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venerdì 6 giugno 2025

Opusculum in Canticis Canticorum

Opusculum in Canticis Canticorum
di Angelomo di Luxeuil
Edizione critica a cura di Luigi G. G. Ricci
pp. CXC-173; € 68,00
Sismel, 2024
ISBN: 978-88-9290-382-1
 
Prima edizione critica del terzo e ultimo commento biblico, di quelli noti, di Angelomo di Luxeuil (i precedenti sono dedicati alla Genesi e ai Re). Esso risale probabilmente alla seconda metà dell’anno 851: commissionato dall’imperatore Lotario (e a lui dedicato) dopo la morte della consorte Ermengarda, fu completato al sopraggiungere dell’Avvento presumibilmente dello stesso anno. Per la sua composizione Angelomo si avvalse di tre fonti principali: l’Expositio in Canticum canticorum di Apponio, le due omelie sul Cantico di Gregorio Magno e la compilazione Vox antique ecclesie. Il più antico manoscritto, dei nove che conservano il testo, risale al secondo terzo dell’XI secolo, a circa due secoli di distanza dalla composizione dell’opera; eccetto un breve frammento datato all’anno 1500 circa, i rimanenti codici furono confezionati tra lo scorcio dello stesso secolo e la fine di quello successivo. La diffusione geografica dei testimoni coinvolge l’ambito tedesco meridionale, l’abbazia di Clairvaux e l’attuale regione olandese. L’editio princeps, pubblicata a Colonia nel 1531 per le cure di Iohannes Prael, confluì nella Patrologia Latina (vol. 115, coll. 551-628).
Luigi G. G. Ricci è professore ordinario di Letteratura latina medievale e umanistica (settore scientifico-disciplinare L-FIL-LET/08) presso il Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università di Sassari.

domenica 15 dicembre 2024

«Ogni sonetto è un poema diverso»

«Ogni sonetto è un poema diverso»
Materia, storia e inventio nei commenti rinascimentali a Petrarca
di Federica Pich
pp. 166; € 23,00
Franco Cesati Editore, 2024
ISBN: 979-12-5496-218-3

Con poche eccezioni, negli studi sulla lirica del Rinascimento il problema della «materia» della poesia è rimasto sullo sfondo rispetto a un prevalente indirizzo critico orientato sullo stile e sull’intertestualità. Questo libro, al contrario, si propone di cominciare a far luce sul modo in cui, storicamente, poeti e lettori premoderni hanno inteso e discusso i temi e i contenuti della poesia, specie per la lunga fase che precede lo sviluppo del dibattito teorico sui generi. Una delle vie d’accesso privilegiate per un’indagine di questo tipo è offerta dalla ricchissima tradizione esegetica dedicata al Petrarca volgare tra Quattrocento e Seicento. Così, nei quattro capitoli in cui il libro si articola i commenti sono attraversati da diverse prospettive: il progressivo sviluppo di paratesti predisposti per un approccio ai testi sub specie tematica; il primo Petrarca interamente corredato di «argomenti»; il caso esemplare di un sonetto in cui è precisamente la «materia» a mettere alla prova gli interpreti, antichi e moderni; il confronto tra Commedia e Rerum vulgarium fragmenta sul piano del «soggetto» e della dottrina; il rapporto tra la discontinuità delle rime «sparse» e la percezione unitaria del Canzoniere.
Federica Pich dopo avere svolto attività di ricerca post-dottorato alla Scuola Normale Superiore, dal 2012 al 2021 ha lavorato come Lecturer e poi come Associate Professor of Italian alla University of Leeds (Regno Unito). Ha preso servizio all’Università di Trento nel giugno del 2021.