sabato 4 maggio 2019

«Omnia verba que disimus in via»

«Omnia verba que disimus in via»
Percorsi di ricerca francescana
di Jacques Dalarun
pp. 550, € 29,00
Edizioni Biblioteca Francescana, 2019
ISBN: 978-88-7962-305-6
 
Il libro raccoglie tredici studi dell’Autore, presentati per la prima volta in versione italiana per consentire ad un più largo pubblico di potersi accostare ai temi più importanti della ricerca storica intorno a san Francesco.
I lettori vengono accompagnati in un itinerario che parte dai punti essenziali dell’esperienza di Francesco d’Assisi (il vangelo, la povertà, le stimmate), si interroga sulle numerose biografie che ne tramandano la vicenda e si conclude con lo studio di alcuni dei suoi principali compagni e discepoli (Leone, Chiara, Elia, Antonio di Padova).
Una postfazione di Mons. Felice Accrocca aiuta a cogliere l’importanza di questi contributi per una conoscenza approfondita di Francesco d’Assisi.
Jacques Dalarun è Direttore di Ricerca presso il CNRS e membro dell’Institut de France, ricercatore tenace e curioso di cose francescane, a lui si deve la recente scoperta di una “Vita di san Francesco”, di pochi anni successiva alla morte del santo, di cui si ignorava l’esistenza.

venerdì 3 maggio 2019

Trattato della purità del cuore

Trattato della purità del cuore
di S. Battista da Varano
Testo latino e volgare a fronte a cura di Silvia Serventi
pp. XLVIII-130, € 38,00
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-893-5
 
Il Trattato della purità del cuore è un’opera della maturità di Battista da Varano nella quale la santa traccia il cammino di perfezione spirituale suddividendolo in tre tappe fondamentali che conducono l’anima dalla purificazione del cuore all’«amorosa crocifissione» e all’offerta volontaria di sé. L’opera è intessuta di citazioni tratte dal Cantico dei Cantici, libro biblico inteso come modello di ascesa a Dio che la clarissa amplia col «libro» della propria esperienza. Come nelle Istruzioni al discepolo anche qui il racconto autobiografico diviene insegnamento, rientrando così nella linea della comunicazione sapienziale. Il recente ritrovamento di due codici cinquecenteschi ha permesso una revisione del testo, consentendo di leggerlo in una versione più completa e vicina all’originale rispetto a quella abbreviata finora nota grazie a tre codici oratoriani del XVII e XVIII secolo. La presente edizione, che pone a fronte il testo latino, De puritate cordis, e quello volgare, intitolato De perfectione religiosorum, mostra come la monaca di Camerino abbia saputo coniugare la propria raffinata cultura umanistica con le più profonde tematiche dell’Osservanza francescana, seguendo in questo le orme di Caterina Vigri, un’altra clarissa passata dalla corte al chiostro, grazie alla quale Camilla aveva imparato i «vocaboli spirituali» mediante i quali esprimere la propria straordinaria esperienza di fede.

giovedì 2 maggio 2019

Historia disceptativa tripartita convivalis

Historia disceptativa tripartita convivalis
di Poggio Bracciolini
Edizione critica, traduzione e commento a cura di Fulvio Delle Donne, Teodosio Armignacco, Gian Galeazzo Visconti
pp. VI-202, € 52
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-899-7

Scritta in forma dialogica nel 1450, quando l’autore aveva già settant’anni, l’Historia disceptativa tripartita convivalis di Poggio Bracciolini è composta da tre distinte questioni (disceptationes): la prima è su quale tra i due, chi ha invitato o chi è stato invitato, debba ringraziare l’altro per un pranzo che è stato offerto; la seconda è una “disputa delle arti” (assai controversa all’epoca) per determinare se sia più nobile e utile il diritto civile o la medicina; la terza (connessa con un dibattito assai acceso in quei decenni) intende determinare se nell’antichità i Romani usassero una sola lingua, oppure se a parlare il latino fossero anche allora solo i dotti. Completa l’edizione un ricco apparato di note di commento che mette in risalto l’ampia conoscenza dell’autore e consente una maggiore comprensione della cultura del XV secolo.

mercoledì 1 maggio 2019

Le guerre di Carlo d'Angiò

Le guerre di Carlo d'Angiò
Dalle battaglie di Benevento e Tagliacozzo alla guerra dei Vespri: l'epopea dimenticata del più grande sovrano del sud
di Pierluigi Romeo di Colloredo Meis
pp. 164, € 29,00
SoldiersShop, 2019
ISBN: 8893273403

Carlo I d’Angiò, re di Sicilia di qua e di là del faro, d’Albania e di Gerusalemme, principe di Acaia, conte di Provenza, del Maine, di Forcalquier e d’Anjou è un personaggio dimenticato, la cui figura in Italia è oscurata da quella di Federico II, che pure non fu all’altezza dell’Angioino e in Francia del troppo esaltato fratello Luigi IX: ma Carlo I fu un grande sovrano, considerato il re europeo più potente del suo tempo; personaggio contraddittorio, come si vedrà, pragmatico e spietato, amato ed odiato, sconta forse il fatto di esser considerato troppo francese per gli italiani- che preferirono esaltare i Vespri Siciliani come movimento di liberazione dai francesi invasori, anziché ricordare che portarono alla conquista aragonese- e troppo italiano per i francesi.
In questo libro non abbiamo la pretesa di trattare esaustivamente le realizzazioni di Carlo I nei suoi molteplici campi di attività come sovrano di Sicilia, dall’amministrazione del regno, all’erezione dei castelli e al mecenatismo ed alla protezioni delle arti, ma solo di tracciare un quadro delle guerre da lui combattute a partire dalla conquista del regno di Sicilia, con la vittoria nella battaglia di Benevento del febbraio del 1266 in cui morì Manfredi di Hohenstaufen; tratteremo poi la spedizione di Corradino di Svevia, la sconfitta sveva a Tagliacozzo nell’agosto del 1268 e la decapitazione dello Svevo a Napoli, sino a giungere alle imprese angioine in Albania e nei Balcani, culminate nell’assedio vittorioso di Belgrado e le lotte contro il risorgente impero bizantino di Michele VIII Paleologo, sino all’interminabile guerra del Vespro contro gli Aragonesi.
E’ la storia del sovrano francese che che spostò la capitale da Palermo a Napoli e che fece del regno di Sicilia la prima potenza europea e mediterranea, il cui potere si estendeva sino alla Provenza, al Peloponneso ed alle isole ioniche, ai Balcani, all’Albania ed a Tunisi.
Carlo I d’Angiò, re di Sicilia di qua e di là del faro, d’Albania e di Gerusalemme, principe di Acaia, conte di Provenza, del Maine, di Forcalquier e d’Anjou è un personaggio dimenticato, la cui figura in Italia è oscurata da quella di Federico II, che pure non fu all’altezza dell’Angioino e in Francia del troppo esaltato fratello Luigi IX: ma Carlo I fu un grande sovrano, considerato il re europeo più potente del suo tempo; personaggio contraddittorio, come si vedrà, pragmatico e spietato, amato ed odiato, sconta forse il fatto di esser considerato troppo francese per gli italiani- che preferirono esaltare i Vespri Siciliani come movimento di liberazione dai francesi invasori, anziché ricordare che portarono alla conquista aragonese- e troppo italiano per i francesi.
In questo libro non abbiamo la pretesa di trattare esaustivamente le realizzazioni di Carlo I nei suoi molteplici campi di attività come sovrano di Sicilia, dall’amministrazione del regno, all’erezione dei castelli e al mecenatismo ed alla protezioni delle arti, ma solo di tracciare un quadro delle guerre da lui combattute a partire dalla conquista del regno di Sicilia, con la vittoria nella battaglia di Benevento del febbraio del 1266 in cui morì Manfredi di Hohenstaufen; tratteremo poi la spedizione di Corradino di Svevia, la sconfitta sveva a Tagliacozzo nell’agosto del 1268 e la decapitazione dello Svevo a Napoli, sino a giungere alle imprese angioine in Albania e nei Balcani, culminate nell’assedio vittorioso di Belgrado e le lotte contro il risorgente impero bizantino di Michele VIII Paleologo, sino all’interminabile guerra del Vespro contro gli Aragonesi.
E’ la storia del sovrano francese che che spostò la capitale da Palermo a Napoli e che fece del regno di Sicilia la prima potenza europea e mediterranea, il cui potere si estendeva sino alla Provenza, al Peloponneso ed alle isole ioniche, ai Balcani, all’Albania ed a Tunisi.

martedì 30 aprile 2019

Il negotium imperfectum per Ambrogio da Massa (1240-1257)

Il negotium imperfectum per Ambrogio da Massa (1240-1257)
Con l'edizione del rotolo processuale per la canonizzazione
di Roberto Paciocco
pp. 236, € 30,00
CISAM, 2019
ISBN: 978-88-6809-248-1
 
Il volume contiene l'edizione critica del processo istruito a Orvieto dietro ingiunzione di papa Gregorio IX per la canonizzazione del francescano Ambrogio da Massa (T1240). Il testo latino è corredato da un'ampia introduzione mirante sia a contestualizzare il processo nelle vicende storiche della prima metà del XIII secolo sia a spiegare le ragioni del suo fallimento - benché riconosciuto da Alessandro IV a livello locale, il culto di Ambrogio non ottenne alcuna canonizzazione - dovuto non tanto a "mancanze" riscontrabili nella santità del frate quanto piuttosto a questioni formali, di cui fu responsabile forse soprattutto la stessa commissione d'inchiesta, capeggiata dal vescovo della città, Raniero.
Roberto Paciocco è membro della Società Internazionale di Studi Francescani, fa parte del Comitato redazionale della rivista “Quaderni di Storia Religiosa”, ha collaborato con il repertorio bibliografico “Medioevo Latino”; occasionalmente recensisce volumi per le riviste “Cristianesimo nella Storia”, “Quellen und Foschungen aus italienischen Archiven und Bibliotheken” e “Studi medievali”.

lunedì 29 aprile 2019

Bisanzio e l'Occidente medievale

Bisanzio e l'Occidente medievale
di Giorgio Ravegnani
pp. 227, € 14,00
Il Mulino, 2019
ISBN: 978-88-15-28316-0

La millenaria storia dell’impero di Bisanzio ha avuto continui punti di contatto con quella dell’Occidente, basti pensare alla presenza dei bizantini in Italia, dove restarono come dominatori dal VI all’XI secolo. I rapporti si fecero poi conflittuali fino a giungere nel 1204 alla quarta crociata, allorché veneziani e crociati si impossessarono di Costantinopoli. Nel Trecento l’atteggiamento dell’Occidente, e soprattutto di Venezia, fu più accondiscendente nei confronti di Bisanzio, considerata un avamposto della cristianità contro la montante marea dei Turchi ottomani. Vennero di conseguenza forniti aiuti militari, ma le discordie fra gli stati europei e la potenza dei Turchi condussero fatalmente alla fine dell’impero nel 1453.
Giorgio Ravegnani insegna Storia medievale e Storia dell’Italia bizantina nell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Fra i suoi numerosi libri per il Mulino segnaliamo «Andare per l’Italia bizantina» (2016), «Galla Placidia» (2017), «Imperatori di Bisanzio» (nuova ed. 2017), «I bizantini in Italia» (nuova ed. 2018).

domenica 28 aprile 2019

Bisanzio

Bisanzio
Mille anni di storia e civiltà
di Emilio Vaccaro
prefazione di Paolo Luigi Branca
pp. 108, € 10,00
Aracne Editrice, 2019
ISBN: 978-88-255-2381-2
 
La bizantinistica ha vissuto un lungo periodo in cui il suo oggetto di interesse è stato visto in modo riduttivo, perpetrando l’idea che il millennio bizantino sia stato sostanzialmente un periodo di decadenza da parte di una civiltà estenuata, che viveva di cerimoniali e di formalismi. La considerazione negativa di Bisanzio si è basata su luoghi comuni radicati, dovuti a diversi fattori tra i quali l’idiosincrasia della Chiesa cattolica, l’illuminismo antioscurantista e il mito della Roma antica. Superando le immagini stereotipate che per diversi motivi la storia aveva depositato su Bisanzio, la storiografia contemporanea è riuscita nel compito arduo e affascinante di risvegliare l’interesse per la civiltà bizantina, riconoscendone l’azione di conservazione dell’antichità classica, senza la quale l’Europa non sarebbe mai cresciuta sulle basi di quella matrice culturale umanistica che la contraddistingue.
Emilio Vaccaro è laureato in Filosofia e in Filologia moderna ed è docente di Lettere presso due licei di Bolzano. È autore di numerosi volumi tra cui JFK. John Fitzgerald Kennedy. Un uomo dai mille volti (ed. Ginevra Bentivoglio, 2012).
Paolo Luigi Branca è professore e ricercatore in Islamistica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cattolica del S. Cuore di Milano. È stato supplente di Lingua e letteratura araba presso la Facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Torino. Per gli anni 1995/96 e 1996/97 è stato supplente di Lingua araba presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Pavia. È stato relatore in numerosi convegni e seminari di studio presso varie istituzioni tra le quali: Pontificia Universita Urbaniana, Institut du Monde Arabe – Parigi, Accademia della Guardia di Finanza – Bergamo, Centro Alti Studi per la Difesa – Roma, Université de Lausanne, Università di Pisa, Università degli Studi di Firenze, Università di 'Ain Shams – Il Cairo (Egitto).

sabato 27 aprile 2019

La Battaglia di Anghiari 1440

La Battaglia di Anghiari 1440
Dai condottieri a Leonardo
di Pierluigi Romeo di Colloredo Mèis, Fabrizio Formica
illustrazioni di Luca Stefano Cristini
pp. 88, € 30,00
Luca Cristini Editore, 2019
ISBN: 8893274493
Il 29 Giugno 1440, giorno di San Pietro, gli eserciti di Firenze e di Milano, guidati da Michelotto Attendolo e Giampaolo Orsini e da Niccolò Piccinino, si fronteggiarono nella pianura sotto Anghiari (indicata ancora adesso come "Piana della Battaglia"). Lo scontro si concluse al termine della giornata con la vittoria dei Fiorentini. La battaglia di Anghiari fu cruciale nella storia non solo della Toscana ma di tutta l’Italia del Rinascimento, e per la civiltà europea: quando il Duca di Milano abbandonò i territori in seguito alla sua sconfitta, Firenze e Cosimo de’Medici poterono approfittare della situazione per stabilizzare il proprio potere ed il proprio dominio sull'area. Questa fu considerata una delle vittorie definitive per Firenze che consolidò il proprio potere sulla Toscana, arrestando per sempre l’espansionismo visconteo verso l’Italia centrale, e ponendo le basi per la diffusione della cultura umanistica che dalla città gigliata sotto la protezione della Signoria Medicea si irradierà in tutta Europa, mentre Milano resterà per sempre confinata nella sua pianura, iniziando la propria decadenza che meno di un secolo dopo vedrà la fine dell’indipendenza ambrosiana, sotto i francesi pri-ma, e poi sotto gli Asburgo.

venerdì 26 aprile 2019

I dogi della Repubblica di Genova dal 1339 al 1797

I dogi della Repubblica di Genova dal 1339 al 1797
di Sergio Buonadonna, Marco Marcenaro
pp. 222, € 13,00
De Ferrari Edizioni, 2019
ISBN: 8864059989

Il volume ripercorre le biografie dei centosettantatré Dogi della Repubblica di Genova che hanno guidato la Superba dal 1339 al 1797. Quattro secoli e mezzo di potere, conflitti, ascese e cadute nelle storie delle grandi famiglie; prima i Fregoso e gli Adorno, poi gli Spinola, i Lomellini, i Grimaldi, i Doria, i Giustiniani, i Durazzo, per finire con i Brignole Sale, i Pallavicino, i Cambiaso. Nel libro rivivono i rapporti della Repubblica di Genova con l'Oriente, la Chiesa genovese, il Papato e le potenze di Spagna, Francia e Austria e rivivono soprattutto la nascita e la affermazione di potentati economici - singole famiglie e gruppi di potere - che costituirono il nerbo portante e il cuore della finanza mondiale nel Cinquecento e nel Seicento.

giovedì 25 aprile 2019

Le vie della comunicazione nel Medioevo

Le vie della comunicazione nel Medioevo
Livelli, soggetti e spazi d'intervento nei cambiamenti sociali e politici
a cura di Caterina Ciccopiedi, Marialuisa Bottazzi, Paolo Buffo
pp. 500, € 34,00
CERM, 2019
ISBN: 9788895368320
  
In continuità con il progetto del "Cerm Atelier jeunes chercheurs", organizzato con il sostegno e la partecipazione dell'École française de Rome e inaugurato nel giugno del 2014 con due giornate di studio dedicate alla società monastica, nell'ottobre del 2016 si è svolto il secondo Atelier, questa volta incentrato sulle vie di comunicazione nel Medioevo, tema ampiamente trattato dalla storiografia e tuttavia lungi dall'essere esaurito. I diciassette saggi raccolti in questo libro tengono conto di diversi tipi di comunicazione svolti entro livelli diversi, tra un'ampia pluralità di soggetti, entro spazi assai estesi. Lontano dall'avere pretese di completezza, gli interventi dei diciassette autori intendono piuttosto offrire nuovi risultati e nuovi stimoli alla ricerca futura su alcuni problemi legati alla comunicazione fornendo al tempo stesso un'importante e aggiornata bibliografia. Le vie della comunicazione non si esauriscono in queste pagine, nelle reti viarie che permettevano la circolazione di persone, oggetti e modelli ma sono qui intese in modo trasversale per poter cogliere le interferenze che la comunicazione, intesa nel più ampio significato del termine, ha prodotto.