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giovedì 16 maggio 2019

Vita religiosa al femminile (Secoli XIII-XIV)

Vita religiosa al femminile (Secoli XIII-XIV)
di A.A.V.V.
pp. 308, € 33,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2019
ISBN: 9788833131801

Atti del XXVI Convegno Internazionale di Studi (Pistoia, 19-21 maggio 2017)
Indice:
Mauro Ronzani, Introduzione
Maria Pia Alberzoni, “Regulariter vivere”: le nuove forme duecentesche di monachesimo femminile
Anna Benvenuti, Percorsi di vita attraverso le fonti agiografiche
Eleonora Rava, Il fenomeno della reclusione: esperienze italiane ed europee
Cristina Andenna, Il fenomeno delle “convertite” fra Italia e Europa
Giulia Barone, Scelte della Chiesa e delle Chiese: il Papato e l’episcopato di fronte alla vita religiosa femminile nel Due e Trecento
Marina Gazzini, Vite femminili negli ospedali medievali tra religiosità e assistenza (Italia centro-settentrionale)
Alessandra Bartolomei Romagnoli, Il silenzio e la parola nella mistica femminile
Isabella Gagliardi, Il rapporto uomo donna e la direzione spirituale
Marina Benedetti, Donne e eresia. Percorsi di religiosità critica
Michele Bacci, Funzioni delle immagini nella vita spirituale femminile
Rosalba Di Meglio, Esperienze religiose femminili nell’Italia meridionale
Michele Pellegrini, Esperienze della religiosità femminile in Toscana
Piero Gualtieri, Poteri civili ed ecclesiastici ed esperienze religiose femminili a Pistoia fra Due e Trecento
Anna Esposito, Fra casa di famiglia e “casa” religiosa: esperienze femminili vissute fra Due e Quattrocento
Maria Clara Rossi, Religiosità e scelte testamentarie femminili
Sofia Boesch Gajano, Conclusioni

domenica 14 aprile 2019

Il monastero del male

Il monastero del male
di Silvio Foini
pp. 192, € 12,00
Newton Compton, 2019
ISBN: 9788822726001
 
Anno 999. Il monaco Galdinius, insieme con altri due confratelli, decide di trasformare la torre di Torba, nei pressi di Varese, in un monastero. Con l’aiuto dei contadini locali e in particolare del longobardo Wilfredo, capo del villaggio vicino, il monastero diventa il fulcro attorno a cui rifioriscono il territorio circostante e la comunità. Per ottenere un supporto nelle numerose attività intraprese, Galdinius chiede e ottiene dalla madre badessa del vicino convento di Caira che otto delle sue monache si trasferiscano a Torba. Tra loro c’è Brenda, esperta di rimedi naturali, medicamenti e misteriosi preparati. La monaca nasconde un oscuro segreto: è infatti una pedina in un piano fatale per il nuovo monastero… Alla vigilia dell’anno Mille, in un periodo storico fosco e violento, all’interno di un monastero misterioso prende vita un cupo intrigo di inganni e delitti.
Silvio Foini vive e lavora in provincia di Como. Giornalista e scrittore, ha già pubblicato alcuni romanzi: La pattuglia dei disgraziati, Il profumo dei ricordi. È stato a lungo redattore del quotidiano online «LPL NEWS 24», e ha collaborato con testate giornalistiche locali. Nel 1996 il Presidente della Repubblica Scalfaro lo ha insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica Italiana.

lunedì 20 agosto 2018

Sorores reclusae

Sorores reclusae
Spazi di clausura e immagini dipinte in Umbria tra XIII e XIV secolo
di Emanuele Zappasodi
pp. 272, 50,00
Mandragora, 2018
ISBN: 978-88-7461-379-3

Tra i volumi che inaugurano la nuova collana “Callida iunctura”, lo studio di Emanuele Zappasodi si distingue per l’ampio respiro geografico e la capacità di ricostruire il ruolo degli spazi conventuali occupati dalle donne all’interno del vasto movimento penitenziale nato tra il XII e XIII secolo.
Lo status di reclusione delle monache – dette nella Tuscia pinzochere e bizzoche, nello spoletino incarcerate o encarcerate, altrove pauperes dominae o sorores minores – sarebbe stato messo a fuoco progressivamente dalle azioni del cardinale Ugolino dei conti di Segni (salito al soglio come Gregorio IX) e soprattutto dalla bolla Periculoso emanata da Bonifacio VIII che rendeva rigorosa la clausura.
Gli spazi claustrali diventavano così inaccessibili dall’esterno, e assumeva un ruolo fondamentale nella vita monacale il coro, da cui le sorores, non viste, potevano seguire la celebrazione liturgica e che, da un punto di vista architettonico, veniva ad intrattenere con la chiesa di appartenenza un rapporto non vincolato da un modello comune. Infatti, lo troviamo collocato lateralmente, dietro all’altare, sospeso in controfacciata, siglando una varietà di soluzioni all’incontro fra norma e sperimentalismo.
Lo studio di questi spazi, affrescati per garantire alle monache la comprensione della parola divina, e il loro ambiguo e mutevole rapporto con il corpo della chiesa di appartenenza sono al centro dei case-studies messi in evidenza dall’autore.
A partire dalla basilica di Santa Chiara ad Assisi, con un’analisi e una ricostruzione delle vicende della celeberrima Croce di San Damiano e delle opere del coro che con essa dovevano dialogare, si incontrano la chiesa di San Pietro in Vineis ad Anagni e quella di Santa Maria delle Donne ad Ascoli Piceno nelle loro peculiarità architettoniche, la chiesa di Santa Maria di Monteluce e quella del monastero cistercense di Santa Giuliana a Perugia e i loro apparati decorativi; la chiesa di Santa Maria inter Angelos a Spoleto, dei cui spazi si fornisce un’acuta rilettura.