sabato 1 febbraio 2020

Dal buio alla luce. Civiltà cristiana e Medioevo.

Dal buio alla luce. Civiltà cristiana e Medioevo
Dalle origini al 1303
di Massimo Viglione
pp. 480, € 28,00
Maniero del Mirto, 2019
ISBN: 883139102X
Non si tratta di un libro di mera ricostruzione storica del Medioevo, bensì di una generale esposizione della civiltà cristiana medievale, partendo peraltro dagli albori del Cristianesimo antico e arrivando agli inizi del XIV secolo (Schiaffo di Anagni), ovvero alle soglie dei grandi e drammatici mutamenti della prima modernità. Vengono quindi trattati tutti gli aspetti di questa civiltà, in modo tale da fornire un quadro completo e organico che permetta di acquistare cognizione precisa e puntuale di tutta la storia dei primi tredici secoli del Cristianesimo della società e civiltà medievali nelle sue varie e differenti fasi, dai drammatici inizi fino al suo pieno dispiegamento e alle profonde ragioni del suo declino, con una descrizione qualificata della luce spirituale, teologica, politica, giuridica, economica, sociale, culturale e artistica che quel mondo ha saputo produrre e donarci. Particolare attenzione viene data agli aspetti della vita quotidiana e dei progresso della cultura e della civiltà.
Massimo Viglione è docente a contratto presso l'Università Europea di Roma, dove ha insegnato per anni Storia Moderna, Pensiero e Istituzioni nella civiltà cristiana e Filosofia della Storia. Dal 2005 è ricercatore  presso l'Istituto di Storia dell'Europa mediterranea del Consiglio Nazionale delle Ricerche. «Le insorgenze controrivoluzionarie nella storiografia italiana. Dibattito scientifico e scontro ideologico (1799-2012)», «Rivolte dimenticate. Le insorgenze degli italiani dalle origini al 1815», «La Rivoluzione Italiana. Storia critica del Risorgimento» e «La Conquista della "Mela d'oro". Islām ottomano e Cristianità tra guerra di religione, politica e interessi commerciali (1299-1739)» sono i titoli di alcuni dei suoi volumi più noti. L'incontro è sarà introdotto dal suo presidente Andrea Papetti, presidente dell'Associazione Culturale San Michele Arcangelo.

venerdì 31 gennaio 2020

Tommaso d'Aquino. «De ente et essentia».

De ente et essentia
di Tommaso d'Aquino
Selezione di brani e commento
a cura di Massimiliano Crocco
pp. 78, € 14,00
Rogiosi Editore, 2019
ISBN: 8869503682
Primo volume della nuova collana targata Rogiosi editore "Parthenologos", che inaugura un nuovo percorso della casa editrice legato all'universo filosofico, in particolare ai filosofi partenopei o che in terra di Partenope si sono formati, il testo curato da Massimiliano Crocco presenta una selezione di brani tratti dal "De ente et essentia" di Tommaso d'Aquino - uno dei più grandi pensatori dell'età medievale - con relativo commento. Si parte da un breve racconto dei primi anni napoletani dell'Aquinate, gli anni giovanili, quelli della sua formazione, nei quali - come per ogni adolescente - per lui «Napoli fu maturità e conflitto», come ipotizza il curatore. Ecco quindi le esperienze fatte durante la permanenza nel complesso conventuale di San Domenico Maggiore, lo studio della teologia nella neonata università fondata da Federico II - che ancora oggi porta il suo nome -, la scelta di entrare a far parte dell'ordine domenicano, anch'esso di recente costituzione. Il testo entra nel vivo con la presentazione dei passi scelti del "De ente et essentia" - nella traduzione dal latino di Pasquale Porro - in un percorso attraverso il quale il curatore sceglie di analizzare la costellazione iniziale delle 'immagini concettuali' che Tommaso aveva davanti a sé, soffermandosi in particolare su quanto concerne il mondo dell'uomo e delle esperienze sensibili. La spiegazione tomista degli enti reali e degli enti logici, e quella delle essenze, viene analizzata e commentata da Massimiliano Crocco in un linguaggio che al rigore filosofico unisce una grande ricchezza di esempi 'visivi', consentendogli - come scrive nella Prefazione Luigi Imperato - «di riappropriarsi empaticamente non solo dei pensieri, ma persino dei vissuti del suo autore». Ne emerge una visione nuova e affascinante del pensiero e della figura di Tommaso d'Aquino.
Massimiliano Crocco è nato a Napoli, dove vive da sempre, ed è visceralmente innamorato della sua città. Laureato in Filosofia con una tesi dal titolo “Fenomenologia dell’empatia in Edith Stein”, ha dedicato alla filosofa tedesca lo studio “Nella fenomenologia. Edith Stein e il mondo della vita”, pubblicato sul numero 70 della rivista “Segni e comprensione”, promossa dal Dipartimento di Filosofia e Scienze sociali dell’Università del Salento in collaborazione con il Centro Italiano di Ricerche Fenomenologiche. Tra il 2011 e il 2013 ha pubblicato su ilmiolibro.it le raccolte di scritti “Insegnami la vita con il tuo sguardo che trema”, “Oltre i rimpianti il respiro quieto del mare”, “Il dialetto del paradiso” e “Viscere”. Nel 2017 la prima pubblicazione con Rogiosi, “Periferie di Napoli. La bellezza dentro”, seguita nel 2018 da “Il Sessantotto a Napoli. Frammenti di vita”.

giovedì 30 gennaio 2020

Il palio insanguinato

Il palio insanguinato
di Giovanna Barbieri
pp. 316, € 10,00
Independently published, 2019
ISBN: 1709526742

Siena, anno 1483 d.C. Alla vigilia del Palio in onore di Santa Maddalena, Edmundo si scontra con due fantasmi venuti dal suo passato: una misteriosa donna uguale alla persona a lui più cara, e un acerrimo nemico sfuggito come lui alla caduta di Costantinopoli con il prezioso Codice originale d’Avicenna. Una brutale scia di sangue porterà lo speziale quasi alla follia e metterà a repentaglio anche la vita dei suoi più cari amici. Seconda indagine con protagonisti Goffredo Fortespada ed Edmundo de la Turre.
Giovanna Barbieri, appassionata da anni di Medioevo, alto e basso, nel 2013 apre un blog a tema medievale, dove posta numerosi articoli riguardanti la vita del periodo; racconti; recensioni di libri e film e altro ancora.
Nel 2014 pubblica come indipendente il suo primo romanzo surreale-storico “La stratega, anno domini 1164.”
Nel 2015 pubblica sempre come indipendete una racconta di racconti gratuiti a tema medievale “Amor e Patimento”
Dal 2015 fa parte delle EWWA, European Writing Women Association.

mercoledì 29 gennaio 2020

Rime, Jacopo Cecchi

Rime, Jacopo Cecchi
a cura di Benedetta Aldinucci
pp. XLII-162, € 24,00
Salerno Editrice, 2020
ISBN: 978-88-6973-449-6

L’identità e la produzione del notaio e rimatore fiorentino ser Jacopo Cecchi sono state per oltre quattro secoli indissolubilmente legate al nome di Dante Alighieri: consacrata sotto la paternità dantesca dalla stampa della ‘Giuntina di rime antiche’ del 1527, la fortunatissima canzone Morte, perch’io non trovo a cui mi doglia è rimasta legata al nome dell’Alighieri fino alla fine dell’Ottocento, in virtú di una lettura da parte della critica che la voleva tessera estravagante della Vita nuova, necessaria a “completare” un capitolo del libello – quello sulla infermità, morte e assunzione in cielo di Beatrice – avvertito come carente. Copisti ed editori di Dante hanno dunque inteso la canzone quale accorato planctus del sommo poeta cagionato dalla mortale malattia di Beatrice, al punto di oscurare l’identità del meno celebre rimatore fiorentino, riportato all’attenzione degli studi solo sul finire dell’Ottocento, allorché ha cominciato a delinearsi la fisionomia di un poeta minore, mediocre autore di rime amorose, ma abile imitatore di Dante e del Petrarca.
Attivo nelle istituzioni fiorentine dal 1315/’26 al 1369, Jacopo Cecchi svolse l’incarico di ambasciatore per il Comune di Firenze e ricoprí l’ufficio di notaio della Signoria per il quartiere San Giovanni. Nel volume viene puntualmente ricostruita, grazie a nuove ricerche d’archivio, la sua identità storica, introduttiva all’edizione critica commentata del piccolo corpus rimico, che annovera, oltre alla canzone alla Morte, la canzone Lasso, ch’i’ sono al mezzo della valle e il capitolo ternario O sconsolate a pianger l’aspra vita, ora per la prima volta proposto a stampa. Seguono in Appendice la canzone O Morte, che la vita schianti e snerbi (forse del Cecchi, se lo Jacobus de Florentia cui la assegna il ms. Paris, Bibliothèque nationale de France, n.a. 1745, coincide con il rimatore fiorentino) e l’anonimo rifacimento tardo quattrocentesco o cinquecentesco, Morte, da che convien pur ch’io mi doglia, testimone dell’ampia fortuna arrisa alla canzone Morte, perch’io non trovo.
Ogni componimento, opportunamente inquadrato all’interno del panorama poetico coevo, è corredato di apparato giustificativo che consente di verificare le scelte testuali diffusamente discusse anche nella Nota ai testi; mentre il commento è a servizio della comprensione del testo e indica i riferimenti letterari che si sono reputati piú probabili e certi.
Benedetta Aldinucci svolge la sua attività di studio e ricerca presso l’Università per Stranieri di Siena. Oltre ad aver pubblicato vari saggi sulla poesia medievale (Boccaccio, le fonti poetiche italiane della poesia di Ausiàs March, le rime apocrife di Dante) e su autori novecenteschi (Nicola Lisi, Margherita Guidacci), ha curato l’edizione critica delle Rime del poeta trecentesco Pietro de’ Faitinelli (Firenze 2016).

martedì 28 gennaio 2020

S’en est de branche en branche alez

S’en est de branche en branche alez
Il Roman de Renart tra raccolta e ciclo
di Marcella Lacanale
pp. 186, € 26,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2002
ISBN: 9788833133287

Ripercorrendo la vita del Roman de Renart dalla sua produzione all’esecuzione/ricezione, fino alla conservazione delle branches nelle raccolte antologiche, si delinea una storia redazionale fortemente influenzata dalle pratiche performative e dall’appartenenza del testo al genere della zooepica medievale, di cui l’oralità è componente fondamentale.
Proprio la presenza di alcuni tratti collegati alla sfera della voce isola un gruppo di branches dalle altre e ci restituisce due diversi Roman de Renart confluiti, per logiche estrinseche alla composizione dell’opera, nelle raccolte manoscritte come se fossero rami equivalenti dello stesso tronco.
E la volpe Renart se ne va di ramo in ramo tessendo una rete di allusioni intertestuali che illudono il lettore di trovarsi di fronte a un ciclo; paradossalmente sono proprio queste a ostacolare la realizzazione ciclica del Roman de Renart e a collocarlo in un genere intermedio tra la raccolta di testi indipendenti e il ciclo, la zooepica appunto.
Marcella Lacanale è assegnista all’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara presso il Dipartimento d Lettere, Arti e Scienze Sociali. 

lunedì 27 gennaio 2020

L’ideologia crociata

L’ideologia crociata
di Paul Rousset
Introduzione di Franco Cardini
pp. 257, € 18,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Editoriale Jouvence, 2020
ISBN: 9788878017139

Nato nel ribollire della Riforma ecclesiastica e nel fermento di un’Europa sorta da alcuni decenni a vorticosa vita, il fenomeno crociato è stato un’esperienza cresciuta sulle vie dei grandi pellegrinaggi e alimentata dal confronto con un Islam che sembrava minacciare la cristianità dalla Spagna all’Anatolia. Una pratica religiosa, militare, giuridica, finanziaria, propagandistica dai molteplici livelli di realizzazione e di lettura, un mito di lunga durata, oggetto di revival continui e di un persistente survival. Proponendo al pubblico italiano questo libro, verso il quale c’è un rinnovato interesse per uno speciale convergere di circostanze – il “ritorno dell’Islam” e le ansie suscitate dalle varie forme di quel che si definisce fondamentalismo –, non si può non segnalare che questo studio pionieristico sui crociati possiede un’attualità e per molti versi una freschezza che vanno al di là di quella storiografica.
Paul Rousset (1911-1982), ginevrino, è stato professore di Storia medievale all’Università di Ginevra e conservatore delle collezioni storiche del locale Musée d’Art et d’Histoire, nonché redattore del prestigioso periodico culturale “Genava”.

domenica 26 gennaio 2020

Oralità, scrittura, potere

Oralità, scrittura, potere
Sardegna e Mediterraneo tra antichità e medioevo
a cura di Lorenzo Tanzini
pp. 352, € 42,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2020
ISBN: 9788833133294

I saggi raccolti in questo volume, elaborati da un gruppo di ricerca di antichisti e medievisti, hanno l’intento di indagare in una prospettiva diacronica, dalla Grecia classica al XV secolo, le circostanze e le modalità di interazione della parola orale e del testo scritto con le dinamiche dei poteri, a partire dal punto d’osservazione prevalente della Sardegna e delle sue relazioni mediterranee. Vengono valorizzate soprattutto due circostanze tipiche dell’interazione orale-scritto, cioè la giustizia, in particolare quella politica, e la comunicazione epistolare. Una serie di approfondimenti molto vari che aprono altrettante prospettive metodologiche e tematiche su un ambito di studi di grande vitalità. 
Lorenzo Tanzini, professore associato di Storia medievale presso l’Università degli Studi di Cagliari, si occupa di storia delle istituzioni e della politica nell’Italia tardomedievale. Ha pubblicato di recente 1345. La bancarotta di Firenze (Roma 2018) e A consiglio. La vita politica nell’Italia dei comuni (Roma-Bari 2014), e curato, con Sergio Tognetti, La mobilità sociale nel Medioevo italiano, 1. Competenze, conoscenze e saperi tra professioni e ruoli sociali (Roma 2016). 

sabato 25 gennaio 2020

Praedicare, educare, corrigere, emendare

Praedicare, educare, corrigere, emendare
La pastorale sull’osservanza del riposo domenicale nella Gallia merovingia
di Silvia Cantelli Berarducci
pp. 172, € 11,00
Aracne editrice, 2019
ISBN: 978-88-255-2696-7
 
Durante il periodo dell’alto medioevo il clero ha svolto un’azione pastorale finalizzata all’imposizione di una serie di norme volte, da un lato, a tutelare il clero e ad accrescerne il potere, dall’altro a raggiungere l’inquadramento e il controllo sociale della popolazione a esso sottomessa. Avvalendosi di fonti databili alla seconda metà del VI secolo e connesse al tema dell’osservanza della domenica come giorno di culto e di riposo, il volume si propone di dimostrare come l’imposizione della norma coincida con il tentativo di rendere partecipe la massa dei fedeli del significato più profondo della fede che si trovano a professare.
Silvia Cantelli Berarducci ha insegnato Latino medievale, Storia dell’esegesi e Storia del cristianesimo antico e altomedievale. I suoi interessi per la scuola medievale l’hanno portata ad avvicinarsi sempre più alla storia dell’educazione, disciplina che oggi insegna presso l’Università degli Studi di Firenze. Tra le sue pubblicazioni: l’edizione critica dei sermoni sulla Cantica di Girolamo Savonarola (1996); i Hrabani Mauri opera exegetica (2006); I miracoli del beato Martino presso “I Millenni”, Einaudi (2020).

venerdì 24 gennaio 2020

Monreale. Il duomo e il chiostro dei Benedettini

Monreale
Il duomo e il chiostro dei Benedettini
a cura di Enrica Giacobino
con testi di Maria Concetta Di Natale, Lisa Sciortino
pp. 95, € 12,00 (Acquista onine con il 15% di sconto)
Skira, 2019
ISBN: 885724142

All’origine del complesso di Monreale vi è una leggenda in cui – come sempre – si mescolano dati di realtà e elementi più fantasiosi. La leggenda narra che il giovane re normanno Guglielmo II, durante una battuta di caccia, fu colto da grande stanchezza e si addormentò all’ombra di un albero. Durante il sonno gli apparve in sogno la Vergine Maria che gli rivelò il luogo dove era nascosto un grande tesoro; il sovrano, in seguito a questa rivelazione, avrebbe deciso di innalzare proprio in quel punto un tempio dedicato alla Madonna, che infatti è ancora oggi consacrato a Santa Maria la Nuova.
La storia del complesso di Santa Maria la Nuova e del suo chiostro è strettamente legata alle origini di questo comune siciliano situato in posizione sopraelevata nell’area metropolitana di Palermo.
Il duomo e il chiostro costituiscono un illustre esempio di arte siculo-normanna e rivelano la straordinaria capacità dei committenti e degli artisti di armonizzare i diversi apporti locali (in particolare quello arabo e bizantino) con le maggiori conquiste stilistiche del nord Europa.

giovedì 23 gennaio 2020

Il santuario di San Michele a Olevano sul Tusciano

Il santuario di San Michele a Olevano sul Tusciano
a cura di Alessandro Di Muro e Richard Hodges
pp. 384, € 36,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2019
ISBN: 9788833133126 

Una delle chiavi per la comprensione della lunga alba dell’Europa è sicuramente costituita dalle vicende dei santuari e dei grandi monasteri del primo medioevo, divenuti mete di pellegrinaggio internazionale e luoghi di incontro e confronto per ampi strati della popolazione. Il santuario micaelico di Olevano sul Tusciano è uno dei luoghi più interessanti da questo punto di vista, per la possibilità per tanti versi unica che offre di collegare i dati ricavabili dalle fonti scritte con l’analisi delle sorprendenti sopravvivenze conservate in elevato, le numerose informazioni provenienti dalle campagne di scavo e gli spunti stimolanti offerti dall’indagine etnoantropologica. Gli studi raccolti in questo volume consentono di mettere a confronto le risultanze emergenti dalle ricerche in corso sul santuario olevanese con analoghe esperienze realizzate in alcuni tra i santuari e monasteri più celebri dell’altomedioevo italiano, quali Nonantola, San Vincenzo al Volturno e San Michele al Gargano, nella prospettiva più generale del culto dei santi e dei pellegrinaggi.