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domenica 5 maggio 2024

«Per conoscer lo loco dov'io fossi fossi»

«Per conoscer lo loco dov'io fossi fossi»
Paesaggi dell'inferno
di Claudio Leone
pp. 152; € 26,00
Fondazione Mario Luzi, 2024
EAN: 9788867483365

Uno studio dedicato ai luoghi e ai paesaggi dell’Inferno appare dunque una proposta necessaria e intelligente. L’indagine condotta da Claudio Leone, nata come tesi di laurea magistrale, oltrepassa di molto i limiti, legittimi e spesso naturali, dell’impostazione compilativa che un lavoro di tesi usualmente comporta. La tesi è di solito un momento di apprendistato, di prima formazione: questo giustifica pienamente quanto di apparentemente ‘ingenuo’ può esserci nella dissertazione di uno studente che chiude la carriera universitaria. In questo caso, credo lo si possa serenamente affermare, c’è un’articolazione diversa del discorso e il consapevole tentativo di ricercare un modo innovativo di affrontare il testo dantesco. (Davide Canfora)

domenica 24 settembre 2023

Da insediamento fortificato a reale villeggiatura

Da insediamento fortificato a reale villeggiatura
Committenza, architettura e paesaggio per il castello di Govone
a cura di Luca Malvicino
pp. 480; € 96,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788892851597

Un territorio dominato da un castello, che ne diventa fulcro e generatore di trasformazioni sia per il paesaggio circostante, sia per l’abitato che si adagia attorno alle sue mura. Questa la logica, sinteticamente espressa, secondo la quale il castello di Govone, durante i secoli, ha saputo incidere e creare un sistema complesso, che ha condotto al suo riconoscimento come patrimonio UNESCO, parte del sito seriale delle Residenze Sabaude del Piemonte.

Le sue molteplici vicende – prima luogo fortificato, successivamente residenza dei conti Solaro di Govone, poi acquistato dai Savoia e infine di proprietà del Comune di Govone – hanno originato una frammentazione nella conservazione dei documenti, dispersi in molti archivi, talvolta non inventariati o catalogati in sezioni di difficile individuazione, generando spesso una ricostruzione parziale e non esaustiva delle fasi di cantiere della fabbrica del castello, dei giardini e delle sue pertinenze.
Questo volume tenta di raccogliere le informazioni fino a ora note, integrandole grazie all’individuazione di documentazione inedita e attraverso la conoscenza materiale e diretta raccolta nel contesto dei cantieri di restauro degli ultimi anni, per consegnare alla comunità scientifica uno strumento ampio, seppur ancora non esaustivo, per addentrarsi nella storia di un edificio che ha visto le sue mura attraversate dalle logiche di corte, da filosofi, architetti, pittori, artigiani, giardinieri, fino agli attuali fruitori, in un intreccio di relazioni che pochi altri luoghi possono vantare.
Luca Malvicino è Direttore presso Castello Reale di Govone.

venerdì 15 aprile 2022

La rappresentazione del poeta nel paesaggio

La rappresentazione del poeta nel paesaggio
di Carla Maria Monti
pp. 92, € 14,00
Editrice Antenore, 2022
ISBN: 978-88-8455-723-0
 
A parole e con il disegno Boccaccio descrive Petrarca in profonda interrelazione con il paesaggio, che non è sfondo neutro ma parte integrante della definizione poetica
e morale del personaggio. Egli coglie una delle piú felici e originali autorappresentazioni dell’amico, che mostra se stesso intento a leggere scrivere e pregare non nel chiuso della cameretta ma en plein air, in un paesaggio solitario, campestre e boschivo, ricco d’acque, come quello di Valchiusa. Petrarca delinea anche con precisione la sua postura: è seduto sull’erba o su un letto di fiori. Questa immagine coincide con quella di Virgilio nella miniatura del Virgilio Ambrosiano, la cui iconografia fu concepita dal Petrarca stesso: i due poeti, Petrarca e Virgilio, sono rappresentati allo stesso modo. L’amore di Petrarca per la natura è reale e nel contempo profondamente connesso con il suo far poesia: i suoi numerosi e vani tentativi di far attecchire allori nei propri giardini non sono disgiunti dal suo sfolgorante e precoce successo di ottenere l’alloro poetico; la sua attrazione per le montagne, dal Ventoux al Monginevro, acquista nel suo racconto una profonda prospettiva autobiografica e spirituale.
Carla Maria Monti insegna di Filologia medioevale e umanistica all’Università Cattolica di Milano. Dirige la rivista «Italia medioevale e umanistica». Ha dedicato molti contributi di taglio filologico letterario al Petrarca latino e al suo rapporto con gli auctores (Le postille di Francesco Petrarca alle “Tragedie” di Seneca, in Meminisse iuvat, Pisa 2012), alla cerchia dei suoi amici e alla produzione erudita di Boccaccio (Le biografie antiche: il ‘De mulieribus’ e il ‘De casibus’, in Boccaccio, Roma 2021). Ha indagato la fortuna dei Padri e dei classici tra Medioevo e Umanesimo, in particolare Cipriano e Seneca.

mercoledì 6 aprile 2022

Bologna. Tra portici, torri e canali

Bologna. Tra portici, torri e canali
di Beatrice Borghi, Rolando Dondarini
pp. 192, € 29,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Minerva Edizioni, 2021
ISBN: 9788833244303
 
Ogni paesaggio attuale è l’esito provvisorio del continuo sommarsi di matrici, mutamenti e retaggi che ci giungono dal passato: da quello più lontano che precedette la comparsa dell’uomo, in cui si forgiarono i caratteri ambientali e climatici più persistenti, a quello storico – antico e recente – durante il quale la presenza umana ha inciso sempre più profondamente, lasciando multiformi tracce ed eredità.

Anche Bologna non esibisce solo le realizzazioni moderne o le impronte del suo splendore medievale, ma conserva le orme e i lasciti delle comunità che ne hanno vitalizzato lo spazio fin dal più remoto passato.
Crocevia naturale e viario, punto d’incontro tra mondo mediterraneo e mitteleuropeo, centro di attrazione e di irradiamento di cultura e scienza, la comunità bolognese dispone di un patrimonio di “storie”, di una galleria di personaggi, di un repertorio di episodi da cui attingere a piene mani per rilevare le attitudini confluite a modellare condizioni e comportamenti odierni.
Questo volume, arricchito da immagini suggestive, racconta la storia di Bologna e dei suoi tesori attraverso “quadri” che includono oltre ai palazzi più importanti, chiese, portici, canali, mura, torri, musei, biblioteche e archivi, corredati da una puntuale cronologia, che pur nella necessaria sintesi vuole coniugare rigore scientifico e gradevole lettura.
Beatrice Borghi è ricercatore e docente di Storia medievale, di Didattica della Storia e di Storia del Mediterraneo presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna.
Rolando Dondarini è professore associato di Storia Medievale dell’Università di Bologna. È inoltre fondatore e coordinatore del Comitato Italiano per gli Studi e le Edizioni delle Fonti Normative.

giovedì 6 gennaio 2022

Il Medioevo degli alberi

Il Medioevo degli alberi
Piante e paesaggi d'Italia (secoli XI-XV)
di Alfio Cortonesi
pp. 356, € 32,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2022
ISBN: 9788829010974
 
Negli ultimi cinquant’anni si sono moltiplicati gli studi sulla storia agraria e sul mondo contadino dell’Italia medievale. Ne è derivata una migliore conoscenza delle colture praticate, delle tecniche di coltivazione, dei rapporti di lavoro, della formazione dei paesaggi, del quadro insediativo rurale. I vari settori della produzione, in particolar modo la cerealicoltura e la viticoltura, sono stati oggetto di ricerche puntuali che ne hanno evidenziato le caratteristiche tanto in riferimento alle diverse regioni quanto alle distinte fasi cronologiche. Il volume segue questa traccia assumendo come protagonisti gli alberi domestici e selvatici in differente modo presenti nel territorio italiano, dalla fascia alpina alle isole, e rivolgendo l’attenzione al loro ruolo nell’ordinamento colturale e nell’economia delle popolazioni, come pure al vario impiego e al commercio dei frutti e del legname che se ne ricavavano. Si tratta di realtà fin qui poco indagate, che nel libro vengono solidamente guadagnate a un’adeguata (e rinnovata) conoscenza.
Alfio Cortonesi già professore ordinario di Storia medievale nell’Università degli Studi della Tuscia, si occupa di storia economica e sociale dell’Italia medievale, con prevalente riferimento alla storia agraria e del mondo rurale. Fra le sue pubblicazioni: Ruralia. Economie e paesaggi del medioevo italiano (Il Calamo, 1995); Uomini e campagne nell’Italia medievale (con G. Pasquali e G. Piccinni; Laterza, 2002); Medioevo delle campagne (con G. Piccinni; Viella, 2006).

mercoledì 23 dicembre 2020

La Valle del Volturno nel Medioevo

La Valle del Volturno nel Medioevo
Paesaggio, insediamenti e cantieri
di Alessia Frisetti
pp. 464, € 80,00
Volturnia Edizioni, 2020
EAN: 9788831339124
 
Il volume studia le dinamiche insediative post antiche della valle del Volturno e permette di conoscere un territorio interessante e dal punto di vista storico-culturale, per certi aspetti ancora inesplorato. La ricognizione della bibliografia edita e delle fonti scritte, che interessano un ampio arco cronologico dalla tarda antichità al basso medioevo, è stato il punto di partenza per misurare il potenziale storico di quest'area. Gli studi storici, storico-artistici, archeologici ed architettonici che riguardano questo comparto geografico, si sono presentati subito piuttosto frammentari e con gradi di approfondimento alquanto diversificati. Ciononostante, questo lavoro è debitore nei confronti di alcuni studiosi (primo fra tutti Dante Marrocco) che negli ultimi decenni hanno contributo a posizionare piccoli tasselli di una storia realmente intricata e a volte di difficile lettura. La collazione di questi dati bibliografici e delle informazioni estrapolate dalle fonti scritte ha rappresentato, quindi, il primo passo della ricerca.

lunedì 21 settembre 2020

Dante e il suo mondo

Dante e il suo mondo.
La vita, le opere e la Romagna
di Roberto Casalini
pp. 272, € 16,00
Societa' Editrice Il Ponte Vecchio, 2020
EAN: 9788865419489


Dante e il suo mondo, nel settecentesimo della morte, vuole essere una guida integrale alla lettura di Dante, ricchissima di informazioni e di analisi e stesa in uno stile di trasparente chiarezza. Il libro, articolato in sette ampi capitoli e in una appendice, dà conto minutamente della vita e delle opere del poeta, in una ricostruzione fondata sulla lunga frequentazione con i testi della Commedia e delle opere minori e con la lettura di storici e saggisti, compresi i più recenti e valorosi. Non mancano ampi richiami alla Romagna, che abitò nel cuore del poeta con i suoi paesaggi e le sue città, con i suoi briganti e i suoi eroi e con l'esperienza di una ospitalità generosa e magnanima nella Ravenna del suo ultimo rifugio. L'autore si augura che il libro possa aiutare il lettore a riscoprire la grandezza del poeta, in una rivisitazione che ogni volta arricchisce la nostra sensibilità, alimenta l'amore per la poesia e l'etica comunitaria, quella che Dante raccoglie sotto il mito della cortesia e dei costumi che rallegrano la vita (l'amore e l'ardimento, l'amicizia e l'arte), e dunque «Le donne e ' cavalier, li affanni e li agi / che ne 'nvogliava amore e cortesia», come il grande poeta riassumeva quanto alla Romagna mitica del buon tempo andato: le strade lungo le quali, ancora oggi, è possibile progredire umanamente.
Roberto Casalini, giornalista dal 1979 è caporedattore di «Wired», mensile di tecnologia e innovazione. Ha lavorato a «L'Ora», «Amica», «Io donna» ed è stato direttore di «Per gioco» e «Tribe». Ha scritto Rock: 500 album da collezione (Mondadori, 1989) e Suonala ancora Sam (Bompiani, 1999). È coautore di L'avventurosa storia degli Oscar (Rizzoli, 2002).

giovedì 20 febbraio 2020

Un paesaggio medievale tra Piemonte e Liguria

Un paesaggio medievale tra Piemonte e Liguria
Il sito di Santa Giulitta e l’Alta Val Tanaro
a cura di Paolo Demeglio
pp. 386, € 75,00
All'Insegna del Giglio, 2019
ISBN: 9788878149465 
 
L’Alta Val Tanaro, e in particolare il sito di Santa Giulitta nel comune di Bagnasco (CN), iniziano a disvelarsi nella loro multiforme complessità. Infatti, da un lato il fulcro dell’indagine è costituito dall’insieme di edifici e ruderi che testimoniano il susseguirsi di un elemento fortificato di origine altomedievale, forse bizantino, e di un complesso religioso che, a partire da un momento che si colloca tra fine dell’XI e l’inizio del XII secolo fino a oggi, è stato importante luogo di devozione per la comunità che si riuniva, e ancora si riunisce, intorno al culto dei Santi Giulitta e Quirico. Ma dall’altro lo studio a cura della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio del Politecnico di Torino – che con questo volume rinnova la sua collana – ha analizzato vari aspetti della valle nella sua interezza con ottica multidisciplinare e in una dinamica di lungo periodo, tra l’età romana e l’epoca contemporanea: dai dati archeologici alle emergenze architettoniche e artistiche, dal tessuto insediativo ai centri produttivi, dalle caratteristiche geomorfologiche al patrimonio arboreo, dai siti industriali dismessi alle ipotesi di valorizzazione del territorio.

domenica 22 dicembre 2019

Archeologia e storia dei Paesaggi senesi

Archeologia e storia dei Paesaggi senesi
Territorio, risorse, commerci tra Età romana e Medioevo
di Stefano Bertoldi, Manuele Putti, Edoardo Vanni
pp. 138, € 28,00
All'Insegna del Giglio, 2019
ISBN: 9788878149373
 
Il presente libro racconta, attraverso diversi approcci, l’evoluzione delle economie di mercato e di sussistenza della Provincia di Siena, concentrando l’attenzione in particolare nel corso del I millennio dopo Cristo, ma che prosegue per alcuni aspetti anche al Basso Medioevo e all’Età Moderna. Lo studio è basato sui sistemi insediativi, dall’Età Romana all’Alto Medioevo, che hanno interessato il territorio provinciale, con particolare riferimento all’applicazione del cosiddetto Modello Toscano; sul ruolo delle arterie stradali terrestri e delle idrovie e sulla loro evoluzione nella suddetta cronologia; sui sistemi commerciali e produttivi della ceramica, adottando una analisi dei networks; sui modi, le pratiche e le tecniche agricole altomedievali nella val di Merse; sullo sfruttamento del suolo in alcuni contesti campione dall’entroterra alla costa; sul flusso di greggi e di uomini dagli appennini alle aree pianeggianti e climaticamente miti della provincia di Grosseto. L’approccio multi scalare basato su fonti diversificate è il collante del presente studio, che ha come obiettivo la costruzione di un modello di economie integrate su un territorio, come la Provincia di Siena, caratterizzato da dinamiche complesse ma dotato di un “alto tasso di Ricerca Archeologica”.

domenica 1 settembre 2019

Le Stinche

Le Stinche
Un castello nel Chianti
a cura di Nicola Bernini
pp. 130, € 29,50
Betti Edirice, 2019
ISBN: 9788875766238
 
Per migliaia di anni persone e famiglie diverse hanno vissuto al Castello delle Stinche. Tanti dei loro nomi si sono persi nel tempo, ma la loro presenza si può ancora vedere in come hanno trasformato il paesaggio e dal segno che hanno lasciato. 

Solo nell’ultimo millennio possiamo capire chi erano e cosa hanno fatto: dai giorni tumultuosi della famiglia Cavalcanti, attraverso distruzione e ricostruzione, le generazioni delle famiglie e dei contadini hanno creato una vita in questo paesaggio drammatico, più adatto alla difesa che all’agricoltura. Una pietra aspra da cui è nato il Castello de Le Stinche, una fortezza abbattuta da secoli di conflitti e forze della natura, divenuto ora un enigma cupo, che crolla lentamente giù dalla collina, pur mantenendo un grande senso dello spazio.
Grazie a un progetto di recupero da parte di privati, le mura del castello torneranno a vivere e si aprirà un nuovo capitolo per la storia de Le Stinche.

sabato 5 gennaio 2019

Grand Tour d'Italia a piccoli passi

Grand Tour d'Italia a piccoli passi
di Philippe Daverio
pp. 415, € 32,00
Rizzoli, 2018
ISBN: 8891819700

Philippe Daverio ci fa da cicerone attraverso le bellezze del nostro Paese, in una sorta di "visita guidata" di quel museo diffuso che è l'Italia: chiese, monumenti, gallerie e opere d'arte. I luoghi - noti, meno noti o decisamente insoliti - sono scelti e raccontati in maniera non sistematica, in base ai viaggi e agli interessi che l'autore ha coltivato negli anni. Un volume che supera il meccanismo della guida turistica e si propone come un itinerario suggestivo e visionario, un viaggio "lento" alla scoperta di volta in volta di un aspetto storico o artistico che racconta un pezzo della storia culturale del nostro Paese.

domenica 23 settembre 2018

«Bellissimo per le doti della natura e per l’industria umana»

«Bellissimo per le doti della natura e per l’industria umana»
Immagini e descrizioni del territorio vicentino tra medioevo ed età moderna
a cura di Francesco Bianchi e Walter Panciera
pp. 224, € 28,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2018
ISBN: 9788833130330

Il territorio vicentino sembra essere ormai confluito in un’unica megalopoli, nella quale sono a stento riconoscibili gli isolati lacerti di un millenario paesaggio fatto di campi, di boschi e di pascoli, di paesi e di contrade, di ville e di chiese, di rogge e di strade. In un certo senso, si tratta dell’esito finale di un rapporto dinamico con l’ambiente urbano, quello con la città capoluogo, che in età medievale e moderna ne ha via via plasmato il carattere e le vocazioni.
È a questo territorio-contado che fanno riferimento le fonti iconografiche e letterarie presentate e discusse in questo libro, quasi a bilanciare, grazie alla dimensione profonda del passato, l’appiattimento del presente. Per recuperare almeno un poco dello stupore e dell’incanto che le meraviglie di questo territorio hanno esercitato per secoli, a vario titolo, su artisti, intellettuali, tecnici, politici e viaggiatori.
Francesco Bianchi è dottore di ricerca in Storia e coordinatore scientifico della Fondazione di Storia - Onlus - Vicenza. Si occupa principalmente di storia economico-sociale del tardo medioevo, con particolare attenzione per le comunità urbane e rurali della terraferma veneta. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Ospedali e politiche assistenziali a Vicenza nel Quattrocento (Firenze 2014).
Walter Panciera insegna Storia moderna e Didattica della storia presso l’Università di Padova. È autore di numerosi lavori di storia economica, sociale e della tecnologia, in particolare sulla Repubblica di Venezia, e di un fortunato manuale per la formazione degli insegnanti.

sabato 14 luglio 2018

Il paesaggio degli Arcivescovi

Il paesaggio degli Arcivescovi
Processi di trasformazione del territorio tra alto e basso Medioevo nelle Marche settentrionali
di Daniele Sacco
pp. 254, € 50,00
All'Insegna del Giglio, 2018
ISBN: 9788878148260
 
La riappropriazione scientifica del tessuto storico, archeologico e ambientale di un paesaggio è il primo strumento di tutela per lo stesso. Si può fare archeologia del paesaggio basandosi soprattutto sulle fonti documentarie? Questo volume, dimostrando che ciò è possibile, si occupa di un’area medio-adriatica posta nella parte settentrionale della regione Marche in provincia di Pesaro e Urbino, al confine con l’Emilia-Romagna. Il territorio, costiero, è in gran parte vincolato dalla presenza di un parco naturale regionale. La zona è percorsa dalla strada consolare Flaminia e interessata dallo scalo marittimo di Focara (oggi Vallugola). Già in età romana il comprensorio era fiorente, costituendo un nodo viario e socio-economico d’interesse. Fu però nel Medioevo che queste terre si espressero al meglio, sotto il controllo degli arcivescovi di Ravenna. Il volume, nella diacronia, ha indagato ogni sfaccettatura del paesaggio che si presenta: l’aspetto demico, l’assetto dell’habitat, l’entità delle coltivazioni e persino i nomi dei fondi agricoli e dei loro fittavoli bassomedievali. Attraverso questa indagine è possibile comprendere un contesto che vide attivi sette castelli: Gradara, Granarola, Fanano, Monte Corbino, Gabicce, Casteldimezzo, Fiorenzuola di Focara e tre pievi (San Cristoforo, San Pietro e Santa Sofia). Restituiamo, anche visivamente, un paesaggio medievale tra i più caratteristici dell’area adriatica, disposto a chiusura della Pianura Padana con il suo tratto di alta falesia

martedì 13 marzo 2018

Città e villaggi medievali abbandonati in Capitanata

Città e villaggi medievali abbandonati in Capitanata
di Vittorio Russi
pp. 136, € 24,00
Claudio Grenzi Editore, 2017
ISBN: 978-88-8431-664-6

Il territorio in esame è quello della Capitanata attuale, meno estesa di quella medievale e delimitata dal torrente Saccione a nord e dal fiume Ofanto a sud. Ad oriente giunge alla costa e comprende il promontorio del Gargano, mentre i confini occidentali, che si estendono lungo i rilievi del Subappennino Dauno, sono alquanto variati nel tempo e ci è sembrato opportuno farli coincidere con quelli dell’odierna provincia di Foggia.
Nel Repertorio compaiono insediamenti di vario tipo, dalle città vescovili ai casali, ma è da tener presente che nella documentazione dell’epoca si rileva l’esistenza di piccole comunità anche presso monasteri, chiese rurali, masserie regie e residenze di epoca svevo-angioina. Per non appesantire un argomento fin troppo vasto, sono stati selezionati tra gli insediamenti minori solo quelli che presentano particolari riferimenti storici, topografici ed archeologici. Per altri presunti abitati abbandonati abbiamo la sola testimonianza di autori locali, non suffragata da dati storici certi, ed è possibile che in molti casi la denominazione di ‘casale’ riguardi vecchi agglomerati di cascinali e non villaggi di epoca medievale.
Per ognuno degli insediamenti considerati vengono riportati, per quanto possibile, i dati topografici desunti dalle vecchie carte topografiche in scala 1:25.000 dell’Istituto Geografico Militare Italiano (I.G.M.), che conservano toponimi e tracce di viabilità rurale non più rilevabili nelle mappe recenti; mentre le distanze indicate, misurate in linea d’aria, sono riferite agli attuali comuni di appartenenza. I siti degli insediamenti localizzati con sicurezza sono stati per lo più verificati sul terreno direttamente dallo scrivente, mentre per gli altri abbiamo attinto notizie sia dalle raccolte di documenti medievali che da innumerevoli pubblicazioni locali, solo in parte citate nelle note. In considerazione dell’ampiezza dell’argomento, si è preferito ridurre le notizie storiche a quelle essenziali, riguardanti particolarmente le fasi iniziali del divenire di ogni abitato. [...]
[Dall’introduzione dell’autore]
Vittorio Russi Studioso di archeologia e topografia storica della Capitanata, ha individuato e schedato centinaia di insediamenti dalla preistoria al medioevo, collaborando attivamente con la Soprintendenza della Puglia. Dal 1963 ha iniziato l’allestimento del museo archeologico di San Severo, la città in cui vive, e nel 1965 è stato tra i promotori del Centro di Studi Sanseveresi di Storia e Archeologia, una delle prime associazioni del genere in provincia di Foggia. Dal 1967, come Ispettore onorario della Soprintendenza Archeologica e di quella ai Beni Artistici della Puglia, ha contribuito alla salvaguardia di antichi insediamenti e di strutture di importanza storica e artistica. Nell’ambito topografico ha collaborato attivamente con G. Alvisi, direttrice dell’Aerofototeca Nazionale, per un lavoro sistematico sulla viabilità romana della Daunia e col generale G. Schmiedt, dell’Istituto Geografico Militare, per il rilevamento di siti e fortificazioni medievali. Aggregato all’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria di Firenze, ha assicurato per decenni il supporto logistico per ricerche e scavi in siti preistorici e nelle grotte garganiche. Socio di vari sodalizi culturali e dal 1986 membro ordinario della Società di Storia Patria per la Puglia, ha collaborato con l’università di Bari e col Dipartimento di Archeologia dell’ateneo di Foggia. Autore di libri e numerosi saggi a carattere storico e archeologico, da decenni si è dedicato al rilevamento degli oltre duecento insediamenti medievali abbandonati che compaiono in quest’ultimo lavoro.

venerdì 9 febbraio 2018

Paesaggi artificiali a Venezia

Paesaggi artificiali a Venezia
Archeologia e geologia nelle terre del monastero di Sant’Ilario tra alto Medioevo ed Età Moderna
di Cecilia Moine, Elisa Corrò, Sandra Primon
pp. 230, € 40,00
All'Insegna del Giglio, 2017
ISBN: 9788878147768

Questo volume si propone di narrare la storia di un territorio, a cavallo tra terraferma e laguna, affacciato sul centro storico veneziano, nel cui cuore sorgeva il cenobio dei Santi Ilario e Benedetto, le cui alterne fortune rappresentano un filo conduttore per la narrazione.Il protagonista di questa ricerca è dunque il paesaggio e le reazioni uguali e contrarie che hanno caratterizzato nei secoli la relazione tra l’uomo e l’ambiente. Il monastero perduto dei dogi, devastato dalle piene brentane, ha attirato la curiosità di numerosi studiosi, tanto da rendere difficile un elenco esaustivo di quanti si sono occupati di questa materia. Argomenti quali, le origini di Venezia, le trasformazione del paesaggio lagunare, l’idraulica della Serenissima e l’archeologia del XIX secolo, convergevano immancabilmente su questo sito. Questo volume è quindi anche un tentativo di ricomposizione delle ricerche del passato, messe al servizio della ricostruzione del paesaggio.Il testo esordisce con un punto di vista geologico e geomorfologico, dedicando particolare attenzione, oltre ad una sintesi del noto, ai punti che si sono rivelati nodali per la ricostruzione dell’area in epoca medievale. Prosegue quindi con una sintesi delle modifiche ambientali e insediative tra alto Medioevo ed epoca moderna alla luce delle fonti scritte. Quindi l’attenzione si sposta sul sito di Sant’Ilario, partendo dagli sterri ottocenteschi, e procedendo con i risultati recenti dell’archeologia stratigrafica, dalle ricognizioni di superficie ai saggi di scavo, alle sintesi geoarcheologiche. Il capitolo conclusivo si propone come un momento di riflessione sulla storia di Sant’Ilario attraverso i risultati di questa ricerca, che si auspica rappresentino un punto di partenza, e non di arrivo, per la conoscenza del paesaggio dell’area veneziana.

martedì 28 novembre 2017

Patrimonio Culturale, Paesaggi e Personaggi dell'altopiano ibleo

Patrimonio Culturale, Paesaggi e Personaggi dell'altopiano ibleo
Scritti di archeologia e museologia della Sicilia sud-orientale
a cura di Santino Alessandro Cugno
pp. 171, € 34,00
BAR International Series, 2017
ISBN: 9781407316031

Questo libro è una raccolta di 10 saggi su vari temi di archeologia e museologia della Sicilia sud-orientale. I primi quattro capitoli sono incentrati su problematiche relative a musei, Patrimonio Culturale e paesaggio, e su alcuni aspetti poco noti concernenti la formazione e la personalità di alcuni celebri studiosi ed intellettuali del territorio siracusano. I rimanenti sei saggi riguardano temi di archeologia e topografia antica: le emergenze archeologiche gravitanti intorno alla Riserva Naturale Integrale Grotta Monello; nuove osservazioni di carattere storico sul santuario rupestre di Cibele ad Akrai; i rapporti tra Indigeni e Greci nell’entroterra siracusano sulla base delle nuove indagini archeologiche nei siti di Cugno Case Vecchie, Causeria e Olivella; l’analisi delle tipologie, funzioni e caratteristiche delle tombe monumentali paleocristiane a baldacchino e delle chiese rupestri medievali con iconostasi; lo studio e la valorizzazione dei castelli medievali della Sicilia sud-orientale.
Santino Alessandro Cugno si è laureato con lode all’Università di Pisa, ha un Master in “Tutela, Valorizzazione e Promozione dei Beni culturali e paesaggistici” e due diplomi post-laurea in Museologia (Scuola Normale Superiore di Pisa) e in Archeologia Tardoantica e Medievale (Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Firenze). Ha collaborato con le cattedre di Museologia e Archeologia Classica dell’Università Kore di Enna ed è membro del Comitato Giovani della Commissione nazionale italiana per l’Unesco e della Società degli Archeologi Medievisti Italiani.

venerdì 7 aprile 2017

Drena: insediamenti e paesaggi dai Longobardi ai giorni nostri

Drena: insediamenti e paesaggi dai Longobardi ai giorni nostri
a cura di Gian Pietro Brogiolo, Julia Sarabia
pp. 254, € 42,00
All'Insegna del Giglio, 2016
ISBN: 9788899547042
In un momento storico, quale l’attuale, nel quale rapidamente scompaiono le competenze acquisite dall’uomo nella sua lunghissima storia, indagare e salvare il patrimonio del passato è possibile attraverso un duplice percorso di “archeologia partecipata” e “archeologia della complessità”. A Drena, la Summer School “All’ombra del castello. Il paesaggio storico della comunità di Drena” (Drena (TN), 17-23 maggio 2015), organizzata dall’Università di Padova in collaborazione con il MAG Museo Alto Garda, è stata un’occasione di incontro tra ricerca scientifica e comunità locale. Studenti e ricercatori hanno collaborato con chi vive e lavora nel territorio di Drena, per recuperare le memorie dei luoghi, costruendo in tal modo una storia locale condivisa. La complessità dello studio del paesaggio storico ha richiesto un approccio sistemico, fondato su un’analisi dei singoli elementi e delle relazioni che ne modificano il valore ed i significati nel corso della storia. Un territorio è un palinsesto nel quale si conservano tutte le tracce dell’attività dell’uomo, pur con diversa visibilità. Alcune sono assai evidenti, come il castello di Drena, altre richiedono interpretazione come i nomi dei luoghi, le forme dei campi, i documenti scritti. La ricerca muove dunque da un’indagine “etnoarcheologica”, condotta a Drena con la collaborazione della popolazione locale, e prosegue poi con altre storie, desunte dalle fonti scritte, dai nomi dei luoghi, dai paesaggi antropizzati e dalle architetture, tra le quali il castello è certo il monumento più ricco di memoria millenaria.

venerdì 6 gennaio 2017

I paesaggi fluviali della Sesia fra storia e archeologia

I paesaggi fluviali della Sesia fra storia e archeologia
a cura di Riccardo Rao
pp. 209, € 28,00
All'insegna del Giglio, 2016
ISBN: 9788878147591

Storici, archeologi e geografi analizzano i paesaggi disegnati dalla Sesia in tutta la loro complessità: sistemi territoriali, reti irrigue e abitative articolate, castelli, porti, ponti e attraversamenti fluviali, ma anche boschi e incolti, acquitrini e paludi, modalità di sfruttamento del suolo, dossi e terrazzi. La specificità degli ambienti umidi porta all’adozione di forme di organizzazione dello spazio originali, spesso molto distanti da quelle delle aree, anche vicine, in cui non è presente il fiume. L’esame degli insediamenti e dell’ambiente restituisce un equilibrio complesso e variabile a seconda dei differenti tratti del corso d’acqua preso in considerazione. Il dialogo fra le letture storiche, archeologiche e geografiche consente la ricostruzione di un quadro ampio, dove gli elementi del paesaggio non sono soltanto descritti, ma anche interpretati all’interno delle dinamiche culturali, socio-istituzionali e territoriali delle differenti epoche. Il fiume dà forma ai paesaggi d’acqua, ma anche a quelli delle società e dei poteri locali.
I paesaggi fluviali della Sesia costituisce il primo volume della collana Storie di Paesaggi Medievali, che accoglie studi e riflessioni interdisciplinari sui paesaggi medievali. Fra le linee di ricerca frequentate dalla Collana si menzionano lo studio delle dinamiche insediative, dei materiali e delle tecniche di costruzione, delle relazioni fra uomo e natura (con particolare attenzione all’uso dell’incolto), degli assetti sociali e delle configurazioni istituzionali che modellano i paesaggi e ne regolano la fruizione. E ancora la percezione del paesaggio da parte delle comunità e degli individui nelle varie epoche, le rappresentazioni ideologiche dei paesaggi del potere, le necessarie estensioni all’analisi di lungo periodo, la riflessione metodologica sulle fonti (dalla cartografia storica alle fotografie aeree) e l’interesse per la gestione del dato territoriale attraverso i sistemi GIS.
Riccardo Rao insegna Storia medievale all’Università degli Studi di Bergamo e fa parte dei comitati editoriali di alcune riviste scientifiche di settore, come Reti Medievali e Popolazione e Storia. Tra le sue monografie recenti si segnalano Il villaggio scomparso di Gazzo e il suo territorio. Contributo allo studio degli insediamenti abbandonati, Vercelli, Società storica vercellese, 2011 e I paesaggi dell’Italia medievale, Roma, Carocci, 2015. Con quest'ultimo volume Riccardo Rao ha vinto il © Premio Italia Medievale 2016 nella categoria Editoria.