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martedì 15 luglio 2025

Milano prima del Barbarossa

Milano prima del Barbarossa
Spazi e pratiche politiche tra XI e XII secolo
di Stefano Bernardinello
pp. 272; € 26,00 (Acquista online con il 55 di sconto)
Viella, 2025
ISBN. 9791254699690
 
Tra XI e XII secolo, Milano si afferma come centro politico e religioso di primo piano nel Regnum Italiae. La civitas è attraversata da un processo di riorganizzazione che coinvolge l’arcivescovo, le prime istituzioni civili e gli altri gruppi di potere attivi nello spazio politico cittadino.

Questo volume esamina le trasformazioni che coinvolsero le modalità di gestione del potere e le pratiche collettive milanesi nel secolo intercorso tra l’ascesa di Enrico III (1046) e l’annuncio della prima discesa di Federico Barbarossa in Italia (1153). L’attenzione si concentra sugli spazi della politica, sui rituali pubblici e sulle forme di interazione tra gli attori sociali in un periodo fondamentale per la storia di Milano nei secoli centrali del Medioevo.
Attraverso un’attenta analisi delle fonti, emergono con chiarezza le configurazioni di potere e le strategie di consolidamento dell’autorità. L’indagine restituisce così un quadro della Milano precomunale che mette in luce i rapporti di forza tra i poteri locali e il contesto più ampio del Regnum, offrendo nuovi strumenti per comprendere la storia politica cittadina.
Stefano Bernardinello è dottore di ricerca in Storia all’Università degli Studi di Firenze. Si occupa di storia politica, in particolare degli spazi e delle pratiche di potere nelle città del Nord Italia tra XI e XII secolo.

venerdì 14 marzo 2025

Le società delle arti a Bologna

Le società delle arti a Bologna
Economia, politica, società (secoli XIII-XIV)
di Filippo Galletti
pp. 192; € 21,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2025
ISBN: 9788829026364
 
Fra il XIII e il XIV secolo Bologna si afferma come un laboratorio politico ed economico di grande rilievo, in cui le società delle arti giocano un ruolo cruciale nell’evoluzione della comunità urbana. Nate come gruppi di mutua assistenza e controllo delle professioni, le corporazioni bolognesi assunsero un ruolo di primo piano nel governo della città, soprattutto dopo il tumulto del 1228, quando i rappresentanti delle artes entrarono nelle magistrature comunali e le riorganizzarono. La struttura interna delle corporazioni, le regole che ne disciplinavano l’accesso, i mestieri e le relazioni tra i membri costituiscono, dunque, uno strumento essenziale per comprendere la complessità della vita medievale. Attraverso un’attenta analisi delle fonti statutarie, il volume ricostruisce il funzionamento di queste istituzioni e il loro impatto sul tessuto cittadino, offrendo una prospettiva politica, sociale ed economica sulla storia corporativa e sul suo influsso duraturo sull’identità bolognese.
Filippo Galletti è assegnista di ricerca e professore a contratto di Storia medievale nel Dipartimento di Scienze dell’Educazione “G. M. Bertin” dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Si occupa di fonti normative dei comuni e delle corporazioni dell’area emiliano-romagnola e delle strategie e metodologie per l’insegnamento e l’apprendimento della storia nei contesti scolastici.

venerdì 19 aprile 2024

Un’oligarchia urbana

Un’oligarchia urbana
Politica ed economia a Torino fra Tre e Quattrocento
di Alessandro Barbero
pp. 420; € 29,00
Viella, 2024
ISBN: 9791254693919

Alla fine del Trecento, Torino è una città provata dalla guerra e dalla recessione e la sua popolazione è in calo. La crisi radicalizza i conflitti sociali e politici: nobili e popolari, dopo aver raggiunto un accordo, tornano a scontrarsi, mentre la ricchezza di mercanti e imprenditori non tiene il passo con quella nobiliare fondata sulla terra. I traffici, nonostante la crisi, conservano uno spazio: accanto ai mercanti che falliscono, altri fanno fortuna e osti e macellai si arricchiscono. Ma nel complesso il volume d’affari declina rispetto ai livelli raggiunti alla metà del Trecento, mentre più solida che mai appare l’egemonia nobiliare.

Occorrerà che la crisi si allenti, che il passaggio sotto il governo del duca di Savoia riporti la pace, che la popolazione riprenda a crescere, perché la spaccatura fra oligarchia nobiliare e oligarchia popolare si ricomponga e le famiglie superstiti dell’uno e dell’altro gruppo si uniscano nel patriziato che governerà la città sotto l’Antico Regime.
Alessandro Barbero insegna Storia medievale presso l’Università del Piemonte Orientale. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Carlo Magno. Un padre dell’Europa (Laterza 2000); 9 agosto 378: il giorno dei barbari (Laterza 2005); Costantino il vincitore (Salerno 2016); Dante (Laterza 2020).

martedì 13 febbraio 2024

Uomini d'affari tra Italia ed Europa

Uomini d'affari tra Italia ed Europa
Lombardi, credito e cittadinanza (secoli XIII-XVII)
di Ezio Claudio Pia
pp. VI-158; € 22,00
Cisam, 2023
ISBN: 9788868094096

Lo stretto legame tra appartenenza civica e pratiche economiche, intese come rapporti di credibilità e fiducia, innerva le relazioni sociali e politiche del pieno Medioevo. Un quadro testimoniato dalla vicenda dei lombardi, gli uomini d’affari originari dell’Italia settentrionale attivi tra Duecento e Seicento nel mercato finanziario europeo. Reputati «viri providi et discreti», necessario sostegno di città e regni, o al contrario stigmatizzati come usurai e avvicinati agli stereotipi del credito ebraico, i lombardi sono caratterizzati sul lungo periodo da un’inclusione patteggiata, onerosa e a termine. È la conferma del nesso tra cittadinanza, credito e politica, fondato sulla valutazione dei comportamenti economici che orienta o definisce un ordine comunitario. Un itinerario che presenta permanenze e mutamenti e che può essere decodificato attraverso i lessici politici, teologici e creditizi che per secoli hanno modellato criteri e pratiche di inclusione ed esclusione sociale.

Indice:
Introduzione - I. Lombardi in Europa: una lettura storiografica -1. Un percorso tra intersezioni e cesure - 2. Storiografia locale e valutazioni di rango - 3. Prospettive della nuova medievistica: le scuole di Torino e di Trier - 4. Un punto di avvio: le fiere di Champagne - 5. L’avvicinamento all’attività creditizia - 6. Un’identità articolata - 7. «Viri providi et discreti» o usurai manifesti? - II. «Multam pecuniam (…) multa mala»: tra credito e politica - 1. Lombardi e altri operatori: convergenze e peculiarità - 2. Politica e finanza: un quadro conflittuale - 3. Pratiche, costi e linguaggi del credito: tensioni e sperimentazioni - III. Radicamento e marginalizzazione: Paesi Bassi, secoli XIV-XVII - 1. L’acme dell’attività lombarda - 2. Tra Inghilterra e continente - 3. Brabante e Fiandra: un laboratorio tra politica ed economia - 4. Etica economica e xenofobia - IV. Ai limiti della cittadinanza: lombardi come ebrei - 1. Ebrei e «cristiani giudaizzanti» - 2. Lombardi: uno status incerto - 3. Ebrei: «sicut cives» - 4. Esiti di una controversa appartenenza - V. Restituzione: i lessici della reintegrazione e della Cittadinanza - 1. «Bonum caritatis et societatis»: la ricostruzione di un ordine - 2. Usura e società - 3. Valutare per restituire: mercanti “probati” - 4. Teoria e pratica della restituzione - 5. Credito e contabilità tra appartenenza ed esclusione - 6. Paradigmi di una cittadinanza incerta - Conclusioni. Tra pratiche creditizie e stereotipi - Bibliografia - Indice dei nomi di persona e luogo.

lunedì 1 gennaio 2024

Il pensiero di Pandora

Il pensiero di Pandora
Donne e politica dall'antichità al Settecento
di Alessandro Mulieri
pp. 144; € 16,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2023
ISBN: 9788829021666

Siamo abituati a pensare che la storia delle grandi idee politiche del passato sia stata scritta soltanto da uomini, molti dei quali particolarmente critici nei confronti delle donne e dell’eguaglianza di genere. Ma è davvero così? Il libro offre uno sguardo diverso sull’avvicendarsi delle teorie e ideologie politiche pre-ottocentesche, in cui a fare da protagonisti sono invece alcuni pensatori e pensatrici distintisi per la loro concezione innovativa sui rapporti tra i generi e sulla condizione femminile. Da Aspasia a Averroè e Christine de Pizan, da Cornelio Agrippa a Mario Equicola e Lucrezia Marinella, da Margaret Cavendish a Thomas Hobbes, Mary Astell e Olympe de Gouges, il testo mette in risalto filosofi, filosofe e scrittrici che dall’antichità al Settecento hanno utilizzato i linguaggi politici del mondo precedente all’età contemporanea per affrontare, spesso in modo del tutto originale, il tema complesso del rapporto tra i generi. Ne risulta un’indagine in cui dalle filosofe di Platone si passa attraverso le imama di Averroè, fino agli umanisti e alle scrittrici rinascimentali che teorizzavano la superiorità del genere femminile su quello maschile per concludere con alcune protagoniste delle rivoluzioni politiche del Seicento e del Settecento.
Alessandro Mulieri è Global Marie Sklodowska-Curie fellow all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia e alla UPenn di Philadelphia e ha insegnato o fatto ricerca in diverse università internazionali, come l’Università di Lovanio, l’Università di Amsterdam, l’Institut d’études politiques de Paris, la Columbia University e la Humboldt Universität di Berlino. È autore di Democrazia totalitaria (Donzelli, 2019).

mercoledì 13 settembre 2023

«E sarai meco sanza fine cive»

«E sarai meco sanza fine cive»
Temi, personaggi e fortuna della cultura politica e giuridica di Dante
a cura di Ivano Pontoriero, Marco Veglia 
pp. 264, € 30,00
Bologna University Press, 2023
ISBN: 9791254773178 
 
Il volume contiene il testo delle relazioni presentate in occasione del Convegno Internazionale di Studi dal titolo «E sarai meco sanza fine cive». Temi, personaggi e fortuna della cultura politica e giuridica di Dante, svoltosi a Bologna dal 30 novembre al 2 dicembre 2021, nell’ambito delle celebrazioni per il settecentenario della morte di Dante. Il Convegno, che intendeva promuovere una rinnovata riflessione, attraverso l’adozione di un approccio corale e interdisciplinare, sul pensiero politico e giuridico di Dante, è stato organizzato dai dipartimenti di Filologia Classica e Italianistica (FICLIT), di Scienze Giuridiche (DSG), di Storia, Culture, Civiltà (DISCI) dell’Università di Bologna, in collaborazione con l’Istituto per la Storia dell’Università di Bologna (ISTUB). L’occasione del Convegno è stata a tal segno preziosa da aver dato luogo a un volume nel quale convivono e si compenetrano diverse prospettive scientifiche e culturali, a specchio della sovrana latitudine del pensiero dantesco e della vastità e articolazione di quella che Carducci semplicemente chiamava la «varia fortuna di Dante».

Ivano Pontoriero è Professore associato di Diritto romano e diritti dell’antichità presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna ed è titolare degli insegnamenti di Istituzioni di diritto romano, Storia del diritto romano e Fondamenti romanistici del diritto europeo attivati presso la sede di Ravenna. È membro del Gruppo di Ricerca Retorica e Psicologia (R.E.P) – Centro Studi Piero Camporesi, istituito presso il Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università di Bologna. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la storia della giurisprudenza romana, la tradizione romanistica e i fondamenti del diritto europeo. È autore di quattro monografie: Il prestito marittimo in diritto romano (2011); Il terzo libro del commentario di Paolo ad edictum. Parte prima (2013); I vizi del consenso nella tradizione romanistica (2020); I Brevium [ad edictum] libri XXIII di Giulio Paolo (2023).
Marco Veglia insegna Letteratura italiana e Letteratura italiana medievale all’Università di Bologna. Dirige il Centro Studi Medical Humanities del FICLIT (Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica). È componente del comitato scientifico dell’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio e della Società Dante Alighieri. Si è occupato a lungo, oltreché di Dante e Boccaccio, di Carducci, di Pascoli, di Lorenzo Viani e di Riccardo Bacchelli, nonché della tradizione intellettuale dei medici bolognesi (Augusto Murri, Bartolo Nigrisoli). Per illustrare alcuni aspetti della fortuna di Dante nell’Ottocento si è dedicato altresì a Vincenzo Monti, a Nicolò Tommaseo e, con Emilio Pasquini, all’opera di Claude Fauriel, Dante e le origini della lingua e letteratura italiana. A Dante ha dedicato numerosi saggi e il volume Dante leggero. Dal priorato alla Commedia (2017). È prevista nei prossimi mesi la pubblicazione del commento all’Inferno per Feltrinelli, in collaborazione con Angelo M. Mangini.

venerdì 11 agosto 2023

«E sarai meco sanza fine cive»

«E sarai meco sanza fine cive»
a cura di Ivano Pontoriero, Marco Veglia
pp. 264, € 30,00
Bologna University Press, 2023
ISBN: 9791254773178 

Il volume contiene il testo delle relazioni presentate in occasione del Convegno Internazionale di Studi dal titolo «E sarai meco sanza fine cive». Temi, personaggi e fortuna della cultura politica e giuridica di Dante, svoltosi a Bologna dal 30 novembre al 2 dicembre 2021, nell’ambito delle celebrazioni per il settecentenario della morte di Dante. Il Convegno, che intendeva promuovere una rinnovata riflessione, attraverso l’adozione di un approccio corale e interdisciplinare, sul pensiero politico e giuridico di Dante, è stato organizzato dai dipartimenti di Filologia Classica e Italianistica (FICLIT), di Scienze Giuridiche (DSG), di Storia, Culture, Civiltà (DISCI) dell’Università di Bologna, in collaborazione con l’Istituto per la Storia dell’Università di Bologna (ISTUB). L’occasione del Convegno è stata a tal segno preziosa da aver dato luogo a un volume nel quale convivono e si compenetrano diverse prospettive scientifiche e culturali, a specchio della sovrana latitudine del pensiero dantesco e della vastità e articolazione di quella che Carducci semplicemente chiamava la «varia fortuna di Dante».

Ivano Pontoriero è Professore associato di Diritto romano e diritti dell’antichità presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna ed è titolare degli insegnamenti di Istituzioni di diritto romano, Storia del diritto romano e Fondamenti romanistici del diritto europeo attivati presso la sede di Ravenna. È membro del Gruppo di Ricerca Retorica e Psicologia (R.E.P) – Centro Studi Piero Camporesi, istituito presso il Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università di Bologna. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la storia della giurisprudenza romana, la tradizione romanistica e i fondamenti del diritto europeo. È autore di quattro monografie: Il prestito marittimo in diritto romano (2011); Il terzo libro del commentario di Paolo ad edictum. Parte prima (2013); I vizi del consenso nella tradizione romanistica (2020); I Brevium [ad edictum] libri XXIII di Giulio Paolo (2023).
Marco Veglia insegna Letteratura italiana e Letteratura italiana medievale all’Università di Bologna. Dirige il Centro Studi Medical Humanities del FICLIT (Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica). È componente del comitato scientifico dell’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio e della Società Dante Alighieri. Si è occupato a lungo, oltreché di Dante e Boccaccio, di Carducci, di Pascoli, di Lorenzo Viani e di Riccardo Bacchelli, nonché della tradizione intellettuale dei medici bolognesi (Augusto Murri, Bartolo Nigrisoli). Per illustrare alcuni aspetti della fortuna di Dante nell’Ottocento si è dedicato altresì a Vincenzo Monti, a Nicolò Tommaseo e, con Emilio Pasquini, all’opera di Claude Fauriel, Dante e le origini della lingua e letteratura italiana. A Dante ha dedicato numerosi saggi e il volume Dante leggero. Dal priorato alla Commedia (2017). È prevista nei prossimi mesi la pubblicazione del commento all’Inferno per Feltrinelli, in collaborazione con Angelo M. Mangini.

venerdì 26 maggio 2023

Reti italiche

Reti italiche
Spazi e relazioni politiche da Roma alle Alpi nei tempi di Dante (1260-1330)
a cura di Enrico Faini, Pierluigi Terenzi e Andrea Zorzi
pp. 396, € 34,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2023
ISBN: 9788833138879

Questo volume offre una prospettiva inedita nello studio dell’Italia politica all’epoca di Dante Alighieri che supera le indagini tradizionalmente centrate sulla dimensione municipale e sulle istituzioni comunali.

Assumendo come contesto di riferimento la geografia politica dell’impero, si indagano le reti di relazione tra attori non solo cittadini ma anche sovralocali. Emerge così un’immagine originale del variegato configurarsi degli spazi politici del regnum Italiae tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo, senza centri o protagonisti predeterminati.
È come se questo libro cercasse di descrivere la forma delle nuvole: un modo nuovo per raccontare la ricchezza e la fantasia dell’esperienza politica di quel periodo.
Enrico Faini è ricercatore di Storia medievale presso l’Università di Firenze. Si occupa soprattutto di storia politico-istituzionale dei secoli XI-XIII. Le sue ricerche mirano a integrare il dato documentario con quello narrativo. È autore di due monografie: Firenze nell’età romanica (1000-1211). L’espansione urbana, lo sviluppo istituzionale, il rapporto con il territorio (2010) e “Italica gens”. Memoria e immaginario politico dei cavalieri-cittadini (secoli XII-XIII) (2018).
Pierluigi Terenzi è ricercatore di Storia medievale all’Università di Firenze. Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca presso le Università di Milano e Paris IV-Sorbonne, ha lavorato nelle Università di Napoli “Federico II”, Padova e Firenze, e presso l’École française de Rome. Il suo principale campo di ricerca è la storia politica e sociale delle città italiane del basso Medioevo, con particolare attenzione alle relazioni fra mondo urbano e monarchia.
Andrea Zorzi insegna Storia medievale nell’Università di Firenze e fa parte della redazione di «Reti Medievali». Le sue ricerche si concentrano sulla storia politica dell’Italia del tardo Medioevo. Tra le pubblicazioni: La trasformazione di un quadro politico. Ricerche su politica e giustizia a Firenze dal comune allo Stato territoriale (Firenze University Press, 2008), Le signorie cittadine in Italia (secoli XIII-XV) (Bruno Mondadori, 2010).

giovedì 27 aprile 2023

Politica e Chiesa nella Sicilia angioina (1266-1282)

Politica e Chiesa nella Sicilia angioina (1266-1282)
di Luciano Catalioto
pp. 248, € 16,00
Aracne, 2022
ISBN: 979-12-218-0146-0

La ricerca monografica Politica e Chiesa nella Sicilia angioina è diretta ad analizzare le vicende relative alla Sicilia nel corso dell'Età angioina (1266-1282), con particolare riferimento ai rapporti politici instaurati tra Carlo I d'Angiò e le complesse realtà religiose dell'Isola. In modo specifico, dopo un quadro storico teso a definire le fasi della conquista in senso ampio, sono analizzati gli indirizzi dell'amministrazione angioina in relazione alle singole strutture ecclesiastiche siciliane, sia episcopali sia monastiche, e sono evidenziate le politiche di conduzione adottate dai vescovati e dalle chiese regolari, attraverso un'analisi documentata di tutti gli arcivescovi, vescovi e rettori delle chiese e delle abbazie in Sicilia (Messina, Palermo, Monreale, Catania, Agrigento, Siracusa, Lipari-Patti, Cefalù, Mazara, Trapani, Marsala, Troina, ecc.). Il ricorso a fonti documentarie, molte delle quali prima inedite (come il Tabulario di Santa Maria Nuova di Monreale e molte carte del fondo dell'Archivio Capitolare di Patti, inseriti in appendice), ha consentito in particolare di tracciare per la prima volta un profilo approfondito di alcune figure di ecclesiastici che furono ai vertici del potere nel corso del Ventennio preso in esame.
Luciano Catalioto è docente di Storia medievale e Metodologia della ricerca storica medievale (M–STO/01) presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne (DiCAM) dell’Università degli Studi di Messina. Dal 2003 è membro di tutti i collegi di Dottorato di Ricerca proposti dall’Ateneo di Messina (attualmente in Scienze Umanistiche), ha preso parte a gruppi di ricerca nazionali ed esteri, ha ricoperto responsabilità accademiche e scientifiche (comitati scientifici ed editoriali, direzione di collane storiche) e ha partecipato come relatore e direttore a numerosi convegni. Si è prevalentemente interessato di strutture politiche, sociali ed economiche relative al Mezzogiorno medievale dagli anni dell’emirato al tardo Quattrocento. Autore di numerosi saggi editi in sedi specializzate italiane ed estere, ha attualmente all’attivo circa ottanta pubblicazioni tra monografie, saggi e articoli, presenti e consultabili nel catalogo del MIUR, tra cui un’indagine sulla Sicilia in età angioina che ha ottenuto il Premio Internazionale di Studi Etnoantropologici.

domenica 2 aprile 2023

Chronicon

Chronicon
di Domenico di Gravina

Edizione critica, traduzione e commento a cura di Fulvio Delle Donne
Con la collaborazione di Victor Rivera Magos, Francesco Violante e Marino Zabbia
pp. VI-695, € 115,00
Sismel, 2023
ISBN: 978-88-9290-217-6

Racconto di guerra, di politica internazionale, di intrighi, di sofferenze: scritto tra il 1349 e il 1351 dal notaio Domenico di Gravina, il Chronicon è il vivace resoconto di un testimone diretto, anzi di un protagonista degli eventi che sconvolsero l’Italia meridionale tra il 1333 e il 1350. Muovendosi lungo le strade che vanno da Gravina a Barletta, dalla Murgia a Castel del Monte, descrive minuziosamente le zuffe, le battaglie e gli assedi che punteggiarono il conflitto tra la regina di Napoli (o meglio di Sicilia) Giovanna I e suo cognato Luigi d’Ungheria, venuto per vendicare l’assassinio del giovane fratello Andrea (marito di Giovanna) e per conquistare un territorio ricchissimo. Fu una guerra tra due rami della medesima stirpe angioina, ma offrì l’occasione per riassestare le strutture cittadine e aristocratiche del Mezzogiorno.
Questa edizione rilegge criticamente il testo dell’unico ms. esistente (Wien, ÖNB, 3465, autografo o idiografo), offrendo anche un’attenta traduzione italiana e ricche note di commento. Ma non solo: nell’articolata introduzione, ridefinisce i tratti della storiografia ‘notarile’ del Trecento, ponendo al centro dell’attenzione i concetti sempre scivolosi di autorialità e letterarietà, di oggettività e di attendibilità.
Fulvio Delle Donne è professore di Letteratura latina medievale e umanistica presso l'Università degli Studi della Basilicata. Nella sua ampia produzione scientifica coniuga i metodi e gli interessi filologico-letterari con quelli storici, coprendo un arco cronologico che va dal VI al XVI sec.

mercoledì 8 marzo 2023

Parlar bene e vivere male

Parlar bene e vivere male
L’etica dell’uomo pubblico nella precettistica politica dell’Italia comunale (XIII sec.)
di Federica Cengarle
pp. 144, € 20,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2023
ISBN: 9791254693155

Quattro opere fondamentali scandiscono l’elaborazione di un’etica pubblica nei comuni italiani del Duecento: l’Oculus pastoralis, il De regimine civitatum di Giovanni da Viterbo, il De regimine et sapientia potestatis di Orfino da Lodi e la cosiddetta Politica di Brunetto Latini.
Nelle loro pagine si legge il passaggio dall’ethos cetuale del podestà come aristocratico cavaliere a una specifica deontologia pensata per il giudice e reggitore della città. Ancora, dall’iniziale preoccupazione di sradicare i vizi umani del governante (Giovanni da Viterbo) si segue l’aprirsi a una concezione più ottimistica, che culmina nella fiducia di Brunetto nell’agire virtuoso dell’uomo politico.
A partire da questi nuclei tematici, il libro mostra come gli autori abbiano partecipato al più generale dibattito di una stagione di fervida creatività istituzionale e intellettuale, che ha affrontato in modi estremamente vivi i grandi dilemmi della responsabilità, della libertà, della coscienza personale del bene e del male nello spazio concreto della convivenza civile.
Federica Cengarle insegna Storia medievale presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Studiosa di storia delle istituzioni e della cultura politica, ha pubblicato, tra l’altro, Immagine di potere e prassi di governo. La politica feudale di Filippo Maria Visconti (Roma 2006); Feudi e feudatari del duca Filippo Maria Visconti. Repertorio (Milano 2007); Lesa maestà all’ombra del Biscione. Dalle città lombarde ad una ‘monarchia’ europea (1335-1447) (Roma 2014).

giovedì 12 gennaio 2023

Propaganda politica, imperatori e iconografia monetale nel mondo bizantino (1204-1328)

Propaganda politica, imperatori e iconografia monetale nel mondo bizantino (1204-1328)
di Margherita Elena Pomero
pp. XXVIII-572, € 70,00
Cisam, 2022
ISBM: 9788868093778
 
La Quarta crociata del 1204 ebbe un enorme impatto su tutto il Mediterraneo orientale. Il collasso della capitale bizantina determinò non solo la disgregazione territoriale dell’impero, ma anche l’emergere di potentati romano-orientali di fatto indipendenti e concorrenti tra loro. Questo libro studia l’iconografia della eterogenea produzione monetale romano-orientale del XIII e della prima metà del XIV sullo sfondo dell’evoluzione dell’ideologia politica bizantina, che in questo periodo intreccia i suoi connotati tradizionali a temi maggiormente legati all’autorappresentazione dei ceti aristocratici.
Margherita Elena Pomero è docente a contratto di Civiltà bizantina presso l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna (Campus di Ravenna). I suoi principali settori di ricerca riguardano la storia sociale e l’ideologia politica del periodo medio e tardo bizantino con particolare attenzione alle fonti di carattere numismatico e sigillografico.

martedì 30 agosto 2022

Conflitti di popolo

Conflitti di popolo
Lo spazio politico di Orvieto (1280-1337)
di Francesco Poggi
pp. 280, € 29,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2022
ISBN: 9788833137230 
 
Per circa cinquant’anni, a partire dagli anni Ottanta del Duecento, Orvieto fu retta da governi di popolo e la sua storia politica è stata ritenuta un esempio dei successi e dell’involuzione di questo tipo di regimi: la salita al potere di Manno Monaldeschi ha rappresentato infatti il fallimento del governo popolare come causa dell’affermazione di un signore.
Non è però possibile ritenere il progetto politico del popolo antitetico a quello attuato da Manno, soprattutto perché la natura del popolo a Orvieto cambiò più volte in quegli anni. Proprio il popolo si rivela un oggetto molto meno definito di quanto si potrebbe pensare e la domanda a cui questo libro prova a dare risposta, studiando lo spazio politico orvietano tra il 1280 e il 1337, è cosa fu la pars populi in una città italiana governata per decenni da un regime popolare.
Francesco Poggi, dottore di ricerca in Storia, insegna nelle scuole secondarie di primo grado. Si occupa di storia politica, in particolare delle forme dell’agire politico e delle relazioni tra prassi e contesti istituzionali nelle città italiane del XIII e XIV secolo.

sabato 4 settembre 2021

Nel Regno delle lettere

Nel Regno delle lettere
Umanesimo e politica nel Mezzogiorno aragonese
di Fulvio Delle Donne, Guido Cappelli
pp. 240, € 22,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829010998
 
L’Umanesimo “monarchico” della corte aragonese di Napoli (1442-1501) incise a fondo sulle tradizioni intellettuali dell’intera Europa, in un periodo di grandi rivolgimenti istituzionali e culturali. I caratteri di quel Regno delle lettere furono eccezionalmente innovativi e a volte in contrasto con quelli dell’Umanesimo “civile” che si sviluppò in altri centri italiani e che – solo in virtù di pesanti anacronismi – è stato l’unico ritenuto rilevante per le sue matrici “repubblicane” e antitiranniche. Il libro indaga per la prima volta in maniera organica e compiuta i dispositivi ideologici che legittimarono l’elaborazione di un sistema politico incentrato sulla funzione del sovrano: figura virtuosa e non dispotica che sola può e deve guidare sudditi e istituzioni. Riacquista così straordinario valore una produzione letteraria che a lungo è stata erroneamente etichettata come “cortigiana”. Destinata invece ad avere grande diffusione, ebbe un forte e meditato impatto. Fu formidabile strumento non solo di costruzione del consenso, ma anche di organizzazione di un Regno che andava già prefigurando i tratti dello Stato moderno.
Fulvio Delle Donne insegna Letteratura latina medievale e umanistica all’Università degli Studi della Basilicata. È presidente e fondatore del Centro europeo di studi su Umanesimo e Rinascimento aragonese – cesura. Nella sua ampia produzione scientifica coniuga i metodi e gli interessi filologico-letterari con quelli storici, coprendo un arco cronologico che va dal VI al XVI secolo.
Guido Cappelli insegna Letteratura italiana all’Università di Napoli L’Orientale ed è vicepresidente e fondatore del Centro europeo di studi su Umanesimo e Rinascimento aragonese – cesura. Ha pubblicato numerosi saggi sul pensiero etico e politico umanistico, su Dante, Petrarca, Machiavelli, nonché sull’influenza dell’Umanesimo italiano nella Penisola iberica

mercoledì 18 agosto 2021

L'economia politica di Dante

L'economia politica di Dante
Mercato, profitto, dono
di Marco Romanelli
pp. 176, € 20,00
Angelo Longo Editore, 2021
ISBN: 978-88-9350-080-7
 
«Prendere Dante sul serio, tentando di sottrarlo alla tenaglia che lo stringe fra i due poli del “visionario” da una parte e del “reazionario” dall’altra»: il nostalgico del buon tempo antico che dà voce all’avo Cacciaguida e l’antenato che al postero sembrerà sempre «qualcuno arrivato prima di lui» (Contini). Parte da qui l’impegno di Marco Romanelli nel neutralizzare la falsa opposizione che induce a venerare il Poeta quando straordinariamente crea, ma a “lasciarlo perdere”, a non ascoltarlo, quando discutibilmente parla di politica ed economia.

Proprio il suo pensiero economico – tra i meno indagati dell’universo culturale dantesco e invece molto più aggiornato e specialistico di quanto si possa pensare – rivela viceversa quanto Dante non si sia mai sentito estraneo ai suoi tempi e come al tema della beatitudo huius vitae fosse sensibile non meno che a quello della vita eterna. Seguendo le piste delle molte esplicite formulazioni teoriche e quelle più o meno nascoste nelle pieghe della poesia, di questo pensiero si ricostruisce la tormentata elaborazione: dagli ancora felici tempi fiorentini in cui Dante si credeva erede della missione pedagogica di Brunetto Latini nei confronti della neonata società mercantile, alla crisi di disperazione causata dal trauma dell’esilio che gli fece corteggiare le sirene del nichilismo, fino alla sublimazione della Commedia. È nel poema infatti che Dante, superate tutte le angustie municipali contingenti, approda all’idea di una società antiutilitaristica e conviviale fondata su quell’etica del dono che affonda le sue radici nella dottrina cristiana delle origini e nel pauperismo francescano come nella civiltà latina e poi cortese, ma che l’antenato ha consegnato anche ai posteri e alle loro formulazioni teoriche, da Mauss a Caillé.

venerdì 26 marzo 2021

Venezia nel tardo medioevo

Venezia nel tardo medioevo
di Reinhold C. Mueller
a cura di Luca Molà, Michael Knapton, Luciano Pezzolo
pp. 636, € 75,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2021
ISBN: 9788833137810
 
Questo volume raccoglie gran parte dei saggi scritti da Reinhold C. Mueller su Venezia nel tardo medioevo. In particolare sono esaminati gli aspetti relativi alle istituzioni finanziarie e sociali della Serenissima, alla politica monetaria, al sistema bancario e creditizio, alla presenza ebraica e ad alcune minoranze straniere in città, nonché al dominio d’oltremare. L’Autore ci conduce dalle grandi sale di Palazzo Ducale alle piazze commerciali e finanziarie di uno dei più importanti centri economici dell’Europa e del Mediterraneo. Ne risulta un affresco che, attraverso l’attenta analisi degli uomini e dei loro strumenti economici, ci permette di osservare e di comprendere con grande nitidezza la complessità di Venezia e del suo Stato.
Reinhold C. Mueller è tra i più noti specialisti di storia economica e sociale dell’Europa medievale e rinascimentale, argomento della sua cattedra di insegnamento all’Università Ca’ Foscari di Venezia fino al suo pensionamento nel 2008. Tra le sue pubblicazioni: Money and Banking in Medieval and Renaissance Venice: Coins and Moneys of Account, Baltimore e London, Johns Hopkins University Press, 1985, rist. 2020 (con Frederic C. Lane); The Venetian Money Market: Banks, Panics and the Public Debt, 1200-1500, Baltimore e London, Johns Hopkins University Press, 1997, rist. 2019; Immigrazione e cittadinanza nella Venezia medievale, Roma, Viella, 2010; Descripcion ou traicté du gouvernement et régime de la cité et seigneurie de Venise. Venezia vista dalla Francia ai primi del Cinquecento, Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, e Paris, Publications de la Sorbonne, 2015 (con Ph. Braunstein).  

domenica 10 gennaio 2021

Terre di confine tra Toscana, Romagna e Umbria

Terre di confine tra Toscana, Romagna e Umbria
Dinamiche politiche, assetti amministrativi, società locali (secoli XII-XVI)
a cura di Paolo Pirillo e Lorenzo Tanzini
pp. VIII-464, € 48,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Olschki, 2020
ISBN: 9788822267306
 
Il confine è una categoria fondamentale della storia politica: nelle discussioni e nelle tensioni del presente come nelle dinamiche dei poteri dei secoli passati. Così come tutte le categorie della politica ha conosciuto però trasformazioni profonde, che rendono illusorio ogni discorso sui confini che attribuisca al termine il medesimo significato attraverso i secoli. Questo volume, frutto di due diversi convegni di studio (Firenze e Perugia), raccoglie saggi dedicati alla fenomenologia del confine in una parte dell’Italia tardomedievale che per ricchezza documentaria e articolazione geopolitica si presenta come esemplare. Affiancando l’accurata analisi documentaria dei casi di studio e una spiccata attenzione per i concetti chiave messi in gioco, i saggi focalizzano in particolare l’approccio dei governi cittadini nei confronti delle situazioni liminali sul piano territoriale, e la rilevanza in un simile contesto dei poteri signorili nel loro ambiguo gioco ‘ai margini’ delle sfere di dominio urbano. Ne risulta una complessa e innovativa riformulazione del problema dei rapporti tra poteri e territorio in una fase cruciale della storia italiana, tra la vicenda comunale e gli Stati dell’Antico Regime.
Paolo Pirillo (Firenze, 1951) allievo di Elio Conti, è professore ordinario di Storia medievale all’università di Bologna. Si occupa di storia sociale ed economica delle campagne, di politica territoriale cittadina, delle dinamiche del popolamento e degli insediamenti in età medievale. A questi temi ha dedicato alcuni saggi comparsi su riviste, contributi miscellanei e atti di convegni e alcuni volumi tra i quali: Famiglia e mobilità sociale nella Toscana medievale. I Franzesi della Foresta da Figline Valdarno (secoli xii-xv), Firenze 1992; Costruzione di un contado. I Fiorentini e il loro territorio nel Basso Medioevo, Firenze 2001. Di recente si è occupato della fondazione di nuovi centri abitati nella Toscana medievale, raccogliendo dei saggi nel volume Creare comunità. Firenze e i centri di nuova fondazione della Toscana medievale, Roma 2007 e curando la sezione storica del Museo regionale delle Terre Nuove toscane di San Giovanni Valdarno.
Lorenzo Tanzini (Montevarchi 1976) è professore associato Storia medievale presso l’Università di Cagliari e membro della redazione dell'Archivio storico italiano. Si interessa soprattutto di storia delle istituzioni e della cultura politica tra Medioevo e prima età moderna, con particolare riguardo a Firenze e alla Toscana: tra i suoi lavori più recenti A consiglio. La vita politica nell'Italia dei comuni (Roma-Bari, 2014) e 1345. La bancarotta di Firenze (Roma, 2018). Per Olschki ha pubblicato vari volumi tra cui Alle origini della Toscana moderna (2007).

mercoledì 8 luglio 2020

L’eccezione italiana

L’eccezione italiana
L’intellettuale laico nel Medioevo e l’origine del Rinascimento (800-1300)
di Ronald G. Witt
traduzione di Anna Carocci
pp. 660, € 42,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2020
ISBN: 9788833134680

Il libro indaga l’elemento distintivo e caratterizzante della vita culturale italiana: la nascita della prima classe intellettuale laica dell’intera Europa e il fondamentale ruolo che i laici esercitarono sulla cultura. Coprendo un arco di tempo di oltre quattro secoli e mezzo, dalla conquista carolingia al Duecento, lo studio offre la prima analisi esaustiva degli scritti in latino prodotti nel regno d’Italia. Esaminando i testi religiosi, letterari e giuridici, ma non solo, Ronald G. Witt mostra come i cambiamenti presenti in questi testi siano il risultato dell’interazione del pensiero con le tendenze economiche, politiche e religiose della società italiana, nonché con le influenze intellettuali provenienti dall’estero.
Il punto di arrivo della ricerca è costituito dall’insorgere dell’Umanesimo nell’Italia settentrionale: proprio il precoce sviluppo di una classe intellettuale laica e la sua partecipazione alla cultura latina incoraggiarono infatti la nascita di quel movimento culturale che, da ultimo, avrebbe rivoluzionato l’intera Europa. 
Ronald G. Witt (1932-2017) ha insegnato Storia presso la Duke University, dopo una lunga permanenza presso la Harvard University. Tra le sue opere ricordiamo Sulle tracce degli antichi. Padova, Firenze e le origini dell’umanesimo (Donzelli, 2005).

lunedì 27 aprile 2020

Bisanzio. L'arta bizantina del Medioevo dall'VIII al XV secolo

Bisanzio. L'arta bizantina del Medioevo dall'VIII al XV secolo
di André Grabar
pp. 242, € 19,00
Ghibli, 2020
ISBN: 9788868012441
 
“L’alta qualità delle opere bizantine traeva origine per larga parte dal ra nato livello estetico di questi artigiani, venuti a formarsi, generazione per generazione, durante interi secoli, nei laboratori delle stesse città. L’arte bizantina deve molto alle tecniche sapienti mediante le quali le opere venivano realizzate; talvolta sono indotto a porre in rapporto la qualità materiale della messa in opera e l’infl uenza che queste tecniche esercitavano sull’espressione estetica delle opere".
Il prestigio goduto dall’arte bizantina nel mondo medievale è immenso. E oggi non è certo da meno. Pitture, mosaici, sculture, manoscritti miniati, ma anche gioielli e sete istoriate costituiscono un patrimonio prezioso, a testimonianza dell’evoluzione di un’arte che è stata espressione di un profondo senso di universalità religiosa. André Grabar nella presente opera studia e mira a far conoscere l’arte bizantina del Medioevo, dal tempo degli iconoclasti (726-843) alla caduta dell’Impero romano d’Oriente e alla presa di Costantinopoli da parte dei Turchi nel 1453. Attraverso un’attenta analisi del contesto storico e politico, Grabar indaga lo sviluppo di quest’arte e le ragioni dei suoi mutamenti e delle sue evoluzioni: ne emerge un panorama composito, frastagliato e a ascinante, corredato di splendide illustrazioni che restituiscono solo in minima parte l’incredibile ricchezza e complessità dell’arte bizantina.
André Grabar (1896-1990), nato a Kiev e naturalizzato francese, è considerato uno dei maggiori storici di studi bizantini. Professore di Archeologia paleocristiana e bizantina al Collège de France e direttore di studi all’École des hautes études en sciences sociales (EHESS), ha svolto un’ininterrotta attività di ricerca per più di cinquant’anni.

domenica 5 aprile 2020

Oralità, scrittura, potere

Oralità, scrittura, potere
Sardegna e Mediterraneo tra antichità e medioevo
a cura di Lorenzo Tanzini
pp. 352, € 42,00 (Acquista onine con il 15% di sconto) 
Viella, 2020
ISBN: 9788833133294 

I saggi raccolti in questo volume, elaborati da un gruppo di ricerca di antichisti e medievisti, hanno l’intento di indagare in una prospettiva diacronica, dalla Grecia classica al XV secolo, le circostanze e le modalità di interazione della parola orale e del testo scritto con le dinamiche dei poteri, a partire dal punto d’osservazione prevalente della Sardegna e delle sue relazioni mediterranee. Vengono valorizzate soprattutto due circostanze tipiche dell’interazione orale-scritto, cioè la giustizia, in particolare quella politica, e la comunicazione epistolare. Una serie di approfondimenti molto vari che aprono altrettante prospettive metodologiche e tematiche su un ambito di studi di grande vitalità.
Lorenzo Tanzini, professore associato di Storia medievale presso l’Università degli Studi di Cagliari, si occupa di storia delle istituzioni e della politica nell’Italia tardomedievale. Ha pubblicato di recente 1345. La bancarotta di Firenze (Roma 2018) e A consiglio. La vita politica nell’Italia dei comuni (Roma-Bari 2014), e curato, con Sergio Tognetti, La mobilità sociale nel Medioevo italiano, 1. Competenze, conoscenze e saperi tra professioni e ruoli sociali (Roma 2016).