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giovedì 15 agosto 2024

Dante e Pisa

Dante e Pisa
Lingua arte storia
di Fabrizio Franceschini
pp. 192; € 25,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Pacini Editore, 2024
ISBN: 979-12-5486-390-9

Il rapporto tra Dante e Pisa non si limita all’invettiva lanciata dal poeta nel canto di Ugolino. Questo volume estende l’analisi ai personaggi pisani del Purgatorio, Nino Visconti, Marzucco Scornigiani e suo figlio Gano, ed esamina questioni legate al finale del Purgatorio e al Paradiso. Sul filo delle parole pisane contenute nella Commedia, il lettore compie un viaggio dalla «muda», ove fu imprigionato Ugolino, al «monte per che i Pisan veder Lucca non ponno», sino alla Capraia, alla Sardegna e al Mediterraneo. Nel saggio L’«alto Arrigo» di marmi e di parole si avanza l’ipotesi di un concorso di Dante all’ideazione del sepolcro di Enrico VII nel Duomo di Pisa, includendo nell’analisi l’epitafio dell’imperatore e l’«enigma forte» di «un cinquecento diece e cinque» (canto XXXIII del Purgatorio). Un libro che tocca questioni cruciali della vita di Dante e tiene vivo l’interesse per il ruolo di Pisa nell’Italia tra Due e Trecento.

Fabrizio Franceschini ha insegnato sino a oggi Linguistica italiana. È accademico della Crusca, vicepresidente della Società Storica Pisana, membro del Centro di Studi Ebraici dell’Università di Pisa. Negli ultimi decenni si è dedicato alla lingua e agli aspetti storico-culturali della Commedia di Dante e dei suoi antichi commenti, con speciale riguardo al culto di Dante a Pisa e a Lucca. Gli ultimi libri da lui scritti o curati sono Il chimico libertino. Primo Levi e la Babele del Lager (Roma 2022), Dante e il cibo (Pisa 2023), L’Ebreo errante. Nuove prospettive su un mito europeo (Roma 2023).

venerdì 20 ottobre 2023

Gli scavi degli “Ex Laboratori Gentili” a Pisa e i manufatti in lega di rame (secoli XII-XIV)

Gli scavi degli “Ex Laboratori Gentili” a Pisa e i manufatti in lega di rame (secoli XII-XIV)
Organizzazione delle aree di lavorazione, tecniche produttive e commerci
di Francesco M.P. Carrera
pp. 318; € 72,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788892851757

Gli scavi degli Ex Laboratori Gentili (2008-2012), un’area urbana di circa 9000 m² nel quartiere di Chinzica a Pisa, hanno interessato un complesso di edifici medievali – in alcuni casi sopravvissuti in elevato per diversi metri – che hanno portato alla luce una sequenza stratigrafica dalla quale sono stati recuperati migliaia di oggetti in metallo, crogioli, stampi fittili e litici, frammenti di fornaci, carboni, colature di metallo e utensili. L’analisi dei dati di scavo, delle strutture e dei materiali ha permesso di individuare diversi atelier offrendo uno spaccato del contesto urbano e sociale dell’area tra la fine del XII e gli inizi del XV secolo, ovvero dall’acmé sino al declino della Repubblica di Pisa. L’eccezionale stato di conservazione di molti degli apprestamenti produttivi nonché l’abbondanza e il grande numero dei resti di lavorazione hanno permesso, inoltre, una ricostruzione meticolosa dell’intero processo produttivo e organizzativo di un’officina medievale dedicata alla realizzazione di manufatti in metallo.
Francesco M. P. Carrera è Perito geometra, laureato in Topografia Antica all'Università di Pisa e dottorato nel medesimo ateneo in Archeologia Medievale. Ha condotto e diretto più di un centinaio di scavi archeologici dal periodo protostorico sino a quello post medievale; ha svolto numerose docenze concernenti l’informatica applicata ai Beni Culturali, museologia, museotecnica e trattamento informatizzato delle immagini.

mercoledì 25 gennaio 2023

L’âge d’or del Camposanto di Pisa

L’âge d’or del Camposanto di Pisa
Pittura e committenza nella prima metà del Trecento
di Margherita Orsero
pp. 184, € 35,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2022
ISBN: 9791254690260 
 
Il Camposanto di Pisa è stato uno dei luoghi più ammirati, studiati e ritratti d’Europa, ma ancora oggi continua a porre moltissimi interrogativi sulle sue origini.
Il nuovo cimitero dell’ecclesia maior che si iniziò a costruire, a partire dal 1277, si configurerà come un edificio senza precedenti grazie alle monumentali pitture che appariranno sulle sue pareti nella prima metà del Trecento a opera di Traini, Buffalmacco e Stefano Fiorentino.
Con questo libro si vuole offrire un’inedita prospettiva sulla genesi e il lancio di un progetto davvero rivoluzionario frutto di un’iniziativa civica voluta e sostenuta da una particolare ‘joint venture’ ante litteram costituita da personaggi di spicco della società pisana trecentesca.
Ciò che accadrà all’interno del Camposanto rispecchierà un periodo glorioso per la città di Pisa, proprio dopo la fine del dominio imperiale di Ludovico il Bavaro: quello del ‘buon governo’ del conte Bonifazio Donoratico della Gherardesca.Ois
Margherita Orsero ha conseguito il dottorato in Storia dell’Arte presso l’Università di Losanna in cotutela con l’Università degli Studi di Genova. Ha partecipato al progetto di ricerca MemId come assegnista all’Università degli Studi di Napoli Federico II.

giovedì 12 maggio 2022

Da Zero a Mille

Da Zero a Mille
o della memoria dannata di Pisa
di Sergio Costanzo
pp. 244, € 18,00
Campano Edizioni, 2022
ISBN: 9788865285824
 
L'8 agosto del 1284, all’indomani della sconfitta pisana alla Meloria, viene redatto e approvato in Firenze un documento programmatico: “Della rovina di Pisa”. Il 9 ottobre del 1406, i mercenari al soldo di Firenze entrano in Pisa. Stupri, violenze, incendi; alla sistematica distruzione della città fece seguito quella dei documenti e delle testimonianze. Pisa subì una diaspora ante litteram e una progressiva e inesorabile damnatio memoriae. La sua storia antica cadde nell’oblio. Tre millenni furono cancellati
e, ancora oggi, la città è orfana del proprio passato.
Da Zero a Mille è il frutto di una paziente ricerca, quella dei testi di chi scrisse di Pisa, a partire dagli eruditi greci e latini dal V secolo avanti Cristo. Aneddoti, battaglie, contratti commerciali, commesse reali o imperiali, cronache.
Di Pisa parlarono, Licofrone, Catone, Dionigi di Alicarnasso, Plinio, Ovidio, Virgilio, Cassiodoro e, risalendo la linea del tempo, Strabone, Claudiano, Namaziano, san Basilio e san Gregorio Magno. A questo coro si uniscono le voci dei cronisti di epoca gota, longobarda, franca, sassone e anche quelle dei geografi e degli storici arabi, nel grande processo di scontro e incontro tra le culture di oriente e occidente.
Alle lotte contro l’Islam è dedicata la parte finale, analizzando i testi relativi all’epopea della I crociata e all’Impresa Balearica. La conoscenza del passato è l’unico strumento idoneo per orientarsi e organizzare il futuro e Da Zero a Mille vuole offrire questa opportunità. Da Zero a Mille, ovvero dalla fondazione all’inizio dell’età aurea, una lettura per acquisire consapevolezza, nutrire orgoglio e senso di appartenenza alla Grande Repubblica dei Mari che fu Pisa.
Sergio Costanzo nasce a Pisa nel 1963. Pubblica saggi sull’architettura medievale e romanzi storici. Tra gli altri ha pubblicato: “Io Busketo”, “Il fiume si rise”, “La tavola dei Galilei” e “Ibelin”. Autore di racconti gialli, ha scritto reportage di missioni umanitarie, una pièce teatrale “Franco Stone”, rivisitazione moderna del Frankenstein di Mary Shelley e “I racconti della mano destra”, un romanzo di formazione.
Sito dell'autore: www.sergiocostanzo.it. 

domenica 3 aprile 2022

L'artista medievale

L'artista medievale
Contesti, mestieri, famiglie (secc. XI-XIII)
a cura di Marco Colloreta, Laura Violi
pp. 284, € 32,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2022
ISBN: 9788829013739

Dall’XI al XIII secolo Pisa conosce un’eccezionale fioritura artistica che ci ha lasciato non solo una serie di indimenticabili monumenti, ma anche il ricordo preciso dei loro autori. Consapevole di ciò, nel dicembre 2019, una dozzina di studiosi s’è riunita nella città toscana per discutere le questioni legate all’emergere della figura dell’artista nei secoli del pieno Medioevo occidentale, indagando in diverse situazioni spazio-temporali premesse, contesti, implicazioni sociali di un fenomeno storico che ha riguardato in varia misura l’intera Europa. Il libro raccoglie tutti gli interventi presentati al convegno pisano, nella convinzione che la ricchezza dei temi esaminati possa contribuire a focalizzare meglio uno degli aspetti più interessanti e cruciali dell’avventura artistica dell’età di mezzo.
Marco Collareta è Professore ordinario all’Università di Pisa, insegna Storia dell’arte medievale ed è autore di numerose pubblicazioni sulla scultura, l’oreficeria e la letteratura artistica tra Medioevo e prima età moderna.
Laura Violi è Dottore di ricerca nel dottorato Pegaso delle Università di Firenze, Pisa e Siena, studia la miniatura toscana del pieno Medioevo e la sua fortuna presso la storiografia artistica otto-novecentesca.

sabato 12 febbraio 2022

Prove di memoria

Prove di memoria
Origini e sviluppi della storiografia nella Toscana medievale (1080-1250 ca.)
di Alberto Cotza
pp. 352, € 35,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829005499
 
Tra il 1080 e il 1250 circa a Pisa e, in misura minore, nelle altre città della Toscana, intellettuali di diversa estrazione, ma tutti accomunati da un marcato protagonismo politico e sociale, cominciarono a scrivere la storia della loro città. Fu un’importante novità nel panorama culturale della regione, dove mai prima di allora si era sentita la necessità di raccontare il passato attraverso le cronache. Il libro spiega le radici profonde e le cause contingenti di questo fenomeno. In una fase di repentini cambiamenti, come fu il “lungo XII secolo”, l’ancoraggio al passato poteva fornire strumenti di legittimazione per governare il presente. Le storie narrate, tuttavia, non erano frutto di un progetto unitario e coerente, ma il riflesso dei numerosi tentativi di assestamento di una memoria in costruzione. Erano, in altre parole, prove di memoria.
Alberto Cotza è assegnista di ricerca in Storia medievale presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa.

lunedì 10 maggio 2021

Pisa e l'Islam

Pisa e l'Islam
Scontri e incontri sulle rotte del Mediterraneo
di Andrea Angelini
pp. 79, € 10,00
Italia Medievale, 2021
ISBN: 9781008987043
 
Al centro della bandiera della Marina Militare Italiana campeggiano gli stemmi di quattro città: Venezia, Genova, Amalfi e Pisa. Queste città, comunemente note come “repubbliche marinare”, hanno segnato la storia della marineria italiana e quella del Mediterraneo, in particolare del Mediterraneo medievale. Le pagine che seguono prenderanno in esame soltanto una di queste “repubbliche”: Pisa, concentrando l’attenzione su un particolare aspetto della sua storia, ossia i rapporti che la città ebbe con i potentati islamici a partire dall’XI secolo.
 
Nel primo capitolo si è cercato di seguire le tracce della permanenza di una flotta, non ancora sotto il diretto controllo della civitas di Pisa, ma con base sicuramente presso la costa che ricadeva sotto il controllo pisano nei primi secoli del Medioevo. 
Il secondo capitolo presenta invece le fasi iniziali della formazione del comune cittadino nella forma del commune colloquium civitatis, ma solo per meglio comprendere la natura della classe dominante a Pisa, così da introdurre il dibattito storiografico che verte sulle prime spedizioni marittime dei pisani. La storiografia, infatti, si interroga sulla natura e lo scopo di queste incursioni, ma anche sulle conseguenze che hanno fatto seguito a queste spedizioni. La storiografia classica vede Pisa come precorritrice dei tempi e degli eventi e pone gli albori della sua potenza commerciale già nell’Alto medioevo. La potenza commerciale pisana raggiungerebbe il suo apice nel XII secolo per poi concludersi con la disastrosa sconfitta nella battaglia della Meloria del 1284. Il secondo filone di ricerca ridimensiona di molto questa precoce iniziativa commerciale di Pisa e la farebbe cominciare nei primi decenni del XII secolo per poi proseguire nel XIII e XIV secolo.
Le incursioni armate pisane che hanno punteggiato tutto l’XI secolo e il primo decennio del XII sono analizzate nel terzo capitolo. Si è proceduto ad un’analisi e comparazione delle principali fonti che trattano gli avvenimenti, sia quelle pisane come gli Annales di Maragone, il Chronicon Pisanum, le epigrafi del duomo e i poemi epici, sia quelle di realtà territoriali diverse da Pisa, come le testimonianze arabe e normanne.
Infine nell’ultimo capitolo, il quarto, sono state analizzate zona per zona le relazioni commerciali intraprese dai pisani, con un occhio di riguardo al Maghreb. In questa area infatti i pisani concentrarono molte delle loro attenzioni, riuscendo ad ottenere numerosi privilegi.

domenica 25 aprile 2021

In supreme dignitatis

In supreme dignitatis
Per la storia dell'Università e dell'Ospedale di Pisa
di Paolo Pontari
pp. 176, € 16,00
Pisa University Press, 2021
ISBN: 978-883339-4404 
 
Questo volume, che approda alla stampa per volontà del Rettore e con il patrocinio del Rotary Club Pisa Galilei, offre la prima edizione critica e diplomatica completa, con traduzione e commento, del più importante documento storico dell’Università di Pisa, la bolla In supreme dignitatis di papa Clemente VI per l’istituzione dello Studium generale (3 settembre 1343), e l’edizione commentata di uno sconosciuto e inedito fascicolo pergamenaceo con atti notarili quattro-cinquecenteschi riguardanti l’Ospedale di Pisa, recuperato di recente sul mercato antiquario e donato all’Università di Pisa. Le ragioni che legano queste e altre testimonianze indagate nel volume emergono dai saggi introduttivi a firma di P. Pontari, G. Albanese e M. Riccucci, che gettano luce su momenti salienti della storia universitaria, ospedaliera e artistica pisana tra Medioevo e Rinascimento, implicando personaggi e vicende di primo piano, come Lorenzo il Magnifico e il suo noto interesse per Pisa, per la sua Università, il suo Ospedale e le proprietà fondiarie del suo contado.
Paolo Pontari è Professore Associato di Letteratura latina medievale e umanistica presso il Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa. Membro di importanti Istituzioni culturali e accademiche e Responsabile scientifico di progetti ministeriali, la sua attività di ricerca si è sviluppata in diversi ambiti della cultura latina del Medioevo, con particolare attenzione alle opere di Dante, Petrarca, Boccaccio e di vari scrittori dell’Umanesimo latino del Quattrocento. Tra i suoi numerosi lavori emerge l’edizione critica nazionale commentata dell’Italia illustrata di Biondo Flavio.

sabato 24 aprile 2021

Medioevo d'autore

Medioevo d'autore
Per una rassegna permanente della scultura medievale pisana
di Piero Pierotti
pp. 96, € 8,00
Pisa University Press, 2021
ISBN: 978-883339-4848 
 
La scuola di scultura che si forma a Pisa nell’età d’oro della repubblica marinara si estende per tre secoli, dal XII al XIV, culminando in Giovanni Pisano, vero gigante dell’arte medievale. Segna la riconquista del massimo della perfezione tecnica nella scultura su pietra. Il fenomeno è però mal conosciuto e sottostimato, in termini di conoscenza diffusa. Data la ricchezza del materiale disponibile se ne propone una rassegna, ossia una serie di eventi variamente articolati, progettabili museograficamente senza rimuovere gli originali dalle loro sedi, tramite l’adozione di tecniche specifiche di presentazione: dalle copie fisiche alle olografie, dal commento georeferenziato a quello interattivo. La proposta culturale ha tra i suoi obiettivi il passaggio dalla visita alla conoscenza, con la massima limitazione del turismo veloce.
Piero Pierotti ha svolto la sua attività didattica presso l’Università di Pisa dal 1960 al 2008. Ha insegnato Storia dell’urbanistica, Storia dell’architettura e Storia dell’architettura medievale. E’ stato il fondatore del metodo ecostorico, che ha cominciato ad applicare dal 1975. E’ presidente di ArtWatch Italia e membro del Comitato scientifico del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello, dove ha curato in maniera specifica temi concernenti la storia del paesaggio, le culture sismiche locali e l’architettura medievale.  Sono notissimi i suoi studi sulla Torre di Pisa.

venerdì 9 aprile 2021

Le repubbliche marinare

Le repubbliche marinare
di Ermanno Orlando
pp. 216, € 14,00
Il Mulino, 2021
ISBN: 978-88-15-29198-1 
 
Gli stemmi di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia campeggiano dal 1947 sulla bandiera della Marina italiana, simbolo dell’Italia che va per mare. Sono le «repubbliche marinare», come le definì uno storico dell’Ottocento, città che nel Medioevo furono protagoniste di un’esaltante epopea di conquiste, espansioni e progressi, sia in termini economici che di civiltà. Il volume ripercorre le vicende delle maggiori città marittime del Medioevo italiano non trascurando di inserirle nella più ampia storia di quella diffusa koinè umana, sociale, economica e culturale che è stata e continua a essere il Mediterraneo.

Ermanno Orlando insegna Storia medievale nell’Università per Stranieri di Siena. Con il Mulino ha pubblicato anche «Migrazioni mediterranee» (2014) e «Venezia e il mare nel Medioevo» (2014).

lunedì 18 gennaio 2021

Le case di Pisa

Le case di Pisa
Edilizia privata tra Età romana e Medioevo
a cura di Federico Cantini, Fabio Fabiani, Maria Letizia Gualandi, Claudia Rizzitelli
pp. 192, € 35,00
All'Insegna del Giglio, 2020
ISBN: 9788892850224
 
Gli atti del convegno “Le case di Pisa” pongono l’accento sull’edilizia privata della città tra Età romana e Medioevo, facendo emergere dati inediti o solo parzialmente pubblicati di scavi recenti, ma anche molto lontani nel tempo. L’intento è quello di tornare al dato archeografico (troppo spesso trascurato in favore di sintesi più generali), qualunque sia la qualità della documentazione di partenza, con lo scopo di seguire il processo interpretativo, mostrando anche il “backstage”, per usare una metafora cinematografica, talvolta dato per sottinteso o scontato. I contributi presentati seguono un approccio analitico e nello stesso tempo critico alla lettura dei resti archeologici, offrendo nuovi dati sulle “case di Pisa” romana e medievale, differenti per forme architettoniche, materiali costruttivi e distribuzione nello spazio urbano e suburbano di una città dalla stratificazione plurimillenaria. Il volume costituisce dunque un aggiornamento imprescindibile per tutti coloro che si occupano di archeologia pisana.

venerdì 6 novembre 2020

Ai piedi dell'Apostolo

Ai piedi dell'Apostolo
Sede apostolica e spazio tirrenico (secoli XI-XII)
di Corrado Zedda
introduzione di Jean-André Cancellieri, Enrica Salvatori
prefazione Maria Pia Alberzoni
pp. 368, € 34,00
Vita e Pensiero, 2020
ISBN: 9788834342541 
 
Il libro indaga il processo di creazione e la suc­cessiva gestione da parte della sede apostolica di uno spazio imperniato sulle coste e le iso­le del Tirreno centrale durante il periodo della riforma ‘gregoriana’: un tema che finora la storiografia non ha considerato con la dovuta attenzione. Tale spazio – una rotta marittima, politica e diplomatica che collegava i porti la­ziali e dell’Italia centro meridionale con le iso­le del Tirreno – fu una vera e propria creazione geopolitica, che svolse la funzione di prote­zione del territorio e degli interessi del Patri­monium Sancti Petri dalle ingerenze esterne in un momento in cui era profondo lo scontro con l’autorità imperiale, manifestatosi in tutta la sua gravità attraverso la lotta per le investiture.

L’indagine si volge a considerare, da un lato, la sponda insulare tirrenica, con le due isole di Sardegna e Corsica, legate alla sede apostolica da un rapporto complesso sul piano giuridico, istituzionale ed ecclesiastico; dall’altro la sponda continentale settentrionale, con al centro la città di Pisa che, sebbene in stretto raccordo con la sede apostolica, mirava a controllare dal punto di vista ecclesiastico e politico quello che con­siderava il suo spazio di azione nel Tirreno. Questi temi confluiscono all’interno del dibattito sto­riografico sull’introduzione e la diffusione della riforma promossa dal papato nelle diverse aree della Cristianità fra XI e XII secolo. In tal modo, lo studio del caso particolare (lo spazio tirrenico) consente di formulare innovative ipotesi interpretative in merito alla politica della sede apostolica.
Corrado Zedda è chercheur associé presso l’Università di Corsica e autore di numerose monogra­fie e pubbli­cazioni su riviste scientifiche. Le sue attuali ricerche si concen­trano sull’azione ecclesiale e politica della Sede Apostolica nella Penisola Italica e nello spazio tirrenico fra XI e XIII secolo.
Maria Pia Alberzoni, ordinario di Storia medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è autrice di numerosi saggi dedicati alla storia degli Ordini religiosi, ai loro sviluppi nel pieno medioevo e ai loro rapporti con l’autorità ecclesiastica. Ha inoltre pubblicato diversi contributi sui rapporti dei comuni dell’Italia padana con l’episcopato e il papato nei secoli XII e XIII. Dirige la serie "Ordines. Studi su istituzioni e società nel medioevo europeo".

lunedì 7 settembre 2020

Artisti e committenti a Pisa XIII-XV secolo

Artisti e committenti a Pisa XIII-XV secolo
Storie di stemmi, immagini, devozioni e potere
di Vittoria Carmelitti
pp. 392, € 45,00 (Acquista online cn il 5% di sconto) 
ETS edizioni, 2020
ISBN: 9788846757951
 
Perché le opere d'arte medievali sono così spesso corredate di stemmi? Che funzione avevano le insegne di personaggi, famiglie, istituzioni così diffusamente riprodotte? Di quali messaggi sono portatrici queste immagini ancora oggi sovente trascurate, o oggetto di interpretazioni talora prive di agganci con la realtà storica? Con una prospettiva originale questo libro analizza, attraverso una serie di casi esemplari, la produzione artistica e la committenza a Pisa negli anni che vanno dal XIII al XV secolo, sia quella di ambito più strettamente privato, sia quella pubblica, ricostruendo la vivacità e la coralità di accenti che caratterizzano il panorama culturale della città in un periodo cruciale della vicenda plurisecolare di Pisa.
Vittoria Camelliti, storica dell’arte e specialista d’iconografia medievale, si è laureata presso l’Università degli Studi di Pisa nel 2004 e, nel 2010, ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca presso l’Università degli Studi di Udine, dove è stata Cultore della Materia in Storia dell’Arte Medievale (2010-2016). Nell’ambito delle sue ricerche si è interessata in particolare ai risvolti storici e iconografici della devozione civica verso i santi patroni, allargando il suo sguardo ai rituali urbani, alle forme della comunicazione politica attraverso le immagini e all’araldica. Autrice di numerosi saggi, apparsi in riviste e in atti di convegni nazionali ed internazionali, nel 2013 ha partecipato al progetto scientifico della mostra tenutasi a Firenze presso la Galleria dell’Accademia Dal Giglio al David. Arte civica a Firenze fra Medioevo e Rinascimento.

martedì 14 aprile 2020

Francesco Traini e la pittura a Pisa nella prima metà del Trecento

Francesco Traini e la pittura a Pisa nella prima metà del Trecento 
di  Linda Pisani
a cura di Gerardo de Simone, Marco Pierini
pp. 180, € 34,00
Silvana Editoriale, 2020
ISBN: 9788836646197

La stagione della pittura pisana raccontata in questo volume rappresenta uno straordinario crogiolo di esperienze e di linguaggi, alla cui costituzione hanno contribuito Cimabue, Giotto e Simone Martini. In questo clima prende le mosse e si afferma Francesco Traini, massimo pittore cittadino, la cui figura dalla biografia sfuggente è finalmente qui restituita nella sua statura artistica e inquadrata nel contesto culturale e storico di cui, assieme al senese Lippo Memmi e al fiorentino Buffalmacco, ma più a lungo di loro, fu indiscusso protagonista.
Linda Pisani si è laureata all’Università Cattolica di Milano, dove ha studiato con Miklòs Boskovits. Successivamente ha conseguito la Specializzazione in Storia dell’arte presso l’Università di Siena e il dottorato di ricerca all’Università degli Studi di Pisa. Ha scritto un consistente numero di saggi sulla pittura tardogotica in Toscana e la scultura del Rinascimento tra Firenze e Urbino, pubblicati su riviste scientifiche italiane e straniere.

giovedì 7 novembre 2019

Su e giù dalle mura medievali

Su e giù dalle mura medievali
Sette chilometri di storie
di Alessandro Bargagna, Chiara Celli
pp. 144, € 11,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Marchetti Editore, 2019
ISBN: 978-88-99014-45-2 
 
“Un corridoio ecologico”, “una siepe urbana”, queste sono le definizioni più interessanti delle mura pisane.
Uno spazio riscoperto, fruibile, denso di storia, che dal 1154 protegge la città, ci rivela angoli nascosti, dettagli che dal basso sarebbero impercettibili e tramonti di una bellezza indescrivibile. Queste sono le mura medievali, una passeggiata sul cielo di Pisa.
Come e perché furono costruite? Esistevano cinte murarie precedenti? Quali piante crescono sulle rocce delle mura e quali animali ci scorrazzano la notte?
Abbandoniamoci insieme a  sette chilometri di storie e curiosità passeggiando sopra alle mura e poi, dove non ci sono più, seguendone le tracce.  
Su e giù dalle mura medievali è anche il settimo numero della collana A giro per Pisa, diretta da City Grand Tour (Alessandro Bargagna e Chiara Celli).
A GIRO PER PISA è una collana di itinerari tascabili per scoprire la città di Pisa andando “a giro” con due pisani, guide turistiche locali. La lettura della guida vi farà entrare nei portoni solitamente chiusi e vi svelerà storie, leggende e curiosità passeggiando tra il passato e il presente.
Voi stessi, come in un tour guidato, scoprirete ad ogni sosta/paragrafo i luoghi, i monumenti, i musei o le opere d’arte citate. Saprete dove rilassarvi in un parco o far giocare i vostri bambini e ascolterete, leggendo, le storie dei personaggi che resero omaggio a quei luoghi.
La lettura delle storie sarà spesso affiancata da stimoli sensoriali come l’attenzione per un profumo che normalmente aleggia in certe strade, da consigli su luoghi in cui bere un buon bicchiere di vino, mangiare la schiacciata più croccante e oliosa, la cecina peposa, il gelato biologico, il mucco pisano, il cioccolato artigianale… Saprete anche dove si celano le botteghe degli artigiani e le piccole librerie. Una vera e propria caccia alla bellezza.
Alessandro Bargagna, attore, storico dell’arte, linguista e guida turistica di Pisa e provincia. Cresciuto tra i vicoli di Santa Maria e Sant’Antonio, matura fin da subito la passione per la sua città e per il racconto, che si concretizzerà con l’ingresso nella compagnia teatrale La Tartaruga e con la fondazione della Compagnia dello StilePisano. Dopo alcuni anni di esperienza nel campo della recitazione a Milano torna a Pisa per conseguire la laurea in Lingue e Storia dell’Arte, con una tesi su Andrea e Nino Pisano. Dal 2008 esercita la professione di guida turistica che lo ha portato all’incontro con Chiara Celli e alla fondazione del City Grand Tour, una realtà che unisce l’esperienza turistica e storico-artistica a quella attoriale.
Chiara Celli, guida turistica abilitata per Pisa e provincia dal 2008. Il viaggio, il teatro, le lingue straniere, lo storytelling e la bicicletta sono tra le sue passioni fin da bambina. Laurea in Lingue e Letterature straniere con indirizzo storico-culturale alla Facoltà di Lettere e tesi sulle Leggende Irlandesi. Due anni di recitazione e quattro anni di drammaturgia al Teatro Verdi di Pisa. Nel 2009 collabora al Non Festival Effimeri Svegliati e Stravaganti in cui cura due itinerari teatralizzati. L’incontro con Alessandro Bargagna, guida e attore, da vita alla creazione di City Grand Tour con cui insieme a colleghi, collaboratori e amici crea ogni anno nuove storie per raccontare il territorio.

martedì 4 giugno 2019

Sant'Ubaldo vescovo ed esorcista

Sant'Ubaldo vescovo ed esorcista
di Alessio Bologna
pp. , € 14,00
Carmignani Editrice, 2019
ISBN: 9788893831055
 
Quali sono le origini della festa di Sant’Ubaldo, una delle più sentite dai Pisani? E perché si tiene tradizionalmente presso la chiesa di S.Michele degli Scalzi? L’Autore, grazie all’esame di antichi manoscritti, reliquie, opere artistiche e musicali, ci conduce attraverso un itinerario plurisecolare e inedito, che ha inizio in Umbria con la vita di Sant’Ubaldo, patrono di Gubbio (secoli XI-XII), per poi svilupparsi fino alle rive terminali dell’Arno, nel sobborgo orientale pisano anticamente denominato Orticaia. La ricerca intende quindi contribuire a far luce su una pagina significativa, eppure poco conosciuta, di due importanti comunità dell’Italia centrale, Pisa e Gubbio, i cui destini risultano convergere a più livelli (storico, politico, culturale in genere), compreso quello, civico e religioso allo tesso tempo, relativo al culto ubaldiano.
Alessio Bologna è storico e dottore di ricerca in Studi Italianistici, formatosi presso l’Università di Pisa. Tra le sue pubblicazioni, dedicate soprattutto a temi etico-religiosi e ad antroponimi tardo-medievali: Studi di letteratura “popolare” e onomastica tra Quattro e Cinquecento, Pisa, 2007; La pace nel Petrarca civile e altre ricerche di letteratura italiana, Pisa · Roma, 2008; «Collettanee» in morte di Serafino Aquilano, edizione a cura di Alessio Bologna, Lucca, 2009. Prima d’indagare sul culto di sant’Ubaldo a Pisa, alla materia locale si era già dedicato sia come autore dell’introduzione alla Guida della 58 a regata delle Repubbliche marinare (2013), sia come insegnante di Storia territoriale del Corso provinciale di Guide turistiche (2014) e del Progetto scolastico su Pisa e le vie del Mare nel Medioevo (2016).

venerdì 29 marzo 2019

I custodi della pergamena del Diavolo

I custodi della pergamena del Diavolo
di Francesca Ramacciotti
pp. 356, € 12,00
Newton Compton, 2019
ISBN: 9788822726049

Nel 1174 dello Stile Pisano, anno in cui l’architetto Deotisalvi inizia a costruire la Torre di Pisa, viene rubato l’oro che un tempo rivestiva l’antico arco di trionfo della città: la Porta Aurea.
Inoltre Pisa è funestata da una serie di strani femminicidi, su cui indaga il giovane perito legale Lanfranco, pupillo di Deotisalvi.
Ai giorni nostri, Yasser Martani, uno scrittore di saggi storici, convinto che il ladro sia un notabile di Pisa e che per questo motivo le fonti siano inspiegabilmente carenti di notizie su quell’anno, cerca di scoprirne l’identità e ritrovare l’oro.
Con lui collabora Emma, una bella dottoranda in storia medievale, in possesso di una cronaca scritta da una suora, proprio a partire dal 1174. Nel testo la monaca accenna a un malfattore che la minaccia e che ha nascosto in un luogo misterioso il frutto del suo crimine.
Sia nelle fonti in possesso dello scrittore che nella cronaca della suora, compare l’espressione Porta del demonio. Dato che l’oro, nel medioevo era detto “frutto del demonio”, i due pensano che l’espressione fosse il nome criptato della Porta Aurea.
Yasser ed Emma credono, quindi, che il criminale citato dalla monaca sia l’autore del furto e iniziano una caccia all’oro a ritroso nel tempo, proprio nel periodo in cui Lanfranco tenta di catturare l’assassino delle giovani donne.
I delitti e gli intrighi del passato si congiungeranno al quelli del presente, fino all’insospettabile epilogo.
Francesca Ramacciotti è nata e vive a Livorno. Accanita lettrice, ha sempre scritto: racconti, sceneggiature e testi teatrali. È stata allieva di Giulio Mozzi, Sebastiano Mondadori e Carlo A. Martigli. Ha esordito con Un angelo nel pallone. I custodi della pergamena del diavolo è il suo secondo romanzo.

sabato 6 ottobre 2018

Calendario Pisano

Calendario Pisano
di Sergio Costanzo
pp. 200, € 15,00
Linee Infinite Edizioni, 2018
ISBN: 978-88-6247-189-3

Fra i molti quesiti che l’uomo di ogni epoca si è posto, quello del computo del tempo ha sempre occupato una posizione preminente. Ritmi di semina e mietitura, attività di caccia legate alle migrazioni, susseguirsi delle stagioni, osservanza di riti religiosi. Ad ogni latitudine del globo, dalle attività più semplici a quelle via via più complesse ogni cultura ha elaborato sistemi di calcolo del tempo. Pisa, città potente e fulcro politico del Mediterraneo, si dotò in epoca medievale di un calendario che traeva origine dalla narrazione biblica dell’annunciazione della Vergine. L’anno iniziava al 25 marzo. L’opera prende in esame, anche a scopo propedeutico, gli antichi calendari strutturati in area mediterranea nell’arco di tre millenni per poi addentrarsi nella storia del modello pisano. Documenti, editti imperiali, bolle papali, per oltre cinquecento anni il calendario pisano fu utilizzato in una vasta area costiera di Italia, Francia e Spagna. Un’evidenza culturale e sociale importante, data la frammentazione politica perennemente in divenire. L’ultima parte dell’opera analizza il complesso monumentale, Cattedrale, Torre e Battistero nella Piazza del Duomo di Pisa. Oltre ad essere monumenti sacri famosi al mondo, sono orologi cosmici perfetti che, a un attento osservatore, permettono di misurare il tempo con assoluta precisione. La lettura di questo libro, vi permetterà di comprendere i segreti dei raggi di sole che, sposando architetture perfette, cadenzano da millenni il nostro tempo.
Sergio Costanzo nasce a Pisa nel 1963. Pubblica saggi sull’architettura medievale e romanzi storici. Con Linee Infinite ha pubblicato: “Io Busketo”, “Il fiume si rise”, “La tavola dei Galilei” e “Ibelin”. Autore di racconti gialli, ha scritto reportage di missioni umanitarie, una pièce teatrale “Franco Stone”, rivisitazione moderna del Frankenstein di Mary Shelley e “I racconti della mano destra”, un romanzo di formazione. Cura da un anno una pagina di informazionestorica sul quotidiano IL TIRRENO. Con CALENDARIO PISANO torna alla stesura di un saggio, il suo primo con Linee Infinite, superando le venti pubblicazioni.
Sito dell'autore: www.sergiocostanzo.it.

giovedì 21 giugno 2018

Cultura di popolo. L'iconografia politica a Pisa nel XIV secolo

Cultura di popolo
L'iconografia politica a Pisa nel XIV secolo
di Cecilia Iannella
pp. 252, € 23,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Edizioni ETS, 2018
ISBN: 9788846751812

La constatazione della vivacità di produzione artistica che caratterizzò Pisa nel XIV secolo ha indotto a precisare, dal punto di vista storico, il significato meno apparente di alcune delle più interessanti testimonianze iconografiche prodotte in ambito pisano durante il Trecento. Le riflessioni sull’ambiente sociale e politico di Pisa alla fine del Medioevo e sull’equilbrio tra le più antiche istituzioni comunali e le nuove forme di potere hanno consentito di ricostruire il sistema di comunicazione politica attuato dal ceto eminente attraverso l’impiego delle immagini. Ne è emerso un quadro cittadino dinamico e propulsivo, i cui indirizzi espressivi furono orientati dalla profonda cultura civica di popolo che, da secoli, animava la città.
Cecilia Iannella lavora presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, dove insegna Storia medievale. I principali intressi di ricerca riguardano la storia della cultura tardo medievale in rapporto alla politica e alla società e, più in generale, lo studio di fonti narrative e iconografiche di ambito pisano.

mercoledì 13 giugno 2018

Una città operosa

Una città operosa
Archeologia della produzione a Pisa tra Età romana e Medioevo
a cura di Federico Cantini, Claudia Rizzitelli
pp. 84, € 25,00
All'Insegna del Giglio, 2018
ISBN: 9788878148437

Le attività produttive stanno tornando al centro dell’interesse degli archeologi perché esse possono essere utilizzate come un ottimo indicatore dello sviluppo o della recessione delle economie antiche, specie se analizzate negli aspetti legati al tipo di tecnologia impiegata nei processi produttivi, alla scala degli investimenti fatti, alla quantità e qualità degli oggetti prodotti, alla distribuzione topografica delle officine e all’ampiezza del mercato entro cui circolano le materie prime e gli oggetti finiti. Queste variabili analizzate nel tempo e nello spazio permettono di ricostruire quadri socio-economici estremamente ricchi ed inediti. La scelta di concentrarsi su Pisa è legata alla volontà di osservare le trasformazioni delle città tra l’Età antica e quella medievale da una sede privilegiata, dove spesso i macrofenomeni economici si manifestarono con un certo anticipo e con caratteri del tutto straordinari rispetto gli altri centri urbani della regione. Ma questa eccezionalità fu una costante della storia pisana o si manifestò in forme e scale differenti nel tempo? Ecco allora la necessità di osservare i fenomeni economici nella lunga durata, per individuarne i momenti di continuità e discontinuità, per scandirne i tempi di accelerazione e decelerazione, e per comprendere in che modo questi stessi fenomeni furono influenzati dalle trasformazioni che interessarono molte città europee e mediterranee tra Età romana e Medioevo.