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domenica 27 maggio 2018

La transizione bizantino-ottomana nelle cronache veneziane

La transizione bizantino-ottomana nelle cronache veneziane
a cura di Sebastian Kolditz, Markus Koller
pp. 328, € 32,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2018
ISBN: 9788867289172

Nel XIV e XV secolo, l’Impero Ottomano si andò affermando come nuova potenza egemoniale nella regione che un tempo era stata il nucleo di Bisanzio. Questa transizione interessò anche Venezia e l’élite veneziana in quanto attori politici ed economici di rilievo nell’area. Di conseguenza, i documenti veneziani sono stati spesso utilizzati per illustrare la storia di un’epoca che vide il tramonto dell’Impero bizantino e l’ascesa di quello ottomano. Eppure, le ripercussioni di queste trasformazioni sulla copiosa produzione storiografica tardo-medievale della Serenissima e, in particolare, sulle cronache veneziane spesso anonime, non erano ancora state studiate in modo sistematico.
In tale contesto questo volume, frutto di un workshop internazionale, combina riflessioni metodologiche sulle caratteristiche della cronachistica veneziana e dell’uso delle informazioni in essa contenute e singoli casi di studio che riflettono fasi cruciali della transizione bizantino-ottomana.
Sebastian Kolditz is Academic Assistant at the Chair of Medieval History, Historisches Seminar, at Heidelberg University. His research concerns Byzantine History with a specific focus on Late Byzantium, Conciliar History and Byzantine-Western relations as well as Mediterranean and Maritime History of the Middle Ages. His publications include the monograph Johannes VIII. Palaiologos und das Konzil von Ferrara-Florenz (1438-1439) (2013-2014), an article on Cultural Brokers in Relation with the Byzantine Court in the Later 14th and 15th Centuries (2013) and an article, written together with Nikolas Jaspert, on Christlich-muslimische Außenbeziehungen im Mittelmeerraum. Zur räumlichen und religiösen Dimension mittelalterlicher Diplomatie (2014).
Markus Koller studied Southeastern European History, History and Culture of the Near and Middle East, Turcology and Ancient History at the University of Munich. He defended a PhD at the Ruhr University in Bochum with a dissertation about violence in 18th-century Bosnia and finished his post-doctoral dissertation (Habilitation) on the late Ottoman rule in Hungary. His books and articles focus on the social history of the Ottoman Balkans as well as the cultural and political relationships between the early modern European states and the Ottoman Empire. Since 2011 he holds a professorship in History of the Ottoman Empire and Modern Turkey at the Ruhr-Universität Bochum and since 2016 he is director of the Centre for Mediterranean Studies in Bochum. Koller conducted various research projects (mainly funded by the Deutsche Forschungsgemeinschaft) about Ottoman-Venetian diplomatic relations and military conflicts in the Mediterranean.

lunedì 23 maggio 2016

Otranto 1480. Il sultano, la strage, la conquista

Otranto 1480
Il sultano, la strage, la conquista
di Vito Bianchi
pp. 328, € 22,00
Laterza, 2016
ISBN: 9788858124505
 
Nel 1480 l’impero ottomano era in prepotente espansione verso l’Europa e il Mediterraneo. Sulla sua traiettoria, l’Italia lacerata da congiure e lotte intestine fra le più splendide signorie rinascimentali. In questa storia c’è il sogno di un sultano affascinato dai fasti dell’antichità, che intende riunificare l’impero romano. Ci sono gli interessi della Repubblica di Venezia. Lorenzo il Magnifico, appena scampato alla congiura dei Pazzi. Un ex gran visir caduto in disgrazia. Le mire di dominio sulla Penisola del re di Napoli. Un pontefice che, mentre pensa alla decorazione della Cappella Sistina, briga per favorire i propri nipoti. Condottieri al servizio del miglior offerente, il coraggio dei Cavalieri di Rodi. Un grandioso mosaico che profetizza l’avvento del Male.
Alla fine della guerra di Otranto non ci saranno vincitori, se non la peste. Si cercherà di recuperare gloria almeno dai resti delle vittime, facendone dei ‘martiri della cristianità’, contro ogni evidenza e testimonianza. Su tutto, l’indifferenza del potere nei confronti degli umili, degli ultimi, degli inermi, costretti a pagare il prezzo delle altrui ambizioni.
Vito Bianchi, archeologo e scrittore, ha insegnato Archeologia all’Università degli Studi di Bari. Dedica buona parte dei suoi studi alle relazioni culturali, politiche e religiose fra l’Europa, il Mediterraneo e l’Oriente. Ha firmato per la collana “Medioevo Dossier” le monografie Il castello. Un’invenzione del Medioevo (2001) e L’Islam in Italia (2002) e ha pubblicato, tra l’altro: Sud e Islam. Una storia reciproca (2003); Viaggio tra i misteri. Culti orientali e riti segreti lungo l’antica via Traiana (2010); Dracula. Una storia vera (2011); Bari, la Puglia e Venezia (2013); Bari, la Puglia e l’islam (2014); Bari, la Puglia e la Francia (2015).
Leggi la recensione di Paolo Mieli sul Corriere della Sera del 17 maggio 2016.