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sabato 19 aprile 2025

La sfida dei re

La sfida dei re
1283, Angiò contro Aragona
di Fulvio Delle Donne
pp. 144; € 16,00
Laterza, 2025
EAN: 9788858157619
 
1283: è da poco scoppiata la rivolta del Vespro siciliano che vede contrapposti il re Carlo d’Angiò e il re Pietro III d’Aragona. Quel conflitto politico-economico per il dominio di territori, rotte commerciali e mercati infiamma tutto il Mediterraneo. Si decide che sarà un duello tra i due sovrani a definirne gli esiti. Precisissimi trattati regolamentano nel dettaglio ogni cosa. Il suggestivo apparato scenografico, ispirato alle più nobili imprese cavalleresche dei romanzi, è costruito per colpire l’immaginazione del mondo intero. Oltre ai due re, partecipano indirettamente alcuni personaggi straordinari come il papa Martino IV, il re d’Inghilterra Edoardo I e Stefano di San Giorgio, abile diplomatico e anche temibile 007 ante litteram. A Bordeaux, luogo destinato a ospitare l’atteso e sbalorditivo duello, chi perderà andrà via lasciando sul campo dignità, onori e titoli, o almeno è quanto tutti credono. Ma davvero gli interessi delle nazioni si sottometteranno alle regole della cavalleria? O si tratta solo di una spettacolare messa in scena?
Fulvio Delle Donne è professore ordinario di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli Studi della Basilicata. Nella sua ampia produzione scientifica coniuga metodi e interessi filologico-letterari con quelli storici, coprendo un arco cronologico che va dal VI al XVI secolo.

mercoledì 19 giugno 2024

I due Ladroni e i quattro Re

I due Ladroni e i quattro Re
Storie oltre il Medioevo
di Massimo Oldoni
pp. 224; € 35,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Donzelli Editore, 2024
ISBN: 9788855225632

I protagonisti di questo libro sono come sei personaggi «in cerca d’autore» sul palcoscenico della Storia. Sono i Tre Re sapienti venuti da lontano e giunti a Betlemme seguendo una stella. E sono i due Ladroni, crocefissi alla sinistra e alla destra di Gesù, ultimi a parlargli. E c’è un quarto re fantasma, che si fa chiamare Prete e manda al mondo una Lettera gentile e minacciosa: sulle sue terre sconfinate nessuno ha più potere di lui. Sono le figure fuggevoli di una condizione umana che supera i limiti temporali degli eventi e celebra gli atti del Bene o le stirpi di Caino. Il viaggio sulle loro tracce va al di là del Mediterraneo, attraversa popoli e paesi verso la Terrasanta, dall’Eurasia all’Africa e al Medio ed Estremo Oriente, mentre le voci, le tradizioni orali e i racconti popolari descrivono un mutevole universo. Ebraismo, Cristianesimo e Islam misurano l’immenso orizzonte di deserti, regioni e distanze mai percorse prima. Questo brulicare di presenze, comunità, linguaggi e abitudini perenni trasmette emozioni che giungono fino ai tempi nostri. Dalla Galilea di Erode e Ponzio Pilato si arriva all’Europa di Goethe, Kafka, Pirandello e Beckett, fino alle strade di Mosca raccontate da Bulgakov. E sempre la domanda ritorna: è bastata la nascita del bambino di Betlemme a cambiare il mondo? Occidente e Oriente se lo chiedono ancora. E se lo chiede la letteratura fra Vangeli, antichi testi, Apocrifi, opere medievali e Libro dei Tre Re, qui tradotto integralmente. Le genti di perdute città, i nomadi delle steppe dell’Asia centrale mandano notizie di sconosciute realtà fra paure, speranze e misteri. Così, ogni anno, i Tre Re si mettono in viaggio per il più antico pellegrinaggio del tempo nuovo. Ogni anno la Lettera del Prete re provoca e ammalia i nemici e, ogni anno, i due Ladroni, crocefissi con Gesù, muoiono insieme a lui, ripetendo il dramma della sofferenza umana o l’ansia incessante per la salvezza. I sei personaggi mettono in discussione i temi del Bene e del Male. Sono attori sempre in scena: la loro storia sta fissata in una realtà che ancora oggi, più di duemila anni dopo, riguarda tutti.
Massimo Oldoni, storico e autore di fama internazionale, apre con i suoi libri prospettive nuove su letteratura e storia del Medioevo, sull’analisi dei testi, l’immaginario medievale e i circuiti delle culture orali e popolari. Tra gli ultimi libri: La Storia dei Franchi di Gregorio di Tours, 2 voll. (2005), Gerberto e il suo fantasma (2009), Il mathematicus di Arles (2015), L’ingannevole Medioevo, 2 voll. (2017), Gloria Magistri (2018), La Famiglia di Arlecchino (2021), L’incantesimo della scienza (2022), L’ora del tè (2022), Essere Marta nel Medioevo (2023), Le tre culture del Medioevo (2023).

domenica 9 giugno 2024

Il «miracolo» dell'olio

Il «miracolo» dell'olio
Dal «vangelo» di Augusto all'unzione dei re medievali
di Orazio Licandro
pp. 256; € 20,00
Baldini+Castoldi, 2024
EAN: 9791254941553

«Licandro ricostruisce un filo di pratiche e tradizioni relative al “sacro” che parte dall’olio miracoloso scaturito presso il Tevere nel 38 a.C. e giunge agli imbarazzanti rituali medievali ancora oggi in uso alla corte d’Inghilterra.» (Dalla prefazione di Luciano Canfora)
Veniva da Gerusalemme l’olio crismale usato dall’arcivescovo di Canterbury il 6 maggio 2023 durante la solenne cerimonia di incoronazione di Carlo III nell’abbazia di Westminster. Il fatto che ancora nel terzo millennio il rituale di investitura di una delle più blasonate monarchie europee sia legato all’olio sacro proveniente dalla Terra Santa dimostra come la nostra modernità, pur con i suoi profondi e continui cambiamenti, sia avida di rituali e simboli eterni. E cos’è l’olio crismale se non un rito e un simbolo antico che rimanda direttamente a Gesù Cristo, l’Unto, e ancora prima ad Augusto, il fondatore dell’Impero romano? Orazio Licandro ci accompagna in un appassionante viaggio a ritroso in cui l’olio sacro è protagonista delle cerimonie di investitura di re e imperatori, sino a Napoleone, incoronato due volte, prima a Nôtre-Dame e poi nel Duomo di Milano, passando per Carlo Magno e la celebre notte di Natale dell’800, quando papa Leone III lo nominò imperatore dei Romani, aprendo una vera e propria crisi diplomatica con Costantinopoli. Quella dell’olio crismale è una storia antica e insieme modernissima, un racconto affascinante di uno degli elementi forse meno noti ma più significativi della cultura del nostro mondo.
Orazio Licandro, professore ordinario all’Università di Catania, insegna varie discipline antichistiche presso il dipartimento di Scienze Umanistiche e presso il Corso di Alta Formazione in Diritto Romano della Sapienza di Roma. Ha condotto ricerche a Monaco di Baviera e ha insegnato in diverse università italiane ed estere (in Spagna e Cina). La sua vasta produzione scientifica spazia dalla storia politica e del costituzionalismo antico alla storia del libro antico e della tradizione del testo. Dirige diverse collane monografiche e, con Oliviero Diliberto, Claudia Giuffrida e Meiling Huang, la rivista «Codex. Giornale romanistico di studi giuridici, politici e sociali». Per Baldini+Castoldi ha pubblicato Cesare deve morire (2022).

mercoledì 14 febbraio 2024

I Re Poeti

I Re Poeti
Atti del Convegno Internazionale L’Aquila (16-17 marzo 2022)
A cura di Paolo Canettieri, Magdalena Leon Gomez, Lucilla Spetia
pp. 452; € 75,00
L'ERMA di Bretschneider, 2023
ISBN: 9788891332554

Il Convegno internazionale organizzato in concomitanza della mostra promossa dal Consello da Cultura Gallega su Alfonso X e la Galizia svoltasi all’Aquila, è stata l’occasione per un confronto tra specialisti di diversa provenienza (Italia, Francia e Spagna) sui re del Medioevo romanzo che furono anche poeti, tutti debitori nella loro attività di scrittura della grande lezione della scuola dei trovatori, cui si deve la formazione sentimentale dell’Europa. I contributori hanno così esaminato la produzione di Riccardo Cuor di Leone, re d’Inghilterra;Thibaut de Champagne re di Navarra; l’imperatore Federico II; Alfonso X re di Castiglia; Carlo d’Angiò re di Sicilia; infine Don Denis re di Portogallo. Inoltre si è scelto anche di volgere lo sguardo alla produzione del re anglosassone Alfredo in una volontà interdisciplinare di allargare l’orizzonte di studio e di confronto. Particolarmente importante è lo spazio riservato alla componente musicale delle liriche, elemento consustanziale alla produzione poetica medievale.
Paolo Canettieri è prof. ordinario di Filologia e linguistica romanza alla Sapienza. Si occupa di letterature medievali (provenzale, francese, galego-portoghese e italiana), con particolare riguardo alle strutture formali, alla storia delle idee, delle mentalità e alla dimensione prosopografica. Ha scritto su Guglielmo IX, Jaufre Rudel, Arnaut Daniel, Iacopone da Todi, Dante Alighieri, Francesco Petrarca. Ha inaugurato la prospettiva degli studi filologici in direzione cognitiva.
Lucilla Spetia è professore associato di Filologia e linguistica romanza all’Università dell’Aquila. Si occupa di letterature francese e provenzale medievali in rapporto con la coeva produzione mediolatina, in particolare nell’ambito della lirica, dei canzonieri francesi esemplati o giunti in Italia, del genere pastorella, e del troviere Thibaut de Champagne; mentre, nell’ambito della scrittura narrativa, dell’Yvain di Chrétien de Troyes, dell’anonimo Partenopeus de Blois, e della chantefable Aucassin e Nicolette.

martedì 8 maggio 2018

Monaci e contadini. Abati e re

Monaci e contadini. Abati e re
Il monastero di Nonantola attraverso l’archeologia (2002-2009)
a cura di Sauro Gelichi, Mauro Librenti, Alessandra Cianciosi
pp. 418, € 80,00
All'Insegna del Giglio, 2018
ISBN: 9788878148574

Il sesto volume delle ricerche condotte dall’Università di Venezia a Nonantola in questi anni è dedicato al monumento forse più importante della provincia di Modena per il periodo medievale e per la storia non solo architettonica, ma politica, religiosa e civile dell’intera regione: l’abbazia di S. Silvestro, la cui fondazione nel 752, ad opera di Anselmo, cognato del re longobardo Astolfo, segna anche una svolta culturale, con l’indebolimento di ogni influenza bizantina, ormai delegata al ruolo di Venezia, e l’inclusione dell’Italia settentrionale nell’ambito degli imperi centro europei, prima sotto i Franchi, poi sotto i Germani. La ricerca archeologica viene declinata sotto tutti i tuoi aspetti e rappresenta bene il contributo che questo tipo di ricerche può dare alla ricostruzione storica, non solo recuperando e acquisendo elementi importanti per la storia stessa dell’abbazia dal punto di vista strutturale ed architettonico, ma recuperando tutti gli aspetti della vita sociale, delle condizioni economiche, degli aspetti culturali in senso lato della comunità dei monaci per secoli, dall’VIII al XII (Luigi Malnati).