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sabato 4 maggio 2024

Incunaboli a Monreale

Incunaboli a Monreale
Biblioteca comunale “Santa Maria La Nuova” e Biblioteca del Seminario Arcivescovile “Ludovico II de Torres”
di Enza Agrusa, Domenico Ciccarello, Simona Inserra, Valeria Mercurio, Marco Palma, Marzia Sorrentino
pp. 232: € 30,00
Viella, 2024
ISBN: 9791254695838

Frutto del lavoro di un gruppo di studiosi di diversa provenienza, questo volume contiene una descrizione degli incunaboli conservati a Monreale nella Biblioteca comunale “Santa Maria La Nuova” e nella Biblioteca del Seminario Arcivescovile “Ludovico II de Torres”.

Il catalogo, preceduto da alcuni saggi dedicati alla storia delle due biblioteche e ai precedenti possessori degli esemplari, presenta una dettagliata descrizione di ciascun manufatto, elaborata secondo una metodologia mutuata dalla catalogazione dei manoscritti e intesa a identificare l’esemplare non solo come prodotto tipografico seriale, ma anche per i dati testuali e materiali che contiene e tramanda. Ogni esemplare, in tal modo, è considerato degno di interesse per la strada che ha percorso, dal luogo e dal momento della stampa sino alle attuali sedi di conservazione.

mercoledì 9 novembre 2022

Gli incunaboli della Biblioteca Universitaria di Napoli. Catalogo

Gli incunaboli della Biblioteca Universitaria di Napoli. Catalogo
A cura di Giancarlo Petrella.
Premessa di Andrea Mazzucchi, Presentazione di Maria Lucia Siragusa e Raffaele De Magistris
pp. 492, € 68.00
Salerno Editrice, 2022
ISBN: 978-88-6973-696-4
 
Dopo il catalogo degli incunaboli della Biblioteca Oratoriana dei Girolamini (2019), il catalogo degli incunaboli della Biblioteca Universitaria di Napoli è il secondo risultato conseguito dalla Scuola di alta formazione «Alberto Varvaro» in «Storia e Filologia del manoscritto e del libro antico» istituita nel 2017 con una convenzione dell’Università degli Studi «Federico II» di Napoli e del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo. Il volume che vede ora la luce, frutto dello strenuo impegno degli allievi della Scuola e di alcuni dottorandi della Scuola Superiore Meridionale coordinati da Giancarlo Petrella, dischiude per la prima volta agli studiosi e alla collettività uno dei fondi incunabolistici numericamente più ricchi e storicamente interessanti del patrimonio librario napoletano.

Pur defraudata per regio decreto della corposa collezione di oltre quattrocento incunaboli che nel 1812 il marchese Francesco Taccone aveva assegnato all’istituenda biblioteca pubblica assieme all’intera sua magnifica raccolta di edizioni a stampa, nei decenni successivi la Biblioteca Universitaria riuscì a rastrellare un numero altrettanto ingente di edizioni quattrocentesche. Da dove giunsero? L’analisi autoptica dei circa 450 esemplari oggi conservati – e qui per la prima volta descritti nei loro aspetti materiali (legatura, decorazione, interventi manoscritti d’uso e di possesso) – consente di intravedere la progressiva formazione e l’accrescimento del fondo  incunabolistico, oltre che ricostruirne in filigrana le storie parallele. Attraverso un percorso sistematico di rilevamento delle tracce di provenienza che delinea modalità e diacronie nel processo di sedimentazione libraria, riaffiorano frammenti delle soppresse biblioteche religiose (il Collegio Massimo dei Gesuiti, San Domenico Maggiore, San Giovanni a Carbonara, le Clarisse di Donnaregina, ma anche i conventi della Provincia), reliquie di una dispersa raccolta papale settecentesca e piú corposi lasciti di colti giuristi e collezionisti napoletani.
Note di lettura e marginalia manoscritti, dietro i quali affiora il volto di alcuni dei protagonisti del cenacolo umanistico napoletano quattro-cinquecentesco, apportano importanti e impreviste acquisizioni sul fronte del libro postillato. Tale catalogo, a lungo atteso anche ai fini dell’accertamento patrimoniale del posseduto, restituisce una messe significativa di nuovi dati utili a delineare la circolazione, consultazione e conservazione del libro a Napoli tra Rinascimento ed Età moderna.
Giancarlo Petrella è docente di Bibliografia e Biblioteconomia e di Storia e conservazione del patrimonio librario presso l’Università «Federico II» di Napoli e la Scuola Superiore Meridionale.

sabato 22 ottobre 2022

Incunaboli ad Agrigento I

Incunaboli ad Agrigento I
Biblioteca Lucchesiana e Biblioteca del Seminario Arcivescovile
di Aa.Vv.
pp. 270, € 40,00 (acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2022
ISBN: 9791254691885
 
Questo volume, il primo relativo al territorio di Agrigento e della sua provincia, presenta una dettagliata descrizione degli incunaboli conservati all’interno dei fondi antichi di due prestigiosi Istituti culturali della città dei templi, la Biblioteca Lucchesiana e la Biblioteca del Seminario Arcivescovile. Si tratta di due fondi molto interessanti per la quantità e la varietà degli esemplari conservati, i cui incunaboli sono descritti accuratamente, secondo una metodologia mutuata dalla catalogazione dei manoscritti; nell’approccio agli esemplari si dà, come nelle imprese che hanno preceduto questo catalogo, ampio spazio al rilevamento delle note manoscritte, dei segni di lettura e delle maniculae, delle note di possesso e degli ex libris, alla descrizione delle decorazioni, della legatura e di tutti quei segni d’uso che permettono oggi di comprendere l’utilizzo che si è fatto di ogni singolo manufatto nel corso dei secoli e nei differenti luoghi dove esso è stato trasportato e conservato.
Marco Palma insegna Paleografia latina nella Facoltà di Lettere dell’Università di Cassino. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la morfologia e lo sviluppo di diverse scritture librarie e documentarie del medioevo occidentale. Lavora anche sugli aspetti materiali dei manoscritti e sulla trasmissione di testi classici e medievali prima dell’invenzione della stampa. Si interessa particolarmente ai problemi teorici e pratici della descrizione dei manoscritti medievali e alla diffusione in rete dell’informazione didattica e scientifica. Il catalogo aperto dei manoscritti, il suo progetto più recente, concepito alcuni anni fa insieme ad Antonio Cartelli, è stato finora realizzato, con diverse modalità, da tre biblioteche storiche italiane (la Laurenziana di Firenze, la Malatestiana di Cesena e la Lancisiana di Roma). 

giovedì 15 aprile 2021

Incunaboli a Catania II

Incunaboli a Catania II
di Simona Inserra, Marco Palma
pp. 352, € 40,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2021
ISBN: 9788833137841
 
Questo volume è il secondo della serie Incunaboli a Catania e contiene la descrizione dei 113 incunaboli (più un caso dubbio) conservati alla Biblioteca Regionale Universitaria di Catania, una volta Regia Biblioteca Universitaria della città etnea. I testimoni a stampa del Quattrocento sono qui studiati e descritti in quanto portatori di informazioni uniche e trattati nella maniera in cui abitualmente si analizzano e si descrivono i manoscritti, considerandoli dunque come un unicum; l’attenzione alle parti paratestuali, alle note di possesso, alle attestazioni di dono, alle note a margine, consente di scoprire nuovi documenti e di registrare nuove testimonianze storiche che offrono sollecitazioni e contribuiscono al diffondersi di una rinnovata sensibilità verso i primi prodotti della stampa e i loro utilizzatori nel tempo e nello spazio.

Marco Palma insegna Paleografia latina nella Facoltà di Lettere dell’Università di Cassino. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la morfologia e lo sviluppo di diverse scritture librarie e documentarie del medioevo occidentale. Lavora anche sugli aspetti materiali dei manoscritti e sulla trasmissione di testi classici e medievali prima dell’invenzione della stampa. Si interessa particolarmente ai problemi teorici e pratici della descrizione dei manoscritti medievali e alla diffusione in rete dell’informazione didattica e scientifica. Il catalogo aperto dei manoscritti, il suo progetto più recente, concepito alcuni anni fa insieme ad Antonio Cartelli, è stato finora realizzato, con diverse modalità, da tre biblioteche storiche italiane (la Laurenziana di Firenze, la Malatestiana di Cesena e la Lancisiana di Roma).