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domenica 26 marzo 2023

Andare per eremi francescani

Andare per eremi francescani
di Attilio Brilli, Simonetta Neri
Presentazione di Gian Paolo Berti
Prefazione di Fulvio Conti
pp. 144, € 9,50
Il Mulino, 2023
ISBN: 978-88-15-38338-9

Nel cuore di una natura silvestre e solitaria, rimasta fortunosamente intatta fino ad oggi. Intraprendere l'itinerario che collega gli originari romitori fondati da Francesco e dai suoi primi seguaci, equivale a compiere una sorta di pellegrinaggio lungo la catena appenninica tosco-umbro-laziale. Prendendo avvio dall'aspro monte della Verna, si raggiungono gli eremi posti nell'alta valle del Tevere e della Valdichiana: Montecasale presso Sansepolcro e Le Celle di Cortona. Si prosegue quindi in direzione di Assisi, per visitare, oltre la Porziuncola, il complesso di San Damiano e l'eremo delle Carceri sul monte Subasio. Il percorso muove poi verso il cuore dell'Umbria con soste nell'eremo di Monteluco di Spoleto e in quello di Sant'Urbano o Speco di Narni. Quindi è la volta dei quattro eremi della Valle Santa di Rieti, da Greccio dove Francesco mise in scena il Presepe, a Fonte Colombo, a La Foresta e al vertiginoso Poggio Bustone.

lunedì 24 maggio 2021

35 castelli imperdibili del Veneto

35 castelli imperdibili del Veneto
di Elena Percivaldi, Mario Galloni
pp. 160, € 13,00
Edizioni del Capricorno, 2021
ISBN: 978-88-7707-579-6
 
I castelli in Veneto sono una presenza tutt'altro che trascurabile, anche se un po' meno appariscente rispetto alle celeberrime città d'arte. Eppure tra le loro mura si sono scritti capitoli cruciali della storia d'Italia e d'Europa. Situati in posizione strategica tra i valichi, i laghi, la pianura e l'Adriatico, molti sorsero tra tarda antichità e alto Medioevo a presidio delle vie di comunicazione e come baluardo contro scorrerie e invasioni e dopo il Mille divennero appannaggio delle agguerrite casate nobiliari che si contendevano il dominio sul territorio. Dopo aver raggiunto il massimo splendore tra Due e Trecento, i castelli abbandonarono progressivamente, complice l'imporsi definitivo della Serenissima sulla Terraferma, l'austera veste di manieri per indossare quella lussureggiante di dimore patrizie, avviandosi verso una languida decadenza fino al recupero odierno. In queste pagine cerchiamo di raccontarne l'affascinante epopea insieme alle imprese, ora truci ora sublimi, delle grandi dinastie – dai Carraresi agli Estensi, dagli Scaligeri di Mastino e Cangrande ai da Romano del titanico e controverso Ezzelino III – chi vi hanno vissuto, plasmandone in modo indelebile la memoria.
 
Elena Percivaldi medievista, ricercatrice e giornalista professionista, collabora con riviste come Archeo, Medioevo e BBC History. Ospite regolare del prestigioso Festival del Medioevo di Gubbio e più volte finalista del Premio Italia Medievale (vinto nel 2009), ha finora pubblicato oltre venticinque libri, diversi dei quali tradotti anche all’estero. Per le Edizioni del Capricorno ha scritto “Sulle tracce dei Longobardi. Italia settentrionale” e ha curato i volumi dedicati ai castelli di Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna. Il suo sito è: www.perceval-archeostoria.com. 
Mario Galloni, giornalista con la passione per la storia, ha iniziato a occuparsi di cronaca per il quotidiano milanese la Notte, per il quale ha scritto di nera, giudiziaria e sport. E’ stato caporedattore di testate nazionali e attualmente collabora con varie riviste di settore. Per le Edizioni del Capricorno è coautore insieme a Elena Percivaldi dei volumi sui castelli della Toscana e dell'Emilia Romagna.

giovedì 9 giugno 2016

L'Italia nascosta

L'Italia nascosta
di Carlo Vulpio
pp. 224, € 16,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Skira, 2016
ISBN: 885723197

Un viaggio in Italia, nella sua grande bellezza sconosciuta, attraverso luoghi che custodiscono un patrimonio culturale di grandissimo valore di cui non si sospetta nemmeno l’esistenza, nonostante sia sotto gli occhi di tutti.
Città, villaggi, chiese, abbazie, affreschi, mosaici e tutte le opere d’arte “nascoste” nella grande provincia italiana che parlano di noi, della nostra storia e di ciò che siamo.
Trenta sono le località prese in esame. Il percorso comprende non solo borghi poco conosciuti, ma anche realtà più celebri ed esaminate nei loro aspetti poco noti. Ad esempio non tutti sanno che Matera, la nota Città dei Sassi, custodisce uno dei luoghi più suggestivi del Sud Italia: si tratta della Cripta del peccato originale, nota come la Cappella Sistina dell'Arte Rupestre.
L'itinerario ha inizio ad Asciano, in Toscana, dove si trova l'abbazia benedettina di Monte Oliveto Maggiore con un chiostro affrescato dal Sodoma e Luca Signorelli, e termina a Zungri, in Calabria, villaggio risalente all'Età del Bronzo che presenta una serie di grotte scavate nel tufo con tecniche ingegneristiche all'avanguardia per l'epoca.
Il libro permette di fare tappa tra i borghi più belli d'Italia come la caratteristica Civita di Bagnoregio o Vipiteno, splendido borgo medievale sulle montagne in provincia di Bolzano. Tra i patrimoni da valorizzare ci sono siti archeologici come Castelseprio, in Lombardia, o borghi pittoreschi come Irsina, in provincia di Matera e nota per le sue bellezze architettoniche. Tra i Comuni più scenografici figurano Morano Calabro, situato nel Parco Nazionale del Pollino, e la bellissima Tropea, la perla del Tirreno.
Carlo Vulpio, giornalista del “Corriere della Sera” dal 1990, è autore di inchieste e reportage culturali dall’Italia e dall’estero. Ha scritto anche Roba nostra (2008), La città delle nuvole. Viaggio nel territorio più inquinato d’Europa (2009) e Un nemico alla Rai (2012).

martedì 24 novembre 2015

I Castelli Romani

I Castelli Romani
di Barbara Gazzabin e Renato Mammuccari
pp. 184 + 14 tavole a colori, € 12,00
LuoghiInteriori Edizioni, 2015
ISBN: 97-888-6864-050-7

Un viaggio nello spazio e nel tempo, quello proposto da I Castelli Romani, che sa toccare la sensibilità e l’intelletto del viaggiatore interessato. Il volume non è una guida nel senso tradizionale del termine, ma vuole essere il compagno di viaggio di coloro che, a contatto con luoghi sconosciuti, non si vogliano fermare al dato analitico o alla descrizione aneddotica, ma siano spinti a esercitare la mente per arrivare ad ‘auscultare’, a partire dai luoghi reali, quelli più profondi ‘dell’anima’.
I Castelli Romani propongono un itinerario che, toccando i bellissimi luoghi disseminati fra i Colli Albani e Tuscolani, sa nutrire il viaggio della sensibilità e della mente con una sedimentata cultura storica; una sorta di nuovo Grand Tour in chiave moderna, animato dalla voglia di sviscerare ogni luogo nella sua tradizione, nel suo attuale aspetto, nella sua vita e nelle sue opere.
Per questa strada il viaggiatore intraprende un percorso singolare e affascinante, che assume infine le sembianze di un saggio sulla condizione umana e sulla duplice dimensione della Cultura e dell’adesione alla Natura che questi luoghi continuano a ispirare.

giovedì 12 novembre 2015

Quando guidavano le stelle

Quando guidavano le stelle
Viaggio sentimentale nel Mediterraneo
di Alessandro Vanoli
pp. 248, € 16,00
Il Mulino, 2015
ISBN: 978-88-15-25975-2 

«…troppo poco quello che gli storici sanno davvero degli uomini di cui scrivono, delle loro paure e dei loro sogni; troppo distanti le loro passioni, le loro voci. Proprio per questo è necessario issare le vele e, con gli occhi alle stelle, raccontare semplicemente un viaggio»
Sentimentale ma molto reale: in quattro navigazioni il viaggio si snoda dall’Egeo dei tempi di Ulisse alle coste romane di Ostia, da Costantinopoli all’Andalusia, da Ragusa a Cipro e infine da Alessandria d’Egitto a Ravenna. Di porto in porto, di tappa in tappa, ci ritroviamo in epoche diverse, nella Atene del V secolo a.C., a Cartagine alla vigilia della terza guerra punica, nella Valencia del Cid Campeador, nella Genova medievale, a Istanbul, e a Napoli all’inizio del Novecento. Ogni approdo racconterà un pezzo di storia del Mediterraneo, talvolta evocando il ricordo di grandi eventi, talvolta riscoprendo personaggi ormai dimenticati, ma sempre parlando anche di noi e di quel mare che non smette di suscitare speranze.
Alessandro Vanoli, storico medievista, è esperto di storia mediterranea. Per il Mulino ha scritto «La reconquista» (2009), «La Sicilia musulmana» (2012) e «Andare per l’Italia araba» (2014).

domenica 26 aprile 2015

San Romedio. Una via sacra attraverso il Tirolo storico

San Romedio. Una via sacra attraverso il Tirolo storico
di Fiorenzo Degasperi
pp. 208, € 16,00 (acquista online a € 13,60)
Curcu & Genovese, 2015
ISBN: 978-88-6876-065-6

San Romedio, Sankt Romedius, come ogni santo che si rispetti, vive tra la leggenda e la storia, in quel territorio liminale dove cronologia, eventi, fatti e misfatti si confondono per diventare qualche cosa d’altro: la testimonianza del tempo sacro dell’uomo. E’ vissuto nel IV secolo, nel VI, oppure nel IX secolo? O è, come scrive Hans Voltelini, un figlio dei potenti Herrensalz, i Signori del Sale, di Thaur, vissuto nell’XI secolo?
O, come qualcun altro ipotizza, non è mai vissuto realmente ma è il frutto di una devozione popolare che, nel corso dei secoli, ha sovrapposto, scambiato, mescolato diverse figure, tutte facenti parte del meraviglioso e del fantastico. Sono tante le storie che, nel corso dei secoli, si sovrappongono.
In realtà, come sostiene la storiografia contemporanea, soprattutto quella tedesca, la storia di san Romedio ascrive la sua nascita nell’XI secolo, proiettandolo in una scenografia composta da un mondo ritornato selvaggio dopo le angosce dell’Anno Mille, una natura quasi vergine, una società molto gerarchizzata, un popolo contadino nella miseria, pochi potenti signori della guerra o della preghiera, Romedio si trova in compagnia di un popolo atterrito, pellegrino in una terra che, come il serpente che si morde la coda, è ritornata ad assomigliare a quella dell’epoca preromana. Il suo viaggio sarebbe stato quindi un pellegrinaggio tra cappelle e chiese sparse sulle montagne, con i loro campanili che sfidano le tempeste e orientano le anime perse nella bufera o nel peccato verso la sicurezza della pietra sacra. Preghiere e gesti, guarigioni e ossessioni, concorrono a calmare la collera divina che, quotidianamente, si abbatte sui villaggi, sulle persone e sugli animali. Nel cammino tra Thaur e il vicino santuario-monastero di St. Georgenberg, nella valle dell’Inn, quindi tra Thaur e Trento, tra la città di San Vigilio e Tavon – con la parentesi del pellegrinaggio a Roma –, nell’ombrosa forra anaune dove innalza il suo eremo-santuario su un antico luogo di culto, Romedio traccia una geografia del sacro e dell’immaginario. Una geografia dove l’uomo e l’animale orso fanno parte dello stesso mondo, in conflitto e in armonia allo stesso tempo.
Noi abbiamo seguito le fonti finché queste non ci portano nel deserto delle idee e delle speranze. Allora le abbiamo abbandonate, seguendo i sentieri dell’immaginario popolare, delle leggende scritte e delle leggende orali, entrambe infide come tutte le fiabe, ma che costituiscono la vera religiosità popolare che ha saputo, per secoli, ritagliarsi una devozione senza tempo e senza spazio, offrendoci una geografia sacra instabile e improbabile ma profondamente umana. Faremo parlare i silenzi della storia, i silenzi che parlano sovente più della parola scritta e del documento-monumento.
Romedio e San Vigilio: tutte le storie e le leggende ci portano a quel tempo carico di umori, timori e speranze. Lì dove fate, draghi, orchi e altri esseri meravigliosi affollano la fantasia popolare e danno corpo a sogni di rivalsa in un mondo rovesciato: la foresta, la forra, la rupe dell’eremo in quel lembo d’Anaunia non sono solo il luogo del rifugio, del ritiro e del rifiuto di un mondo mondano. Sono il luogo dove la natura si contrappone alla cultura, dove l’orso è mansueto ed è un ottimo compagno di viaggio.
Siamo entrati in questa geografia, percorrendo la via sacra e spirituale che da Thaur conduce, attraverso le Alpi, ricalcando l’antica “via del sale” e la posteriore “strada imperiale”, nella terra d’Anaunia, transitando per l’antica Tridentum romana, nella consapevolezza che le vie sacre sono quelle che il Santo stesso percorse. Di tappa in tappa si è cercato di ricostruire i legami storico-artistici con i luoghi toccati, aprendo una finestra sulle religiosità atesina e tirolese e sul lascito della tradizione nell’iconografia e nell’agiografia nei secoli successivi. Una tradizione che si è arricchita con il passare del tempo fino a diventare oggi un punto di riferimento importante per la cultura europea e che ha fatto dell’eremo una tappa religiosa e turistica ineludibile, non solo per ogni fedele ma anche per chi ama ripercorrere le strade della storia, dell’arte e della cultura europea e, in particolare, di quella tirolese.

Il libro, riccamente illustrato, è completato da diverse mappe che delineano il percorso da effettuare a piedi, sulle tracce di Romedio. Un viaggio devozionale, un’escursione nel ricco patrimonio artistico e culturale del Tirolo del nord, del Südtirol/Alto Adige e del Trentino. Inoltre un corposo capitolo, dopo che diverse cappelle e i loro arredi artistici – affreschi, sculture, segni di devozione, ecc. – sono stati completamente restaurati, ci fa da guida, passo dopo passo, del santuario anaune.

venerdì 24 ottobre 2014

Andare per l'Italia araba

Andare per l'Italia araba
di Alessandro Vanoli
pp. 144, € 12
Il Mulino, 2014
ISBN: 978-88-15-25204-3

La penisola reca, tracce profonde del suo rapporto col mondo musulmano (tanto arabo quanto turco), tracce perlopiù nascoste: la nostra ricerca comincerà da Palermo, per poi proseguire nelle terre di Campania, Puglia e Sicilia e arrivare sino a Venezia, la porta d'Oriente. Ci imbatteremo in una ricchissima "mescolanza mediterranea" - fatta di uomini, donne, viaggiatori, mercanti, ma anche di oggetti, spezie, cibi, gioielli, tessuti, libri, racconti, lingue, idee - che ha contribuito a forgiare eredità e tradizioni italiane. Un viaggio quasi millenario che non trascura la presenza odierna.
All’epoca della Palermo degli emiri, il mercato della Vucciria non esisteva: al suo posto vi era il mare e un porto ben più vasto di quello attuale. Accanto un lembo di terra, la Kalsa: una cittadella, destinata a ospitare uomini di rango e dotata di guarnigione militare, arsenale, uffici amministrativi, come pure due bagni pubblici e una moschea.
Alessandro Vanoli, storico medievista, è esperto di storia mediterranea. Per il Mulino ha scritto «La reconquista» (2009) e «La Sicilia musulmana» (2012).