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venerdì 20 settembre 2024

Gli Oliva. Le armi, il denaro, le arti

Gli Oliva. Le armi, il denaro, le arti
di Girolamo Allegretti
pp. 312; € 25,00
Book Stones, 2024
ISBN 979-12-80232-91-5
 
Quella dei conti di Piagnano è stata, fra le ‘signorie minori’ fiorite numerose in Appennino nel basso medioevo, una delle più notevoli e singolari. Nonostante l’esiguità, demografica ed economica, e l’irrilevanza strategica dei loro domini, gli Oliva (come presero a chiamarsi a fine ‘300) seppero farsi onore come ‘officiali’ di altissimo livello (podestà, capitani di giustizia, senatori, governatori) nelle maggiori città del Centritalia prima e poi come condottieri, valorosi e leali, contesi dalle maggiori potenze.
Girolamo Allegretti è nato nel 1938. Una laurea in lettere classiche, è storico locale, autore e curatore di decine di volumi di storia e di numerosi saggi; ha diretto per vent’anni le riviste “Studi montefeltrani” e “Pesaro città e contà”. Ora si occupa di giardinaggio e sta lavorando ad una storia dei conti Oliva di Piagnano e Piandimeleto. Ha scritto questa favoletta per ingannare il corona-virus.

lunedì 20 novembre 2023

Armi e cavalieri fra incanto e realtà

Armi e cavalieri fra incanto e realtà
di Rolando Dondarini
Illustrato da Arianna Farricella
pp. 96; € 12,00 (Acquista online don il 5% di sconto)
Minerva Edizioni, 2023
ISBN: 9788833246376

Fin dai tempi più remoti, fu vitale disporre di strumenti che consentissero non soltanto di cacciare e di difendersi dagli animali pericolosi, ma anche di prevalere sui rivali per il dominio o il controllo di terre, genti e delle loro risorse.

Per questo ruolo essenziale, le armi e i loro detentori divennero protagonisti del loro tempo, generando spesso miti e leggende. Nel millennio chiamato Medioevo, l'Europa occidentale fu investita dall'arrivo di popoli nomadi dotati di tecniche e strumenti bellici capaci di imporsi sugli eserciti romani, anche grazie a un esercizio atavico nell'uso dei cavalli, di armi e protezioni più efficaci.
Nei nuovi regni, i cavalieri costituirono una categoria di combattenti ambiti e ammirati che, durante le Crociate, acquisirono ulteriore prestigio, divenendo i protagonisti eroici di cicli di racconti e poemi leggendari.
Rolando Dondarini è professore dell'Alma Mater ed è stato ordinario di Storia Medievale dell'Università di Bologna. Per lo studio comparato degli statuti medievali ha creato, presso la Biblioteca del Senato, il Comitato Italiano per gli Studi e le Edizioni delle fonti normative, che ha pubblicato la Bibliografia Statutaria Italiana. Per la Didattica della Storia ha promosso il progetto Le radici per volare, che da decenni coinvolge centinaia di insegnanti e migliaia di studenti di ogni ordine e grado in iniziative di ricerca, apprendimento e comunicazione, tra cui la Festa internazionale della Storia, che si svolge dal 2003. Nel 2008, ha fondato il Centro Internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio (Dipast). È autore di oltre 200 pubblicazioni, tra cui molte con la casa editrice Minerva.

giovedì 13 luglio 2023

Le armi dei Templari

Le armi dei Templari
di Enzo Valentini
pp. 160, € 15,00
Penne & Papiri, 2023
ISBN: 9788889336892
 
La Regola è senza dubbio la migliore fonte per conoscere a fondo l’Ordine del Tempio, soprattutto per comprendere la sua duplice anima di organizzazione monastica e di struttura militare. Ecco quindi che nella Regola, insieme a preghiere, astinenze e digiuni, sono specificate anche le armi che ogni templare, cavaliere o sergente, riceve in dotazione, senza averne però la proprietà, per il principio di povertà individuale alla base dell’Ordine. Come pena accessoria di colpe commesse è previsto anche il divieto di toccare le armi per il periodo della punizione.

D’altra parte le armi non sono solo un mezzo per combattere, come per gli altri, ma testimoniano l’appartenenza al Tempio e sono necessarie per la difesa della Terrasanta. Per estensione del concetto dell’ora et labora di San Benedetto, per i templari il combattere può essere considerato al pari della cura dei campi per i cistercensi o della copiatura dei codici negli scriptoria per i benedettini.
Enzo Valentini, vive e lavora nella città medievale di Tuscania (Viterbo). Dal 1985 è socio della LARTI (Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani), e dal 1988 ne è Segretario Nazionale. Autore di articoli per riviste di settore e di saggi sull’argomento. Collabora anche con Keltia, Mattioli 1885, Edizioni Mediterranee e Newton Compton Editori. Con Penne e Papiri ha pubblicato “Cavalieri templari”, “I templari a Civitavecchia” e “Nel refettorio dei Templari”.

venerdì 16 ottobre 2020

Baldaccio D'Anghiari

Baldaccio D'Anghiari
L'avventura delle armi nel Quattrocento
di Alberto Barelli
pp. 576, € 25,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Minerva Edizioni, 2020
ISBN: 9788833242989
 
Il 6 settembre 1441 Baldaccio d’Anghiari, condottiero da anni al servizio di Firenze, viene ucciso a palazzo Vecchio. Dopo essere stato convocato con un pretesto dal gonfaloniere di giustizia, è assalito da un gruppo di armati che lo feriscono e lo gettano dalla finestra.
Oltre alla ricostruzione della figura di Baldaccio, fare luce su ogni aspetto del suo assassinio è l’obiettivo che si pone l’autore del libro, che in primo luogo ne indaga le ragioni inserendo la vicenda nel contesto politico e militare dell’epoca. L’indagine prende le mosse dalla terra d’origine del condottiero, Anghiari e la Valtiberina, che al tempo vede il passaggio di Borgo San Sepolcro al Comune di Firenze. La storia di Baldaccio, di cui sono narrate le imprese a partire dalle prime bravate giovanili, al suo intervento in soccorso dei genovesi impegnati nella guerra contro Milano e al tentativo di occupare Piombino, è ripercorsa fino all’ascesa militare successiva al suo passaggio al servizio di Firenze, che lo vide conquistare il conferimento della cittadinanza e la donazione di un palazzo, dove vivrà assieme a sua moglie Annalena Malatesta.
Quello che emerge è un personaggio complesso, che seppe stringere legami con papa Eugenio IV e con uno dei più insigni esponenti della dirigenza fiorentina, Neri di Gino Capponi. Eppure, dopo la sua morte, si comanderà di offuscarne la memoria. Oltre ad analizzare sotto una nuova prospettiva fatti ed episodi in parte poco noti, contribuendo a gettare una diversa luce sull’analisi di dinamiche e sconvolgimenti politici di uno dei periodi più turbolenti della storia italiana, quale fu la prima metà del Quattrocento, l’autore offre un quadro della situazione militare italiana, caratterizzata dal declino delle compagnie di ventura e dall’affermazione della figura del condottiero. Il contributo più importante è costituito dal disvelamento di retroscena dell’assassinio rimasti finora nell’ombra, attraverso l’individuazione di responsabilità da parte di personaggi che mai fino a oggi erano entrati nella vicenda. Si dimostra, infatti, come costoro abbiano avuto un ruolo chiave nell’eliminazione di colui che il Macchiavelli, pur essendo ben noto per nutrire in generale una considerazione negativa dei soldati di ventura, descrive come «uomo in guerra eccellentissimo, perché in quelli tempi non era alcuno in Italia, che di virtù di corpo e d’animo lo superasse». 
Alberto Barelli, nato a Città di Castello il 28 aprile 1969, dopo la maturità classica si è laureato in Lettere e Filosofia presso l’Università degli studi di Perugia.
Giornalista pubblicista (ha collaborato per anni con il quotidiano “La Nazione”), oggi cura rubriche in diversi...

mercoledì 7 ottobre 2020

Sigismondo Pandolfo Malatesta

Sigismondo Pandolfo Malatesta
Oggetti, relazioni e consumi alla corte di un signore del tardo medioevo
di Elisa Tosi Brandi
pp. 322, € 24,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Jouvence, 2020
ISBN: 9788878017535
 
Le vicende italiane del tardo Medioevo e le contraddizioni di un’epoca di passaggio fanno da sfondo a questo libro che indaga Sigismondo Pandolfo Malatesta attraverso la cultura materiale con l’intento di mostrare modelli di consumo e gusti di una piccola corte attorno alla metà del Quattrocento. Medaglie, libri, tarocchi, tappeti, vesti, gioielli, armi e altri oggetti commissionati o acquisiti da Sigismondo, di cui è rimasta memoria scritta, iconografi ca o materiale, sono i protagonisti di questo studio nel quale le informazioni tramandate dalle cose non si esauriscono nella loro descrizione fi sica. Gli oggetti esaminati, in dialogo con altre fonti, sono in grado di evocare fatti, persone, legami e sentimenti, restituendo una dimensione quotidiana e più intima della corte riminese malatestiana e di un signore del primo Rinascimento, che desiderò primeggiare in molti campi, compreso quello dell’esibizione delle cose più nuove, originali e raffinate.
 
Elisa Tosi Brandi, dottore di ricerca in Storia medievale, insegna e svolge attività di ricerca all’Università di Bologna. I suoi temi di studio riguardano la storia della cultura, dell’economia e della società nei secoli XIII-XVI, gli oggetti e la cultura materiale come fonte di indagine. Tra le sue ultime pubblicazioni si segnalano: L’arte del sarto nel Medioevo. Quando la moda diventa un mestiere (2017) e Il Medioevo nelle città italiane: Rimini (2017).