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martedì 9 luglio 2024

Le "prime" stelle di Dante: astronomia e astrologia fra Vita Nova e Convivio

Le "prime" stelle di Dante: astronomia e astrologia fra Vita Nova e Convivio
di Anna Gabriella Chisena
pp. 312; € 28,00
Angelo Longo Editore, 2024
ISBN: ISBN 978-88-9350-132-3

La vita e l’opera di Dante sono contrassegnate dal movimento dei cieli e dal bagliore delle stelle. L’astronomia è pertanto il sapere che permette al poeta di orientarsi nella propria esperienza, biografica e letteraria. Il moto ciclico e perfetto del cosmo, mosso da Dio-Amore, scandisce i momenti più importanti di tale cammino. Inaugurato all’inizio della Vita Nova, attraverso la descrizione dei ‘giri’ dei cieli che segnano la nascita e l’incontro di Dante e Beatrice, il percorso si chiude alla fine della Commedia con «il sole e l’altre stelle». La scienza astrale, che gode nel Medioevo di uno statuto epistemologico differente da quello attuale, costituisce un sapere tecnico la cui padronanza richiede una lunga dedizione, come dimostrano le digressioni astronomiche che strutturano il Convivio. Questo libro intende mostrare in che modo la scientia astrorum poté strutturare la visione poetica e filosofica dell’Alighieri durante il periodo di formazione fiorentina e i primi anni di esilio. Il focus è pertanto posto sulle due opere più importanti prodotte in tale arco cronologico, la Vita Nova e il Convivio. L’esame dei passaggi ‘celesti’ dei due scritti è tuttavia preceduto dalla ricostruzione dei contesti culturali in cui essi vennero elaborati. Il volume presenta, per la prima volta, i dati relativi alla diffusione scritta e orale delle idee, delle dottrine e degli scritti di tema astronomico e cosmologico circolanti a Firenze e a Bologna tra la seconda metà del Duecento e i primi decenni del Trecento, in latino e in volgare. Esso intende così fornire un panorama aggiornato dei «vocabuli d’autori e di scienze e di libri» che sostentarono la peculiare visione del cosmo di Dante, in cui il sapere scientifico si fonde con i principi della dottrina cristiana.
Anna Gabriella Chisena è Assegnista di ricerca per il progetto PRIN «Books of Science. Vernacular Mathematics and Medicine Books in Fourteenth Century Italy». Ha collaborato al progetto Hypermedia Dante network. Associate Fellow presso il L. Boltzmann Institute for Neo-Latin Studies di Innsbruck, dove ha ideato il progetto di edizione digitale dell'Hesperis di Basinio da Parma (dal 2018).

mercoledì 8 settembre 2021

I fratelli della purità

I fratelli della purità
Introduzione e commento ai 52 trattati degli Ikhwā n as-safā’
di Alessandro Bausani
pp. 286, € 20,00
Jouvence, 2021
ISBN: 9788878018044
 
“Nella cultura medievale, non è solo il singolo elemento analizzato a essere importante, bensì anche l’insieme strutturato, la costruzione. Ora, questa Enciclopedia degli Ikhwa- n è una piccola summa della cultura medievale musulmana. Ed è proprio per una lettura di questo genere, cioè come summa di una cultura, che la offro al lettore.”
Parlavano di filosofia, come di astrologia, ermetismo, alchimia e di ogni branca del sapere giunto dalla tradizione antica, per meglio comprendere gli insegnamenti spirituali del Corano. Non erano tuttavia semplici studiosi, curiosi di approfondire il loro sapere attraverso la lettura dei libri. Come i misteriosi Sabei di Harran – così vicini e simili a loro – avevano una liturgia e la parola e i gesti diventavano preghiera e meditazione. La struttura della loro organizzazione e l’identità dei membri non vennero mai chiarite, eppure il loro pensiero e le loro dottrine sono stati citati, nei secoli, da tutti i grandi filosofi e i maestri spirituali dell’Islam (da al-Farabi ad Avicenna e Ibn ’Arabi). Alessandro Bausani espone le loro dottrine e presenta in forma sintetica i 52 trattati (o “epistole”) che compongono il lascito di questa misteriosa comunità. Come recita un loro testo: “In questa Fratellanza, il proprio essere è dimenticato; tutti agiscono con l’aiuto di ciascuno, tutti si affidano a ognuno per aiutarlo e consigliarlo e, se un Fratello vede che sarà buono per un altro nel sacrificare la propria vita per lui, la darà volentieri”. 
Alessandro Bausani (1921-1988) è stato un islamologo e storico delle religioni, uno dei massimi studiosi italiani dell’Islam, nonché traduttore e commentatore di una delle più importanti versioni in lingua italiana del Corano. Tra le sue principali opere: L’Islam, Persia religiosa, La religione nell’URSS.

venerdì 13 dicembre 2019

L'astrologia nel Medioevo

L'astrologia nel Medioevo
di Graziella Federici Vescovini
pp. 256, € 18,00
Rusconi Librei, 2019
ISBN: 8818035436
 
È evidente che il Medioevo è stato definito con criteri estrinseci ed accessori e si cercò di uscirne risalendo al periodo del Rinascimento e dell'Illuminismo. Sono criteri negativi che non permettono di accedere a una comprensione positiva di ciò che si tratta. Tutta la cultura medievale è organizzata in funzione di nozioni che essa ha di Dio, del cielo, dell'uomo, dell'universo nel suo insieme e dei rapporti che essa riconosce nell'ordine della realtà. I secoli successivi ne hanno contestato il valore spogliando di qualunque credibilità questo tempo perduto per la conoscenza, purgatorio della ragione, oblio della scienza, periodo "stazionario" per l'uomo. Bisogna riconoscere, una volta ammessa la lacuna dei secoli medievali, l'esigenza di caratterizzarli con maggiore precisione, in particolare la conoscenza dell'universo (cielo, terra e uomo) con la scienza di questa epoca di cui la cosmologia nella forma dell'astronomia, della astrologia, della matematica, ebbe un ampio sviluppo.
Graziella Federici Vescovini ha iniziato i suoi studi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Firenze e li ha completati a Torino, dove si è laureata in Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di tale città nel 1956 con una Tesi di Filosofia Teoretica sul pensiero matematico di Nicola Cusano. È stata successivamente Assistente Volontaria presso la Cattedra di Storia della Filosofia Medievale di Eugenio Garin dell’Università degli Studi di Firenze e poi a Torino Assistente di ruolo di Storia della Filosofia di Nicola Abbagnano, con cui ha collaborato attivamente fino al 1971, anno del ritiro accademico di Abbagnano. Libera Docente di Storia della Filosofia Medievale nel 1963, ha insegnato ininterrottamente dal 1965 al 1981 Storia della Filosofia Medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. Vincitrice di concorso per Professore Ordinario di Storia della Filosofia Antica e Medievale, ha insegnato queste discipline presso la Facoltà di Magistero dell’Uni-versità degli Studi di Sassari dal 1981 al 1985. Successivamente ha insegnato dal 1985 al 1996 Storia della Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Parma e quindi Storia della Filosofia e Storia della Scienza presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Firenze

giovedì 28 marzo 2019

Cangrande, Dante e il ruolo delle stelle

Cangrande, Dante e il ruolo delle stelle
di Maurizio Brunelli
pp. 252, € 16,00
Ginko Edizioni, 2019
ISBN: 8895288955

Nessuna persona colta al tempo di Dante dubitava dell’influenza degli “astri” sull’uomo e sulla materia in genere e per questo l’Astrologia era una scienza che veniva insegnata nelle Università. Avrebbe allora potuto un vaticinio astrologico influenzare una famiglia come i Della Scala di Verona, già potente localmente ed emergente nella Lombardia d’allora, a tal punto da pianificare per il figlio più giovane e promettente un progetto ambizioso di espansione territoriale? Un’espansione che avrebbe potuto in seguito assumere le proporzioni di un Regno? O forse la profezia forniva ad Alberto della Scala, il padre di Cangrande, la conferma delle stelle di un’idea che già egli cullava e che avrebbe potuto realizzarsi solo se dalle stelle ne avesse avuto la consacrazione? Se cioè quel piano avesse avuto un uomo capace di realizzarlo? Si spiegherebbe così l’insolita determinazione di Cangrande (“in non curar d’argento né d’affanni”) nel realizzare il suo grande progetto. E potrebbe Dante Alighieri aver conosciuto il vaticinio ed il progetto in occasione del suo “primo rifugio e primo ostello”, ossia della sua prima venuta a Verona? E qualche anno più tardi, una volta constatato che questo progetto non era stato frutto solo di brama di potere ma aveva una natura etica, potrebbe averlo spinto a scegliere di nuovo Verona per seguire da vicino i passi di colui che come Enrico VII pareva essere “l’uomo della Provvidenza”?
L’autore prova a dimostrare tutto ciò. Propone, soprattutto, l’esistenza di questo vaticinio e la reale possibilità che esistesse un oroscopo oggi perduto. Avanza infine la suggestiva ipotesi che Cangrande si sentisse per questo davvero un predestinato dalle stelle e che proprio questa consapevolezza gli avrebbe dato l’energia necessaria al raggiungimento del suo fine.
Maurizio Brunelli vive a Verona, si è laureato in lettere moderne all’Università di Padova ed è storico medievalista per passione. Da oltre un trentennio si occupa di storia scaligera con particolare attenzione alla figura di Cangrande I della Scala. Ha pubblicato nella collana di Studi Storici Veronesi Luigi Simeoni (1985) “La casa di Alberto e la prima dimora di Cangrande” e “Affreschi inediti nei palazzi scaligeri”; in Civiltà Veronese, a.II, 1985 “Un importante ritrovamento sul castello di Montorio”; con A. Volpi ha tradotto, curato e pubblicato nel 1992 per conto della Provincia di Verona la biografia “Cangrande I della Scala” dello storico tedesco Hans Spangenberg (Berlin, 2 volumi, 1892-1895); ha pubblicato nel 2013 per i tipi della Bastogi Editrice Italiana il romanzo storico “Cangrande I della Scala. Il sogno di un principe cortese” e, in nuova edizione, nel 2016, per la Bastogi Libri; ha curato nel 2018, per conto della Fondazione Barbieri di Verona, la traduzione degli “Statuti di Cangrande del 1327”. E’ stato cancelliere presso il Tribunale di Verona e per molti anni presidente della locale sezione di Archeoclub d’Italia.

giovedì 26 aprile 2018

ll Firmamento di Dante

ll Firmamento di Dante
Astronomia e astrologia nel poema dantesco
di Anna Maria Vanalesti
pp. 186, € 10,00
Società Editrice Dante Alighieri, 2018
ISBN: 978-88-534-4200-0
 
Un viaggio tra le stelle di Dante è un' esperienza unica perché non solo ci permette di seguire l’itinerario ultraterreno e metafisico compiuto dal sommo poeta, ma perché ci fa scoprire le reali sue conoscenze astronomiche, derivategli dallo studio dell’astronomia antica. L’osservazione del cielo lo affascinò più di ogni altra cosa e nel poema sacro disseminò di stelle il suo percorso.
Questo libro intende fornire una mappa degli asterismi danteschi, attraverso un confronto ravvicinato tra le nozioni che il poeta mostra di avere e la conoscenza attuale che gli astronomi e gli astrofisici sono in grado di fornirci. Ne consegue un’indagine approfondita di tutte le perifrasi e citazioni astronomiche che si trovano all’interno delle tre cantiche, con un corredo di immagini che rendono l’idea dei pianeti e degli astri di cui si parla. Il lavoro si muove continuamente su due piani: quello della spiegazione e indicazione delle stelle o delle costellazioni prese in esame e quello della poesia che in ogni momento prevale sull’ambito scientifico. Non vuol essere questo volume un trattato, ma una guida per il lettore appassionato di Dante, che voglia intraprendere un cammino attraverso un firmamento unico e poetico.
Anna Maria Vanalesti è nata a Faenza il 2/5/1945, si è laureata con lode nel 1966 in Lettere presso l’Università di Bari, dove ha insegnato, in qualità di assistente incaricata, Lingua e letteratura latina, fino al ’70. Trasferitasi a Roma, ha insegnato ed è stata poi Preside, nei Licei classici, fino al 2004.