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sabato 7 dicembre 2024

Del vero padre di Federico II

Del vero padre di Federico II
E altri misteri del suo regno
di Pierre Baland
pp. 302; € 18,00
Carthago, 2024
ISBN: 979-1255130543
 
L’imperatore Federico II non smette di affascinare, compreso per la parte di lui poco o non conosciuta. Si sa infatti che i suoi avversari hanno cercato di cancellare o insudiciare la sua memoria, e gli otto secoli che ci separano da lui non hanno fatto altro che accentuare qualche dubbio. Alcuni fatti oggi mancano. Oppure la loro veridicità è sospetta. Oppure le loro ragioni ci sfuggono. Oppure gli storici non concordano sulla loro interpretazione. Infine, la sua vita si inserisce in un contesto storico fortemente intriso di misticismo che apriva la porta a tutte le fantasie. Per molti la fine del mondo era vicina e lo svevo era chiamato a giocarvi un ruolo di primo piano. Ma quale esattamente? Che peso ha avuto sul suo destino Gioacchino da Fiore, lo strano teorico di questa fine annunciata? Quale influenza San Francesco d’Assisi, l’altro grande mistico del suo tempo? La sua dotta corte era popolata da autentici scienziati o da ciarlatani? Lì i maomettani erano benvenuti: allora perché scacciarli contemporaneamente dalla Sicilia? Era lui stesso un autodidatta oppure il frutto di una formazione classica?

lunedì 4 novembre 2024

Federico II re di Gerusalemme e principe di "Heapula" in Andria

Federico II re di Gerusalemme e principe di "Heapula" in Andria
di Arturo Bascetta
pp. 158; € 35,00
Abe Napoili, 2024
EAN: 9788872974209

Federico II spese una intera vita per la conquista di decine di regni. E quando si rese conto di essere ormai vecchio non ebbe riconosciuto neppure un trono. Ecco perché decise di rifondarne uno nel luogo primaziale dei pagani, quello appartenuto ai popoli italici dell'Atense. Il pontefice gli strappò dal capo la prima corona del Regno di Sicilia, ma bastò l'ultima, la più antica per antonomasia, a vederlo riconosciuto imperatore d'Oriente e d'Occidente. Spostò così la sua reggia da Civitate Fiorentino at Yriano, sita fra Lucera e Torremajor, e fece nascere Nova Civitatense fra i ruderi dell'antico consolato romano di Teate apula, aggregando Montesacro (Pulsano) di Barola a Lamis, nel futuro territorio di Manfredonia. Fu così che tutti i laici si ritrovarono nelle terre che furono dei Longobardi Beneventani di Arechi II e degli antichi Salernitani Amalfitani, fra Trani e Canosa, per fondare Casteldelmonte. Ma per giustificare il possesso degli ex territori templari, fu necessario assorbire il trono gerosolomitano appartenuto ai Brienne. Da qui lo sposalizio del 1222 con la bella erede, alla quale scippò la corona di Gerusalemme al suocero. Fu allora che il papa gli riconobbe il luogo interno di dentro Yria, cioè ind'A'Uria, volgarizzatasi in Andria, a danno di Beneventum Terra di Lavoro, rasa al suolo. In verità all'inizio furono buttate giù solo le mura di Beneventana Civitate sul Sabato, quella vicina a Civitate Abellino in Atripalda, per poi procedere a fare tabula rasa nel 1250, quando, per inganno, e con la forza, fece disfare da quelli di Andria ogni muraglia che la circondava. Federico II, però, colpito dalle scomuniche e dall'ordine di deposizione dei territori vescovili, rinchiuse la moribonda consorte papalina e il piccolo Corradino, erede della Chiesa, in quel di Andria, e si risposò con Isabella, sorella di Re Enrico III d'Inghilterra. Questa bellissima fanciulla era una donna pratica e dalle mille risorse, ma dovette fare i conti con l'ex suocero che rivolle la corona gerosolomitana, facendone ricadere l'eredità solo su Corradino, nipote comune, ormai orfano di madre ma già indicato alla successione di Sicilia. Lo Svevo stravolge così continuamente i piani di questo e quel sovrano, ma alla fine ha il solo titolo che desiderava, quello laico di Re in Lamis, avendo scippato tutti i territori pugliesi ai templari, e dichiarato la vicaria armena di S. Matteo in demanio perenne, gettando le fondamenta di Nova, in territorio della futura Manfredonia. L'imperatore non aveva mai creduto nel precedente matrimonio con Isabella dei Brienne, essendo interessato all'annullamento della corona di Gerusalemme, fin dallo sbarco a Brindisi, nel giorno stesso sposalizio, dove profanò il talamo con la cugina della sposa, rimasta poi segregata fin da subito in quel di Andria. Il sequestro dei feudi ai templari di Baruletto in Trani rappresenta una svolta storica nei rapporti fra papa e imperatore e il ritorno effettivo a un solo regno heapolitano, cioè degli Ecani d'Apulia. Anzi, proprio quando tutto e tutti furono con Andria, abbandonò la reggia della domus di rito cattolico, per riconoscere solo quella laica, ecana e apostolica, ma imperiale, che andò rifondando a Siponto, mentre il papa riconosceva solo Corradino, a erede dei due regni apostolici. Da qui il ritiro nell'ex Baruletto di Vetere (Trani), dove nacque Castel del Monte, a seguito della scomunica del papa. Gli fu fatale ma necessaria l'alleanza con i Saraceni, l'apertura alle donne e agli uomini liberi, l'idea moderna di un «regno arcobaleno», un trono che si pose in antitesi a quelli dittatoriali di Sicilia e Gerusalemme. 
Arturo Bascetta è editore, nonché curatore, di centinaia di studi ai quali ha dato inizio nel 1987, dopo che dall’Unesco di Napoli fu insignito dell’encomio morale, e con la nascita di una sua casa editrice, la ABE, i cui autori hanno meritato premi nazionali per i libri editati.

martedì 23 novembre 2021

Il mistero delle dieci torri

Il mistero delle dieci torri
di Marcello Simoni
pp. 224, € 9,90
Newton Compton, 2021
ISBN: 9788822760142
 
Quali misteri ha dovuto svelare Ignazio da Toledo, conosciuto come il mercante di libri maledetti, prima di partire dalla Palermo di Federico II e fingersi morto? Quali complotti ha ordito, in sua assenza, l’astrologus imperiale Michele Scoto? Ecco alcuni dei personaggi che popolano questa raccolta di racconti. Figure di un grande arazzo in cui fanno la loro comparsa anche il fratello gemello di Cosimo de’ Medici, il corsaro Khayr al-Dīn Barbarossa, il cavaliere ospitaliero Leone Strozzi e persino Licio Ganello, un mago fiorentino che, una volta morto, diventerà oggetto degli studi anatomici di Leonardo da Vinci. Un vero e proprio viaggio per terra e per mare, attraverso i secoli, che conduce il lettore in luoghi lontani nello spazio e nel tempo, facendogli incontrare sia volti già noti e amati, sia protagonisti del tutto nuovi. Dalla nascita della città etrusca di Spina alle battaglie navali avvenute nel Mar di Levante sullo scorcio del XVI secolo, passando per la Sicilia dello Stupor mundi, le corti rinascimentali e le lagune del basso ferrarese del secondo dopoguerra: con Il mistero delle dieci torri Simoni tocca temi e luoghi cari al suo immaginario, risucchiando il lettore in un vortice d’avventura, da maestro del genere qual è.
Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, suo romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato numerosi bestseller tra cui la trilogia Codice Millenarius Saga e la Secretum Saga. La saga che narra le avventure di Ignazio da Toledo, l’astuto mercante di libri, ha consacrato Marcello Simoni come autore culto di thriller storici, vendendo oltre un milione e mezzo di copie.

venerdì 3 luglio 2020

Il segreto del mercante di libri

Il segreto del mercante di libri
di Marcello Simoni
pp. 352, € 9,90
Newton Compton, 2020
ISBN: 9788822740571

Anno Domini 1234.
Dopo due anni trascorsi presso la corte di Federico II, in Sicilia, il mercante di reliquie Ignazio da To­ledo torna in Spagna per una nuova, rischiosa impresa: trovare la Grot­ta dei Sette Dormienti. In questo leggendario sepolcro, sette martiri cristiani si sarebbero letteralmen­te “addormentati”, secoli prima, in un sonno eterno. Ma non è certo la ricerca di una reliquia a muovere il mercante, bensì il mistero dell’im­mortalità che pare nascondersi die­tro la storia dei Sette Dormienti. Gli indizi di cui Ignazio è in pos­sesso lo conducono tra Castiglia e Léon: la terra da cui viene e dove ha lasciato la propria famiglia. Al suo ritorno, il mercante è costretto però a fare i conti con spiacevoli novità, delle quali la prolungata assenza lo ha tenuto all’oscuro: Sibilla, sua moglie, è scomparsa, forse per sfug­gire a una terribile minaccia; Uber­to, il figlio, è rinchiuso in prigione con l’accusa di aver ucciso un uomo. Chi si cela dietro queste sciagure? Forse un infido frate domenicano, confessore personale di re Ferdi­nando III di Castiglia. E una setta di vecchi nemici del Mercante: la Saint-Vehme...
Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in venti Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato La biblioteca perduta dell’alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, secondo e terzo capitolo della trilogia del famoso mercante; L’isola dei monaci senza nome, con il quale ha vinto il Premio Lizza d’Oro 2013; La cattedrale dei morti; la trilogia Codice Millenarius Saga (L’abbazia dei cento peccati, L’abbazia dei cento delitti e L’abbazia dei cento inganni) e la Secretum Saga (L’eredità dell’abate nero, Il patto dell’abate nero e L'enigma dell'abate nero). Nel 2018 Marcello Simoni ha vinto il Premio Ilcorsaronero. Il segreto del mercante di libri è l’attesissimo seguito della Trilogia del mercante di libri, la saga che ha con­sacrato Marcello Simoni come autore culto di thriller storici.

mercoledì 12 febbraio 2020

Certamen 1246

Certamen 1246
di Giovanni Casella Piazza
pp. 574, € 28,00
Besa Editrice, 2020
ISBN: 978-88-497-1204-9 

Como, A.D. 1268. Il notaio Aielli fa visita all’abate Ariberto, portando con sé un plico misterioso e uno studente di legge, Zirìolo, protetto del patriarca di Aquileia. Il giovane, su ordine di questi, sarà ospite del monastero e potrà conoscere i fatti avvenuti lì molti anni prima, durante l’aspra contesa tra il soglio pontificio romano e Federico II di Svevia e sui quali era stato imposto il vincolo del silenzio.
La sparizione di due giovani monaci prima, e di Zirìolo poi, aprirà le ricerche del notaio Aielli: grazie al ritrovamento dei diari di viaggio del giovane studente, il notaio scoprirà nell’abate un personaggio complesso e fuori dal comune, costretto presto a fare i conti con un passato insospettabile e tormentato.
Giovanni Casella Piazza, nato a Lugano nel 1949,
economista di formazione, dopo un periodo iniziale come consulente aziendale, ha spostato i suoi interessi verso il campo dei media e del giornalismo, divenendo negli anni direttore di un quotidiano della Svizzera italiana, editore televisivo, produttore cinematografico, operatore culturale. È appassionato di storia e Medioevo.

sabato 14 dicembre 2019

I Da Camino

I Da Camino
L'epopea della grande famiglia medievale
di Giuseppe Baccichetto
pp. 234, € 15,00
Dario De Bastiani editore, 2019
ISBN: 978-88-8466-636-9
Un libro sorprendente. Pagina dopo pagina, i membri della famiglia Da Camino affiorano dalla foschia medievale e assumono la consistenza di donne e uomini vivi, attuali, con sangue pulsante nelle vene. Nelle sconfitte e nei trionfi, i Da Camino segnano due secoli di storia Veneta e Friulana, ma anche di ampie parti limitrofe dell’Emilia Romagna e della Lombardia. Ma nel grande affresco compaiono altri protagonisti straordinari ed inaspettati: Dante Alighieri che era di casa in queste contrade, gli imperatori Federico II, Arrigo VII e Lodovico il Bavaro, i Papi di Roma e quelli di Avignone, tra i quali anche Niccolò Boccassini, il Papa trevigiano purosangue; e poi ancora i Patriarchi di Aquileia, il conte di Gorizia, il Marchese d’Este, Cangrande Dalla Scala, i Da Carrara, i Guelfi ed i Ghibellini, i vescovi diocesani; infine le singole città comunali, gelose ciascuna della propria indipendenza e tutte invischiate in un groviglio di interessi contrapposti: Treviso, Padova, Vicenza, Belluno e Feltre, Verona, Ferrara, Udine, Brescia e perfino la grande Milano. Un racconto coinvolgente che è la nostra storia. Un libro scritto in modo semplice, talvolta anche ironico ed irridente, talvolta poeticamente partecipato, che si può leggere come un romanzo. Tra battaglie, omicidi, complotti ed atrocità, trova spazio anche l’amore nella figura dolcissima ed indimenticabile di Verde Dalla Scala, la sposa di Rizzardo VI Da Camino sepolto a Serravalle di Ceneda.
Giuseppe Baccichetto, cultore di storia medievale, ha già pubblicato con la Editrice Marsilio “Il cavaliere che voleva farsi re”, un libro sulla dinastia dei Da Romano, i cosiddetti Ezzelini, che furono nemici mortali dei Da Camino.

sabato 18 maggio 2019

Genova e Bisanzio nel XII Secolo

Genova e Bisanzio nel XII secolo
Affari, famiglie, crociate, intrighi
di Remo Viazzi
pp. 150, € 14,00
De Ferrari Editore, 2019
ISBN: 88-5503-036-1
 
Alla metà del XII secolo il Mediterraneo è in fermento: da un lato Manuele I Comneno, imperatore di Bisanzio, che tenta di riportare Bisanzio ai suoi antichi splendori, dall'altro gli Hohenstaufen, che con i due Federico sognano la rinascita dell'Impero. Tanti altri, però, sono i protagonisti della vita politica: il Papato, i Normanni, i conti di Saint Gilles, Pisa, Venezia. L'equilibrio è precario, ma i clan familiari genovesi hanno interessi sparsi su tutto il bacino del Mediterraneo e i commerci con l'Oriente presuppongono un qualche accordo con il trono di Bisanzio. L'alternarsi delle vicende, l'intreccio della politica, il fitto andirivieni dei navigli genovesi raccontano questa storia, avvincente come un romanzo d'avventura.

giovedì 11 aprile 2019

Il tesoro di Federico II

Il tesoro di Federico II
Potere e Cultura a Corte
di Valentina Certo
pp. 220, € 16,00
Giambra Editori, 2019
ISBN: 9788832058086
Il tesoro di Federico II. Potere e Cultura a Corte tratta la rinascita artistica e culturale voluta e promossa dallo stupor mundi. L’imperatore, studioso, estimatore, collezionista di manufatti e gioielli, si servì anche dell’arte per esplicare il suo programma etico e politico dal momento che l’ostentazione del lusso, in tutte le sue forme, diventò un potente mezzo di propaganda ed un modo per affermare il potere. La rinascita dell’architettura monumentale, il miracolo della scuola poetica siciliana, il richiamo dell’antico nelle monete, nella scultura e la ripresa di temi politici nella glittica, sanciscono il legame con un mondo ormai scomparso, che rivive, si accresce e stupisce grazie alle contaminazioni con usi, storia e costumi di altri popoli. La glittica, in particolare, ha rivestito un ruolo fondamentale, specie politico, durante tutto il regno. E’ infatti con il consolidamento dell’impero che quest’arte così antica diventa sempre più preziosa e prestigiosa. Dopo le vittorie contro i comuni della Lega Lombarda, quando l’impero svevo giunse al suo apogeo, assistiamo ad una evoluzione e ad un proliferare di gemme e cammei con composizioni ardite che riprendono palesemente tipi iconografici presenti su monumenti antichi ed altri che detengono messaggi allegorici. Anticristo, epicureo, specchio del mondo, amante del Bello, il saggio vuole mettere in risalto luci e ombre di Federico II osannato, lodato e condannato.
Valentina Certo nasce a Messina il 10 agosto 1989. Nel 2011 si laurea in Beni Culturali, indirizzo storico artistico con il massimo dei voti e la lode presso l'Università degli Studi di Messina. Nel 2014 si specializza in Storia dell'arte presso l'Università degli Studi di Catania. Nel 2019 è borsista presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli. Nel 2017 ha pubblicato, per i tipi della Giambra Editori, Caravaggio a Messina. Storia e arte di un pittore dal cervello.

martedì 9 aprile 2019

La porta del sapere

La porta del sapere
Cultura alla corte di Federico II di Svevia
di Fulvio Delle Donne
pp. 272, € 25,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Carocci, 2019
ISBN: 9788843095025

Federico II di Svevia (1194-1250) fu l’ultimo a dare un senso universale al titolo di imperatore. Per circa un trentennio fu il signore più potente d’Europa, rivelando in ogni gesto piena consapevolezza del proprio ruolo: consapevolezza che acquisì in maniera graduale e sempre più netta mentre divampava il fuoco del violentissimo scontro con il papato. È qui la radice primigenia che lo portò a farsi fautore di uno straordinario rinnovamento ideologico, del quale furono artefici i letterati e i funzionari che lo circondarono. La sua corte divenne così polo attrattivo di tradizioni culturali multiformi e centro propulsore di innovazioni letterarie e scientifiche destinate a esercitare decisiva influenza per i secoli a venire. Nel libro si indagano compiutamente i caratteri e l’elaborazione di una dirompente concezione culturale. Per la prima volta nella storia, la conoscenza derivata dallo studio approfondito fu rappresentata come una scalinata che conduce al sapere, unica porta di accesso alla nobiltà: sia quella spirituale delle virtù sia quella più concreta delle professioni funzionali all'amministrazione dello Stato.
Fulvio Delle Donne insegna Letteratura latina medievale e umanistica all'Università della Basilicata. La sua vasta produzione scientifica, caratterizzata da interessi e metodi sia filologico-letterari che storici, copre i secoli VI-XVI. Sull’età sveva ha pubblicato numerose edizioni critiche (Nicola da Rocca, Andrea Ungaro, Breve chronicon de rebus Siculis, l’anonimo Itinerarium) e monografie, tra le quali: Il potere e la sua legittimazione. Letteratura encomiastica in onore di Federico II di Svevia (Nuovi Segnali, 2005); «Per scientiarum haustum et seminarium doctrinarum». Storia dello Studium di Napoli in età sveva (Mario Adda, 2010); Federico II: la condanna della memoria. Metamorfosi di un mito (Viella, 2012).

domenica 24 marzo 2019

L'Imperatore nel suo labirinto

L'Imperatore nel suo labirinto
Usi, abusi e riusi del mito di Federico II di Svevia
di Marco Brando
pp. 304, € 18,00
Tesserre Edizioni, 2019
ISBN: 978-88-944323-4-3

Ha 800 anni sulle spalle ma ancora oggi Federico II di Svevia, l’imperatore normanno-svevo, viene posto o sugli altari o sul banco degli imputati. Rimosso (o messo da parte) il personaggio storico, è stato trasformato in un mito e di esso, a seconda delle stagioni, della collocazione geografica, delle mire politiche, se ne è fatto abbondante uso. Tanto da stravolgere la storia, o meglio, come sempre più spesso avviene, a tirarla dalla propria parte fino a negarla.
Con le armi del cronista che segue un avvincente caso giudiziario, e con una gradevolissima scrittura che regala anche più di un sorriso, Marco Brando, giornalista di lungo corso e scrittore, ha indagato sul “leader” del Sacro romano impero (Jesi, 1194 – Castel Fiorentino, 1250), sul vestito, anzi, meglio, i vestiti che gli sono stato messi addosso e sul massiccio impiego ideologico della sua immagine.
Blandamente apprezzato in tutto il Sud, soltanto in Puglia è assurto a vero e proprio idolo, padre fondatore, venerabile santo, poi trasformato in un’icona da stampare su magliette o gadget come si fa con Che Guevara o Marilyn Monroe.
Dalla “centrifuga” di questo caso emerge però anche il disprezzo strumentale che se ne è fatto nel Nord padano-leghista, dove i santini riproducono invece l’effige di Alberto da Giussano.
E nell’area europea di cultura germanica – terra natale dei suoi avi tedeschi, Enrico VI e Federico Barbarossa, dove di miti, archetipi e simboli ne sono stati collezionati a dismisura – che ne è del puer Apuliae? Quasi completamente ignorato dalla gente comune, persino nella sua Svevia, lo scopre il cronista prestato al mestiere di storico, che dei ferri di questa disciplina si è qui rigorosamente servito.
Se ne interessano invece i media islamici contemporanei, per i quali Federico non è affatto il fautore della cosiddetta “crociata pacifica”, bensì un invasore e un nemico, come tutti i suoi predecessori.
Dall’inchiesta “giornalistica” – per metà è questo il libro, per metà è ricerca di storia contemporanea – emergono anche le tante false raffigurazioni del Medioevo, impiegate per demonizzare le presunte “stagioni buie” e rassicurarsi del proprio luminoso presente o per travestirsi nei protagonisti di un video-gioco ambientato nei labirinti di un castello ottagonale.
Il puzzle ricostruito svela usi e abusi dell’imperatore, gli antichi debiti e gli antichi pregiudizi, la ferita profonda che lacera l’Italia imprigionandola nel suo Sud e nel suo Nord.
Accompagnato dalla prefazione di Giuseppe Sergi e dalla postfazione di Tommaso di Carpegna Falconieri, medievisti di chiara fama, il libro aggiorna ed amplia un precedente volume uscito nel 2008 e ormai esaurito, riproducendo in appendice i testi di Raffaele Licinio e Franco Cardini, presenti in quella edizione, oltre a una ricca sezione iconografica.
In controluce si legge, a prescindere dal personaggio, l’uso che si fa dei miti, fornendo gli strumenti per coltivarli, come naturalmente avviene, senza farsene fagocitare fino a perdere il lume della ragione.
Marco Brando, genovese, giornalista dal 1982. È stato 16 anni a “l’Unità” per la quale ha seguito tutta “Mani pulite”. Nel 2000 è “emigrato controcorrente” dalla sedicente Padania alla Puglia, dove ha lavorato alla cronaca locale del “Corriere della Sera”. Tornato a Milano nel 2007 ha fatto il caporedattore a “City”, quotidiano free press della Rcs e il caposervizio al “Nuovo” (Cairo Editore). È autore di Sud Est. Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia (2006), prefazione di Franco Cassano, e Lo strano caso di Federico II di Svevia. Un mito medievale nella cultura di massa (2008), prefazione di Franco Cardini e postfazione di Raffaele Licinio, pubblicati da Palomar.

venerdì 15 febbraio 2019

Federico II

Federico II
Stupor Mundi
di Mario Barboni
pp. 208, € 15,00
Rusconi, 2019
EAN: 9788818031218

Federico II Hohenstaufen, imperatore del Sacro romano impero, re di Germania, di Sicilia, di Gerusalemme, Stupor Mundi, come lo chiamarono i suoi contemporanei, è forse la figura più affascinante di sovrano che l'Europa abbia mai conosciuto. La sua personalità poliedrica, carismatica, liberissima suscitò grande amore ed enorme odio, rendendolo un vero e proprio mito, intorno al quale si sono prodotte molte leggende popolari. Discendente di Costantino e Federico Barbarossa, coltissimo, amante delle lettere, delle arti e della filosofia, fu egli stesso scrittore e musicista, oltre che grandissimo legislatore (forse il più grande del Medioevo, dopo Giustiniano), fondò università e riuscì a ridare ai cristiani la città di Gerusalemme senza perseguire la logica violenta delle crociate. Ospitò alla sua corte i più grandi intellettuali cristiani, arabi ed ebrei dell'epoca a rappresentare i tre grandi popoli monoteisti che, durante il suo regno, come mai prima, vissero in pace e armonia.
Mario Barboni è insegnante e traduttore letterario. Ha curato la traduzione di vari titoli della collana “Arte” pubblicata da Keybook ed è stato coordinatore linguistico della prima edizione (2005) de Il primissimo Zanichelli di inglese. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni in ambito storico tra cui alcune biografie edite da Rusconi Libri.

martedì 15 gennaio 2019

Castel del Monte. La storia e il mito

Castel del Monte
La storia e il mito
di Massimiliano Ambruoso
Prefazione di Francesco Violante
Introduzione di Franco Cardini
pp. 246, € 25,00
Edipuglia, 2018
ISBN: 978-88-7228-698-2

Numerosi interrogativi si affollano intorno a Castel del Monte. Perché fu costruito su quella collina? Era un edificio completamente isolato, privo di difese e inabitabile? Perché fu scelta la pianta ottagonale? Ma, soprattutto, cos’è Castel del Monte? Era veramente un castello o, come si afferma da più parti, un tempio, uno scrigno esoterico, un osservatorio astronomico, un hammam? Il volume offre convincenti risposte a questi quesiti ripercorrendo la storia di Castel del Monte sulla base di quanto si evince dall’analisi delle fonti medievali, dalla lettura delle descrizioni effettuate dai viaggiatori dei secoli passati, dallo studio del monumento, in un serrato confronto con gli altri castelli edificati da Federico II e alla luce della vasta storiografia sull’argomento. Al termine di questo percorso attraverso le fonti, il “castello” Castel del Monte si riappropria della sua originaria identità. In un continuo rimbalzo dalla storia al mito e dal mito alla storia, emergono tutti i limiti di letture “alternative” inverosimili e incongrue, risultato e al tempo stesso punto di partenza di un insieme di luoghi comuni penetrati a fondo nell’odierna cultura di massa. Castel del Monte viene, così, a costituire un esempio paradigmatico di quel “Medioevo immaginato” e reinventato dalla nostra società contemporanea. L’analisi storica si pone come un baluardo insostituibile contro le storture e le deformazioni del mito che, avvolgendo l’ottagonale castello federiciano in un velo di mistero, ne ha stravolto, nel sentire comune, l’identità, le origini e le funzioni. L’intento del volume è quello di restituire Castel del Monte alla sua storia, reagendo alla tentazione esoterica e alle mistificazioni.
Massimiliano Ambruoso, medico-odontoiatra, allievo di Raffaele Licinio, con cui ha discusso una tesi di laurea in Storia Medievale avente come oggetto la storia e il mito di Castel del Monte. È autore di diversi saggi sulla storia dei castelli pugliesi di età sveva: in particolare ha pubblicato Castel del Monte: un tempio “virtuale”, in Castel del Monte e il sistema castellare nella Puglia di Federico II (2001); Castel del Monte tra astronomia ed esoterismo, in Castel del Monte. Un castello medievale (2002); Castel del Monte: stereotipi e dati storici, in Raffaele Licinio, Castelli medievali. Puglia e Basilicata dai Normanni a Federico II e Carlo I d’Angiò (2010); Castel del Monte. Manuale storico di sopravvivenza (2014); Il castello federiciano di Gravina in Puglia: castrum o domus? In Apprendere ciò che vive. Studi offerti a Raffaele Licinio (2017).

sabato 1 dicembre 2018

Costanza d'Altavilla

Costanza d'Altavilla
Biografia eretica di un'imperatirice
di Pasquale Hamel
pp. 134, € 15,00 (acquista online con il 15% di sconto)
Rubbettino Editore, 2018
ISBN: 9788849855685

Personaggio fascinoso, che la letteratura ha contribuito a mitizzare, Costanza d'Altavilla, regina di Sicilia e imperatrice del Sacro romano impero, deve molta della sua fama al figlio, quel Federico II protagonista, nel duecento, delle lunghe e sanguinose lotte fra impero e papato. La sua storia è carica di tanti interrogativi e di altrettanti misteri ai quali, anche per pregiudizi ideologici, si sono date delle risposte spesso approssimate. A tali interrogativi e ai relativi misteri l'autore, seguendo un rigoroso percorso di ricerca e utilizzando un modulo narrativo particolarmente accattivante, in questa biografia, la prima su questo personaggio composta in un volume, offre delle risposte e delle chiavi interpretative che ci restituiscono un'immagine nuova e non convenzionale di una donna, tradizionalmente raccontata come capace di dominare gli eventi ma, in realtà, estremamente fragile che, suo malgrado, è stata costretta ad essere attore non secondario della storia del Meridione d'Italia.
Pasquale Hamel, 1949. Direttore del Museo del Risorgimento di Palermo. Ha insegnato Storia contemporanea e Storia delle istituzioni politiche, ha diretto la Fondazione Federico II e l'Istituzione Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Già opinionista di "La Repubblica" e, attualmente, del "Giornale di Sicilia". Ha pubblicato numerosi saggi fra i quali Breve storia della società siciliana 1780-1990 Sellerio, giunto alla terza edizione; La Congiura della Libertà (due edizioni) Marsilio; Mediterraneo da barriera a cerniera Editori Riuniti; Il lungo Regno Rubbettino.

giovedì 22 novembre 2018

Velud fulgor meridianus

Velud fulgor meridianus
La 'vita' di papa Gregorio IX
Edizione, traduzione e commento di Alberto Spataro
pp. 240, € 25,00
Vita e pensiero, 2018
ISBN: 9788834331484

La biografia ufficiale di Gregorio IX (1227-1241), tramandata anonima dal Liber Censuum della Chiesa romana e incompiuta, rappresenta una testimonianza significativa per la storia del papato duecentesco. Il confronto con l’imperatore Federico II di Svevia, le relazioni con i movimenti religiosi del suo tempo, la politica nei riguardi del Patrimonio di San Pietro e della città di Roma, le committenze artistiche e la vita di curia sono narrati in un latino alto e magniloquente. Nonostante la ricchezza dei contenuti, tale fonte è stata spesso accostata con una certa diffidenza, soprattutto a causa delle circostanze di composizione e della ostentata faziosità dell’anonimo autore, aperto sostenitore del pontefice. L’edizione, la prima traduzione in lingua italiana e il commento storico sono preceduti da un’introduzione che intende far luce sui problemi relativi alla genesi e alla finalità dell’opera all’interno della tradizione storiografica pontificia e della coeva produzione curiale.
Alberto Spataro (1990) ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Storia medievale presso la Scuola di dottorato in “Studi umanistici. Tradizione e contemporaneità” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in co-tutela con l’Albert-Ludwigs-Universität di Freiburg im Breisgau (Germania). Le sue ricerche si concentrano sulla storia politica e istituzionale dell’epoca sveva.

domenica 7 ottobre 2018

Le rose di Turingia

Le rose di Turingia
Santa Elisabetta d'Ungheria
di Jan Dobraczynski
pp. 520, € 29,00
Edizioni Messaggero Padova, 2018
ISBN: 978-88-250-4567-3

Romanzo biografico su santa Elisabetta d’Ungheria, donna affascinante sia nei suoi aspetti freschi e gioiosi, sia nei suoi lati più bui e sofferti. La sua santità è la faticosa ricerca di equilibrio tra forze contrastanti, impersonate dalle sue guide spirituali: da una parte la letizia e l’entusiasmo dei francescani; dall’altra il cupo rigore e il gelido fanatismo di Corrado di Marburgo incapace di apprezzare la squisita bellezza del fiore che coltiva. La protagonista e i personaggi principali sono pennellati con vigore, così come il contesto storico: la potenza crescente dei langravi di Turingia e Sassonia, l’ascesa dei Cavalieri Teutonici, gli inizi del francescanesimo, la crociata e l’imperatore Federico II. I protagonisti si stagliano su un vasto e animato sfondo corale: una moltitudine di figure, ambienti ed episodi che lo scrittore domina con mano sicura, senza smarrire il filo del racconto e mantenendo sempre alta la tensione narrativa. Un grandioso affresco narrativo.
Jan Dobraczynski (Varsavia 1910-1994) è stato il romanziere cattolico polacco più noto del Novecento. Autore fecondissimo con una spiccata passione verso i temi, i personaggi e le storie della Bibbia. Dotato di una ricca e vivace fantasia, di una non comune capacità di leggere i sentimenti dell’animo umano e di una buona preparazione storica. Dobraczynski è stato dichiarato giusto tra le nazioni da Yad Vashem. Tra le sue opere più fortunate ricordiamo: Lettere di Nicodemo. La vita di Gesù (1951), L’uomo di Anathoth (1961), L'ombra del padre. Il romanzo di Giuseppe (1977), Sotto le mura di Vienna. Il romanzo di Giovanni Sobieski (1979), Chiunque vi ucciderà. Giovanna d’Arco (1985). Le Edizioni Messaggero Padova ripubblicano nel 2018 Gli uccelli cantano, i pesci ascoltano… Sant’Antonio di Padova con una nuova traduzione e Le rose di Turingia. Santa Elisabetta d’Ungheria.

mercoledì 14 marzo 2018

Il mistero dell'affresco

Il mistero dell'affresco
Tracce nascostedi Federico II nella basilica di San Flaviano di Montefiascone
di Quinto Ficari
pp. 159, € 20,00
Independently published, 2018
ISBN: 978-1980339656

Esiste qualche relazione tra la lapide del misterioso personaggio sepolto nella chiesa di San Flaviano a Montefiascone noto con il nomignolo di Defuk e la rappresentazione pittorica dell’Incontro dei tre vivi e dei tre morti fatto realizzare nella stessa chiesa da Bonifacio VIII nel 1300 in occasione del primo Giubileo della Storia? E ancora: i numerosi simboli presenti nell’affresco sono casuali o vogliono comunicarci qualcosa? Melfi, Bassano del Grappa, Salisburgo, i tormenti dell’ordine francescano, gli Eretici, Papa Martino IV, il Cardinale Gerardo Bianchi da Parma, gli Angioini, gli Aragonesi, la rivolta del Vespro… sono gli elementi che, seppur con prudenza, ci suggeriscono di si, e che ci portano ad avere a che fare con la figura dell’imperatore Federico II di Svevia, il cui mito sopravvisse per molti anni alla sua morte…

venerdì 9 marzo 2018

Gregorio contro Federico

Gregorio contro Federico
Il conflitto per dettar legge
di Ortensio Zecchino
pp. 288, € 22,00
Salerno, 2018
ISBN: 978-88-6973-269-0

Nel conflitto tra Gregorio IX e Federico II il pomo della discordia si rivelò la Costituzione che Federico promulgò per il Regno di Sicilia. Il papa reagí duramente, pretendendo, quale suprema autorità spirituale dell’Europa cristianizzata, di essere giudice del rispetto del diritto naturale-divino negli ordinamenti secolari, nonché difensore dei privilegi in essi riconosciuti da tempo alla Chiesa. Il testo della Costituzione e il carteggio tra i due, finora non adeguatamente indagati sotto tale profilo, consentono di penetrare nelle ragioni, anche recondite, del conflitto culminato nella scomunica papale e nella rabbiosa reazione di Federico. Benché sorto in un contesto lontano dal nostro, da quel conflitto emergono due ragioni sempre attuali: l’autonomia del Politico e la necessità di porre limiti all’onnipotenza del legislatore.
Ortensio Zecchino, storico del diritto, ha insegnato nelle Università: C. Bo, Federico II, Suor O. Benincasa, Link Campus. Ha presieduto il Comitato scientifico dell’Enciclopedia Treccani Federico II. Presiede il Centro Europeo di Studi Normanni e Biogem (Istituto di ricerche genetiche). È stato parlamentare europeo, senatore (presidente delle Commissioni Cultura, Giustizia, Affari europei) e ministro dell’Università e Ricerca scientifica in tre Governi.

martedì 14 novembre 2017

La riforma portuale di Federico II

La riforma portuale di Federico II
di Alfonso Mignone
pp. 84, € 15,00
La Nuova Mezzina, 2017
ISBN: 978889886819

L'Autore, avvocato esperto in diritto marittimo e appassionato di storia, ripercorre le vicende che, nel 1239, portarono all'emanazione di una legislazione di riordino amministrativo di 11 porti del Regno di Sicilia considerati strategici per l'export di prodotti agricoli: l'ordinatio novorum portuum. Tali vicende, poco conosciute dagli storici, mettono in risalto la lungimiranza dell'imperatore per la sua straordinaria visione “logistica”. I vecchi porti feudali, ormai in decadenza dopo la caduta dell'Impero Romano d'occidente vengono statalizzati con il ruolo di “far cassa” per l'Erario e il compito è affidato a Portolani e Notai. Nel volume anche un'accenno alla nascita di embrionali forme di defiscalizzazione simili alle odierne “Zes” per incentivare gli investimenti del ceto mercantile veneziano e genovese nel Regno. Federico riforma la vecchia politica fiscale normanna, incoraggiando gli arsenali a costruire nuove navi e creando nuovi mercati con Africa e Oriente musulmano.

martedì 31 ottobre 2017

Stupor Mundi

Stupor Mundi
di Néjib
Traduzione di S. Sacchitella
pp. 284,  22,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Coconino Press, 2017
ISBN: 9788876183706

Un libro a fumetti che racchiude tanti libri: appassionante thriller medievale, romanzo storico che ricorda le atmosfere de Il nome della rosa, acuta riflessione sull’uomo diviso tra ambizioni di potere e sete di conoscenza, splendido omaggio alla forza delle immagini. Un classico istantaneo, vincitore del Prix Révélation Quai des Bulles 2016 e selezionato tra i migliori graphic novel al festival di Angoulême 2017.
L’ingegno dell’uomo può forse sfidare la potenza creatrice di Dio? Annibale Qassim El Battuti, il più insigne scienziato del mondo arabo, è arrivato dalla lontana Baghdad a Castel del Monte, nelle Puglie. Ha chiesto sostegno e protezione a Federico II, al quale vuole mostrare la sua rivoluzionaria invenzione: la “Casa della luce”. Tra i sapienti riuniti alla corte dell’imperatore mecenate c’è grande fermento. Matematici come il grande Fibonacci, astrologi, alchimisti, frati bibliotecari, maestri di scienza e custodi della fede si dividono tra amici e nemici. Intorno alla misteriosa scoperta del dotto orientale si succedono dispute, gelosie, intrighi nell’ombra. E un po’ alla volta affiorano i segreti del passato di Annibale, come quelli legati alla figlia Houdê, ragazzina paralitica dalla mente brillante, e al silenzioso schiavo mascherato El Ghul… 

giovedì 29 giugno 2017

Breve chronicon de rebus Siculis

Breve chronicon de rebus Siculis
a cura di Fulvio Delle Donne
pp. IV-152, € 40,00
Sisimel, 2017
ISBN: 978-88-8450-773-0
 
Il Breve chronicon de rebus Siculis (di cui qui si fornisce l’edizione e la prima traduzione italiana) è una fonte particolarmente importante, ricca di preziosissime informazioni per la storia dell’Italia meridionale. Inizia con brevi medaglioni dei signori normanni e arriva sino alla fine della dinastia sveva, talvolta offrendo descrizioni molto minuziose. In particolare, a proposito delle vicende di Federico II di Svevia, a partire dal giugno del 1228, il racconto diventa addirittura diaristico, perché il compilatore, che si dichiara testimone oculare, descrive giorno per giorno le tappe che – in circa due mesi – condussero l’imperatore da Brindisi alla Terra Santa: lì sarebbe stata portata a compimento quella crociata incruenta che, con toni messianici, viene caratterizzata come una sorta di miracolo. Il testo mostra in maniera esemplare le tipiche evoluzioni compositive di una scrittura cronachistica. È tràdito da due manoscritti principali, che trasmettono testi molto diversi in alcuni punti. Non solo la parte finale è totalmente discordante (un manoscritto finisce con il testamento di Federico II del 1250, l’altro arriva, invece, alla battaglia di Benevento del 1266 e, quindi, alla morte di Manfredi e alla conquista del Regno da parte di Carlo d’Angiò), ma anche alcune informazioni sono rielaborate in modo completamente contrastante, tanto da far variare in maniera irrimediabile, sebbene coerente, nomi e computi cronologici. Come vanno interpretate tali differenze? Quale delle due versioni è più vicina all’“originale”? E si può parlare di “originale”? Su tali domande si riflette in questo volume, affrontando il problema da un più ampio punto di vista metodologico. La pubblicazione esce in coedizione con l'Istituto Storico Italiano per il Medioevo.