mercoledì 7 marzo 2018

Bilinguismo e scritture agiografiche

Bilinguismo e scritture agiografiche
Raccolta di studi
a cura di Vincenza Milazzo e Francesco Scorza Barcellona
pp. 228, € 30,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2018
ISBN: 9788867289585

Gli otto contributi qui raccolti offrono una piccola ma efficace campionatura dell’incidenza e dei riflessi che situazioni di bilinguismo (e di biculturalismo) possono avere sulla confezione e sulla diffusione di scritti agiografici di diversa natura, testi “aperti” per eccellenza, sottoposti spesso a più o meno invasivi processi di riscrittura, anche in relazione al medium linguistico utilizzato.
I saggi hanno come oggetto testi e culti appartenenti a epoche e a contesti geografici nei quali fu attiva una situazione di bilinguismo, sia esso quello greco-latino dell’Africa proconsolare del III-IV sec., o della Sicilia tardoantica o ancora della Sardegna tra VI e XI sec., sia quello latino-lingue volgari della Toscana medievale o del Portogallo del sec. XVII. Un saggio teoretico di Luca Lorenzetti, studioso di Linguistica, fornisce le coordinate essenziali per accostarsi al fenomeno del bilinguismo riflesso nei testi antichi.
Vincenza Milazzo è stata professore associato di Letteratura cristiana antica presso l’Università di Catania. Si è occupata di letteratura patristica e di agiografia tardoantica, privilegiando la santità martiriale femminile.
Francesco Scorza Barcellona è stato professore ordinario di Storia del cristianesimo e delle Chiese, e di Agiografia, presso le Università di Roma La Sapienza e Tor Vergata. I suoi interessi esplorano l’intero ambito cronologico dell’agiografia, dal tardoantico alla contemporaneità.

martedì 6 marzo 2018

Il Duca Passerino

Il Duca Passerino
L’epoca d’oro del ghibellinismo in Italia attraverso la figura di Rainaldo Bonacolsi, signore di Mantova e di Modena
di Gabriele Sorrentino
pp. 200, € 15,00
Edizioni Terra e identità, 2018
 
Questa è la storia avventurosa e tragica di Rainaldo detto Passerino, ultimo esponente della famiglia Bonacolsi, dal 1312 al 1328 dispotico signore di Mantova che, sotto il suo governo, raggiunse la sua massima espansione territoriale, con l’acquisizione di Modena, Carpi e del loro territorio. Rainaldo fu uno dei principali leaders del partito ghibellino, assieme a Can Grande della Scala, Matteo e Galeazzo Visconti e Castruccio Castracani, trionfatori nella famosa battaglia di Altopascio. Per questo motivo si servì dei suoi possedimenti modenesi come base privilegiata per avventuristiche scorribande, tra cui spiccano l’uccisione di Raimondo Da Spello (1313), nipote di papa Clemente V, e la famigerata battaglia di Zappolino (1325) dove i modenesi inflissero ai bolognesi una sconfitta bruciante, appropriandosi della Secchia Rapita, il bizzarro trofeo tutt’ora conservato nel Palazzo Comunale. Rainaldo lasciò a Mantova una delle più raffinate compilazioni normative del Trecento padano, Gli Statuti. All’apice del suo potere, fu tradito proprio da uno dei suoi principali sostenitori, Luigi Gonzaga. Questi guidò la rivolta che il 16 agosto 1328, eliminò Passerino e spazzò via la signoria bonacolsiana, iniziata sotto Pinamonte nel 1272. Nemmeno dopo morto, però, l’ultimo Bonacolsi poté riposare in pace: il suo cadavere, mummificato, divenne infatti uno dei principali cimelii di casa Gonzaga.

lunedì 5 marzo 2018

Gli ebrei nell'Italia medievale

Gli ebrei nell'Italia medievale
di Giacomo Todeschini
pp. 268, € 24,00
Carocci, 2018
ISBN: 9788843090808

Gli ebrei sono presenti sui territori italiani da tempi remoti. Cittadini dell’impero romano, sono stati riconosciuti come tali durante le prime fasi della cristianizzazione. Nel periodo dal IV all’XI secolo, nonostante le polemiche conversionistiche, gli ebrei sono stati uno dei molti gruppi che componevano la complessa e multicentrica realtà italiana. Dal XII secolo alla fine del Medioevo questa relativa normalità divenne gradualmente una condizione minoritaria. Benché la storiografia abbia abitualmente rappresentato gli ebrei italiani soprattutto come specialisti del prestito a interesse e usurai pubblici, la loro presenza, precedente alla cristianizzazione stessa della penisola, fu in realtà caratterizzata da numerose attività professionali e da un’intensa produzione culturale, letteraria e giuridica. La componente ebraica della società italiana ha dunque attraversato i dieci secoli del Medioevo interagendo in diversi modi con la maggioranza cristiana. La storia della mutevole relazione del mondo ebraico italiano con la popolazione cristiana e con le élite che la governavano consente di rileggere la storia d’Italia alla luce della varietà etnica e culturale che le è propria sin da tempi antichissimi.
Giacomo Todeschini ha insegnato Storia medievale all'Università di Trieste. Ha analizzato la formazione della razionalità economica europea, le forme di esclusione dalla cittadinanza e il ruolo degli ebrei nel mondo cristiano medievale e moderno. Ha svolto attività di ricerca presso l’École Normale Supérieure di Parigi, l’Oxford Centre for Hebrew and Jewish Studies, l’Institute for Advanced Study di Princeton e il Wissenschaftskolleg di Berlino. Fra i suoi libri più recenti: I mercanti e il tempio (Il Mulino, 2002); Ricchezza francescana (Il Mulino, 2004); Visibilmente crudeli (Il Mulino, 2007); Come Giuda (Il Mulino, 2011); La banca e il ghetto (Laterza, 2016).

sabato 3 marzo 2018

Ildegarda di Bingen

Ildegarda di Bingen
Maestra di sapienza nel suo tempo e oggi
di Mchela Pereira
pp. 175, € 15,00
Gabrielli Editori, 2017
ISBN: 978-88-6099-313-7
 
Michela Pereira, tre le massime esperte a livello internazionale sulla figura di Ildegarda di Bingen (1098-1179), riversa in questa pubblicazione quarant’anni di frequentazione delle opere della mistica renana. Con un approccio che unisce l’alto livello scientifico a quello divulgativo, presenta in quadri successivi il pensiero e le opere di Ildegarda: la chiamata, la missione, la visione cosmica e la cura del corpo umano, l’eredità. Un ulteriore aspetto che fa di questo libro una vera e propria novità è la traduzione, per la prima volta nella nostra lingua, di alcune delle lettere più significative inviate da Ildegarda a suoi grandi contemporanei (come Bernardo da Chiaravalle) o a monache e monaci che a lei si rivolgevano come guida spirituale. Documenti che ancor più mettono in risalto l’autorità riconosciuta a Ildegarda, ieri come oggi (Dottore della Chiesa dal 2012, quarta donna dopo Teresa d’Avila, Caterina da Siena e Teresa di Lisieux).
«La magistra delle novizie di Disibodenberg, la fondatrice e badessa di Rupertsberg e di Eibingen, ha saputo riconoscere la trascendenza nell’esperienza femminile, rintracciando qualcosa di fondamentale che le culture patriarcali hanno soffocato e finito con l’ignorare – che cioè esiste un aspetto femminile del principio divino, il quale si esprime nel creato, manifestandosi nella bellezza luminosa della materia vivificata dallo spirito, che in essa si cela e attraverso essa si lascia intravedere.»
Michela Pereira (Pistoia, 1948), già Ordinaria di Storia della filosofia medievale all’Università di Siena, ha focalizzato le sue ricerche sul rapporto tra filosofia, scienze del corpo e pratiche di trasformazione nel Medioevo e nella prima Età Moderna.
Attiva nell’ambito italiano degli studi delle donne con contributi storici e teorici, ha dedicato diversi studi a Ildegarda di Bingen a partire dal 1980, realizzando inoltre nel 2002, insieme a Marta Cristiani, la prima traduzione italiana integrale del Liber divinorum operum di Ildegarda per i Meridiani-Classici della Spiritualità, ed. Mondadori (rist. 2014).
Vive e lavora a Pistoia, mantenendo un costante collegamento con gli ambienti internazionali della ricerca filosofica medievalistica tramite la Società Internazionale di Studi sul Medioevo Latino.

giovedì 1 marzo 2018

L'accusa del sangue

L'accusa del sangue
di Giovanna Barbieri
pp. 263, € 7,99
Independently published, 2018
ISBN: 1980266220
Nel cuore della notte, nell’anno domini 1483, qualcuno bussa al portone di Goffredo Fortespada, il Bargello di Urbino. La piccola Crezia Odasi è stata rapita e sarà compito suo ritrovarla. È l’inizio di un incubo e molte uccisioni flagelleranno la città dei Montefeltro. Omicidi così efferati che il Bargello si farà aiutare nelle indagini dal saggio amico speziale, Edmundo de la Turre, esperto non solo di droghe ma anche di ferite, esule a Urbino dopo la caduta di Costantinopoli. 
Giovanna Barbieri è nata a Verona nel 1974 e risiede in Valpolicella.
Nel 2001 ha conseguito la laurea in Scienze Politiche, indirizzo economico-internazionale. Nel 2007 ha iniziato la collaborazione e amicizia con l’associazione culturale senza scopo di lucro “Rohirrim”, recentemente con Sguardo sul Medioevo, Talento nella Storia e Italia Medievale. Come autrice ha pubblicato: "La stratega anno domini 1164" (storico-surreale ambientato nel XII secolo in Valpolicella); "Cangrande, paladino dei ghibellini" con la CE Arpeggio libero editore (ambientato nel XIV secolo tra Verona, Vicenza e la Valpolicella); "Amor e patimento" (tre racconti gratuiti a tema medievale); due miei racconti sono stati inseriti nelle antologie Profumi di Storia e d’amore e Profumi di storia e d’estate (il ricavato è a scopo benefico). Da alcuni anni lavora come editor freelance presso Righe rosse.

mercoledì 28 febbraio 2018

Francesco il Ribelle

Francesco il Ribelle
di Enzo Fortunato 
pp. 136, € 16,50
Mondadori, 2018
ISBN: 9788804687566

San Francesco è oggi più che mai uno dei personaggi chiave per comprendere come si vada configurando il cristianesimo in questo inizio di terzo millennio, a partire dalle parole con cui papa Bergoglio ha spiegato la scelta del suo nome: «Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri! Per questo mi chiamo Francesco, come Francesco da Assisi». Con la semplicità, la mitezza e l’intenso fuoco interiore che hanno contraddistinto la sua vita, ancora dopo otto secoli attrae nel santuario di Assisi migliaia di persone ogni anno. Ma «perché scrivere un altro profilo biografico? Non bastavano le tante biografie, alcune delle quali eccellenti, uscite negli ultimi anni?» si domanda nella Prefazione il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano. «La risposta è che questo lavoro ha una sua caratterizzazione specifica. Si potrebbe dire che si tratta di una lettura ecclesiale del santo di Assisi. Padre Enzo Fortunato ha voluto mostrarci tutta l’attualità del pensiero e dell’azione di Francesco, mentre la Chiesa cerca ogni giorno di compiere quel cammino in “uscita” chiestole da papa Francesco, di non essere cioè chiusa nelle sue istituzioni, ma povera e aperta all’incontro, capace di proporre il Vangelo con la parola e con la vita.» In queste pagine, ricche di testimonianze letterarie e pittoriche, si delineano così i luoghi che ha visitato, gli incontri che ha fatto, i gesti e le parole con cui ha formulato il suo messaggio, esplicitando quelli che sono stati il suo percorso personale ma anche la sua rivoluzione culturale, per spiegarne il «segreto». Francesco è l’uomo moderno, come moderna è la lingua che usa sia per la poesia sia per la predicazione. Era «un ribelle, certo, ma un ribelle obbediente. Un uomo obbediente, certo, ma un obbediente sempre libero» continua il cardinale Parolin. «Come non leggere in controluce, nelle pagine di questo libro e nell’umanità di Francesco d’Assisi, il progetto evangelico che papa Francesco sta portando avanti per tutta la Chiesa?» Il merito forse maggiore di questo libro è allora «quello di condurci a riflettere sul “ribelle” Francesco, ma anche quello di farci intravedere il volto del cristianesimo delle prossime generazioni».
Enzo Fortunato è giornalista e direttore della sala stampa del Sacro convento di Assisi. Frate minore conventuale, è stato professore presso la Pontificia Università Antonianum, l'Istituto Teologico di Assisi e la Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura. Padre spirituale dei giovani postulanti dal 1995 al 2004, ha ideato la collana «Orientamenti formativi francescani» edita dal «Messaggero». Collabora con diverse testate giornalistiche, tra cui «Avvenire», «HuffingtonPost», «Corriere della Sera» e «Panorama». Dal 2011 tiene una rubrica in onda su Rai1 dal titolo «Tg1 Dialogo» e su Radio Rai1 conduce «In viaggio con Francesco», rassegna stampa internazionale. Per Mondadori nel 2014 ha pubblicato Vado da Francesco.

martedì 27 febbraio 2018

“Prati, verzieri e pomieri” Il giardino medievale

“Prati, verzieri e pomieri” Il giardino medievale
a cura di Patrizia CaraffiPaolo Pirillo
pp. 223, € 20,00
Edizioni Firenze, 2018
ISBN: 978-88-7970-855-5 
 
Il volume contiene gli atti di un convegno dedicato ai giardini in età medievale tenutosi presso lo Spedale del Bigallo (Bagno a Ripoli) il 23 maggio del 2015. L’incontro era stato organizzato dall’Amministrazione comunale locale in collaborazione con l’Università di Bologna e con la fiorentina Accademia dei Georgofili. Con l’organizzazione scientifica di Patrizia Caraffi e Paolo Pirillo, docenti dell’Ateneo bolognese, la giornata ha riunito studiosi di Letteratura, Filologia e Storia intorno al tema del giardino medievale, prendendolo in esame con indagini di prima mano su fonti letterarie e storico-documentarie che vanno da testi arabi e persiani alla letteratura cortese, alla novellistica fino alle testimonianze di natura pubblica e privata prodotte nella Firenze, nella Bologna e nella Milano medievali. Alle due sezioni (Leteratura, Storia) ne segue una terza dedicata all’iconografia del giardino di età medievale e alla descrizione di un odierno giardino sperimentale ispirato dalla trattatistica dei secoli XIV e XV.

lunedì 26 febbraio 2018

Il monastero dei delitti

Il monastero dei delitti
di Claudio Aita
pp. 352, € 9,90
Newton Compton, 2018
ISBN: 9788822713582

Geremia Solaris è allo sbando: un tempo studioso e uomo brillante, dopo disillusioni e fallimenti, a cinquant’anni si ritrova senza soldi, ambizioni e interesse per il suo lavoro, e con una bottiglia di Chianti per amica. La sua vita, però, è destinata a cambiare radicalmente quando riceve un’inquietante e-mail da un suo ex professore. In allegato c’è un misterioso manoscritto, che l’anziano docente chiede a Geremia di decriptare. Geremia, riscosso dal torpore e vinto dalla curiosità, si mette all’opera, ritrovandosi invischiato in un meccanismo che non riesce a comprendere fino in fondo. E quando in un secondo, sibillino messaggio il professore gli chiede di vederlo, ha la drammatica conferma di essere entrato in un labirinto di pericoli da cui è difficile uscire: un filo sottile si dipana e ricollega la Firenze medievale a quella dei nostri giorni, e le orribili morti di secoli or sono sembrano allinearsi ai delitti che hanno terrorizzato la città e le sue campagne negli anni Ottanta. Riuscirà Solaris, seguendo il rivolo di sangue che attraversa il tempo e la Storia, a sopravvivere al Male?
Claudio Aita è figlio di emigranti, ha vissuto tra il Friuli e la Toscana, dove attualmente risiede. È un esperto di Storia della Chiesa e Storia medievale, oltre che musicista, scrittore e editore nel settore dei beni culturali. Ha collaborato come pubblicista con riviste di viaggio, cultura e storia locale. È autore di due testi di successo sui rapporti fra religione e cultura alimentare. Negli ultimi anni si è proposto come autore di thriller di ambientazione storica e contemporanea. Il monastero dei delitti è il suo primo libro pubblicato con la Newton Compton. Per saperne di più: www.claudioaita.it.

domenica 25 febbraio 2018

Grønland

Grønland
Ultimo atto
di Alessandro Aleotti
pp. 192, € 12,00 (Acquista online con il 15 % di sconto)
Meridiano Zero, 2017
ISBN: 978-88-8237-448-8
 
Romanzo storico insolito: insolita è l’ambientazione geografica, la fredda e sperduta Groenlandia, e forse ancora più insolita è l’ambientazione storica, cioè il tardo Medioevo, all’epoca della misteriosa scomparsa delle colonie fondate in questa terra dai vichinghi attorno all’anno Mille. Tutto inizia in Islanda, nei primi mesi dell’estate del 1417: una nave parte alla volta dell’insediamento norvegese di Grønland, dopo che ormai sono trascorsi vari anni dal rientro dell’ultima spedizione. è dal 1410 che nessuno ha osato affrontare quella rotta, la più pericolosa fra quelle conosciute, e da allora non si hanno più notizie dei discendenti degli antichi vichinghi che, da più di quattrocento anni, abitano quelle terre lontane. A capo di tale impresa è il capitano Thorvall Björnsson, a cui questo viaggio cambierà il corso della vita. Pagina dopo pagina l’invenzione letteraria si mescola alle ultime notizie storiche provenienti da questo sperduto avamposto cristiano: informazioni scarse, incerte e confuse che precedono la definitiva e misteriosa scomparsa della colonia norvegese di Grønland.
Alessandro Aleotti vive e lavora a Reggio Emilia. Ingegnere civile, lavora presso la Provincia di Reggio Emilia. Da sempre unisce a una formazione e a un’attività lavorativa strettamente tecnica una grande passione per la storia e la narrativa.

sabato 24 febbraio 2018

Alcuini Enchiridion in Psalmos

Alcuini Enchiridion in Psalmos
Edizione critica a cura di Vera Fravventura
pp. CLXXVI-142, € 60,00
Sismel, 2017
ISBN: 978-88-8450-788-4
 
Attorno all’anno 800 Alcuino incaricò Fridugiso, suo allievo e futuro abate di Tours, di recapitare ad Arnone, arcivescovo di Salisburgo, un libellus con funzione di vademecum. Il codice, abbastanza piccolo da poter accompagnare Arnone sive in domo sive in itinere, ospitava al proprio interno una collezione di testi esegetici e devozionali. Fra questi spiccava, come elemento a se stante, una raccolta di tre expositiones composte dallo stesso Alcuino e dedicate a illustrare, rispettivamente, i sette Salmi penitenziali, il Salmo 118 e i quindici Salmi graduali. Questo corpus di testi, preceduto da un’epistola di dedica che assegnava ai tre commenti l’intitolazione complessiva di enchiridion, godette di un certo successo nella cerchia di Arnone, al quale sembra dover risalire l’allestimento delle prime copie manoscritte. Il volume contiene la prima edizione critica del testo e propone una ricostruzione dei fattori materiali e degli interessi culturali che ne condizionarono la genesi e la prima circolazione.