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sabato 15 luglio 2023

Le bolle di Celestino V

Le bolle di Celestino V
A cura di Ugo Paoli e Paola Poli
Presentazione di Sua Ecc.za Mons. Sergio Pagano
pp. XI-441, € 85,00
Sismel, 2023
ISBN: 978-88-9290-232-9

Il volume rappresenta il primo tentativo di «ricostruzione» del registro deperdito delle bolle di Celestino V (5 luglio - 13 dicembre 1294). Dell’esistenza di tale registro sono testimonianza dieci bolle originali che riportano a tergo la R di registrazione e il numero con cui il documento si trovava trascritto nel registro. Nel settembre 1294, Celestino V mise a capo della Cancelleria Giovanni da Castrocielo, arcivescovo di Benevento e già monaco di Montecassino. Le novanta bolle originali di Celestino V che sono state reperite risultano redatte nel pieno rispetto delle norme diplomatistiche della Cancelleria papale e attestano l’attività di trentuno scriptores. Certa è anche la presenza di quattro notai. Nel volume sono affrontati e discussi i problemi relativi alla ricerca, alla tipologia, alla cronologia e all’edizione dei testi e viene presentata una sintesi tematica delle bolle pubblicate.

martedì 23 aprile 2019

I registri processuali di Alberghetto Vandoli da Bologna, notaio patriarcale (1303-1307)

I registri processuali di Alberghetto Vandoli da Bologna, notaio patriarcale (1303-1307)
a cura di Emanuele Fontana
pp. 383, € 21,25
ISIME, 2019
ISBN: 978-88-87948-46-2
 
Il volume contiene l’edizione di due registri cartacei che riportanto vari atti processuali redatti dal notaio patriarcale Alberghetto Vandoli da Bologna nell’arco di tempo compreso tra il 1303 e il 1307, sotto il patriarcato di Ottobono dei Razzi. I Vandoli, di origine bolognese, furono una famiglia di notai che si stanziò a Udine e gravitò nell’ambiente della curia patriarcale. Alberghetto fu rappresentante importante di quel notariato allogeno che ebbe un impatto sulla documentazione friulana tra Duecento e Trecento. Verosimilmente chierico, fu attivo come notaio del patriarca assieme ad altri colleghi, in particolare Meglioranza da Thiene. I rapporti di collaborazione d’ufficio con quest’ultimo è dimostrato sia da vari atti conservati sia dai registri dello stesso Alberghetto, che riportano rimandi espliciti a scritture di Meglioranza e contengono alcune sue cedole cartacee. Nei registri processuali, oltre ad alcune indicazioni sulla prassi di lavoro dei notai attivi all’interno della curia patriarcale, emergono i contatti con personaggi notevoli sia del mondo ecclesiastico sia di quello mercantile del Friuli. Sono largamente attestati nella documentazione i toscani e i lombardi trapiantati in Friuli e impegnati in affari lucrosi e nel prestito di denaro. Con i Soldanieri, in particolare, Alberghetto intrattenne probabilmente un legame di vera e propria fiducia. La natura degli atti rende i registri di Alberghetto quanto mai preziosi per analizzare non solo la prassi quotidiana della giustizia patriarcale ma anche l’esercizio della professione notarile. Nonostante i consistenti danni riportati dai registri a causa dell’umidità, l’edizione critica tenta di restituire il testo degli atti nella forma più completa possibile.