Visualizzazione post con etichetta Dante Alighieri. Mostra tutti i post
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venerdì 23 maggio 2025

Dante

Dante
Il romanzo della sua vita
di Marco Santagata
pp. 480; € 18,00
Oscar Mondadori, 2025
ISBN: 9788804806523
 
Per linguaggio, freschezza di scrittura ed estro narrativo questo libro di Marco Santagata ha costituito, nello scenario della letteratura dantesca, una preziosa e piacevole novità. Perché è, prima di tutto, l’appassionato racconto, il “romanzo” appunto, della tormentata e semisconosciuta esistenza di un uomo dall’io smisurato, che si sentì sempre “diverso e predestinato”. Ed è, insieme, il documentato ritratto di un Dante profondamente calato nella vita pubblica e culturale della sua città, Firenze, e nelle complesse dinamiche della storia italiana tra Due e Trecento. Grazie al sapiente intreccio di vicende storiche e private, alla capacità di rendere eloquenti anche i più labili indizi e alla piena padronanza delle fonti, Santagata, massima autorità a livello internazionale nel campo degli studi danteschi, raggiunge il duplice obiettivo di ricomporre da un lato il quadro più completo possibile del Dante padre di famiglia, filosofo, poeta, uomo di partito e di corte, e analizzare dall’altro la sua opera non solo con l’usuale rigore filologico, ma anche e soprattutto alla luce del contesto storico e biografico in cui l’autore la concepì e le diede forma. In questo modo, arte e vita ritrovano le loro intime, autentiche ragioni e finiscono per illuminarsi a vicenda con riflessi inediti e, talvolta, stupefacenti.
Marco Santagata è stato uno dei maggiori italianisti e studiosi di Dante e Petrarca: nei Meridiani Mondadori, di Petrarca ha commentato il Canzoniere e di Dante ha diretto l'edizione delle Opere. Già docente di letteratura italiana all'Università di Pisa e autore di numerose pubblicazioni di storia e critica letteraria.

lunedì 5 maggio 2025

I novissimi e la loro rappresentazione eidetica secondo verità

I novissimi e la loro rappresentazione eidetica secondo verità
La lectio della Divina Commedia
di Emilo Bettini
pp. 218; € 21,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Editoriali Romani, 2025
EAN: 9791281553682

Il problema escatologico attraversa tutta la riflessione teologica cristiana, poiché riguarda il destino ultimo dell’uomo e il suo rapporto con il disegno divino. I novissimi – morte, giudizio, inferno e paradiso – sono realtà che sfuggono alla percezione diretta e possono essere comprese solo attraverso segni, analogie e narrazioni. Dante Alighieri, nella Divina Commedia, costruisce un’esperienza della verità ultima attraverso una straordinaria rappresentazione eidetica: le immagini, i simboli e la struttura del poema non sono solo evocazioni poetiche, ma un itinerario di conoscenza, una via che guida il lettore attraverso il mistero dell’aldilà. Questo studio esplora la straordinaria capacità di Dante di tradurre il trascendente in visibile, rendendo la Commedia non solo un’opera letteraria, ma un mezzo per comprendere le verità ultime. In un viaggio tra teologia, filosofia e poesia, il lettore viene chiamato a interrogarsi sul senso della propria esistenza e sul cammino che conduce alla visione di Dio.

martedì 22 aprile 2025

«Divina mimesis»

«Divina mimesis»
Pasolini lettore di Dante
di Emanuela Patti
pp. 118; € 21,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2025
ISBN: 9788829029938
 
Il volume esplora il rapporto tra Pier Paolo Pasolini e Dante Alighieri, due figure cardine della cultura italiana, mostrando come Pasolini abbia reinterpretato l’opera di Dante per affrontare i temi sociali, politici e culturali del suo tempo. Attraverso un’analisi interdisciplinare che spazia dalla letteratura al cinema, dalla filosofia alla semiotica, viene indagata l’influenza della Commedia sulla produzione pasoliniana, dalle prime antologie sulla poesia dialettale e popolare ai film, mettendo a fuoco il lungo e articolato percorso di ricezione ed elaborazione del modello dantesco che ha portato alla riscrittura pasoliniana, incompiuta e frammentata, del capolavoro di Dante, La Divina Mimesis. Dall’influenza di Contini e Auerbach sulla formazione del concetto pasoliniano di “realtà rappresentata” (mimesi) passando per i dibattiti ideologici sul realismo, la questione della lingua, il ruolo dell’intellettuale organico (o “mimetico”) e il “nazional-popolare”, vengono passate in rassegna le grandi questioni teoriche degli anni Cinquanta e Sessanta. Il libro arricchisce la comprensione del dialogo tra passato e presente nella cultura italiana e offre un contributo innovativo agli studi su Pasolini e sulla ricezione moderna di Dante evidenziando come Pasolini utilizzi l’immaginario dantesco per creare un linguaggio nuovo e sovversivo, capace di coniugare tradizione e modernità.
Emanuela Patti Insegna Italianistica all’Università di Edimburgo. È autrice di saggi e articoli sulla letteratura italiana moderna e contemporanea, intermedialità e digital humanities, tra cui Pasolini after Dante. The ‘Divine Mimesis’ and the Politics of Representation (Legenda-Routledge, 2016) e Opera Aperta. Italian Electronic Literature from the 1960s to the Present (Peter Lang, 2022). Ha inoltre curato vari volumi, tra cui La nuova gioventù? Saggi sull’eredità intellettuale di Pier Paolo Pasolini ( Joker, 2009) e, con Clodagh Brook, Transmedia. Storia, memoria e narrazioni attraverso i media (Mimesis, 2014).

lunedì 24 marzo 2025

I trovatori di Dante

I trovatori di Dante
Traduzione di Francesco Zambon
Con un saggio di Claudia Di Fonzo
pp. 120; € 12,00
Molesini Editore Venezia, 2024
ISBN: 9791281270145
 
Dante conobbe bene la poesia in lingua d’oc, una delle tre lingue – con la lingua d’oil e la lingua del sì, francese e italiano – che formano quello che egli definisce l’ydioma tripharium. Ed essi costituirono uno dei suoi modelli poetici fondamentali, dalla giovanile Vita nuova fino alla Commedia. Nel suo trattato di poetica, il De vulgari eloquentia, Dante cita a diverso titolo ben undici componimenti di sei trovatori diversi; alcuni testi sono allegati come esempi metrici o retorici, altri come espressione dei tre temi o materie da lui distinti nella poesia lirica: armi, rettitudine e amore. Nella Commedia, poi, egli mette in scena alcuni di questi poeti, ripartendoli calcolatamente nelle tre cantiche: nell’Inferno è collocato Bertran de Born, poeta delle armi, fra i seminatori di discordia; nel Purgatorio Arnaut Daniel, poeta dell’amore profano, fra i lussuriosi; nel Paradiso infine Folquet de Marselha (Folco), poeta della fede e dell’amore divino dopo aver cantato quello per le donne, fra gli spiriti amanti. E le parole che gli rivolge Arnaldo sono addirittura in lingua occitana, unico caso di discorso in lingua non italiana presente nel poema. Dante riprese inoltre in Al poco giorno e al gran cerchio d’ombra la forma metrica inventata da Arnaut Daniel, la sestina, che avrebbe avuto in seguito un immenso successo in tutte le letterature europee. Questo volume riunisce tutti i componimenti citati da Dante nel De vulgari eloquentia (oltre a una canzone di Peire d’Alvernhe e alla sestina di Arnaut, che egli imitò direttamente). Rispetto alle precedenti e analoghe sillogi di Chaytor, di Monaci e di Folena, essi sono qui per la prima volta accompagnati da una traduzione che, pur nella fedeltà al testo originale, ne rispetta rigorosamente le misure metriche.
Francesco Zambon è professore emerito di Filologia romanza presso l’Università degli Studi di Trento. Studioso di fama internazionale, ha indagato su numerosi aspetti della letteratura allegorica e religiosa del medioevo latino e romanzo (bestiari, mito del Graal, trovatori, eresia catara, mistica amorosa).
Claudia Di Fonzo è medievista e in particolare studiosa di Dante, cui ha dedicato numerose monografie e saggi. Da diversi anni si è specializzata, a proposito di Dante e di altri autori, sul rapporto fra diritto e letteratura, materia che insegna presso l’Università di Trento.

martedì 18 febbraio 2025

Il verso della Commedia: la terzina di Dante

Il verso della Commedia: la terzina di Dante
a cura di Franco Suitner
pp. 154; € 30,00
Le Lettere, 2025
EAN: 9788893665216
 
Il metro del poema di Dante è uno degli aspetti più qualificanti e innovativi della sua opera. Nella sterminata bibliografia sulla “Commedia” questo tema è sempre curiosamente rimasto un po’ appartato rispetto ad altri, forse protetto dalla sua specificità e tecnicità. Vari fra i contributi più rilevanti sull’argomento sono ancora costituiti da studi giustamente famosi ma ormai lontani nel tempo, e comunque meritevoli di approfondimento e rinnovamento. Gli interventi raccolti in queste pagine intendono portare un contributo in questa direzione. Si affrontano problemi di vario ordine: riferimenti allo sviluppo storico del dibattito sul metro di Dante, precisazioni sulla complessa terminologia da lui impiegata, sulla configurazione dell’endecasillabo in rapporto alla tradizione antica, sul posizionamento delle rime nel canto e sul loro influsso sul processo ideativo e compositivo, sui significati simbolici inerenti o attribuiti alla terzina.
Franco Suitner è professore di Letteratura italiana all’Università di Roma Tre, dopo avere insegnato nelle Università di Leida e di Venezia. Si è occupato in particolare di letteratura del medio evo, anche in prospettiva comparata, e di letteratura e teoria della critica moderna. È autore di noti volumi su Dante, Petrarca, la poesia satirica e giocosa, Iacopone da Todi.

martedì 4 febbraio 2025

Dante lirico

Dante lirico
Saggi sulle rime
di Marco Grimaldi
pp. 242; € 18,00
Valsecchi, 2025
EAN: 9788882521103

A partire dagli anni Ottanta del XIII secolo e almeno fino al primo decennio del Trecento, Dante ha scritto in tempi e luoghi diversi circa un centinaio di componimenti lirici: canzoni, canzoni monostrofiche, ballate e sonetti, di cui molti in tenzone, che già a partire dalla fine del Duecento hanno avuto grande fortuna tra lettori e copisti. Questo libro si propone di offrire un quadro generale delle forme, dei generi, dei modelli, della tradizione manoscritta e dei maggiori problemi filologici del corpus lirico dantesco attraverso una serie di analisi dei testi e dei temi più importanti, come le poesie allegoriche, filosofiche e storico-politiche, al fine di mostrare in che modo le rime sono state lette e interpretate nel tempo.
Marco Grimaldi è professore associato di Filologia della letteratura italiana e Filologia dantesca presso il Dipartimento di Lettere e Culture Moderne della Sapienza, Università di Roma. Si è laureato in Filologia dantesca all’Università Federico II, è stato borsista dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici di Napoli, ha conseguito a Siena il titolo di dottore di ricerca in Filologia romanza e ha lavorato all’Université Paul-Valéry di Montpellier e all’Università degli Studi di Trento. Dirige assieme a Lorenzo Geri il "Centro di studi sulla poesia medievale".

mercoledì 22 gennaio 2025

A tu per tu con la Commedia

A tu per tu con la Commedia
di Giuseppe Patota
pp. 360; € 20,00
Laterza, 2025
ISBN: 9788858156537

Chi ha detto che leggere la Divina Commedia sia un’impresa per pochi? Èvero che leggerla è arduo per la lingua in cui è scritta e l’enorme varietà di temi trattati, ma è un’avventura straordinaria. Giuseppe Patota, che ha dedicato parte dei suoi studi alla lingua di Dante, ha trovato il modo di rendere accessibile quest’opera magnifica e complessa perché possa essere capita e apprezzata anche da chi non la conosce, da chi la conosce poco e da chi l’ha conosciuta, ma non se la ricorda.

«Capire la Divina Commediaè difficile. Della lingua in cui la scrisse, diventata la nostra soprattutto grazie a lui, Dante sperimentò tutte le possibilità espressive, comprese quelle che sembrano andare al di là dell’umano, sia verso il basso sia verso l’alto, e non è facile seguirlo in questo vertiginoso saliscendi.
Poi ci sono i contenuti. Teologia e interpretazione dei testi sacri, filosofia, logica, morale, politica, diritto, letteratura e storia antica, scienza dei numeri e delle misure, musica, ottica, medicina, arte della guerra e della navigazione: non c’è aspetto della cultura antica e medievale di cui Dante non abbia appropriatamente detto qualcosa, nel suo enciclopedico poema.
Infine, ci sono i personaggi che popolano l’oltremondo che il Poeta ha costruito. Tralasciando quelli appartenenti al mito o alla storia, e limitandoci a quelli che hanno popolato la cronaca dei tempi di Dante e di quelli di poco precedenti, l’unico motivo per cui continuiamo ad avere memoria dei nomi di Ciacco, Francesca da Rimini, Farinata degli Uberti o Ugolino della Gherardesca è dato dal fatto che i versi scritti da Dante li hanno resi figure immortali: se quei versi non fossero stati scritti, i loro nomi sonnecchierebbero in qualche documento d’archivio o in qualche cronaca medievale.
Sì: capire la Commedia è veramente difficile. Per questo ho scelto i versi più significativi, curiosi o sorprendenti dei cento canti di cui si compone e li ho distribuiti in 114 presentazioni (per qualche canto ho avuto bisogno di qualche presentazione in più). Ho cercato di spiegare quei versi parola per parola, senza dare niente per scontato, collegando i fatti con gli antefatti.
In questo modo, leggendoli canto dopo canto, farete lo stesso viaggio che ha fatto Dante: questo, almeno, è quello che spero.»
Giuseppe Patota (Napoli, 1956) è un linguista, storico della letteratura e grammatico italiano, professore ordinario di Storia della lingua italiana presso l'Università degli Studi di Siena, sede di Arezzo, dove tiene i corsi di grammatica italiana, didattica e storia della lingua italiana.

mercoledì 25 dicembre 2024

Gli ultimi giorni di Dante?

Gli ultimi giorni di Dante? 
Testi e documenti
di Giuseppina Brunetti, Agnese Macchiarelli
pp. 96; € 20,00
Bologna University Press, 2024
ISBN:  9791254775462

Il volume indaga uno dei capitoli più complessi e dibattuti della vita di Dante Alighieri, ripercorrendo con mente filologica i suoi ultimi giorni e la cosiddetta ambasceria a Venezia. Della biografia di Dante pressoché tutto sembrerebbe esser noto. Quasi nulla invece di strettamente documentario ci è davvero rimasto. Esattamente come nessun verso o rigo di mano propria, nessun libro certamente posseduto o postillato, nessun documento, pubblico o privato, da lui redatto, scritto o sottoscritto. Egualmente: nessun atto sicuro riguarda la conclusione della sua vita, la sua morte a Ravenna, nell'ultimo rifugio che dovette accoglierlo. Alla luce di un rigoroso esame delle testimonianze e dei testi letterari coevi, si offre al lettore, con l'edizione completa dei documenti, una visione inedita di quei giorni finali, ancora sospesi tra racconto, storia e invenzione.
Giuseppina Brunetti è Professore ordinario di Filologia e Linguistica romanza all’Università di Bologna ed è direttore di centri e gruppi di ricerca internazionali. Ha scritto sulla poesia antica italiana e francese, sugli autografi letterari, la storia dei metodi filologici, il romanzo medioevale, l’opera di Dante e di Boccaccio.
Agnese Macchiarelli è Wissenschaftliche Mitarbeiterin in Digital Humanities presso la Bergische Universität Wuppertal e docente a contratto di Letteratura latina medievale e umanistica all’Università Ca’ Foscari Venezia. Si è occupata di lapidari medievali, del Petrarca latino, di opere teologiche di ambito scolastico, in particolare della Theosophia attribuibile a Passavanti e di Pietro di Poitiers.

mercoledì 4 dicembre 2024

Più ridon le carte

Più ridon le carte
L'attualità del canto XI del Purgatorio
di Stefano Adami, Antonio Capitano
pp. 66; € 12,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
etabeta, 2024
ISBN: 979-12-5585-910-9

Le pagine che seguono, volutamente contenute, intendono proporre una differente e curiosa interpretazione del Canto XI del Purgatorio.

Con una narrazione in prima persona i personaggi esprimono la rispettiva versione dei fatti e i preziosi versi sono stati scomposti e rimodulati, con l'ardire di un montaggio cinematografico. Per questo motivo gli stessi rivestono una natura sperimentale in considerazione della libertà di movimento tra passato e presente. Una particolare attenzione è stata dedicata all'arte quale testimonianza di storie riconducibili alle vicende principali e collaterali; proprio attraverso alcune opere è stato possibile ricostruire tessere preziose per la composizione di un mosaico ricolmo di suggestioni.

mercoledì 20 novembre 2024

Il sogno di Scipione e la visione di Dante

Il sogno di Scipione e la visione di Dante
di Federico Rossi
premessa di Stefano Carrai
pp. 428; € 30,00
Angelo Longo Editore, 2024
ISBN: 978-88-9350-144-6

La conoscenza dantesca delle opere di Macrobio – Commentarii in Somnium Scipionis e Saturnalia – è ancora oggetto di discussione da parte della critica, nonostante la loro vasta impronta sulla cultura medievale; i possibili punti di contatto tra i due autori, infatti, non sono mai stati discussi in maniera filologicamente fondata. Questo libro si propone di indagare tale influenza alla luce della circolazione manoscritta delle opere macrobiane: lo studio dei testimoni italiani per origine o per circolazione permette di ricostruirne la diffusione e la fruizione; glosse, introduzioni e, talvolta, apparati illustrativi ci informano sulle modalità di lettura di questi testi, che variarono progressivamente nel corso dei secoli. I Commentarii, intesi dapprima come fonte filosofica e astronomica, furono quindi letti come trattazione sulla giustizia; è stato possibile tracciarne la presenza in alcuni specifici contesti, quali la biblioteca del convento fiorentino di Santa Croce e la Padova che raccolse l’eredità di Petrarca. Proprio in base ai concreti segni di lettura portati dai manoscritti si può ricostruire una lettura in parallelo del Somnium Scipionis, sempre accompagnato dal commento di Macrobio, e della Consolatio di Boezio: fu probabilmente questa congiunzione a portare l’opera macrobiana sotto gli occhi di Dante. Diventa quindi possibile sostenere in modo fondato l’influenza dei Commentarii su numerosi luoghi della Commedia, fra cui in particolare l’invettiva di Oderisi (Purg. XI), la profezia di Cacciaguida (Par. XVII) e le due contemplazioni della terra dall’alto (Par. XXII e XXVII). Diversa è la situazione per i Saturnalia, di cui all’epoca di Dante circolavano in Italia soltanto copie parziali, limitate ai libri I-III e VII; in mancanza dei libri centrali dell’opera, che varcarono nuovamente le Alpi solo al tempo di Petrarca, diventava impossibile recepire la trattazione macrobiana sulla poesia di Virgilio, spesso evocata dalla critica in rapporto alla Commedia; il riferimento all’Eneide come sacrum poema inserito in Sat. I risultava inoltre fortemente depotenziato, per cui appare poco probabile che esso sia alla base della definizione dantesca della Commedia come «poema sacro»(Par. XXV, 1). Il volume si chiude con l’edizione di tutti gli accessus ad Macrobium censiti in area italiana fra XI e XIV secolo.

sabato 5 ottobre 2024

Modernità di Dante

Modernità di Dante
di Giacomo Marramao
pp. 80; € 10,00
Bollati Boringhieri, 2024
ISBN: 9788833943893

C'è chi vorrebbe arruolare Dante tra i pensatori della «destra». Ma Dante è un autore troppo complesso per essere ridotto negli stretti confini della polarizzazione politica e mediatica dell'Italia di questo scorcio di secolo. Con rigorosa pazienza, Giacomo Marramao prende la parola in questo libro breve e denso per rivalutare in maniera del tutto originale il pensiero del poeta, contestualizzandone le tesi nel suo tempo e mettendone in luce la portata rivoluzionaria. Per Marramao, Dante può a buon diritto essere annoverato tra i primi pensatori «moderni»: il suo pensiero è quello che per primo sancisce di fatto l'autonomia del politico rispetto al teologico, aprendo in questo modo la strada all'Umanesimo e al Rinascimento. Non a caso nell'analisi qui svolta è proprio Machiavelli, uno dei grandi formulatori del pensiero politico moderno, a dialogare e a confrontarsi con la sua riflessione. Lungi dall'essere un alfiere del conservatorismo, dunque, in questa lettura critica Dante si rivela semmai il teorico radicale che col suo pensiero anticonformista ha aperto il varco alla modernità.
Giacomo Marramao è professore emerito dell’Università di Roma Tre, dove ha insegnato Filosofia teoretica e Filosofia politica. Dirige la Fondazione Basso ed è membro del Collège International de Philosophie di Parigi. Presso Bollati Boringhieri sono usciti Dopo il Leviatano. Individuo e comunità (2000, n. ed. 2013), Passaggio a Occidente. Filosofia e globalizzazione (2003, n. ed. 2009, premio Pozzale-Luigi Russo), Potere e secolarizzazione. Le categorie del tempo (2005), La passione del presente. Breve lessico della modernità-mondo (2008, premio internazionale di filosofia «Viaggio a Siracusa»), L’esperimento del mondo. Mistica e filosofia nell’arte di Fabio Mauri (2018) e Kairós. Apologia del tempo debito (2020).

venerdì 23 agosto 2024

Dante nel Rinascimento europeo

Dante nel Rinascimento europeo
Religione e politica
A cura di: Erminia Ardissino, Giovanna Cordibella
pp. XVIII-230; € 38,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Edizioni di Storia e Letteratura, 2024
EAN: 9788893597678
 
Concentrandosi sull'interazione dell'opera di Dante con il pensiero (e le turbolenze) politiche e religiose del Rinascimento europeo, e considerando pubblicazioni provenienti da Italia, Francia, Svizzera, Germania, Inghilterra, il volume mostra come l'opera di Dante sia stata diffusa, tradotta, interpretata e rifunzionalizzata, ma anche sottoposta a manipolazioni nel periodo di fondazione del mondo politico moderno. Se alla fine del XV secolo, in un momento in cui Dante era già ben noto, la stampa aveva valorizzato erroneamente il poeta come traduttore dei sette salmi penitenziali e autore di un Credo, pubblicati con successo e con varie ristampe, appare evidente che di quest'autore si potesse varare ciò che meglio rispondeva alle richieste del mercato editoriale e agli interessi dei lettori. Non è un caso, quindi, che nel secolo successivo la Commedia e il trattato politico De Monarchia furono portati a esempio di posizioni antipapali, in special modo nel mondo riformato e in ambienti eterodossi. Proprio in questa congiuntura culturale e religiosa l'uso dell'opera dantesca, in particolare del trattato politico, si presenta come decisiva nelle controversie confessionali, quindi anche nel processo di fondazione di una nuova scienza politica in Europa, indipendente dalla religione.
Erminia Ardissino professore associato presso l’Università di Torino. Ha insegnato anche in diverse università statunitensi. Si occupa prevalentemente della letteratura da Dante al Seicento, con particolare attenzione al rapporto con la storia delle idee e l’esperienza religiosa, su cui ha pubblicato numerosi contributi, oltre a edizioni critiche di testi antichi e saggi sulla didattica della letteratura e dell’Italiano per stranieri. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti.
Giovanna Cordibella è professoressa di Letteratura Italiana presso l’Università di Berna. Si occupa di Letteratura italiana moderna e contemporanea e di Letteratura del Rinascimento, con l’impiego anche di prospettive d’indagine transculturali e interdisciplinari.

giovedì 15 agosto 2024

Dante e Pisa

Dante e Pisa
Lingua arte storia
di Fabrizio Franceschini
pp. 192; € 25,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Pacini Editore, 2024
ISBN: 979-12-5486-390-9

Il rapporto tra Dante e Pisa non si limita all’invettiva lanciata dal poeta nel canto di Ugolino. Questo volume estende l’analisi ai personaggi pisani del Purgatorio, Nino Visconti, Marzucco Scornigiani e suo figlio Gano, ed esamina questioni legate al finale del Purgatorio e al Paradiso. Sul filo delle parole pisane contenute nella Commedia, il lettore compie un viaggio dalla «muda», ove fu imprigionato Ugolino, al «monte per che i Pisan veder Lucca non ponno», sino alla Capraia, alla Sardegna e al Mediterraneo. Nel saggio L’«alto Arrigo» di marmi e di parole si avanza l’ipotesi di un concorso di Dante all’ideazione del sepolcro di Enrico VII nel Duomo di Pisa, includendo nell’analisi l’epitafio dell’imperatore e l’«enigma forte» di «un cinquecento diece e cinque» (canto XXXIII del Purgatorio). Un libro che tocca questioni cruciali della vita di Dante e tiene vivo l’interesse per il ruolo di Pisa nell’Italia tra Due e Trecento.

Fabrizio Franceschini ha insegnato sino a oggi Linguistica italiana. È accademico della Crusca, vicepresidente della Società Storica Pisana, membro del Centro di Studi Ebraici dell’Università di Pisa. Negli ultimi decenni si è dedicato alla lingua e agli aspetti storico-culturali della Commedia di Dante e dei suoi antichi commenti, con speciale riguardo al culto di Dante a Pisa e a Lucca. Gli ultimi libri da lui scritti o curati sono Il chimico libertino. Primo Levi e la Babele del Lager (Roma 2022), Dante e il cibo (Pisa 2023), L’Ebreo errante. Nuove prospettive su un mito europeo (Roma 2023).

martedì 23 luglio 2024

La mente di Dante

La mente di Dante
Visioni, percezioni, rappresentazioni
a cura di Alessandra Beccarisi, Manuela De Giorgi, Valter Leonardo Puccetti, Francesco Somaini
pp- XIV-462; € 38,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Edizioni di Storia e Letteratura, 2024
ISBN: 9788893598743

Il volume, frutto di un progetto pluridisciplinare che ha riunito tutte le competenze della medievistica in molti dei suoi rappresentanti più prestigiosi, italiani e stranieri, intende "esplorare la mente di Dante": esplorare quindi le connessioni non solo fra i saperi del "sommo poeta" ma anche fra le sue molteplici creatività fino ad indagare gli stimoli che la sua contemporaneità e la posterità svilupparono a partire dalla sua opera e come esse restituirono quell'energia ricevuta in nuova interpretazione dell'opera dantesca.

martedì 9 luglio 2024

Le "prime" stelle di Dante: astronomia e astrologia fra Vita Nova e Convivio

Le "prime" stelle di Dante: astronomia e astrologia fra Vita Nova e Convivio
di Anna Gabriella Chisena
pp. 312; € 28,00
Angelo Longo Editore, 2024
ISBN: ISBN 978-88-9350-132-3

La vita e l’opera di Dante sono contrassegnate dal movimento dei cieli e dal bagliore delle stelle. L’astronomia è pertanto il sapere che permette al poeta di orientarsi nella propria esperienza, biografica e letteraria. Il moto ciclico e perfetto del cosmo, mosso da Dio-Amore, scandisce i momenti più importanti di tale cammino. Inaugurato all’inizio della Vita Nova, attraverso la descrizione dei ‘giri’ dei cieli che segnano la nascita e l’incontro di Dante e Beatrice, il percorso si chiude alla fine della Commedia con «il sole e l’altre stelle». La scienza astrale, che gode nel Medioevo di uno statuto epistemologico differente da quello attuale, costituisce un sapere tecnico la cui padronanza richiede una lunga dedizione, come dimostrano le digressioni astronomiche che strutturano il Convivio. Questo libro intende mostrare in che modo la scientia astrorum poté strutturare la visione poetica e filosofica dell’Alighieri durante il periodo di formazione fiorentina e i primi anni di esilio. Il focus è pertanto posto sulle due opere più importanti prodotte in tale arco cronologico, la Vita Nova e il Convivio. L’esame dei passaggi ‘celesti’ dei due scritti è tuttavia preceduto dalla ricostruzione dei contesti culturali in cui essi vennero elaborati. Il volume presenta, per la prima volta, i dati relativi alla diffusione scritta e orale delle idee, delle dottrine e degli scritti di tema astronomico e cosmologico circolanti a Firenze e a Bologna tra la seconda metà del Duecento e i primi decenni del Trecento, in latino e in volgare. Esso intende così fornire un panorama aggiornato dei «vocabuli d’autori e di scienze e di libri» che sostentarono la peculiare visione del cosmo di Dante, in cui il sapere scientifico si fonde con i principi della dottrina cristiana.
Anna Gabriella Chisena è Assegnista di ricerca per il progetto PRIN «Books of Science. Vernacular Mathematics and Medicine Books in Fourteenth Century Italy». Ha collaborato al progetto Hypermedia Dante network. Associate Fellow presso il L. Boltzmann Institute for Neo-Latin Studies di Innsbruck, dove ha ideato il progetto di edizione digitale dell'Hesperis di Basinio da Parma (dal 2018).

martedì 4 giugno 2024

Dante a Mezzogiorno

Dante a Mezzogiorno
Il Regno di Sicilia nella Commedia
di Francesco Panarelli
pp. 112; € 14,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2024
ISBN: 9788829025596

A differenza di Petrarca e Boccaccio, Dante pare non si sia mai spinto a sud di Roma, ma durante l’esilio imparò presto a fare i conti con quanto accadeva nelle corti di Napoli e Palermo. La situazione politica del Regno di Sicilia, diviso tra Angioini e Aragonesi, ma con importanti richiami ai sovrani Altavilla e Svevi, è evocata già nel De vulgari eloquentia e torna più diffusamente nella Commedia. Il volume rilegge le tre cantiche per seguire il dipanarsi e le ragioni del rapporto di Dante con il Meridione d’Italia, con i due Regni che lo occupavano e soprattutto con le dinastie che governarono quei Regni. Il giudizio di Dante si espresse a chiare lettere in celebri terzine, che hanno contribuito a forgiare la secolare valutazione negativa sull’età angioina e sulle sue nefaste conseguenze per il destino del Mezzogiorno italiano e allo stesso tempo a rafforzare l’opinione positiva sui predecessori normanni. Re Roberto i d’Angiò, ad esempio, fu sì colui che coronò il sogno poetico di Francesco Petrarca, ma resta marchiato dalla sarcastica definizione dantesca di “re da sermone”, ovvero sovrano incapace e bigotto.
Francesco Panarelli è professore ordinario di Storia medievale all’Università degli Studi della Basilicata. Si è occupato in particolare di storia delle istituzioni monastiche e di storia del Mezzogiorno italiano.

domenica 2 giugno 2024

Il Dante di Boccaccio

Il Dante di Boccaccio
Atti del Convegno, Certaldo Alta, Casa di Giovanni Boccaccio (9-10 dicembre 2021)
a cura di Natascia Tonelli
pp. XII-276; € 35,00
Olschki, 2024
ISBN: 9788822269119

La presenza e l’influenza di Dante nell’opera e nella vita di Giovanni Boccaccio sono tali da poter sostenere, con le parole di Petrarca, che fu la ‘fiaccola dantesca’ a infondere in Boccaccio ‘luce e calore’. Egli fu il primo e il più grande consapevole e risoluto discepolo di Dante, nonché straordinario promotore della sua fama e del suo culto. Nell’anno del centenario dantesco, l’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio a Certaldo Alta ha promosso una riflessione sul rilievo e sui principali e molteplici aspetti di questo rapporto: un omaggio a Dante e, insieme, a Boccaccio, e a quanto Boccaccio ha fatto per Dante.
Natascia Tonelli insegna letteratura italiana all’Università degli Studi di Siena. È stata fellow del Warburg Institute e dell’Harvard Center for Renaissance Studies Villa I Tatti. È componente del consiglio scientifico dell’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio, per il quale cura la Lectura Boccaccii. Condirige le riviste «Per leggere», «Studi e problemi di critica testuale», «Studi petrarcheschi». Ha pubblicato studi sulla poesia contemporanea e sulla letteratura dei primi secoli, fra i quali: Fisiologia della passione. Poesia d’amore e medicina da Cavalcanti a Boccaccio (2015), Per queste orme. Saggi sul Canzoniere (2016), Leggere il Canzoniere (2017), Donne di carta. Personaggi femminili della letteratura italiana da Dante a Tasso (2023). Ha curato (con E. Bartoli e D. Manzoli) Scrittrici del Medioevo. Un’antologia (2023). - (febbraio 2024)

domenica 10 marzo 2024

Dante e la povertà

Dante e la povertà
Il personaggio di san Francesco nel Paradiso
di Luca Marcozzi
pp. 136; € 15,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2024
ISBN: 9788829023226

Per Dante la povertà fu a lungo sgradita compagna di vita, a causa dell’esilio che cambiò d’improvviso la sua condizione economica esponendolo a un doloroso declassamento sociale. La sua biografia si intreccia a più riprese con la creazione poetica e nella Commedia condiziona il ritratto dei personaggi poveri o caduti in disgrazia. Ma nel poema trova spazio anche la mutata considerazione in cui veniva tenuta all’epoca l’indigenza: mentre i poveri erano infatti visti come una minaccia per la collettività e quindi considerati degni di stigma sociale e trattati con crescente disprezzo, i nascenti ordini mendicanti richiedevano la scelta volontaria della povertà evangelica per chiunque volesse farne parte. L’epoca di Dante fu contraddistinta da un aspro dibattito sulla povertà dell’ordine francescano e della Chiesa, cui lo stesso autore prese parte, facendone, di riflesso, un tema centrale della Commedia. Il volume ne esamina le diverse rappresentazioni, dalla costruzione epica della figura di Francesco d’Assisi in rapporto con l’iconografia del suo tempo ad Amiclate, personificazione della libertà di parola e di espressione di fronte al potere che la povertà consente e che Dante rivendica.
Luca Marcozzi è professore ordinario di Letteratura italiana all’Università di Roma Tre; è stato Fulbright Distinguished Lecturer alla Notre Dame University e ha tenuto corsi e seminari in vari atenei internazionali. Autore di numerosi contributi dedicati alla cultura letteraria di Dante, ha curato Dante e la retorica (Longo Editore, 2017), il commento alla Comedia di Dante con figure dipinte nell’Edizione nazionale dei commenti danteschi (2015).

lunedì 4 marzo 2024

Per mano con l’Alighieri

Per mano con l’Alighieri 
Perennità e universalità del messaggio dantesco
di Remo Fuiano
pp. 108; € 13,00
Edizioni del Rosone, 2024
ISBN: 9788833351780

… accompagnarsi a Dante è un piacere, conoscerlo è un dovere, tanto più che il suo insegnamento, fatto di chiarezze, è come un ponte lanciato nel tempo…

Tale dunque è Dante, uomo di azione oltre che di pensiero, che non arretrò quando c’era da agire, che con fierezza e con forza ad ogni ribalderia si oppose, che sentì e cantò l’amore…
Sfogliamo le pagine del suo messaggio, leggiamo e meditiamo le parole di vita: a chi mai potrà sfuggire l’importanza dell’ammonimento di Ulisse ai suoi compagni vecchi e tardi? “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.

domenica 4 febbraio 2024

Dante inattuale

Dante inattuale
Studi sul testo e sulla fortuna della Commedia
di Giorgio Masi
pp. 178; € 22,00
Pisa University Press, 2024
ISBN: 9788833399164 

La Commedia di Dante non è un classico perché è attuale: non lo è affatto, è un capolavoro letterario medievale profondamente immerso nel suo tempo ed esprime una visione del mondo, una cultura e concezioni morali e spirituali radicalmente diverse dalle nostre. Tali differenze non possono essere ignorate (o, peggio, cancellate), pena il tradimento della volontà dell’autore o il fraintendimento del significato dell’opera.

Nella presente monografia si propongono alcune nuove letture del testo dantesco iUxta propria principia, messe a confronto con esempi di esegesi attualizzante, appropriazioni strumentali e anacronistiche, ma anche felicissime riscritture creative, fra letteratura e arte.
Giorgio Masi, nato a Firenze nel 1962, insegna Letteratura italiana all’Università di Pisa dal 1998. Autore di saggi e curatore di edizioni di diversi autori (fra gli altri, Doni, Guicciardini, Machiavelli, Michelangelo, Tomasi di Lampedusa), ultimamente si è dedicato all’opera di Dante.