 9791259590336
 
Ducato di Svevia, 1252. Williger, in viaggio da Gda?sk, arriva a Wimpfen per ritrovare il suo vecchio amico Karl. I due amici intraprendono questo viaggio, attraverso il Ducato di Svevia degli Hohenstaufen, alla riscoperta dei luoghi natii e, sfoggiando le loro competenze storiche e descrittive, rinverdiscono la loro amicizia. Protagonisti importanti del romanzo sono i cavalli, da sempre compagni di viaggio e salvezza per quei tempi, e le donne consolatrici nel momento del bisogno. Altri personaggi, di origine sveva ed alemanna, raccontano le loro avventure arricchendo la trama del romanzo. 

domenica 18 luglio 2021

Catanzaro

Catanzaro
Dalle origini alla monarchia normanno-sveva. La contea dai Loritello ai Ruffo
di Domenico Montuoro
Introduzione di Vera von Falkenhausen
pp. 236, € 16,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Rubbettino, 2021
ISBN: 9788849864267
 
Il volume, utilizzando una vasta ricognizione bibliografica, descrive gli eventi fondativi del chorion di 'Catanzarion' dalla dominazione bizantina al castrum normanno e termina con l'età sveva. Punto di snodo: il riconoscimento della «contea» e la traslazione del vescovato da Trischines/Trium Tabernarum a Catanzarij. I protagonisti: Goffredo di Loritello comes Catacensis e il pontefice Callisto II. Sono, altresì, ricostruiti sulla base delle risultanze documentali lo sviluppo urbanistico, economico, sociale e religioso di una comunità in trasformazione e le complesse vicende prosopografiche della famiglia Loritello fino all'ultima erede, la contessa Clemenza. Nei tempi di Federico II emergono le nuove figure dei conti Riccardo Fallucca e Anselmo de Justingen e si profila quella del capostipite della famiglia Ruffo: Pietro de Calabria
Domenico Montuoro (Catanzaro, 1957) – Studioso di storia, ha pubblicato monografie e saggi sullo «stato» feudale di Tiriolo e sull’area istmica, curato la Chronica Trium Tabernarum et de Civitate Catanzarij-Cronaca delle Tre Taverne e della Città di Catanzaro. Cura i Quaderni di Teura, collana edita dall’Associazione Culturale “Teura”. È socio della Società Napoletana di Storia Patria.

mercoledì 3 febbraio 2021

Castelli medievali in Sicilia. Da Carlo d'Angiò al Trecento

Castelli medievali in Sicilia. Da Carlo d'Angiò al Trecento
di Ferdinando Maurici
Presentazione di Henri Bresc
pp. 648, € 48,00
Kalòs Edizioni, 2021
ISBN: 979-12-80198-04-4
 
Il volume – come suggerisce Henri Bresc nella sua presentazione – è la sintesi di numerose ricerche di castellologia che Ferdinando Maurici ha intrapreso fin dall’ormai lontano 1980: sul primo incastellamento bizantino, sui rari fortilizi di epoca musulmana, sull’intenso fiorire di fortezze e di abitati cinti da mura a cura dei Normanni, sui castra e palazzi di Federico II e infine sul doppio e massiccio movimento di creazione di castelli e di borghi fortificati del Trecento, a opera della monarchia rediviva con Federico III, poi della nobiltà sempre più indipendente da un potere centrale indebolito.
Questa vasta indagine, somma di una vita di studio teorico, da storico e da archeologo, di prospezioni sul terreno, di scavi su punti particolarmente significativi e di divulgazione del sapere accumulato, animando lavori enciclopedici sulle fortezze medievali dell’isola e sul loro destino moderno, si accompagna – continua Bresc – a una riflessione anche colorita, spesso nostalgica, sempre ironica, ogni tanto amara e pessimistica che oppone la bellezza di un tempo allo squallore del paesaggio urbano e periurbano odierno, per finire però con una luce di speranza, il rinnovato interesse delle amministrazioni comunali e delle popolazioni per i castelli già abbandonati dall’aristocrazia e lasciati cadere a pezzi.
Ferdinando Maurici (1959) dopo la laurea in Lettere e un dottorato di ricerca in Storia Medievale a Palermo ha continuato gli studi nelle Università di Barcellona e di Bamberg, conseguendo un Master in Archeologia Medievale e un secondo dottorato in Archeologia Cristiana. Abilitato come Professore Associato in Archeologia e in Storia dell’Architettura, ha insegnato Archeologia Cristiana e Medievale presso le Università di Bamberg, di Bologna e la LUMSA.

domenica 31 gennaio 2021

Manfredi committente

Manfredi committente
Fonti e opere
di Francesca Soffientino
pp. 288, € 32,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2021
ISBN: 9788833134710
 
Manfredi di Svevia – principe di Taranto e poi re di Sicilia – fu oggetto di una feroce damnatio memoriae già in vita e ha poi ricevuto una minima attenzione in ambito storico.
 
Ciononostante una rivalutazione storica e storico-artistica di questo sovrano è possibile attraverso l’impiego di un metodo di ricerca basato principalmente sullo studio delle fonti letterarie e sull’analisi del materiale artistico superstite. Da questa sinergia emerge un ritratto inedito del giovane sovrano, che fu particolarmente attivo in ambito artistico nella promozione di specifiche tecniche come l’architettura, la pittura su legno o la miniatura, capaci di veicolare in ambito monumentale e privato le sue ambizioni e rivendicazioni politiche, e si distinse anche come sostenitore di generi quali la musica, il canto e la poesia che presso la corte sveva rivestivano un ruolo importante.
Francesca Soffientino è attualmente collaboratrice scientifica dell’Institut für Geschichtswissenschaft dell’Università di Bonn. Il suo principale ambito di studio è la produzione artistica degli Staufer in Italia e in Germania e l’analisi del concetto di potere e propaganda artistica in ambito europeo.

lunedì 11 febbraio 2019

1268 La battaglia di Tagliacozzo

1268 La battaglia di Tagliacozzo
di Federico Canaccini
pp. 184, € 18,00
Laterza, 2019
ISBN: 9788858134160

23 agosto 1268. In una sperduta località della Marsica, Tagliacozzo, i cavalieri si preparano alla battaglia. Da un lato troviamo schierati i soldati tedeschi e i ghibellini italiani, raccolti attorno al duca di Svevia, legittimo pretendente del Regno di Sicilia, il giovanissimo Corradino. Dall’altro le truppe francesi e i guelfi della Penisola sotto le insegne del sedicente sovrano del Mezzogiorno, lo spregiudicato e ambizioso Carlo d’Angiò. Lo scontro che ne segue è destinato a segnare il futuro dell’Italia: di fatto da questo momento il Sacro Romano Impero perderà ogni ruolo nel nostro paese e per lunghi secoli il Papato si troverà a svolgere un ruolo egemonico. Non solo, da ora il Mezzogiorno si troverà ad avere nuovi sovrani stranieri, francesi o spagnoli, che ne separeranno interessi e destini dal resto della Penisola. L’introduzione, per la prima volta in Europa, delle tattiche apprese dai saraceni nel corso delle crociate, contribuisce a rendere unica questa battaglia anche da un punto di vista militare. Il mondo cavalleresco, con i suoi riti e i suoi vincoli, viene cancellato e sostituito da forme di guerra brutali e prive di remore.
Federico Canaccini, medievista, si occupa da anni di storia comunale italiana, con una particolare attenzione al conflitto tra le fazioni dei guelfi e dei ghibellini. Ha insegnato Storia della guerra nel Medioevo alla Catholic University of America di Washington, Paleografia latina alla LUMSA di Roma e collabora attualmente con l’Università Pontificia Salesiana. In qualità di ricercatore all’Università di Princeton ha intrapreso un lavoro di edizione critica di questioni quodlibetali inedite. Tra le sue pubblicazioni, Ghibellini e ghibellinismo in Toscana da Montaperti a Campaldino (2007), Matteo d’Acquasparta tra Dante e Bonifacio VIII (2008) e Al cuore del primo Giubileo (2016). Da anni è assiduo collaboratore della rivista “Medioevo”.

venerdì 1 febbraio 2019

De Euboicis aquis

De Euboicis aquis
di Pietro da Eboli
Edizione critica, traduzione e commento a cura di Teofilo De Angelis
pp. IV-222, € 52,00
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-825-6
 
Il De Euboicis aquis (già conosciuto con il nome di De balneis Puteolanis o De balneis Terrae Laboris) è un’opera del poeta Pietro da Eboli (1160 ca.-1220?). Si tratta di un poema medico-didascalico, composto da 31 epigrammi e molto probabilmente dedicato all’Imperatore Enrico VI di Svevia, nel quale il poeta celebra le proprietà curative delle fonti termali che si trovano sulla costa della Campania di fronte al golfo di Pozzuoli, sul territorio denominato Campi Flegrei.
Teofilo De Angelis è docente di Grammatica Latina del corso di Laurea in Archeologia e Storia dell'arte dell'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli.

sabato 10 novembre 2018

Locus est famosus

Locus est famosus
Come nacque San Miniato al Tedesco (secoli VIII-XII)
di Paolo Tomei
pp. 178, € 16,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
ETS Edizioni, 2018
ISBN: 9788846747167

La ‘grande narrazione’ del medioevo toscano procede tradizionalmente seguendo un filo di cui le città del settore centro-settentrionale, prima Lucca, poi Pisa e infine Firenze, sono le assolute protagoniste. Il racconto della loro affermazione nella regione è stato spesso condotto con un approccio marcato teleologicamente, teso a rintracciare le origini della modernità incarnata da queste città. Il volume intende mettere in luce una linea evolutiva alternativa. Oggetto della ricerca è, infatti, un territorio per molti versi ‘centrale’ nella Toscana alto- e pieno-medievale, ma non urbano: lo spazio nel cuore del Valdarno coordinato prima dal solo borgo di vicus Wallari/ San Genesio, poi, dalla matura età carolingia, anche dal vicino castello di San Miniato. Studiare le strutture politiche e socio-economiche del territorio samminiatese dall’età longobarda a quella sveva permette di confrontarsi con un ambito situato all’incrocio delle principali vie di comunicazione, e che rappresenta una sorta di baricentro fra le maggiori città. Esso fu pesantemente trasformato sul piano sociale ed economico dalla stagione di crescita pieno-medievale, quando San Miniato divenne una ‘quasi-città’. L’indagine condotta offre, inoltre, vari spunti di riflessione sulle forme di finanziamento delle istituzioni pubbliche, prima e dopo il ‘mutamento signorile’, poiché San Miniato conservò e valorizzò il carattere fiscale già proprio di San Genesio, fino a divenire stabile sede di residenza da cui il potere imperiale svevo si irradiò sull’intera Italia centrale.
Paolo Tomei ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia medievale presso l’Università di Pisa. Attualmente è assegnista di ricerca presso l’Università di Siena. I suoi principali temi di ricerca sono il processo di differenziazione sociale e le strutture materiali e simboliche del potere nel Regno Italico fra VIII e XII secolo.

martedì 16 ottobre 2018

Il Mezzogiorno medievale

Il Mezzogiorno medievale
Normanni, svevi, angioini, aragonesi nei secoli XI-XV
di Salvatore Tramontana
pp. 286, € 14,00
Carocci, 2018
ISBN: 9788843093762

Questo libro intende ripercorrere le vicende del Mezzogiorno peninsulare e della Sicilia dall’XI al XV secolo con un linguaggio appropriato anche ai non specialisti e in una chiave interpretativa e didattica attenta sia alle fonti sia alle più recenti indagini storiografiche. Ricostruendo l’intreccio tra politica, istituzioni, economia, società, cultura - senza dimenticare la dimensione della vita quotidiana -, questo volume offre una puntuale ricostruzione degli eventi che portarono all'insediamento normanno e alla monarchia di Federico II, al dominio di Carlo I d’Angiò, al Vespro, alla frattura del regno e alla sua successiva riunificazione con Alfonso il Magnanimo, all'arrivo di Carlo VIII a Napoli e al regno di Ferdinando il Cattolico in Sicilia. Sempre visibile rimane, nel corso del testo, il richiamo alle forze profonde della storia e alle loro spinte propulsive radicate nelle diversità locali e temporali: il mondo rurale e i metodi di coltivazione; il sistema feudale e l’aristocrazia urbana; le città e le loro valenze politiche ed economiche.
Salvatore Tramontana è stato ordinario di Storia medievale e autore di numerosi saggi e volumi.

giovedì 6 settembre 2018

Giornata fatale. 23 agosto 1268: La battaglia di Tagliacozzo

Giornata fatale. 23 agosto 1268: La battaglia di Tagliacozzo
di Domenico Colasante
pp. 270, € 16,00
Ginevra Bentivoglio Editoria, 2018
ISBN: 8899618704

Nei piani Palentini presso il lago Fucino in Abruzzo si fronteggiano due grandi eserciti, quello italo-svevo guidato da Corradino di Svevia, che tenta di riconquistare il regno di Sicilia, e quello francese di Carlo D'Angiò che l'ha occupato militarmente con l'avallo politico della Chiesa. Da quel tragico evento sono trascorsi dieci anni allorché dal suo triste esilio di Praga il notaio abruzzese Pietro da Prezza, vicecancelliere e fedele consigliere di Corradino, decide di attingere al suo diario per narrare in prima persona fatti, antefatti e conseguenze di quella giornata fatale in cui si decide la fine del dominio svevo in Italia. Pur se filtrato dalla finzione del romanzo storico ne sortisce un emozionante affresco dell'Italia della metà del XIII secolo, dei suoi paesaggi, delle città attraversate come Verona, Pavia, Pisa, Siena, Roma e Napoli, ma anche della cruenta guerra civile fra guelfi e ghibellini in cui sono coinvolti uomini, città e istituzioni.

martedì 17 aprile 2018

I Templari, il Regnum Siciliae e la Terra Santa

I Templari, il Regnum Siciliae e la Terra Santa
tra Normanni, Svevi e Angioini (scc. XII-XIV)
di Cristian Guzzo
pp. 160, € 14,00
Edizioni Penne e Papiri, 2018
ISBN: 9788889336724

Il moltiplicarsi degli studi sui templari, e le recenti acquisizioni della storiografia, ci hanno consegnato una consistente messe di informazioni sugli insediamenti dell’Ordine rosso-crociato nel Mezzogiorno d’Italia. Questi approfondimenti altro non sono se non un’appendice necessaria per un più ampio processo di ricostruzione della storia del Tempio, che negli ultimi quarant’anni ha visto, quali illustri protagonisti, Marie Luise Bulst-Thiele, Alan Forey, Alain Demurger e Malcolm Barber. A tali capostipiti della ricerca templare si sono aggiunti giovani e validi studiosi, i cui lavori hanno contribuito in maniera determinante a derubricare le vicende di un Ordine che, a dispetto della sua breve vita, sembra aver lasciato un marchio indelebile nell’inconscio collettivo dell’Europa. La storia dei templari è ancor oggi capace di suscitare l’interesse non solo degli addetti ai lavori, ma anche di schiere di appassionati, il cui approccio al ‘meraviglioso’ ha contribuito in modo decisivo alla fortuna editoriale, ma non solo, della Militia Dei.
Il presente testo si propone di analizzare, basandosi sulle più recenti ricerche, la presenza dei templari nel sud della Penisola, alla luce dei suoi rapporti con la Terra Santa crociata. Analisi che non poteva naturalmente prescindere dall’approfondire le relazioni, talora conflittuali, talaltra di piena convergenza politica, intercorse fra l’istituto rosso-crociato e le dinastie insediatesi nel Regnum Siciliae, dai normanni fino ad arrivare agli angioini.
Cristian Guzzo (Torino 1971) è socio ordinario della “Società di Storia Patria per la Puglia” e della “Società Italiana degli Storici Medievisti”, che riunisce studiosi della storia e della civiltà del Medioevo. Si occupa da più di vent’anni di studi di oplologia medievale e ha pubblicato numerosi saggi scientifici in Italia e all’estero dedicati alla guerra nell’Età di Mezzo, con particolare attenzione per la storia militare dei normanni nel Mezzogiorno d’Italia, e per le vicende degli istituti monastico-cavallereschi, nell’economia della Terra Santa crociata.
Per le Edizioni Penne & Papiri ha curato la collana "Deus Vult - miscellanea di studi sugli Ordini monastico-militari" (vol. I, anno 2011; vol. II, anno 2012); ha collaborato anche al testo de "I templari nell'Italia centro-meridionale" e pubblicato L’arrivo dei Normanni nel Mezzogiorno d’Italia - tra fonti d’epoca e storiografia moderna (2015).

giovedì 29 giugno 2017

Breve chronicon de rebus Siculis

Breve chronicon de rebus Siculis
a cura di Fulvio Delle Donne
pp. IV-152, € 40,00
Sisimel, 2017
ISBN: 978-88-8450-773-0
 
Il Breve chronicon de rebus Siculis (di cui qui si fornisce l’edizione e la prima traduzione italiana) è una fonte particolarmente importante, ricca di preziosissime informazioni per la storia dell’Italia meridionale. Inizia con brevi medaglioni dei signori normanni e arriva sino alla fine della dinastia sveva, talvolta offrendo descrizioni molto minuziose. In particolare, a proposito delle vicende di Federico II di Svevia, a partire dal giugno del 1228, il racconto diventa addirittura diaristico, perché il compilatore, che si dichiara testimone oculare, descrive giorno per giorno le tappe che – in circa due mesi – condussero l’imperatore da Brindisi alla Terra Santa: lì sarebbe stata portata a compimento quella crociata incruenta che, con toni messianici, viene caratterizzata come una sorta di miracolo. Il testo mostra in maniera esemplare le tipiche evoluzioni compositive di una scrittura cronachistica. È tràdito da due manoscritti principali, che trasmettono testi molto diversi in alcuni punti. Non solo la parte finale è totalmente discordante (un manoscritto finisce con il testamento di Federico II del 1250, l’altro arriva, invece, alla battaglia di Benevento del 1266 e, quindi, alla morte di Manfredi e alla conquista del Regno da parte di Carlo d’Angiò), ma anche alcune informazioni sono rielaborate in modo completamente contrastante, tanto da far variare in maniera irrimediabile, sebbene coerente, nomi e computi cronologici. Come vanno interpretate tali differenze? Quale delle due versioni è più vicina all’“originale”? E si può parlare di “originale”? Su tali domande si riflette in questo volume, affrontando il problema da un più ampio punto di vista metodologico. La pubblicazione esce in coedizione con l'Istituto Storico Italiano per il Medioevo.

venerdì 21 novembre 2014

Michele VIII Paleologo il restauratore dell'Impero Bizantino

Michele VIII Paleologo il restauratore dell'Impero Bizantino
Guerre, intrighi, amore e morte alla corte di Bisanzio
di Andrea Paleologo Oriundi
pp. 285, € 14,00
Eden Editori, 2014
ISBN: 978-88-98971-04-6
 
Michele VIII Paleologo visse nel XIII secolo, in un’epoca in cui due mondi, l’europeo occidentale, ancora immerso nel lungo periodo medievale, e l’orientale greco, che aveva assicurato per tanti secoli la continuità culturale classica, si stavano incontrando dopo secoli di lontananza e diffidenza grazie alle crociate e allo svilupparsi dei commerci. L’Europa stava uscendo dal Medioevo e lentamente si preparava al fiorire dell’umanesimo e del rinascimento. La quarta crociata, nel 1204, si era conclusa, anziché in Terrasanta, con la conquista di Costantinopoli da parte dell’esercito crociato, e con la fondazione dell’impero latino. I greci fuggiti dalla città avevano fondato entità statali che si erano proclamate eredi delle tradizioni del vecchio impero bizantino, e ognuna delle quali mirava a riconquistare l’antica capitale. L’impero di Nicea era, tra queste, il più titolato a realizzare tale sogno, sia per la sua posizione geografica, sia per la presenza a Nicea della maggior parte dei membri dell’alta società politica e religiosa bizantina fuggita da Costantinopoli, sia per la sua forza militare.
Michele, abile e spregiudicato, seppe mettere in atto quello che fu un vero e proprio colpo di Stato, facendosi proclamare imperatore e fondando la più duratura (e l’ultima) delle dinastie imperiali bizantine. Con una buona dose di fortuna riuscì a riconquistare l’antica capitale; combinando le arti della diplomazia con le capacità militari riuscì a respingere tutti i tentativi dei nemici occidentali (Manfredi di Svevia prima e Carlo d’Angiò poi) che miravano ad impossessarsi dell’impero. Promettendo ai Papi che via via si succedevano sul soglio di Pietro ciò che ben sapeva di non poter mantenere, e cioè la riunificazione delle due Chiese cristiane (la cattolica romana e l’ortodossa bizantina), sfruttando la rivalità tra le due repubbliche marinare di Genova e Venezia, mettendo l’uno contro l’altro i numerosi nemici che da tutte le parti minacciavano l’impero, seppe mantenerne l’integrità. L’impero che lasciò al figlio Andronico era però solo l’ombra di quello che fu nei suoi tempi migliori: ridotto territorialmente alla capitale e ai territori dei dintorni, indebolito economicamente, minacciato dalla crescente potenza turca che Michele aveva dovuto trascurare per difendersi dagli attacchi da occidente, esso durò tuttavia altri due secoli prima della conquista musulmana.
Andrea Paleologo Oriundi, veneziano del 1952, Ufficiale di Marina, il cui cognome lascia intendere la lontana discendenza dal protagonista, ha saputo raccontare la vita di Michele con stile scorrevole ma esauriente, tenendo fede alla verità storica come risultante dai testi riportati nella ricca bibliografia. La trama avvincente e la lettura piacevole ci riportano ad un mondo, il medioevo, comunemente ritenuto un periodo oscuro, che invece scopriamo interessante e meritevole di grande attenzione.

venerdì 12 settembre 2014

Descripcio Victorie Beneventi

Descripcio Victorie Beneventi
di Andreas Ungarus
a cura di Fulvio Delle Donne
pp. LIV, 142, € 21,25 (scontato nel sito ISIME)
ISIME, 2014
ISBN: 978-88-98079-15-5

Sebbene sia stata solitamente negletta e spesso totalmente ignorata, la Descripcio victorie Beneventi di Andrea Ungaro merita senza alcun dubbio di essere riscoperta.
L’operetta, di cui qui si fornisce una edizione critica assolutamente nuova (la prima completa), accompagnata da traduzione italiana, è la fonte più dettagliata sulla battaglia combattuta tra Manfredi di Svevia e Carlo I d’Angiò a Benevento il 26 febbraio 1266. Composta probabilmente nel 1282, in occasione dello scoppio dei Vespri Siciliani (anche se non possono essere escluse fasi redazioni precedenti), fornisce importantissime informazioni sulla battaglia che segnò un momento cruciale nella storia dell’Italia, dell’Impero, della Chiesa e quindi del mondo, perché mise fine al dominio della dinastia degli Hohenstaufen aprendo la strada all’affermazione della stirpe angioina, destinata a regnare, in Italia, per circa due secoli. Usando, infatti, e trascrivendo interamente alcune epistole inviate, nelle ore immediatamente successive alla conclusione della battaglia, da alcuni importanti protagonisti dello scontro bellico (tra questi lo stesso Carlo I d’Angiò), porta alla nostra conoscenza dettagli sostanziali sugli schieramenti in campo, sulle fasi del combattimento, sul ritrovamento, dopo alcuni giorni, del corpo di Manfredi.
Tuttavia, la Descripcio victorie Beneventi, ben scritta ed elaborata nello stile fiorito e ornato che caratterizza la prosa retorica del secolo che vide il trionfo dei dictatores, non esaurisce i motivi di interesse esclusivamente con la relazione sulla battaglia di Benevento, o con quella della federiciana porta di Capua, di cui pure viene offerta la prima accurata descrizione. Infatti, essa aggiunge una importante tessera al mosaico della cultura europea: quella retorico-letteraria e quella politico-propagandistica di un’epoca che, in seguito alla alterazione degli antichi equilibri, sprigionò quelle nuove energie, che, inarrestabilmente, avrebbero condotto all’Europa degli stati nazionali, i quali, al di fuori e talora contro l’Impero e la Chiesa, non sarebbero più stati disposti a riconoscere la superiorità di autorità egemoniche e assolute, ma, allo stesso tempo, troppo distanti e incorporee.

mercoledì 4 giugno 2014

Descripcio victorie Beneventi

Descripcio victorie Beneventi
di Andreas Ungarus
a cura di Fulvio Delle Donne
pp. LIV, 142, € 25,00
ISIME, 2014
ISBN: 978-88-98079-15-5

Sebbene sia stata solitamente negletta e spesso totalmente ignorata, la Descripcio victorie Beneventi di Andrea Ungaro merita senza alcun dubbio di essere riscoperta.
L’operetta, di cui qui si fornisce una edizione critica assolutamente nuova (la prima completa), accompagnata da traduzione italiana, è la fonte più dettagliata sulla battaglia combattuta tra Manfredi di Svevia e Carlo I d’Angiò a Benevento il 26 febbraio 1266. Composta probabilmente nel 1282, in occasione dello scoppio dei Vespri Siciliani (anche se non possono essere escluse fasi redazioni precedenti), fornisce importantissime informazioni sulla battaglia che segnò un momento cruciale nella storia dell’Italia, dell’Impero, della Chiesa e quindi del mondo, perché mise fine al dominio della dinastia degli Hohenstaufen aprendo la strada all’affermazione della stirpe angioina, destinata a regnare, in Italia, per circa due secoli. Usando, infatti, e trascrivendo interamente alcune epistole inviate, nelle ore immediatamente successive alla conclusione della battaglia, da alcuni importanti protagonisti dello scontro bellico (tra questi lo stesso Carlo I d’Angiò), porta alla nostra conoscenza dettagli sostanziali sugli schieramenti in campo, sulle fasi del combattimento, sul ritrovamento, dopo alcuni giorni, del corpo di Manfredi.
Tuttavia, la Descripcio victorie Beneventi, ben scritta ed elaborata nello stile fiorito e ornato che caratterizza la prosa retorica del secolo che vide il trionfo dei dictatores, non esaurisce i motivi di interesse esclusivamente con la relazione sulla battaglia di Benevento, o con quella della federiciana porta di Capua, di cui pure viene offerta la prima accurata descrizione. Infatti, essa aggiunge una importante tessera al mosaico della cultura europea: quella retorico-letteraria e quella politico-propagandistica di un’epoca che, in seguito alla alterazione degli antichi equilibri, sprigionò quelle nuove energie, che, inarrestabilmente, avrebbero condotto all’Europa degli stati nazionali, i quali, al di fuori e talora contro l’Impero e la Chiesa, non sarebbero più stati disposti a riconoscere la superiorità di autorità egemoniche e assolute, ma, allo stesso tempo, troppo distanti e incorporee.

martedì 6 agosto 2013

Federico II di Svevia

Federico II di Svevia
Rivoluzionario o conservatore ?
di Vito Luca De Netto
prefazione di Mons. Nicola Bux
pp. 444, € 38,00
Il Cerchio, 2013
ISBN: 8884743621
 
Sovrano illuminato, despota moderno, fondatore del primo stato monarchico amministrativo, legislatore avanguardista, antesignano dell’unificazione politica italiana, campione della laicità dello Stato contro la presenza della Chiesa… Su Federico II Hohenstaufen si è scritto e detto molto. Ma come stanno realmente le cose? Chi era in realtà Federico II? Quali i suoi valori? Quali i motivi e le finalità delle sue azioni? Qual è stata la sua vera politica? Come vanno letti ed interpretati leggi e documenti del grande Sovrano?
In questo libro il moderno si scopre antico, la scomunica appare sotto una luce nuova, il campione della laicità si rivela l’ideatore dei roghi per gli eretici, il Sacro Romano Impero, tradizionalmente germanico, diventa mediterraneo, i mussulmani da nemici infedeli si trasformano in alleati dell’Impero, uno Stato dipinto come “illuminista” risulta invece fondato sullo Ius Divinum, e Federico II da eretico va al contrario a personificare il simbolo della Cattolicità imperiale, incarnando l’apogeo del Medioevo europeo. L’agire di Federico II di Svevia, lungi dal delineare l’avvento dell’assolutismo regio e dall’esprimere improbabili visioni laiche ed anticristiane tipicamente moderne, si rivela così una grande Rivoluzione Conservatrice per la tutela dell’ordo mundi dell'Età di Mezzo.
Vito Luca De Netto (1980), vive da sempre a San Vito dei Normanni (Br). Laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, attualmente lavora presso uno studio legale di Brindisi. In prima linea da oltre un decennio nell’impegno civico, sociale e culturale, collabora con diverse associazioni sia laiche che cattoliche, a livello nazionale e regionale, curando per le stesse anche una serie di specifici approfondimenti tematici. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse riviste e testate giornalistiche pugliesi. Promuove ogni anno numerosi convegni di studi, dibattiti, incontri tra cittadini, mondo della cultura, politica, società civile ai fini dell’affermazione dei valori fondanti della millenaria civiltà europea, della tutela del territorio e della difesa della partecipazione popolare.