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giovedì 23 marzo 2023

La Rocca di Capalbio

La Rocca di Capalbio
di Bruno Mussari
pp. 104, € 14,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Effigi, 2023
ISBN: 978-88-5524-549-4

Un modello di fortificazione senese del XV secolo ai confini dei domini della Repubblica.
La pubblicazione di questo volume si deve all’iniziativa del Centro Studi Don Pietro Fanciulli di Porto Santo Stefano che contribuisce a divulgare e a valorizzare la storia del contesto territoriale di riferimento, la Costa d’Argento.
Tramite questo libro, si spera di poter offrire un contributo per incastonare un altro piccolo tassello nell’articolato mosaico della storia delle architetture fortificate della Maremma meridionale, con l’augurio che possa nel tempo arricchirsi sempre di più, continuando a mantenere vivida e a tramandare nel tempo questa istintiva. intima, passione per la propria storia.

giovedì 30 luglio 2020

Porto San Giorgio un castello sul mare

Porto San Giorgio un castello sul mare
di Maurizio Mattioli, Mario Cignoni
pp. 192, € 28,00
Andrea Livi Editore, 2020
ISBN: 88-7969-450-2
 
Nell’affrontare la lettura di questa “storia urbana di Porto San Giorgio” sviluppata nel corso di tanti anni, è doveroso spiegare ai lettori le ragioni di questa ricerca. Ci ha spinto la passione per la storia del paese in cui si è nati o in cui si è trascorsa buona parte della propria giovinezza. Sembra quasi impossibile pensare che, entrati nel XXI secolo, non sia stata definita l’origine del paese che pur vanta notevoli vestigia architettoniche del passato ancora visibili e imponenti.
Persino l’origine della rocca, sconosciuta alle cronache degli antichi come alle fonti d’archivio, sarebbe ignota se non fosse giunta fino a noi l’iscrizione lapidea inserita sopra il portale d’ingresso.
Le difficoltà incontrate dagli storici del passato (secoli XVII-XIX) riflettono lacune documentali. Cesare Trevisani, con lo pseudonimo Cesare d’Altidona, nel suo Porto San Giorgio e visite ai dintorni pubblicato nel 1929 scriveva: «Reliquie di tempi neppur troppo lontani andarono quasi tutte disperse, molte perdute per sempre. Cosicché il difetto di tracce allettanti va forse considerato fra le cause non ultime del lungo oblio, onde priva di stimolo rimase disamorata dell’indagine la libera passione degli studiosi. Né dai pochi e fuggevoli tentativi era da aspettarsi gran virtù di sgombro contro la secolare tenebra, non mai messa a prova sotto il raggio penetrante di un severo criterio storico».
La presente ricerca è stata concepita come una nuova lettura integrata da documenti solo in parte conosciuti ma trascurati, forse perché riguardanti questioni estranee alla storia della città di Fermo, costante motivo, invece, di indagine da parte di insigni studiosi.
Porto San Giorgio, geograficamente, era il presidio marittimo della città di Fermo, punto di contatto con il mondo esterno, con popolazioni, usi e costumi lontani, e se ne vuole restituire un quadro d’insieme più realistico, che non sia la leggenda dei marinai miracolati in viaggio da Chioggia ed approdati su queste sponde o l’intervento diretto del protettore San Giorgio.
Lo scopo principale resta quindi il tentativo di dare un fondamento storico-scientifico alle origini del paese ed alla sua struttura urbana, andando oltre la gradevole trasposizione iconografica frutto dell’intuito del pittore sangiorgese Sigismondo Nardi e delle indicazioni di suo zio, lo storico locale Francesco Amici.
Una delle difficoltà maggiori che si incontrano nel dare risposte serie ai quesiti che via via si pongono dinanzi allo studioso come al curioso, è quella della datazione delle vestigia architettoniche.
Infatti la tentazione ricorrente è quella di considerare coevo ogni manufatto o mattone che si ha ancora l’avventura – sempre più rara – di incontrare. Il prodotto di tale errata semplificazione a sua volta produce confusione ed errori.
Per rimettere dunque un po’ di ordine siamo ripartiti dai documenti presenti negli Archivi di Stato di Fermo, di Ascoli Piceno e di Roma riconnettendoli con le storiografie più accreditate, tuttora in circolazione, non senza provare ad operare, ove possibile, riscontri materiali a verifica delle varie ipotesi, azzardandone altre.
Per operare una credibile ricostruzione di quelle che dovevano essere le forme del castello e del porto e la relativa espansione urbana del sito, si è fatto ricorso a tutta l’iconografia realizzata dal secolo XVII in avanti, includendovi oltre alla documentazione catastale più recente (secoli XVIII e XIX) anche il resoconto dei funzionari dello Stato Pontificio all’uopo incaricati. In particolare si è fatto riferimento ai disegni conservati presso la British Library di Londra (1677), alla planimetria realizzata dal generale Ferdinando Marsili (1708), alla mappa del Porto di fine Settecento (manca l’indicazione esatta della data), alla pianta topografica del Borgo Marinaro del 1788, ad una pianta della rocca e dell’area circostante di inizio ’800, ed infine, al Catasto Gregoriano di impianto Napoleonico (1809-1816).

lunedì 2 settembre 2019

Castelli e rocche medievali del Trentino Alto Adige

Castelli e rocche medievali del Trentino Alto Adige
di Gabriella Chmet
pp. 112, € 8,90 (Acquista online con il 15% di sconto)
Editoriale Programma, 2019
ISBN: 9788866436324
Il Trentino Alto Adige è una delle aree più ricche di costruzioni medievali d’Europa: qui ritroviamo i manieri e le rocche sulle alture o incastonati nei panorami cittadini, perfettamente conservati, restaurati oppure sotto forma di antiche rovine, a ricordare una Storia regionale fatta di scontri di potere e lotte per la dominazione del territorio.
In questa semplice guida, divisa tra le due province autonome di Trento e Bolzano, troverete le descrizioni dei castelli e complessi più intrisi di fascino, suggestione e mistero. Gli eventi storici documentati, accompagnati da leggende e tradizioni popolari, vi riporteranno in un mondo pittoresco, fatto di storie e personaggi illustri, merlature e arazzi, poesia cortese e incanto paesaggistico.

sabato 13 aprile 2019

Andare per fortezze e cittadelle

Andare per fortezze e cittadelle
di Paola Bianchi
pp. 144, € 12,00
Il Mulino, 2019
ISBN: 978-88-15-28082-4

Forte, fortezza, casamatta, rocca, bastione, cittadella: il paesaggio della penisola è ricco d’innumerevoli strutture difensive sopravvissute a secolari, talvolta millenarie, fasi di riadattamento e riutilizzo. In esse cogliamo il sedimento tutto italiano di architettura e storia militare, ma anche di scienza, arte, cultura e società. Dall’Orlando furioso al Deserto dei Tartari, tanti luoghi del nostro immaginario evocano queste fortificazioni. L’itinerario che ci propongono queste pagine spazia da costruzioni molto antiche (Castel Sant’Angelo) e medievali (San Leo, Castello Sforzesco) a fortezze spagnole (Castel dell’Ovo a Napoli), contro i pirati (Trapani e Ustica in Sicilia), alpine (Fenestrelle), risorgimentali (Gaeta, Peschiera), fino a quelle più recenti del Novecento.
Paola Bianchi insegna Storia moderna nell’Università della Valle d’Aosta. Tra i suoi libri: «Sotto diverse bandiere. L’internazionale militare nello Stato sabaudo d’antico regime» (Angeli, 2012), «Storia degli Stati sabaudi» (con A. Merlotti, Morcelliana, 2017); per il Mulino ha curato «Guerra ed eserciti nell’età moderna» (con P. Del Negro, 2018).

lunedì 18 dicembre 2017

La Romagna dei Castelli e delle Rocche

La Romagna dei Castelli e delle Rocche
di Angelo Turchini, Mirko Orioli, Marco Viroli, Paola Novara, Cristina Castellari
pp. 624, € 16,90 (Acquista online con il 15% di sconto)
Il Ponte Vecchio, 2017
ISBN: 9788865417089
 
Nella Romagna tra Medievo ed Evo Moderno è ovunque in atto una lotta per la sopravvivenza e per il dominio e ovunque perciò fioriscono strutture di difesa e di offesa. Così avviene lungo l’Appennino, ove rocche e castelli paiono dare nuovo slancio all’aguzzo delle cime, così su meschini rilievi, come a Cesena o a Santarcangelo, oppure nella piena pianura, ove rocche e castelli si acquattano minacciosi a strettissimo contatto con i dominati (a Imola, a Faenza, a Forlì, a Forlimpopoli, a Rimini, a Ravenna, a Lugo…): bastioni potentissimi a garanzia di un potere inestirpabile.
Ricostruendone le vicende, il libro diviene una storia della Romagna sotto la specie degli incastellamenti: passano nelle sue pagine figure memorabili; rivivono le ambizioni degli uomini che abitarono quelle torri e quei masti; si celebra l’eroismo di donne di ardente sorprendente coraggio, protagoniste di una Romagna appassionata e corrusca; si rievocano le sofferenze delle popolazioni, la prepotenza dei signori, le tecniche della guerra, gli afrori delle ambizioni umane, infine gli amori che pure fiorirono in sale costruite per altro che per l’abbandono alle tenerezze dei sentimenti.
Agli autori del libro appunto questo l’Editore ha chiesto: assumere le rocche e i castelli non solo e non tanto per la loro struttura architettonica e per il loro possibile valore turistico, ma soprattutto per quel che significarono nella storia, anche personale, di quanti vi abitarono, per le vicende che determinarono e per il peso che vi ebbero: dunque, una storia di cuori, di menti, di caratteri e di destini prima che di pietre e di forme, così da costruire un libro unico, sia per la vastità della ricerca, sia e in particolare perché storia di donne, di uomini, di città dentro la loro rocca [dalla presentazione di Eraldo Baldini].
Angelo Turchini, nato a Rimini, è professore di Archivistica e, in passato, di Storia del Rinascimento presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna. Tra i tanti libri pubblicati ricordiamo I Malatesta. Signori di Rimini e Cesena (2013),  Storia di Rimini, con Cristina Ravara Montebelli (2015) e il recente Monumenta borromaica V (2017), tutti editi dal «Ponte Vecchio».
Mirko Orioli, cesenate, è docente di Storia dell’arte nelle scuole secondarie di secondo grado e si occupa della realizzazione di progetti tesi alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico locale. Membro dello Studio Culturale “Artemisia” di Cesena, per i tipi del «Ponte Vecchio» ha pubblicato  La Rocca Malatestiana di Cesena (2013).
Marco Viroli, forlivese, laureato in Economia e Commercio, è saggista e gionalista pubblicista, esperto in comunicazione e operatore culturale. Autore di numerosi volumi tra cui ricordiamo Caterina Sforza. Leonessa di Romagna (2008), La Rocca di Ravaldino in Forlì (2012), Storia di Forlì, con Sergio Spada e Mario Proli (2014), tutti editi dal «Ponte Vecchio».
Paola Novara è nata e vive a Ravenna. Lavora presso il Museo Nazionale di Ravenna. I suoi interessi scientifici si rivolgono da anni allo studio della storia e dell’archeologia della Romagna. Tra i tanti saggi pubblicati ricordiamo Storia delle scoperte archeologiche di Ravenna e Classe, (1998), Restauri dei monumenti paleocristiani e bizantini di Ravenna patrimonio dell’umanità, con Antonella Ranaldi (2013), Storia di Ravenna, con Alessandro Luparini («Ponte Vecchio», 2016).
Cristina Castellari, imolese, laureata in Conservazione dei Beni culturali e diplomata alla Scuola di specializzazione in Storia dell’Arte dell’Università di Bologna è una storica dell’arte e guida turistica. Ha pubblicato numerosi saggi su storia, arte e architettura di Imola in cataloghi, riviste e volumi miscellanea tra cui Luci della ribalta cittadina con Laura Berti Ceroni e Federica Cavina (2016).