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domenica 26 gennaio 2025

Vini, spezie, pastelli volativi e confetti di zucchero

Vini, spezie, pastelli volativi e confetti di zucchero
Breve storia della cucina e dell'alimentazione nel Medioevo
di Davide Chiolero
pp. 76; € 8,30 (Acquista online con il 5% di sconto)
Graphe Edizioni, 2025
ISBN: 9788893722452

Uno sguardo approfondito sulla cucina medievale come specchio di civiltà e identità. Il cibo, tra riti religiosi e influenze culturali, racconta la storia nascosta dietro ogni piatto. 
Davide Chiolero (1991) ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Storiche all’Università degli Studi di Torino con valutazione 110 e lode. Docente di lettere e storia dal 2017, nel 2023 diventa titolare di cattedra presso l’istituto di istruzione secondaria di primo grado di Montechiaro d’Asti. Nel 2021 è entrato a far parte della redazione di “Arma Virumque”, rivista universitaria torinese di storia militare, per la quale ha pubblicato Elmi con le corna e asce bipenni: l’equipaggiamento del vero guerriero vichingo (2021).

sabato 24 giugno 2023

Amaro Un gusto italiano

Amaro
Un gusto italiano
di Massimo Montanari
pp. 136, € 13,00
Laterza, 2023
ISBN: 9788858149348
 
Dai radicchi ai carciofi, dal caffè ai digestivi: l’amaro ha un ruolo privilegiato nel gusto degli italiani. Nessun’altra cucina europea ha una predilezione così marcata per quel sapore. Questo tratto distintivo ha origini lontane e affonda le radici nell’incontro fra cultura contadina e cultura alta.

Gli organi del gusto sono la lingua e il cervello. La prima sente i sapori, a valutarli è il secondo. Il meccanismo non è solo biologico, ma anche e soprattutto culturale: è una questione di abitudine, di apprendimento, di giudizio. Dunque, se ci chiediamo perché la sensibilità gustativa degli italiani è così attratta dall’amaro, la spiegazione non va cercata nella genetica ma nella storia. Ce lo spiega uno dei più grandi storici dell’alimentazione, scavando tra fonti letterarie e trattati di botanica, agricoltura, cucina, dietetica. Un sorprendente itinerario che mette a fuoco un aspetto affascinante e caratteristico della cultura italiana.
Massimo Montanari insegna Storia dell’alimentazione all’Università di Bologna, dove ha fondato il Master “Storia e cultura dell’alimentazione”. Per Laterza ha pubblicato, tra l’altro: Alimentazione e cultura nel Medioevo; Convivio (3 volumi); Il pentolino magico; Storia dell’alimentazione (curata con J.-L. Flandrin); La cucina italiana (con A. Capatti); Storia medievale; Il cibo come cultura; Il formaggio con le pere. La storia in un proverbio; Il riposo della polpetta e altre storie intorno al cibo; L’identità italiana in cucina; Gusti del Medioevo. I prodotti, la cucina, la tavola; I racconti della tavola; Il sugo della storia; Il mito delle origini. Breve storia degli spaghetti al pomodoro; Cucina politica. Il linguaggio del cibo fra pratiche sociali e rappresentazioni ideologiche (a cura di).

sabato 24 settembre 2022

Nel refettorio dei Templari

Nel refttorio dei Templari
di Enzo Valentini
pp. 144, € 13,00
Penne e Papiri, 2022
EAN: 9788889336847
 
“Nel refettorio dei Templari”, intende approfondire i tempi e i modi del mangiare dei cavalieri del Tempio. Si sofferma sui prodotti presenti sulle loro tavole, quelli proibiti e quelli permessi, e l’aspetto dei pasti in comunità. Il tutto analizzato attraverso la Regola del Tempio, documenti d’archivio dell’epoca e i risultati di scavi archeologici.
 
Ne emerge un “profilo alimentare” molto simile a quello voluto per i suoi confratelli da San Benedetto da Norcia, padre riconosciuto del monachesimo occidentale. I templari si discostano leggermente dai benedettini a causa della loro duplice natura di uomini di Chiesa e di uomini di guerra. Questa strana unione porta i cavalieri rossocrociati a mangiare carne più dei monaci e meno dei nobili, mitigando i rigori ascetici di digiuno e astinenza. Un regime alimentare che, secondo il parere di dietisti moderni, avrebbe permesso ai templari una vita media più lunga degli uomini del tempo. 
Pronti ad entrare nel refettorio dei cavalieri rossocrociati ?
Enzo Valentini, vive e lavora nella città medievale di Tuscania (Viterbo). Dal 1985 è socio della LARTI (Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani), e dal 1988 ne è Segretario Nazionale. Autore di articoli per riviste di settore e di saggi sull’argomento. Collabora con varie case editrici, come Keltia, Mattioli 1885, Edizioni Mediterranee e Newton Compton Editori. Con Penne e Papiri ha pubblicato “Cavalieri templari” e “I templari a Civitavecchia”.

sabato 27 luglio 2019

La pentola di Leonardo

La pentola di Leonardo
Storie di corte, di vita quotidiana, di cibo e di cucina
di Carlo G. Valli
pp. 160, € 14,00
Cierre edizioni, 2019
ISBN: 9788883149856
 
Nel 2019 ricorrono i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Il libro prende spunto da questo importante anniversario per descrivere un aspetto inedito della sua multiforme personalità: oltre che sommo pittore, scultore, architetto, fisico, geologo, musicista, poeta, egli è stato cerimoniere di corte, organizzatore di spettacoli e banchetti e appassionato di cucina. Ha approfondito l’uso del fuoco, i sistemi di cottura e di pulizia, e ha inventato alambicchi, impianti e forni: marchingegni documentati in questo libro con alcuni disegni e appunti originali. Nella “pentola di Leonardo” troviamo approfondimenti sulla sua attività di cerimoniere e regista di convivi e anche sulla sua vita quotidiana. Egli conosceva e praticava le ricette del tempo ed era sensibile ai prodotti della terra, che sapeva come trattare e lavorare. Dai suoi taccuini emergono le liste delle spese alimentari giornaliere, che ci consentono di definire il suo stile di vita e i suoi gusti. Argomenti minori ma di grande interesse e spesso ignorati o non sviluppati nella enorme bibliografia dedicata a Leonardo. Ripercorrendo l’esistenza del grande uomo d’ingegno dalla nascita alla morte, in queste pagine l’autore si concentra in particolare su tali attività, colmando una lacuna nella divulgazione della grandiosa epopea leonardesca.
Carlo G. Valli, consulente e docente di marketing e comunicazione, si occupa attivamente di tradizioni popolari e storia degli alimenti. Su questi argomenti ha scritto una quarantina di volumi, tra cui Pasta Nostra Quotidiana (Muzzio, 1991), Belle Feste (Muzzio, 1992), Garda Garda (Muzzio, 1997), La lunga storia dell’olio e del formaggio (Cierre 2001), Nel nome della carne (FK, 2000), C’erano una volta vecchi mestieri (Cierre, 2001), 75 piatti da salvare della cucina italiana (2002), Gli antichi sapori dei mangiari di strada (Cierre, 2003), Cucina e vini del Garda (Muzzio,2004), La storia della pentola (con Eugenio Medagliani, Bibliotheca Culinaria, 2004), La pasta, viaggio in Italia (Agra, 2005), Vini e miti (Cierre, 2008, Premio Cesare Pavese), Marchesi si nasce (Rizzoli, 2010), Sole sale vento fuoco (Cierre, 2012), Vino, un dono di civiltà (Azzura, 2014), Bevevano e mangiavano i nostri padri (Il Valletto, 2015), Un cuoco costava più di un cavallo. L’avventura dei cuochi nella storia della cucina italiana (Cierre, 2016).

venerdì 5 luglio 2019

Alimentazione e cultura nel Medioevo

Alimentazione e cultura nel Medioevo
di Massimo Montanari
pp. 236, € 18,00
Laterza, 2019
ISBN: 9788858136614
 
Le diete dei nobili, dei monaci, dei contadini; i rapporti tra cibo e peccato, santità, potere. Massimo Montanari ricostruisce i consumi e i costumi alimentari nel Medioevo europeo, svelandone i molteplici valori simbolici e ideologici.
Massimo Montanari insegna Storia medievale e Storia dell’alimentazione all’Università di Bologna, dove è anche direttore del Master “Storia e cultura dell’alimentazione”.

martedì 2 luglio 2019

Il cibo nella Sicilia medievale

Il cibo nella Sicilia medievale
di Henri Bresc
pp. 141,  10,00
Palermo University Press, 2019
ISBN: 978-88-5509-024-7

La storia dell’alimentazione medievale è stata rivisitata due volte durante il mezzo secolo passato: dall’immagine pietosa, terzomondista, di un medioevo travagliato dalla carestia, si è arrivati ad un’immagine ben definita di un Medioevo che non ignora le crisi, ma valorizza gli equilibri tra domanda e offerta. Gli studi si sono allora concentrati sulla disponibilità delle risorse e sul consumo quantitativo. Un secondo momento ha visto l’emergere dello studio approfondito della cucina medievale, della sua qualità. Si può ora provare a mettere insieme queste problematiche per un’isola che conserva una documentazione ricca sulla produzione agricola, sulle masserie, sull’allevamento, sugli orti e sui giardini e anche sulla pesca, e che rimane povera invece per la parte che riguarda cucina e gastronomia. Queste ultime si possono però integrare in un insieme, la cultura culinaria meridionale, illuminata dai libri di ricette legati alla Corte napoletana degli Angioini e poi a quella, itinerante, di Alfonso V il Magnanimo.

mercoledì 19 dicembre 2018

Norme di vita morale

Norme di vita morale
Hilkhot de'ot
di Mosè Maimonide
a cura di Massimo Giuliani
pp. 108, € 13,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
La Giuntina, 2018
ISBN: 9788880577515

Medicina preventiva e diete alimentari, virtù filosofiche e fede religiosa, etica sociale e igiene sessuale, tutto in chiave di halakhà ossia di normativa ispirata alla Torà e alla saggezza dei maestri di Israele: ecco in breve i contenuti di Hilkhot de‘ot, uno dei primi trattati del Mishnè Torà, il grande codice halakhico scritto da Maimonide nell’Egitto del XII secolo. Le norme comportamentali qui discusse e raccomandate costituiscono la via ebraica a una vita sana e morale, nella quale corpo e anima collaborano in armonia e perseguono gli stessi fini: il benessere della persona, la giustizia sociale e soprattutto la conoscenza di Dio. Nell’insieme, si tratta di un percorso di umanesimo ebraico che coniuga ideali etici e concretezza dell’esistenza il cui messaggio di equilibrio sapienziale, anche a distanza di secoli, non ha perso valore e continua, anzi, ad essere illuminante.
Maimonide è sicuramente una delle personalità ebraiche di maggior spicco nella storia del pensiero filosofico medievale e nel campo della codificazione alachico-rituale. Conosciuto come Rambam, dalle iniziali del suo nome, Rabbenu Moshé Ben Maimon è nato a Cordova, in Spagna, nel 1138 ed è morto in Egitto nel 1204. Più tardi è stato sepolto a Tiberiade. La Giuntina ha già pubblicato il suo trattato Gli otto capitoli. La dottrina etica, Ritorno a Dio. Norme sulla Teshuvà e Norme di vita morale. Hilkhòt De'ot.
Massimo Giuliani è docente di Pensiero ebraico all’Università di Trento e di Filosofia ebraica presso i corsi di laurea in Studi ebraici dell’UCEI a Roma. Tra le sue recenti pubblicazioni si ricordano: Per un’etica della resistenza: rileggere Primo Levi (2015); Teologia ebraica. Una mappatura (2014); Il bastone di Mosè. Profezia e potere nel monoteismo ebraico (2012). Ha curato il volumi: Conoscere la Shoah (2013) e La filosofia ebraica, oggi (2013). Per la Giuntina ha pubblicato La giustizia seguirai. Etica e halakhà nel pensiero rabbinico.

mercoledì 12 dicembre 2018

Biancomangiare... il Medioevo in tavola

Biancomangiare... il Medioevo in tavola
a cura di Anna Abate
pp. 176, € 15,00
Valtrend Editore, 2018
ISBN: 9788888623993
 
Un simpatico viaggio nella storia del cibo dal Medioevo fino ai giorni nostri.
Un viaggio che ha come bussola la gastronomia nelle sue accezioni più disparate – inclusa la medicina e le tradizioni dei monasteri – una conoscenza propria delle civiltà del Mediterraneo che ci offre la possibilità di arricchire il nostro bagaglio culturale e inventare momenti di convivialità per stupire i nostri ospiti con aneddoti e notizie storiche.
Il periodo medievale imprime senza dubbio un’enorme svolta sul modo di cucinare e di conservare i cibi, dalle conserve alimentari quali marmellate e sottoli, introdotte dai frati nei Monasteri, alle preparazioni delle scuole mediche ed in particolare di quella salernitana, il medioevo rappresenta un importante momento di passaggio la cui influenza giunge fino a noi soprattutto in relazione al modo di cucinare e di utilizzare le spezie.

sabato 1 settembre 2018

L'età delle spezie

L'età delle spezie
Viaggio tra i sapori dall'antica Roma al Settecento
di Orazio Olivieri
pp. X-270, € 24,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Donzelli, 2018
ISBN: 9788868438050

Per un lungo periodo, che è durato secoli e secoli (dall’età romana al Settecento), le spezie sono state necessarie. Non beni superflui o lussuosi, come vuole la vulgata oggi imperante, ma beni primari, a larga diffusione, accessibili a nobili, ecclesiastici e mercanti, così come a calzolai, muratori e contadini: insomma, prodotti per tutte le tasche. Questa è la storia insolita che il libro ci racconta, frutto di una ricerca accurata e innovativa, che si è avvalsa, oltre che dei soliti ricettari, di fonti spesso trascurate: lettere di mercanti, liste della spesa, libri dei conti, opere letterarie e pittoriche, diari di viaggiatori, indagini archeologiche e rilevazioni di prezzi e salari. Ma perché le spezie erano indispensabili? La risposta è nel sistema di cottura, rimasto per tanto tempo inalterato nella sua primitiva semplicità: il risultato erano vivande insipide, per niente appetibili. Inevitabile allora il ricorso a forti condimenti correttivi, alle spezie per l’appunto: nessuna pietanza, neppure un piatto semplice o popolare, poteva farne a meno. Le cose cominciarono a cambiare nel Seicento, quando, sull’onda dell’evoluzione degli strumenti culinari avviata in precedenza nelle corti rinascimentali italiane, in tutta Europa prese a soffiare il vento della «rivoluzione dei fornelli», che consentì finalmente, attraverso la regolazione del calore, sia di esaltare le caratteristiche specifiche dei cibi, sia di realizzare le preparazioni più raffinate. La sorte delle sostanze esotiche era così segnata, anche se non il loro definitivo tramonto. Non più regine come un tempo, le spezie hanno saputo riciclarsi, accontentandosi di accompagnare i nostri cibi, ma conservando sempre un po’ di quel luccichio lasciato dai fasti del passato. Ed è in quel periodo di gloria che l’autore ci porta, dosando sapientemente accuratezza storica, ironia e puro piacere del racconto.
Orazio Olivieri è docente di Prodotto e territorio al Master di Cultura alimentare presso l’Università di Roma Tor Vergata. Esperto di qualità nell’agroalimentare, a lui si deve la realizzazione di numerosi progetti di tutela e valorizzazione di importanti prodotti tipici italiani tramite Dop, Igp e marchi collettivi geografici. Tra le sue pubblicazioni: Il Lardo di Colonnata (Federico Motta, 2003); Lo zafferano di San Gimignano (Federico Motta, 2006) e Ferrara. Terra acqua e sapori (Sate, 2008).

lunedì 27 agosto 2018

La mensa del cavaliere

La mensa del cavaliere
Le abitudini alimentari dei Templari
di Mario Giaccio
pp. 112, €10,00
Tipheret Edizioni, 2018
ISBN: 978-88-6496-419-5
 
La vita dei monaci soldati non era paragonabile né a quella dei nobili, né a quella dei chierici, né a quella dei ricchi borghesi dell'epoca. Anche la dieta era diversa, ma anche essi seguivano una Regola che, in alcuni articoli, descriveva le norme riguardanti l'alimentazione. I digiuni, a causa degli impegni militari, erano meno drastici, ed erano compensati da pasti più abbondanti negli altri giorni.

venerdì 10 agosto 2018

Mangiare nel Medioevo

Mangiare nel Medioevo
Alimentazione e cultura gastronomica nell'età di mezzo
di Maria Concetta Salemi
pp. 144, € 15,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Sarnus Editore,2018
ISBN: 978-88-563-0242-4

Le abitudini alimentari di oggi derivano dalla cultura gastronomica del Medioevo, un’epoca in cui non esistevano supermercati, le pietanze erano strettamente legate alla stagionalità e la disponibilità di cibo era incerta a causa delle grandi calamità – carestie, guerre, epidemie – che si succedevano nei secoli.
Nel suo saggio, l’autrice mostra come l’evolversi del gusto sia stato influenzato dal progressivo integrarsi di usi mediterranei e usi nordici, con forti differenze a seconda delle aree geografiche ma anche degli usi e dei costumi. Sono poi approfonditi i vari metodi di preparazione e cottura dei cibi, con particolare attenzione ai condimenti e all’uso delle spezie, e le abitudini di consumo: servizio in tavola, utensili di uso comune, comportamento dei commensali.
Chiude l’opera un’apposita sezione dedicata alla ricette medievali, tratte dai testi degli antichi gastronomi, suddivise per portate – dagli aperitivi ai dolci – e pronte per essere riproposte ai giorni nostri.
Maria Concetta Salemi è nata a Palermo ma ha sempre vissuto a Firenze, dove si è laureata presso la Facoltà di Lettere e Filosofia. Si è occupata lungamente di cultura del cibo, svolgendo corsi sull’argomento. Ha tradotto per Sansoni, Mondadori, Laterza libri sul Medioevo e sul Rinascimento. Oltre a numerosi articoli su riviste specialistiche, tra le sue pubblicazioni ricordiamo Le spezie. La virtù e la magia negli intensi sapori del lontano Oriente (Nardini, Fiesole 1997), Gli agrumi. Simboli della giovinezza, profumati piaceri del gusto (Nardini, Fiesole 1999), Chianti. Leggenda, storia e qualità del principe della tavola, simbolo di un territorio (Nardini, Fiesole 1999), Il latte. Buono e naturale, l’alimento della crescita e della salute (Nardini, Fiesole 2000), Il Martini : da Hemingway a James Bond (Nardini, Fiesole 2000), La cucina medievale / La cucina rinascimentale (Libriliberi, Firenze 2002), La cucina liberty / La cucina futurista (Libriliberi, Firenze 2003), Firenze. Souvenir gastronomico tra arte, cultura e tradizione, (Nardini, Firenze 2004), Chianti classico. Leggenda, storia e qualità del principe della tavola, simbolo di un territorio (Nardini, Firenze 2005), Dove osano le api. 50 ricette con il miele (Vallecchi, Firenze 2008), Mandorle e pescespada a Ballarò. Raccontare Palermo (Nardini, Firenze 2011), Mangiare nel Medioevo (Sarnus, Firenze 2018), molti dei quali editi anche in inglese.

giovedì 15 giugno 2017

Il regime alimentare dei monaci nell'Alto Medioevo

Il regime alimentare dei monaci nell'Alto Medioevo
di Lorenzo Petrosillo
pp. 61, € 10,00
Edizioni Saecula, 2017
ISBN: 978-88-98291-60-1
 
Ecco la regola aurea dell’astinenza, secondo il giudizio dei Padri e nostro: un pasto di solo pane ogni giorno, ma tale da lasciare sopravvivere un po’ di fame.” Nelle parole di Giovanni Cassiano, celebre eremita, monaco e scrittore vissuto nel V secolo, si condensa la concezione cristiana del cibo e del rapporto dell’uomo con gli alimenti. All’interno della giovane cristianità, il monachesimo (sia orientale che benedettino) enfatizza la brusca frattura non solo con gli stili di vita alimentari della tarda e declinante antichità romana, ma anche rispetto alla coeva aristocrazia germanica, vorace di carni animali sanguinolente, di sensualità e di violenta libido dominandi. Il monaco benedettino si sforza di ricostruire nel cenobio una societas che rechi in sé le tracce del progetto divino: sobrietà, mitezza di cuore, senso del limite e orrore del sangue dei viventi determinano il suo atteggiamento riguardo l’alimentazione,  seppur evitando di demonizzare il cibo e la materia. L’autore esplora in questo breve testo introduttivo il disciplinamento del regime alimentare monastico nel medioevo, con i suoi presupposti teologici e culturali e lo inquadra nel più ampio contesto storico rappresentato dall’incontro-scontro tra romanità e germanesimo. Il testo si basa su una accurata lettura critica delle Regulae monastiche (non solo della più celebre – la Regola di san Benedetto – ma anche delle altre, alcune delle quali più antiche) condotta sui testi originali ed è completato da una sintetica bibliografia delle fonti e della letteratura.
Lorenzo Vittorio Petrosillo nasce a Brindisi nel 1972.
Laureato in Giurisprudenza e Storia, alterna l’attività di avvocato a quella di studioso di Storia europea, con particolare riferimento alle vicende del pensiero politico.
Ha al suo attivo pubblicazioni storico-giuridiche e di studi sul federalismo (“Le origini del federalismo: il Covenant”, in Il Federalista – The Federalist, Milano 1996) e sulle connessioni tra puritanesimo e costituzionalismo nord-americano (“Il Sacro contratto. Studio sulle origini del federalismo nord-americano”, in Studi di Storia del diritto, Milano 1999).
Vive a Monza e lavora a Milano.

venerdì 24 giugno 2016

Il Medioevo giorno per giorno

Il Medioevo giorno per giorno
di Ludovico Gatto
pp. 336, €  9,90
Newton Compton, 2016
ISBN: 978-88-541-9139-6

A partire dalla seconda metà del Novecento, la storia quotidiana del Medioevo è diventata punto di riferimento per indagini sul modo di vivere, di vestire, di viaggiare, di lavorare, di divertirsi, di abitare, di lavorare, di morire. In questo volume, l'autore fornisce un racconto complessivo di tutto ciò, componendo un affresco in cui sono rappresentati i caratteri del paesaggio agricolo e urbano, il mondo dei giovani, degli uomini, delle donne, degli anziani, visti quando si divertono, quando sono al potere o quando si abbandonano alla disperazione, quando cucinano, mangiano o amano. Il panorama che ne risulta è vario e intrigante e costellato di particolari inconsueti che si rivelano utili per chi voglia esplorare l'età medievale muovendosi da una prospettiva inusitata.
Ludovico Gatto è professore emerito di Storia medievale presso la facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Roma la Sapienza, è autore, fra l’altro, di L’atelier del medievista, Viaggio intorno al concetto di Medioevo. Con la Newton Compton ha pubblicato: La grande storia del Medioevo, Le grandi donne del Medioevo, Storia di Roma nel Medioevo, Gli imperi del Medioevo e Il Medioevo giorno per giorno.

martedì 14 giugno 2016

Il cibo e la storia: il Medioevo europeo

Il cibo e la storia: il Medioevo europeo
di Antonella Campanini
pp. 176, € 14,00
Carocci, 2016
ISBN: 9788843080496

Tra la caduta dell’Impero romano d’Occidente e la scoperta dell’America intercorrono più di mille anni. In quel tempo lunghissimo le culture alimentari europee, dapprima distanti, inaugurano e sviluppano un dialogo destinato a trasformarle. Grazie alla circolazione di uomini, prodotti, parole e idee, il nostro continente raggiunge una sostanziale unità. Il libro propone un percorso tra ingredienti e ricette, usi e scelte, che vede coinvolti sovrani e contadini, personaggi altolocati – nobili, ambasciatori, vescovi e papi –, scienziati e uomini di cultura, cuochi e artigiani, semplici individui, donne (poche, in realtà), in altre parole la società nel suo insieme. Il cibo, voluto o negato, cercato o rifiutato, universale o locale, costituisce una chiave di lettura del lento processo verso la costruzione di un’Europa culturalmente unita.
Antonella Campanini è ricercatore in Storia medievale e insegna Storia delle culture alimentari e dei prodotti tipici e Storia della cucina presso l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN).

venerdì 8 aprile 2016

La cucina medievale: umori, spezie e miscugli

La cucina medievale: umori, spezie e miscugli
di Laura Malinverni
pp. 126, € 11,00
Italia Medievale, 2016
ISBN: 9781326606831

Entrare nel pensiero medievale presuppone la visione totale dell’essere umano e la comprensione della sua natura fisica attraverso i quattro classici elementi: Aria, Acqua, Terra e Fuoco.
Fin dai tempi di Galeno, sulla scorta del Corpus Hippocraticum, si considerava che tutto, in natura, venisse dall’abbinamento delle qualità, caldo e freddo da un lato, secco e umido dall’altro, e che la combinazione dei quattro elementi con le quattro qualità, in quantità variabili, determinassero il “temperamento” degli esseri umani attraverso gli agenti umorali della fisiopatologia del tempo: sangue, flemma, bile gialla e bile nera. I caratteri stessi degli uomini erano il risultato di queste combinazioni che, proporzionate qualitativamente e quantitativamente – pure se in modo diverso per ogni periodo dell’anno – garantivano buona salute. L’equilibrio fra gli umori, o crasi, era garanzia di buona salute, mentre qualsiasi alterazione, o discrasi, causava malattie.
Secondo tale teoria, comunemente accettata dalla medicina occidentale dalla tarda antichità fino al XVII secolo, il temperamento sanguigno combinava calore e umidità e aveva l’essenza dell’Aria; il bilioso o collerico derivava dall’abbinamento di calore e secchezza e si manifestava nel Fuoco; le persone flemmatiche erano fredde e umide, come l’Acqua, loro elemento, mentre il temperamento melanconico univa freddezza e secchezza, le qualità della Terra.
Laura Malinverni è nata a Milano dove ha seguito studi umanistici e vive a Novara.
Si interessa da vent’anni di ricerca storica del Quattrocento e del Cinquecento e ha pubblicato tre romanzi di genere, che narrano storie al femminile ambientate nel ducato di Milano, basandosi sullo studio delle corrispondenze originali: “Una storia del Quattrocento” (2000), “Il ramo di biancospino” (2006, Robin Edizioni) e “La tigre e l’ermellino” (2013, Prospettiva Editrice). Nel 2011 ha vinto con il romanzo breve “La ruota della fortuna” il Premio Nazionale “I cento castelli”. Ha pubblicato una raccolta giovanile di poesie con il titolo Il sole e la luna in sintesi” (2004) e di recente “Kairos-Tempo critico” (2015, ETS).
Collabora con vari siti web storici, è titolare di un sito web (www.lauramalinverni.net) che informa sulle sue ricerche e di una pagina Facebook dedicata alle vite delle donne del Medio Evo e del Rinascimento. Si interessa anche di fotografia, di cucina e di storia della cucina. Parte dei suoi studi sull’alimentazione medievale confluisce sul suo blog www.lauramalinverni.wordpress.com. Tiene conferenze di storia dell’astrologia e scrive per testate nazionali e pubblicazioni specialistiche di carattere astrologico (Astra, Sestile, Linguaggio astrale).

giovedì 12 febbraio 2015

Alimentazione e stile di vita nel Medioevo

Alimentazione e stile di vita nel Medioevo
di Giuseppe Fatati, Francesco Fagnani, Nicoletta Proietti
pp. 96, € 15,00
Pacini Editore, 2015
ISBN: 978-88-6315-753-6

Per conservare il passato bisogna conoscerlo e avere l'ardire di provare a viaggiare nel tempo, così facendo abbiamo scoperto che il Medioevo non è quel periodo buio caratterizzato da guerre, fame e carestie abitualmente descritto. Ciò si può dire solo dei secoli XIV e XV, i due secoli finali, che in fondo ne hanno determinato l'immagine. Le carestie di questo periodo hanno fatto ipotizzare un Medioevo molto più affamato di quanto non fu in realtà. Siamo in sintonia con quanti affermano che all'inizio si sono fronteggiate due differenti culture alimentari: quella mediterranea basata sulla triade grano-olio-vino integrata con latticini e formaggio e quella celtica basata su caccia, pesca, allevamento brado, ortaggi e birra. I due modelli non potevano non incontrarsi, integrarsi gradualmente e dare vita a un modello alimentare misto. In questo periodo alimentazione e dietetica, prevenzione e cura, etica ed estetica si fondono e si confondono. Una menzione speciale va riservata alla mandorla che è bella e bianca e in un sistema gastronomico in cui l'estetica e il simbolismo dei colori occupano un posto preminente, questo frutto secco non poteva non essere consacrato. I cuochi e gli scalchi di quel periodo avevano capito che l'occhio gode non solo dei colori ma anche dei comportamenti dei commensali che diventavano elemento portante dei banchetti medioevali.