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venerdì 13 giugno 2025

La toponomastica longobarda nel Regesto di Farfa

La toponomastica longobarda nel Regesto di Farfa
Una nuova lettura
di Viviana Petraroli
pp. 48; € 15,00
Edizioni Espera, 2025
ISBN: 9788899847975
 
Il lavoro che si presenta è il risultato di una complessa ricerca di studio, discussa come tesi di Laurea Magistrale presso la Sapienza Università di Roma, che propone un tentativo di lettura dei numerosi toponimi di origine germanica rintracciabili all’interno del Regesto di Farfa. È realmente possibile ricostruire le dinamiche insediative del popolo longobardo, una comunità a lungo percepita come enigmaticamente silenziosa, attraverso l’individuazione nei documenti farfensi di toponimi indicatori della loro presenza nel territorio sabino e non solo? Per raggiungere questo scopo, è però necessario applicare ai documenti scritti da Gregorio da Catino, secoli dopo gli eventi ricordati, un filtro di lettura che presuppone il dialogo tra il dato storico e quello toponomastico, contestualizzandoli con il momento politico e culturale. In Appendice, lo studio si chiude con un approfondimento linguistico sulla, mai risolta, questione della lingua parlata dai Longobardi, attraverso lo studio della letteratura edita e presentando una serie di termini di provenienza germanica riportati nel Regesto farfense. 



venerdì 9 maggio 2025

La vita quotidiana dei Longobardi

La vita quotidiana dei Longobardi
di Elena Percivaldi
pp. 272; € 18,00
Diarkos, 2025
EAN: 9788836163656
 
I Longobardi hanno governato l'Italia soltanto per due secoli (568-774), ma nonostante il lasso di tempo relativamente breve hanno lasciato un'impronta indelebile nell'identità e nella cultura della Penisola, fondendosi con le sue popolazioni. Come vivevano in concreto? Cosa mangiavano? Come vestivano? Quali erano le loro credenze e i loro costumi? In cosa credevano e come seppellivano i loro morti? A tutte queste domande, e altre ancora, cerca di rispondere questo libro, che prova a raccontare i discendenti di Alboino nella loro quotidianità materiale. Grazie a un approccio multidisciplinare e a un linguaggio accessibile, i Longobardi “rivivono” alla luce delle più aggiornate acquisizioni del dibattito storiografico, degli ultimi studi scientifici e dei più recenti ritrovamenti archeologici. Non più come popolo avvolto dalle nebbie della storia, ma come persone “in carne e ossa”.
Elena Percivaldi Laureata in Lettere Moderne all'Università degli Studi di Milano con una tesi sulla storia medievale, all'attività di saggista e pubblicista affianca quella di docente (ha collaborato con l'Università degli Studi di Ferrara, Laboratorio di Antichità e Comunicazione diretto dal prof. Livio Zerbini, e attualmente è docente di Storia e Arte medievale presso l'UNITRE di Arcore e relatrice in conferenze e convegni in Italia e all'estero.

martedì 19 novembre 2024

Ravenna prima di Ravenna

Ravenna prima di Ravenna
Miti e fondazioni di una capitale romana e bizantina
di Giorgio Ravegnani
pp. 168; € 16,00
Salerno Editrice, 2024
ISBN: 9788869738371

Ravenna divenne capitale dell’Impero romano d’Occidente quasi per caso. Nel 402 l’imperatore Onorio decise di trasferirvi la sua corte da Milano, dove si trovava sotto la minaccia dei Visigoti di Alarico. Era ritenuta una città imprendibile, con il mare e le paludi che la proteggevano, e i sovrani non la abbandonarono fino alla caduta dell’Impero, quando l’ultimo imperatore di Roma, Romolo Augustolo, fu deposto proprio a Ravenna dal barbaro Odoacre, che la confermò capitale del suo regno. Teodorico poi la abbellì con splendidi monumenti, ultimo il suo mausoleo. Giustiniano I riconquistò Ravenna nel 540 e da quel momento la presenza dei Bizantini fu stabile per secoli. Si svilupparono ancora le tradizionali espressioni artistiche, con la costruzione tra l’altro della basilica di San Vitale, ornata con i meravigliosi mosaici che raffigurano Giustiniano e Teodora eseguiti negli anni più cruenti del conflitto greco-gotico. Dopo l’invasione dei Longobardi, i Bizantini mantennero la loro presenza in Italia: Ravenna fu sede del governo centrale e vi insediarono verso il 584 un governatore straordinario, l’esarco, in carica fino al 751, quando con la definitiva conquista longobarda della città terminò anche la storia di Ravenna capitale.
Giorgio Ravegnani Ha insegnato Storia dell’Italia bizantina all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Tra i suoi libri piú recenti ricordiamo: Bisanzio e l’Occidente medievale (Bologna 2019); L’età di Giustiniano (Roma 2019). Per la Salerno Editrice ha pubblicato Teodora (2017), Ezio (2018), Venezia prima di Venezia. Mito e fondazione della città lagunare (2020).

sabato 26 ottobre 2024

Studi sull’eredità linguistica dei longobardi

Studi sull’eredità linguistica dei longobardi
di Carlo Alberto Mastrelli
a cura di Carla Falluomini
pp. XIV-29; € 28,00
Cisam, 2024
ISBN: 9788868094294

Negli undici saggi qui presentati, usciti tra il 1973 e il 2012, Carlo Alberto Mastrelli (Firenze, 1923-2018) evidenzia l’importante apporto linguistico longobardo in vari ambiti lessicali italoromanzi, mettendo in luce la complessa interazione tra genti di origine diversa e contribuendo a consolidare il legame tra linguistica e storia. A questi saggi seguono in appendice due ulteriori studi, editi nel 1985 e nel 1990, in cui il tema degli influssi longobardi è strettamente intrecciato con la trattazione del lascito lessicale di altre genti germaniche – Visigoti, Ostrogoti, Burgundi e Franchi – nelle lingue romanze.

Indice:
E. Menestò, Omaggio a un Maestro - Prefazione - Referenze bibliografiche - L’elemento germanico nella toponomastica toscana dell’alto medioevo - La terminologia longobarda dei manufatti - La toponomastica lombarda di origine longobarda - L’origine longobarda dell’italiano grugare «tubare (del piccione)» - L’origine longobarda dell’italiano farfalla - Tracce linguistiche della dominazione longobarda nell’area del Ducato di Spoleto - Il nome Agipertus dell’iscrizione di S. Ponziano - Elementi germanici nella toponomastica aretina - Tracce linguistiche longobarde nel Friuli - Luppolo è longobardo? - Parole di ascendenza longobarda - Appendice - L’incidenza delle invasioni germaniche nelle denominazioni degli animali - I nomi delle piante di origine germanica nell’alto medioevo - Indice delle forme citate.
Carla Falluomini è una filologa germanica specializzata in paleografia, lingue e culture dei Goti e dei Longobardi. Attualmente è docente presso l'Università degli studi di Perugia.

lunedì 19 agosto 2024

Teodolinda. La longobarda

Teodolinda. La longobarda
di Alberto Magnani, Yolanda Godoy
pp. 144; € 14,00
Jaca Book, 2024
EAN: 9788816418561

Straordinario e inconsueto per una regina longobarda il fascino che Teodolinda, la «gloriosissima», esercitò già all’epoca sul suo popolo. Teodolinda, regina dei Longobardi, era gloriosissima già per i suoi contemporanei. Spesso nelle fonti le viene accordato questo appellativo e le pagine che le dedica Paolo Diacono la circondano di un fascino sconosciuto alle altre regine di quel popolo. Ma in cosa consistette la gloria di Teodolinda? La regina, in realtà, è poco conosciuta. Niente di strano: le fonti sono avare di informazioni precise sul suo conto, così come avviene, del resto, per tanti altri personaggi del suo tempo. È possibile, tuttavia, ricomporre un ritratto dai contorni abbastanza definiti. Teodolinda non fu solo «la regina che convertì i Longobardi al cattolicesimo» con la collaborazione di papa Gregorio Magno. Il carteggio tra lei e il pontefice, riportato in appendice, rivela un rapporto estremamente complesso, legato anche al ruolo della donna nell’antica cultura germanica. Teodolinda svolse anche un ruolo politico attivo, prima a fianco del marito Agilulfo, poi da sola quando, in qualità di reggente, governò il Regno longobardo per alcuni anni, dialogando con le maggiori personalità del suo tempo e godendo di prestigio internazionale.

sabato 17 agosto 2024

Longobardorum

Longobardorum
di Gabriele Mercati
pp. 228; € 15,00
VJ edizioni, 2024
EAN: 9791281266391

Longobardorum è un romanzo storico che ci catapulta in un periodo molto importante per la penisola italica. L’autore con una narrazione fluida e mai banale ci fa immergere in quella che fu la vita sociale e politica dell’ottavo secolo. Dove troviamo da una parte le genti longobardo-romane che, per non soccombere, furono obbligate a difendersi dall’invasore Carlo re dei franchi, in combutta con il Papa Adriano I, che ambiva al potere terreno. Purtroppo la scarsa coesione all’interno della classe di governo longobarda portò alla disfatta del regno longobardo stesso e la sottomissione a Carlo re dei franchi di buona parte della penisola. Questo e successive vicende ritardarono l’unità d’Italia di oltre mille anni. Il romanzo e ricco di note che ci consentono di conoscere meglio quel periodo storico da sempre trascurato.
Gabriele Mercati, romagnolo verace, è uno autore policromo ed eclettico, che ha al suo attivo diversi lavori. Questo è l’ottavo romanzo che pubblica ed è ispirato dalla sua passione per la storia.

martedì 14 maggio 2024

I documenti originali dei principi longobardi di Benevento, Capua e Salerno raccolti e pubblicati in facsimile

I documenti originali dei principi longobardi di Benevento, Capua e Salerno raccolti e pubblicati in facsimile
a cura di Franco Bartolini
€ 100,00
Fondazione CISAM, 2024
ISBN: 9788868094157

«Il volume, che riproduce il sessantaduesimo fascicolo del quindicesimo volume dell’API, “comprende, in quindici tavole fototipiche, la riproduzione in grandezza naturale dei dieci più antichi diplomi conservatici in originale emanati dalla cancelleria dei principi longobardi di Salerno” (Pratesi) e precisamente: due diplomi di Guaimario I (maggio 886, agosto 899); uno di Guaimario II e Gisolfo I (gennaio 945); tre di Gisolfo I (novembre 950, ottobre 953, marzo 959), uno di Guaimario III (luglio 1005) e tre di quest’ultimo insieme a Guaimario IV (aprile 1019?, maggio 1023, marzo 1025). “Il loro contenuto interessa particolarmente la storia delle Chiese salernitana e beneventana e dell’abbazia cavense” (Pratesi). A questo seguirono, ma non più pubblicati anche dal Centro di Spoleto, un fascicolo sessantatreesimo, sempre per la cura di Pratesi, e uno numerato 67 curato da Vittorio De Donato. L’edizione di quei documenti, pure auspicata nel 1951, attende ancora di essere condotta nel suo insieme, anche se, la situazione generale delle edizioni documentarie dell’Italia meridionale ha conosciuto negli ultimi decenni feconda prolificità. Il fascicolo di cui si propone l’anastatica, assolve a un duplice scopo. Con esso la Fondazione CISAM di Spoleto intende sì colmare una inspiegabile lacuna nel proprio catalogo, da cui la pubblicazione risultava del tutto assente, ma, ben al di là e molto oltre questa modesta ragione, vi è la volontà e anzi l’esigenza di ricordare, anche in questo modo, il magistero e la figura di Franco Bartoloni, di cui ricorrono i centodieci anni dalla nascita (avvenuta a Roma il 13 giugno 1914), secondo lo spirito della nuova collana “Argomenti” nella quale la pubblicazione è ospitata, costituendone il primo numero» (dalla Premessa di Massimiliano Bassetti e Antonio Ciaralli).

venerdì 3 maggio 2024

Castelluccio Acquaborrana: Breve storia

Castelluccio Acquaborrana: Breve storia
Dalle origini all’eversione della feudalità
di Umberto Palumbo
pp. 40; € 10,00
Volturnia Edizioni, 2023
EAN: 9788831338872

Nel breve saggio sono trattati i seguenti periodi della storia di Castelluccio Acquaborrana l’ìodierno Castelmauro. Periodo sannita-romano, Periodo gotico-longobardo (secoli VI-XI), Periodo svevo (secolo XIII), Periodo angioino (1266-1442), Periodo aragonese (1442-1504), Periodo del Viceregno (1504-1714), Primo periodo borbonico (1735–1799), Periodo napoleonico (1799 e decennio francese).

sabato 6 aprile 2024

Arechi II. Duca e Principe

Arechi II
Duca e Principe
di Tommaso Indelli
pp. 208; € 35,00
Volturnia Edizioni, 2024
EAN: 978-88-31339-27-8
 
Caduta Pavia in mano franca, Arechi II, come riporta una fonte posteriore agli eventi, «…primus Beneventi principem se appellare iussit.. ››, si proclamò “principem Langobardorum” e abbandonò la titolatura ufficiale fino ad allora adoperata nei praecepta cancellereschi, ossia “domnus vir gloriosissimus Arigis summus dux gentis Langobardorum”. La rivendicazione del titolo di “princeps” sancì, sul piano politico, giuridico e dei rapporti internazionali, la trasformazione costituzionale della compagine politica beneventana da un ducatus a un principatus e produsse una sorta di translatio regni, di “passaggio di consegne” da Pavia a Benevento (…) Soprattutto nella Tarda Antichità (III-V secolo d. C.), il titolo di “princeps” aveva finito per indicare l’imperator, la fonte suprema di ogni potere, e continuò ad essere adoperato dai re germanici anche dopo il crollo dell’Impero romano d’Occidente. Nel contesto dei regni ”romano-barbarici” il titolo di “princeps” fu adoperato anche da alti dignitari e ufficiali palatini, come i maggiordomi del regno franco che, col tempo, finirono per esautorare i sovrani merovingi, privandoli di ogni potere (…) Al cambiamento istituzionale avvenuto a Benevento, Arechi diede adeguata risonanza anche attraverso la moneta, autorizzando nuovi coni con, sul rovescio, la leggenda “Victoria principi”, d’imitazione bizantina, accompagnata dall’iniziale del suo nome – “A” – e, sul dritto, un busto stilizzato con la leggenda “princeps”, indicativa della nuova autorità di cui si era investito. Benevento aveva, per la prima volta, una monetazione totalmente indipendente (…) Ma Arechi, al di là del rivestimento formale dato alla sua autorità, con l’uso di una titolatura aulica e solenne, aveva compiuto un atto di grande rilevanza non solo politica, ma storica, ponendo le premesse della nascita di una compagine politica destinata, tra alterne vicende, a caratterizzare la storia del Mezzogiorno fino alla conquista normanna (…).
Tommaso Indelli (Salerno, 1977). Già Assegnista di Ricerca in Storia Medievale presso l’Università degli Studi di Salerno, ha conseguito, a Pavia, il Dottorato di Ricerca in Diritto Romano e Cultura Giuridica Europea (XVIII ciclo), specializzandosi nella cultura giuridica della Tarda Antichità e dell’Europa medievale. Si occupa di ricerca e problematiche inerenti le strutture e le forme di organizzazione del potere pubblico e statale nel Mezzogiorno medievale, longobardo e normanno (VI-XII secolo). Ha partecipato, in veste di relatore, a convegni nazionali ed internazionali ed è autore di contributi su riviste di settore. Tra le sue monografie, Langobardìa. I Longobardi in Italia (secc.VI-XI) (Padova 2013), Il tramonto della Langobardìa minor. Longobardi, Saraceni e Normanni nel Mezzogiorno (IX-XI sec.) (Salerno 2019), La Giustizia nella Langobardia meridionale tra norma e prassi (Milano-Spoleto 2020), Confini e stranieri nell’Italia longobarda. La disciplina giuridica (VII-X secolo) (Cerro al Volturno (IS) 2022), La condizione del servo nell’Occidente medievale. Aspetti giuridici e sociali (IV-XV sec.) (Salerno 2023).

giovedì 27 luglio 2023

L'esercizio del Duello giuridico tra il VI ed il XIII secolo

L'esercizio del Duello giuridico tra il VI ed il XIII secolo
Ermeneutica e traduzione del Summa de Pugna di Roffredo Beneventano 
di Corrado Tomaselli e Davide Traverso
pp. 164, € 26,00 (Acquista online, clicca qui !)
Independently published. 2023
ISBN-13: ‎ 979-8850908966

L’Esercizio del Duello ordalico analizzato sotto tutti i suoi aspetti: marziale, religioso, sociale, giuridico e storico, a partire dall’alto medioevo. Uno studio di approfondimento sulla monomachia dei Longobardi ed “alla longobarda”, fino alla sua estinzione, supportato dal testo più antico e più importante della storia del Diritto, ovvero la Summa de Pugna di Roffredo Beneventano, qui per la prima volta tradotto in italiano, e dalla preparazione duellistica, duellantistica e duellologica pluridecennale del Centro Studi sul Duello Antico del M° Tomaselli.

Corrado Tomaselli Esperto di Arte delle Armi Bianche si occupa della preparazione del guerriero e dell'uomo d'armi in Duello nell'epoca antica dal tempo di Omero al XVII° secolo. Ha partecipato a convegni internazionali di argomento storico insieme a docenti di università europee come la Universitée Sorbonne, la London University e la Scuola Superiore Normale di Pisa, con interventi specifici sulla sua materia, pubblicati agli atti.Nominato esperto di Armi Bianche Antiche dalla Soprintendenza Per i Beni Artistici e Storici della Liguria ha prestato la sua consulenza a quest'ultima ed a restauratori e storici dell'arte per la datazione ed il restauro di numerosi dipinti e sculture. Lavora come Maestro d'Armi per la Fondazione Lirica Teatro Carlo Felice di Genova. Ha Pubblicato nel 2013 (Steccato Segreto) “Dell'Arte Gladiatoria” presente in venti biblioteche del mondo, da Tokyo a Madrid.Tiene masterclasses presso licei nazionali sul Duello presente nella letteratura e nel teatro. Ha fondato insieme a Davide Traverso il “Centro Studi sul Duello Antico del M° Tomaselli”.

Davide Traverso Laureato a pieni voti e con lode con un corso di laurea specialistica quinquennale in Conservazione dei Beni Culturali ad indirizzo Beni Immobili ed Archeologici, ha partecipato negli anni a numerosi convegni, attività e diverse campagne di scavo archeologico di ambito romano e medievale sul territorio italiano, approfondendo in particolar modo il campo del rilievo archeologico. Laureato con laurea specialistica quinquennale in Architettura con una tesi di progettazione architettonica, ha avuto modo di lavorare su importanti cantieri di costruzione all'estero. Attualmente lavora nel sistema dell'Arte Contemporanea di alto livello. Da sempre appassionato di Storia, Archeologia, Antichità, ed alla figura del Guerriero, dal 1998 frequenta gli insegnamenti del M° Corrado Tomaselli applicando i principi della Archeologia sperimentale alla ricostruzione del Duello e dell'Arte delle Armi.

sabato 22 luglio 2023

Panfilo dei Longobardi

Panfilo dei Longobardi
Il culto di San Panfilo Vescovo e confessore in Abruzzo
di Maria Concetta Nicolai
pp. 184, € 16,50
Edizioni Menabò, 2023
ISBN: 9791281176102
 
Chi è Panfilo, dove è nato e qual è la sua stirpe? Dove è morto mentre era vescovo di Valva, una delle più vaste e potenti diocesi della Provincia Valeria, come allora si chiamava l’area che in seguito prenderà il nome di Abruzzo?

E in che modo la sua figura ha costituito per secoli il riferimento religioso e politico della cultura e dell’economia longobarda in Abruzzo?
E in questo senso che cosa accomuna Ocre a Spoltore, Scerni a Tornimparte e tutte queste antiche città a Sulmona, dove dal IX secolo riposano le sue ossa nella cripta della cattedrale che Trasmondo dei Berardi gli ha innalzato? Ed infine quanto la storia della Regione, è tributaria alla Langobardia minor del Ducato di Spoleto, al Principato di Benevento e al Regno italico di Pavia? A queste domande vuole rispondere questo libro che si aggiunge alla vasta e pregevole letteratura che riguarda San Panfilo Vescovo e Confessore e i Longobardi in Italia.
Maria Concetta Nicolai è nata a Spoleto. Si è laureata in Lettere presso l’Università de L’Aquila, con una tesi di Storia delle Tradizioni popolari.

domenica 2 luglio 2023

Offanengo dei Longobardi

Offanengo dei Longobardi
Archeologia e storia di un territorio della Lombardia centrale tra età romana e Medioevo
a cura di Marilena Casirani
pp. 276, € 59,00
SAP Società Archeologica, 2022
ISBN: 9788899547684
 
Lungo il confine meridionale del ducato longobardo di Bergamo, sulla sponda sinistra del fiume Serio e in connessione con la strada romana che congiungeva Pavia e Brescia, due tra le città più importanti del regno longobardo, si segnala, per ricchezza e complessità, l’insediamento di Offanengo. Attraverso l’analisi multidisciplinare che si è avvalsa dell’indagine archeologica, dello studio della toponomastica, della cartografia storica e delle fonti diplomatico-archivistiche, il volume Offanengo dei Longobardi getta nuova luce su un insediamento attivo fin dall’età romana, nel quale si insediarono genti longobarde che hanno lasciato traccia di sé nelle sepolture con ricco corredo. La vita dell’insediamento e le sue vicende vengono seguite però ben oltre la fase altomedievale, per dipanare le trame relative alla formazione, nel X secolo, di estesi patrimoni fondiari legati ai grandi monasteri e a influenti personaggi del regno italico, connessi anche alla nascita di fortificazioni in terra e legno, nonché chiarire le vicende relative alla nascita della pieve e dei numerosi luoghi di culto oggi scomparsi.
Marilena Casirani si è laureata in Lettere classiche (indirizzo archeologico) presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano conseguendo poi presso lo stesso ateneo il diploma di specializzazione in Archeologia Tardoantica e Medievale e il titolo di dottore di ricerca in Archeologia.

domenica 28 maggio 2023

Il Ducato Longobardo di Benevento

Il Ducato Longobardo di Benevento
Dall'Origo Gentis alla Divisio Ducatis
di Alessio Fragnito, Vincenzo Antonio Grella
pp. 508, € 30,00
Delta3Edizioni, 2023
ISBN: 979-12-5514-116-7

Questo libro ricostruisce la storia dei Longobardi dalla loro origine mitica fino alla loro divisione politica, una divisione che sancì l’inizio della loro lunga decadenza, cercando di mettere in risalto il ruolo che questo popolo ha avuto nella storia d’Italia, nella speranza che possa presto avere il giusto spazio anche nella storiografia ufficiale. Infatti, i Longobardi, considerati “barbari” e “bellicosi”, sono stati spesso studiati e analizzati come se costituissero una parentesi triste e violenta della storia d’Italia, come se si trattasse di un argomento ostico, problematico, pericoloso e marginale. Avendo vissuto durante anni che vengono spesso denominati “secoli bui”, i Longobardi hanno invece segnato non solo la nostra storia, ma anche la nostra lingua, le nostre usanze, le nostre credenze, i nostri rapporti sociali. Considerati colpevoli di aver affossato definitivamente la civiltà romana e di aver ostacolato la sua rinascita per opera dei Carolingi, i Longobardi sono stati marginalizzati dai libri di Storia, finendo spesso per essere liquidati come “cattivi”. Per questo della loro storia, ed in particolare della storia dei Longobardi Beneventani, rimangono pochi accenni nella storiografia di massa e quasi nessuno in quella scolastica. Potrebbe essere effettivamente scomodo cercare di spiegare come e perché Carlo Magno non sia riuscito mai a conquistare il ducato di Benevento e non abbia mai potuto piegare e sottomettere il meridione d’Italia, pur avendo firmato la Promissio Romana con il Papa, promessa scritta che non potè mai mantenere perchè sconfitto militarmente.
Focalizzata sulle imprese dei Carolingi, esaltati come i salvatori dell’identità cristiana e come i continuatori della romanità, la storiografia ufficiale, infatti, non è mai riuscita a prendere atto della forza politica, dell’autonomia culturale e della potenza militare del Ducato longobardo di Benevento. Per questo, basandoci sulle fonti storiche, vogliamo ridisegnare la storia della prima grande entità politica del meridione d’Italia, senza mitizzare, abbellire o ingentilire i Longobardi del Sud, ma presentandoli come erano in realtà: un popolo dalla forte identità ma aperto e dinamico, capace di innescare un processo di rinascita economica, artistica,e soprattutto culturale, sia laica che religiosa, nelle regioni meridionali. Vogliamo mostrarvi le luci e le ombre di un popolo capace di determinare autonomamente il proprio destino, sconfiggendo Carlo Magno, il Papato, l’Impero bizantino e i Saraceni, imbracciando le armi solo ed esclusivamente nel nome dell’ideale che più di tutti li animava: la libertà.

venerdì 19 maggio 2023

Grimoaldo. Storia di un re longobardo

Grimoaldo
Storia di un re longobardo
di Claudio Azzara
pp. 160, € 14,00
Francesco D'Amato Editore, 2023
ISBN: 9788855250337

Nato attorno al 600 in Friuli, prodigiosamente fuggito, ancora bambino, alla prigionia presso gli Avari, che lo avevano rapito con i suoi fratelli, riparato quindi a Benevento per non sottostare allo zio Grasulfo, nuovo duca di Cividale, Grimoaldo riuscì nella nuova sede campana a scalare le posizioni fino a conquistare la stessa carica ducale. In seguito, egli seppe inserirsi con abilità nella lotta per il trono longobardo tra i due pretendenti Godeperto e Pertarito, all’inizio sostenendo il primo, ma infine scalzando entrambi per ottenere per sé la dignità regia. Con lui tutte le terre longobarde, dal nord al sud, furono dunque, per la prima e sola volta, riunite sotto un unico monarca, abile nel governare le diverse regioni pure attraverso una rete di uomini a lui fedeli provenienti dal Mezzogiorno. Tra le sue imprese, anche la guerra vittoriosa contro l’imperatore Costante II, che aveva aggredito il ducato beneventano, e l’opera legislativa a integrazione dell’Editto del predecessore Rotari. Alla sua morte l’unità politica di tutti i Longobardi venne meno, configurando, quindi, in qualche misura il suo regno come una sorte di “occasione mancata” nella storia dell’Italia longobarda.
Claudio Azzara è professore ordinario di Storia Medievale presso l’Università degli Studi di Salerno.

sabato 13 maggio 2023

Il silenzio del cielo

Il silenzio del cielo
I Longobardi e la liturgia milanese di san Michele arcangelo
di Angelo Rusconi
pp. 170, 35,00
Vox Antiqua, 2023
EAN: 9788894417869

Nella liturgia milanese medioevale, la festa di san Michele arcangelo era fissata al giorno 7 settembre; ricordava la dedicazione della chiesa di San Michele in domo, una delle quattro cappelle intitolate agli arcangeli che circondavano la cattedrale invernale di Santa Maria nell’area sacra della metropoli ambrosiana. La dedicazione della basilica, situata presso il palazzo arcivescovile, e la realizzazione di un formulario liturgico per commemorarla sono espressione di un particolare momento storico: la riconciliazione fra i longobardi e i presuli milanesi nel nome dell’arcangelo nella seconda metà del VII secolo. Nello stesso periodo, Michele, nella veste di santo guerriero, fu assunto dai sovrani longobardi come simbolo del potere regale e la sua immagine impressa sulle monete del regno. La liturgia di questa festa comprende testi e melodie in prevalenza di epoca pre-carolingia e rappresenta il frutto dell’incontro fra la tradizione milanese e i Longobardi, in un’epoca di stretti contatti fra il Nord e il Sud. Sono canti che rappresentano la vera musica dell’epoca longobarda.
Angelo Rusconi è laureato con lode in Musicologia nella Scuola di Paleografia e Filologia Musicale dell’Università di Pavia-Cremona e Dottorato di ricerca in Musicologia presso l’Università di Bologna. Si occupa principalmente della musica e della trattatistica medioevale e rinascimentale, del canto ambrosiano e del canto liturgico popolare di tradizione orale. Partecipa a convegni internazionali, pubblica saggi in periodici specializzati, tiene conferenze e seminari in Italia, Europa e Stati Uniti presso istituzioni quali Harvard University (Harvard Mass.), Pontificio Istituto di Musica Sacra (Roma), Bayerische Akademie der Wissenschaften (Monaco), Fondazione Levi e Fondazione Cini (Venezia), Biblioteca Ambrosiana e molte altre.
Fra le pubblicazioni si ricorda la prima edizione degli scritti di Guido d’Arezzo con traduzione, introduzione e commento (Firenze 2005 esaurita, seconda edizione 2008) e il volume dedicato alla tradizione musicale dell’ordine dei Servi di Maria (Lucca 2019, con Marco Gozzi). Insegna storia della musica presso il Civico Istituto Musicale di Lecco e canto ambrosiano al Diploma di Alta Specializzazione in canto gregoriano al Conservatorio di Lugano. Unisce all’attività di ricercatore quella di curatore di progetti culturali con l’associazione Res Musica-Centro ricerca e promozione musicale.

martedì 25 aprile 2023

I Longobardi in Lombardia

I Longobardi in Lombardia
a cura di Gabriele Archetti
pp. 176, € 30,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Studium Edizioni, 2023
ISBN: 978-88-382-5158-4

Nel decennale dell'istituzione del sito seriale Unesco "I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774)", si illustra il significato di tale riconoscimento per il patrimonio storico-culturale lombardo. In particolare, il volume inquadra il fenomeno dell'arrivo dei Longobardi in Lombardia, lo stanziamento, la loro storia e il lascito profondo di civiltà, già a partire dal nome stesso della Regione. Attenzione è riservata alle sedi museali e ai resti archeologici distribuiti sul territorio, a partire dai siti Unesco di Brescia e Castelseprio, senza trascurare il diffuso e di non minore rilevanza patrimonio di altri centri, quali Pavia, Monza, Bergamo, Leno, Sirmione, ecc. Schede, immagini e percorsi di visita rendono questo strumento adatto anche ad una fruizione turistica, informativa e conoscitiva aggiornata della Lombardia "longobarda".
Gabriele Archetti è professore ordinario di storia medievale nella facoltà di scienze della formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; è presidente del Centro studi longobardi, della Fondazione Cogeme e conservatore del Museo Piamarta. Attento alle dinamiche del popolamento, della produzione e del mondo agrario, si occupa dello sviluppo delle istituzioni ecclesiastiche e monastiche nel millennio medievale, studia i temi legati alle fonti materiali nel lungo periodo, quali l’alimentazione come “storia della civiltà”, nell’ambito dell’Europa e del Mediterraneo. Ha diretto e dirige vari progetti a bando, pubblici e privati; è membro di numerose istituzioni scientifiche e culturali, della redazione di periodici di carattere storico e del consiglio scientifico o direttivo di diverse collane editoriali.

sabato 8 ottobre 2022

Longobardi, Franchi e Roma

Longobardi, Franchi e Roma
di Lidia Capo
a cura di Umberto Longo
pp. 152, € 22,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2022
ISBN: 9791254691779 
 
Testimonianza dei principali interessi di ricerca di Lidia Capo – dalla tradizione storiografica dei Franchi agli aspetti culturali e agli assetti istituzionali della società longobarda, con particolare riguardo alla storia monastica e a quella della regalità femminile –, Longobardi, Franchi e Roma condensa, nella sua icastica tripartizione, alcune traiettorie di ricerca che hanno trovato ricapitolazione nello studio di Roma medievale e delle sue fonti. Il volume raccoglie sei studi pubblicati da Lidia Capo tra il 1997 e il 2019, cui si aggiunge un contributo inedito redatto fra il 2020 e il 2021.
Lidia Capo ha insegnato discipline medievistiche nelle Università di Bologna e di Roma Sapienza. I suoi principali temi di ricerca sono la cronachistica, in un arco cronologico e spaziale ampio, la storia dell’università, la storia della società e della cultura dell’età longobarda e, più recentemente, la storia politica e sociale di Roma nel primo medioevo.
Umberto Longo insegna Storia medievale presso la Sapienza - Università di Roma. Si occupa di storia delle istituzioni ecclesiastiche e monastiche e di storia della santità, con particolare riguardo alla funzione delle fonti agiografiche nei rapporti tra santità, istituzioni e politica.

martedì 20 settembre 2022

Guerrieri & cavalieri

Guerrieri & cavalieri
Racconti di avventura dall'antica Roma al Medioevo
di Valerio Massimo Manfredi
pp. 232, € 17,00
Mondadori, 2022
EAN: 9788804754510
 
L'incontro fra due eroi: Annibale e Scipione, i più grandi condottieri dell'antichità, si ritrovano faccia a faccia nove anni dopo l'epica battaglia di Zama. Un tribuno romano è impegnato in un avventuroso viaggio sulla via Appia e involontariamente viene coinvolto in uno dei gialli più intricati della Roma repubblicana. Un abile soldato al seguito del console Attilio Regolo è costretto ad affrontare un nemico mostruoso e invisibile, responsabile della strage dei soldati in un accampamento. Un Romano e un Longobardo si fronteggiano per una questione di diritto di confine, dietro la quale in realtà si celano motivazioni inaspettate. Un templare sulla strada per Roncisvalle affida a un cavaliere una missione segreta e irta di pericoli, ma vitale per la sopravvivenza della cristianità. Cinque racconti avvincenti che hanno gli ingredienti delle grandi storie: avventura, mistero, battaglie e colpi di scena. Un viaggio epico attraverso i secoli, dall'antica Roma all'epoca della cavalleria, nati dalla penna di uno dei più grandi autori del nostro tempo.
Valerio Massimo Manfredi è un archeologo specializzato in topografia antica. Ha insegnato in prestigiosi atenei in Italia e all’estero e condotto spedizioni e scavi in vari siti del Mediterraneo, pubblicando in sede accademica numerosi articoli e saggi. Come autore di narrativa ha pubblicato con Mondadori i romanzi: Palladion, Lo scudo di Talos, L’Oracolo, Le paludi di Hesperia, La torre della Solitudine, Il faraone delle sabbie (premio Librai città di Padova), la trilogia Alèxandros pubblicata in trentanove lingue in tutto il mondo, Chimaira, L’ultima legione, da cui è tratto il film prodotto da Dino De Laurentiis, L’Impero dei draghi, Il tiranno (premio Corrado Alvaro, premio Vittorini), L’armata perduta (premio Bancarella), Idi di marzo (premio Scanno), Otel Bruni, i due volumi de Il mio nome è Nessuno, Teutoburgo, Quinto comandamento e Antica madre. Inoltre, tre raccolte di racconti e alcuni saggi, fra i quali Le meraviglie del mondo antico. Conduce programmi culturali televisivi in Italia e all’estero, e collabora con diverse prestigiose testate.

mercoledì 7 settembre 2022

Tracce longobarde all'isola d'Elba

Tracce longobarde all'isola d'Elba
di Silvestre Ferruzzi
pp. 112, € 12,00
Persephone Edizioni, 2022
EAN: 9788898625949
 
Cenni storici sulla presenza longobarda in Toscana e all'isola d'Elba con particolare attenzione ai toponimi ancora presenti che avvalorano la loro presenza sull'isola dell'Arcipelago Toscano.
Nel VII secolo l'isola passò ai longobardi. Ma i nuovi dominatori erano diversi dagli avi che erano calati in Italia secoli prima: la svolta di Teodolinda e l'editto di Rotari avevano mitigato i loro costumi, favorendo un governo più illuminato. Nel secolo e più di loro amministrazione è probabile che la società elbana tornasse a respirare, con un reincremento demografico e lo sviluppo di nuovi centri. Non rimangono testimonianze dirette dei longobardi sull'isola, ma le loro tracce sono impresse in molti toponimi, come la località Gualdo (dal germanico wald) vicino a Capoliveri.
Silvestre Ferruzzi è nato nel 1976 ed è architetto. Autore di pubblicazioni sull’isola d’Elba dal carattere etno-ambientale, Synop-tika, Caprili dell’Elba, Castagneti dell’Elba, Formazioni rocciose dell’Elba occidentale, Historia minor, Cavoli, Capo Sant’Andrea, Chiessi, Fetovaia, Terre d’occidente e altre memorie, toponomastico, Signum, e storico, Pedemonte e Montemarsale. Ha fondato il museo etnografico «Casalino del Castagno» insieme all’ecomuseo «Vicinale del Tenditoio» presso Poggio.

martedì 16 agosto 2022

Confini e stranieri nell’Italia longobarda

Confini e stranieri nell’Italia longobarda
di Tommaso Indelli
pp. 124, € 35,00
Volturnia Edizioni, 2022
EAN:  9788831339728 
 
L’analisi degli ordinamenti giuridici e amministrativi del regno e dei principati longobardi del Mezzogiorno d’Italia consente di fare chiarezza sulla reale natura dei confini politico-territoriali di alcune delle compagini politiche più significative dell’Europa altomedievale. Un’indagine del genere dovrebbe mirare a contestualizzare e a storicizzare le relative problematiche, evitando paragoni insostenibili con le entità statuali odierne, frutto di un processo di progressivo accentramento dei poteri di governo, iniziato in epoca tardomedievale e proseguito, con successo, in età moderna e contemporanea (XVI-XIX secolo), a scapito delle autonomie locali e delle aristocrazie fondiarie. La contestualizzazione è d’obbligo in tale materia, perché è ovvio che sia totalmente improponibile alcuna seria comparazione diacronica tra i regni altomedievali e le compagini politiche odierne, risultanti dalla combinazione sinergica di tre fattori: territorio, nazione, sovranità.
Tommaso Indelli è Assegnista di Ricerca in Storia Medievale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno. Si occupa di storia del Mezzogiorno medievale longobardo e normanno (VI-XII sec.). Di formazione storico-giuridica, specializzatosi a Pavia con un dottorato sulla cultura giuridica della Tarda Antichità e dell’Europa medievale, si occupa di ricerca e problematiche inerenti le strutture e le forme di organizzazione del potere pubblico e statale. Tra le sue monografie: Bellum Piraticum e pirateria. Aspetti giuridico-politici del fenomeno piratico dall’età Romana al XVIII secolo; La conquista normanna del Meridione d’Italia. Dall’arrivo dei primi conquistatori alla fondazione del Regno; La condizione del servo nell’Occidente medievale. Aspetti giuridici e sociali (V-XV sec.); Strutture socio-politiche dell’Italia Meridionale nel XII secolo, da Ruggero II a Guglielmo II (1105-1189), I Bizantini nel Mezzogiorno d’Italia (VI- XI sec.) Istituzioni, politica e società; Storia politica della Langobardia minore. I Principati di Benevento, Salerno e Capua (VI-XI sec.); Arechi II, un principe longobardo tra due città; Langobardìa. I Longobardi in Italia (VI-XI sec.); Odoacre. La fine di un impero (476 d. C.); Il tramonto della Langobardìa minor. Longobardi, Saraceni e  Normanni nel Mezzogiorno (IX-XI sec.). Collabora con alcune riviste di settore, quali “Medioevo”, “Rassegna Storica Salernitana”, “Salternum. Rivista di informazione storica, culturale e archeologica”, “Rivista di Storia della Chiesa in Italia”.