giovedì 12 novembre 2015

Quando guidavano le stelle

Quando guidavano le stelle
Viaggio sentimentale nel Mediterraneo
di Alessandro Vanoli
pp. 248, € 16,00
Il Mulino, 2015
ISBN: 978-88-15-25975-2 

«…troppo poco quello che gli storici sanno davvero degli uomini di cui scrivono, delle loro paure e dei loro sogni; troppo distanti le loro passioni, le loro voci. Proprio per questo è necessario issare le vele e, con gli occhi alle stelle, raccontare semplicemente un viaggio»
Sentimentale ma molto reale: in quattro navigazioni il viaggio si snoda dall’Egeo dei tempi di Ulisse alle coste romane di Ostia, da Costantinopoli all’Andalusia, da Ragusa a Cipro e infine da Alessandria d’Egitto a Ravenna. Di porto in porto, di tappa in tappa, ci ritroviamo in epoche diverse, nella Atene del V secolo a.C., a Cartagine alla vigilia della terza guerra punica, nella Valencia del Cid Campeador, nella Genova medievale, a Istanbul, e a Napoli all’inizio del Novecento. Ogni approdo racconterà un pezzo di storia del Mediterraneo, talvolta evocando il ricordo di grandi eventi, talvolta riscoprendo personaggi ormai dimenticati, ma sempre parlando anche di noi e di quel mare che non smette di suscitare speranze.
Alessandro Vanoli, storico medievista, è esperto di storia mediterranea. Per il Mulino ha scritto «La reconquista» (2009), «La Sicilia musulmana» (2012) e «Andare per l’Italia araba» (2014).

mercoledì 11 novembre 2015

A.D. 1243. L'ultimo assedio

A.D. 1243. L'ultimo assedio
di Marta Tempra e Furio Thot
pp. 512, € 23 (acquista online a € 18,40 nel sito dell'editore)
Edizioni Arpeggio Libero, 2015
ISBN: 8899355118

1237. Sono gli anni dei contrasti tra l’impero e i comuni sostenuti dal papato, lotte intestine che spaccheranno le città, dividendo i padri dai figli, i fratelli dai fratelli.
A Viterbo, Giacinta Brettoni, giovane nobile di parte guelfa, è destinata al convento fin dalla nascita, ma l’avversa fortuna della famiglia la porterà a rinunciare al velo per diventare moglie di un nuovo ricco della città.
Nel frattempo, il poeta siciliano Jacopo degli Altofonte viene convocato alla corte di Federico II e l’iniziale meraviglia si trasformerà in angoscia quando s’innamora perdutamente di Selvaggia, figlia naturale del sovrano e destinata in sposa all’uomo più crudele del suo tempo.
Alle loro storie si unisce quella di Guido, speziale lombardo in fuga con la famiglia da Lodi dopo che la città si arrese all’impero.
Amori infelici, rocambolesche fughe e impetuose battaglie si intrecciano in un romanzo corale in cui le vicende di tutti finiranno per convergere proprio nella città di Viterbo, culminando nella battaglia in cui la valorosa cittadina fronteggerà l’immenso esercito imperiale.
Gli epici giorni dell’anno domini 1243, l’ultimo assedio di Viterbo.

lunedì 9 novembre 2015

Isolario arabo medioevale

Isolario arabo medievale
di Angelo Arioli
pp. 341, € 22,00 (acquista online con il 15% di sconto)
Adelphi, 2014
ISBN: 9788845930393

Come approdi momentanei di un itinerario inventato – dal Mar di Cina e dall'Oceano Indiano al tenebroso «Mare Abbracciante» in Estremo Occidente – sfilano isole mirabili, piccoli universi dagli ambigui confini, viste, immaginate e raccontate da autori musulmani di varia provenienza (dall'Iraq alla Persia, al Marocco, alla Spagna), mercanti e viaggiatori, ma anche sedentari compilatori di opere geografiche, in un arco di tempo che va dalla metà del IX al XV secolo. Isole che appaiono e scompaiono, isole abitate soltanto da donne, o da esseri che si fanno sentire ma non si fanno mai vedere, l'isola delle scimmie, del leggendario e vendicativo uccello Rukhkh, degli antropofagi, del rubino, dei granchi pietrificati, degli androgini. Infinite varianti di isole fantastiche, che evocano meraviglie: come Finzioni di Borges, o Le città invisibili di Calvino o il Libro dei mostri di Wilcock.
I testi pro­ven­gono dai rac­conti di viag­gia­tori medie­vali, da quelli di un non meglio iden­ti­fi­cato «mer­cante Sulay­man» del nono secolo fino a quelli di Ibn Al-Wardi, vis­suto nel quin­di­ce­simo, e come si può imma­gi­nare sono lungi dal rap­pre­sen­tare una fonte geo­gra­fica pre­cisa e affi­da­bile. Si sa, i mari­nai hanno fama di gran con­ta­frot­tole, pro­pensi a ingi­gan­tire ogni peri­colo affron­tato e a inven­tare det­ta­gli pit­to­re­schi per ogni loro avven­tura, dun­que il libro va letto più come un esem­pio di let­te­ra­tura fia­be­sca che come un docu­mento scien­ti­fico.
Angelo Arioli (Nettuno 1947), è professore ordinario di Lingua e Letteratura Araba presso la Facoltà FILESUSO, Sapienza Università di Roma e prima ancora, nel medesimo ateneo, presso la Facoltà di Studi Orientali di cui è stato fondatore, nonché membro sin dalla sua fondazione del Dipartimento di Studi Orientali, ora divenuto Dipartimento “Istituto Italiano di Studi Orientali – ISO”.

domenica 8 novembre 2015

Il fiero pasto

Il fiero pasto
Antropofagie medievali
di Angelica Aurota Montanari
pp. 256, € 22,00
Il Mulino, 2015
ISBN: 978-88-15-25858-8 

«andaro dove misser Jacomo era in prigione,e per forza rupero, e lui tutto el taglioro in pezi con grande scempio che mai di bestia si facesse, mangiaro le sue carni»
Cronaca senese del XIV secolo
Il libro propone un itinerario pieno di sorprese fra le pieghe del Medioevo europeo, portando in luce una corposa messe di casi che attestano come gli uomini a quell’epoca, in diverse circostanze e per diverse ragioni, si cibassero di carne umana: non solo in situazioni di emergenza come le carestie e i lunghi assedi, ma anche come atto di sfregio nei confronti del nemico o, per converso, come atto di venerazione e d’amore. Diffuso fu anche l’impiego di resti umani per confezionare preziosi e richiestissimi medicinali. Non è stupefacente allora che su queste realtà fiorisse un terrificante immaginario, di cui pure queste pagine ci raccontano, fatto di sette antropofaghe, mostri divoratori, cuori mangiati, bambini arrosto, macabri banchetti di streghe.
Angelica Aurora Montanari ha conseguito il dottorato all’Ecole des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Dopo aver collaborato con la UFF-Universidade Federal Fluminense di Niteroi (Brasile), attualmente lavora al Dipartimento di Beni culturali dell’Università di Bologna, sede di Ravenna.

sabato 7 novembre 2015

Alle soglie dell'ultimo giorno

Alle soglie dell'ultimo giorno
di Sergio Ruggiero
pp. 410, € 13,00
Mannarino, 2015
IBSN: 8896708575
 
ANNO DOMINI 870.  Eurone è uno studioso ateniese de’ La gerarchia celeste, un’opera attribuita a Dionigi l’Aeropagita che descrive l’ordinamento angelico. Il figlio muore per una malattia, e poiché egli ritiene si tratti di un angelo incarnato, sogna di doverlo seppellire in una grotta affinché vegli sul Verbo, prima dell’imminente fine dei tempi. Ma la grotta è a Cosentia, nell’Italia meridionale, dove i Goti nel 410, all’indomani del sacco di Roma, avevano seppellito il tesoro del Tempio di Salomone in Gerusalemme. Eurone fa imbalsamare il corpo del bambino per poterlo trasportare, e con un viaggio avventuroso approda ad Amantia, un emirato Saraceno non distante da Cosentia, in mano allo spietato As-Simsin.
Nella sua corsa contro il tempo, il greco conosce persone il cui destino si lega fatalmente agli imprevedibili sviluppi della sua “missione sacra”: Ibrahim, un giovane carrettiere, Tilesia, una ragazza della Sila, il faqih Arslan, raffinato studioso con un trascorso mistico di “ricercatore di angeli”, e l’arcidiacono Pancrazio, custode dei “segreti dell’Episcopio” e ultimo dei “buoni scrittori”.
Intanto, un’armata imperiale, condotta dal conte Ottone di Bergamum e dal suo luogotenente Falco di Brexia, giunge nel Bruttium per combattere i Saraceni di Amantia. La guerra rappresenta per Eurone l’inizio della catastrofe finale: non c’è più tempo, occorre trovare la grotta. La ricerca, sulla quale incombe l’ombra di una perfida macchinazione, s’intreccia con l’amore disperato tra Tilesia e Ibrahim e con il dramma della “battaglia decisiva contro l’Anticristo”.
Sullo sfondo di un’epoca segnata dal primato dei Franchi, dalla decadenza longobarda e della crudeltà dei Saraceni, l’invenzione narrativa si innesta sulle fonti storiche per raccontare un mondo misterioso, tremendo, affascinante, dove tutto si basava sulla spietata legge della guerra e il pensiero più elevato ruotava intorno all’ansia di conquista dell’Eternità.

giovedì 5 novembre 2015

I Franchi

I Franchi
di Bernhard Jussen
pp. 168, € 14,00
Il Mulino, 2015
ISBN: 78-88-15-25709-3 

Popolazione barbarica fortemente influenzata dalla cultura romana, i franchi si stabilirono nella zona fra l’odierno Belgio e la Francia settentrionale durante il tardo impero romano. Sotto la guida dei re merovingi imposero il loro dominio su una vasta area che comprendeva l’odierna Francia e la parte occidentale della Germania. Con l’avvento della dinastia carolingia, soprattutto con Carlo Magno, diedero vita al più vasto organismo politico dell’Europa medievale, che si estendeva dai Pirenei alla Sassonia, dall’Italia centro-settentrionale alle coste del mare del Nord.
Bernhard Jussen insegna Storia medievale nella Goethe-Universität di Francoforte. Fra i suoi studi: «Spiritual Kinshipas Social Practice. Godparenthood and Adoption in the Early Middle Ages» (2000) e «DerNamederWitwe. ErkundungenzurSemantikdermittelalterlichenBußkultur» (2000).

martedì 3 novembre 2015

Carlo Magno. Il barbaro santo

Carlo Magno
Il barbaro santo
di Stefan Weinfurter
pp. 360, € 25,00
Il Mulino, 2015
ISBN: 360, 978-88-15-25977-6

Il padre dell’Europa? Un barbaro scaltro e brutale? Un santo, paladino della Chiesa? Un imperatore dissoluto e malvagio?
Carlo Magno è una delle figure che più hanno segnato la storia europea. Grazie a lui una vasta parte dell’Europa, frammentata dopo il crollo di Roma, si trovò nuovamente riunita in un unico impero. Carlo sottomise e cristianizzò i sassoni, sconfisse i longobardi, assemblò le diverse tribù germaniche. Fu un combattente per la fede in difesa del cristianesimo e della Chiesa, e il papa lo ripagò incoronandolo imperatore. Assetato di sapere, fu un accanito sostenitore della cultura: nella sua Aquisgrana, dove amava dedicarsi ai piaceri termali, raccolse attorno a sé e alla sua corte i più importanti poeti e pensatori del tempo. Alle molte e anche contraddittorie facce di Carlo Magno è dedicato questo avvincente racconto biografico.
Stefan Weinfurter insegna Storia medievale nell’Università di Heidelberg. Con il Mulino ha pubblicato anche «Canossa. Il disincanto del mondo» (2014).

sabato 31 ottobre 2015

Corpus dell'epigrafia medievale di Padova

Corpus dell'epigrafia medievale di Padova
a ura di Franco Benucci
pp. 348, € 39,00
Cierre Edizioni, 2015
ISBN: 8883148193
 
Il catalogo descrive i testi epigrafici di epoca medievale (fra il X e il XV secolo) conservati nei Musei Civici di Padova. Ciascuna delle 75 schede di cui si compone contiene una parte "tecnica", relativa ai dati fisici, conservativi e paleografici, e una parte più "di studio", comprendente la bibliografia relativa alle precedenti edizioni delle epigrafi e varie note di spiegazione e di approfondimento storico. Il volume è arricchito da un indice delle voci epigrafiche e da un CD-ROM contenente la riproduzione ad alta definizione delle epigrafi.
Franco Benucci è ricercatore di Linguistica presso l’Università di Padova - Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità - unisce agli interessi disciplinari quelli relativi all’araldica e alla storia, arte e cultura della città e della regione, con particolare riguardo alle relative testimonianze monumentali, epigrafiche e documentarie.
Già consulente del Settore Edilizia Monumentale del Comune di Padova per i monumenti ‘minori’, è autore di varie pubblicazioni scientifiche e divulgative, relative alla conoscenza, tutela e valorizzazione dei beni storici e monumentali della città.
È membro della Commissione di Toponomastica del Comune di Padova, dell’Ateneo Veneto di Scienze Lettere ed Arti, della Societas Veneta di Storia Religiosa e del Centro per la storia dell’Università di Padova e responsabile del progetto di ricerca interdisciplinare relativo al Corpus dell’epigrafia medievale (CEM) di Padova.

giovedì 29 ottobre 2015

L'area monetaria veronese. Verona e il Tirolo.

L'area monetaria veronese. Verona e il Tirolo.
di Helmut Rizzolli e Federico Pigozzo
pp. 730, € 69,00
Athesia Tappeiner Verlag, 2015
ISBN: 978-88-6839-140-9

Per la prima volta viene presa in considerazione un'area monetaria che, estendendosi dalla Pianura Padana fino ad oltre il Brennero, supera i confini politici, spesso anacronisticamente utilizzati per la classificazione di monete medievali. I denari veronesi, ovvero i berner (Bern = Verona in tedesco medievale), coniati a partire dal X secolo, divennero in seguito la principale valuta di Trento e Merano. Oltre ad una esauriente storia monetaria, il libro contiene un Corpus riguardante le zecche di Verona (CNV), di Trento e di Merano, così come le relative imitazioni emesse a Cortemilia, Incisa, Ivrea, Acqui, Rivara, Mantova, Verona, Treviso, Padova, Vicenza, Parma, Savona, Aquileia, Hals-Leuchtenberg, Crevacuore, Zurigo, Passau, Württemberg, Vienna, Wiener Neustadt, Lienz e Dobbiaco (CNTM).
Sulla base di una trasversale alpina ben protetta, che collegava l’Italia nordorientale con il Tirolo attraverso il passo del Brennero, si svilupava a partire della seconda metà del XII secolo d. C. un area monetaria molto stabile, con la zecca principale a Verona. Le zecche dalla cosidetta “area monetaria Veronese” avevano un’successo straordinario. Le monete, inizialmente coniate a Verona, si sono imposte prima a Trento e in seguito anche a Merano. Inoltre, queste monete, chiamate i “berner”, sono state imitate in numerose zecche del Norditalia. Il libro non è dedicato soltanto ai numismatici e agli archeologi. “Un lavoro legato alle migliori tradizioni della ricerca scientifica fondamentale, per cui questo libro promette di diventare e rimanere per lungo tempo una vera e propria opera basilare”, cosi Mark Mersiowsky, professore di Storia Medievale presso l’Università di Stoccarda nella sua introduzione a questo volume. 
Helmut Rizzolli: Laurea in Economia e Commercio e in Storia, abilitazione all'insegnamento universitario. Ha pubblicato importanti lavori sulla storia monetaria tirolese. Insegna numismatica all'Università di Innsbruck.
Federico Pigozzo: Laurea in Economia e Commercio e in Storia, è autore di numerose pubblicazioni sulla storia monetaria del Veneto. È socio effettivo della Deputazione di Storia Patria per le Venezie.

martedì 27 ottobre 2015

Tristan e Doralice

Tristan e Doralice
Un amore ribelle
di Francesca Cani
pp. 445, € 14,90
Leggereditore, 2015
ISBN: 8865085924

Anno Domini 1076. Sopravvissuta alla strage della sua famiglia, Doralice di Lacus trova ospitalità a Canossa, dove la grancontessa Matilda la accoglie come una figlia. Quando l'orrore per l'assassinio dei suoi genitori sembra aver lasciato posto a una tranquilla quotidianità, i piani di conquista di Enrico IV sconvolgono il suo mondo. Tristan di Holstein, indomito guerriero forgiato da mille battaglie, ha un'ultima missione prima di riconquistare la libertà: deve colpire al cuore Matilda, strappandole quanto ha di più prezioso. La sua preda, che osserva con occhi da demonio, uno azzurro e freddo, l'altro ribollente d'oro fuso, è Doralice. Ma la prova dell'amore si rivelerà la più ardua da superare e lo spingerà a disobbedire al suo re, a sopportare torture e rinunce in nome di una felicità che potrebbe non esistere. Perché forse è proprio lui il responsabile di un crimine che non può essere perdonato...
Francesca Cani vive a Mantova, è laureata in Storia dell’arte e ha una vera passione per la ricerca storica, tanto che gli archivi polverosi e le biblioteche sono diventate la sua seconda casa. I suoi romanzi, già pubblicati da Harlequin Mondadori e Rizzoli Youfeel, sono frutto dell’amore per la sua terra e per i viaggi. Ogni volta che può parte alla scoperta di Irlanda, Scozia e Inghilterra. Tristan e Doralice – Un amore ribelle è il suo primo romanzo con Leggereditore.