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venerdì 21 marzo 2025

Biruni

Biruni
Antropologia dell'India
di Giancarlo Rizzo

pp. 178; € 18,00
Mimesis, 2025
ISBN: 9791222316826

Il libro restituisce la figura di un Biruni antropologo a partire dal commento e dalla parziale traduzione della sua monumentale opera Tahqiq ma li-l-Hind ovvero l’Indagine sull’India compilata in occasione del suo lungo soggiorno tra i bramini della società indù. Il confronto con la recente letteratura, che qui si riporta, evidenzia l’esistenza di un disegno preciso da parte di Biruni, che sfruttò eventi politici per finalizzare un incontro di culture. Da rigoroso uomo di scienza espresse insoddisfazione per le traduzioni delle opere indiane di carattere astronomico effettuate nella Casa della Saggezza incapaci di risolvere i suoi enigmi matematici. La discrepanza rilevata tra le proprie misurazioni delle costellazioni e i dati restituiti dalle traduzioni delle opere antiche suggerì a Biruni l’idea di andare alla fonte della conoscenza per accedere direttamente a un sapere millenario. Antropologia dell’India è la fotografia di un dialogo tra Islam e Induismo che risale all’anno Mille, un incontro agganciato all’antropologia in virtù della descrizione che egli diede della quotidianità della classe colta indù.
Giancarlo Rizzo, laureato in Lingue e letterature Orientali (1998), in Filosofia (2006), in Scienze storiche (2012) e in Scienze antropologiche ed etnologiche (2024), è uno studioso di mistica islamica. I suoi saggi sono apparsi sulle riviste “Palaver”, “Segni e comprensione” e “Aperture”. Per Mimesis ha pubblicato testi medievali di Avicenna, Sulami, Gilani, Ibn al-Gawzi e Gazali. Dal 2023 è membro della Società Italiana di Storia delle Religioni (SISR).

sabato 6 novembre 2021

Il racconto del Graal

Il racconto del Graal
Un mito universale fra storia, culture e simboli
a cura di Giacomo Maria Prati, Alessandro Coscia
pp. 588, € 28,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Jouvence, 2021
isbn. 9788878018051
 
Dal Conte del Graal di Chrétien de Troyes al Parsifal di Wagner, fino ad arrivare al Pendolo di Foucault di Eco, il tema del Graal non ha mai smesso di ispirare poeti, scrittori e musicisti. Da sempre infatti questo oggetto metamorfico, dalla natura sfuggente, ha affascinato l’uomo fino a diventare una vera e propria leggenda. Questo libro offre una visione complessiva del dossier Graal con contributi di storici, filologi, antropologi, filosofi, storici dell’arte e delle religioni, archeologi, con un punto di vista scientifico e rigoroso: condurre il lettore in un viaggio nelle sfaccettature del mito del Graal è l’ambizione di questa raccolta di scritti multidisciplinari. Accurati nelle fonti e nella ricostruzione, i saggi si rivolgono non solo a un pubblico di studiosi specializzati, ma anche a curiosi e appassionati che vedono nella ricerca del Graal sia una sfida intellettuale che la storia di un’evoluzione interiore.
Giacomo Maria Prati, studioso di simbolismi, miti e iconologia, funzionario del Ministero della Cultura, è stato Direttore del Museo della Certosa di Pavia.
Alessandro Coscia è un archeologo specializzato nell’ambito greco e romano. Ha studiato a Milano e in Francia. Ha allargato i suoi orizzonti alla storia delle religioni antiche e all’antropologia, a cui ha dedicato vari articoli, saggi e conferenze. Lavora all’Ufficio Mostre e Eventi della Pinacoteca di Brera.

mercoledì 20 gennaio 2021

Bari-Santiago-Bari

Bari-Santiago-Bari
Il viaggio, il pellegrinaggio, le relazioni.
Atti del Convegno internazionale di studi (Bari, 21 marzo 2019) 
a cura di Rosanna Bianco
pp. 320, € 60,00
Edizioni Compostellane, 2020
ISBN: 978-88-95945-23-1
 
L’incontro di studio è stato promosso nell’ambito di una stretta collaborazione tra l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e l’Università di Santiago de Compostela , avviata nel 1999 e proseguita negli anni.

La giornata di studio e gli Atti hanno registrato il contributo di storici, antropologi, studiosi di letteratura e di teatro, storici dell’arte: infatti, un tema complesso come il pellegrinaggio, come scrive Paolo Caucci von Saucken nel suo saggio, «non può essere che studiato in una prospettiva interdisciplinare e in relazione all’intera civiltà che lo ha generato » e il pellegrinaggio compostellano deve essere visto in connessione con quello diretto a Roma, a Gerusalemme, a Monte Sant’Angelo.
Al centro della riflessione sono il cammino e il viaggio di persone, di modelli, di artisti e di opere tra territori lontani uniti da una rete di percorsi , di strade, di relazioni. L’attenzione è stata rivolta alla ricostruzione della ricerca scientifica compostellana, ai pericoli del viaggio, alla figura di San Giacomo e al suo culto, alla tradizione letteraria e teatrale, ai Cammini europei verso Compostella, ai riconoscimenti del Cammino di Santiago da parte del Consiglio d’Europa e dell’Unesco, all’immagine del pellegrino, alle relazioni artistiche tra la Puglia e la Galizia in particolare nel Medioevo e in Età moderna.

mercoledì 18 marzo 2020

Il vichingo nero


Il vichingo nero
di Bergsveinn Birgisson
pp. 448, € 20,00
Iperborea, 2019
ISBN: 9788870916119

Tra autobiografia, romanzo e saggio storico Il vichingo nero racconta di uno straordinario personaggio vissuto nel IX secolo d.C.: uomo di mare, cacciatore e viaggiatore, da molti considerato il re dell’Atlantico. Un libro che ha qualcosa da regalare a chiunque abbia l'avventura di leggerlo.
Nella Norvegia del IX secolo, alla corte reale del Rogaland, nasce Geirmund Pelle Scura, destinato a diventare il «vichingo nero», cacciatore, viaggiatore, pioniere, definito «il signore dell’Atlantico» e «il più illustre tra i primi colonizzatori d’Islanda». Figlio del re Hjör e di una donna sami della Siberia, discriminato fin da bambino per i suoi tratti mongoli, Geirmund viene inviato nell’estremo Nord, fra le tribù del mitico Bjarmaland, prima di partire all’esplorazione dei fiordi islandesi. Qui costruisce il suo impero sulla caccia al tricheco, di cui ha imparato ogni segreto dai bjarmi, e sul commercio internazionale dei prodotti derivati che sono alla base dell’economia e dell’arte navale vichinghe – l’olio ricavato dal grasso, le corde realizzate con la pelle e le preziose zanne – grazie alla manodopera di centinaia di schiavi cristiani catturati in Scozia e Irlanda. Perché esistono così poche fonti su di lui e nessuna saga ne ha tramandato le singolari imprese? Lo scrittore e filologo Bergsveinn Birgisson si mette sulle tracce sperdute di questo suo misterioso antenato per ricomporne la storia dimenticata. Una ricerca che spazia tra archeologia, antropologia, genetica, biologia, linguistica, ecologia, dove la scienza richiede il contributo della poesia e dell’immaginazione. Un viaggio nell’epico mondo di Ragnarr e Harald Bellachioma in cui l’autore scosta il velo della leggenda e sfata il mito fondativo dell’Islanda, riportando alla luce l’avventura di «imprenditori» scaltri che si insediarono in questa terra vergine per sfruttarne economicamente le risorse, prima che gli eroi delle saghe vi trovassero una nuova patria e la libertà.
Bergsveinn Birgisson (Reykjavík, 1971) è uno scrittore islandese. Dopo aver conseguito un dottorato in filologia norrena all’Università di Oslo si è dedicato all’insegnamento e alla scrittura. Attualmente risiede a Bergen, in Norvegia, dove continua a scrivere romanzi, poesie e racconti, che hanno vinto prestigiosi premi in patria e all’estero. Tra le sue opere, tradotte in numerose lingue, Risposta a una lettera di Helga (Bompiani, 2017). Il vichingo nero è in corso di pubblicazione in dodici paesi.

lunedì 28 ottobre 2019

L'uomo nel pensiero di Bonaventura da Bagnoregio

L'uomo nel pensiero di Bonaventura da Bagnoregio
a cura di Irene Zavattero
pp. 372, € 23,00
Aracne Editrice, 2019
ISBN: 978-88-255-2592-2
 
«Al centro dell’universo si colloca l’uomo che, mentre si trova rivolto e sottomesso a Dio, ha nel contempo la supremazia su tutte le altre cose ». Questo passaggio, contenuto nel proemio del Commento di Bonaventura da Bagnoregio al secondo libro delle Sentenze, illustra efficacemente la centralità che la nozione di uomo riveste nel pensiero del Doctor Seraphicus. Il volume, organizzato in quattro sezioni, affronta dapprima la contestualizzazione e la discussione dell’antropologia bonaventuriana, per poi passare ad analizzare la forma e il significato della sua dottrina dell’anima, nonché, dal versante più propriamente etico, la peculiarità della condizione umana; da ultimo, si indaga la capacità dell’uomo di rinvenire nella storia i segni del Logos divino. Ne risulta il quadro di un’antropologia probabilmente inattuale, ma nondimeno ancora in grado di suscitare interesse per il tentativo filosofico di dare fondamento alla dignità dell’uomo.
Irene Zavattero è professore associato di Storia della Filosofia medievale presso l’Università degli Studi di Trento dal 2013. Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università degli Studi di Lecce nel 2001, ha insegnato all’Università degli Studi di Siena (2001-2011) e all’Université de Fribourg in Svizzera (2012). Collabora all’unità di ricerca di Trento del FIRB (Programma “Futuro in Ricerca”) “Prevedere gli eventi e controllare la natura: modelli di razionalità operativa e circolazione dei saperi nel Medioevo arabo, ebraico e latino”. Ha partecipato a vari progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale, quali “Filosofia e scienze della natura nel Medioevo. Edizioni di testi e studi critici” (Università del Salento). Il suo principale ambito di ricerca è l’etica medievale. Le sue ricerche riguardano in particolare la ricezione dell’Ethica Nicomachea di Aristotele alla Facoltà delle Arti di Parigi nel Medioevo, presso i domenicani tedeschi del XIII–XIV secolo e all’Università di Bologna nel XIII secolo.

lunedì 26 agosto 2019

Le identità regionali nell’impero tardoantico

Le identità regionali nell’impero tardoantico
a cura di Tommaso Gnoli, Valerio Neri
pp. 414, € 28,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Jouvence, 2019
ISBN: 9788878016781

Il tema dell’identità, insieme a quello a esso correlato dell’integrazione, interessa da alcuni decenni la ricerca storica antichistica, con particolare riferimento all’epoca tardoantica e altomedievale. La tematica è comprensibilmente allargabile anche alla storia sociale e all’antropologia, e nello stesso tempo si collega anche cronologicamente a epoche diverse, prima fra tutte la nostra. Il concetto di identità, quindi, si presta a una serie di considerazioni trasversali che sono raccolte in questo volume, frutto di una selezione dei più significativi e originali contributi di storici e di storiografi sul tema.
Tommaso Gnoli insegna Storia romana ed Epigrafia latina al Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna. Tra i suoi interessi scientifici le province orientali dell’Impero romano, la storiografi a tardoantica, la geografia storica del mondo antico, i culti orientali nel mondo romano, temi di storia medio e tardo-repubblicana.
Valerio Neri ha insegnato Storia romana al Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna. È specialista di Storia della tarda antichità, con particolare attenzione alla storiografia, sia pagana sia cristiana, e a tematiche economiche e sociali.

venerdì 31 maggio 2019

Maria nel Medioevo fra antropologia e teologia

Maria nel Medioevo fra antropologia e teologia
di Kari Elisabeth Børresen
pp. 256, € 24,00
Edizioni Il Pozzo di Giacobbe, 2019
ISBN: 978-88-6124-760-4
  
Alla morte di Kari E. Børresen, nell'aprile del 2016, alcune sue colleghe e amiche (Sara Cabibbo, Franca Ela Consolino, Cettina Militello, Marinella Perroni, Emanuela Prinzivalli) hanno deciso di renderle omaggio pubblicando in traduzione italiana una delle sue prime opere, Anthropologie médiévale et théologie mariale (Oslo 1971), e rendere così partecipe anche il pubblico italiano di uno degli apporti magistrali del pensiero della grande ricercatrice norvegese. La sua investigazione sul rapporto tra antropologia medievale e mariologia ha infatti segnato un punto di non ritorno della riflessione mariologica. Benché datata, quindi, essa non può comunque essere ignorata dalle nuove generazioni di studiosi, a cui il metodo di indagine di Kari Børresen mostra come soltanto la ricerca storica possa fornire lo strumentario adatto a un’adeguata comprensione della mariologia oltre che di tutta la storia del pensiero teologico. Da studiosa di storia delle idee e, in particolare, come studiosa dell’interazione fra linguaggio su Dio e antropologia, Børresen concentra il suo interesse sulla tarda antichità e sul medioevo, una stagione quanto mai decisiva per l’elaborazione dottrinale della teologia cristiana in cui affonda le sue radici, in modo tutto particolare, il pensiero mariologico. Da femminista, poi, Børresen cerca di portare alla luce i motivi alla base di quel forte androcentrismo che connota la teologia cattolica tradizionale e di cui il pensiero mariologico è stato e continua a essere uno dei vettori più potenti. La traduzione del saggio di Børresen è seguita da un suo articolo sullo stesso tema, apparso nel 1983 sulla rivista Concilium. Completano il libro una prefazione di Cettina Militello e una postfazione di Arianna Rotondo, alla quale si deve anche la cura dell’intero volume.

giovedì 20 settembre 2018

Memento mori

Memento mori
Ritualità, immagine e immaginario della morte nelle Alpi
a cura di Luca Giarelli
pp. 360, € 25,00
Youcanprint, 2018
ISBN: 8827843590

Raccolta di saggi a tema artistico, antropologico e archeologico riguardanti l'argomento della morte nell'arco alpino. Tra i soggetti esaminati vi sono i Trionfi della morte e le Danze macabre (a Clusone, Iseo, Pisogne, Bienno, Cassiglio, Pinzolo, Carisolo), le tradizioni funebri in Val d'Aosta e alta Valtellina e alcune indagini archeologiche in Trentino e nel Bellunese. In appendice la ristampa anastatica della "Mariegola della confraternita di s. Giovanni Battista in Cimbergo di Valcamonica" di don Romolo Putelli.
Luca Giarelli è il presidente della Società Storica e Antropologica di Valle Camonica.

martedì 31 luglio 2018

Medioevo segreto

Medioevo segreto
Per una antropologia del meraviglioso e dell'insolito
di Vinicio Serino
€ 19, 50
Betti Editrice, 2018
EAN: 9788875765477

Vinicio Serino con questo suo nuovo lavoro vuole portarci nel curioso mondo medievale, raccontandoci quei segreti che hanno caratterizzato quel periodo rendendolo unico e particolare. Dalla storia di un'antica pieve citata dal Codex Diplomaticus Amiatinus, e dal racconto della festa di primavera che vi si teneva come rito di fidanzamento ogni luna nuova, passando per la Via Francigena e i suoi misteri, Serino ci conduce ad ammirare l'antica spada nella roccia di San Galgano e la Rotonda di Montesiepi, tratteggia le caratteristiche di "cavalieri, dame e draghi" attraverso le loro storie, aiutando il nostro immaginario con ricche descrizioni di particolari opere, come la Fonte dell'Abbondanza di Massa Marittima, che ci aiutano a immergerci in quelle particolari atmosfere. Dalla Pia de' Tolomei ai fratelli Giulia e Alessandro Farnese, dalle "vie dell'antico sapere" alle "buone morti" e "cattive morti", un viaggio in quelle segrete mirabilia che rendono il medioevo così particolare.

lunedì 2 luglio 2018

Concezione e valore della profezia tra riflessione antropologica e funzione politca (XII-XV secolo)

Concezione e valore della profezia tra riflessione antropologica e funzione politca (XII-XV secolo)
a cura di Maria Valeria Ingegno
pp. 276, € 18,00
Aracne Editrice, 2018
ISBN: 978-88-255-1089-8
 
Quale fu la concezione della profezia sviluppata dagli intellettuali attivi fra il Medioevo e l’Età Moderna? Quale la funzione in essa riconosciuta? Il volume prende le mosse dalle ricerche condotte in merito al “fatto profetico” da Paul Alphandéry per poi ispirarsi ai risultati ottenuti in sede magistrale da Jean-Pierre Torrell. La genesi e la natura della profezia sono però indagate attraverso una varietà di proposte e di soluzioni che non si limitano all’ambito scolastico, ma si estendono anche ad altre cerchie. Al di là di ogni distinzione, a partire dal tardo Medioevo l’attività profetica si qualifica sempre più per una forte componente di riflessione di carattere politico, riflessione che perdura nella nostra cultura fino a tutto il primo Rinascimento. Realizzato da una équipe internazionale, il volume getta una luce sulla storia del pensiero religioso e politico di ambito europeo.
Maria Valeria Ignegno è nata il 20 dicembre 1972 e ha conseguito la Laurea in Storia della letteratura latina medievale all’Università di Firenze, Facoltà di Lettere, con la votazione “Trenta e lode e le congratulazioni della giuria” nel 1998. Nel 2009 ha conseguito il Diploma di dottorato in Studi medievali conseguito con il giudizio “Très honorable” all’EPHE. (École Pratique des Hautes Études, Section de Sciences Religieuses, Parigi, Sorbonne). Fra le sue pubblicazioni: « Matrimonio e divorzio in Gilberto Porretano (I Cor. VII, 1-16) », in Revue d’Études Augustiniennes et patristiques LVI (2010); Le texte biblique adopté au XIIe siècle par trois commentaires de la Ire Épître de Paul aux Corinthiens: Le cas de Gratia Dei, de Gilbert de la Porrée  et de l’Anonyme poitevin, in Traduction et texte sacré (Fès, 18–19 aprile 2012), Fès, 2014. 

mercoledì 8 giugno 2016

L'umana "Commedia" di Dante

L'umana "Commedia" di Dante
di Erminia Ardissimo
pp. 166, € 18,00
Angelo Longo Editore, 2016
ISBN: 978-88-8063-846-9
 
Dante offre nel suo poema una visione dinamica dell’essere umano, che trova la sua forma ideale nella poetica nel viaggio e nell’apertura della terzina. Tale dinamica deriva dalla concezione della vita come tensione continua verso la perfezione dell’individuo, tensione causata da un desiderio che non può essere soddisfatto se non nella sua ragione ultima, che è la «base» o il «fine di tutt’i disii». Da questo istinto, che implica libertà assoluta e si alimenta di speranza, nasce l’agire, che attua il divenire nella storia, secondo forme molteplici, di cui una delle più rappresentative è l’amore. L’immaginazione e la poesia con la loro visionarietà concorrono a mostrarne la direzione e la fattibilità.
Offrendo inedite interpretazioni, il saggio discute alcuni aspetti dell’antropologia dantesca come appare nella Commedia, oggetto privilegiato dell’analisi. Ogni argomento è discusso anche con opportuni riferimenti alle altre opere, soprattutto al trattato filosofico e al libello giovanile. L’avvio è dato da alcuni riusi della poesia di Dante nella contemporaneità, che provano come la Commedia sia un affascinante e straordinario specchio della condizione umana.
Erminia Ardissimo è Professore Associato di Letteratura Italiana, Dipartimento di Studi Umanistici, Università degli Studi di Torino.