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sabato 19 aprile 2025

La sfida dei re

La sfida dei re
1283, Angiò contro Aragona
di Fulvio Delle Donne
pp. 144; € 16,00
Laterza, 2025
EAN: 9788858157619
 
1283: è da poco scoppiata la rivolta del Vespro siciliano che vede contrapposti il re Carlo d’Angiò e il re Pietro III d’Aragona. Quel conflitto politico-economico per il dominio di territori, rotte commerciali e mercati infiamma tutto il Mediterraneo. Si decide che sarà un duello tra i due sovrani a definirne gli esiti. Precisissimi trattati regolamentano nel dettaglio ogni cosa. Il suggestivo apparato scenografico, ispirato alle più nobili imprese cavalleresche dei romanzi, è costruito per colpire l’immaginazione del mondo intero. Oltre ai due re, partecipano indirettamente alcuni personaggi straordinari come il papa Martino IV, il re d’Inghilterra Edoardo I e Stefano di San Giorgio, abile diplomatico e anche temibile 007 ante litteram. A Bordeaux, luogo destinato a ospitare l’atteso e sbalorditivo duello, chi perderà andrà via lasciando sul campo dignità, onori e titoli, o almeno è quanto tutti credono. Ma davvero gli interessi delle nazioni si sottometteranno alle regole della cavalleria? O si tratta solo di una spettacolare messa in scena?
Fulvio Delle Donne è professore ordinario di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli Studi della Basilicata. Nella sua ampia produzione scientifica coniuga metodi e interessi filologico-letterari con quelli storici, coprendo un arco cronologico che va dal VI al XVI secolo.

lunedì 17 febbraio 2025

Alfonsi regis dicta aut facta memoratu digna

Alfonsi regis dicta aut facta memoratu digna
di Antonio Panormita
a cura di Fulvio Delle Donne
pp. LIX-409; € 74,00
Sismel, 2024
ISBN: 978-88-9290-317-3
 
Antonio Beccadelli, detto il Panormita, è il protagonista dello straordinario rinnovamento culturale che ha luogo alla corte di Alfonso il Magnanimo, re della Corona d’Aragona e, dal 1442, di Napoli: i suoi Alfonsi regis dicta aut facta memoratu digna fondano l’Umanesimo “monarchico”. Databili immediatamente a ridosso del 26 agosto 1455, quando il sovrano aragonese promette di compiere una crociata mai realizzata, rispondono all’ondata montante di fervore e timore generata dalla caduta di Costantinopoli. Il 29 maggio 1453 la capitale del millenario impero era crollata sotto l’urto del possente esercito turco di Maometto II: da quel momento si susseguono molteplici invocazioni ad Alfonso, perché accorra in aiuto e difesa dell’Occidente, della sua civiltà e dei suoi valori.

Suddivisi in 4 libri, ciascuno dei circa 230 capitoli è intitolato a una o più virtù possedute da Alfonso, il re sapiente e cristiano per eccellenza, l’autentico erede degli antichi imperatores romani. Con questa edizione si vuole restituire il giusto rilievo a un’opera che ha goduto di un enorme successo attestato dal gran numero di manoscritti e di edizioni a stampa, ma che è stata sistematicamente fraintesa, perché osservata solo nella sua forma esteriore di raccolta aneddotica. Superata la superficie, rivela con pienezza un disegno e un impegno politico-ideologici straordinari. Protagonista solo apparente è il re Alfonso: le sue parole e le sue azioni, in effetti, sono reinventate dal Panormita ed esemplate su quelle dei personaggi delineati nei classici antichi, che proprio in quei decenni erano rinvenuti, riletti o tradotti dal greco. L’opera definisce, così, il profilo di un sovrano non vero, ma verosimile. La sua figura sublimata è il prototipo del principe-filosofo illuminato di impianto senofonteo, la realizzazione del sogno umanistico di un vagheggiato mondo retto dalla virtù e indirizzato al sommo bene.
La presente edizione critica, basata su oltre 60 testimoni rigorosamente classificati, è ampiamente introdotta e doviziosamente contestualizzata nell’impianto ideologico e culturale: minutamente commentata, inquadra ogni dettaglio entro una precisa prospettiva storica e letteraria, evidenziando il riuso consapevole e funzionale dei classici latini e greci. In appendice reca anche il testo del Commentario che già nell’aprile del 1456 Enea Silvio Piccolomini (il futuro papa Pio II) dedicò all’opera del Panormita, a testimonianza del grande rilievo che essa ebbe quando fu pubblicata.
Fulvio Delle Donne è professore ordinario (prima fascia) di Letteratura latina medievale e umanistica (SSD FLMR-01/A, ex L-Fil-Let/08) presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con Abilitazione Scientifica Nazionale come professore ordinario (prima fascia) anche  per Storia Medievale (SSD M-Sto/01). Nella sua ampia produzione scientifica coniuga metodi e interessi filologico-letterari con quelli storici, coprendo un arco cronologico che va dal VI al XVI sec.

martedì 7 gennaio 2025

Squillace nel Medioevo

Squillace nel Medioevo
Dalla contea normanna al principato argagonese
di Paolo Rosario Cristoforo
pp. 166; € 18,00
Phasar Edizioni, 2024
ISBN: 978-88-6358-905-4
 
Antichissima città calabrese, affacciata sull’omonimo golfo, Squillace è erede della greca Skylletion e della romana Scolacium.

Questo volume, sorretto da una variegata e ampia bibliografia, ma anche da documenti dell’Archivio di Stato di Napoli, ne esplora il contesto medievale, nello specifico quello compreso tra i secoli XI e XV. Si tratta del periodo che va dalla nascita del borgo collinare, con l’arrivo dei Normanni, al principato aragonese di fine Quattrocento, nell’orbita del Regno di Napoli. Un viaggio che attraversa molte fasi storiche complesse e affascinanti, inserite nel più ampio contesto dell’Italia meridionale e del Mediterraneo, toccando il periodo svevo con Federico II, la lotta tra Angioini e Aragonesi, le vicende militari e religiose, i feudi e i casali del territorio, le chiese, i monasteri, le vie di comunicazione, l’economia e gli scambi.
Il profilo geopolitico che se ne ricava è quello di un centro strategico di rilevanza notevole, inglobato in una vasta rete di relazioni, ricche di interessanti spunti di ricerca.
Paolo Rosario Cristofaro, classe 1994, è docente di discipline letterarie nelle scuole secondarie. Dopo la laurea triennale in Lettere e Beni Culturali, conseguita all’Università della Calabria, si è specializzato presso lo stesso ateneo in Scienze storiche, indirizzo “Mediterraneo medievale e moderno”, con una tesi di ricerca in Storia medievale. Giornalista pubblicista, collabora da diversi anni con quotidiani e riviste.

mercoledì 2 ottobre 2024

Ellori ellori !

Ellori ellori !
Mariano IV e la guerra arborense contro la Corona d’Aragona
a cura di Giampaolo Mele e Giuseppe Seche
pp. 444; € 38,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2024
ISBN: 9791254692271

Alla vigilia dei 90 anni dalla pionieristica monografia di Raimondo Carta Raspi, il volume propone una raccolta di saggi su Mariano IV d’Arborea (1347-1375), tra le figure più significative della storia sarda. Come legislatore emanò il Codice rurale e la Carta de Logu, poi aggiornata dalla celebre figlia Eleonora; in veste di statista promosse una riorganizzazione del Giudicato e si relazionò con le grandi realtà politiche del suo tempo. Nel 1353 entrò in guerra contro la Corona d’Aragona per allargare la sua autorità su tutta l’isola. La presente opera – grazie a specialisti di diverse aree scientifiche – offre numerosi dati inediti e traccia nuovi quadri e prospettive di ricerca.
Giampaolo Mele è Professore ordinario presso l’Università di Sassari, dove insegna Storia della musica medievale e rinascimentale. Si occupa prevalentemente di innologia, codicologia liturgico-musicale, fonti d’archivio per la storia della musica medievale. Di recente ha scoperto quattro inni inediti trecenteschi per santa Chiara nella Biblioteca de Catalunya e nella BnF (in corso di stampa); ha inoltre individuato e descritto (2020) uno sconosciuto Hymnarium cum canticis, neumato (Roma, Biblioteca Casanatense, ms. 2845, sec. XIIImedio). È direttore scientifico dell’ISTAR (Istituto Storico Arborense, Oristano).
Giuseppe Seche insegna Storia medievale nell’Università degli Studi di Cagliari. I suoi interessi di studio si focalizzano sulla storia culturale, economica e sociale del Mediterraneo tardomedievale. Per i nostri tipi ha pubblicato nel 2020 il volume Un mare di mercanti. Il Mediterraneo tra Sardegna e Corona d’Aragona nel tardo Medioevo.

lunedì 27 maggio 2024

Triumphus Alfonsi regis Aragonei devicta Neapoli

Triumphus Alfonsi regis Aragonei devicta Neapoli
di Porcelio de' Pandoni
a cura di Antonietta Iacono
pp. XXXIV-183; € 46,00
Sismel, 2023
ISBN: 978-88-9290-292-3

Il Triumphus Alfonsi regis Aragonei devicta Neapoli di Porcelio de’ Pandoni riveste un ruolo di primario interesse nella vasta produzione di opere che a vario titolo testimoniano l’entrata trionfale di Alfonso il Magnanimo in Napoli (26 febbraio 1443).

Noto a storici ed eruditi che si occuparono delle vicende culturali e istituzionali del Regno di Napoli sotto i principi Trastámara, questo poema è stato letto, utilizzato, citato, trascritto, ma mai edito in forma critica e integrale. Eppure esso offre la più dettagliata, vivace e attendibile narrazione del trionfo alfonsino, come emerge dal confronto con le altre fonti, storico-narrative e documentarie; e immortala in versi epici di sapore virgiliano la magnificenza dell’evento e l’ammirazione suscitata dal corteo del sovrano vittorioso non solo nella popolazione della città vinta, ma anche nelle comunità straniere, nei rappresentanti delle potenze estere d’Italia, d’Europa, d’Africa presenti nella capitale del Regno. L’utilizzo di una documentazione ufficiale, direttamente accessibile all’autore, il quale ebbe un ruolo di primo piano nell’entourage di intellettuali attivi alla corte del Magnanimo nel decennio 1443-1453, rende quest’opera una tessera autorevole per la ricostruzione non solo del trionfo, ma anche della temperie culturale e delle modalità in cui si sviluppava – sin dagli esordi del regno d’Alfonso – quella propaganda politica che seppe creare consensi a favore di un sovrano allogeno e conquistatore. L’edizione del Triumphus Alfonsi regis Aragonei devicta Neapoli è dunque contributo prezioso per ricostruire il quadro della storiografia poematica di argomento contemporaneo degli inizi del dominio aragonese sul Regno di Napoli e permette di definire meglio nel confronto l’evoluzione della storiografia alfonsina, facendo quasi da ponte tra i precoci Gesta Alfonsi di Tommaso Chaula e le più mature opere che costruirono il mito del re ‘magnanimo’, quali, ad esempio, i Gesta Alfonsi di Bartolomeo Facio, i Dicta aut facta Alfonsi regis di Antonio Panormita e l’Alfonseis di Matteo Zuppardo.
Il corredo di apparati critici e delle fonti e le note di commento esegetico permettono la piena fruizione di un testo che si incastona con tratti anche originali nella letteratura epico-storica prodotta per Alfonso il Magnanimo. Un’ampia Introduzione illustra le circostanze in cui l’opera fu composta e le sue valenze nel quadro politico-culturale della Napoli aragonese; la Nota al testo ne ricostruisce con completezza la tradizione manoscritta e a stampa, dando ragione delle varianti d’autore e della constitutio textus; Indici analitici e ragionati, infine, agevolano la lettura e il riscontro di un testo complesso, rendendolo interamente accessibile sia sul versante storico sia su quello letterario.
Antonietta Iacono è Professore di Letteratura Latina Medievale e Umanistica all'Università degli Studi di Napoli Federico II.

venerdì 3 maggio 2024

Castelluccio Acquaborrana: Breve storia

Castelluccio Acquaborrana: Breve storia
Dalle origini all’eversione della feudalità
di Umberto Palumbo
pp. 40; € 10,00
Volturnia Edizioni, 2023
EAN: 9788831338872

Nel breve saggio sono trattati i seguenti periodi della storia di Castelluccio Acquaborrana l’ìodierno Castelmauro. Periodo sannita-romano, Periodo gotico-longobardo (secoli VI-XI), Periodo svevo (secolo XIII), Periodo angioino (1266-1442), Periodo aragonese (1442-1504), Periodo del Viceregno (1504-1714), Primo periodo borbonico (1735–1799), Periodo napoleonico (1799 e decennio francese).

mercoledì 29 novembre 2023

Etica della cultura e cultura del welfare

Etica della cultura e cultura del welfare
La lezione della Napoli medievale
di Rosalba Di Meglio
pp. 146; € 13,00
Editoriale Scientifica, 2023
ISBN: 979-12-5976-719-6

La vicenda dell'ospedale napoletano dell'Annunziata e degli altri banchi pubblici sembra a prima vista che abbia un orizzonte semplicemente municipale, restringendosi nella cerchia delle mura cittadine o poco al di fuori di esse, ma così non è. La prospettiva rimane ampia per le forze in gioco che sono europee (la monarchia angioina, prima, e aragonese, poi), per il ruolo di modello giocato nei secoli successivi nel sistema bancario, per il vigore intellettuale con cui sono affrontati i problemi dai sovrani e dai grandi predicatori del tempo, per la circolazione internazionale di alcuni ideali forti, religiosi e filosofici, che trovarono la propria sintesi in quello del bene comune: ideali che costituiscono le fondamenta dell'Europa e che portarono alla nascita di una vera e propria cultura del welfare, che ancora oggi per l'Unione Europea costituisce un patrimonio identitario irrinunciabile.
Rosalba Di Meglio (Torre del Greco 1975)  è professore associato di Storia medievale presso il Dipartimento di Studi umanistici (dal 2019). Si è laureata in Lettere moderne presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" nel 1998 (votazione 110/110 e lode). Subito dopo è stata borsista presso l'Istituto italiano per gli studi storici, dove ha partecipato a lezioni e seminari, e ha svolto attività di ricerca (1998-2000). Nel frattempo ha frequentato presso l'Università dove si è laureata il corso di perfezionamento in Scienze umane e nuove tecnologie, ha svolto attività di tutorato al Master in Women's studies, presso l'Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e ha frequentato corsi di lingua tedesca presso il Goethe Institut.

martedì 8 agosto 2023

L'isola di Capri in età aragonese (secolo XV)

L'isola di Capri in età aragonese (secolo XV)
di Enzo Di Tucci
pp. 112, € 15,00
Edizioni La Conchiglia, 2023
EAN: 9788860911452

Gli scenari politici e militari che segnarono la vita del Regno di Napoli nel secolo XV e, in particolare, gli scontri tra Angioini ed Aragonesi per la conquista del trono, ebbero delle significative conseguenze sul territorio dell’isola di Capri e sui suoi abitanti. Anche qui si scontrarono, con effetti laceranti sul tessuto sociale, due fazioni che parteggiavano apertamente con i pretendenti alla corona. I contrapposti schieramenti politici di alcune eminenti famiglie capresi fecero scoppiare gravissimi disordini che si protrassero per tutto il secolo, determinando spaccature e odi insanabili specialmente tra le due Comunità isolane. Peraltro, bisogna sottolineare che, mentre le relazioni sociali ed umane subivano pericolose derive che, in qualche caso, sfociarono in atti di intolleranza e violenza, le condizioni economiche generali del Paese, specie durante il Regno aragonese, ebbero una fase di crescita con la nascita di nuove attività e un ulteriore sviluppo di quelle già avviate e consolidate nei secoli precedenti.
La  storia  dell’Isola,  quindi,  nel  secolo  XV,  presenta aspetti  di  particolare  interesse,  nei  settori  dell’economia, della cultura, della pubblica Amministrazione, della società e della religione,  che il presente testo approfondisce, anche alla luce di nuove e importanti scoperte archivistiche di recente pubblicazione.
Enzo Di Tucci è autore e storico dell'Isola di Capri e dei territori vicini. Ricercatore indipendente. Socio fondatore del Centro Documentale dell'Isola di Capri e socio del Centro Caprense di vita e di studi Ignazio Cerio.

venerdì 28 aprile 2023

Gli Aragonesi. Il regno aragonese fra Mezzogiorno e Mediterraneo

Gli Aragonesi
Il regno aragonese fra Mezzogiorno e Mediterraneo
di Angelo Panarese
pp. 112, € 15,00
Capone Editore, 2023
EAN: 9788883492808

Con gli Aragonesi – prima con Alfonso il Magnanimo e poi con Ferrante, suo figlio – si avvia nel Mezzogiorno il processo di modernizzazione economica del Regno e si pongono le basi per “la via napoletana allo stato moderno”. Le tappe fondamentali di questo lungo e contraddittorio percorso sono la costituzione delle Aziende agricole di Stato e la riorganizzazione della Mena delle pecore in Puglia con il Magnanimo, la creazione dell’Arte della lana e della seta, la liberalizzazione dei passi e la istituzione del sistema delle fiere con Ferrante. Sostegno operativo e tecnico a questa riorganizzazione dello spazio economico e sociale sarà il Banco Strozzi, autentico volano della economia meridionale del tempo. In sessanta anni di storia meridionale (dal 1442, conquista aragonese di Napoli, fino al 1503, sostituzione della dinastia aragonese con gli Spagnoli di Ferdinando il Cattolico), il Mezzogiorno d’Italia sarà investito da un vento di cambiamento e di rinascita. Tutto si avvera con gli Aragonesi in quel breve arco di tempo: sviluppo e crisi, guerre in Italia e nel Mediterraneo, giustizia e pace, ma anche torbidi ed efferati assassini.
Angelo Panarese, laureato in Lettere e Scienze Politiche, Dottore di ricerca e collaboratore dell’Istituto di filosofia politica dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, è docente di Scuola media superiore. Sindaco della città di Alberobello dal 1994 al 2001, è autore, fra gli altri, dei seguenti volumi: Filosofia e Stato (Lecce 2005); I tre Poteri (Bari 2008); Donne, Giacobini e sanfedisti nella rivoluzione napoletana (Bari 2011); Storia del Regno di Napoli. Un confronto con Benedetto Croce (Lecce 2012); Il Mezzogiorno nel Settecento tra riforme e rivoluzione (Bari 2013); Ferite aperte (Lecce 2014), La “redenzione” dell’Italia. Il grande sogno di Machiavelli (Bari 2014), Spagna e Mezzogiorno (Secoli XVI e XVII) (Lecce 2016), Risorgimento tradito. Storia e interpretazioni (Lecce 2017),  Longobardi Bizantini Normanni nel Mezzogiorno (Secoli VII - XIII) (Lecce 2021) e Gli Angioini. La lotta per il dominio in Italia e nel Mediterraneo (Lecce 2022).

giovedì 20 aprile 2023

Il mistero delle mappe aragonesi

Il mistero delle mappe aragonesi
Cartografie del Mezzogiorno medievale
di Fernando La Greca
pp. 274, € 24,00
Licosia Edizioni, 2023
EAN: 9791280116307
 
Rinvenute nell’Archivio di Stato di Napoli e nella Bibliothèque Nationale de France a Parigi più di trent’anni fa, oggetto di importanti pubblicazioni e segnalazioni in volumi e riviste nazionali ed internazionali, la conoscenza delle mappe aragonesi è rimasta limitata agli addetti ai lavori e non ha ancora arricchito l’orizzonte scientifico e culturale contemporaneo.

Mentre le altre carte dell’epoca, di fine Quattrocento, disegnavano ancora l’Italia con vistosissimi errori e deformazioni, riportando solo i principali elementi geografici (catene montuose, fiumi, città capoluogo), le mappe aragonesi descrivono invece con dettagli topografici il territorio (in scale variabili da 1:50000 a 1:120000 circa) e con abbondanza di toponimi, riportando monti, vallate, pianure, torrenti, fiumi, laghetti, coste, scogli, casali, paesi, castelli, santuari, città murate, rovine, strade, e molto altro ancora, delineando un paesaggio ricchissimo di elementi sia medioevali sia risalenti all’antichità classica, e rivelandosi potenziali oggetti di studio e di feconda ricerca in numerose discipline.
Fernando La Greca è ricercatore confermato di Storia romana presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Salerno e professore aggregato di Storia romana e di Antichità romane. La sua produzione scientifica verte sui seguenti temi: le divinità romane astratte, la filosofia e la politica a Roma al tempo dei Gracchi, Paestum romana e la sua riscoperta, le risorse economiche della Lucania antica, la cartografia storica del Mezzogiorno d’Italia, le tradizioni romane nella dialettologia e nel folklore.

giovedì 5 maggio 2022

Le terre dei baroni ribelli

Le terre dei baroni ribelli
Poteri feudali e rendita signorile nel Mezzogiorno aragonese
di Luciana Petracca
pp 336, € 32,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2022
ISBN: 9791254690048 
 
Il tema dei poteri signorili nell’Italia tardomedievale è tornato di recente al centro del dibattito storiografico, alimentato da ricerche che hanno messo in luce aspetti a lungo trascurati, come la natura dei diritti esercitati, le forme di amministrazione, le pratiche del prelievo o il grado di “pervasività” dei signori. Con particolare riferimento al Mezzogiorno aragonese, il prevalente interesse per la dimensione politica ha lasciato in ombra il ruolo e l’impatto economico della signoria.
Qual era la struttura del reddito feudale? Quanto incidevano le varie componenti del prelievo sull’ammontare complessivo della rendita? E in che misura mutava la composizione del bilancio tra aree geografiche o tra differenti tipologie di signori?
Questi gli interrogativi da cui ha preso avvio la ricerca, focalizzata sui poteri feudali e sulla rendita signorile nel secondo Quattrocento. In questa chiave, il libro, oltre a ricostruire l’estensione di alcune signorie meridionali, oggetto di confisca da parte della Corona a seguito della grande congiura baronale del 1485, approfondisce il carattere economico del dominio feudale.
Luciana Petracca insegna Storia medievale e Didattica della storia presso l’Università del Salento. Tra le sue ultime pubblicazioni: Quaterno de spese et pagamenti fatti in la cecca de Leze (Roma 2010); Gli Inventari di Angilberto del Balzo. Modelli culturali e vita di corte nel Quattrocento Meridionale (Roma 2013); Un borgo nuovo angioino di Terra d’Otranto (Galatina 2017); Le pergamene dell’Archivio Capitolare della collegiata di Francavilla in Terra d’Otranto (secc. XIV-XV) (Roma 2021).

giovedì 21 aprile 2022

Viceré di Sicilia

Viceré di Sicilia
Arte e committenza all'ombra della storia. L'età aragonese (1415-1516)
di Francesco Paolo Campione
pp. 440, € 48,00
Kalós, 2022
ISBN: 979-12-80198-20-4
 
Sul finire del Medioevo, e nel volgere di poco più di un decennio, la Sicilia da regno autonomo diviene uno stato satellite dell’Aragona governato da un viceré di volta in volta inviato dalla nuova madrepatria spagnola. È l’inizio di un lento ma irrevocabile declino politico che avrà ricadute che non è difficile individuare persino oggi. Eppure quell’epoca coincide con una prodigiosa fioritura artistica, come se l’arte, tradizionale strumento di legittimazione della volontà sovrana, fosse allo stesso tempo risposta – l’unica rimasta – per riaffermare i caratteri di una cultura che sul duplice tessuto dell’apertura al nuovo e del radicamento alla tradizione aveva cucito il vessillo della propria identità. Nel periodo compreso tra l’arrivo del primo viceré e la fine della dinastia di Trastámara approdano nell’isola artisti come Domenico Gagini e Francesco Laurana, capaci di riscrivere il linguaggio della scultura nelle forme di un incipiente Rinascimento; è il tempo del Trionfo della Morte di Palazzo Abatellis e della pittura rivoluzionaria di Antonello, delle singolari soluzioni costruttive di Matteo Carnilivari e della gioventù operosa di Antonello Gagini, vero anello di congiunzione verso un mondo che ormai si affacciava alla modernità. Questo libro attraversa quel secolo di storia artistica e culturale, “interrogando” alcune di quelle esperienze pittoriche, scultoree e architettoniche alla ricerca di risposte che, in molti casi, non mancheranno di sorprendere il lettore.
Francesco Paolo Campione insegna Museologia e Storia del collezionismo all’Università degli Studi di Messina, dove tiene anche il corso di Storia dell’arte moderna e coordina il corso di studi magistrale in Turismo e Spettacolo presso il Dipartimento di Scienze cognitive. Nei suoi studi ha costantemente indagato i rapporti tra la storia delle immagini e le implicazioni simboliche ed estetiche che sottendono. Tra le sue pubblicazioni, La regola del Capriccio. Alle origini di una idea estetica (2011), Discorsi sulla superficie (2015), Le metamorfosi di Caravaggio (2018). Per Kalós ha scritto Palermo. Memoria di una capitale (2013), e ha contribuito alla stesura dei volumi Guida istruttiva su Palermo e Monreale (2015) e Palermo, l’arte e la storia (2016).

giovedì 7 aprile 2022

Amantea nel Medioevo

Amantea nel Medioevo
Dai Bizantini agli Aragonesi
di Gianmarco Cima
pp. 188, € 13,00
Mannarino Edizioni, 2022
EAN: 9791259660145
 
Fondata intorno al VII secolo dai Bizantini, che ne fecero un Kastron e sede vescovile, la cittadina calabrese di Amantea, affacciata sul Tirreno, ebbe un ruolo strategico per tutto il Medioevo. Questo periodo storico per il borgo tirrenico, posto in quello che i Normanni chiamarono Giustizierato di Val di Crati e Terra Giordana, corrispondente all'attuale provincia di Cosenza, coincise con il susseguirsi di varie dominazioni (bizantina, islamica, normanna, sveva, angioina, aragonese), diverse per cultura e provenienza geografica, che plasmarono in maniera eterogenea l'identità etnica, storica, culturale, artistica e religiosa di Amantea e della Calabria. Questo libro si prefissa l'obiettivo di esplorarne le varie vicende con un approccio il più possibile interdisciplinare, che tenga conto non solo della Storia. Ma esso è anche pensato per essere alla portata di tutti, poiché ogni popolo o cittadino deve conoscere il proprio passato, umile o glorioso che sia, affinché acquisti coscienza di sé. 

martedì 22 febbraio 2022

Storia d’Aragona

Storia d’Aragona
Popoli e Re
di Gianluca Lorenzetti
pp. 212, € 12,00
Aracne Editrice, 2021
ISBN: 978-88-255-3537-2
 
Il regno di Aragona fu un’entità politica molto particolare, adornata da storie e curiosità che amplificano il suo fascino. Sorse nel 1035, nella persona di un figlio illegittimo del Re di Pamplona, Ramiro, capostipite della prima delle tre dinastie salite al trono sino al 1479, anno della morte di Giovanni II e termine del viaggio racchiuso in queste pagine, avente inizio coi primi ominidi e volto a capire come il popolo e Reame aragonese (poi catalano-aragonese) venne modellato nel tempo.
Gianluca Lorenzetti, formato presso l’Università di Pisa, dove si è specializzato sul Medioevo e in particolare sul Regno d’Aragona, è socio del Centro Europeo di Studi su Umanesimo e Rinascimento Aragonese (CESURA). È inoltre autore di vari articoli e dei libri Callisto III. L’uomo dimenticato tra le pagine del tempo (Tab edizioni, 2020) e Storia d’Aragona. Popoli e Re (Aracne editrice, 2021).

domenica 20 febbraio 2022

I regni del Mediterraneo occidentale dal 1200 al 1500

I regni del Mediterraneo occidentale dal 1200 al 1500
La lotta per il dominio
di David Abulafia
pp. 352, € 22,00
Laterza, 2022
ISBN: 9788858147368
 
Dalla conquista dell’Italia meridionale e della Sicilia da parte dei Normanni nell’XI secolo alla creazione del Regno di Sicilia nel secolo successivo, la ricostruzione storica di David Abulafia si allarga fino alle due sponde del Mediterraneo, dalla Spagna ai Balcani, teatro vastissimo delle battaglie con le quali Angioini e Aragonesi si contesero il dominio sul Regno delle Due Sicilie. Ne viene fuori un’inedita storia dell’Italia del basso Medioevo e un quadro completo di un fondamentale periodo storico che illustra le principali realtà politiche del Mediterraneo occidentale in quei secoli: Catalogna-Aragona in Spagna, la casa d’Angiò in Francia e, sull’altra sponda, Sicilia, Sardegna e Italia meridionale dominate alternativamente ora dall’una ora dall’altra casata.
David Abulafia, tra i maggiori studiosi dell’Italia medievale, è professore emerito di Storia del Mediterraneo dell’Università di Cambridge. Tra i suoi libri in italiano: Federico II. Un imperatore medievale (Einaudi 1990); Le due Italie (Guida 1991); La scoperta dell’umanità. Incontri atlantici nell’età di Colombo (il Mulino 2010); Il grande mare. Storia del Mediterraneo (Mondadori 2013); Storia marittima del mondo (Mondadori 2020).

sabato 4 settembre 2021

Nel Regno delle lettere

Nel Regno delle lettere
Umanesimo e politica nel Mezzogiorno aragonese
di Fulvio Delle Donne, Guido Cappelli
pp. 240, € 22,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829010998
 
L’Umanesimo “monarchico” della corte aragonese di Napoli (1442-1501) incise a fondo sulle tradizioni intellettuali dell’intera Europa, in un periodo di grandi rivolgimenti istituzionali e culturali. I caratteri di quel Regno delle lettere furono eccezionalmente innovativi e a volte in contrasto con quelli dell’Umanesimo “civile” che si sviluppò in altri centri italiani e che – solo in virtù di pesanti anacronismi – è stato l’unico ritenuto rilevante per le sue matrici “repubblicane” e antitiranniche. Il libro indaga per la prima volta in maniera organica e compiuta i dispositivi ideologici che legittimarono l’elaborazione di un sistema politico incentrato sulla funzione del sovrano: figura virtuosa e non dispotica che sola può e deve guidare sudditi e istituzioni. Riacquista così straordinario valore una produzione letteraria che a lungo è stata erroneamente etichettata come “cortigiana”. Destinata invece ad avere grande diffusione, ebbe un forte e meditato impatto. Fu formidabile strumento non solo di costruzione del consenso, ma anche di organizzazione di un Regno che andava già prefigurando i tratti dello Stato moderno.
Fulvio Delle Donne insegna Letteratura latina medievale e umanistica all’Università degli Studi della Basilicata. È presidente e fondatore del Centro europeo di studi su Umanesimo e Rinascimento aragonese – cesura. Nella sua ampia produzione scientifica coniuga i metodi e gli interessi filologico-letterari con quelli storici, coprendo un arco cronologico che va dal VI al XVI secolo.
Guido Cappelli insegna Letteratura italiana all’Università di Napoli L’Orientale ed è vicepresidente e fondatore del Centro europeo di studi su Umanesimo e Rinascimento aragonese – cesura. Ha pubblicato numerosi saggi sul pensiero etico e politico umanistico, su Dante, Petrarca, Machiavelli, nonché sull’influenza dell’Umanesimo italiano nella Penisola iberica

venerdì 23 luglio 2021

Gli Aragonesi di Napoli

Gli Aragonesi di Napoli
Una grande dinastia del Sud nell’Italia delle Signorie
di Giuseppe Caridi
pp. 298, € 19,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Rubbettino Editore, 2021
ISBN: 9788849864069
 
Alfonso V Re d’Aragona, detto il Magnanimo, diede origine nel 1442 nel Regno di Napoli alla nuova dinastia aragonese, che sarebbe rimasta su quel trono sino alla fine del Quattrocento. Per un lungo periodo, con lo stesso fondatore e con il suo secondo esponente Ferdinando I, comunemente chiamato Ferrante – per i suoi natali illegittimi subentrato al padre solo in quel Regno e divenuto quindi un sovrano nazionale – gli Aragonesi ricoprirono una posizione preminente nell’ambito dei Potentati italiani. Con la scomparsa di Ferrante nel 1494 si entrò in una fase di declino, caratterizzata sul fronte interno dall’avvicendamento di tre sovrani in un biennio, e a livello internazionale dall’intenzione di Francia e Spagna di conquistare il Mezzogiorno d’Italia. Dopo il breve regno del fratello maggiore Alfonso II e del nipote Ferrandino, fu Federico, secondogenito di Ferrante, impotente a resistere all’attacco francese e spagnolo, a concludere nel 1501, con l’esilio in Francia, la dinastia.

Giuseppe Caridi è professore ordinario di Storia moderna nell’Università di Messina e insegna inoltre Storia dell’Europa nella Scuola superiore per Mediatori Linguistici di Reggio Calabria. È Presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e Direttore della Rivista Storica Calabrese. Ultime monografie: Carlo III (2014) Carlos III, trad. sp.la (2015); Francesco di Paola (2016); Alfonso il Magnanimo (2019).

venerdì 2 luglio 2021

Gesta Alfonsi Regis

Gesta Alfonsi Regis
di Tommaso Chaula
a cura di Fulvio Delle Donne e Mariarosa Libonati
pp. 372, € 30,00
Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani, 2021
ISBN: 979-12-80182-04-3
 
L’interesse per la storiografia in latino prodotta nel Regno aragonese dell’Italia meridionale all’epoca di Alfonso il Magnanimo (1394-1458) è andato molto crescendo negli ultimi anni, operando una sorta di “rivoluzione copernicana” che ne ha fatto emergere pienamente il grande valore. Le ricerche più recenti hanno reso assai precise le nostre conoscenze sui numerosi testi che hanno segnato quella produzione letteraria, che si diffuse ben oltre i confini del Mezzogiorno. Fu nell’entourage di Alfonso che si sviluppò un’accorta meditazione sulle strette connessioni esistenti tra descrizione della contemporaneità, riflessione retorica, esigenza di celebrazione e istanze di legittimazione della maestà regia. Fu lì che trovò spazio privilegiato quel disciplinamento della scrittura storica che portò, contestualmente, al suo ricono-scimento professionale e alla definizione di una precisa regolamentazione di argomenti, forme e metodi. In questo contesto risulta fondamentale la fase iniziale del lungo processo di valorizzazione della memoria storiografica, che trova un ineludibile punto di snodo nei Gesta Alfonsi regis di Tommaso Chaula (scritti nel 1423-1424), un’opera cui a torto era stato assegnato finora un ruolo marginale, soprattutto a causa di una problematica trascrizione, che ne rendeva quasi impossibile la lettura e la comprensione. In questo volume si fornisce la prima edizione critica, con traduzione italiana e note di commento del testo, cui è restituita la giusta dimensione e importanza.
INDICE Premessa - Tommaso Chaula e la tradizione storiografica aragonese - Introduzione - 1. L’autore - 2. Le prime opere di Chaula - 3. I cinque libri delle gesta compiute da Alfonso d’Aragona - 4. Fonti e topoi letterari inseriti nella narrazione - 5. La storia secondo Chaula e il modello delle virtù - Nota al testo - Thomae de Chaula Gestorum per Alfonsum Aragonum et Sicilie regem libri quinque - Tommaso Chaula, I cinque libri delle gesta compiute da Alfonso re d’Aragona.
Fulvio Delle Donne è professore di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli Studi della Basilicata. Nella sua ampia produzione scientifica coniuga i metodi e gli interessi filologico-letterari con quelli storici, coprendo un arco cronologico che va dal VI al XVI sec. È autore di numerosissime edizioni critiche e volumi monografici: gli ultimi sono Tredici contro tredici. La Disfida di Barletta tra storia e mito nazionale (2020); La porta del sapere. Cultura alla corte di Federico II di Svevia (2019). È il presidente del Centro Europeo di Studi su Umanesimo e Rinascimento Aragonese - CESURA.
Mariarosa Libonati è dottore di ricerca in Letteratura latina medievale e umanistica all'Università degli Studi della Basilicata.

giovedì 24 dicembre 2020

Costanza di Svevia. Il ritorno da regina

Costanza di Svevia. Il ritorno da regina
di Chiara Curione
pp. 296, € 18,00
Edizioni Tripla E, 2020
ISBN: 978-88-5539-107-8
 
Intrighi e tradimenti, guerre civili, lotte per la conquista del regno di Sicilia e di Puglia, nell’avvincente romanzo di Costanza di Svevia.
In questo quadro dei Vespri Siciliani, la regina Costanza, moglie di Pietro d’Aragona, rivendica il trono di suo padre facendo emergere la forza, la tenacia e la capacità di tenere gli equilibri in un posto dove tutto scoppia facilmente come in una polveriera. Accanto a lei risaltano due figure femminili: la baronessa Macalda sua rivale anche in amore e Imelda, donna medico, una delle poche donne formate alla Scuola Medica Salernitana e vista con sospetto per le sue doti e la voglia di indipendenza. 
I personaggi maschili, mossi dal desiderio di potere, sono forti e astuti, a volte mostrano debolezza, ma emerge in loro sempre il lato umano facendone nel bene e nel male uomini degni d’onore.
Una storia controversa che tocca direttamente e indirettamente tutta l’Europa, in Sicilia dove tutti bramano il potere di una zona strategica che era ed è di fondamentale importanza politica.
Chiara Curione (Bari 1962) è autrice di racconti e romanzi per ragazzi e collabora con il laboratorio di lettura della biblioteca di Gioia del Colle. Organizza laboratori di lettura e di scrittura per ragazzi e i suoi testi sono stati adottati a scuola per progetti lettura. La sartoria di Matilde è il suo primo romanzo, poi ha scritto una raccolta di fiabe storiche su Federico II che ha offerto lo spunto per rappresentazioni teatrali. Tra le sue opere per ragazzi più nota il romanzo storico Un eroe dalla parte sbagliata (Besa Editore). Per lo stesso editore ha pubblicato nel 2012 la saga familiare Una ricetta per la felicità. Successivamente, con il romanzo storico Il tramonto delle aquile (EEE- Edizioni Ebook) ha ricevuto il premio della Giuria Zingarelli. Nel 2016 ha pubblicato l’opera teatrale per ragazzi Giuseppe e Maria (EEE- Edizioni Ebook). In seguito nel 2018 il libro di fiabe storiche Il falco parlante e il re bambino (La Medusa Editrice) e il racconto scritto con Laura Tullio Adama e Tonio: un’amicizia senza confini (Il grillo editore). Nel 20020 per la casa editrice Fasi di Luna ha pubblicato il racconto Le bulle, scritto con Laura Tullio e, con Tripla E, Costanza di Svevia. Il ritorno da regina.

domenica 20 settembre 2020

Linguaggi e rappresentazioni del potere nella Sardegna medievale

Linguaggi e rappresentazioni del potere nella Sardegna medievale
a cura di Alessandro Soddu
pp. 400, € 39,00 (Acquista online con 5% di sconto)Carocci, 2020
ISBN: 9788843099412


A partire dal tardo XI secolo, i regni giudicali di Cagliari, Torres, Arborea e Gallura si aprono a una vasta rete di rapporti mediterranei, per essere poi travolti – nel pieno Duecento – dall’espansionismo del Comune di Pisa e da forme di dominio signorile (Doria, Malaspina, Della Gherardesca) e comunale (Sassari) collegate alla stessa Pisa e a Genova. Su questo quadro, con l’avvento dei Catalano-Aragonesi si innesterà e poi sostituirà, durante i secoli XIV e XV, la dimensione unificante del regno di Sardegna, a lungo alleato dell’unico potentato locale superstite, il giudicato di Arborea. L’attenzione degli studiosi per la geografia politica ha finora lasciato in secondo piano il ruolo delle élites sarde, che appaiono partecipi e interpreti dei cambiamenti (il caso di Sassari in questo senso è paradigmatico). In un contesto così articolato, è possibile osservare da diverse angolature una varietà di linguaggi e rappresentazioni del potere, che attingono dalla tradizione bizantina o sono l’espressione dell’egemonia pisana e genovese, prima, e della Corona d’Aragona, poi, oltre che essere il frutto dell’originale rielaborazione operata nell’ambito dei quattro regni giudicali. Una pluralità di segni che riflette la ricchezza e complessità dei processi storico-culturali che interessano la Sardegna durante tutto il basso Medioevo.
Alessandro Soddu è professore associato nel Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università di Sassari, dove insegna Storia medievale e Storia degli insediamenti medievali.