venerdì 5 gennaio 2018

Una "questione campana"

Una "questione campana"
La prima arte monumentale cristiana tra Napoli, Nola e Capua (Secc. IV-VI)
di Chiara Croci
pp. 344, € 75,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2017
ISBN: 9788867288533

Celebre per le sue pitture antiche, la Campania felix custodisce monumenti paleocristiani degni dei più noti di Roma e Ravenna: un patrimonio rimasto finora nell’oblio, che si rivela invece cruciale per la conoscenza dell’arte tardoantica.
Questo libro, che ha per protagonisti il battistero di San Giovanni in Fonte a Napoli, il complesso funerario di Cimitile presso Nola e quello di San Prisco alle porte di Capua, ricostruisce la nascita e i primi sviluppi dell’arte monumentale cristiana in Campania.
Ne emerge un panorama estremamente originale, frutto di un contesto culturale plasmato da committenti in bilico tra la “vecchia” aristocrazia romana e la “nuova” gerarchia ecclesiastica.
Chiara Croci è Première Assistante, Section d'Histoire de l'art all'Université de Lausanne.

giovedì 4 gennaio 2018

I sotterranei di Notre-Dame

I sotterranei di Notre-Dame
di Barbara Frale
pp. 336, € 9,90 (Acquista online con il 15% di sconto)
Newton Compton, 2018
ISBN: 9788822714312

PARIGI, 1301. Perché il re di Francia e i suoi uomini più fidati si aggirano furtivi nei sotterranei di Notre-Dame? Che cosa stanno disperatamente cercando? Filippo il Bello è disposto a tutto pur di scongiurare un evento fatale per il suo regno e la sua discendenza. Anche a mobilitare i migliori consiglieri perché raggiungano Roma: proprio in Vaticano, sotto la protezione del papa, si nasconde il celebre Arnaldo da Villanova, noto come il Catalano, geniale e discusso medico di Bonifacio VIII, un tempo al servizio di Filippo il Bello, poi accusato di praticare la magia. Ora il re lo rivuole presso di sé. Per quale motivo? Il pontefice nutre dei sospetti su quella richiesta e teme che Filippo il Bello stia orchestrando un complotto contro la Santa Sede. Per questo affida il compito di indagare al nipote, Crescenzio Caetani, giovane studente in Medicina, e a Dante Alighieri, delegato della Repubblica di Firenze. Addentrandosi nei meandri della Biblioteca Apostolica, sfogliando inestimabili trattati medici del mondo antico, i due tenteranno di scoprire cos’è che tormenta il monarca più potente della cristianità. Un segreto che il Catalano, custode della tradizione magica dell’Oriente, pare conoscere, ma che non sembra disposto a rivelare…
Barbara Frale (Viterbo, 1970) è una storica del Medioevo nota in tutto il mondo per le sue ricerche sull’ordine dei Templari. Autrice di varie monografie scientifiche, ha partecipato a numerose trasmissioni televisive e documentari storici entrando nel dibattito internazionale su temi di vivo interesse per il grande pubblico quali il processo ai Templari e la Sindone di Torino. Nel campo della narrativa storica, ha pubblicato i romanzi La lingua segreta degli dei e Il gioco degli arcani, e curato, in collaborazione con Franco Cardini, la consulenza storica per la serie I Medici. Master of Florence in onda sulla RAI.

mercoledì 3 gennaio 2018

Lo scettro deposto

Lo scettro deposto
Santità penitenziale e potere regale nella tradizione agiografica italo-porteghese di Isabel de Aragão Rhaina santa del Portogallo
di Luca Capannolo
Preazione di Giulia Lanciani
pp. 428, € 22,00
Aracne Editrice, 2017
ISBN: 978-88-255-0527-6 
 
Il “mito isabellino” è un fenomeno complesso, trasversale nel tempo e nello spazio. La tradizione agiografica di Isabel de Aragão, regina del Portogallo e santa per la chiesa cattolica, è stata misconosciuta a lungo dalla critica letteraria e dagli studi agiografici e, di conseguenza, relegata nel più semplice ambito devozionale. La sua è invece una figura poliedrica, “migrante” e in continua trasformazione. Isabel sfugge a facili definizioni di stato o di genere riuscendo abilmente a declinarsi in condizioni diverse e nuove: infanta prodigiosa e inattesa sposa, giovane delicata e mulier virilis, saggia regnante del Portogallo e sovrana penitente, abile amministratrice e moglie esemplare dell’inquieto don Dinis. Gli autori cercano di delineare un personaggio di transizione, oscillante, in precario equilibrio tra la ristretta logica monarchica medievale e la complessità moderna dell’apparato imperiale. Le biografie, non così numerose, possono vantare un profondo valore letterario. Nel libro sono analizzate le principali espressioni della raccolta testuale sulla rainha santa, nata con l’anonima Lenda del XIV secolo e sviluppatasi nei secoli successivi nelle due culture portoghese e italiana. Sono esaminate anche le principali tematiche, i topoi e i motivi agiografici, legati alla santità penitenziale, al potere regale e all’elemento miracolistico.
Luca Capannolo nasce all’Aquila l’8 agosto 1983. Dopo la maturità classica, frequenta la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi dell’Aquila dove consegue nel 2006 la laurea triennale in Letterature Europee e nel 2009 la laurea specialistica in Studi Filologici e Letterari (curriculum Letterature Comparate), discutendo una tesi dal titolo Dall’oratoria antica alla predica: Giovanni Crisostomo, Bernardino da Siena e Padre António Vieira. Nel 2006 inizia gli studi presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Aquila ‘Fides et Ratio’, affiliato alla Pontificia Università Lateranense, e nel 2010 ottiene il baccellierato in Scienze Religiose con una tesi su O sermão pelo bom sucesso das armas de Portugal contra às da Holanda di Padre António Vieira. Il 3 giugno 2013 consegue il Dottorato in Culture e Letterature Comparate presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma Tre con la tesi dottorale Lo scettro deposto. Santità penitenziale e potere regale nella tradizione agiografica isabellina italo-portoghese. Dall’ottobre 2009 è redattore di ‘Vola L’Aquila’, quindicinale aquilano, e il 25 gennaio 2012 entra a far parte dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo come giornalista pubblicista. Collabora attivamente con alcune riviste italiane ed estere: per la rivista Nord Cultural dell’Università di Baia Mare (Romania) ha pubblicato La festa del perdono di L'Aquila (2012); Il dilemma del vivere in città o in campagna nella letteratura del Cinquecento, (2012); Isabel de Aragão Rainha Santa di Vitorino Nemésio: l’agiografia laica di una santa della tradizione portoghese (2013); Terre-motos. L’Aquila 1703 e Lisbona 1755, rappresentazioni letterarie della città terremotata (2015). Per la rivista «Saeculum Christianum» (Polonia) ha pubblicato Severo di Interocrium, modello di santità rustica nei Dialogi di Gregorio Magno (2014); In re obscura versantes. La complessa questione agiografica dei Martiri Amiternini e nuove prospettive di interpretazione (2016). Per la rivista «Prospettiva Persona» (Italia) ha pubblicato Dorothy Day: Delighted me. La narrazione del meticciato cristiano (2016). Ulteriori articoli sono attualmente in corso di stampa. Nel 2013 partecipa a ‘Letture in Corso’, Convegno dei Dottorandi in Culture e Letterature Comparate dell’Università di Roma Tre con il seguente intervento: Com devotos passos. Geografia, itinerari, spazi, e ambienti del meraviglioso nella tradizione agiografica su santa Isabel de Aragão. Nel 2015 è inserito nel comitato scientifico del convegno internazionale “Tradizione e innovazione. Unità e diversità nel contesto europeo” dell’Università di Baia Mare (Romania).
Giulia Lanciani è professoressa ordinaria di Lingua e letteratura portoghese e brasiliana presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi Roma Tre. Ha insegnato nelle Università Ca' Foscari Venezia e la Sapienza — Università di Roma. È Dottore Honoris causa dell'Universidade Nova (2003) e dell'Universidade Clássica di Lisbona (2011), socio dell'Arcadia, membro della giuria del Premio Mondello e del Premi Nazionali per la Traduzione. Ha creato e gestisce la cattedra “José Saramago”, finanziata dall’Instituto Camões, presso l'Università degli Studi Roma Tre e collabora con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Si è occupata di letteratura medievale galega e portoghese, di problemi, autori e testi iberici del secolo XVI, in particolare della letteratura di viaggio, di poeti e prosatori moderni e contemporanei portoghesi, brasiliani, galeghi, catalani (da Fernando Pessoa a José Saramago, da Manuel Bandeira a Guimarães Rosa, a Salvador Espriu), di critica genetica, di problemi della traduzione. Insignita di vari premi nazionali e internazionali e del grado di Grande Ufficiale dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique, è altresì “académico de honra” della Real Academia Galega.

martedì 2 gennaio 2018

Economia della salvezza e indulgenza nel Medioevo

Economia della salvezza e indulgenza nel Medioevo
di Etienne Doublier, Jochen Johrendt
pp. 256, € 25,00
Vita e pensiero, 2017
ISBN: 9788834334010

L'indulgenza, ovvero la remissione parziale o integrale delle pene temporali dovute ai peccati rilasciata dal papa o da un vescovo, rappresenta una delle componenti più significative della religiosità medievale - e ciò soprattutto in ragione della sua pervasività, della sua popolarità, come pure della sua capacità di polarizzare. Lungi dal costituire esclusivamente una pratica intra-ecclesiastica legata all'esperienza penitenziale del singolo fedele, l'indulgenza cela in sé una poliedricità di applicazioni con ripercussioni di natura sociale, culturale e finanche politica, difficilmente riscontrabile presso altre forme devozionali o liturgiche del medioevo. Tra le iniziative a cui furono associate remissioni penitenziali sono da annoverare crociate, canonizzazioni di santi, pratiche caritative e devozionali, inquisizione e repressione dell'eresia, incoronazioni di papi e principi secolari, nonché innumerevoli campagne finalizzate al reperimento di fondi per la costruzione e il sostentamento di chiese, ponti e ospedali. Il volume, che raccoglie gli atti di un Incontro di Studi tenutosi nel febbraio 2015 presso la Bergische Universität di Wuppertal, affronta l'argomento da differenti prospettive tematiche e metodologiche, chiedendosi se e come l'affermazione della prassi indulgenziale e della relativa dottrina teologica e canonistica concorsero a modificare la concezione dominante della salvezza dell'anima e del rapporto sussistente tra i singoli fedeli e il vertice dell'istituzione ecclesiastica impersonato dal romano pontefice.
Jochen Johrendt è professore ordinario di Storia medievale presso la Bergische Universität di Wuppertal. Ha svolto attività di ricerca presso l’Istituto Storico Germanico di Roma e di insegnamento presso numerose università tedesche. È autore di studi monografici sulle relazioni tra Papato e Chiese locali nell’alto medioevo (Papsttum und Landeskirchen im Spiegel der päpstlichen Urkunden, Hannover 2004) e sul Capitolo di S. Pietro (Urkundenregesten zum Kapitel von St. Peter im Vatikan, 1198-1304, Città del Vaticano 2010; Il Capitolo di S. Pietro, i Papi e Roma, secc. XI-XIII, Città del Vaticano 2011) e di diversi volumi miscellanei e saggi su tematiche attinenti alla storia religiosa e istituzionale del medioevo centrale.

lunedì 1 gennaio 2018

L'ideale della Via

L'ideale della Via
Samurai, monaci e poeti nel Giappone medievale
di Aldo Tollini
pp. 282, € 24,00
Einaudi, 2017
ISBN: 9788806232627

La Via occupa un posto di particolare rilievo nella civiltà giapponese medievale, dando vita, nelle varie forme in cui si manifesta, tra le quali la Via del Guerriero, del Tè, della Poesia, al nucleo fondamentale della cultura che si sviluppò tra i secoli XII e XVII. È il periodo in cui i samurai vennero alla ribalta della scena politica e sociale, e poi anche culturale, prendendo e gestendo il potere effettivo: un'epoca di sanguinose lotte, ma pure di una grande fioritura intellettuale che ha lasciato un segno indelebile persino sulla società giapponese contemporanea. Questo libro ripercorre le principali fasi dello sviluppo dell'ideale della Via, esplorandone la storia e le principali manifestazioni all'interno del pensiero dei samurai, nella poesia e nel Buddhismo. Guerrieri, monaci e poeti sono gli attori principali della scena medievale giapponese: nella pratica della Via, nella sua forma piú elevata, essi sono uniti dall'unico ideale del perfezionamento spirituale.
La narrazione, che si snoda attraverso le citazioni dei testi piú rappresentativi del periodo, dà voce a chi della Via fece lo scopo della propria vita, producendo un pensiero e forme d'arte di insuperata raffinatezza.
Aldo Tollini insegna lingua giapponese classica all'Università Ca' Foscari di Venezia. Si interessa di cultura giapponese medievale, e in particolare di Buddhismo, di cultura del Tè e traduce testi classici giapponesi. Per Einaudi ha finora pubblicato Antologia del buddhismo giapponese (2009), Lo Zen. Storia, scuole, testi (2012), La cultura del Tè in Giappone e la ricerca della perfezione (2014) e L'ideale della Via (2017).

domenica 31 dicembre 2017

Cento e una notte

Cento e una notte
di Anonimo
a cura di Claudia Ott, Elisabetta Benigni
Traduzione di Isabella Amico Di Meane
pp. XLIV - 314, € 32,00
Einaudi, 2017
ISBN: 9788806216016
 
Il manoscritto delle Cento e una notte conservato presso l'Aga Khan Museum in Canada, datato 1234, è il piú antico fra quelli che ci hanno trasmesso questa raccolta di novellistica araba di area andalusa, autonoma rispetto alle Mille e una notte ma con molti punti di contatto, a partire dal personaggio di Shahrazād. Questo manoscritto è stato tradotto per la prima volta in una lingua europea nel 2012 dall'arabista tedesca Claudia Ott. L'edizione italiana segue quella della Ott con un ulteriore confronto con il testo arabo. Rispetto alle Mille e una notte, il repertorio di storie è in larga parte diverso e la struttura narrativa, per quanto organizzata in una cornice molto simile, è meno legata a un disegno unitario e programmatico. Le storie che si succedono qui sono di genere e contenuto molto vario, sono brevi e compatte, tematicamente accorpate, con un ritmo serrato e una tensione drammatica concentrata. È la forma racconto che si svilupperà anche nelle letterature romanze di poco successive (il Novellino è piú recente di circa mezzo secolo). E le Cento e una notte hanno sicuramente circolato fuori dell'Andalusia e del mondo arabo se alcuni nomi, situazioni ed episodi di questo libro sono finiti addirittura nell'Orlando innamorato del Boiardo e nel Furioso dell'Ariosto.
Come si approda, prendendo le mosse da India e Iran e passando per la Terra dei Boccioli e il Uadi dei Barbari, in Nordafrica e Andalusia? Dov'è che sorprendiamo astute mogli amoreggiare con i loro appassionati amanti, imbattendoci un attimo dopo in draghi che sputano fuoco e in bellicose amazzoni in lotta con cavalieri ed eroi? Che cos'hanno in comune i mercanti di Qayrawan e i cannibali dell'Isola della Canfora? E chi è a descriverci - secoli prima di Leonardo da Vinci - un velivolo di legno dotato di vite per l'ascesa e la discesa e i rilevatori di movimento senza dubbio piú antichi della storia della letteratura mondiale? La raccolta di racconti araba delle Cento e una notte, di epoca medievale, riunisce generi, protagonisti e scenari diversissimi tra loro in una suggestiva e variopinta composizione di temi e soggetti. Ogni singola storia, già avvincente di per sé, costituisce insieme alle altre un patrimonio narrativo di inestimabile valore, sia tenuto conto dei suoi luoghi e canali di trasmissione, che ricomprendono quasi l'intero mondo al tempo conosciuto, sia per la sua immediatezza e freschezza poetica, conservatasi fino al giorno d'oggi.

sabato 30 dicembre 2017

Cucina e convivialità a Padova nel Quattrocento

Cucina e convivialità a Padova nel Quattrocento
di Marina Scopel
pp. 146, € 15,00
Edizioni del Faro, 2017
ISBN: 9788865376195
 
La convivialità quattrocentesca padovana riflette il clima umanistico del momento. Un assunto che rimarrebbe tale se un anonimo manoscritto non ne documentasse con precisione alcuni momenti. Il corposo ricettario R3550, conservato presso la Ruskin Gallery di Sheffield in Inghilterra, ci consegna infatti nuove testimonianze di una cucina, quella padovana, finora non sufficientemente indagata, o assimilata talora impropriamente a quella di Venezia. Gli appunti del copista, cronologicamente puntuali, ci proiettano nel clima urbano di Padova sullo scorcio del XV secolo. Al centro della scena, lo Studio patavino con le numerose cerimonie conviviali a carattere pubblico prescritte dagli Statuti e le lussuose cene di professori e rettori. Sullo sfondo, Andrea Mantegna, Platina, il cardinale Ludovico Trevisan e un cuoco, Maestro Martino: personalità che si muovono, con espressioni diverse, nello stesso ambiente culturale, ne assimilano le istanze, ne divulgano gli ideali. L’esposizione accurata di alcuni suntuosi conviti offerti da medici dello Studio e l’indicazione delle corrispondenti ricette sottolineano come la nuova cucina italiana sia ormai approdata anche in questa vivace città, resa particolarmente animata e aperta alle nuove tendenze dal flusso costante e rinnovato degli studenti. Una città che mostra in più occasioni, soprattutto nel periodo storico considerato, una pervicace volontà di autonomia, se non politica, almeno culturale nei confronti della potenza veneziana, sottolineando la sua peculiare attitudine di apertura alle innovazioni in una dimensione tradizionale che sembra manifestarsi anche in campo gastronomico.
Marina Scopel, studiosa di storia della gastronomia, si occupa in particolare della cultura del convivio in area veneta. Durante la lunga collaborazione con la rivista specializzata “Appunti di gastronomia”, diretta da Claudio Benporat, ha pubblicato numerosi articoli, frutto di ricerche d’archivio su documenti inediti. I saggi Panorami conviviali dello Studio di Padova (2007), Ipsi Platoni praetulerunt Platynam, versi inediti di un umanista trevigiano (2005), Tipologia dei pasti e restrizioni alimentari nella legislazione rinascimentale veneta (2008) possono considerarsi studi preparatori a questa pubblicazione.

venerdì 29 dicembre 2017

L'arte romanica coniata

L'arte romanica coniata
Incisori e aree monetarie tra Bressanone e Praga
di Johannes Hartner; Eva Haverkamp; Martin Hirsch; Alexandra Hylla; Michael Matzke; Helmut Rizzolli; Armin Torggler; Martin Wihoda; Heinz Winter
pp. 424, € 48,00
Athesia Buch, 2017
ISBN: 978-88-6839-310-6

Tra l'XI ed il XIII secolo comparirono, a fianco delle monete con sola legenda, anche coniazioni con immagini in stile romanico. Soprattutto nell'Europa centrale queste monete hanno espresso una straordinaria ricchezza iconografica che qui per la prima volta viene trattata dal punto di vista storico artistico come arte minore del periodo romanico. La pubblicazione si occupa dell'area geografica compresa tra Bressanone, Praga, Augusta e Vienna.

giovedì 28 dicembre 2017

Sul confine

Sul confine
di Rccardo Rosati
pp. 208, € 12,00
Davide Ghaleb Editore, 2017
ISBN: 978-88-85261-08-2 

Briobris, guerriero della nobile famiglia dei Di Vico, Corisco, terrorista sconfitto e condannato dagli uomini e da una malattia mortale, Melandri, faccendiere in fuga da una vita dorata e disastrosa, sono gli eroi perdenti le cui storie si intrecciano slegate da vincoli temporali, in una sorta di repertorio tipologico, quasi a riverberare l’impianto di racconti arturiani.
Hanno in comune, non tanto la condanna degli uomini e della Storia, quanto il peso della damnatio memoriae, che solo la pietas di un antiquario, Valerio Sciarra, può esorcizzare ridando loro un volto. Vale per un guerriero medievale, come per un combattente contemporaneo, per un cinico affarista in fuga o per una “libera lancia”, i nuovi freelance del precariato giovanile.
Riccardo Rosati è nato nel 1953 a Roma, dove si è laureato in filosofia. Ha scritto soggetti e sceneggiature, ha collaborato con case di produzione cinematografica e si è occupato di doppiaggio. Nel 1980 apre in via Giulia una prestigiosa galleria di antichità e per oltre un trentennio esercita l’attività di antiquario specializzandosi in ceramica medievale e rinascimentale, dipinti e sculture antichi, affiancandola con collaborazioni con case d’asta e impegno editoriale in ambito storico e artistico. Organizza mostre tematiche nella propria galleria sulla Scuola Romana del primo Novecento.
Nel 2008 chiude la galleria e si divide tra Roma e la Tuscia, dedicandosi alla scrittura e alla passione per i cavalli.

mercoledì 27 dicembre 2017

Gli anni della tradizione: testi, codici e culture (secc. XII ex. - XIV in.)

Gli anni della tradizione: testi, codici e culture (secc. XII ex. - XIV in.)
di Lorenzo Mainini
pp. 356, € 35,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2017
ISBN: 9788867289431

Ogni frammento della società bassomedievale ridefinisce nei rapporti politici e sociali anche uno specifico rapporto tra la cultura scritta e la sua fruizione: dal monastero al convento, dalla scuola cattedrale all’università, la corte e le città; figure cariche di rinnovate designazioni antropologiche e – sul piano materiale – denotative di quei nuovi attori che orientano e governano la trasmissione dei testi.
Alla fine del secolo XII e lungo tutto il Duecento, il lento spegnersi dell’egemonia monastica e il sopraggiungere di altre culture – conventuale, universitaria, laica e professionale –, insieme alla piena affermazione delle letterature volgari, si riverberano in una nuova “biblioteca”: nuove reti testuali e una complessiva mutazione della “memoria discorsiva” prodotta dalla trasmissione dei testi.
“Gli anni della tradizione” segnano, dunque, quella fase storica lungo la quale il testo materialmente inteso (il libro classico, storiografico, giuridico, filosofico, teologico e letterario), fra le mani dei lettori e nelle singole biblioteche – memoriali e istituzionali –, rispecchia e riproduce la tensione fra i saperi, o i generi letterari, e il loro ordinamento in corpora culturali.
Lorenzo Mainini, dopo il dottorato in Filologia romanza presso Sapienza - Università di Roma, ha svolto ricerche d’ambito romanzo e mediolatino presso l’Université Catholique de Louvain, l’École nationale des chartes (Parigi) e di nuovo a Roma presso la Sapienza.