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venerdì 11 marzo 2022

La città medievale è la città dei frati?

La città medievale è la città dei frati?
a cura di Silvia Beltramo, Gianmario Guidarelli
pp. 244, € 48,00
All'Insegna del Giglio, 2021
ISBN: 9788892850965
 
Fin dalla metà del XIII secolo la presenza degli Ordini mendicanti diventa elemento caratterizzante della città medievale. Questo fenomeno sempre più esteso, che si consolida progressivamente nei decenni seguenti, raggiugendo l’apice nel corso del Trecento, provoca un acceso dibattito all’interno delle comunità conventuali sull’opportunità o meno di erigere complessi duraturi e monumentali nei contesti urbani.

La successiva costruzione di una rilevante moltitudine di conventi nella penisola italiana incide profondamente sulle scelte artistiche e architettoniche con soluzioni innovative che verranno replicate, con opportune declinazioni locali, in un ampio contesto territoriale. La crescita della città europea tra XIII e XIV secolo risentirà profondamente della presenza dei conventi mendicanti, determinando l’espansione di alcune aree, l’incremento residenziale e demografico in altre, la trasformazione del tessuto storico prossimo ai principali poli urbani, religiosi e politici.
Questo volume, esito del progetto di ricerca interdisciplinare e internazionale, La città medievale. La città dei frati | Medieval city. City of the friars, sostenuto da diversi enti e istituzioni, prospetta molteplici approcci e competenze utili a far luce sulla complessità e la ricchezza di una delle più significative esperienze religiose dell’età medievale e della prima età moderna.
Silvia Beltramo, architetta, PhD, è ricercatrice e specialista in Storia dell’architettura presso il Politecnico di Torino, dove insegna nei corsi di Storia dell’architettura medievale e moderna. Svolge attività di ricerca nell’ambito della storia della città e dell’architettura in età medievale con particolare attenzione allo studio delle architetture religiose monastiche e conventuali e delle tecniche costruttive storiche, temi sui quali vertono le numerose pubblicazioni. Tra i volumi editi L’abbazia cistercense di Santa Maria di Staffarda, L’Artistica, Savigliano (Savigliano 2010); L’accoglienza religiosa tra tardo antico ed età moderna. Luoghi, architetture, percorsi (con P. Cozzo, Roma 2013); Il marchesato di Saluzzo tra Gotico e Rinascimento. Architettura città e committenti (Roma 2015). 
Gianmario Guidarelli è uno storico dell’architettura e della città; le sue ricerche si sono concentrate prevalentemente sulla architettura italiana medievale e sull’architettura del Rinascimento veneziano.
Dopo la laurea in architettura (Università Iuav di Venezia, 2002) ha conseguito nel 2006 il dottorato di ricerca di eccellenza in storia dell’architettura e della città presso la Scuola di Studi Avanzati in Venezia; ha svolto attività didattica presso la Duke University (NC), è stato titolare di seminari presso l’Università di Bergamo e la Scuola Normale Superiore di Pisa; è stato docente presso la Università Iuav di Venezia. È attualmente professore a contratto in Storia dell'Architettura Contemporanea presso l’università di Padova e assegnista di ricerca presso lo Studium Generale Marcianum (Venezia), dove è docente incaricato di arte e architettura paleocristiana e medievale, e dove dirige il progetto Chiese di Venezia.

martedì 4 maggio 2021

Gli ordini mendicanti

Gli ordini mendicanti
Il secolo delle origini
di Maria Teresa Dolso
pp. 276, ® 27,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829009398
 
La figura di Francesco d’Assisi continua a esercitare la propria forza di attrazione e ad affascinare ancora oggi: la sua vicenda storica si salda profondamente all’ordine da lui istituito e si situa nel contesto di un panorama ricco di altre forme di religiosità, coeve o di poco precedenti, destinate a diventare ordini religiosi riconosciuti: i Predicatori, nati dall’impegno di Domenico di Caleruega, i Carmelitani, che presero avvio da un’esperienza eremitica nella Palestina crociata, gli Agostiniani, frutto dell’unione di diversi gruppi eremitici italiani. Pur differenti nelle loro origini, questi quattro ordini mendicanti, che rappresentano la più dirompente novità nel vivace contesto religioso del Duecento, risultano accomunati, oltre che dal richiamo al vangelo, da un forte interesse per lo studio, che consentì loro di esercitare un’enorme influenza sulla società cittadina, sulla Chiesa, sulla cultura, assumendo, anche grazie alla predicazione, di cui furono “specialisti”, un ruolo di primaria importanza nella pratica religiosa, ai più vari livelli. Il volume indaga i molteplici volti del fenomeno mendicante, di cui offre una chiave interpretativa centrata sulla dimensione culturale.
Maria Teresa Dolso insegna Storia medievale nell’Università di Padova. Ha dedicato particolare attenzione all’ordine dei frati Minori, alla sua controversa evoluzione e alle fonti francescane. Tra le sue pubblicazioni: La Chronica XXIV Generalium. Il difficile percorso dell’unità nella storia francescana (Padova 2003) e Fonti agiografiche dell’Ordine francescano (Padova 2014).

giovedì 29 aprile 2021

L'Ordine di San Lazzaro nei Giudicati sardi

L'Ordine di San Lazzaro nei Giudicati sardi
Cavalieri lebbrosi e cavalieri templari nella Sardegna medievale
di Massimo Falchi Delitala
pp. 128, € 12,00
Edizioni Penne & Papiri, 2021
ISBN: 9788889336830
 
L'Ordine e Sacra Religione di San Lazzaro sorse in Terrasanta, probabilmente prima o contemporaneamente alle crociate, e oltre alla funzione militare e religiosa ebbe anche quella di curare, con conoscenze e mezzi del tempo, la terribile malattia della lebbra. I cavalieri lazzariti avevano la duplice veste di poveri lebbrosi destinati a una morte lenta e dolorosa, al pari di coloro che curavano, e temuti guerrieri che non temevano la morte, disposti a morire in battaglia, sinché il male concedeva loro di portare le armi. Come altri ordini militari e religiosi, specie dopo la perdita degli ultimi avamposti in Oriente, anche quello lazzarita estese la propria presenza fino alla Sardegna, con il principale compito di curare il male quando coloro che avevano partecipato alle crociate ei pellegrini che ritornavano dai Luoghi Santi. Tuttavia le condizioni giuridiche-istituzionali dell'Isola erano differenti da quelle esistenti sul Continente: nel medioevo, infatti, esistevano quattro Stati nazionali con propri istituti e retti da un sovrano non necessariamente ereditario (giudice), e fra questi era sconosciuto l'istituto del feudo, di derivazione germanica. La peculiare conformazione istituzionale di questi stati, se era certamente ostativa per una presenza "politica" di taluni Ordini militari, come quello del Tempio o dei cavalieri di San Giovanni (di Rodi, di Malta), non lo era per un Ordine che aveva come l'ultimo rimasto lo scopo né politico né militare, e perciò non sospetto, della cura della lebbra, con conseguente fondazione di lebbrosari. I lebbrosi erano considerati, nel medioevo, maledetti da Dio e non era presente alcuna autorità, né civile né religiosa, che avesse come ragion d'essere di soddisfare i loro bisogni materiali. L'esistenza di tali ospedali specialistici, perciò, poteva essere percepita dai governanti sardi come un valido supporto per le esigenze delle esperienze isolane fra cui, ben presto, si era esteso il contagio.
Massimo Falchi Delitala è stato avvocato del Consiglio Regionale della Sardegna, e per anni ispettore onorario della Sovrintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano. È stato relatore in convegni di storia medievale ed è Cavaliere Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Sue pubblicazioni: "Le Commende dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro nel Regno di Sardegna" (in "Templari, crociate, Giudicati e Ordini monastico-cavallereschi nella Sardegna medioevale", Cagliari 2011) e "La Loggia inglese di Cagliari (1738-1814)" (in "Questione sarda e dintorni", Cagliari 2012). È anche coautore del "Codice delle leggi fondamentali della Regione Sarda" (Milano 1997).
Per le Edizioni Penne & Papiri ha pubblicato "La leggenda medievale di Mastro Hiram" (Latina 2002-Tuscania 2021), "I templari nei Giudicati sardi" (Latina 2003), "L'avventura sarda di Re Enzo Hoenstaufen" (Tuscania 2019).

sabato 2 maggio 2020

Le comunità religiose nel Medioevo

Le comunità religiose nel Medioevo
Storia e modelli di vita
di Gert Melville
Introduzione di Nicolangelo D’Acunto
pp. 496, € 32,00
Editrice Morcelliana, 2020
ISBN: 9788837232849

Fondazioni, scissioni, decadenze e riforme si intrecciano nella storia degli ordini religiosi medievali. L’autore – tra i maggiori specialisti – indaga le motivazioni e gli impulsi di tali processi dalla Tarda Antichità fino all’inizio dell’Età Moderna. Descrive da una nuova prospettiva i più importanti elementi strutturali della vita comunitaria – il diritto e l’organizzazione, il contesto sociale, l’istruzione e la spiritualità, le consuetudini della quotidianità e i fondamenti economici –, mettendo in luce quanto il mondo delle comunità religiose sia stato una forza propulsiva per lo sviluppo culturale della Cristianità occidentale.
Gert Melville
è professore ordinario di Storia medievale all’Università di Dresda e direttore del Centro di Ricerca per la Storia Comparata degli Ordini Religiosi (fovog). Curatore della collana “Vita regularis”, che conta più di 70 volumi, è autore di circa 100 pubblicazioni sulla vita religiosa.