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giovedì 14 marzo 2024

I Banchetti, compositioni di vivande, et apparecchio generale di Cristoforo Messi Sbugo

I Banchetti, compositioni di vivande, et apparecchio generale di Cristoforo Messi Sbugo
Edizione e studio linguistico
di Veronica Ricotta
pp. VIII-334; € 35,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Leo S. Olschki Editore, 2023
ISBN: 9788822268655

Con la descrizione dei conviti rinascimentali e oltre trecento ricette, l’opera di Cristoforo Messi Sbugo, funzionario degli Estensi tra i più celebri per la raffinatezza degli spettacolari eventi conviviali organizzati a corte, è uno dei testi fondamentali della letteratura gastronomica italiana. Il volume offre la prima edizione filologicamente curata del testo, corredata da un ampio commento linguistico che documenta l’importanza e la centralità dei Banchetti nella storia della lingua del cibo.

Veronca Ricotta è ricercatrice e docente di Storia della lingua italiana presso l’Università per Stranieri di Siena, dove collabora anche al progetto «Atlante della lingua e dei testi della cultura gastronomica italiana dall’età medievale all’Unità» (AtLiTeG). I suoi interessi di ricerca, oggetto di articoli e saggi, si concentrano su testi e questioni della storia linguistica italiana dal Medioevo al Rinascimento, con particolare riguardo alla lingua di àmbito artistico, del cibo e al lessico d’autore (in particolare di Dante e Boccaccio). Ha curato l’edizione critica linguisticamente commentata del Libro dell’arte di Cennino Cennini (Milano, FrancoAngeli, 2019).

martedì 16 gennaio 2024

La cucina normannoaraba alla corte di Guglielmo II di Sicilia

La cucina normannoaraba alla corte di Guglielmo II di Sicilia
Indagine storico-filologica sui ricettari Normanni
di Anna Martelotti
pp. VI-384; € 39,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Olschki, 2024
ISBN: 9788822268952

Il raffronto dei ricettari Normanni con la manualistica araba evidenzia la derivazione diretta delle preparazioni dalla gastronomia arabopersiana, adeguata ai gusti occidentali in un’isola che conserva ancora le tracce del passato musulmano: e questo permette di collocarne la redazione alla corte di Guglielmo II di Sicilia intorno al 1177. Il successo dei ricettari è dimostrato dalla diffusione delle pietanze normannoarabe nell’Europa tardo-medievale: le sontuose vivande da essi proposte raggiunsero immediatamente l’Inghilterra, mentre nel meridione d’Italia anche la trattatistica sveva aggiungeva ulteriori piatti arabi; è dunque possibile affermare che nel corso del Trecento la nuova cucina speziata e zuccherata unificava l’intero continente.
Anna Martellotti, filologa, già professore associato presso l’Università di Bari, si interessa da tempo di gastronomia medievale (Libro di buone vivande, Fasano, Schena, 1991), con particolare attenzione ai contatti con il mondo arabo (Il Liber de ferculis di Giambonino da Cremona, Fasano, Schena, 2001) e alla prima cucina italiana (I ricettari di Federico II, Olschki, 2005).

mercoledì 22 settembre 2021

La cucina di Dante e Boccaccio

La cucina di Dante e Boccaccio
Saggio storico e ricette ritrovate
di Cutini Susanna, Hasbun Shady, Rebuffo Francesco Vittorio, Revelli Sorini Alex
pp. 122, € 15,00
Edizioni Il Fornichiere, 2021
EAN: 9788831248761
 
Le ricette che troverete in questo testo sono state rielaborate dallo chef Shady Hasbun prendendo spunti dai primi manoscritti italiani di cucina del XIV sec. Questi libri esprimono una cultura già definibile come italiana, pur muovendosi in una logica più ampia, il modello suggerito non è di tipo locale bensì internazionale, una sorta di “koiné” con molti punti in comune e ricette ricorrenti nelle varie aree d’Europa.
 
Il superamento del concetto ristretto di “territorio” rappresentava nel Medioevo un obiettivo delle tavole dei ceti superiori, che ambivano a una cucina per così dire “artefatta” oltre le dimensioni locali. Questo modello non escludeva tuttavia la possibilità di individuare nel contesto europeo degli ambiti di identità culturale più “nazionali” e “regionali”. 
Se sul piano politico l’Italia non esisteva, sul piano culturale era invece una realtà ben viva anche attraverso i sapori e i modelli del gusto. 
I primi ricettari italiani del tempo hanno denominazioni di piatti che richiamano gli usi locali della penisola. Il più antico di questi, il meridionale Liber de coquina propone ricette di cavoli “all’uso dei romani”, verdure “all’uso della Campania”, fagioli “all’uso della Marca di Treviso”; fra gli ingredienti ricorda la semola pugliese e la pasta genovese, fra i prodotti il “composto lombardo” ossia la mostarda di Cremona. Altri ricettari trecenteschi ricordano il “pastello romano”, la torta “di Lavagna”, il sale di Sardegna e quello di Chioggia. 
Attenzione però a queste denominazioni non possiamo dare totale credito geografico, perché in molti casi sembra si tratti di intitolazioni celebrative, scarsamente legate a specifiche tradizioni locali di cucina. Tali denominazioni – a prescindere dal reale significato di ciascuna di esse – mostrano comunque come si iniziasse ad avere l’esigenza del concetto di “specialità”. 
Fu agli inizi del Trecento, probabilmente alla corte angioina di Napoli, che venne redatto il già citato Liber de coquina. Da questo ricettario, scritto in latino, ne derivarono altri, tradotti in lingua volgare con vari adattamenti alle realtà locali, come il Libro della cocina così detto Anonimo Toscano della fine del XIV sec. 
Secondo molti storici il Liber de coquina è stato utilizzato, nelle sue diverse stesure, fino alla fine del XV secolo, conosciuto in l’Italia, Francia e Germania. Questa fortuna europea si spiega forse tenendo conto della lingua “internazionale” – il latino – in cui venne realizzato il testo. Per quanto riguarda l’Italia, l’ampiezza geografica della diffusione del libro è il segno – e in parte lo strumento – di una cultura gastronomica non certo omogenea, ma comunque condivisa.

martedì 10 agosto 2021

Dante e il cibo del suo tempo

Dante e il cibo del suo tempo
di Nicoletta Tagliabracci
pp. 142, € 14,00
Ventura Edizioni, 2021
ISBN: 9791280517142
 
Nell'anno delle celebrazioni dantesche, il libro vuole essere un omaggio al Sommo Poeta e al cibo presente nell'Italia centrale del Trecento unitamente a uno sguardo su come si mangiava a corte, nelle taverne e nei monasteri e lo faremo seguendo le tracce del suo peregrinare presso i signori che lo ospitarono e immaginandoci a tavola in mezzo gli ospiti. Rivivremo le sensazioni e i profumi dei piatti di allora, descritti attraverso i ricettari dei vari Liber de Coquina ed entreremo nel mondo dei sapori medievali con una serie di ricette originali e riproponibili anche al giorno d'oggi. Il cerchio si chiude con uno sguardo ai riferimenti sul cibo nella Divina Commedia, dal girone infernale dei golosi al pane angelico nel Paradiso. Infine, un'appendice sul rapporto tra le donne e il cibo "al tempo di Dante" a cura di Valentina Basili, laureata in Storia Medievale.
Nicoletta Tagliabracci è nata a Pesaro dove vive. Laureata in Lingue Straniere ha conseguito la qualifica di Ambasciatrice dell’Enogastronomia Territoriale ideando negli anni diverse degustazioni tematiche e storiche. Appassionata divulgatrice delle eccellenze marchigiane ha ideato “Gustovagando per le Marche”, veri e propri food&wine tours. Negli anni si è aggiunta la curiosità per la cultura gastronomica e le tradizioni conviviali del passato. E’ consulente presso diversi enti che si occupano di menù storici. 

martedì 20 luglio 2021

Dante e il cibo del suo tempo

Dante e il cibo del suo tempo
di Nicoletta Tagliabracci
pp. 142, € 14,00
Ventura Edizioni, 2021
ISBN: 9791280517142
 
Nell’anno delle celebrazioni dantesche, il libro vuole essere un omaggio al Sommo Poeta e al cibo presente nell’Italia centrale del Trecento unitamente a uno sguardo su come si mangiava a corte, nelle taverne e nei monasteri e lo faremo seguendo le tracce del suo peregrinare presso i signori che lo ospitarono e immaginandoci a tavola in mezzo gli ospiti. Rivivremo le sensazioni e i profumi dei piatti di allora, descritti attraverso i ricettari dei vari Liber de Coquina ed entreremo nel mondo dei sapori medievali con una serie di ricette originali e riproponibili anche al giorno d’oggi. Il cerchio si chiude con uno sguardo ai riferimenti sul cibo nella Divina Commedia, dal girone infernale dei golosi al pane angelico nel Paradiso. Infine, un’appendice sul rapporto tra le donne e il cibo “al tempo di Dante” a cura di Valentina Basili, laureata in Storia Medievale.

Nicoletta Tagliabracci è nata a Pesaro dove vive. Laureata in Lingue Straniere ha conseguito la qualifica di Ambasciatrice dell’Enogastronomia Territoriale ideando negli anni diverse degustazioni tematiche e storiche. Appassionata divulgatrice delle eccellenze marchigiane ha ideato “Gustovagando per le Marche”, veri e propri food&wine tours. Negli anni si è aggiunta la curiosità per la cultura gastronomica e le tradizioni conviviali del passato. E’ consulente presso diversi enti che si occupano di menù storici.

giovedì 17 giugno 2021

Registrum Coquine. Un ricettario medievale

Registrum Coquine. Un ricettario medievale
di Johannes Bockenheim
Introduzione, traduzione e glossario di Marco Gavio de Rubeis
pp. 240, € 13,50
I Doni delle Muse, 2021
ISBN: 979-8516674181
 
Il Registrum Coquine, scritto nel XV secolo dall'ecclesiastico tedesco Johannes Bockenheim, al servizio come cuoco presso papa Martino V, è uno dei ricettari medievali più interessanti e divertenti.

Nel testo, raccolto in due diversi manoscritti, troviamo più di 80 ricette per meretrici e istrioni, principi e villani, lenoni e preti, re e mercenari, in una raffigurazione colorita della complessità della società medievale, ben più stratificata e ricca di come di solito viene immaginata. Un mondo affascinante di spezie, sapori e preparazioni dimenticati nel tempo che meritano di essere riscoperti, non soltanto in modo teorico, ma anche nelle nostre cucine.
Da Marco Gavio de Rubeis, autore di saggi di storia dell'enogastronomia, tra cui "Idromele. Miti, storia e preparazioni della bevanda degli dei" e "Medioevo in cucina. Ingredienti, ricette e sapori", un nuovo libro dedicato al Registrum Coquine, con la traduzione accompagnata da note sulle ricette e sulle differenze tra i due manoscritti, oltre a una nota introduttiva e a un glossario dei termini usati da Bockenheim, piuttosto diversi dal latino classico e più vicini alle lingue volgari parlate in Italia.

sabato 19 agosto 2017

Il Medioevo in tavola

Il Medioevo in tavola
di Ileana Pizzolla
pp. 156, € 13,00
Les Flâneurs Edizioni, 2017
ISBN: 889950069X

Il Medioevo in tavola. Le ricette e i sapori scomparsi è un itinerario gastronomico rivolto a chi cerca di impreziosire la propria tavola con pietanze che provengono direttamente dal passato. Le ricette proposte appartengono alla tradizione, alla fantasia e all'esperienza di monaci, cuochi, medici e speziali vissuti nel Medioevo, che hanno lasciato testimonianza scritta o che sono citati indirettamente in altri scritti. Accanto ai piatti più diffusi del tempo - ne vengono qui riportati integralmente i preziosi consigli di cottura e di preparazione suggeriti dalle fonti - in alcune ricette si possono leggere aneddoti, leggende e le pagine di letteratura che li hanno evocati. Lo stile essenziale, la semplicità delle preparazioni e, in certi casi, il voluto rispetto dei parametri del tempo (ingredienti, unità di misura, varietà animali e vegetali ecc.), rendono questo ricettario un utile strumento per rivisitare con creatività la cucina medievale.
Ileana Pizzolla, ex valletta e opinionista Rai, ha collaborato con autori e registi del calibro di Michele Guardì, Pasquale Romano, Gianni Boncompagni, Ermanno Corbella, Giovanni Caccamo. Ha studiato Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma. Vincitrice del concorso per Assistente Notaio nel 2008, è anche un Mediatore e un Giudice Arbitro accreditato al Ministero della Giustizia. Ha collaborato con l’ONS e l’AIPC e ha conseguito il titolodi Criminologa e Criminal Profiling.

venerdì 8 aprile 2016

La cucina medievale: umori, spezie e miscugli

La cucina medievale: umori, spezie e miscugli
di Laura Malinverni
pp. 126, € 11,00
Italia Medievale, 2016
ISBN: 9781326606831

Entrare nel pensiero medievale presuppone la visione totale dell’essere umano e la comprensione della sua natura fisica attraverso i quattro classici elementi: Aria, Acqua, Terra e Fuoco.
Fin dai tempi di Galeno, sulla scorta del Corpus Hippocraticum, si considerava che tutto, in natura, venisse dall’abbinamento delle qualità, caldo e freddo da un lato, secco e umido dall’altro, e che la combinazione dei quattro elementi con le quattro qualità, in quantità variabili, determinassero il “temperamento” degli esseri umani attraverso gli agenti umorali della fisiopatologia del tempo: sangue, flemma, bile gialla e bile nera. I caratteri stessi degli uomini erano il risultato di queste combinazioni che, proporzionate qualitativamente e quantitativamente – pure se in modo diverso per ogni periodo dell’anno – garantivano buona salute. L’equilibrio fra gli umori, o crasi, era garanzia di buona salute, mentre qualsiasi alterazione, o discrasi, causava malattie.
Secondo tale teoria, comunemente accettata dalla medicina occidentale dalla tarda antichità fino al XVII secolo, il temperamento sanguigno combinava calore e umidità e aveva l’essenza dell’Aria; il bilioso o collerico derivava dall’abbinamento di calore e secchezza e si manifestava nel Fuoco; le persone flemmatiche erano fredde e umide, come l’Acqua, loro elemento, mentre il temperamento melanconico univa freddezza e secchezza, le qualità della Terra.
Laura Malinverni è nata a Milano dove ha seguito studi umanistici e vive a Novara.
Si interessa da vent’anni di ricerca storica del Quattrocento e del Cinquecento e ha pubblicato tre romanzi di genere, che narrano storie al femminile ambientate nel ducato di Milano, basandosi sullo studio delle corrispondenze originali: “Una storia del Quattrocento” (2000), “Il ramo di biancospino” (2006, Robin Edizioni) e “La tigre e l’ermellino” (2013, Prospettiva Editrice). Nel 2011 ha vinto con il romanzo breve “La ruota della fortuna” il Premio Nazionale “I cento castelli”. Ha pubblicato una raccolta giovanile di poesie con il titolo Il sole e la luna in sintesi” (2004) e di recente “Kairos-Tempo critico” (2015, ETS).
Collabora con vari siti web storici, è titolare di un sito web (www.lauramalinverni.net) che informa sulle sue ricerche e di una pagina Facebook dedicata alle vite delle donne del Medio Evo e del Rinascimento. Si interessa anche di fotografia, di cucina e di storia della cucina. Parte dei suoi studi sull’alimentazione medievale confluisce sul suo blog www.lauramalinverni.wordpress.com. Tiene conferenze di storia dell’astrologia e scrive per testate nazionali e pubblicazioni specialistiche di carattere astrologico (Astra, Sestile, Linguaggio astrale).

giovedì 6 agosto 2015

Leonardo non era vegetariano

Leonardo non era vegetariano
Dalla lista della spesa di Leonardo alle ricette di Enrico Panero
a cura di Alessandro Vezzosi e Agnese Sabato
pp. 192, € 19,00
Maschietto Editore
ISBN: 978-88-6394-100-5

Leonardo da Vinci fu un grande artista, scienziato, scopritore e inventore. Ma la sua passione e il suo genio si applicarono anche ai temi del cibo, della cucina, dell'alimentazione. Maestro di feste, cerimonie e banchetti a Firenze, Milano e Parigi, Leonardo studiò le materie prime, inventò macchine e utensili per la loro lavorazione, ragionò sulle caratteristiche dei territori di produzione, codificò disciplinari di prodotti come l'olio, il pane e il vino, esplorò le proprietà degli alimenti in relazione alla salute del corpo, scrisse favole, "profezie", indovinelli e rebus ispirati al tema del cibo, realizzò straordinari disegni di macchine innovative per la produzione. E ovviamente il cibo è rappresentato in alcuni suoi dipinti, a partire dal Cenacolo milanese, che senza dubbio è la mensa più famosa del mondo. Prendendo spunto da queste suggestioni - presentate e raccontate da Alessandro Vezzosi e Agnese Sabato del Museo Ideale Leonardo Da Vinci - lo chef Enrico Panero presenta 15 nuove ricette capaci di evocare intensamente, con "gusto" e creatività, il mondo di Leonardo. Il libro è dunque un ritratto del grande genio toscano - illustrato da opere, disegni e documenti leonardiani, compresi materiali inediti o poco noti - e allo stesso tempo un vero e proprio manuale di cucina contemporanea, con nuove ricette sfiziose con cui tutti si possono cimentare, fotografate in ogni fase di preparazione.
Le due anime del libro – storico/artistica e culinaria – sono armonizzate grazie agli interventi di Davide Paolini, che introduce le tappe di un viaggio tra i luoghi, le opere e i sapori di Leonardo e le invenzioni culinarie di Panero. La ricette sono introdotte dalle note di Annamaria Tossani, che collegano la cucina di Leonardo a quella del nostro tempo. Cristina Acidini, tra i massimi esperti mondiali di arte rinascimentale, racconta la poesia del Cenacolo più famoso del mondo. In appendice, un glossario con gli ingredienti studiati da Leonardo e impiegati nelle ricette di Panero e una cronologia leonardiana.

venerdì 5 dicembre 2014

Gusti del Medioevo

Gusti del Medioevo
I prodotti, la cucina, la tavola
di Massimo Montanari
pp. 292, € 12,00
Laterza, 2014
ISBN: 9788858115640

Un viaggio tra ricettari e condimenti, dal ‘sapore dell’acqua’ allo ‘statuto ambiguo del pesce’, dall’importanza della cucina monastica al ruolo della tavola come ‘rappresentazione del mondo’. Una guida rigorosa, utile al gourmet quanto allo storico che voglia addentrarsi nei sapori di quest’epoca. Rocco Moliterni, “Tuttolibri”
Siamo seduti a tavola e il cibo viene servito in una successione uguale per tutti. Oggi accade normalmente e ci pare ovvio: ma è stato sempre così? Non nel Medioevo. La tavola medievale segue un altro modello, simile a quello che troviamo ancora praticato in Cina e in Giappone: i cibi sono serviti simultaneamente e spetta a ciascun convitato sceglierli e ordinarli secondo il proprio gusto. Ancora: la cucina contemporanea tende a rispettare i sapori ‘naturali’ e a riservare a ciascuno di essi uno spazio distinto. La cucina medievale invece preferiva mescolare i sapori ed esaltava l’idea dell’artificio, che modifica la natura.
Ma se le differenze di gusto fra noi e il Medioevo sono importanti, altrettanto forti sono le continuità. Alcune preparazioni costituiscono tuttora un segno forte dell’identità alimentare. E allora: il Medioevo è vicino o lontano?

Massimo Montanari insegna Storia medievale e Storia dell’alimentazione all’Università di Bologna, dove è anche direttore del Master “Storia e cultura dell’alimentazione”. Fra i suoi lavori più importanti: L’alimentazione contadina nell’alto Medioevo (Napoli 1979); Campagne medievali (Torino 1984); Atlante dell’alimentazione e della gastronomia (curato con F. Sabban, Torino 2004).

giovedì 25 settembre 2014

Assaggi di Medioevo

Assaggi di Medioevo
Il ricettario medievale di Madonna Kathassia de Florentia
di Sabina Cattazzo
Illustrazioni di Rosanna Mutinelli
pp. 162, € 12,50
Delmiglio Editore, 2014
ISBN: 978–88–96305–54-6
 
Come si mangiava nel Medioevo? Quali erano le portate tradizionali? Queste e molte altre curiosità troveranno risposta nelle pagine di questo agile ricettario ragionato, frutto di un lavoro quinquennale di ricerca e sperimentazione.
Assaggi di Medioevo raccoglie oltre cento ricette medievali con pratiche spiegazioni e curiosità sul modo di alimentarsi dei nostri antenati. Il libro offre l’occasione per mettersi ai fornelli e dar vita a piatti interessanti e gustosi, per realizzare cene o pranzi curiosi, per esplorare sapori dimenticati e per curiosare nella nostra storia attraverso gli usi e costumi a tavola.
“Le ricette qui riportate sono la trascrizione dei piatti predisposti o preparati durante le rievocazioni, ma questo scritto non è solo rivolto ai rievocatori, bensì a chiunque si voglia cimentare nella realizzazione di piatti medievali”.
Sabina Cattazzo, (in arte Madonna Kathassia de Florentia) è nata a Firenze da genitori veronesi. Fin da bambina si è appassionata al mondo della cucina, facendone da grande la propria professione. Da anni segue il mondo rievocativo medievale partecipando a manifestazioni ed eventi d’epoca, durante i quali ha modo di sperimentare e proporre i piatti più sfiziosi e curiosi dell’antica cucina, con un grande successo tra rievocatori e pubblico.