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lunedì 24 marzo 2025

I trovatori di Dante

I trovatori di Dante
Traduzione di Francesco Zambon
Con un saggio di Claudia Di Fonzo
pp. 120; € 12,00
Molesini Editore Venezia, 2024
ISBN: 9791281270145
 
Dante conobbe bene la poesia in lingua d’oc, una delle tre lingue – con la lingua d’oil e la lingua del sì, francese e italiano – che formano quello che egli definisce l’ydioma tripharium. Ed essi costituirono uno dei suoi modelli poetici fondamentali, dalla giovanile Vita nuova fino alla Commedia. Nel suo trattato di poetica, il De vulgari eloquentia, Dante cita a diverso titolo ben undici componimenti di sei trovatori diversi; alcuni testi sono allegati come esempi metrici o retorici, altri come espressione dei tre temi o materie da lui distinti nella poesia lirica: armi, rettitudine e amore. Nella Commedia, poi, egli mette in scena alcuni di questi poeti, ripartendoli calcolatamente nelle tre cantiche: nell’Inferno è collocato Bertran de Born, poeta delle armi, fra i seminatori di discordia; nel Purgatorio Arnaut Daniel, poeta dell’amore profano, fra i lussuriosi; nel Paradiso infine Folquet de Marselha (Folco), poeta della fede e dell’amore divino dopo aver cantato quello per le donne, fra gli spiriti amanti. E le parole che gli rivolge Arnaldo sono addirittura in lingua occitana, unico caso di discorso in lingua non italiana presente nel poema. Dante riprese inoltre in Al poco giorno e al gran cerchio d’ombra la forma metrica inventata da Arnaut Daniel, la sestina, che avrebbe avuto in seguito un immenso successo in tutte le letterature europee. Questo volume riunisce tutti i componimenti citati da Dante nel De vulgari eloquentia (oltre a una canzone di Peire d’Alvernhe e alla sestina di Arnaut, che egli imitò direttamente). Rispetto alle precedenti e analoghe sillogi di Chaytor, di Monaci e di Folena, essi sono qui per la prima volta accompagnati da una traduzione che, pur nella fedeltà al testo originale, ne rispetta rigorosamente le misure metriche.
Francesco Zambon è professore emerito di Filologia romanza presso l’Università degli Studi di Trento. Studioso di fama internazionale, ha indagato su numerosi aspetti della letteratura allegorica e religiosa del medioevo latino e romanzo (bestiari, mito del Graal, trovatori, eresia catara, mistica amorosa).
Claudia Di Fonzo è medievista e in particolare studiosa di Dante, cui ha dedicato numerose monografie e saggi. Da diversi anni si è specializzata, a proposito di Dante e di altri autori, sul rapporto fra diritto e letteratura, materia che insegna presso l’Università di Trento.

giovedì 5 dicembre 2024

Il poeta come artigiano

Il poeta come artigiano
La metafora fabbrile nella poesia dei trovatori
di Susanna Barsotti
pp. 296; € 30,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2024
ISBN: 9791254697375

Il pensiero occidentale ha prodotto una vasta quantità di riflessioni che riguardano la vicinanza tra la poesia e le arti figurative e manuali. La presentazione della metafora creativa applicata al testo non può che ricondurre alle numerose riflessioni di poetica presenti nel corpus lirico trobadorico, di cui il libro discute gli aspetti ideologici e filologico-testuali. Le rivendicazioni stilistiche rappresentano uno dei marchi distintivi della poetica trobadorica, continuamente impegnata non solo nella designazione dei sentimenti che veicola, ma anche nella descrizione dei propri espedienti linguistici e formali. I testi presi in esame sono inseriti all’interno di linee di indagine trasversali e lessicologiche e spesso presentati attraverso il confronto comparato con le fonti classiche (in primo luogo l’Ars poetica di Orazio) che sostanziano il ‘pensiero poetologico’ dei trovatori. I capitoli conferiscono priorità di analisi a lemmi ed espressioni connotate in senso fabbrile, mentre l’appendice finale presenta schede divise per singoli motivi semantici correlati al tema in esame.
Susanna Barsotti ha conseguito il dottorato in Letteratura, Arte e Storia dell’Europa Medievale e Moderna presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. I suoi lavori vertono principalmente su problemi di interpretazione e filologia testuale relativi alla lirica trobadorica e alla sua ricezione, con particolare attenzione al trovatore Raimbaut d’Aurenga. Tra le sue pubblicazioni, l’edizione del canzoniere provenzale N2 (Il canzoniere provenzale N2 [Berlin, Staatsbibliothek, Phillipps 1910]. Introduzione e edizione diplomatica, Pisa, 2022) e altri lavori concernenti questioni di semantica e lessico provenzale.

martedì 2 luglio 2024

Il trovatore Blacasset

Il trovatore Blacasset
A cura di: Barbara Francioni
pp. 293; € 28,00
Ledizioni, 2024
ISBN: 9791256001880

L’opera di Blacasset, figlio del più noto trovatore e protettore di trovatori Blacatz, appartenente a una delle ultime generazioni di poeti in lingua d’oc, attivo all’incirca tra gli anni Venti e Quaranta del XIII secolo, ha conosciuto la sua unica edizione di corpus nel 1887 per opera di Otto Klein. A distanza di più di un secolo, il volume propone un nuovo studio integrale sulla produzione del giovane signore di Aups, che non manca di picchi di originalità e ricercatezza stilistica e retorica e mostra di coprire un’ampia gamma di generi (dalla canso al gap, dalla cobla esparsa al sirventes). La restitutio textus è preceduta da un ampio inquadramento biografico e storico del trovatore ed è completata da uno studio stilistico e linguistico sui tratti localizzanti, oltre che da una precisa analisi della tradizione manoscritta, che si dimostra spesso eccentrica rispetto ai modelli canonici generalmente attestati. Le liriche sono accompagnate da schede tecniche relative a metrica, rime e bibliografia pertinente, sono introdotte ciascuna da un inquadramento storico-contenutistico e seguite da una traduzione in prosa con apparato negativo e note puntuali. Il volume include, infine, un breve glossario che presenta le scelte lessicali più significative del poeta provenzale.
Barbara Francioni laureatasi presso l’Università degli Studi di Bari nel 2019 con una tesi sull’edizione critica del trovatore Blacasset sotto la direzione del Prof. Riccardo Viel, Barbara Francioni ha ottenuto il titolo di Dottoressa di Ricerca nel 2023 presso l’Università degli Studi di Siena, in cotutela con l’Université de Lorraine e il laboratorio ATILF, con una tesi sulla stratigrafia linguistica del canzoniere estense (D-Da) diretta dal Prof. Fabrizio Cigni e dal Prof. Yan Greub.

lunedì 17 giugno 2024

Fernan Gonçalvez de Seabra, “Cantigas”

Fernan Gonçalvez de Seabra, “Cantigas”
Edizione critica a cura di Mariagrazia Staffieri
pp. 217; € 28,00 (Scarica il PDF gratuito qui)
Ledizioni, 2024
ISBN: 9791256001798

Fernan Gonçalvez de Seabra, trovatore galego-portoghese di origini leonesi, è autore di sedici canzoni d’amore, di cui quindici cantigas de amor e una cantiga de amigo. Raffinato cantore della poesia di argomento amoroso-cortese, tipica della scuola trobadorica galego-portoghese, Seabra colloca al centro del suo corpus poetico la forza inarrestabile di un amore estremamente angosciante e doloroso. Le sue cantigas, infatti, seguono le tradizionali sfumature di questo genere e ne riecheggiano i topoi più comuni, non rinunciando comunque a parziali impulsi innovativi. Si può così apprezzare una sottile eleganza retorica e tecnica, ben notevole nella tendenza all’omogeneità testuale e nelle accurate sperimentazioni offerte dal trovatore, il quale mostra un raffinato gusto per la variatio tematica, nonché per i continui monologhi interiori. L’edizione monografica che qui si offre mira a restituire i testi del trovatore mediante una sicura metodologia filologica di stampo lachmanniano, nonché a fornire una precisa caratterizzazione storico-letteraria e linguistica del poeta, attraverso il corposo studio introduttivo, che implica anche un approfondito esame della tradizione manoscritta, volto a spiegare eventuali lacune e problemi legati alla trasmissione dei testi.
Mariagrazia Staffieri è dottoranda di ricerca in “Scienze del testo dal Medioevo alla modernità: filologie medievali, paleografia, studi romanzi” presso La Sapienza – Università degli Studi di Roma (XXXVIII ciclo). Il suo progetto scientifico verte sull’analisi della sintassi nella lirica trobadorica provenzale. I suoi interessi di ricerca sono orientati verso la lirica galego-portoghese, la linguistica romanza e le digital humanities.

sabato 27 aprile 2024

Personaggi e motivi arturiani nella poesia di trovatori e trovieri

Personaggi e motivi arturiani nella poesia di trovatori e trovieri
di Margherita Bisceglia
pp. 272; € 130,00
L'Erma di Bretschnider, 2024
ISBN: 9788891333056
 
A partire dalle citazioni onomastiche di personaggi come Artù, Tristano e Merlino nelle liriche di trovatori e trovieri, nel volume si stabilisce una connessione fra la lirica medievale romanza e la tradizione della narrativa arturiana. L’uso di exempla e di motivi riconducibili al romanzo arturiano risulta ben consolidato in entrambe le tradizioni poetiche esaminate, in cui ampio spazio è dato naturalmente alla vicenda tristaniana e ai suoi protagonisti, ma nelle quali non mancano riferimenti agli altri personaggi. Il lavoro è strutturato dunque in due parti, la prima dedicata alla materia tristaniana, la seconda incentrata sulla materia arturiana. Non di rado, i contesti e gli ambienti in cui si sviluppa la narrativa sono vicini a quelli in cui si produce e circola la lirica di matrice trobadorica. Di conseguenza, sia sul piano formale e lessicale sia sul piano ideologico e dottrinale, si rilevano fra le due espressioni artistico-letterarie punti di incontro e confronto. Queste pagine offrono un’analisi dei riferimenti ai personaggi arturiani individuati nella poesia dei trovatori e dei trovieri, accompagnata da un esame delle convergenze fra lirica e narrativa in corrispondenza dei rinvii, senza trascurare uno sguardo d'insieme volto a far luce sulle funzioni assunte dalle figure citate e sulle modalità con cui esse vengono integrate nel discorso lirico sviluppatosi fra XII e XIII secolo in ambito galloromanzo.
Margherita Bisceglia (San Giovanni Rotondo 1992), dopo la Laurea magistrale in Filologia Moderna, ha frequentato il Dottorato in Scienze del Testo presso l’Università di Roma Sapienza in cotutela con l’Universitat de Barcelona. Nel luglio 2021 ha conseguito il titolo di Dottoressa di Ricerca, discutendo una tesi sui personaggi e i motivi arturiani nella lirica galloromanza, sotto la direzione congiunta del prof. Paolo Canettieri e della prof.ssa. Meritxell Simó. Attualmente è assegnista di ricerca presso l’Università di Roma Sapienza, i suoi interessi sono rivolti principalmente alla lirica dei trovieri e alla narrativa arturiana in versi.

giovedì 15 giugno 2023

Dante romanzo

Dante romanzo
a cura di Giuseppina Brunetti
pp. 160, € 25,00
Bononia University Press, 2023
ISBN: 9791254771990


Il volume è parte della collana Filologicamente che raccoglie le ricerche di Filologia romanza elaborate nel Dipartimento di Filologia classica e italianistica dell’Università di Bologna. Dall’officina filologica, ossia dagli strumenti umani della filologia, questa collana nuova prende il suo più intimo colore: sin dall’immagine medievale e bolognese posta in copertina, con la miniatura della costruzione di San Petronio – una costruzione lenta, artigianale, plurale quanto specializzata nel particolare sistema e perciò attenta – sino al titolo scelto che al più beneaugurante “Studi e testi” premette un avverbio.
Il volume "Dante romanzo" contiene: "Testi, temi e forme romanze nell’opera di Dante"
Giuseppina Brunetti: Introduzione. Verso un Dizionario di testi, temi e forme romanze nell’opera di Dante
Roberto Antonelli: Le letture romanze, la lirica, la Commedia
Paolo Canettieri: I trovatori come personaggi di una Commedia
Giovanna Santini: Trovatori e rime nella Commedia
Stefano Resconi: Il canone provenzale del De vulgari eloquentia nella prospettiva della tradizione manoscritta trobadorica
Claudio Lagomarsini: La materia arturiana nei primi commentatori di Dante: una ricognizione
Lucilla Spetia: Il canzoniere francese di Zagabria e la tradizione lirica oitanica nel Veneto: appunti per la biblioteca di Dante
Alessandra Forte: Tracce romanze nella tradizione miniata della Commedia
Giuseppina Brunetti è Professore ordinario all’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna ove dal 2000 insegna Filologia e linguistica romanza.Gli interessi di ricerca sono rivolti in particolare alla critica del testo, alla lirica italiana e romanza, al romanzo antico, alla storia dei metodi filologici. Attualmente incentra la sua ricerca sugli autografi letterari e sul romanzo medioevale.

lunedì 8 maggio 2023

La società dei poeti

La società dei poeti
Per una nuova sociologia dei trovatori
di Simone Marcenaro
Premessa di Maria Luisa Meneghetti
pp. 276, € 26,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Mimesis Edizioni, 2023
ISBN: 9788857593906

La poesia dei trovatori occitani può essere letta secondo molte prospettive. Una di queste è quella sociologica, che fu impiegata, attorno alla metà del secolo scorso, dal grande romanista Erich Köhler per istituire una relazione tra le ragioni della fin’amor trobadorica e la conformazione della sua struttura ideologica. L’idea che sta alla base di questo studio è invece orientata a rideterminare il peso della struttura sociale entro la quale agiscono i poeti e i loro mecenati, indagando i diversi aspetti della società dei trovatori, intesi anzitutto come un gruppo sociale che si articola al suo interno mediante strutture reticolari. Nella convinzione che l’elemento socioculturale sia fondamentale per definire un fenomeno letterario nella sua interezza, le indagini qui proposte offrono un panorama rinnovato, fondato prima di tutto sull’analisi testuale e sulla considerazione del contesto storico, sociale e culturale in cui è pensabile la figura del trovatore. 
Simone Marcenaro (Finale Ligure, 1978) insegna Filologia e Linguistica romanza all’Università degli Studi del Molise. Si è occupato soprattutto di lirica medievale, pubblicando edizioni critiche di trovatori galego-portoghesi e numerosi studi di argomento filologico, linguistico e letterario, che comprendono anche gli ambiti della poesia trobadorica provenzale, di quella italiana del Duecento e di quella anglonormanna.
Maria Luisa Meneghetti ha insegnato Filologia romanza nelle Università di Padova, Pavia, Tuscia, Siena e presso l’Università degli Studi di Milano. È stata professore invitato presso il Centre d'Études Supérieures de Civilisation Médiévale dell'Université de Poitiers, l’Universidade de Santiago de Compostela, l’Université Paris-IV Sorbonne (Chaire Dupront); è stata George A. Miller Visiting Professor presso il Center for Advanced Studies dell’University of Illinois (Urbana-Champaign). È attualmente presidente della Società Italiana di Filologia Romanza (SIFR). Si è occupata soprattutto di storiografia anglo-normanna, del romanzo medievale europeo, di epica francese e castigliana, di lirica romanza dei primi secoli, di iconografia letteraria.

giovedì 24 giugno 2021

Poeti, trovatori, cantastorie

Poeti, trovatori, cantastorie
Il Medioevo ri-suona a Bologna per Dante
di Giuseppina Brunetti 
pp. 112, € 15,00
Bononia University Press, 2021
ISBN: 9788869238055
 
Il presente volume parte da un’iniziativa concepita nell’anno dantesco e sostenuta dal Comitato Nazionale per la celebrazione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri e dal Comune di Bologna: uno spettacolo in cui per la prima volta le poesie medievali di trovatori e trovieri, conosciute da Dante e citate nel De vulgari eloquentia, vengono ri-suonate a partire dalle musiche (consustanziali al testo verbale) trasmesse dai manoscritti antichi e arrangiate modernamente dal maestro Romeo ed eseguite dall’Ensemble Coblas esparsas (Clara Cocco, flauto; Miriam Fantacone, soprano; Elisabeth Reolid Felipe, viola; Carlo Piva, chitarra classica); un revival che riprende anche musiche successive di qualche decennio (è il caso del testo eseguito di Federico II di Svevia) o ‘veste’ con musiche originali altri testi: quelli goliardici dei Carmina Burana (che pure ebbero musica originaria e furono poi riletti nella celebre versione di C. Orff) o le liriche di Guinizzelli e Dante che, non concepite come quelle dei trovatori in sinolo con la musica – essendosi il cosiddetto ‘divorzio’ fra musica e poesia del tutto consumato –, sappiamo tuttavia che potevano assumere intonazione e peculiare musicabilità . Il termine tecnico del ‘vestire’ ricorre peraltro in Boccaccio ove se non si nomina l’amicizia con Casella – che notoriamente nella Commedia intona per Dante, dolcemente, la sua Amor che nella mente mi ragiona (Purg. II, 106-114), quella qui riproposta nella scrittura del maestro Romeo – si scrive esplicitamente: «Sommamente si dilettò in suoni e in canti nella sua giovanezza, e a ciascuno che a que’ tempi era ottimo cantatore o sonatore fu amico e ebbe sua usanza; e assai cose, da questo diletto tirato, compose, le quali di piacevole e maestrevole nota a questi cotali facea rivestire».
Giuseppina Brunetti è Professore ordinario all’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna ove dal 2000 insegna Filologia e linguistica romanza.Gli interessi di ricerca sono rivolti in particolare alla critica del testo, alla lirica italiana e romanza, al romanzo antico, alla storia dei metodi filologici. Attualmente incentra la sua ricerca sugli autografi letterari e sul romanzo medioevale.

giovedì 6 agosto 2020

I trovatori d'Italia. Repertorio bibliografico

I trovatori d'Italia. Repertorio bibliografico
di Maria Grazia Capusso, Frej Moretti
pp. 288, € 25,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Pacini Editore, 2020
ISBN: 978-88-6995-709-3

«Come annunciato al Colloque International Les Troubadours et l'Italie (XIIIe-XVIe siècle), svolto a Montpellier nel giugno 2012, era da tempo in preparazione da parte degli autori di questo volume un repertorio bibliografico il più possibile completo ed aggiornato relativo ai trovatori di nascita italiana documentata o presunta, quasi tutti assai meno studiati rispetto ai contemporanei o di poco antecedenti colleghi occitani trasferiti in Italia. L'esiguità attuale dei punti di riferimento è evidente a chiunque frequenti questo settore, marginale non solo geograficamente, degli studi trobadorici: ben pochi provenzalisti (quasi tutti italiani) se ne sono occupati, in direzione specifica e ancora più raramente sistematica. Ormai è passato un secolo dalla meritoria e multiforme attività di Giulio Bertoni a cui si deve, oltre a numerosi e documentati studi critici, l'unico repertorio (datato 1915) che rappresenta insieme un'esauriente introduzione, almeno per i tempi, ed un'eccellente antologia. Quasi nulli i precedenti (a parte quelli storicamente validi dello Schultz-Gora) e più che rari gli interventi successivi, fra cui spicca l'imponente raccolta di testi di argomento storico curata da Vincenzo De Bartholomaeis, attualmente in corso di sistematica revisione da parte del gruppo di studiosi coordinato da Paolo Di Luca. A questi lavori d'insieme si sono affiancate poche altre circoscritte antologie, da quella asciutta ma tuttora utile di Francesco A. Ugolini a più recenti raccolte imperniate su alcune corti riconosciute quali centri coagulatori dell'attività trobadorica: a cura rispettiva di Giuliana Bettini Biagini (Estensi), Gilda Caiti-Russo (Malaspina), infine Marco Piccat (corti piemontesi di Monferrato, Savoia, Saluzzo)...».

mercoledì 17 giugno 2020

Amori cortesi. Scritti sui trovatori

mercoledì 22 aprile 2020

Las leys d'amors. Redazione lunga in prosa

Las leys d'amors. Redazione lunga in prosa
Edizione critica a cura di Beatrice Fedi
pp. VIII-910, € 120,00
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-967-3
Sulla genesi e la ricezione dell’ampio progetto di divulgazione metrico-retorica e grammaticale elaborato attorno alla metà del XIV secolo a Toulouse dai membri del Concistori votati alla diffusione della Gaya Sciensa e tràdito con il titolo di Leys d’Amors o Flors del Gay Saber restano ancora molti interrogativi. Il corpus consta di tre versioni, di cui due in prosa ed una metrica per un totale di quattro manoscritti ed un frammento. La presente edizione critica, che ha per oggetto la redazione lunga in prosa, è la prima basata su di una recensio completa e concepita per documentare le diverse fasi elaborative dell’opera: il manoscritto base si caratterizza infatti come opus in fieri dalle numerose ed articolate riscritture. La scelta di un’edizione genetica è inoltre motivata dalla volontà di offrire uno strumento che permetta di indagare sui rapporti con le altre redazioni e con i dottrinari coevi o che dalle Leys d’Amors hanno preso ispirazione, nell'intento di contribuire a incrementare la conoscenza della tradizione e della cultura trobadorica che caratterizza il Trecento occitano-catalano.
Beatrice Fedi è Ricercatore del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderna all'Universtà degli Studi"G. d'Annunzio".

lunedì 20 aprile 2020

Federico II e i trovatori

Federico II e i trovatori
di Francesco Saverio Annunziata
pp. ?, € 29,00
Viella, 2020
ISBN: 9788833132907 

Dalla lotta per la conquista dell’impero alla crociata in Terrasanta, dai conflitti con i comuni lombardi al ruolo giocato nel Sud della Francia, le poesie dei trovatori consentono di ricostruire la ricezione dei principali avvenimenti di cui Federico II di Svevia fu protagonista. Il presente volume costituisce la prima analisi sistematica delle liriche trobadoriche relative all’imperatore.
Questa “storia poetica” consente non solo di gettare nuova luce sui rapporti di Federico II con i poeti provenzali ma anche di esaminare alcuni aspetti della poesia occitanica nel corso del XIII secolo, quali la diaspora italiana dei trovatori e il loro rapporto con il potere, la progressiva politicizzazione del trobar e il ruolo di modello che esso ha svolto per le tradizioni poetiche successive, in primis per la Scuola siciliana.
Francesco Saverio Annunziata ha conseguito il dottorato di ricerca in Filologia presso l’Università di Napoli Federico II; si occupa di lirica occitana e dei rapporti tra storia, lingua e letteratura.

domenica 12 maggio 2019

La poesia oggettiva nella letteratura catalana medievale

La poesia oggettiva nella letteratura catalana medievale
di Anna Maria Campagna, Michela Letizia, Núria Puigdevall Bafaluy
pp. 344, € 20,00
Aracne Editrice, 2019
ISBN: 978-88-255-2337-9

Se esiste una storia della poesia amorosa, il mutamento e la variazione ne determinano i molti fili conduttori. Questa antologia ne mette a fuoco uno: l’oggettività della prospettiva. I testi catalani scelti e tradotti permettono di osservare come la lirica dei trovatori trovi una sua riformulazione nel realismo della produzione letteraria della Corona d’Aragona, attraverso dialoghi ed elementi narrativi che contestualizzano il discorso poetico inserendosi nelle sue forme metriche, nella sua struttura e nei suoi contenuti. Una nota informativa, a mo’ di postfazione, è dedicata alla tradizione manoscritta delle poesie raccolte, ai loro canzonieri e al canone letterario che si determina per i secoli successivi.
Anna Maria Compagna (Napoli 1952) è professore di Filologia e linguistica romanza dal 1986. Ha insegnato prima all’Università degli Studi di Udine fino al 1990 poi all’Università degli Studi di Napoli Federico II, dal 2012 come professore di I fascia. Membro della Reial Acadèmia de Bones Lletres de Barcelona, tra le sue pubblicazioni principali: Fonti Aragonesi, vol. X, Napoli, Accademia Pontaniana, 1979; Testi lucani del Quattro e Cinquecento, Napoli, Liguori, 1983; Lupo de Spechio, Summa dei re di Napoli e Sicilia e dei re d'Aragona, Napoli, Liguori, 1990, Guillem de Torroella, La faula, edició crítica, Barcelona, Publicacions de l’Abadia de Montserrat, 2007, La storia di Jacob Xalabín, introduzione di Núria Puigdevall Bafaluy, edizione critica e traduzione italiana, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2010. Tra i suoi ambiti di ricerca ci sono le influenze reciproche fra Italia e Catalogna e l’edizione di testi.
Michela Letizia è dottore di ricerca in Filologia e linguistica romanza. Il suo ambito di studio e di ricerca riguarda soprattutto la poesia catalana medievale, nelle sue caratteristiche e nei suoi rapporti con la produzione letteraria italiana. Si è occupata altresì di traduzione, dedicandosi soprattutto all’opera di Andreu Febrer, traduttore della Divina Commedia di Dante. Vive e lavora in Veneto, dove insegna presso la scuola secondaria superiore.
Núria Puigdevall Bafaluy è docente di Lingua spagnola e catalana presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli.

sabato 12 gennaio 2019

La lingua dei trobadores

La lingua dei trobadores
Profilo storico-linguistico della poesia galego-portoghese medievale
di Simone Marcenaro
pp. 212, € 25,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2019
ISBN: 9788833130934

Che cos’è il galego-portoghese? La lingua dei poeti, dagli ultimi anni del XII secolo fino alla metà del Trecento, è la stessa usata per le opere in prosa o nei documenti giuridici e notarili? Quali sono le sue principali caratteristiche?
Il manuale prova a rispondere a queste domande, seguendo un’impostazione didattica rivolta anzitutto agli studenti di Filologia romanza e Letteratura portoghese che si misurino per la prima volta con questa affascinante tradizione letteraria.
Il volume si divide in due parti: nella prima si propongono i lineamenti di grammatica storica della lingua galega, soffermandosi in particolare sul rapporto che la lega al portoghese e prestando attenzione alle prime attestazioni scritte. La seconda parte affronta invece la lingua dei trobadores, offrendone una descrizione il più possibile esaustiva che prenda in esame – per la prima volta in un manuale di questo genere – le variazioni grafiche, fonetiche e morfologiche inferibili esclusivamente dall’analisi diretta dei canzonieri.
Simone Marcenaro ha conseguito il Dottorato di ricerca presso la Scuola di Dottorato europeo in Filologia romanza dell’Università di Siena. Si è occupato di lirica satirica galegoportoghese, in una prospettiva comparatistica con la poesia trobadorica occitana. Ha curato l’antologia di testi con traduzione a fronte e commento Canti di scherno e maldicenza e sta lavorando con Pilar Lorenzo Gradín all’edizione critica del trobador portoghese Roi Queimado.

venerdì 5 ottobre 2018

La lingua delle cantigas

La lingua delle cantigas
Grammatica del galego-portoghese
di Par Larson
pp. 140. € 16,00
Carocci, 2018
ISBN: 9788843093953

Tra gli ultimi decenni del XII secolo e la metà del XIV, i trobadores galego-portoghesi crearono un corpus di poesia amorosa, satirica, morale e religiosa che poco ha da invidiare alle opere dei coevi trovatori e trovieri provenzali, francesi e italiani. La parlata della Galizia – il finis terrae atlantico fino ad allora noto soprattutto come meta di pellegrinaggi – e del Nord del Portogallo divenne così la principale lingua lirica della Penisola iberica, praticata da nobili, chierici e giullari, nonché da due re, mecenati e raffinati poeti: Alfonso X di Castiglia e León (1252-84) e Don Denis di Portogallo (1279-1325). In Italia, questa scuola poetica è stata oggetto di studio fin dall'Ottocento da parte di filologi di vaglia (un nome per tutti: Ernesto Monaci), che hanno aperto la strada con approfonditi lavori sia sugli aspetti letterari, ecdotici e metrici, sia sulla tradizione manoscritta. Mancavano finora studi incentrati specificamente sulla lingua delle cantigas de amor, de amigo, d’escarnio e de mal dizer, nonché delle Cantigas de Santa Maria di Alfonso X. Questa grammatica, d’impostazione innovativa, è il primo tentativo di descrizione sistematica del galego-portoghese, che ha il fine di agevolare la lettura e la comprensione dei testi da parte degli studenti universitari.
Par Larson è primo ricercatore all’Istituto CNR Opera del Vocabolario Italiano di Firenze. Linguista e filologo, oltre che di lessicografia e grammatica storica, si occupa anche di lirica romanza del medioevo. È socio dell’Accademia della Crusca, presso la quale ha pubblicato nel 1995 il pionieristico Glossario diplomatico toscano avanti il 1200.

sabato 15 settembre 2018

I Trovatori

I Trovatori
Musica e poesia. I prima cantautori della storia.
di Marcello Schembri
pp. XII+324, € 33,00
Zecchini Editore, 2018
ISBN: 978-88-6540-198-9

C’aisi vauc entrebescant los motz e.l so afinant: lengua entrebescada es en la baizada.
(Così vado intrecciando le parole e affinando la melodia: [come] la lingua è intrecciata nel bacio.)
Bernart Marti (metà XII secolo), Bel m’es lan latz la fontana.
Per la prima volta un manuale che offre un quadro essenziale ed esauriente dei temi fondamentali inerenti ai talentosi poeti-compositori-esecutori di lingua d'oc, artefici di una magica alchimia di parole e suoni, artisti a tuttotondo, illustri avi degli odierni cantautori. Per ristabilire il giusto equilibrio (sempre invocato e mai attuato negli studi ad essi dedicati) tra le due componenti fondanti della loro arte — la musica e la poesia — al fine di riguardarla non come fenomeno poetico e musicale ma bensì, più propriamente, poetico-musicale. Per comprendere appieno, anche attraverso inedite letture comparate tra la loro esperienza artistica e il mondo musicale moderno (assai prossimo, mutatis mutandis, a quello dei trovatori), un universo culturale straordinario e un'epoca tra le più affascinanti della storia dell'Occidente.

sabato 9 giugno 2018

L'altra poesia

L'altra poesia
Arte giullaresca e letteratura nel Basso Medioevo
di Elisabetta Tonello
pp. 274, € 24,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Mimesis Edizioni, 2018
ISBN: 9788857549224

I giullari, ufficialmente emarginati e condannati dalla legge, furono di fatto normalmente accolti nella vita quotidiana di diversi gruppi sociali. La loro presenza extra-ordinaria, ammessa nelle occasioni di festa, come nei luoghi del potere e della cristianità, marca l’eccezionalità di certi riti di passaggio e di determinati contesti, confermando in qualche modo il rassicurante ordine che presiede, almeno in teoria, alla civiltà medievale. Le loro performance vanno dalla pratica acrobatica, attoriale e musicale a quella canora e poetica. Un problema centrale, nella ricerca storico-culturale e letteraria sulla giulleria italiana, è rappresentato dal caos terminologico che investe la figura del giullare. Per questo il volume inizia affrontando la questione da un punto di vista di semantica storica, per procedere poi a una (ri)definizione dei repertori e dello status sociale del giullare (attraverso le pagine degli scrittori cristiani, degli statuti e della letteratura). La sezione conclusiva si concentra, invece, sui testi giullareschi, con l’obiettivo di riflettere sulle fasi di quel processo, lento ma riconoscibile, che porterà il giullare a “farsi” poeta.
Elisabetta Tonello è ricercatrice in Letteratura italiana presso l’Università e.Campus. Nel 2013 ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università di Ferrara, con una tesi di filologia dantesca. Tra le sue pubblicazioni si segnala la monografia Sulla tradizione tosco-fiorentina della Commedia di Dante (secoli XIV-XV) (Padova, 2018) oltre a saggi su Boccaccio, Monteverdi e Gozzano.

lunedì 21 maggio 2018

Sordel de Godio

Sordel de Godio
di Lucia Florio
pp. 168, € 12,00
Editoriale Sometti, 2018
ISBN: 978-88-7495-703-3

Sordello da Goito rimane ancora oggi un personaggio avvolto nel mistero.
Poeta trovatore, letterato, instancabile corteggiatore, la sua biografia ha pochi dati certi e poche tracce materiali rimangono del suo passaggio nell’Italia (e l’Europa) del XIII secolo.
Una figura sfuggente e camaleontica che ha alimentato leggende e racconti orali, su cui Lucia Fiorio ricostruisce una storia dai tratti picareschi: una vida di Sordel de Godio gioiosa e immaginifica, una sceneggiatura medievale ambientata nella Goito duecentesca attraverso un’originale narrazione che mischia italiano e lingua volgare in un gramelot ironico e immediato.

mercoledì 25 aprile 2018

Ronsasvals

Ronsasvals
a cura di Beatrice Solla
pp. 208, € 22,00
Carocci, 2018
ISBN: 9788843091195
 
Il Ronsasvals è l’unico poema epico in lingua d’oc che narra in soli 1.803 versi l’episodio della disfatta subita a Roncisvalle dalla retroguardia di Carlo Magno. Il racconto è ben costruito sull’alternanza tra momenti emozionanti e di alto eroismo e altri drammatici o patetici. Il testo è caratterizzato da tratti peculiari – come i residui di assonanza e gli alessandrini intercalati tra i décasyllabes – e da indizi di “meridionalità” che conferiscono alla tradizione rolandiana occitanica un notevole grado di originalità e di eccezionalità. Alla materia rolandiana l’anonimo autore intreccia echi trobadorici e tematiche risalenti a tradizioni epiche arcaiche, rimodellando il materiale sulla base di un gusto più moderno e contemporaneo alla civiltà e alla cultura del suo tempo, che sperava nel riscatto della società meridionale da quella francese, la quale ne aveva annientato il mondo e gli ideali con la crociata contro gli Albigesi.
Beatrice Solla è dottore di ricerca in Filologia antica, medievale e moderna. È autrice di diversi saggi di argomento galloromanzo e ha curato l’edizione del Canzoniere Occitano L. Attualmente le sue ricerche sono rivolte alla narrativa in lingua d’oc.

domenica 1 aprile 2018

Orazio: tradizione e fortuna in area trobadorica

Orazio: tradizione e fortuna in area trobadorica
di Marco Bernardi
€ 39,00
Viella, 2018
ISBN: 9788833130033

I rapporti tra la poesia trobadorica e quella d’età classica vantano un’antica tradizione di studi che riguardò in primo luogo Ovidio e Virgilio. Con questo volume si intendono porre le basi per un nuovo capitolo dedicato a Orazio.
Della sua poesia viene studiata la circolazione in area francese attraverso l’esame diretto di un significativo campione di codici del X-XII secolo e in particolare di quelli d’area aquitana: tra questi spicca il Par. lat. 7979 con il suo ricco apparato di glosse galloromanze. L’indagine si sofferma poi sulla presenza dell’opera oraziana nei canoni scolastici coevi, sulle funzioni che le erano riconosciute, sui cambiamenti che le riguardarono, con un’attenzione particolare per la rete di centri che nel Midi avrebbero potuto offrire istruzione a futuri trovatori.
Così si definiscono meglio certi connotati storico-culturali meno evidenti di quell’ultima fase dell’aetas horatiana, che vide anche i primi passi della nascente letteratura in lingua d’oc.
Marco Bernardi è ricercatore in Filologia romanza presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Si è occupato degli studi dell’umanista Angelo Colocci, di volgarizzamenti italiani di romanzi mediofrancesi e dei rapporti tra letteratura in latino e in volgare nel Medioevo romanzo.