mercoledì 31 gennaio 2024

Morte nel chiostro

Morte nel chiostro
di Marcello Simoni
pp. 352; € 20,00
La Nave di Teseo, 2024
EAN: 9788834616390
 
Ferrara, ottobre 1187. Mentre, davanti alla grande cattedrale, si celebrano le esequie di papa Urbano III, nel piccolo chiostro di San Lazzaro, un monastero femminile isolato tra le selve a margine dei sobborghi cittadini, viene trovata una monaca impiccata. Un suicidio, all’apparenza. Due consorelle della defunta, però, sospettano che dietro quel tragico evento si nasconda un intrigo ordito al di fuori del loro cenobio. La prima è Engilberta di Villers, sapiente badessa originaria dei boschi nordici del ducato di Brabante. La seconda è Beatrice de’ Marcheselli, giovane vedova entrata come novizia a San Lazzaro per trovar requie dal dolore per la scomparsa del marito. Nel corso di un’indagine che si consuma nell’arco di una sola giornata, tra gli inesorabili rintocchi delle campane, il presentarsi di enigmatici visitatori e le difficoltà di una vita comunitaria fatta di inganni, rivalità e menzogne, le due monache scopriranno un inaspettato legame tra il decesso della loro consorella e il furto di una preziosa reliquia, scomparsa dai forzieri del papa il giorno stesso della sua morte. Una reliquia che pare aver lasciato dietro di sé una scia di misteri e di delitti.
Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo ed ex bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° premio Bancarella e il premio Emilio Salgari 2012. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto paesi. Sono seguiti La biblioteca perduta dell’alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, Il segreto del mercante di libri e La profezia delle pagine perdute, successivi capitoli della Saga del mercante; L’isola dei monaci senza nome, con il quale ha vinto il premio Lizza d’Oro 2013; La cattedrale dei morti; la trilogia Codice Millenarius Saga (L’abbazia dei cento peccati, L’abbazia dei cento delitti e L’abbazia dei cento inganni); Il marchio dell’inquisitore; la trilogia Secretum Saga (L’eredità dell’abate nero, Il patto dell’abate nero, L’enigma dell’abate nero). Tra i riconoscimenti ricevuti, il premio Stampa Ferrara, il premio Ilcorsaronero e il premio Jean Coste. Il 21 gennaio 2020 è stato invitato in Senato a discutere di lettura come strumento di democrazia. Presso La nave di Teseo ha pubblicato I misteri dell’abbazia di Pomposa e La dama delle lagune.

martedì 30 gennaio 2024

Narrare la crisi

Narrare la crisi
3. Storia e storiografia in Italia fra tardo medioevo ed età contemporanea
a cura di Nicoletta Bazzano e Sergio Tognetti
pp. 216; € 27,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2024
ISBN: 9791254695210


In questo volume, il termine “crisi” è utilizzato in maniera tucididea, per definire, nel racconto del passato, il punto di svolta, all’interno di un più generale processo di mutamento, la cui osservazione è in grado di chiarire la natura di uomini e cose. In un lungo e non sempre lineare percorso che parte dal tardo medioevo e si conclude con l’ascesa del fascismo, autrici e autori si sono cimentati con l’osservazione di momenti critici della storia d’Italia, da una parte tenendo conto dell’analisi dei contemporanei e, dall’altra, delle più recenti acquisizioni storiografiche. Ne emerge un mosaico composto da studi di caso, che invitano a non interpretare necessariamente la “crisi” come decadenza, ma come cambiamento, improvviso e traumatico, ma non sempre negativo.
Nicoletta Bazzano insegna Storia moderna all’Università di Cagliari. Si interessa principalmente di storia politica, istituzionale e culturale all’interno della Monarchia spagnola fra Cinque e Seicento, con una particolare attenzione per i regni di Sicilia e Sardegna e per i loro ceti dirigenti.
Sergio Tognetti insegna Storia moderna all’Università di Cagliari. Si interessa principalmente di storia politica, istituzionale e culturale all’interno della Monarchia spagnola fra Cinque e Seicento, con una particolare attenzione per i regni di Sicilia e Sardegna e per i loro ceti dirigenti.

lunedì 29 gennaio 2024

Nicolò di Giacomo

Nicolò di Giacomo
Un "Breviario" giovanile tra Bologna e Firenze
di Fabio Massaccesi
pp. 160; € 24,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Silvana Editoriale, 2023
ISBN: 9788836655809

Tra i codici miniati appartenenti alla Biblioteca Universitaria di Bologna e parte del lascito di papa Benedetto XIV, c’è il “Breviario” manoscritto 343 proveniente dalla certosa di San Gerolamo di Bologna.

Privo di studi specialistici, presenta una decorazione di XIV secolo che in questa sede si propone di attribuire al pennello di Nicolò di Giacomo, tra i più importanti artisti dalla seconda metà del Trecento che hanno monopolizzato lo scenario della miniatura entro e fuori Bologna.
Attraverso uno studio accurato e interdisciplinare, che ha visto approfondite ricerche anche dei contenuti liturgico-musicali, il manoscritto è risultato un’importante aggiunta alla comprensione della rara fase giovanile dell’artista, ancora dipendente dai modi del Maestro del 1346, ma non priva di incertezze critiche sulle quali il presente intervento apporta nuovi dati e spunti di riflessione.
La ricostruzione, inoltre, del contesto in cui il codice venne eseguito e la stessa sua compravendita nel 1365 all’interno delle “reti monastiche” certosine hanno permesso di ricomporre un inedito spaccato storico, comprendente il ruolo della certosa di Bologna nella fondazione di quella di San Lorenzo del Galluzzo di Firenze.
Fabio Massaccesi insegna Storia dell’Arte Medievale all’Università di Bologna. Ha pubblicato saggi, articoli e volumi sulla storia dell’arte medievale su temi legati all’architettura, committenza, iconografia, pittura e miniatura in un arco temporale che va dal XII al XV secolo, con particolare attenzione all’Emilia-Romagna.
Allo studio dei contesti architettonici ha di recente dedicato il volume Spazi del sacro nell’Italia medievale (2022). È condirettore della rivista del Dipartimento delle Arti (DAR) «Intrecci d’Arte» ed è parte dell’editorial board della collana internazionale «The Senses and Material Culture in a Global Perspective» di Brepols. È inoltre membro della Società Internazionale di Storia della Miniatura e del gruppo di ricerca Ius Illuminatum.

domenica 28 gennaio 2024

Io sono la Contessa

Io sono la Contessa
Matilde di Canossa: la vita di una delle più grandi donne della Storia
di Cinzia Giorgio
pp. 256; € 12,90
Newton Compton, 2024
ISBN: 9788822779526

Mentre sta lavorando al restauro di una preziosa copia della Vita Mathildis, la biografia ufficiale di Matilde di Canossa scritta da Donizone, la professoressa Demetra Fusselman fa una scoperta che la lascia di stucco. Nascosto tra le pagine del manoscritto c’è infatti un altro in folio, che riporta una firma inequivocabile: “Matilda. Dei gratia si quid est”. Demetra si rende subito conto di avere tra le mani un vero e proprio memoir, scritto di suo pugno dalla signora di Canossa.

Si dipana così l’epopea della celebre contessa. Una storia inizialmente sciagurata, tra la prigionia insieme alla madre su ordine dell’imperatore Enrico III e il triste matrimonio con il fratellastro Goffredo il Gobbo, ma che cambia in modo decisivo quando l’ancora giovane Matilde decide di prendere in mano le redini della sua esistenza e di fare la Storia.
Tra nobili, papi, intrighi di palazzo, amori e ambizione sfrenata, Matilde racconta la sua versione dei fatti e di come ha cambiato il proprio destino e quello di molti altri.
Cinzia Giorgio è dottoressa di ricerca in Culture e Letterature Comparate. Si è specializzata in Women’s Studies e in Storia Moderna, compiendo studi anche all’estero. Organizza salotti letterari, è direttrice editoriale del periodico «Pink Magazine Italia» e insegna Storia delle donne all’Uni.Spe.D. di Roma. È autrice di saggi scientifici e romanzi. Con la Newton Compton ha pubblicato Storia erotica d’Italia, Storia pettegola d’Italia, È facile vivere bene a Roma se sai cosa fare, Amori reali e i romanzi: La collezionista di libri proibiti, La piccola libreria di Venezia, La piccola bottega di Parigi, I migliori anni, Cinque sorelle, Cassandra e Io sono la Contessa. Visita il suo sito per saperne di più !

sabato 27 gennaio 2024

Ecclesia creditur esse antiquissima

Ecclesia creditur esse antiquissima
La pieve di Santa Maria e il territorio di Piadena tra Alto e Basso Medioevo
a cura di Marco Baioni, Mariella Morandi
pp. 140; € 40,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788899547820

Nel 1747 un crollo improvviso poneva fine alla storia dell’antica chiesa di Santa Maria a Piadena, lasciando in piedi solo il presbiterio e la facciata. Dopo un breve periodo di utilizzo dell’edificio lesionato, esso venne abbattuto e al suo posto si configurò quello spazio urbano che ora costituisce piazza Garibaldi. Solo il muro settentrionale si preservò parzialmente poiché vi era appoggiato il chiostro conventuale e ora, molto rimaneggiato, funge da facciata del complesso architettonico. L’anno successivo si diede inizio alla costruzione della chiesa parrocchiale intitolata a Santa Maria Assunta e a San Pammachio, costruzione completamente nuova anche nell’orientamento nord-sud, per la quale però venne riutilizzata con successive modifiche l’antica torre campanaria. Gli scavi archeologici effettuati nel 2008 in occasione del rifacimento della piazza, continuati nel chiostro tra il 2015 e il 2016, hanno costituito l’irrinunciabile occasione di indagare le caratteristiche dell’antica struttura, nel frattempo cadute nell’oblio presso i più, se non per quanto si era riusciti a ricavare dallo studio delle fonti archivistiche. Ma le indagini hanno riservato subito una sorpresa: sotto le fondazioni della chiesa di Santa Maria sono tornati alla luce i resti di un edificio ecclesiastico precedente, più piccolo e con caratteristiche differenti. Questo volume, nato per presentare i risultati di questi scavi, si è arricchito di contributi, poiché i numerosi rimandi alla storia, alla storia dell’arte, alla storia ecclesiastica del territorio cremonese e all’archeologia, tutti scaturiti dallo studio delle strutture emerse, hanno ampliato il discorso in varie direzioni. Ne è nata un’opera che si propone di contribuire alla ricostruzione di un quadro delle nostre conoscenze sul territorio cremonese orientale tra alto e basso Medioevo.

venerdì 26 gennaio 2024

Trebisonda

Trebisonda
L'impero incantato tra storia e leggenda
di Tommaso Braccini
pp. 196; € 18,00
Salerno Editrice, 2024
ISBN: 9788869738296

«Di tutti i titoli medievali nessuno è piú magico di quello di imperatore di Trebisonda». Cosí sir Steven Runciman, grande bizantinista, riassunse il fascino millenario dell’ultimo Impero greco sulle rive del Mar Nero, nato nel 1204 e caduto nel 1461. In due secoli e mezzo divenne crocevia internazionale, favolosamente ricco, al centro di commerci, ambascerie, intrighi, magie. Marco Polo, Cervantes, Cagliostro, Foscolo, Offenbach, d’Annunzio: tutti, nella realtà o nella fantasia, sono passati dall’antica capitale dei Gran Comneni, la piú nobile delle dinastie bizantine, esiliata per sempre da Costantinopoli. Per i lettori che vogliono sognare i misteri e le glorie di Trebisonda, e i viaggiatori che intendono esplorare le vie dell’attuale Trabzon e i monasteri perduti del Ponto, tra nebbie impenetrabili e foreste fatate, nelle pagine di questo libro rivivono storia e leggenda di un minuscolo impero nella realtà, ma di una superpotenza dell’immaginario medievale e moderno.
Tommaso Braccini insegna Filologia classica all’Università degli Studi di Siena. Si interessa di folklore antico e medievale, dell’immaginario bizantino e del “mito” di Costantinopoli attraverso i secoli. Tra i suoi libri si ricordano Il romanzo di Costantinopoli: guida letteraria alla Roma d’Oriente (con S. Ronchey; Torino 2010), Il povero Leone: Ptocholeon (Torino 2020) e La nave di Caronte: visioni dall’Aldilà a Bisanzio (con L. Silvano; Torino 2022). Per Salerno Editrice ha pubblicato Bisanzio prima di Bisanzio: miti e fondazioni della Nuova Roma (2019) e per Carocci editore Lupus in fabula. Fiabe, leggende e barzellette in Grecia e a Roma (2018) e I Greci, i Romani e… il riso (2022).

giovedì 25 gennaio 2024

Medioevo sulla testa

Medioevo sulla testa
Copricapo e acconciature maschili e femminili fra Trecento e Cinquecento
di Sara Paci Piccolo
pp. 320; € 28,00 (Acquista online con il 25% di sconto fino al 31 marzo 2024)
Penne e papiri, 2024
ISBN: 9788889336915

Cosa sono i cappelli “alla di là”? Perché Robin Hood (Robin ‘cappuccio’) porta un cappello a punta? Che differenza tra uno chaperon e un ‘mazzocchio’?

Quali erano i materiali dei cappelli tra Medioevo e Rinascimento?
Cappelli e acconciature sono uno dei più caratteristici e distintivi elementi dell’abbigliamento umano, in ogni epoca e luogo.
In Europa, tra il XIII e il XVI secolo il copricapo, come l’acconciatura per la testa, diventa espressione dello status sociale di ciascuno (genere, età, rango, appartenenza etnica, politica, familiare o religiosa, lo status coniugale e altro).
I copricapi, come altri elementi tessili e d’abbigliamento, rivelano interessanti relazioni di potere, dal punto di vista culturale, estetico, economico, ma anche formale e strutturale.
Le leggi suntuarie dedicano grande attenzione anche a questi aspetti, soprattutto fra Tre e Quattrocento, quando, sull’esempio della Chiesa, anche i civili useranno la testa quale sede di rappresentazione di conquiste, sociali e individuali.
Sara Paci Piccolo è docente di storia dell’abbigliamento, di sartoria storica e di cultura materiale per diversi istituti di istruzione superiore, come il Polimoda di Firenze e il Fashion Institute of Technology di New York.
È consulente (Public Historian) per musei e associazioni storico-artistiche nel campo dell’abbigliamento storico in tutte le sue espressioni, sia dal punto di vista pratico che teorico.
È autrice di numerose pubblicazioni, tra cui Parliamo di Moda (2004), Storia delle Vesti Liturgiche (2008), Rosa sine Spina (2015), Di Beltà e Fortezza Cinte (2017), Le Virtù della Vanità (2019), Rievocare (2021), Vestirsi (2021).

mercoledì 24 gennaio 2024

La Madre di Azzurrina

La Madre di Azzurrina
Il Monastero delle Clarisse
di Ivo Ragazzini
pp.195; € 15,00
Independently published, 2023
ISBN: 979-8872091561
 
Scopri attraverso il tempo l'affascinante storia di Azzurrina, la bambina nata nel Trecento in Romagna.

Magistralmente indagato e ricostruito dall'autore su un manoscritto del Trecento, ambientato nella Romagna medievale degli Ordelaffi e dei Malatesta sconvolta dalle stragi di Faenza e Cesena delle Compagnie di Ventura straniere, questo libro è un viaggio attraverso la storia che offre novità e nuove strade mai battute prima, su Costanza Malatesta e sua figlia Azzurrina, nata nel Castello di Montebello.
Ivo Ragazzini è uno scrittore a cui piace scrivere storia, avventure, romanzi, misteri e molto altro. Nel 2012 ha pubblicato Il Fantasma di Girolamo Riario. Nel 2013 ha pubblicato Sotto le branche Verdi - Gli ultimi ghibellini. Nel dicembre 2018 ha pubblicato I Segreti del Rubicone.

martedì 23 gennaio 2024

Eloisa e Abelardo

Eloisa e Abelardo
di Étienne Gilson
pp. 210; € 18,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Jouvence, 2023
ISBN: 9788878019171

Abelardo ed Eloisa, al pari di altre coppie di amanti medievali come Paolo e Francesca, Tristano e Isotta, secolo dopo secolo, senza interruzioni, hanno influenzato la nostra immaginazione e ispirato tanto gli artisti e gli uomini di cultura quanto le persone comuni. Ma qualcosa di estremamente eccezionale rende unica la loro storia: non solo sono personaggi reali, in carne e ossa, ma sono essi stessi a parlarci delle sofferte vicende che li hanno travolti. Abelardo, il grande filosofo del XII secolo, desta scandalo seducendo la sua allieva, Eloisa, già celebre al mondo per la sua cultura e la sua intelligenza. Nonostante un matrimonio riparatore tenuto segreto, Abelardo verrà colpito dallo zio di lei con una punizione crudele (l’evirazione), in conseguenza della quale prenderà gli ordini monacali assieme a Eloisa, continuando ad amarla in modo sublime e forte. Nessuno più del grande storico della filosofia medievale, Étienne Gilson, poteva raccontare questa storia d’amore, di cuore e di intelletto. Con un’empatia straordinaria, lo studioso francese mette in luce il fascino di questi due personaggi, anticipatori di noi uomini moderni, allo stesso tempo restituendo la loro forte e originale fede nei valori e ideali della civiltà cristiana medievale.

Étienne Gilson (1884-1978), professore alla Sorbona e al Collège de France, è stato il maggior storico francese di filosofia medievale. Autore di un celeberrimo La filosofia nel Medioevo, ha scritto altri capolavori e affreschi del Medioevo filosofico come Il tomismo e Lo spirito della filosofia medievale.

lunedì 22 gennaio 2024

Il Decameron di Boccaccio

Il Decameron di Boccaccio
di Guido Baglioni
pp. 136; € 19,50
Guerini e Associati, 2024
ISBN: 9788862509077

Un’ipotesi che vede in Boccaccio non tanto l’efficace realista alle prese con la descrizione del suo mondo limitato, quanto il grande letterato capace di produrre effetto di realismo maneggiando la materia letteraria con il genio fondativo e creativo del grande artista.

Giovanni Boccaccio è una tra le personalità di maggior rilievo del Trecento italiano. Uomo dotto di cultura classica, autore di numerosi scritti latini e in volgare. Fra questi ultimi spicca il Decameron, il capolavoro delle novelle. Queste riguardano aspetti comuni e quotidiani dell’esistenza: complessivamente, l’immagine della società vista dall’autore. Il capolavoro è tale per la narrazione, mentre lo è meno per il contesto di riferimento. Boccaccio accetta la società dove convive, non intende modificarla, l’impronta medievale non è terminata. Egli aderisce senza volere alcuna riforma, è un conservatore eppure audace sul tema dell’amore, tema centrale nelle relazioni sociali, specie per l’amore fisico. Le relazioni sociali appaiono prevalentemente interpersonali, fra poche persone, su pochi temi. Scarso peso hanno le aggregazioni collettive. Con questa impostazione, Boccaccio trascura il contesto di riferimento, non analizza le novità dell’alto medioevo anche se questo è complessivamente in declino. Gli sfugge il balzo di Firenze, diventata una città bellissima, complessa, luogo di poesia e di arti figurative, nonché di industria, commercio, popolazione in crescita, un complesso urbanistico imponente e durevole.
Guido Baglioni nasce nel 1928 a Gardone Valle Trompia, capoluogo di una zona marcatamente industriale e operaia. Frequenta a Brescia l’istituto tecnico ma, nel penultimo anno, si ritira per scegliere studi umanistici, specie di storia dell’arte con la guida di Carlo Ludovico Ragghianti. Insegna a Brescia materie letterarie alla scuola media e Storia dell’arte al liceo classico Cesare Arici. Avviene poi un secondo cambiamento: il ritorno all’ambito industriale con la carriera universitaria alla Università Cattolica di Milano. Diventa professore ordinario nel 1970 e insegna nelle università di Trento, Brescia, Milano (Statale), Milano-Bicocca.