sabato 19 aprile 2025
La sfida dei re
lunedì 17 febbraio 2025
Alfonsi regis dicta aut facta memoratu digna
Suddivisi in 4 libri, ciascuno dei circa 230 capitoli è intitolato a una o più virtù possedute da Alfonso, il re sapiente e cristiano per eccellenza, l’autentico erede degli antichi imperatores romani. Con questa edizione si vuole restituire il giusto rilievo a un’opera che ha goduto di un enorme successo attestato dal gran numero di manoscritti e di edizioni a stampa, ma che è stata sistematicamente fraintesa, perché osservata solo nella sua forma esteriore di raccolta aneddotica. Superata la superficie, rivela con pienezza un disegno e un impegno politico-ideologici straordinari. Protagonista solo apparente è il re Alfonso: le sue parole e le sue azioni, in effetti, sono reinventate dal Panormita ed esemplate su quelle dei personaggi delineati nei classici antichi, che proprio in quei decenni erano rinvenuti, riletti o tradotti dal greco. L’opera definisce, così, il profilo di un sovrano non vero, ma verosimile. La sua figura sublimata è il prototipo del principe-filosofo illuminato di impianto senofonteo, la realizzazione del sogno umanistico di un vagheggiato mondo retto dalla virtù e indirizzato al sommo bene.
La presente edizione critica, basata su oltre 60 testimoni rigorosamente classificati, è ampiamente introdotta e doviziosamente contestualizzata nell’impianto ideologico e culturale: minutamente commentata, inquadra ogni dettaglio entro una precisa prospettiva storica e letteraria, evidenziando il riuso consapevole e funzionale dei classici latini e greci. In appendice reca anche il testo del Commentario che già nell’aprile del 1456 Enea Silvio Piccolomini (il futuro papa Pio II) dedicò all’opera del Panormita, a testimonianza del grande rilievo che essa ebbe quando fu pubblicata.
martedì 7 gennaio 2025
Squillace nel Medioevo
Questo volume, sorretto da una variegata e ampia bibliografia, ma anche da documenti dell’Archivio di Stato di Napoli, ne esplora il contesto medievale, nello specifico quello compreso tra i secoli XI e XV. Si tratta del periodo che va dalla nascita del borgo collinare, con l’arrivo dei Normanni, al principato aragonese di fine Quattrocento, nell’orbita del Regno di Napoli. Un viaggio che attraversa molte fasi storiche complesse e affascinanti, inserite nel più ampio contesto dell’Italia meridionale e del Mediterraneo, toccando il periodo svevo con Federico II, la lotta tra Angioini e Aragonesi, le vicende militari e religiose, i feudi e i casali del territorio, le chiese, i monasteri, le vie di comunicazione, l’economia e gli scambi.
Il profilo geopolitico che se ne ricava è quello di un centro strategico di rilevanza notevole, inglobato in una vasta rete di relazioni, ricche di interessanti spunti di ricerca.
Paolo Rosario Cristofaro, classe 1994, è docente di discipline letterarie nelle scuole secondarie. Dopo la laurea triennale in Lettere e Beni Culturali, conseguita all’Università della Calabria, si è specializzato presso lo stesso ateneo in Scienze storiche, indirizzo “Mediterraneo medievale e moderno”, con una tesi di ricerca in Storia medievale. Giornalista pubblicista, collabora da diversi anni con quotidiani e riviste.
mercoledì 2 ottobre 2024
Ellori ellori !
lunedì 27 maggio 2024
Triumphus Alfonsi regis Aragonei devicta Neapoli
Noto a storici ed eruditi che si occuparono delle vicende culturali e istituzionali del Regno di Napoli sotto i principi Trastámara, questo poema è stato letto, utilizzato, citato, trascritto, ma mai edito in forma critica e integrale. Eppure esso offre la più dettagliata, vivace e attendibile narrazione del trionfo alfonsino, come emerge dal confronto con le altre fonti, storico-narrative e documentarie; e immortala in versi epici di sapore virgiliano la magnificenza dell’evento e l’ammirazione suscitata dal corteo del sovrano vittorioso non solo nella popolazione della città vinta, ma anche nelle comunità straniere, nei rappresentanti delle potenze estere d’Italia, d’Europa, d’Africa presenti nella capitale del Regno. L’utilizzo di una documentazione ufficiale, direttamente accessibile all’autore, il quale ebbe un ruolo di primo piano nell’entourage di intellettuali attivi alla corte del Magnanimo nel decennio 1443-1453, rende quest’opera una tessera autorevole per la ricostruzione non solo del trionfo, ma anche della temperie culturale e delle modalità in cui si sviluppava – sin dagli esordi del regno d’Alfonso – quella propaganda politica che seppe creare consensi a favore di un sovrano allogeno e conquistatore. L’edizione del Triumphus Alfonsi regis Aragonei devicta Neapoli è dunque contributo prezioso per ricostruire il quadro della storiografia poematica di argomento contemporaneo degli inizi del dominio aragonese sul Regno di Napoli e permette di definire meglio nel confronto l’evoluzione della storiografia alfonsina, facendo quasi da ponte tra i precoci Gesta Alfonsi di Tommaso Chaula e le più mature opere che costruirono il mito del re ‘magnanimo’, quali, ad esempio, i Gesta Alfonsi di Bartolomeo Facio, i Dicta aut facta Alfonsi regis di Antonio Panormita e l’Alfonseis di Matteo Zuppardo.
Il corredo di apparati critici e delle fonti e le note di commento esegetico permettono la piena fruizione di un testo che si incastona con tratti anche originali nella letteratura epico-storica prodotta per Alfonso il Magnanimo. Un’ampia Introduzione illustra le circostanze in cui l’opera fu composta e le sue valenze nel quadro politico-culturale della Napoli aragonese; la Nota al testo ne ricostruisce con completezza la tradizione manoscritta e a stampa, dando ragione delle varianti d’autore e della constitutio textus; Indici analitici e ragionati, infine, agevolano la lettura e il riscontro di un testo complesso, rendendolo interamente accessibile sia sul versante storico sia su quello letterario.
venerdì 3 maggio 2024
Castelluccio Acquaborrana: Breve storia
mercoledì 29 novembre 2023
Etica della cultura e cultura del welfare
martedì 8 agosto 2023
L'isola di Capri in età aragonese (secolo XV)
venerdì 28 aprile 2023
Gli Aragonesi. Il regno aragonese fra Mezzogiorno e Mediterraneo
Il regno aragonese fra Mezzogiorno e Mediterraneo
di Angelo Panarese
pp. 112, € 15,00
Capone Editore, 2023
EAN: 9788883492808
Angelo Panarese, laureato in Lettere e Scienze Politiche, Dottore di ricerca e collaboratore dell’Istituto di filosofia politica dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, è docente di Scuola media superiore. Sindaco della città di Alberobello dal 1994 al 2001, è autore, fra gli altri, dei seguenti volumi: Filosofia e Stato (Lecce 2005); I tre Poteri (Bari 2008); Donne, Giacobini e sanfedisti nella rivoluzione napoletana (Bari 2011); Storia del Regno di Napoli. Un confronto con Benedetto Croce (Lecce 2012); Il Mezzogiorno nel Settecento tra riforme e rivoluzione (Bari 2013); Ferite aperte (Lecce 2014), La “redenzione” dell’Italia. Il grande sogno di Machiavelli (Bari 2014), Spagna e Mezzogiorno (Secoli XVI e XVII) (Lecce 2016), Risorgimento tradito. Storia e interpretazioni (Lecce 2017), Longobardi Bizantini Normanni nel Mezzogiorno (Secoli VII - XIII) (Lecce 2021) e Gli Angioini. La lotta per il dominio in Italia e nel Mediterraneo (Lecce 2022).
giovedì 20 aprile 2023
Il mistero delle mappe aragonesi
Mentre le altre carte dell’epoca, di fine Quattrocento, disegnavano ancora l’Italia con vistosissimi errori e deformazioni, riportando solo i principali elementi geografici (catene montuose, fiumi, città capoluogo), le mappe aragonesi descrivono invece con dettagli topografici il territorio (in scale variabili da 1:50000 a 1:120000 circa) e con abbondanza di toponimi, riportando monti, vallate, pianure, torrenti, fiumi, laghetti, coste, scogli, casali, paesi, castelli, santuari, città murate, rovine, strade, e molto altro ancora, delineando un paesaggio ricchissimo di elementi sia medioevali sia risalenti all’antichità classica, e rivelandosi potenziali oggetti di studio e di feconda ricerca in numerose discipline.
giovedì 5 maggio 2022
Le terre dei baroni ribelli
giovedì 21 aprile 2022
Viceré di Sicilia
giovedì 7 aprile 2022
Amantea nel Medioevo
martedì 22 febbraio 2022
Storia d’Aragona
domenica 20 febbraio 2022
I regni del Mediterraneo occidentale dal 1200 al 1500
sabato 4 settembre 2021
Nel Regno delle lettere
venerdì 23 luglio 2021
Gli Aragonesi di Napoli
Giuseppe Caridi è professore ordinario di Storia moderna nell’Università di Messina e insegna inoltre Storia dell’Europa nella Scuola superiore per Mediatori Linguistici di Reggio Calabria. È Presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e Direttore della Rivista Storica Calabrese. Ultime monografie: Carlo III (2014) Carlos III, trad. sp.la (2015); Francesco di Paola (2016); Alfonso il Magnanimo (2019).
venerdì 2 luglio 2021
Gesta Alfonsi Regis
giovedì 24 dicembre 2020
Costanza di Svevia. Il ritorno da regina
domenica 20 settembre 2020
Linguaggi e rappresentazioni del potere nella Sardegna medievale
Linguaggi e rappresentazioni del potere nella Sardegna medievale
a cura di Alessandro Soddu
pp. 400, € 39,00 (Acquista online con 5% di sconto)Carocci, 2020
ISBN: 9788843099412
A partire dal tardo XI secolo, i regni giudicali di Cagliari, Torres,
Arborea e Gallura si aprono a una vasta rete di rapporti mediterranei,
per essere poi travolti – nel pieno Duecento – dall’espansionismo del
Comune di Pisa e da forme di dominio signorile (Doria, Malaspina, Della
Gherardesca) e comunale (Sassari) collegate alla stessa Pisa e a Genova.
Su questo quadro, con l’avvento dei Catalano-Aragonesi si innesterà e
poi sostituirà, durante i secoli XIV e XV, la dimensione unificante del
regno di Sardegna, a lungo alleato dell’unico potentato locale
superstite, il giudicato di Arborea. L’attenzione degli studiosi per la
geografia politica ha finora lasciato in secondo piano il ruolo delle
élites sarde, che appaiono partecipi e interpreti dei cambiamenti (il
caso di Sassari in questo senso è paradigmatico). In un contesto così
articolato, è possibile osservare da diverse angolature una varietà di
linguaggi e rappresentazioni del potere, che attingono dalla tradizione
bizantina o sono l’espressione dell’egemonia pisana e genovese, prima, e
della Corona d’Aragona, poi, oltre che essere il frutto dell’originale
rielaborazione operata nell’ambito dei quattro regni giudicali. Una
pluralità di segni che riflette la ricchezza e complessità dei processi
storico-culturali che interessano la Sardegna durante tutto il basso Medioevo.
Alessandro Soddu è professore associato nel Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università di Sassari, dove insegna Storia
medievale e Storia degli insediamenti medievali.
















