Porto San Giorgio un castello sul mare
di Maurizio Mattioli, Mario Cignoni
pp. 192, € 28,00
Andrea Livi Editore, 2020
ISBN: 88-7969-450-2

Nell’affrontare la lettura di questa “storia urbana di Porto San
Giorgio” sviluppata nel corso di tanti anni, è doveroso spiegare ai
lettori le ragioni di questa ricerca. Ci ha spinto la passione per la
storia del paese in cui si è nati o in cui si è trascorsa buona parte
della propria giovinezza. Sembra quasi impossibile pensare che, entrati
nel XXI secolo, non sia stata definita l’origine del paese che pur vanta
notevoli vestigia architettoniche del passato ancora visibili e
imponenti.
Persino l’origine della rocca, sconosciuta alle cronache degli antichi
come alle fonti d’archivio, sarebbe ignota se non fosse giunta fino a
noi l’iscrizione lapidea inserita sopra il portale d’ingresso.
Le difficoltà incontrate dagli storici del passato (secoli XVII-XIX)
riflettono lacune documentali. Cesare Trevisani, con lo pseudonimo
Cesare d’Altidona, nel suo Porto San Giorgio e visite ai dintorni
pubblicato nel 1929 scriveva: «Reliquie di tempi neppur troppo lontani
andarono quasi tutte disperse, molte perdute per sempre. Cosicché il
difetto di tracce allettanti va forse considerato fra le cause non
ultime del lungo oblio, onde priva di stimolo rimase disamorata
dell’indagine la libera passione degli studiosi. Né dai pochi e
fuggevoli tentativi era da aspettarsi gran virtù di sgombro contro la
secolare tenebra, non mai messa a prova sotto il raggio penetrante di un
severo criterio storico».
La presente ricerca è stata concepita come una nuova lettura integrata
da documenti solo in parte conosciuti ma trascurati, forse perché
riguardanti questioni estranee alla storia della città di Fermo,
costante motivo, invece, di indagine da parte di insigni studiosi.
Porto San Giorgio, geograficamente, era il presidio marittimo della
città di Fermo, punto di contatto con il mondo esterno, con popolazioni,
usi e costumi lontani, e se ne vuole restituire un quadro d’insieme più
realistico, che non sia la leggenda dei marinai miracolati in viaggio
da Chioggia ed approdati su queste sponde o l’intervento diretto del
protettore San Giorgio.
Lo scopo principale resta quindi il tentativo di dare un fondamento
storico-scientifico alle origini del paese ed alla sua struttura urbana,
andando oltre la gradevole trasposizione iconografica frutto
dell’intuito del pittore sangiorgese Sigismondo Nardi e delle
indicazioni di suo zio, lo storico locale Francesco Amici.
Una delle difficoltà maggiori che si incontrano nel dare risposte serie
ai quesiti che via via si pongono dinanzi allo studioso come al curioso,
è quella della datazione delle vestigia architettoniche.
Infatti la
tentazione ricorrente è quella di considerare coevo ogni manufatto o
mattone che si ha ancora l’avventura – sempre più rara – di incontrare.
Il prodotto di tale errata semplificazione a sua volta produce
confusione ed errori.
Per rimettere dunque un po’ di ordine siamo ripartiti dai documenti
presenti negli Archivi di Stato di Fermo, di Ascoli Piceno e di Roma
riconnettendoli con le storiografie più accreditate, tuttora in
circolazione, non senza provare ad operare, ove possibile, riscontri
materiali a verifica delle varie ipotesi, azzardandone altre.
Per operare una credibile ricostruzione di quelle che dovevano essere le
forme del castello e del porto e la relativa espansione urbana del
sito, si è fatto ricorso a tutta l’iconografia realizzata dal secolo
XVII in avanti, includendovi oltre alla documentazione catastale più
recente (secoli XVIII e XIX) anche il resoconto dei funzionari dello
Stato Pontificio all’uopo incaricati. In particolare si è fatto
riferimento ai disegni conservati presso la British Library di Londra
(1677), alla planimetria realizzata dal generale Ferdinando Marsili
(1708), alla mappa del Porto di fine Settecento (manca l’indicazione
esatta della data), alla pianta topografica del Borgo Marinaro del 1788,
ad una pianta della rocca e dell’area circostante di inizio ’800, ed
infine, al Catasto Gregoriano di impianto Napoleonico (1809-1816).