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mercoledì 21 maggio 2025

Il parlamento degli uccelli

Il parlamento degli uccelli
di Geoffrey Chaucer
a cura di Piero Boitani
pp. 104; € 13,00
Carocci, 2025
EAN: 9788829030637
 
"Il Parlamento degli uccelli" è una delle cosiddette “opere minori” del più grande poeta del Medioevo inglese, Geoffrey Chaucer. Ci offre la squisita narrazione di un sogno durante il quale il protagonista rivive dapprima il Somnium Scipionis ciceroniano, si ritrova poi in un giardino-parco di natura edenica, entra in un tempio di Venere, e assiste infine all'assemblea annuale che, sotto la presidenza di Natura, gli uccelli d'ogni specie tengono il giorno di San Valentino per scegliere i loro compagni. In forma cangiante, il poemetto affronta i vari aspetti e problemi dell'amore: la passione per il “bene comune” in primo luogo; poi l'eros nelle vesti di Paradiso Terrestre, allegoria derivata dal Roman de la Rose e dal Teseida del Boccaccio; l'amore sensuale; infine la procreazione per la perpetuazione della specie. Per di più, il dibattito degli uccelli solleva il problema dell'ordine naturale e feudale: chi dovrà scegliere l'aquilotta reale fra i tre pretendenti tutti egualmente nobili? Nella democrazia consentita da Natura hanno diritto di parola anche i più umili, ma Natura lascia la scelta alla femmina, la quale chiede un anno per pensarci sopra, come le dame dell'aristocrazia, e il problema resta così insoluto.
Pietro Boitani è Professore Ordinario di Critica letteraria e letterature comparate alla Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza Università di Roma.

domenica 22 settembre 2024

Breve storia dell’amore nella letteratura europea

Breve storia dell’amore nella letteratura europea
Dai trovatori a Stendhal
di Roberto Giliucci
pp. 140; € 16,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2024
ISBN: 9788829026746

L’amore felice sembra non avere storia nella letteratura europea. Si tratta di una provocazione, naturalmente, di Denis de Rougemont. Non si vuole dire che non esistano amori felici, ma soltanto raccontare il fallimento dell’amore in testi che vanno dal medioevo all’età di Stendhal: dal canonico amore senza reciprocità del mondo cortese fino a giungere, attraverso i secoli, con le sue variazioni uma­nistiche, barocche, illuministiche, a situazioni estreme in cui l’amore è divenuto noia. Perché il perturbamento dell’amore, la sua dissoluzione per esaurimento o per sventura tragica sono così cari ai lettori? Addirittura le tragicommedie e le commedie mostrano amori che finiscono male, così come avviene anche nel dramma moderno di Ibsen e Pirandello. Siamo di fronte a una costante di grande rilievo, e il volume ne illustra gli aspetti più clamorosi.
Roberto Giliucci insegna Letteratura italiana contemporanea alla Sapienza Università di Roma. Ha pubblicato, tra l’altro, Tapeinosis. Modernità e sguardo verso il basso (Rubbettino, 2022), Idee sul comico (tab, 2021). Ha tradotto e commentato un’edizione dei Lusiadi di Luís de Camões (Bompiani, 2022).

lunedì 5 agosto 2024

Il problema dell'amore nel Medioevo

Il problema dell'amore nel Medioevo
di Pierre Rousselot
pp. 256; € 23,00
Editrice Morcelliana, 2024
EAN 9788837239978
 
È possibile un amore che non sia egoista? E se è possibile, quale rapporto si instaura tra il puro amore per l’altro e l’amore di sé, fondamento delle inclinazioni naturali? Il problema dell’amore, come quello della conoscenza, si focalizza sul reciproco rapporto tra “sé” e “altro da sé”. Se dunque la conciliazione dell’amore di sé e dell’amore per l’altro è possibile, essa si trova nell’amore di Dio. A partire da questa considerazione, nel Medioevo sono stati proposti due modelli interpretativi del problema dell’amore. La concezione fisica, di ispirazione greco-tomista e fatta propria da Ugo di San Vittore e da san Bernardo, che cerca di stabilire un’armonica continuità tra l’amore-bramosia e l’amore amicale. E la concezione estatica, maturata nella scuola di Abelardo e penetrata nella scolastica francescana, che al contrario considera l’amore tanto più perfetto quanto più pone il soggetto “fuori di sé” e pienamente realizzato nell’assorbimento di chi ama nell’oggetto d’amore. Attraverso l’esame di testi particolarmente significativi, il saggio analizza i lineamenti di queste due teorie dell’amore e le speculazioni sistematiche che ne sono derivate in ambito filosofico e teologico.
Pierre Rousselot (1878-1915), teologo gesuita, ha insegnato all’Institut Catholique di Parigi e ha consacrato le proprie ricerche all’intellettualismo tomista e alla filosofia dell’amore. È considerato uno degli iniziatori della teologia fondamentale contemporanea. Per Morcelliana ricordiamo la monografia di E. Bordello, Pierre Rousselot. La perspicacia della fede che ama (2023).

lunedì 5 febbraio 2024

«Nel dolce tempo de la prima etade»

«Nel dolce tempo de la prima etade»
Petrarchismo e affetti tra Quattrocento e Cinquecento
a cura di Bernhard Huss e Nicolas Longinotti
pp. 238; € 30,00
Franco Cesati Editore, 2023
ISBN: 979-12-5496-112-4

Nei Rerum vulgarium fragmenta Francesco Petrarca presenta il momento dell’innamoramento offrendo ai lettori un ventaglio di possibili interpretazioni: l’innamoramento è una colpa di cui vergognarsi perché in quel momento l’io lirico ha definitivamente perso la propria libertà? Oppure amore e altri affetti sono comunque portatori di un valore positivo per l’autorialità petrarchesca e la comunità a cui si rivolge?

I saggi raccolti nel volume approfondiscono il ruolo degli affetti nell’opera volgare di Petrarca attraverso testi esemplari della sua ricezione nel XV e XVI secolo, dall’opera latina di Alberti ai petrarchismi di Michelangelo e Marino, attraverso antologie liriche, commenti ai Fragmenta e biografie petrarchesche.
I contributori dedicano particolare attenzione al ruolo degli affetti nella fondazione di comunità culturali e alle modalità con cui queste si relazionano, sia attraverso scambi espliciti che per riprese intertestuali nella tradizione. In questo modo, attraverso Petrarca e la sua ricezione, il volume getta nuova luce sulla storia della letteratura come storia dei sentimenti.

lunedì 22 maggio 2023

Rime

Rime
di Panuccio del Bagno
a cura di Nicola Panizza
pp, XLVI-214, € 34,00
Salerno Editrice, 2023
ISBN: 978-88-6973-579-0

Uno sparuto manipolo di rime, volutamente oscure e artificiose, incentrate sulla riproposizione di topoi della lirica amorosa medievale o sulla generica trattazione di temi moraleggianti e civili, alla maniera di Guittone d’Arezzo. Così è stato sinora visto, di norma, il piccolo corpus poetico di Panuccio del Bagno († entro il 1307), i cui ventidue componimenti superstiti – dodici canzoni, una stanza di canzone e nove sonetti – rappresentano nondimeno la piú cospicua e significativa testimonianza della lirica pisana duecentesca.
Benché all’edizione curata piú di quarant’anni fa da Franca Brambilla Ageno per l’Accademia della Crusca vada sempre riconosciuto il merito di aver garantito all’opera di Panuccio una complessiva fruibilità che prima non aveva, molti sono rimasti, dal 1977, i luoghi dubbi del testo e dell’interpretazione delle Rime che hanno sino ad oggi ostacolato una piena e soddisfacente comprensione del dettato poetico dell’autore. Sulla scorta dei molteplici strumenti di indagine testuale attualmente disponibili, è ora possibile constatare invece come buona parte dell’oscurità e artificiosità tradizionalmente attribuite a Panuccio del Bagno non fosse da ascriversi a un suo contrassegno stilistico, bensí agli inevitabili difetti di lettura in cui sono incorsi, specie nell’arco del Novecento, editori e commentatori.
Attraverso quindi un riesame impregiudicato delle testimonianze manoscritte – quelle, sempre uniche, dei noti codici Laurenziano Redi 9 e Vaticano Latino 3793 –, l’edizione delle Rime qui presentata intende offrire una nuova base testuale filologicamente vagliata e un commento puntuale ai versi di Panuccio da cui possano prendere le mosse una migliore comprensione del suo, certo non facile, discorso poetico, una piú completa valutazione dei tratti di originalità che informano il suo ristretto e non definito canzoniere, e una riconsiderazione generale del contributo dato dall’autore nel quadro della nostra lirica antica.
Nicola Panizza ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Filologia, interpretazione e storia dei testi italiani e romanzi presso l’Università di Genova. Suoi oggetti di studio e ricerca preferenziali sono la lirica predantesca e la poesia per musica di tardo Cinquecento. Ha curato, tra l’altro, l’edizione critica e commentata del corpus di rime carcerarie del canzoniere Laurenziano Redi 9 (in « Filologia italiana », x 2013) e l’edizione critica dei testi poetici raccolti nel Quinto Libro di Madrigali a cinque voci di Carlo Gesualdo (Kassel 2017). La sua tesi di dottorato sulla produzione di Panuccio del Bagno, alla base della presente edizione, ha ricevuto nel 2018 il premio « Aldo e Romano Rossi » per la filologia italiana dalla Fondazione Ezio Franceschini di Firenze.

mercoledì 26 ottobre 2022

Amarsi. Seduzione e desiderio nel Rinascimento

Amarsi. Seduzione e desiderio nel Rinascimento
di Giulio Busi, Silvana Greco
pp. 384, € 48,00
Il Mulino, 2022
ISBN: 978-88-15-29982-6
 
Nell’Italia del Quattro e Cinquecento va in scena il gioco della seduzione. Palazzi, piazze, alcove vibrano di un nuovo modo di amarsi e di concepire il desiderio. Le ninfe avvenenti di Botticelli, le opulente e discinte matrone di Tiziano, gli dèi lussuriosi, come il possente Marte che, pur vincitore di mille battaglie, soccombe alla bellezza di Venere, e poi gli intrighi erotici dei gentiluomini e delle dame di corte, tutto ci parla di un’epoca sfarzosa, colma di lusinghe. Poemi, incartamenti processuali, cronache cittadine, dipinti e lettere d’amore usano il linguaggio della bellezza. Ma accanto al bello, il Rinascimento scopre l’emozione, la vicinanza dei corpi, persino la loro imperfezione. Come amano le nobildonne? E per i borghesi, per i popolani, quali sono le regole dell’attrazione? Scopriremo i legami leciti e le passioni clandestine, l’amore che punta al potere e il potere che seduce e trasforma. Nelle relazioni fra donne e uomini, in quelle omoerotiche, tra ceti diversi, la rivoluzione amorosa del Rinascimento cambia per sempre la società.
Giulio Busi, esperto di mistica ebraica e di storia rinascimentale, è professore alla Freie Universität di Berlino. Collabora alle pagine culturali del «Sole 24 Ore». Tra i suoi numerosi lavori segnaliamo, per il Mulino, «Indovinare il mondo. Le cento porte del destino» (2021) e «Uno. Il battito invisibile» (2022).
Silvana Greco, studiosa di sociologia della cultura e dell’arte, è professoressa alla Technische Universität di Dresda. Tra i suoi ultimi libri: «Il sociologo eretico. Moses Dobruska e la sua “Philosophie sociale” (1793)» (Giuntina, 2021) e «Il Rinascimento parla ebraico» (con G. Busi, Silvana Editoriale, 2019).

giovedì 19 agosto 2021

Amore e colpa

Amore e colpa
Dante e Francesca
di Donato Pirovano
pp. 176, € 18,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Donzelli Editore, 2021
ISBN: 9788855222198
 
«A Francesca – all’unica donna che ha voce nell’inferno – Dante affida il compito arduo e altissimo di riflettere intimamente sulla dinamica del peccato e su quel confine sottilissimo attraverso il quale un’energia salvifica può divenire dannazione». Amore e colpa: un conflitto che scuote le coscienze in ogni epoca e viene riproposto in questo volume ripercorrendo la produzione dantesca dalla Vita nuova alla Commedia, alla ricerca di un difficile equilibrio che esplora il conflitto tra la profondità del sentimento di amore e la fragile purezza delle intenzioni del cuore e dello spirito. Nella Vita nuova Beatrice è poeticamente amata di un amore esclusivo e intensissimo, più forte della morte, una passione che, grazie al fedele consiglio della ragione, Dante ha saputo alimentare come una fiamma che non viene mai meno, progressivamente scoprendo in essa le connotazioni dell’amore disinteressato, il cristiano agápe o caritas. Tuttavia nelle rime scritte dopo la Vita nuova – si pensi al ciclo delle petrose o alla cosiddetta montanina – la linea maestra dell’amore virtuoso è spesso contraddetta da momenti di prorompente passione che soggioga completamente Dante: il poeta si descrive in balia di un pensiero ossessivo al quale è difficile sottrarsi e contro il quale la ragione può poco. Non sorprende allora che questo Dante, disarmato davanti al violento attacco di un amore folle e deviato, possa trovarsi, improvvisamente, in una notte di primavera, immerso nella selva oscura. La tragica storia di Paolo e Francesca è la rappresentazione più icastica di questo «mal perverso», cioè di questo amore folle e peccaminoso: Amore non ha ucciso i due amanti riminesi, ma li ha comunque condotti a morte per mano di un tradito, il marito di lei e fratello di lui. Davanti a Dante la donna nel pianto «tutta si confessa» come, forse, avrebbe voluto fare da viva e come sicuramente fu costretta a fare davanti al destino di Paolo poteva essere anche quello di Dante se non ci fosse stato l’intervento di Beatrice, e ciò gli sarà ricordato nel paradiso terrestre: forse per la consapevolezza di questo intimo e irrisolto dissidio, il poeta, dopo aver ascoltato il racconto di Francesca, viene investito da un’emozione tanto intensa da svenire.
Donato Pirovano è professore ordinario di Filologia e critica dantesca all’Università di Torino. Dirige il Dipartimento di Studi umanistici, è membro del Senato accademico ed è socio dell’Accademia delle scienze di Torino. Ha tenuto pubbliche letture dantesche presso varie istituzioni culturali, tra cui la Casa di Dante in Roma, la Società dantesca italiana di Firenze, il Circolo filologico linguistico padovano, il Salone del Libro di Torino. Codirige la «Rivista di studi danteschi» ed è responsabile per l’Università di Torino delle celebrazioni per il settimo centenario della morte di Dante. Nel 2015 ha curato la nuova edizione criticamente rivista e commentata della Vita nuova (Salerno Editrice).

martedì 26 maggio 2020

Il Bestiario d'amore

Il Bestiario d'amore
di Richard de Fournival
a cura di Francesco Zambon
pp. 140, € 14,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2020
ISBN: 9788829001149
 
Il Bestiario d’amore di Richard de Fournival, singolare figura di letterato e scienziato della prima metà del XIII secolo, è certamente uno dei più brillanti tours de force allegorici e stilistici della letteratura medievale. Come estremo argomento per convincere la sua donna, l’amante non corrisposto vi svolge un sorprendente arazzo di similitudini (non privo, qua e là, di sottintesi erotici), tra le favolose descrizioni naturalistiche dei Bestiari e la fenomenologia dei comportamenti amorosi. In bilico fra trattazione scientifica (o pseudoscientifica) e sorridente caricatura dei solenni rituali cortesi, il Bestiario d’amore è soprattutto un seducente capriccio letterario in cui lo scrittore medievale si compiace di allineare, come scrive egli stesso, «cose che l’occhio dovrebbe trovare un grande diletto nel vedere, l’orecchio nell’udire e la memoria nel ricordare».
Francesco Zambon è professore emerito all’Università di Trento. Ha pubblicato numerosi saggi sul medioevo latino, provenzale, francese e italiano – lirica, narrativa, ermeneutica, bestiari, religione, eresie... – e sulla letteratura italiana contemporanea.

lunedì 4 maggio 2020

Amore e follia nella narrativa breve dal Medioevo a Cervantes

Amore e follia nella narrativa breve dal Medioevo a Cervantes
di Anna Maria Cabrini, Alfonso D'Agostino
pp. 222, € 28,00
Ledizioni, 2020
ISBN: 9788855261548

Alla centralità del tema amoroso nella narrativa breve non di rado si connette o si affianca la rappresentazione dell’irrazionalità e della follia, in diversi gradi, forme e manifestazioni: dal tragico al comico, dal drammatico al grottesco, dal serio e grave al parodico e irridente. A tali tematiche, dal Medioevo a Cervantes, e alle loro differenti declinazioni – cui si oppongono specularmente, con maggiore o minore frequenza e intensità, i richiami a principi d’ordine, ragione e misura – sono dedicati i saggi di questo volume, che trae origine dal confronto e dialogo di un gruppo di studiosi di più ambiti disciplinari: Letteratura italiana (Johannes Bartuschat, Anna Maria Cabrini, Sandra Carapezza, Claude Cazalé Bérard, Cristina Zampese); Filologia romanza (Beatrice Barbiellini Amidei, Luca Sacchi); Letteratura spagnola (Antonio Gargano, Maria Rosso); Linguistica italiana (Giuseppe Polimeni).
Anna Maria Cabrini, ordinario di Letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Milano, è autrice di monografie e saggi su Machiavelli, la cronachistica e storiografia fiorentina (da Villani a Guicciardini), la letteratura umanistica e rinascimentale (Alberti, Poliziano, Castiglione, Ariosto), la novellistica tre-cinquecentesca.
Alfonso D’Agostino, ordinario di Filologia romanza presso l’Università degli Studi di Milano, dove ha insegnato a lungo anche Filologia italiana, è autore d’una ventina di libri (monografie, edizioni, manuali) e di numerosi saggi in àmbito italiano, spagnolo, francese, occitano e galego; si occupa di novellistica fin dal 1976 (Juan Manuel, Juan Ruiz, Abencerraje, fabliaux), con speciale attenzione al Decameron.

lunedì 9 marzo 2020

Lirica e sacro tra Medioevo e Rinascimento

Lirica e sacro tra Medioevo e Rinascimento
(secoli XIII -XVI)
a cura di Lorenzo Geri, Ester Pietrobon
pp. 328, € 25,00
Aracne Editrice, 2020
ISBN: 978-88-255-3017-9
 
Il volume ricostruisce alcuni episodi del rapporto tra poesia lirica e sacro tra Duecento e Cinquecento, attraversando un variegato corpus di testi poetici, da Giacomo da Lentini ad Angelo Grillo, da Petrarca a Marco Antonio Flaminio, da Iacopone a Ferrante Carafa. Gli studi dedicati all’analisi e alla contestualizzazione di singole esperienze sono alternati a ricognizioni di fenomeni più vasti: la reciproca interferenza tra amore sacro e amore cortese nel Duecento, la riscrittura dei salmi tra Umanesimo e Rinascimento, la fortuna tipografica dei libri spirituali nel Cinquecento e la teoria della poesia spirituale nel passaggio dal maturo Rinascimento al Barocco.
Lorenzo Geri è professore aggregato di Letteratura italiana presso il Dipartimento di Lettere e Culture Moderne della Sapienza – Università di Roma. Si occupa in particolare di Petrarca, Boccaccio, Alberti, Pontano e Marino. Tra le sue pubblicazioni: «Ferrea voluptas». Il tema della scrittura nell’opera di Francesco Petrarca (Edizioni Nuova Cultura, 2007), A colloquio con Luciano di Samosata. Leon Battista Alberti, Giovanni Pontano ed Erasmo da Rotterdam (Bulzoni, 2011), Petrarca cortigiano. Francesco Petrarca e le corti da Avignone a Padova (Bulzoni, icds), l’edizione tradotta e commentata dei Dialoghi di Giovanni Pontano (Rizzoli, 2014).
Ester Pietrobon è assegneista di ricerca presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari (DiSSL) dell’Università degli di Padova. Ha pubblicato La penna interprete della cetra. I «Salmi» in volgare e la poesia spirituale italiana nel Rinascimento (Edizioni di Storia e Letteratura, 2019) e numerosi articoli sulla poesia spirituale tra Medioevo e Rinascimento. Si occupa inoltre di traduzione e di storia dell’università ed è membro del comitato scientifico della «Rivista di letteratura religiosa italiana».

mercoledì 27 novembre 2019

Amori venali. La prostituzione nell'Europa medievale

Amori venali
La prostituzione nell'Europa medievale
di  Jacques Rossiaud
pp. 390, € 12,00
Laterza, 2019
ISBN: 9788858135457

Fino al XVI secolo il mondo degli amori venali è onnipresente e tollerato. Gli uomini di governo e di Chiesa considerano la prostituzione inestirpabile e naturale, una forma di risposta spontanea alla miseria dei tempi e l’arma più efficace di lotta contro il caos. La Chiesa gregoriana, pur instauratrice di un ordine coniugale rigoroso, accetta la concupiscenza maschile e ammette donne votate al peccato. La giustificazione è quella del male minore: minore rispetto alla violenza, allo stupro, all’adulterio, all’incesto. L’elemento monetario aggiunge paradossalmente all’insieme un elemento positivo; il denaro, questo nemico di Dio, è l’amico della donna venale: giustifica e legittima la sua pratica e fa di lei una lavoratrice che riceve il prezzo della sua fatica. Rese socialmente visibili, le prostitute pubbliche si ritengono in grado, in Alta Germania come in Linguadoca, di far fronte agli abusi e di reclamare i propri diritti. Ma il tempo di promozione del corpo finisce bruscamente a metà del XVI secolo quando il clero della Controriforma decide di porre fine alla tolleranza. Da allora viene attuata una strategia repressiva fatta di incarceramenti, punizioni ed esclusioni.
Jacques Rossiaud, storico del Medioevo, è professore emerito all’Università di Lione. Specialista di storia urbana e dell’area del Rodano medievale, ha dedicato a quest’ultima il Dictionnaire du Rhône médiéval. Identités et langages, savoirs et techniques des hommes du fleuve (1300-1550) (Centre alpin et rhodanien d’ethnologie) e il saggio Le Rhône au Moyen Âge (Aubier).