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venerdì 5 agosto 2022

Re Riccardo Cuor di Leone ad Anzio, Nettuno e Astura

Re Riccardo Cuor di Leone ad Anzio, Nettuno e Astura
Nel contesto della III Crociata
di Eugeio Bartolini
pp. 64, € 15,00
Gangemi Editore, 2022
EAN: 9788849241600
 
Tutto ha avuto inizio quasi per caso, partendo da alcuni brevi cenni storici sul passaggio di Re Riccardo Cuor di Leone a Nettuno. Ma nulla corrispondeva nelle prime fonti consultate, a cominciare dall'anno in cui ciò era avvenuto. Poi, come nella soluzione di un giallo storico, via via le nebbie si diradavano anche se altre questioni si aprivano. Cosí è stato come compiere un viaggio indietro nel tempo, ed è emersa la necessità di inquadrare storicamente l'evento, nel contesto più generale dell'itinerario compiuto dal Re d'Inghilterra alla volta della Terrasanta per la Terza Crociata. Rocambolesca l'andata, drammatico il ritorno. Una figura intrigante quella di Riccardo Cuor di Leone, un eroe divenuto leggenda.
 
Eugenio Bartolini, è nato a Latina nel 1964. È docente di Liceo di Italiano, Latino, Storia e Geografia. È stato nominato dal Ministro dell'Istruzione nella Commissione dei Saggi per la riforma della scuola. Ha fatto parte di comitati tecnico-scientifici nazionali. Conferenziere internazionale ed autore di numerosi articoli e pubblicazioni, ha organizzato innumerevoli eventi culturali. Nel 2015 ha pubblicato con la Gangemi Editore il romanzo L'ordine del tempio moderno. 

domenica 25 ottobre 2020

Il sultano Saladino

Il sultano Saladino
Tra vita e leggenda
di Jonathan Phillips
pp. 552, € 32,00
Mondadori, 2020
ISBN: 9788804718499
 
La fama di Saladino in Occidente affonda le sue radici nel 1187, quando «il re vincitore» riconquistò Gerusalemme sconfiggendo i cristiani, che la detenevano da quasi novant’anni. Nonostante li avesse sconfitti, il sultano si guadagnò il rispetto e l’ammirazione dei «franchi» perché non si era lasciato andare al massacro efferato dei nemici, in stridente contrasto con le violenze brutali e ingiustificate perpetrate dagli eserciti della Prima crociata.
Jonathan Phillips, uno dei maggiori esperti di storia delle crociate, parte da qui per riscoprire le origini lontane dell’eccezionale popolarità di cui godette Saladino, indagando una vasta quantità di fonti arabe ed europee. In due decenni, il fondatore della dinastia degli Ayyubidi unificò Egitto e Siria, dando vita a un impero compatto e leale che abbracciava tutto il Vicino Oriente.
Affrontò la rabbia prorompente dei soldati della Terza crociata, tra le cui file spiccava Riccardo Cuor di Leone, e fu ricordato, nelle cronache coeve e nei resoconti successivi, come un uomo generoso, onesto, devoto e colto. Il suo animo quasi cavalleresco lo rese un condottiero stimato al punto da meritarsi un posto tra gli spiriti di grande valore della Divina Commedia, impossibilitati a salvarsi soltanto perché non cristiani.
Tolleranza, sobrietà e generosità furono le virtù che rinvigorirono il suo prestigio nel XIX secolo, quando la fascinazione europea verso il Medioevo fu condivisa da storia, letteratura e teatro. La sapienza militare e politica, che non risparmiò di contrastare gli eretici e gli infedeli con un obiettivo unificatore, fu invece alla base della celebrità del sultano, assurto a simbolo della resistenza e della vittoria sull’Occidente invasore, nella cultura di massa del mondo islamico.
Saladino ebbe un ascendente ancora maggiore quando il nazionalismo arabo cominciò la sua ascesa e Nasser, Saddam Hussein, bin Laden cercarono di sfruttarne l’eredità richiamandosi a lui nei modi più disparati. A seconda dei casi, dunque, Saladino fu ricordato come un sovrano mite ed erudito, oppure spregiudicato e senza scrupoli.
Il sultano Saladino ci consegna un resoconto prezioso, spogliato di qualsiasi pregiudizio, di un uomo che dopo otto secoli può ancora contare su un’eredità vibrante che mescola storia e leggenda, e ci aiuta a capire quanto possa essere ambiguo, nella contemporaneità, il travisamento della realtà storica.
Jonathan Phillips è professore di Storia delle crociate al Royal Holloway dell'Università di Londra. Già autore di numerosi libri sul tema, collabora con BBC History e History Today ed è co-curatore della rivista accademica «Crusades».

domenica 8 aprile 2018

Come organizzare una crociata

Come organizzare una crociata
di Christopher Tyerman
pp. 540, € 26,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Utet, 2018
ISBN: 9788851157555
 
Nel 1190 Riccardo I d’Inghilterra spediva verso la terza crociata diecimila uomini e una flotta di cento navi che, stando alle cronache, ospitava circa cinquemila cavalli. Può sembrare un dettaglio secondario, ma per ogni animale bisognava prevedere una scorta di dodici ferri, ognuno dei quali pesava circa 350 grammi; i sessantamila ferri da cavallo necessari pesavano quindi più di 20 tonnellate. Durante la traversata ogni cavallo doveva poi essere curato, nutrito e dissetato, e ogni giorno produceva circa 50 chili di letame, che andavano smaltiti con regolarità.
Ma l’epopea delle crociate è talmente densa e complessa che nei libri di storia non si arriva mai a questo livello di dettaglio: dalla chiamata alle armi del papa di turno si finisce subito sul campo di battaglia o al tavolo delle trattative, alle spartizioni e agli strascichi, agli avanzamenti e ai cambi di potere in Terra santa. In Come organizzare una crociata Christopher Tyerman, massimo esperto nel campo, dimostra che invece la verità storica (se non il diavolo o il buon Dio) sta proprio nei dettagli.
Le crociate erano infatti una gigantesca macchina organizzativa e politica: non solo l’accurata scelta del casus belli e la ricerca di alleanze, finanziamenti e comandanti, ma anche l’arruolamento di soldati, la raccolta di armi, vettovaglie e cavalli e il loro trasporto dall’altra parte del Mediterraneo erano parte di una complessa organizzazione che nulla lasciava al caso, qualcosa di molto diverso dall’immagine “brancaleonesca” e stereotipata che ne abbiamo oggi.
Non solo: erano un’impresa che portava l’hortus conclusus dell’Europa medievale alla scoperta di mondi lontanissimi per usi e costumi, che muoveva migliaia di persone e inventava nuovi modi per diramare notizie, fare propaganda, raccogliere tasse e disegnare mappe, e che di fatto univa e metteva a confronto i popoli proprio mentre sembrava dividerli a fil di lama.
Mentre ci addentriamo nelle pagine meticolose e divertenti del libro, ricche di aneddoti e curiosità, il fenomeno storico delle crociate si libera delle tinte irrazionali e barbare con cui il razionalismo illuminista ce lo ha sempre ritratto: le “guerre di Dio” erano fondate su una particolarissima forma di razionalismo pragmatico, che per certi versi, e in modi tortuosi, avrebbe poi gettato le basi della nostra modernità.
Christopher Tyerman ha insegnato Storia medievale all’Hertford College di Oxford per 27 anni ed è tra i massimi esperti mondiali delle crociate. Nel 2015 l’Università di Oxford ha premiato la sua decennale attività di ricerca attribuendogli la cattedra di Storia delle crociate presso il New College. Le sue opere sono state tradotte in tedesco, spagnolo e portoghese; in italiano sono apparsi L’invenzione delle crociate (Einaudi, 2000) e Le guerre di Dio. Nuova storia delle crociate (Einaudi, 2012).

sabato 1 luglio 2017

Le tredici spine sanguinanti della corona di Cristo

Le tredici spine sanguinanti della corona di Cristo
di Guido Ferrari
pp. 104, € 15,00
Ergra Edizioni, 2017
ISBN: 978-88-8163-976-2

"Le tredici spine - dal Gargano alla Baviera” è il ventisettesimo romanzo pubblicato dall’autore e rappresenta, con il suo quinto e sesto capitolo, la continuazione del primo volume, pubblicato nel 2007, che ne conteneva i primi quattro.
La trama si svolge interamente nel 1228 e narra di vicende e personaggi meno conosciuti rispetto al primo, si parla, infatti, di fatti poco noti ai lettori quali l’amore impossibile tra suor Lucia ed il cavaliere crociato al Passo della Badessa, la leggenda di Giuseppe di Arimatea e quella del Perceval, l’oscura e misteriosa storia della papessa Giovanna, la dura prigionia di Riccardo Cuor di Leone nella prigione della fortezza di Dürnestein ed ulteriori avvenimenti.
A questo libro ne seguiranno altri tre della stessa serie ma ambientati, rispettivamente, in terre tedesche, inglesi e portoghesi ove terminerà definitivamente la lunga storia svolta in cinque volumi.
Guido Ferrari nasce nel 1957 ad Albenga in una caldissima giornata di fine luglio.
Nella città ingauna frequenta la scuola media Dante Alighieri e poi ottiene la maturità al liceo scientifico “Giordano Bruno”. Qui scopre la passione per la letteratura ed abbozza il suo primo romanzo. Frequenta la facoltà di Economia e Commercio all’Università di Genova durante i terribili “anni di piombo”. Una mattina giunge a piedi solo alcuni istanti dopo l’esecuzione del Procuratore Capo della Repubblica Francesco Coco e della sua scorta.
Per l’improvvisa quanto prematura scomparsa del padre è costretto a lasciare Genova ma riesce ugualmente a conseguire la laurea come studente lavoratore.
Abita a Ceriale ove lavora ed ove dedica tutto il residuo tempo libero alla letteratura e all’assistenza gratuita dei giovani in grave difficoltà esistenziale.

venerdì 12 maggio 2017

Imprevisti e altre catastrofi

Imprevisti e altre catastrofi
Perché la storia è andata come è andata
di Glauco Maria Cantarella
pp. 204, € 26,00
Einaudi, 2017
ISBN: 9788806232603

Alarico muore all'improvviso, i Visigoti finiscono per andare in Spagna e la storia della Spagna sarà quella che conosciamo. Ottone III muore d'un tratto, il suo progetto di ridisegnare e circoscrivere il Patrimonium Beati Petri finisce con lui e la storia sarà, sul lungo periodo, quella dello Stato della Chiesa. Guglielmo II d'Altavilla muore di colpo e il Regno di Sicilia finisce a Enrico VI di Svevia; ma anche Enrico VI muore all'improvviso e il Regno passa sotto la tutela del papa prima di arrivare nelle mani di Federico II; che a sua volta morirà bruscamente proprio alla vigilia della sua vittoria sul papa. Quante aspettative sono finite nell'abisso perché qualche evento inaspettato ha impedito che prendessero la piega desiderata? Imprevisti e altre catastrofi tratta principalmente di storia medievale, ma con qualche scorribanda nella storia precedente e successiva, raccontando alcune circostanze che hanno impedito alla storia di essere diversa da come è stata. Che ci piaccia o non ci piaccia, la storia è andata e sta andando cosí come è andata e sta andando. Piaccia o non piaccia alla cosiddetta storia controfattuale.
La storia non si può scrivere per schemi: gli schemi possono essere utili per inquadrare, cogliere analogie, proporre paradigmi di interpretazione. Ma la storia è costituita di eventi, che sono concreti anche se non possono essere colti nella loro fattualità. Un paradosso solo apparente: questi fatti spesso sono «irrazionali », ma al tempo stesso sono razionali benché abbiano avuto un'origine irrazionale: cosa c'è di piú razionale e prevedibile infatti della morte? E che cosa di piú «irrazionale» che le morti improvvise, impreviste, che troncano qualunque possibilità di sviluppi − concreti − già programmati?
È negli eventi e nel loro corso che occorre cercare per trovare la cifra della loro comprensione. Negli eventi come sono andati, non come sarebbero potuti andare. Morti eccellenti, battaglie, situazioni che si sono capovolte in pochissimo tempo, a volte in poche ore, e che hanno determinato il futuro; protagonisti che ricompaiono perché morti, battaglie ed eventi sono anelli della medesima catena, quella della vita prima ancora che della storia. Per questo si ritroveranno a piú riprese, in questo libro, ad esempio, gli imperatori Enrico IV, Enrico VI, Federico II, il famoso Riccardo Cuor di Leone, il normanno Roberto il Guiscardo, Bonifacio di Canossa, il lorenese Goffredo il Barbuto, i papi Leone IX e Gregorio VII. Sia chiaro: non sempre gli imprevisti debbono essere catastrofici, a volte possono essere persino apocalittici nel senso piú stretto del termine, cioè rivelatori.
Glauco Maria Cantarella, storico del medioevo, ha insegnato Storia medievale, Storia dell'Europa medievale e Istituzioni politiche medievali all'Università di Bologna. Per Einaudi ha pubblicato il fortunato volume I monaci di Cluny (la cui ultima edizione è del 2006), Principi e corti. L'Europa del XII secolo (1997), Manuale della fine del mondo (2015) e Imprevisti e altre catastrofi (2017).

sabato 22 ottobre 2016

Le grandi battaglie delle crociate

Le grandi battaglie delle crociate
di Enzo Valentini
pp. 432, € 12,00
Newton Compton, 2015
ISBN: 978-88-541-9489-2

Tre secoli di guerre che cambiarono la storia.
Lo scontro totale tra Islam e cristianesimo che insanguinò il medioevo.
La storia delle battaglie tra Islam e cristianesimo è una lunga scia di sangue, che visse la sua fase più acuta nei tre secoli circa in cui si concentrarono le crociate. La prima di queste imprese, ricche di epica quanto di meschinità e crudeltà, portò gli occidentali alla conquista di Gerusalemme nel 1099, grazie alle gesta di condottieri come Goffredo di Buglione e suo fratello Baldovino I. Ma meno di un secolo e una crociata dopo il Saladino recuperò la Città Santa all’Islam e sottrasse ai Franchi, come venivano chiamati in Oriente i cavalieri provenienti dall’Europa, gran parte delle loro terre. I crociati tentarono una reazione con alcuni dei più grandi condottieri dell’epoca, come Federico Barbarossa e Riccardo Cuor di Leone, ma nonostante gli sforzi i possedimenti cristiani si sarebbero progressivamente e irrimediabilmente erosi, fino a scomparire del tutto in Terrasanta. Dopo di allora, i cristiani si sarebbero dovuti preoccupare di fronteggiare l’avanzata musulmana nel cuore dell’Europa, andando incontro a nuove, devastanti disfatte come a Nicopoli e Varna.

Gli eserciti, gli scontri campali, gli assedi, i protagonisti di una terribile pagina di storia.
Tra le battaglie trattate:
• L’antefatto: Manzikert (1071)
• Alla volta di Gerusalemme: Antiochia (1097-1098)
• L’assedio e la conquista: Gerusalemme (1099)
• Il vento dell’Islam: Corni di Hattin (1187)
• La crociata del Leone: Arsuf (1191)
• Le battaglie anomale: Costantinopoli (1203-1204)
• Ai confini della Cristianità: Šiauliai (1236)
• Le spedizioni del re Santo: Damietta (1249)
• La fine d’Outremer: San Giovanni d’Acri (1291)
• Le crociate sul mare: Rodi (1306-1309)
• Gli ultimi fuochi: Nicopoli (1396)

Enzo Valentini è saggista storico, si occupa da trent’anni di Medioevo e di Storia templare. Oltre agli interventi per conferenze e convegni, è autore di libri sull’argomento e di articoli per riviste specialistiche. Dal 1985 è segretario nazionale della Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani ( LARTI). Con la Newton Compton ha pubblicato Storia segreta dei templari e Le grandi battaglie delle crociate.

domenica 28 agosto 2016

Riccardo Cuor di Leone

Riccardo Cuor di leone
La maschera e il volto
di Roberto Romano
pp. 168, € 15,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Graphe.it Edizioni, 2016
ISBN: 9788893720007
 
Nell’immaginario collettivo, dentro e fuori della Gran Bretagna, Riccardo I «Cuor di Leone» è assurto a simbolo dello chevalier sans peur et sans reproche. Fu uno dei più grandi condottieri inglesi, un soldato di altissimo valore e di ineguagliabile ardimento; sempre fra i primi, con l’esempio trascinava i suoi uomini a nuovi atti di eroismo. Quest’immagine stereotipata, veicolata dalle ballate anglo-sassoni, ha trovato la sua più compiuta sublimazione letteraria nell’Ivanhoe di sir Walter Scott, ma l’indagine storiografica ha, da tempo, di molto sfrondato tali romanticherie.
In questo libro si viene a dimostrare che, nei fatti, Riccardo dovette indossare una «maschera» – che egli stesso si impose, data la sua personale posizione – del re cristiano, generoso, benefattore, mistico soldato della Crociata, sotto la quale stava il «volto» autentico di un normanno, crudele, selvaggio, sanguinario, volubile, avido di ricchezze. Le sue azioni, nel bene e nel male, risentono del contrasto fra essere e apparire, fra il suo status di re e i suoi impulsi celati. Talora prevaleva la maschera, talora il volto: donde l’evidente contraddittorietà dei suoi comportamenti.
Roberto Romano (1949), dopo la laurea in lettere presso l’Università di Napoli è stato assistente di Filologia bizantina presso la medesima Università per poi insegnare la stessa materia presso l’Università della Calabria. È stato docente di Paleografia greca e Filologia bizantina presso l’Università di Salerno e di Filologia grecomedievale e neogreca, Civiltà bizantina e Storia bizantina presso l’Università «Federico II» di Napoli.
Tra le sue principali pubblicazioni si ricordano: Parerga. Contributi filologici (2003), l’edizione critica del Timarione dello Pseudo-Luciano (1974), dei Carmi di Nicola Callicle (1980) e delle Epistole di Costantino Acropolita (1991). Ha curato la traduzione di In difesa dei templi di Libanio (1982), delle Omelie per Eutropio di Giovanni Crisostomo (1987) e della Ginecologia di Aezio Amideno per il volume miscellaneo Medici bizantini della utet (2006), casa editrice per la quale in precedenza aveva curato l’antologia di testi La satira bizantina dei secoli XI-XV (1999).