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martedì 27 maggio 2025

Rimini città ducale della Pentapoli

Rimini città ducale della Pentapoli
Processi di trasformazione del paesaggio rurale in Romània dal Tardoantico al basso Medioevo, nuovi dati sull’incastellamento e sul Breviarium Ecclesiae Ravennatis
di Daniele Sacco
pp. 482; € 110,00
All'Insegna del Giglio, 2025
ISBN: 9788892853706
 
Nuovi studi condotti sul Breviarium Ecclesiae Ravennatis (e sulla documentazione posteriore) attuati attraverso un metodo sperimentale che ha previsto l’osmosi tra topografia, archeologia, geomorfologia, toponomastica e informatica, permettono di proporre un inedito modello evolutivo per le campagne della Pentapoli romana-orientale. Lo sviluppo di una vasta banca dati toponomastica e informatizzata, che copre il territorio pentapolitano, affiancata da informazioni di ordine archeologico, ha rischiarato i processi di trasformazione dell’habitat e del popolamento, tra Tardoantico e alto Medioevo, nella Romagna meridionale (e nelle Marche settentrionali). Il territorio della città di Rimini è osservato nella lunga diacronia sotto ogni aspetto: riassegnazioni fondiarie tardoantiche, cristianizzazione, sviluppo del sistema per casali, emersione di masse fondiarie, fondazione di edifici plebani, trasformazione di villaggi in castelli, diffusione di tombe e ville bassomedievali. Dall’opera scaturisce un rinnovato quadro interpretativo, frutto dell’attività di ricerca ormai trentennale svolta dall’Insegnamento di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Urbino tra la Romagna e le Marche.
Daniele Sacco è professore associato di Archeologia Cristiana, Tardo Antico e Medievale all'unversità di Urbino.

sabato 24 maggio 2025

Lucca e Luni città gemelle, opposto destino

Lucca e Luni città gemelle, opposto destino
Dalla fondazione all’Alto Medioevo
di Lorenzo Marcuccetti
pp. 228; € 18,00
Maria Pacini Fazi Editore, 2025
ISBN: 978-88-6550-991-3
 
La fondazione, lo sviluppo e gli opposti destini di Lucca (Luca) e Luni (Luna) raccontati attraverso l’analisi di fonti, carte d’archivio, dati archeologici e 1.985 toponimi che testimoniano una secolare sedimentazione di culture (romana, gota, bizantina, longobarda) succedutesi in quasi mille anni di storia. Un certosino lavoro di ricerca, catalogazione ed analisi etimologica dei nomi di luogo visti come cartine al tornasole per la lettura in chiave storica di un territorio. Un volume che rappresenta il punto di approdo di anni di studi scrupolosi ed indagini appassionate, ma anche il punto di partenza per nuove e stimolanti pagine di letteratura, un prezioso contributo per ulteriori e più approfondite analisi scientifiche. Due città gemelle, nate come colonie romane rispettivamente nel 180 e 177 a.C., che avevano iniziato la loro lunga storia dandosi la mano, poi allontanatesi gradualmente fino a percorrere due strade opposte: la prima verso un futuro che la vedrà affermarsi come potenza regionale, la seconda verso l’oblio, inghiottita dalle ceneri vulcaniche della Storia. Una vicenda che vi appassionerà.
Lorenzo Marcuccetti è nato in Versilia nel 1966 e vive a Querceta (Lu). Musicista e insegnate, si è laureato in Storia Antica e Storia Medievale all'Università di Pisa e da molti anni si occupa di saggistica e narrativa.

mercoledì 15 gennaio 2025

Mani e scritture, simboli e testi

Mani e scritture, simboli e testi
Ricerche su fonti documentarie ed epigrafiche tardoantiche
a cura di Maria Boccuzzi
pp. XVI-264; € 45,00
Edizioni di Storia e Letteratura, 2024
ISBN: 9788893599146

Le indagini riunite in questa raccolta di studi analizzano da diverse prospettive i simboli grafici nelle testimonianze documentarie tardoantiche e alto medievali. Tra i temi presenti nei vari contributi: l’autografia nelle sottoscrizioni testimoniali e contrattuali, le abbreviature nei papiri documentari greci di provenienza egiziana in età tardoantica, l’evoluzione del ‘documento doppio’ romano nella prassi giuridica tra I e V secolo d.C., la presenza di particolari segni nei testi epigrafici greci in prosa di origine egiziana.
Maria Boccuzzi lavora presso l'Archivio di Stato di Roma (Ministero della Cultura). Ha conseguito il PhD in Paleografia ed è stata assegnista di ricerca in Paleografia presso Sapienza Università di Roma, e membro del progetto ERC-AdG-NOTAE; collabora anche con il progetto nazionale Inscriptiones Medii Aevi Italiae promosso dal Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo. Si occupa principalmente di autografia, alfabetismo e cultura scritta nell’Occidente tardoantico e altomedievale sul fondamento delle relative evidenze librarie e documentarie. Tra le sue pubblicazioni su rivista più recenti: I fondamenti materiali della tradizione degli opuscula di Cipriano: la tarda antichità («Segno e Testo», 2018); Communes et omnibus notas. Sulla relazione tra litterae communes e rudimenta litterarum fra età tardoantica e precarolingia («Scrineum», 2021).

domenica 12 gennaio 2025

Rituali di potere nell'Europa altomedievale

Rituali di potere nell'Europa altomedievale
La Corona Ferrea e altre storie
di Stefano Gasparri
pp. 236; € 23,00
Salerno Editrice, 2025
ISBN: 9788869738432

I rituali rappresentano una delle chiavi più efficaci per entrare in un mondo lontano come quello dell’Alto Medioevo, dal quale ci separano più di un millennio e una diversità culturale profonda. Il punto di partenza del libro è quello – classico – dei rituali della regalità. Si risale nel tempo fino ai primissimi secoli del Medioevo, cominciando con l’esaminare i rituali dei sovrani dei primi regni barbarici dell’Occidente, per poi dedicare un amplissimo spazio all’età carolingia. Il regno italico e l’impero degli Ottoni, a cui il primo fu agganciato, occupano l’ultima parte del libro, prima dell’ampio esame della leggenda – e della realtà – della Corona Ferrea. Si prendono in considerazione i rituali tipici della regalità, come l’unzione e l’incoronazione, inserendoli nell’ambito di quelli che possiamo definire i “rituali del potere”, la maggior parte dei quali, se non tutti, erano comuni ai re e all’aristocrazia. Azioni come la caccia, i giochi di guerra, il taglio dei capelli, i banchetti, lo scambio dei doni esprimevano un’idea della società, e della sua gerarchia interna, condivisa – sia pure con ruoli differenti – dai sovrani e dall’aristocrazia.
Stefano Gasparri è professore emerito di Storia medievale dell’Università «Ca’ Foscari» di Venezia. È stato presidente della Società italiana degli storici medievisti ed è tra i fondatori del Centro interuniversitario per la Storia e l’Archeologia dell’Alto Medioevo. Per Salerno editrice ha pubblicato Desiderio (2019); per Carocci editore: Prima delle nazioni. Popoli, etnie e regni fra antichità e Medioevo (1997); Tempi barbarici. L’Europa occidentale tra antichità e medioevo (300-900) (con C. La Rocca; 2012); Voci dai secoli oscuri. Un percorso nelle fonti dell’alto Medioevo (2017).

sabato 21 dicembre 2024

Furto e ritualità?

Furto e ritualità?
Riaprire le sepolture nell'alto medioevo
A cura di Caterina Giostra, Daniel Winger, Edeltraud Aspock
€ 38,00
SAP, 2024
ISBN: 9788899547974

Per molto tempo, le tombe “disturbate” di ambito barbarico sono state descritte con termini come sacrilegio, furto o saccheggio e sono state valutate in modo univoco; ciò ha trovato riferimenti anche nella legislazione dell'epoca. L’espressione “furto in tomba” sta oggi lasciando il posto a “riapertura”, “intervento secondario” o “manipolazione”. L’assunto dell'apertura illecita per vantaggio economico si confronta oggi con un più ampio spettro di interpretazioni, che vanno dalla (de)legittimazione di antenati e discendenti a regolari pratiche funerarie nell’ambito di riti di passaggio. L’incontro internazionale ha voluto portare anche in Italia la riflessione su questa complessità, materiale e di significato. Nel volume si riporta il dibattito maturato Oltralpe, si affrontano questioni metodologiche, includendo esempi di analisi tafonomica e archeo-tanatologica, vengono confrontati casi di studio da gran parte dell’Europa, dall'Italia alla Scandinavia e dalle Isole Britanniche alla Romania, si rilegge la fonte normativa. Quando e come è avvenuta una riapertura? Come venivano trattati gli oggetti e i resti del defunto? Con quale atteggiamento si continuava a interagire con gli inumati? Ma soprattutto: a cosa dovremmo prestare attenzione durante gli scavi futuri per poter rispondere a queste domande e porne di nuove?
Caterina Giostra, dottore di ricerca, è professore associato di Archeologia cristiana e medievale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Milano. Temi di ricerca privilegiati riguardano i regni romano-barbarici in Italia: in merito, partecipa a progetti di ricerca anche internazionali.

sabato 14 dicembre 2024

Il lungo addio da Roma (117-1118 d.C.)

Il lungo addio da Roma (117-1118 d.C.)
di Federico Perozziello
pp. 480; € 24,00
Leg Edizioni, 2024
EAN: 9791255211143
 
La fine dell’Impero romano d’Occidente viene tradizionalmente posta nel settembre del 476 d.C. con la deposizione dell’ultimo imperatore, il giovane Romolo Augustolo, figlio del generale romano Oreste, da parte di Odoacre, il capo delle truppe di etnia barbarica che ormai costituivano la parte preminente dell’esercito romano. Odoacre aveva sconfitto e ucciso Oreste e dopo la vittoria il comandante barbaro si diresse a Ravenna per deporre l’ultimo degli imperatori che relegò in un esilio dorato in Campania. Inviò le insegne imperiali a Costantinopoli, presso l’Augusto Zenone, che lo nominò rappresentante imperiale per l’Italia con il titolo di Patrizio. L’Impero romano d’Oriente sopravvisse invece a lungo, ridotto progressivamente nella propria estensione e attraversando periodi di ripresa militare, economica e culturale. La fede cristiana e la lingua latina saranno gli strumenti che impediranno alla civiltà occidentale di svanire in un conflitto tra le etnie barbariche e quelle latine, unite da quello che restava dell’antica costruzione imperiale. Soltanto con la Prima Crociata e il riprendere serrato di un dialogo tra Oriente e Occidente l’eredità imperiale potrà considerarsi risolta, ponendo fine a un lungo addio dall’eredità storica e culturale di Roma. Il termine cronologico del 1118 – con cui si chiude il volume – corrisponde alla data in cui vennero a mancare il papa Pasquale II, il re di Gerusalemme Baldovino I e sua moglie, la regina normanna di Sicilia Adelaide del Vasto, insieme all’imperatore bizantino Alessio I Comneno. Si verificò un grande ricambio umano e generazionale che diede inizio a un’epoca di conflitti tra Oriente e Occidente in cui la presenza dei Selgiuchidi ebbe un rilievo determinante. L’Alto Medioevo tramontò per sempre e con esso l’illusione di poter ricostruire l’antico Impero romano.
Federico Perozziello, milanese, è medico, storico della medicina e storico medievalista. Docente universitario, ha studiato la formazione e l’evoluzione del pensiero scientifico biologico e medico, interessandosi in particolare alle idee di salute e di malattia.

domenica 27 ottobre 2024

Storia e leggenda della Rus’ di Kiev

Storia e leggenda della Rus’ di Kiev
di Ettore Cinnella
pp. 352; € 25,00
Della Porta Editori, 2024
ISBN: 978-88-96209-49-3

L’originale ricostruzione di una grande civiltà politica e letteraria fiorita nell’Europa dell’Alto Medioevo, i cui protagonisti furono gli slavi orientali, i vichinghi e Bisanzio, e che fu distrutta nel XIII secolo dall’invasione mongola.
Attraverso cronache dell’epoca e fonti documentarie in anticorusso, Ettore Cinnella racconta la storia politica e culturale della Rus’ di Kiev che, sorta in seguito all’unificazione delle tribù slave per opera dei vichinghi, con la cristianizzazione divenne parte integrante della civiltà europea, partecipando alle vicende diplomatico-militari dell’epoca. Un libro scritto con uno stile nitido e avvincente, ricco di notizie e di interpretazioni originali, che riporta a nuova vita una civiltà sepolta sotto un passato quasi millenario.
È credenza diffusa che l’antica Rus’, l’ampio territorio popolato dagli slavi orientali nell’Alto Medioevo, sia stata la culla della civiltà russa e che Kiev sia parte integrante del mondo russo. La Rus’ di Kiev fu invece un mondo a sé stante, che si comprende appieno solo nell’ambito della storia generale del Medioevo europeo. I variaghi, cioè i vichinghi, ebbero un ruolo fondamentale nel creare il primo Stato degli slavi orientali. Il mondo bizantino esercitò anch’esso un’influenza significativa sotto il profilo religioso e culturale, contribuendo all’evangelizzazione degli slavi e alla diffusione della liturgia di rito greco. Dalla fine del X secolo la Rus’ di Kiev entrò a far parte del sistema degli Stati cristiani dell’Europa e conobbe un’evoluzione storica con tratti nuovi e originali. I suoi principi ebbero rapporti diplomatici e dinastici con i paesi europei, i suoi mercanti commerciarono con le città occidentali e con Bisanzio, la letteratura conobbe una grande fioritura. Negli anni ’20 e ’30 del Duecento le spaventose stragi e devastazioni causate dalla conquista mongola portarono alla fine violenta della Rus’ di Kiev, isolando a lungo la Slavia orientale dall’Occidente europeo.
Ettore Cinnella, specialista di storia russa e allievo della Scuola Normale Superiore, è stato professore di Storia contemporanea e di Storia dell’Europa orientale all’Università di Pisa. Ha scritto numerosi saggi di storia russa e di storia moderna e contemporanea, tradotti in diverse lingue.

domenica 13 ottobre 2024

I rapporti tra il sassone e l'inglese antico

I rapporti tra il sassone e l'inglese antico
lingua, storia, testimonianze letterarie
di Rosella Tinaburri
pp. 144; € 80,00
L'Erma di Bretschneider, 2024
ISBN: 9788891333568

Il volume mira a indagare e definire i rapporti tra il sassone e l’inglese antico, lingue molto vicine sia per la loro comune origine sia per le contingenze storiche, politiche e culturali che ne rafforzarono la contiguità per tutto l’Alto Medioevo, intensificando fenomeni di reciproca interferenza che si riflettono sulle testimonianze delle loro tradizioni letterarie.
Rosella Tinaburri è professoressa associata di Filologia e linguistica germanica presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale. I suoi interessi di ricerca sono rivolti ai manoscritti miscellanei della tradizione germanica medievale nonché alla lessicografia delle lingue ingevoni in prospettiva comparativa e alle relative tradizioni letterarie, con particolare attenzione al poema Heliand per il sassone antico e alla prosa alfrediana per l’inglese antico.

venerdì 16 agosto 2024

I luoghi della cultura italo‑greca tra l’alto e il basso Medioevo candidati per il riconoscimento UNESCO

I luoghi della cultura italo‑greca tra l’alto e il basso Medioevo candidati per il riconoscimento UNESCO
a cura di Francesco Maria Spanò, Giulio Merlani
pp. 144; € 24,00
Gangemi Editore, 2024
EAN: 9788849251647

La proposta di candidatura mira a valorizzare un patrimonio che, nel suo complesso, racchiude le più significative testimonianze della cultura greco-bizantina nel Mediterraneo occidentale e rappresenta uno straordinario fenomeno di interscambio culturale – tutto calabrese – in una fase d’importanza cardinale nella storia d’Europa. La candidatura va a colmare una “lacuna” nella Lista del Patrimonio Mondiale da un punto di vista tematico e cronologico giacché si focalizza sul fenomeno dell’innesto della cultura greco-bizantina nel Mediterraneo occidentale nel fondamentale passaggio tra Alto e Basso Medioevo, non pienamente rappresentato nell’attuale Lista. Il sito proposto riunisce le principali testimonianze materiali prodotte, in particolare, tra l’VIII e l’XI secolo che – nel loro insieme – incarnano l’essenza della cultura italo-greca prodotta dall’integrazione di valori d’influenza bizantina, ellenistica e mediorientale. Tale contesto culturale fu trait d’union e fertile terreno d’incontro tra il Mediterraneo antico e l’Europa medievale e pertanto valorizzerebbe a livello internazionale l’importanza e la centralità del territorio italiano già a quell’epoca e rappresenta un modello di integrazione culturale su radici italiche dal grande valore esemplare ancora oggi. La candidatura assumerebbe un’importantissima valenza per il Sud‑Italia (riequilibrando la Lista italiana sbilanciata verso nord) e in particolare per la Regione Calabria, rappresentata in ambito UNESCO soprattutto per i valori naturali e meno per quelli culturali. Con questa proposta, difatti, la Calabria andrebbe a concorrere per il prestigioso riconoscimento di sito culturale Patrimonio Mondiale (al momento in Calabria ci sono il Polinello e la Valle Infernale in Aspromonte incluse nell’ampia rete internazionale del solo sito naturale Patrimonio Mondiale delle Faggete Vetuste).

giovedì 25 luglio 2024

I Vichinghi

I Vichinghi
Guerrieri, esploratori, predoni: la grande storia degli uomini del Nord
di Jean Renaud
pp. 240; € 16,00
Giunti Editore, 2024
ISBN: 9788809980952

Dai nordici che hanno idealizzato la figura dei Vichinghi come grandi eroi romantici agli americani che celebrano l’esploratore Leif il Fortunato ai russi che invocano gli antenati Variaghi, l’immaginario mitologico che cinge i prodi avventurieri del Nord svela una narrazione stereotipata, frutto di evocazioni letterarie e distorsioni storiche che sono andate via via dilatandosi. Al variare di epoche e latitudini, infatti, i Vichinghi cambiano vesti e diventano i protagonisti di saghe epiche, manga, film o serie TV. Ma conosciamo realmente questi personaggi leggendari, che a volte sono parodiati dai fumetti e altre idolatrati come guerrieri coraggiosi, assetati d’avventura? Per esempio, furono solo degli invasori e dei predoni? È vero che scoprirono l’America prima di Colombo? Indossavano realmente elmi cornuti e bevevano dai crani, in abiti sporchi e trasandati? E, ancora, facevano sacrifici umani, avevano degli schiavi, apprezzavano l’arte? Esisteva tra di loro la parità di genere? Attingendo direttamente alle fonti archeologiche e storiche più significative e autorevoli, Jean Renaud intreccia una narrazione avvincente che demolisce i luoghi comuni sui Vichinghi e tratteggia gli autentici lineamenti di un popolo ormai entrato nel mito.
Jean Renaud, professore emerito di Lingue, letterature e civiltà scandinave, ha diretto il Dipartimento di studi nordici dell’Università di Caen. Ha pubblicato numerosi manuali sulle lingue scandinave, diversi contributi sui Vi- chinghi e molteplici traduzioni dal danese, dall’islandese, dal norvegese e dallo svedese, che lo hanno reso uno dei più apprezzati traduttori di letteratura nordica. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo una trilogia vichinga (1-Des premiers raids à la création du duché de Normandie, 2016; 2-À la conquête du monde celtique, 2017; 3-Les Dieux des Vikings, 2018, edita per Ouest-France), Les Vikings en France (Ouest-France, 2017) e la traduzione dall’islandese antico della Saga de Ragnarr Loðbrók (Anacharsis, 2017).

venerdì 14 giugno 2024

Dall’Archivio del papa

Dall’Archivio del papa
Documenti dal medioevo all’età contemporanea
di Sergio Pagano
pp. 376; € 32,00
Viella, 2024
ISBN: 9791254695791

Sono molte ormai le pubblicazioni che trattano dell’Archivio Segreto (poi Apostolico) Vaticano, dei suoi fondi, di particolari documenti, di singolari eventi o di figure storiche in essi riflesse.

Sergio Pagano, prefetto dell’Archivio dal 1997, percorre però in questo libro una via diversa. Vagliando tra l’immenso patrimonio di carte custodito da secoli, ha scelto 40 scritti che spaziano dall’alto medioevo fino alla metà del Novecento, secondo un’ottica particolare, fra inedito e curioso, presentandoci, ad esempio, documenti massonici inconsueti, o che ci parlano di episodi singolari come il disseppellimento medievale di una scomunicata, i “mutandoni” aggiunti ai putti di S. Pietro, la “spada” messa inaspettatamente al servizio di Pio IX da Garidaldi, o i calcoli necessari per sostenere i costi di un funerale papale e di un conclave.
L’autore ha voluto aprire le «porte di ambiti e ambienti religiosi solitamente chiuse (monasteri, conventi, curie, tribunali, ecc.) e scorgervi sprazzi di vita vissuta, in molti casi taciuti nel tempo».
Sergio Pagano è prefetto dell’Archivio Apostolico Vaticano, direttore della Scuola Vaticana di Paleografia e Diplomatica, autore di diversi saggi di storia della Chiesa, della Curia Romana e del papato. Ha edito, fra l’altro, gli atti vaticani del processo di Galileo Galilei (2009). È recentemente stata pubblicata la sua intervista con Massimo Franco, Secretum (Solferino 2024).

martedì 2 aprile 2024

Firenze prima di Firenze

Firenze prima di Firenze
Miti e fondazioni della città sull’Arno
di Lorenzo Tanzini
pp. 196; € 19,00
Salerno Editrice, 2024
ISBN: 9788869738326

La storia di Firenze ­ fino al XII secolo, cioè prima della sua spettacolare ­ fioritura bassomedievale, è una vicenda con molti vuoti, per la mancanza di fonti e per la scomparsa di molte testimonianze monumentali su quella Florentia che pure fu una città romana di un certo rilievo. Quei vuoti della memoria dei secoli lontani furono però riempiti tra Due e Quattrocento da una straordinaria stagione di ricostruzioni leggendarie, che raccontarono la storia della fondazione della città componendo suggestioni antiquarie con ambizioni politiche e di immagine. Il volume studia quelle mitiche “fondazioni”, affiancandole alla ricostruzione storico-archeologica della Firenze antica e altomedievale: una chiave di lettura per comprendere, in controluce, ciò che Firenze fu nei secoli più lontani e meno noti, e soprattutto una via preziosa per capire ciò che volle essere, costruendo – in una memoria a volte reinterpretata e spesso inventata – i lineamenti della propria identità.
Lorenzo Tanzini insegna Storia medievale presso l’Università di Cagliari. Al centro dei suoi studi sono la politica, il diritto e la cultura dell’Italia nel tardo Medioevo. Tra i suoi volumi si ricordano almeno A consiglio. La vita politica nell’Italia dei comuni (Roma 2014); Una Chiesa a giudizio. I tribunali vescovili nella Toscana del Trecento (Roma 2020).

martedì 26 marzo 2024

Da Placentia a Placencia

Da Placentia a Placencia
Trasformazione della morfologia urbana di Piacenza dall’età tardoantica all’alto Medioevo
di Mattia Francesco Antonio Cantatore
pp. 326; € 61,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788892852471

La città di Piacenza è una delle sedi urbane più importanti per l’alto Medioevo dell’Italia settentrionale. Dopo una florida stagione di studi tra gli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, è stata oggetto di riflessioni e analisi soprattutto legate al cospicuo corpus documentario, che con il dato archeologico hanno faticato spesso a trovare un concreto punto di incontro. Questa ricerca parte dalla necessità di mettere in comunicazione i diversi tipi di fonti e tentare di proporre una lettura articolata sulla città, nelle trasformazioni avvenute tra la tarda Antichità e l’alto Medioevo. La messa a sistema dei dati derivanti dalla schedatura degli scavi urbani e delle fonti scritte, qui sostanziati in due dettagliati cataloghi, ha permesso di restituire un quadro complessivo sull’evoluzione cittadina tra l’età romana e il X secolo. La recente edizione delle carte piacentine fino a tutto il IX secolo e il crescente numero di indagini archeologiche urbane hanno consentito di gettare, quindi, una nuova luce sul paesaggio urbano, sulla vita economica, sociale e culturale di Piacenza.

Mattia Francesco Antonio Cantatore (Ph.D.), archeologo medievista, è un libero professionista che collabora attualmente con gli insegnamenti di Archeologia Medievale e Metodologia della ricerca archeologica dell’Università di Verona. Oltre a dirigere le indagini archeologiche presso la Cattedrale di Piacenza (PC), ha partecipato a diversi progetti pluriennali con compiti di direzione tecnica del cantiere. Tra di essi si segnalano gli scavi presso il villaggio alpino di Piuro (SO), la pieve di Santa Maria in Castello di Toano (RE), la pieve di Santa Maria di Castellarano (RE), il castello di Canossa (RE) e le necropoli di Falaj A’ Souq e Yenpa nella regione di Al-Bātina in Oman.

sabato 24 febbraio 2024

Aedilvulf De abbatibus

Aedilvulf De abbatibus
Storia degli abati. Poesia di comunità nell’Inghilterra altomedievale
a cura di Paola Mocella
pp. 328; € 32,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Pacini Editore, 2023
ISBN: 979-12-5486-228-5

Esempio emblematico del genere letterario definito “epica delle comunità”, il De abbatibus narra in versi la storia di una cella monastica di Lindisfarne, situata in Northumbria, dalla sua fondazione agli inizi dell’VIII secolo fino all’entrata nel monastero, circa un secolo più tardi, dell’autore del poema, Aedilvulf, formatosi a York al tempo di Alcuino.

«Intertextual poem» – come è stato definito da Sharon Rowley – per la coniugazione di elementi classici, cristiani e anglolatini, il De abbatibus rappresenta una fonte essenziale sulla cultura monastica e letteraria, nonché sull’arte e sulla cultura materiale dell’Inghilterra altomedievale.
Si offre qui una nuova edizione critica del poema, accompagnata dalla prima traduzione in italiano e da un ampio commento sui dati linguistici, stilistici ma anche storici, archeologici e liturgici.
Paola Mocella, laureata all’Università degli Studi di Siena nel 2021 in Filologia Latina Medievale, frequenta attualmente il Corso di Perfezionamento in Filologia Mediolatina della SISMEL, dove svolge un progetto di ricerca sulla poesia epigrafica di Alcuino di York.
Con Pacini ha pubblicato nel 2022 Giovanni de’ Marignolli, Relatio. Un frate francescano nella Cina e nell’India del XIV secolo.

giovedì 22 febbraio 2024

Le isole del rifugio

Le isole del rifugio
Venezia prima di Venezia
di Stefano Gasparri, Sauro Gelichi
pp. 336; € 24,00
Laterza, 2024
ISBN: 9788858153529

Venezia prima di Venezia è l’arcipelago dalle tante isole sulle quali, secondo il mito di fondazione di una delle pochissime città nate durante il medioevo, avrebbero trovato rifugio le popolazioni in fuga dai barbari. Ma la realtà storica è diversa dal mito. All’inizio del medioevo si formò lentamente nella laguna veneta un centro urbano, prima chiamato Rialto e poi Venezia. Un piccolo insediamento lagunare dell’alto Adriatico, erede di una vasta regione dell’impero romano, la Venetia et Histria, che un tempo si estendeva dall’Istria al fiume Adda. Il libro ricostruisce lo sviluppo del ducato veneziano nel corso dei secoli VI-VIII a partire dalle strutture militari bizantine, in un rapporto dinamico sia con i poteri di terraferma (il regno longobardo e poi l’impero carolingio), sia con quelli con base in Oriente e sul mare (Bisanzio, e poi gli Slavi e i Saraceni). Si formò così una comunità politica che nel corso dei secoli IX e X seppe creare le basi per la sua straordinaria crescita commerciale nel Mediterraneo. Il libro mostra anche il volto materiale della nuova città: le case, le chiese, gli edifici del potere pubblico e religioso. Una città che era quasi esclusivamente di legno, con pochi edifici in mattone e pietra, e che – per quanto costruita sull’acqua – di acqua era povera. Così come aveva bisogno di terra e perciò di bonifiche per stare all’asciutto e per allargare lo spazio abitabile. Non meno importante è la descrizione delle traiettorie degli altri insediamenti ‘perdenti’ della laguna – Metamauco, Torcello, Equilo, Cittanova – in un momento in cui la competizione all’interno della laguna non aveva ancora decretato un vincitore.
Stefano Gasparri è professore emerito di Storia medievale dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Tra le sue più recenti pubblicazioni Voci dai secoli oscuri. Un percorso nelle fonti dell’alto medioevo(Carocci 2017) e Desiderio(Salerno Editrice 2019). Per Laterza è autore di Italia longobarda. Il regno, i Franchi, il papato (2012).
Sauro Gelichi è professore ordinario di Archeologia medievale dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Ha diretto missioni archeologiche in Italia e all’estero e si occupa di storia dell’insediamento e di storia della ‘cultura materiale’. Per Laterza è autore di La città nell’alto medioevo italiano. Archeologia e storia (con G.P. Brogiolo, 1998).

sabato 27 gennaio 2024

Ecclesia creditur esse antiquissima

Ecclesia creditur esse antiquissima
La pieve di Santa Maria e il territorio di Piadena tra Alto e Basso Medioevo
a cura di Marco Baioni, Mariella Morandi
pp. 140; € 40,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788899547820

Nel 1747 un crollo improvviso poneva fine alla storia dell’antica chiesa di Santa Maria a Piadena, lasciando in piedi solo il presbiterio e la facciata. Dopo un breve periodo di utilizzo dell’edificio lesionato, esso venne abbattuto e al suo posto si configurò quello spazio urbano che ora costituisce piazza Garibaldi. Solo il muro settentrionale si preservò parzialmente poiché vi era appoggiato il chiostro conventuale e ora, molto rimaneggiato, funge da facciata del complesso architettonico. L’anno successivo si diede inizio alla costruzione della chiesa parrocchiale intitolata a Santa Maria Assunta e a San Pammachio, costruzione completamente nuova anche nell’orientamento nord-sud, per la quale però venne riutilizzata con successive modifiche l’antica torre campanaria. Gli scavi archeologici effettuati nel 2008 in occasione del rifacimento della piazza, continuati nel chiostro tra il 2015 e il 2016, hanno costituito l’irrinunciabile occasione di indagare le caratteristiche dell’antica struttura, nel frattempo cadute nell’oblio presso i più, se non per quanto si era riusciti a ricavare dallo studio delle fonti archivistiche. Ma le indagini hanno riservato subito una sorpresa: sotto le fondazioni della chiesa di Santa Maria sono tornati alla luce i resti di un edificio ecclesiastico precedente, più piccolo e con caratteristiche differenti. Questo volume, nato per presentare i risultati di questi scavi, si è arricchito di contributi, poiché i numerosi rimandi alla storia, alla storia dell’arte, alla storia ecclesiastica del territorio cremonese e all’archeologia, tutti scaturiti dallo studio delle strutture emerse, hanno ampliato il discorso in varie direzioni. Ne è nata un’opera che si propone di contribuire alla ricostruzione di un quadro delle nostre conoscenze sul territorio cremonese orientale tra alto e basso Medioevo.

martedì 28 novembre 2023

Alto Medioevo

Alto Medioevo
Una enclave preistorica nella storia
di Daniele Prioli
pp. 432; € 40,00
Susil Edizioni, 2023
ISBN: 9788855407076

Questo libro è il tentativo di cogliere come l’Alto Medioevo sia un tempo storico con contenuti culturali e artistici, per certi versi territoriali, che ripropongono concezioni e pratiche sociali delle epoche preistoriche. Le dimostrazioni di tali connessioni vengono elaborate tramite un confronto tra le produzioni artistiche parietali di epoca preistorica e quelle di natura scultorea alto medioevali, presenti nei luoghi sacri. Non è infatti la prima volta che i contenuti culturali e artistici primordiali intervengono in quelle che noi chiamiamo società storiche.
Daniele Prioli si è laureato presso l’Università di Bologna nell’anno accademico 1994-95, in Storia Medioevale con una tesi di laurea in Storia Agraria Medioevale dal titolo “Pievi e Mondo rurale nell’Esarcato e nella Pentapoli dell’Alto medioevo”. Nel corso degli anni ha partecipato a numerosi convegni e approfondito, a titolo personale, diverse tematiche inerenti il periodo altomedioevale che sono scaturite in una analisi approfondita e comparata sul significato dell’arte rurale.

giovedì 2 novembre 2023

“Anforette” e produzioni ceramiche altomedievali da una corte regia nel Mediterraneo tirrenico

“Anforette” e produzioni ceramiche altomedievali da una corte regia nel Mediterraneo tirrenico
Indagini archeologiche a Vetricella (Scarlino, GR)
di Luisa Russo
pp. 330; € 50,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788892851450

Le anforette sono una categoria di reperti il cui nome rimanda al più diffuso contenitore da trasporto di epoca classica, l’anfora, ma differiscono da questa soprattutto per le ridotte dimensioni e per il breve-medio raggio di distribuzione. Già note nel panorama di studi sulle ceramiche medievali di uso comune dell’Italia centrale tirrenica, le anforette finora sono state rinvenute, sia attraverso indagini stratigrafiche che di superficie, in numeri piuttosto contenuti. Il sito di Vetricella (Scarlino, GR), invece, al centro del progetto ERC Advanced nEU-Med: Origins of a new economic union (7th-12th centuries): resources, landscapes and political strategies in a Mediterranean region, ne ha restituito un quantitativo assai considerevole. Il volume propone, oltre ad un aggiornamento dei rinvenimenti di anforette effettuati nel territorio compreso tra Toscana meridionale ed alto Lazio, uno studio approfondito di questi reperti secondo un approccio tanto tradizionale, quanto archeometrico. Grazie al progetto nEU-Med, infatti, è stato possibile svolgere analisi di provenienza, di datazione assoluta e degli eventuali residui organici dei contenuti originari. Allo stesso tempo, si è cercato di fornire anche un’idea del contesto ceramico generale in cui questi manufatti si inseriscono. I dati scaturiti dai vari aspetti della ricerca hanno consentito pertanto di incrementare il potenziale conoscitivo intrinseco delle anforette e di aggiungere importanti elementi per la ricostruzione delle dinamiche socio-economiche che caratterizzavano la Toscana sud-occidentale tra alto Medioevo e secoli centrali.

sabato 28 ottobre 2023

Le meraviglie del parto

Le meraviglie del parto
Donare la vita tra Medioevo ed Età moderna
di Alessandra Foscati
pp. 208; € 26,00
Einaudi, 2023
ISBN: 9788806256708

Venire alla luce è sempre stata una soglia difficile da definire, sfuggente, dolorosa e caricata di pudore e mistero arduo da rivelare. Questo libro si propone di raccontare il modo in cui era descritta e rappresentata la «scena del parto» in Occidente, nel periodo compreso tra l’Alto Medioevo e l’Età moderna fino al XVII secolo – prima cioè della medicalizzazione settecentesca della pratica ostetrica e della nascita delle cliniche. Alessandra Foscati considera un ampio ventaglio di fonti di diverso genere (mediche, giuridiche, religiose, letterarie) che le servono per raccontare le azioni compiute sulla partoriente, oggetto di attenzioni da parte di altre donne, tra cui l’ostetrica, le parenti, le vicine di casa (il parto è un momento corale di grande solidarietà femminile), ma anche di uomini (il marito, il prete e, da un certo momento in poi, il chirurgo). Con sguardo ampio e diacronico, il libro mette in evidenza gli aspetti e gli elementi di lunga continuità, cosí come i cambiamenti piú significativi dell’Età moderna.

Per ricostruire una storia del parto tra Medioevo ed Età moderna, dobbiamo affidarci a vari tipi di fonti di cui le piú significative sono quelle mediche. Il paradosso è che queste, a parte alcune eccezioni, vennero scritte da uomini i quali, in molti casi, nemmeno ebbero modo di entrare nella stanza del parto. In gran parte della trattatistica medica, medievale e rinascimentale, non mancano poi elementi legati all’immaginario che fanno capo a una consolidata tradizione: luoghi comuni che si trasmettono da un testo all’altro, come i racconti delle nascite di esseri bestiali talvolta dal sapore mitologico, quali le arpie. Dominava l’idea che l’utero della donna potesse celare «meraviglie» che solo all’ultimo momento venivano rivelate. Sono testimonianze di una mentalità radicata per un lungo periodo e di un sapere condiviso entro il quale il pensiero scientifico e la tradizione popolare tendevano a fondersi. Cosí come nel caso delle formule e degli oggetti-amuleto, piuttosto stranianti per noi oggi, che erano impiegati per aiutare la donna a partorire piú velocemente. Testimonianze che non possono essere ignorate nel difficile compito di scrivere una storia del parto, la quale, per le ragioni sopra ricordate, mantiene comunque un valore ipotetico. Per questo Alessandra Foscati, nel mettere in evidenza gli aspetti piú rilevanti di questa storia, cerca di far «parlare» il piú possibile le fonti testuali, le uniche che ci informano su di essa, anche quando narrano di credenze sorprendenti e «meravigliose».
Alessandra Foscati, dottore di ricerca in storia medievale, è attualmente ricercatrice presso l'Università di Lovanio (KU Leuven). Sul tema trattato è autrice di diversi articoli in riviste internazionali, oltre che co-curatrice dei volumi Nascere. Il parto dalla tarda antichità all'età moderna (il Mulino 2017) e Pregnancy and Childbirth in the Premodern World. European and Middle Eastern Cultures, from Late Antiquity to the Renaissance (Brepols 2019). La sua piú recente monografia è Saint Anthony's Fire from Antiquity to the Eighteenth Century (Amsterdam University Press 2020).

sabato 23 settembre 2023

Il trono del leone

Il trono del leone
di Emanuele Rizzardi
pp. 416; € 16,63 (Acquista online)
Independently published, 2023
ISBN-13: 979-8394702358

Anno 602. Mentre i confini dell'Impero romano d'Oriente vengono violati dai sanguinari barbari Avari e la civiltà pare sul punto di crollare, l'imperatore Maurizio tenta di ristabilire l'ordine con il pugno di ferro.

In questo clima di incertezza e sofferenza, la ricca vedova Sofia viaggia verso la frontiera alla ricerca del figlio scomparso, con il cuore colmo di rimorsi. L’incontro con il centurione Phocas, soldato dai nobili ideali e dal grande senso di giustizia, cambierà per sempre le loro vite e il destino del mondo.
Emanuele Rizzardi è laureato in lingue presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e lavora come professionista del marketing nel settore informatico.
Appassionato di storia fin da bambino, coltiva un interesse autodidatta particolare per il medioevo bizantino e per il Caucaso e si è formato sui saggi dei più noti storici contemporanei e non.