mercoledì 3 ottobre 2012

Templari a Bologna

Templari a Bologna
Sulle tracce di frate Pietro
di Giampiero Bagni
pp. 120, € 13,00
Penne & Papiri, 2012
ISBN: 978-88-89336-53-3

Questo libro, che raccoglie risultati delle ultime ricerche di Giampiero Bagni sulle vicende dei Templari a Bologna, presenta tre piste di ricerca fra loro complementari ed intersecantesi.
Dopo una snella esposizione che inquadra le vicende dell’Ordine del Tempio, l’Autore segue innanzitutto, con grande precisione, la pista del passaggio dei beni bolognesi all’Ordine di San Giovanni, arrivando alla loro identificazione e collocazione su una mappa moderna.
Successivamente affronta lo studio delle fonti coeve, utilizzando pergamene, per ricostruire le vicende dei personaggi e della Magione bolognese agli inizi del XIV secolo, per arrivare ad affrontare la vicenda di Pietro da Bologna, personaggio chiave nella preparazione della difesa dell’Ordine a Parigi nel marzo del 1310 e sparito il 18 maggio dello stesso anno. Sulla sua sparizione si sono fatte le più varie supposizioni senza giungere ad alcuna certezza.
La grande importanza di questo saggio sta proprio nella presenza di numerosi indizi tendenti a dimostrare che il Pietro da Bologna sparito da Parigi nel 1310 sia quel Pietro Roda da Monteacuto giudicato e assolto a Bologna nel processo indetto dall’arcivescovo Rinaldo da Concorezzo, e che, successivamente alla sua assoluzione, abbia curato alcune importanti questioni connesse al trasferimento dei beni templari all’Ordine di San Giovanni.
Va poi osservato che l’Autore ha promosso lo svolgimento di analisi (dendrocronologica e petrografica) sulla datazione della struttura della Sala dei Cavalieri della Magione, di cui riporta i risultati.
Non è infine secondario notare che, nonostante il rigore scientifico, l’opera si presenta di piacevole lettura per il registro di scrittura scorrevole, utilizzato dall’Autore.
Giampiero Bagni, nato a Bologna, da sempre ama studiare il passato della sua Città.
Archeologo, laureatosi e specializzatosi in Storia presso l’Università felsinea, si occupa di ricerca storica sull’Ordine del Tempio, con collaborazioni anche interdisciplinari, e di diffusione della storia locale attraverso l’insegnamento, conferenze, rievocazioni storiche e documentari.

martedì 2 ottobre 2012

La Rocca di Ravaldino in Forlì

La Rocca di Ravaldino in Forlì
di Marco Viroli
pp. 128, € 12,00
Il Ponte Vecchio, 2012
 
La Rocca di Ravaldino è uno dei luoghi della memoria di Forlì. Il sito era un tempo assai imponente, difeso da possenti rivellini, cinto tutt’intorno da una rete di ampi e profondi fossati. Davvero impressionante doveva essere il colpo d’occhio per chi vi si avvicinava.
In poco più di trent’anni si creò il mito
della Rocca di Ravaldino, dall’edificazione, iniziata nel 1471, alla caduta, avvenuta sotto i colpi delle artiglierie di Cesare Borgia, nel 1503. Da allora questo glorioso monumento, divenuto sede carceraria e detentiva in tempi e circostanze diverse, è andato incontro a una sorte terribile e ingiusta: passare da bastione di difesa della libertà a simbolo di repressione.
Anche se il corso della storia ne ha dissipato in parte la magia, queste pietre continuano a resistere con tenacia contro un destino fatto di gravissime mutilazioni e di abbandono. Se questi muri potessero parlare racconterebbero di un passato glorioso, di un tempo oramai remoto, in cui anche Forlì si trovava al centro della vita politica della penisola. Un periodo in cui la Romagna era area di importanza cruciale e la sua difesa era costituita da una rete di castelli, rocche, fortilizi, rivellini, mura, fossati, tra i quali Ravaldino era considerato uno dei più rilevanti.

lunedì 1 ottobre 2012

Il Tempio della luce

Il Tempio della luce
di Daniela Piazza
pp. 528, € 18,50
Rizzoli, 2012
ISBN: 17058964

Milano, 1447. La città vista dall’alto è un tessuto dai colori vivaci punteggiato di torri e campanili, su cui domina la cattedrale di Santa Maria Nascente. È ancora un cantiere in fermento, il duomo di Milano, ma è progettato per diventare il più maestoso d’Europa. E proprio tra le sue mura si nasconde un segreto che potrebbe cambiare per sempre la storia della città. Filippo Maria Visconti, il signore di Milano, è morto lasciando il Ducato senza eredi – e facile preda delle ambizioni di Francesco Sforza – ma tra le navate della cattedrale e all’oscuro di tutti i pretendenti alla successione vive un ragazzo che ha nelle vene il suo stesso sangue. E che un giorno potrebbe rivendicare il potere per la raza viscontea. È Niccolò, educato come un figlio dal canonico Onorio, che cresce tra i pilastri e sulle guglie del duomo; qui ha scoperto la passione per la scultura e ha incontrato la bella Angelica. Ma ora è giunto per lui il tempo di conoscere il proprio destino. Perché sotto le fondamenta del duomo si riunisce un’antica Confraternita che agisce in segreto per realizzare la Grande Opera: ricongiungere finalmente l’uomo a Dio. Chiamato da Onorio a farne parte, tra misteriosi rituali alchemici e intrighi di corte, Niccolò dovrà scegliere se percorrere la strada della Luce o quella delle Tenebre. Con Il Tempio della Luce Daniela Piazza mette in scena l’anima più oscura di Milano e con un grandioso affresco ce ne racconta la storia più affascinante e nascosta. Quella che nessuno finora ha mai scritto.
Daniela Piazza (1962) è laureata in Lettere e diplomata al Conservatorio. Insegna Storia dell’arte in un liceo di Savona. Questo è il suo primo romanzo.

sabato 29 settembre 2012

La biblioteca perduta dell'alchimista

La biblioteca perduta dell'alchimista 
di Marcello Simoni
pp. 336, €
Newton Compton, 2012
ISBN: 978-88-541-4148-3
(in uscita il 4 ottobre 2012)
 
È la primavera del 1227 e la regina di Castiglia è scomparsa in modo misterioso. Strane voci corrono per il regno e alcuni parlano di un intervento del Maligno. L’unico in grado di risolvere l’enigma è Ignazio da Toledo, grande conoscitore dei luoghi e delle genti grazie ai suoi numerosi viaggi tra Oriente e Occidente e alla sua capacità di risolvere arcani e antichi misteri. A Córdoba, dove Ignazio viene convocato, incontra un vecchio magister che gli parla di un libro che tutti stanno cercando e che potrebbe dargli indizi sull’accaduto. Ma il giorno dopo verrà trovato morto avvelenato. Le ricerche del mercante di reliquie partono subito fino al rinvenimento del mitico Turba philosophorum, un manoscritto attribuito a un discepolo di Pitagora, che conserva l’espediente alchemico più ambito al mondo: la formula per violare la natura degli elementi. L’incontro poi con una monaca e con un uomo considerato da tutti un posseduto, ma in verità affetto da saturnismo, indirizzeranno Ignazio verso il castello di Airagne e dal suo misterioso signore, il Conte di Nigredo. Qui è custodito un terribile segreto, ma non sarà facile mettersi in salvo dopo averlo scoperto…

lunedì 24 settembre 2012

I Longobardi e la storia

I Longobardi e la storia
Un percorso attraverso le fonti
A cura di Francesco Lo Monaco e Francesco Mores
pp. 168, € 16,00
Viella, 2012
ISBN: 9788883346446 
 
Compiere Un percorso attraverso le fonti per la storia dei Longobardi significa esplorare i modi con i quali la storia dei Longobardi è stata costruita. Il volume procede in ordine cronologico, dal più antico autore di storie sopra i Longobardi (Procopio di Cesarea) fino al più recente (Paolo Diacono), tentando di offrire uno strumento che consenta di osservare quanto si muove dietro il palcoscenico.
Non Fonti per la storia dei Longobardi, né Storia dei Longobardi, ma, semplicemente, I Longobardi e la storia.
Indice:
Premessa (p. 7)
Francesco Mores, Introduzione (p. 9-17)
Paolo Cesaretti, I Longobardi di Procopio (p. 19-73)
Francesco Lo Monaco, Dai Fasti a Fredegario (p. 75-104)
Walter Pohl, Origo gentis Langobardorum (p. 105-121)
Francesco Mores, Come lavorava Paolo Diacono (p. 123-139)
Bibliografia (p. 141-151)
Indice dei nomi, dei luoghi e delle cose notevoli (p. 153-162)
Indice delle fonti (p. 163-167)
Francesco Lo Monaco insegna presso l’Università di Bergamo e si occupa di Storia della tradizione dei testi.
Francesco Mores svolge attività di ricerca presso la Scuola Normale Superiore di Pisa.
Paolo Cesaretti insegna Civiltà bizantina e Storia romana all’Università di Bergamo
Walter Pohl è direttore dell’Unità di ricerca di storia medievale all’Accademia Austriaca delle Scienze e insegna storia medievale all’Università di Vienna. Ha pubblicato numerosi saggi e libri sui popoli dell’alto medioevo; tra i più recenti: Die Germanen (München 2000), Werkstätte der Erinnerung. Montecassino und die Gestaltung der langobardischen Vergangenheit (München 2001), Die Völkerwanderung . Eroberung und Integration (Stuttgart 2002).

venerdì 21 settembre 2012

Buiakesos, le guardie del Giudice

Buiakesos, le guardie del Giudice
di Vindice Lecis
pp. 228, € 20,00
Edizioni Condaghes, 2012
ISBN: 978-88-7356-196-5

In questo romanzo la Sardegna del Medioevo rivive tra palazzi, monasteri, condaghes e castelli. Una Sardegna partecipe della grande Storia: con le sue leggi, le sue istituzioni, le sue strutture sociali, e inserita nei rapporti tra gli Stati dell´epoca. Una Sardegna dove sovrani, ecclesiastici, soldati, majorales, oppure semplici servi sono protagonisti di vicende appassionanti, ma anche aspre e violente.
Sardegna, 1127. Il giovane Gonario II di Torres è costretto all´esilio non appena designato dalla Corona de logu a governare sul Giudicato del Logudoro al posto del defunto e saggio padre Costantino I.
Fugge, aiutato dal fido consigliere Ithocorr Gambella, per evitare di essere ucciso dai sicari della potente famiglia rivale degli Athen, che non accettano la sua nomina e contestano la politica delle alleanze filo-pisane. La sedizione contro il sovrano legittimo avanza in un crescendo di intrighi, colpi di scena e  atti oscuri.
Il rientro di Gonario, scortato da un contingente pisano, rimette in discussione tutto. Affronta la sommossa a viso aperto e comincia a governare. Ma la Sardegna non è tranquilla, le mire delle potenze pisane e genovesi si fanno pressanti, e a Gonario si oppone l´ambizioso Comita III d´Arborea. Scoppia un´altra guerra tra Stati confinanti.
Ne emerge la figura del capo delle guardie palatine, il maiore de ianna Gosantine Palas, che affronta grandi traversie militari, contrasti personali e complotti inestricabili.
C´è un medioevo, quello sardo, che ha prodotto singolari e originali forme di autogoverno - i giudicati - che fecero la propria parte tra le grandi potenze europee per una lunga epoca (almeno dall´XI al XV secolo): trattarono e combatterono; divennero interlocutori di papi e imperatori; litigarono e strinsero intese con consoli pisani e genovesi, regnanti di Barcellona ed emiri musulmani. I giudici ebbero un ruolo nel Mediterraneo, modellarono una statualità e un corpus di leggi, esercitarono la giustizia ed elessero il sardo a lingua nazionale.
Vindice Lecis è nato a Sassari nel 1957, giornalista del Gruppo Editoriale ´L´Espresso´ dal 1981. Ha lavorato a ´La Nuova Sardegna´ (capo cronista a Oristano e Sassari) e, come redattore-capo, a ´il Centro´ di Pescara, ´La Provincia Pavese´, ´La Nuova Ferrara´, la ´Gazzetta di Reggio´, inviato regionale in Emilia-Romagna e nazionale all´AGL (Agenzia Giornali Locali).
Romanzi pubblicati: La resa dei conti (Ariostea, 2003); Togliatti deve morire (Robin, 2005); Da una parte della barricata (Robin, 2007); Le pietre di Nur (Robin, 2011); Golpe (Corbo, 2011).
Saggi pubblicati: Un lungo viaggio nella cooperazione ferrarese (PresseWeb, 2007); 1948 la rivoluzione impossibile. Ferrara e l´attentato a Togliatti (2G Edizioni, 2007).

lunedì 17 settembre 2012

Storie di re Artù e dei suoi cavalieri

Storie di re Artù e dei suoi cavalieri
di Franco Cardini
disegni di Cecco Mariniello
pp. 120, € 16,50
Gallucci, 2012
ISBN: 978-88-6145-197-1
Le imprese di Excalibur, l'amore impossibile tra Lancillotto e Ginevra, i prodigi di Merlino e le avventure che hanno reso immortale il ciclo arturiano qui riuniti per la prima volta in un racconto travolgente, curato da uno storico di grande esperienza con rispetto per le fonti letterarie originali. Franco Cardini ci accompagna nel mondo lontano e perduto della cavalleria, dove i dettagli storici si intrecciano con il mito e la fantasia prende la forma delle preziose illustrazioni di Cecco Mariniello. Due grandi autori per la storia che da secoli non smette di affascinare i lettori, finalmente in una versione completamente nuova, unica per cura, bellezza e forza.
"Tanto tempo fa, oppure ieri, in un villaggio del regno di Logres nella Grande Bretagna..."

mercoledì 12 settembre 2012

Il Santo Sepolcro a Gerusalemme

Il Santo Sepolcro a Gerusalemme 
Riti, testi e racconti tra Costantino e l'età delle crociate
di Renata Salvarani 
pp. 312, € 22,00
Libreria Editrice Vaticana, 2012
ISBN: 978-88-209-8812-8
Tra l'età di Costantino e la fine delle crociate la Chiesa di Gerusalemme ha elaborato forme liturgiche proprie, caratterizzate da un rapporto diretto con i luoghi memoriali e la topografia delle città della Terrasanta, e in quest'ottica il complesso del Santo Sepolcro ha svolto un ruolo esemplare per lo sviluppo di riti e celebrazioni. Il presente saggio, che si inserisce nella collana Monumenta Studia Instrumenta Liturgica, studia proprio questo luogo di culto, analizzandolo in una prospettiva interdisciplinare, sulla base di una pluralità di fonti: testi liturgici, omelie, inni, composizioni pastorali, ma anche semplici racconti o scritti di fedeli e pellegrini. L'autrice prende in esame inoltre le strutture dei luoghi di culto, i loro resti archeologici, gli elementi topologici e topografici dei complessi architettonici e delle città, gli oggetti utilizzati durante i riti, descrivendo così dei dettagli fisici e spaziali imprescindibili per la comprensione delle forme liturgiche dell'epoca. Il volume, arricchito anche da un'appendice fotografica, fornisce dunque uno spaccato della ricchezza del mondo cristiano medioevale, un quadro complesso e variegato di particolare interesse per i liturgisti e gli studiosi di storia della Chiesa.
Renata Salvarani è laureata in Lettere Moderne all’Università di Padova (con indirizzo in storia dell’arte medievale) e dottore di ricerca in Storia medievale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È docente di Storia del Cristianesimo e Storia medievale all’Università Europea di Roma. Indaga due principali aree di ricerca: genesi e mutamento dei segni materiali impressi da comunità e istituzioni nello spazio e nel paesaggio; rapporti tra liturgia, progettazione dello spazio e architettura nel Medioevo. Fra le sue monografie:
La fortuna del Santo Sepolcro nel Medioevo. Spazio, liturgia, architettura, Milano (Jaca Book) 2008; Pievi del Nord Italia. Cristianesimo, istituzioni, territorio, Verona (Arsenale) 2009; Matilde di Canossa, il Papato, l’Impero. Storia, arte, cultura alle origini del Romanico. Catalogo della mostra, Mantova, Casa del Mantegna 31 agosto 2008-11 gennaio 2009, Cinisello Balsamo (Silvana Editoriale) 2008 (con Liana Castelfranchi); Garda romanico. Pievi, istituzioni, territorio, Milano (Libri Scheiwiller) 2004; Verso Gerusalemme, crociati, santuari, pellegrini (con Franco Cardini e Michele Piccirillo), Bergamo (Velar-Idea Libri) 2000.

martedì 11 settembre 2012

Dante. Il romanzo della sua vita

Dante. Il romanzo della sua vita
di Marco Santagata
pp. 467, € 22,00
Mondadori, 2012
EAN:  9788804620266

"La Commedia è un'opera di finzione, ma in età medievale non esistono altre opere di finzione che registrino in modo così sistematico, tempestivo e quasi puntiglioso fatti della storia, della cronaca politica, della vita intellettuale e sociale contemporanei. E, per di più, senza temere di addentrarsi in retroscena noti solo per sentito dire o in quello che oggi chiameremmo gossip politico e di costume. Per molti aspetti, assomiglia agli odierni instant-book." Il libro di Marco Santagata costituisce, nello scenario della letteratura dantesca, una novità. Perché è, prima di tutto, l'appassionato racconto, il "romanzo" appunto, della tormentata e semisconosciuta esistenza di un uomo dall'io smisurato, che si sentì sempre "diverso e predestinato", che in ogni amore e in ogni lutto, nella sconfitta politica e nell'esilio, e in particolare nel proprio talento, scorse "un segno del destino, l'ombra di una fatalità ineludibile, la traccia di una volontà superiore". Ed è, insieme, il documentato ritratto di un Dante profondamente calato nella vita pubblica e culturale della sua città, Firenze, e nelle complesse dinamiche della storia italiana tra Due e Trecento. Grazie al sapiente intreccio di vicende storiche e private, Santagata raggiunge il duplice obiettivo di ricomporre il quadro più completo possibile del Dante padre di famiglia, filosofo, poeta, uomo di partito e di corte, e analizzare ogni sua opera alla luce del contesto storico e biografico.
Marco Santagata insegna Letteratura italiana all’Università di Pisa. La sua attività di studioso è rivolta soprattutto alla poesia dei primi secoli, con una particolare attenzione a Dante e a Petrarca. Su Dante, di cui cura per i Meridiani Mondadori l’edizione commentata delle Opere, ha scritto il libro L’io e il mondo. Un’interpretazione di Dante (Bologna, il Mulino 2011). Tra i lavori petrarcheschi si segnalano il commento al Canzoniere (Mondadori, 2004)  e il libro I frammenti dell’anima (Bologna, il Mulino 2011). Si è inoltre occupato di Leopardi (Quella celeste naturalezza. Le canzoni e gli idilli di Leopardi, Bologna, Il Mulino 1994) e della poesia fra Otto e Novecento (Per l’opposta balza. “La cavalla storna” e “Il commiato” dell’”Alcyone”, Milano, Garzanti 2002).
Visita il sito dell'autore, il blog ufficiale e la fan page su FB.

sabato 8 settembre 2012

Licata. Le chiese rupestri

Licata. Le chiese rupestri
di Fiorella Silvestri
pp. 86, € 12,00
Phasar Edizioni, 2012
ISBN: 978-88-6358-132-4

Sotto una montagnola di terra, una porta.
L’ho trovata.
Non sono ancora completamente certa. Un grosso catenaccio sigilla la porta di metallo che sbarra l’ingresso.
Pochi giri di chiave.
La porta si apre.
Metto subito un piede all’interno. Ma il buio è totale. La luce bianca e radente che ha inondato i miei occhi all’esterno, adesso per il forte contrasto, non mi permette di vedere nulla.
Lentamente, molto lentamente, comincio a scorgere qualcosa.
La chiesetta rupestre di San Giovanni...
"Fiorella Silvestri, architetta e docente, indagando palmo a palmo anfratti e rocce della Montagna di Licata, ha compiuto un lavoro serio, utile, in potenza seminale e produttivo di ampliamenti ed approfondimenti.

Applicando le nuove tecniche di indagine sul campo, preceduta da rigorosa ricognizione filologica della letteratura esistente, ha portato alla luce suggestivi frammenti di un’arte rupestre centrata attorno al Mille dopo Cristo, al periodo bizantino cioè della vicenda storica di questo territorio."
Carmelo Incorvaia, già dirigente scolastico, deputato nazionale e storico.

Fiorella Silvestri
, dopo la maturità classica presso il Liceo “V. Linares”, ha conseguito la Laurea in architettura all’Università di Palermo. Esercita la professione di architetto ed è docente.
Consigliere dell’Ordine degli Architetti della provincia di Agrigento negli anni 2000/2004, è stata ingegnere capo di un Comune palermitano nel 2011. Conduce seminari di bioarchitettura presso la CUSCA di Licata.