giovedì 2 dicembre 2021

Milano dei Visconti e degli Sforza

Milano dei Visconti e degli Sforza
Il racconto delle gesta delle due dinastie più importanti della storia milanese
di Gian Luca Margheriti
pp. 384, € 12,90
Newton Compton, 2021
ISBN: 9788822758163
 
A partire dal 1277, quando Ottone Visconti entra da trionfatore in città e ne prende il controllo, Milano è stata sottoposta al dominio della famiglia Visconti, prima, e della famiglia Sforza, poi. La loro egemonia termina solo duecentocinquant’anni dopo, quando Francesco II Sforza muore senza eredi e lascia la città nelle mani degli spagnoli di Carlo V. La storia di quegli anni è piena di feroci lotte dinastiche, incesti e delitti compiuti nel nome del potere. E anche di leggende: patti con il demonio, tombe che rifiutano le persone che vi sono seppellite, magia nera usata per liberarsi di scomodi nemici, fantasmi vendicativi e draghi capaci di divorare un uomo in un solo boccone. Gian Luca Margheriti racconta due secoli e mezzo di storia milanese: i personaggi che l’hanno plasmata, gli eventi più importanti che l’hanno caratterizzata, e le storie e gli aneddoti che l’hanno colorita.
Gian Luca Margheriti è nato a Milano nel 1976, è fotografo e scrittore. Ha curato la rubrica “Milano segreta”, sulle pagine del «Corriere della Sera». Con la Newton Compton ha pubblicato 101 tesori nascosti di Milano da vedere almeno una volta nella vita; I personaggi più misteriosi della storia; 1001 cose da vedere a Milano almeno una volta nella vita; Le incredibili curiosità di Milano e, con Francesca Belotti, Milano segreta e 101 storie su Milano che non ti hanno mai raccontato. Ha scritto anche Lettere dall’Inferno, la storia di Jack lo Squartatore e La Milano dei miracoli. Ha un canale YouTube, Milano in 90 secondi (o quasi), dedicato alla scoperta delle leggende e delle curiosità di Milano. Il suo sito è www.gianlucamargheriti.com.

mercoledì 1 dicembre 2021

Lectura Dantis Ferrariensis

Lectura Dantis Ferrariensis
di Benvenuto da Imola
Edizione critica a cura di Carlo Paolazzi, Paolo Pasquino, Fabio Sartorio
pp. 948, € 60,00
Angelo Longo Editore, 2021
ISBN: 978-88-9350-014-2
 
La Commedia di Dante Alighieri fu in Italia il caso letterario del secolo XIV. A promuoverne la legittimazione nell’ambito della cultura “alta” provvide anche il mondo della scuola, grazie alla figura del magister Benvenuto Rambaldi da Imola, docente specializzato nella spiegazione dei testi della latinità e, fra il 1375 e il 1376, anche del poema dell’illustre Fiorentino: proprio in questo periodo infatti ne fece l’oggetto di due cicli di lezioni (ossia due lecturae), a Bologna prima e a Ferrara poi, esperimenti didattici a partire dalla cui rielaborazione l’Imolese produrrà uno dei principali monumenti della storia dell’esegesi dantesca, quel Comentum super Dantis Comoediam per cui è giustamente conosciuto.

Delle lezioni di Ferrara – fonte essenziale per il lavoro di un altro esegeta dantesco, Giovanni da Serravalle, che vi assistette – Benvenuto rielaborò successivamente alcune chiose, riscrivendole in versioni piú ampie e meglio formalizzate, con l’intento di produrre un testo “di servizio”, un provvisorio dossier di conoscenze. Ma il fascicolo cosí formato sfuggí al controllo del suo autore, e in qualche modo giunse, senza l’autorizzazione di quest’ultimo, nelle mani di due interessati lettori danteschi, Tedaldo della Casa e Filippo Villani, che seppero utilmente fare uso, ciascuno a suo modo, dei suoi preziosi contenuti.

martedì 30 novembre 2021

Nella terra del genio

Nella terra del genio
Il Rinascimento, un fenomeno italiano
di Marco Pellegrini
pp. 304, € 22,00
Salerno Editrice, 2021
ISBN:978-88-6973-641-4
 
Il Medioevo non fu affatto un’età oscura, eppure esso apparve squallido e obsoleto a un gruppo di spiriti visionari e insoddisfatti, che nell’Italia del primo Quattrocento sentirono il bisogno di lasciarsi il passato alle spalle e inaugurare un’epoca di creatività senza precedenti. Sostenitori di una missione al tempo stesso culturale e civile, costoro non esitarono a buttare all’aria un intero assetto di valori, tradizioni e idee, giudicandolo al tramonto. Fu grazie a questo atto di ribellione che prese vita il Rinascimento. Ma in che modo sopraggiunse tale svolta? Quali furono i fattori che innescarono il cambiamento? E perché esso nacque proprio in Italia, e non altrove? Contributi provenienti da epoche e culture diverse confluirono nel grande mito della renovatio universale, che indusse i suoi adepti a osare il salto verso l’impensabile. Il presente libro conduce il lettore fra i sentieri esplorativi di un emozionante movimento di risveglio: un’avventura dello spirito grandiosa, raccontata attraverso l’esame delle cause, delle condizioni e degli elementi che resero possibile il «miracolo» rinascimentale.
Marco Pellegrini è professore ordinario di Storia rinascimentale e Storia moderna all’Università di Bergamo. Tra i maggiori esperti di Rinascimento italiano, è autore di numerose monografie tra le quali: Religione e umanesimo nel primo Rinascimento (Firenze 2012); Umanesimo. Il lato incompiuto della modernità (Brescia 2015); Le guerre d’Italia, 1494-1559 (Bologna 2017). Per la Salerno Editrice ha pubblicato Savonarola (2020).

lunedì 29 novembre 2021

Il Medioevo nascosto di Locorotondo

Il Medioevo nascosto di Locorotondo
di Vito Telesca
pp. 116, € 21,50
Youcanprint, 2021
ISBN: 9791220356268
 
C'è un buco di quasi mille anni nella storia di Locorotondo. Dagli importanti ritrovamenti archeologici di età classica (messapici, peuceti e greci) fino al 1195 non si hanno notizie su Locorotondo. L'autore tenta, attraverso fonti diverse, di ricostruire il periodo che va dalla caduta dell'Impero Romano fino ai Del Balzo Orsini, narrando l'arrivo di Bizantini e Normanni, fino alle famiglie nobiliari del XV secolo. svelando il medioevo nascosto di uno dei borghi più affascinanti della Puglia. "L'Autore ci regala un sicuro manuale alla (ri)scoperta di Locorotondo. Telesca dipinge un quadro d'insieme con il rigore dello studioso e con un linguaggio che ammalia anche il lettore più refrattario. La scrupolosità della ricostruzione storica si lascia contaminare - ed è un merito - da parole intrise d'amore verso il paese natio". Il libro si completa con le splendide foto di Emanuele Colabello.
Vito Telesca è scrittore e divulgatore storico. Conduttore radiofonico di “Sharing-Popoli che scelgono di incontrarsi”. Ha pubblicato diversi saggi: “Di padre in padre ”; “Francesco e Federico, due giganti allo specchio” (13) saggio pubblicato sulla rivista ufficiale dei francescani “San Francesco Patrono d'Italia” e sul mensile dei Papaboys. Ha pubblicato una trilogia su Monte Sant’Angelo per ManifestoCultura: “Siponto e il Protoromanico” (17), “Il Castello di Monte Sant’Angelo” (18) e “L’abbazia di Santa Maria di Pulsano” (19). Nel 2019 “Il sogno orientale, nascita e declino del rito bizantino in Terra d’Otranto”. Nel 2021 “Il Medioevo nascosto di Locorotondo. Storia del Locus dalla fine dell’Impero Romano ai Del Balzo Orsini”. Ha collaborato per il libro di Mimmo Minno “Locorotondo, Diario degli anni ‘60” (2020). Ha scritto per Cronache del Mezzogiorno e per ArcheoArte. Collabora con diverse testate Il Roma-Cronache Lucane, Il Paese Nuovo, Quotidiano di Puglia, Talenti Lucani e con Paese Vivrai.

domenica 28 novembre 2021

Vita quotidiana nella Ravenna Medievale

Vita quotidiana nella Ravenna Medievale
di Paola Novara
pp. 160, € 13,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Il Ponte Vecchio Editore, 2021
ISBN: 9791259780652
 
Come si presentavano le strade di Ravenna agli occhi dei contemporanei di Andrea Agnello? Cosa si mangiava negli anni in cui Dante Alighieri trovò rifugio presso Guido Novello da Polenta? E come si trascorreva la giornata quando l’arcivescovo Gerberto di Aurillac visse il suo breve mandato ravennate? Sono domande che forse molti si sono posti. Ma dove cercare le risposte? Di Ravenna sappiamo molto, ma nessuno, ad oggi, si è mai soffermato a ricostruire la vita quotidiana dei concittadini che vissero nei secoli che precedettero la Battaglia di Ravenna. Questo volume vuole proprio colmare una lacuna che accompagna la storia della nostra città da molto tempo.
Paola Novara è nata e vive a Ravenna. Impiegata presso il Museo Nazionale di Ravenna, si interessa da tempo di storia e archeologia del territorio dell’antico Esarcato. Fra le sue pubblicazioni più note Storia delle scoperte archeologiche di Ravenna e Classe (1998) e Pel bene dei nostri monumenti. Odoardo Gardella. Archeologia e antichità locali nella Ravenna dell’Ottocento (2004). Con il Ponte Vecchio ha pubblicato Storia di Ravenna. Dalla preistoria all’anno Duemila (in collaborazione con Alessandro Luparini, 2016) e La Romagna dei castelli e delle rocche (2017)

sabato 27 novembre 2021

Il figlio di Brancaleone

Il figlio di Brancaleone
di Giacomo Scarpelli e Marco Tiberi
Disegni originali di Furio Capelli
pp. 176, € 19,50
People edizioni, 2021
ISBN: 979-1280105974
 
Il figlio di Brancaleone è un ideale terzo capitolo dell'epopea di Brancaleone da Norcia che ha per protagonista suo figlio, un giovanottone tanto infantile quanto sprovveduto, consacrato a un'impresa non da meno di quelle paterne. Un gruppo di scalcagnati buffi miserabili, guidati da un ex cavaliere bretone senza macchia oramai al tramonto, dal Sud Italia raggiungerà la Britannia, alla ricerca di una sacra reliquia, il salvifico calice di san Benedetto, che si dice essere in grado di scongiurare la grave epidemia che affligge quei luoghi e quei tempi.
«La spedizione nostra è volta alla conquista non di coppa intesa come capocollo di porco, detto anche lonza, bensì di recipiente per bevere dalla bocca, detto anche bicchiere, tazza, boccalo et cetera.»
«Et cosa ne facemo di una tazza vota?»
«Non vota, ma votiva» precisa Brancaleone II.
Giacomo Scarpelli è autore di sceneggiature cinematografiche come Il postino (per il quale ha ricevuto la candidatura all’Oscar), La cena, Concorrenza sleale, N - Io e Napoleone e il cartone animato Opopomoz. Col romanzo Estella e Jim nella meravigliosa Isola del Tesoro (Gallucci 2012), scritto col padre Furio, ha vinto il Premio Letteratura Ragazzi di Cento. Insegna Filosofia all'Università di Modena e Reggio Emilia.
Marco Tiberi è stato allievo di Furio Scarpelli. Sceneggiatore per il cinema e la televisione, autore di documentari di divulgazione scientifica e copywriter, per People ha pubblicato L'ultima morte di Peppe Bortone (2020), il romanzo Fine insieme a Giuseppe Civati (2019) e Potevo intitolarlo “Voce di donna” ma non sto ancora a questi livelli con Emanuela Fanelli (2021).

venerdì 26 novembre 2021

Il gioco e la novellistica fra Tre e Quattrocento

Il gioco e la novellistica fra Tre e Quattrocento
di Matteo Sartori
pp. 160, € 25,00
Viella, 2021
ISBN: 9788833137780

Gli ultimi secoli del medioevo vedono l’affermarsi della novella, una narrazione breve che racconta vicende storiche o immaginarie offrendone una rappresentazione assai realistica e strettamente legata al contesto dell’epoca. Nelle novelle trovano posto numerosi passatempi, giochi e attività ludiche, attraverso cui si è tentato di cogliere come si modifichi la logica sottesa alla ludicità fra il Tre e il Quattrocento.
L’indagine si sviluppa per temi: partendo dal significato assunto dai concetti di ozio e di tempo, viene proposta un’interpretazione della novellistica come una sorta di gioco letterario, centrando l’attenzione sui giochi all’aperto – la giostra, il torneo, la caccia, la scherma – e sui giochi da tavolo – i dadi, le tavole, gli scacchi, la baratteria –, e infine la festa, la musica e la danza. 
L’analisi dei fenomeni ludici, considerati nella loro specificità ma anche sempre nelle loro connessioni reciproche, mette in luce i cambiamenti intercorsi nel passaggio fra i due secoli. Nel corso dell’epoca umanistica l’attenzione degli autori di novelle tende a privilegiare i giochi in grado di fornire un alto livello di spettacolarità, di rievocare i costumi della civiltà classica, nonché di marcare una netta distinzione di ceto sociale.
Matteo Sartori (Vicenza, 1988) si è laureato in Storia presso l’Università Ca’ Foscari, Venezia e presso l’Universidad Nacional de Tres de Febrero di Buenos Aires, con una tesi su giochi e novelle nei secoli XIV e XV. Nel 2014 la sua tesi di laurea ha ricevuto il riconoscimento delle Borse di studio Gaetano Cozzi da parte della Fondazione Benetton Studi Ricerche. Attualmente studia presso l’Universidad de Concepción (Cile) per il dottorato di ricerca in Storia. I suoi interessi principali sono rivolti alla storia della conoscenza nell’ambito degli studi scientifici e ambientali, con una specifica attenzione per le piante medicinali originarie del Sud America.

giovedì 25 novembre 2021

Il regno scomparso

Il regno scomparso
Quando la Borgogna sfidò l'Europa
di Bart Van Loo
pp. 648, € 30,00
Mondadori, 2021
ISBN: 9788804737834
 
Un sogno lungo mille anni. Una sfida condotta nel cuore dell’Europa. Un miraggio infine svanito. Questo è stata la Borgogna dall’Alto Medioevo alle soglie dell’Età moderna. Un’idea, prima ancora che un territorio; una folle ambizione, non solo un progetto politico. Situate a cavallo del confine tra il regno di Francia e il Sacro Romano Impero, lungo i tratti inferiori del Reno, della Mosa e della Schelda, le terre borgognone, famose fin dal XII secolo per i loro vitigni pregiati, furono infatti testimoni di uno dei più straordinari e audaci tentativi di nation building, la costruzione cioè di un’entità politica e militare indipendente e autonoma dalle grandi potenze continentali.
In un’Europa frammentata in una moltitudine di regni e di Stati regionali, nel corso di alcuni decenni i duchi borgognoni – da Filippo l’Ardito a Giovanni Senza Paura, da Filippo il Buono a Carlo il Temerario – seppero creare una patria comune per popolazioni di lingue, tradizioni e sentimenti diversi, dando vita a una nazione che al suo apice, tra la metà del XIV e la metà del XV secolo, si estendeva da Digione ad Amsterdam, dall’Alsazia al Mare del Nord. Una nazione incredibilmente prospera, grazie ai commerci internazionali e alle manifatture, con il suo reticolo di floride città votate alla libera impresa e al guadagno. Spavaldi,indocili, assetati di potere e di gloria, pronti a giocare un ruolo da protagonisti nei fragili equilibri e nelle alleanze incerte della guerra dei Cent’anni, i duchi di Borgogna rappresentarono una minaccia costante per le potenze europee, specialmente per quella francese. Ma se l’arte della diplomazia e della guerra, con le sue battaglie, i suoi assedi, i tradimenti, i trionfi e le disfatte, rimase il tratto distintivo dell’epopea borgognona, non meno importanti furono l’amore per lo sfarzo, l’ostentazione del lusso e la continua ricerca della bellezza cui i signori delle Fiandre si dedicarono con cura maniacale.
Strumenti della propaganda, certo, ma anche traccia indelebile del proprio passaggio, come testimoniano ancora oggi le straordinarie opere d’arte disseminate nelle città fiamminghe, valloni e olandesi, retaggio di un mondo che all’alba dell’Età moderna si sarebbe dissolto per sempre. Con il suo stile appassionato e lieve, sostenuto da una solida documentazione di prima mano, Bart Van Loo restituisce al lettore l’affresco vivido di un’epoca scandita da una successione di eventi che hanno plasmato la storia europea. Bart Van Loo ha studiato filologia romanza all'Università di Anversa. Saggista, autore di teatro, conferenziere, tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo Parijs retour (2006), vincitore del Groene Waterman Audience Award, Frankrijk Trilogie (2011), Napoleon (2011) e Chanson (2014).
Bart Van Loo ha studiato filologia romanza all'Università di Anversa. Saggista, autore di teatro, conferenziere, tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo Parijs retour (2006), vincitore del Groene Waterman Audience Award, Frankrijk Trilogie (2011), Napoleon (2011) e Chanson (2014).

mercoledì 24 novembre 2021

Torba (Va). Scavi 2013-2019

Torba (Va). Scavi 2013-2019
a cuar di Alexandra Chavarría Arnau, Gian Pietro Brogiolo
€ 60,00
All'Insegna del Giglio, 2021
ISBN: 9788899547561
 
Il volume pubblica i risultati dello scavo condotto tra gli anni 2013 e 2019 presso il sito di Torba, estremità meridionale dell’importante fortificazione tardoantica di Castel Seprio (Va), poi monastero benedettino. Durante questi anni sono stati scoperti e indagati diversi settori del sito, primo bene del FAI – Fondo Ambiente Italiano, tra cui un annesso funerario a nord della chiesa di Santa Maria, un grande edificio a cavallo delle mura, l’area interna ed esterna all’imponente torre e un ambiente ubicato sotto il monastero. Consistenti risorse sono state investite per la datazione delle murature del sistema di difesa – torri e mura – dei quali si discute da tempo la contemporaneità o meno rispetto alle difese sommitali del castrum e degli edifici più antichi del monastero. Gli scavi hanno indubbiamente accresciuto le nostre conoscenze su Torba: dai processi di stratificazione, quantitativamente imponenti non solo per le consuete attività di un insediamento – costruttive, domestiche e artigianali – ma soprattutto per gli eventi naturali, conseguenza della sua posizione ai piedi di un versante geologicamente instabile. Della cinta difensiva, conservata in alzato fino ai merli come muro di spina dell’edificio monastico addossato alla torre, sono stati individuati i livelli di cantiere, le caratteristiche costruttive e l’evoluzione successiva. Per l’età longobarda nuove informazioni riguardano: gli strati di dilavamento, prodotti da intensi fenomeni naturali, intervallati da una sporadica frequentazione, che hanno progressivamente riempito di detriti il piano terra della torre; vari elementi di cintura di età longobarda rinvenuti in questi strati; una capanna addossata alle mura che ha restituito un codolo di cintura di quel periodo e, infine, una nuova proposta per la sequenza della chiesa di Santa Maria con una prima fase anteriore alla metà del VII secolo. Lo scavo ha restituito una discreta quantità di reperti, sia manufatti sia ecofatti, dai quali sono state ricavate ulteriori informazioni sull’alimentazione, sull’ambiente, sulle caratteristiche fisiche degli inumati, grazie al coinvolgimento di numerosi specialisti che hanno applicato le più innovative metodologie analitiche. Il tutto è stato possibile con il supporto economico dell’Università degli Studi di Padova e della Regione Lombardia.

martedì 23 novembre 2021

Il mistero delle dieci torri

Il mistero delle dieci torri
di Marcello Simoni
pp. 224, € 9,90
Newton Compton, 2021
ISBN: 9788822760142
 
Quali misteri ha dovuto svelare Ignazio da Toledo, conosciuto come il mercante di libri maledetti, prima di partire dalla Palermo di Federico II e fingersi morto? Quali complotti ha ordito, in sua assenza, l’astrologus imperiale Michele Scoto? Ecco alcuni dei personaggi che popolano questa raccolta di racconti. Figure di un grande arazzo in cui fanno la loro comparsa anche il fratello gemello di Cosimo de’ Medici, il corsaro Khayr al-Dīn Barbarossa, il cavaliere ospitaliero Leone Strozzi e persino Licio Ganello, un mago fiorentino che, una volta morto, diventerà oggetto degli studi anatomici di Leonardo da Vinci. Un vero e proprio viaggio per terra e per mare, attraverso i secoli, che conduce il lettore in luoghi lontani nello spazio e nel tempo, facendogli incontrare sia volti già noti e amati, sia protagonisti del tutto nuovi. Dalla nascita della città etrusca di Spina alle battaglie navali avvenute nel Mar di Levante sullo scorcio del XVI secolo, passando per la Sicilia dello Stupor mundi, le corti rinascimentali e le lagune del basso ferrarese del secondo dopoguerra: con Il mistero delle dieci torri Simoni tocca temi e luoghi cari al suo immaginario, risucchiando il lettore in un vortice d’avventura, da maestro del genere qual è.
Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, suo romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato numerosi bestseller tra cui la trilogia Codice Millenarius Saga e la Secretum Saga. La saga che narra le avventure di Ignazio da Toledo, l’astuto mercante di libri, ha consacrato Marcello Simoni come autore culto di thriller storici, vendendo oltre un milione e mezzo di copie.