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mercoledì 14 giugno 2023

Insegnare e disputare

Insegnare e disputare
La vita intellettuale e universitaria nel Medioevo
a cura di Elisa Coda
pp. 152, € 28,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2023
ISBN: 9788829020317

La quaestio è la forma classica della vita universitaria medievale. Gli studi raccolti nel volume offrono un quadro delle origini, della struttura e dello sviluppo di questo modello argomentativo che ancora oggi ispira il dibattito intellettuale, con la sua tipica comparazione fra ragioni a favore e contro una tesi. Nata da un intreccio di tradizioni filosofiche di epoca classica – Aristotele, Cicerone – e con il concorso di forme argomentative appartenenti ad ambiti disciplinari così diversi tra loro come l’oratoria giuridica, le controversie di ambito medico, la disputa fra sostenitori di posizioni teologiche contrapposte, la quaestio universitaria medievale si caratterizza per due aspetti: l’argomentazione pro e contro diviene la forma dell’insegnamento superiore, e da questa argomentazione si crede fermamente che scaturisca non un’opinione prevalente su altre, ma una verità a cui attenersi nel sistema del sapere. Il libro contiene anche un esame comparativo fra alcuni aspetti della disputa universitaria del mondo latino medievale e i metodi e i tipi di quella arabo-islamica consolidatasi nei primi secoli dell’Islam, nonché una sintesi della storia della trasmissione del modello latino medievale in ambiente ebraico, iberico e italiano.
Elisa Coda è Marie Curie Fellow presso il Centre Jean-Pépin UMR 8230 CNRS Paris e si occupa della ricezione araba, ebraica e latina medievale della cosmologia aristotelica.

giovedì 15 settembre 2022

I diritti del Medioevo italiano

I diritti del Medioevo italiano
Secoli XI-XV
di Mario Ascheri
pp. 452, € 20,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2022
ISBN: 9788829015993
 
Questo libro introduce al mondo giuridico del Medioevo, ai suoi testi e alla storiografia cui essi hanno dato vita, sottolineando il particolare rilievo che il diritto ebbe in quel tempo e la complessa eredità da esso lasciata non solo al nostro Paese ma a tutta l'Europa. Nelle prima delle tre parti di cui il volume si compone si dà un quadro della situazione preesistente al grande sviluppo inaugurato con il 1100: quali erano i testi normativi importanti, come si usavano, come si amministrava la giustizia nella frammentata Italia del tempo. Nella seconda si dà conto della straordinaria novità costituita dalle Università, a partire da quella di Bologna: la professionalizzazione degli operatori del diritto e la loro internazionalità furono un fatto nuovissimo, che configurò in modo peculiare lo stesso Papato, i Comuni e il Regno per antonomasia, tratti ad utilizzare ora in modo corposo lo strumento della legislazione. La terza parte, dedicata al consolidamento del sistema giuridico costruito dai giuristi, con i vari livelli di giuridicità (universale e locale, legislativa e dottrinale-giurisprudenziale), mostra la eccezionale vitalità di quella costruzione e la sua pervasività da metà Duecento al Quattrocento compreso. Da allora, si sostiene, ne è rimasta durevolmente caratterizzata la civiltà europea. Quel Medioevo con diritti e fonti molteplici, universitarie, consuetudinarie e legislative, preparò infatti gli Stati e le società moderne.
Mario Ascheri è stato professore di Storia del Diritto italiano nelle Università di Roma Tre, Sassari e Siena. Specialista di diritto e istituzioni medievali, ha pubblicato, tra l’altro, Tribunali, giuristi e istituzioni dal Medioevo all’Età moderna (Il Mulino, 1996), Le città-Stato (Il Mulino, 2006) e Introduzione storica al diritto moderno e contemporaneo (Giappichelli, 2008).

martedì 26 luglio 2022

I luoghi del sapere nel Medioevo

I luoghi del sapere nel Medioevo
di Jacques Verger
pp. 184, € 15,00
Jaca Book, 2022
ISBN: 978-88-16-41756-4
 
Il mondo universitario del XIII secolo, con le sue «libertà» e le sue «costrizioni», è il contesto in cui si è elaborata la teologia di grandi dottori della Chiesa come Alessandro di Hales, Bonaventura e Tommaso d’Aquino. Verger ci introdue a quel mondo, mostrandoci il suo costituirsi e il suo organizzarsi in istituzione, le sue tensioni interne, gli interessi e i controlli politico-religiosi che vi si manifestano, le prassi dell’insegnamento, ma anche i fattori che finirono per garantire ai teologi uno statuto sociale, mezzi concreti di esistenza e di lavoro, libertà di pensiero e di parola. Sarebbe impossibile comprendere lo sviluppo della teologia del XIII secolo se si trascurasse il nuovo quadro istituzionale dell’università, nato dalla convergenza, eccezionale nella storia, della riflessione dei maestri, dell’entusiasmo degli studenti, dell’interesse dei prìncipi e della sollecitudine della Chiesa. Apre il volume un saggio dello stesso autore dedicato alla sociologia della conoscenza teologica nel Medioevo, che ripercorre le tappe di tale appassionante evoluzione.

Jacques Verger (1943), insigne medievista francese specializzato in storia delle università medievali, già allievo di Michel Mollat, Jacques Le Goff e Philippe Contamine. Membro dell’Académie des Inscriptions et Belles-lettres, dell’École Française di Roma, oltre che direttore di studi presso l’École Pratique des Hautes Études, è oggi professore emerito dell’Università di Parigi IV Sorbona, di cui ha per molti anni retto la cattedra di Storia medievale.

mercoledì 27 aprile 2022

I luoghi del sapere nel Medioevo

I luoghi del sapere nel Medioevo
di Jaques verger
pp. 184, € 15,00
Jaca Bok, 2022
ISBN: 978-88-16-41756-4
 
Il mondo universitario del XIII secolo, con le sue «libertà» e le sue «costrizioni», è il contesto in cui si è elaborata la teologia di grandi dottori della Chiesa come Alessandro di Hales, Bonaventura e Tommaso d’Aquino. Verger ci introdue a quel mondo, mostrandoci il suo costituirsi e il suo organizzarsi in istituzione, le sue tensioni interne, gli interessi e i controlli politico-religiosi che vi si manifestano, le prassi dell’insegnamento, ma anche i fattori che finirono per garantire ai teologi uno statuto sociale, mezzi concreti di esistenza e di lavoro, libertà di pensiero e di parola. Sarebbe impossibile comprendere lo sviluppo della teologia del XIII secolo se si trascurasse il nuovo quadro istituzionale dell’università, nato dalla convergenza, eccezionale nella storia, della riflessione dei maestri, dell’entusiasmo degli studenti, dell’interesse dei prìncipi e della sollecitudine della Chiesa. Apre il volume un saggio dello stesso autore dedicato alla sociologia della conoscenza teologica nel Medioevo, che ripercorre le tappe di tale appassionante evoluzione.

Jacques Verger (1943), insigne medievista francese specializzato in storia delle università medievali, già allievo di Michel Mollat, Jacques Le Goff e Philippe Contamine. Membro dell’Académie des Inscriptions et Belles-lettres, dell’École Française di Roma, oltre che direttore di studi presso l’École Pratique des Hautes Études, è oggi professore emerito dell’Università di Parigi IV Sorbona, di cui ha per molti anni retto la cattedra di Storia medievale.

domenica 25 aprile 2021

In supreme dignitatis

In supreme dignitatis
Per la storia dell'Università e dell'Ospedale di Pisa
di Paolo Pontari
pp. 176, € 16,00
Pisa University Press, 2021
ISBN: 978-883339-4404 
 
Questo volume, che approda alla stampa per volontà del Rettore e con il patrocinio del Rotary Club Pisa Galilei, offre la prima edizione critica e diplomatica completa, con traduzione e commento, del più importante documento storico dell’Università di Pisa, la bolla In supreme dignitatis di papa Clemente VI per l’istituzione dello Studium generale (3 settembre 1343), e l’edizione commentata di uno sconosciuto e inedito fascicolo pergamenaceo con atti notarili quattro-cinquecenteschi riguardanti l’Ospedale di Pisa, recuperato di recente sul mercato antiquario e donato all’Università di Pisa. Le ragioni che legano queste e altre testimonianze indagate nel volume emergono dai saggi introduttivi a firma di P. Pontari, G. Albanese e M. Riccucci, che gettano luce su momenti salienti della storia universitaria, ospedaliera e artistica pisana tra Medioevo e Rinascimento, implicando personaggi e vicende di primo piano, come Lorenzo il Magnifico e il suo noto interesse per Pisa, per la sua Università, il suo Ospedale e le proprietà fondiarie del suo contado.
Paolo Pontari è Professore Associato di Letteratura latina medievale e umanistica presso il Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa. Membro di importanti Istituzioni culturali e accademiche e Responsabile scientifico di progetti ministeriali, la sua attività di ricerca si è sviluppata in diversi ambiti della cultura latina del Medioevo, con particolare attenzione alle opere di Dante, Petrarca, Boccaccio e di vari scrittori dell’Umanesimo latino del Quattrocento. Tra i suoi numerosi lavori emerge l’edizione critica nazionale commentata dell’Italia illustrata di Biondo Flavio.

giovedì 22 aprile 2021

Le università nell'Italia medievale

Le università nell'Italia medievale
Cultura, società e politica (secoli XII-XV)
di Paolo Rosso
pp. 348, € 29 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829005079
 
Le università rappresentano una delle più originali e longeve “novità” introdotte dal Medioevo: in esse si ritrovano sia elementi di continuità con i precedenti centri di alta istruzione e con i saperi del mondo classico greco-latino sia l’esito culturale delle spinte all’associazionismo diffuse in molti segmenti della società urbana. Il volume ripercorre le esperienze universitarie che negli ultimi decenni del XII secolo presero forma nelle dinamiche città dell’Italia centro-settentrionale segnando un riferimento istituzionale e scientifico nel panorama scolastico europeo e concorrendo in modo determinante alla precisazione di un sapere omogeneo e di una percezione di appartenenza a una comune area culturale. Mette in luce le funzioni di raccordo dei flussi internazionali di studenti e di maestri, di definizione di modelli culturali e di pratiche didattiche, di formazione delle élites intellettuali che assegnarono alle università un influente ruolo negli assetti sociali e politici dei luoghi di potere e dei quadri della Chiesa. La storia del pensiero, delle singole discipline, delle realtà politico-sociali costituisce così il fondale che chiude la scena in cui, divise tra vocazione “universalistica” e orizzonte cittadino, agirono le università.
Paolo Rosso insegna Storia medievale all’Università di Torino. Le sue ricerche sono in prevalenza rivolte allo studio della cultura e della sua trasmissione in età medievale. Tra le sue pubblicazioni: Negli stalli del coro. I canonici del capitolo cattedrale di Torino (secc. XI-XV) (Il Mulino, 2014).

martedì 27 marzo 2018

La nascita delle università di Stato tra medioevo ed età moderna

La nascita delle università di Stato tra medioevo ed età moderna
a cura di Piero Del Negro
pp. 176, € 18,00
Il Mulino, 2018
ISBN: 978-88-15-27551-6

Quattro secoli fa il Senato della Repubblica di Venezia decise di istituire, a beneficio degli studenti universitari padovani «poveri, et altri» (gli «altri» erano gli acattolici, che non avrebbero potuto sottoscrivere la prevista professione di fede tridentina), una laurea «auctoritate Veneta»: in pratica una laurea di Stato, che metteva per la prima volta in discussione, quanto meno in ambito italiano, il cordone ombelicale che univa gli Studi generali e, al di là di essi, il sapere nelle sue più alte manifestazioni ai poteri universali dell’Europa medievale, il papa e l’imperatore. L’istituzione di una laurea di Stato fu soltanto un episodio di un lungo e tortuoso processo, che era stato avviato fin dall’alto Medioevo e che trovò la sua definitiva consacrazione soltanto in età napoleonica, quando le università vennero riconosciute quali luoghi di formazione della classe dirigente dello Stato e dell’alta burocrazia. Nello stesso tempo le vicende padovano-veneziane del 1616 furono in grado di innescare un confronto nazionale e internazionale sulla nascita e gli sviluppi dell’università di Stato, che consentì di ritrovare una trama comune alla base di contesti politici e universitari quanto mai diversi, se non divergenti.
Piero Del Negro ha insegnato discipline storiche dell’età moderna presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Padova dal 1970 al 2012. Attualmente è professore emerito di Storia militare; è presidente della Deputazione di storia patria per le Venezie e socio effettivo dell’Istituto veneto di scienze, lettere ed arti.