venerdì 31 maggio 2024

Le origini

Le origini
Montemaggiore e il monastero cluniacense di Santa Maria
di Filippo e Santi Licata
pp. 310; € 40,00
youcanprint, 2024
ISBN: 9791222746487
 
Uno studio appassionante sulle origini dell'abazia cluniacense di Montemaggiore, la seconda di Sicilia dopo quella di Sciacca. Documenti e nuove ricerce storiche rivelano inedite ipotesi sul medioevo isolano, sulle vicende siciliane e sulla nascita del primo centro abitato che attorno all'abazia è sorto.

giovedì 30 maggio 2024

Il mare che corrompe

Il mare che corrompe
Per una storia del Mediterraneo dall'età del ferro all'età moderna
di Peregrine Horden, Nicholas Purcell
Edizione italiana a cura di Federico Santangelo
pp. 608; € 64,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2024
ISBN: 9788829020607

Secondo la mitologia antica, nell’Età dell’oro non esistevano né la navigazione né il commercio. Fu la leggendaria nave Argo a solcare per la prima volta il mare, dando inizio alla corruzione dell’uomo. Sin dall’antichità, sono frequenti le rappresentazioni del mare come fonte di ricchezza e quindi di tentazione. Eppure, come suggeriscono Peregrine Horden e Nicholas Purcell, è proprio la mobilità marittima a essere il più grande elemento di continuità nella storia mediterranea: ciò che permise all’uomo di far fronte ai rischi dell’isolamento geografico e dell’instabilità climatica, ambientale e produttiva. Dopo i lavori di Fernand Braudel, The Corrupting Sea è stato il primo studio ad affrontare il rapporto fra uomo e ambiente nella regione del Mediterraneo nell’arco di circa tremila anni. A oltre venti anni dalla sua pubblicazione originale, questa edizione italiana, corredata di una nuova introduzione degli autori, sottolinea la dimensione ecologica e il ruolo della connettività nella storia mediterranea, testimoniando la lungimiranza e attualità del modello interpretativo di Horden e Purcell.
Peregrine Horden è professore di Storia medievale alla Royal Holloway, Università di Londra.
Nicholas Purcell è professore emerito Camden di Storia antica all’Università di Oxford e fellow del Brasenose College e della British Academy.

mercoledì 29 maggio 2024

L'oro dei santi. Percorsi della «Legenda aurea» in volgare

L'oro dei santi
Percorsi della «Legenda aurea» in volgare
a cura di Speranza Cerullo e Laura Ingallinella
pp. XXXII-462; € 62,00
Sisimel, 2023
ISBN: 978-88-9290-224-4

L. Leonardi, Il progetto Legenda aurea in Italiano (LAI) – P. Squillacioti, La Legenda aurea toscana e le risorse dell’Opera del Vocabolario Italiano. IL TESTO LATINO. G. P. Maggioni, I manoscritti toscani latini della Legenda aurea e il volgarizzamento fiorentino anonimo del XIV secolo – A. Degl’Innocenti, Leggendari agiografici latini nella Toscana del XIV secolo. LA LEGENDA AUREA IN ITALIA. S. Cerullo, Le traduzioni italiane: itinerari nella tradizione manoscritta – M. Colombo, Primi sondaggi su tre vite di santi in genovese – M. Pagano, Lacerti della Legenda aurea in volgare siciliano. LA TRADUZIONE FIORENTINA DELLA LEGENDA AUREA. L. Ingallinella, «Una storia viva»: copisti-editori della Legenda aurea fiorentina tra Quattro e Novecento – Z. Verlato, Il manoscritto Giaccherino I F 2 e la tradizione della Legenda aurea fiorentina – D. Dotto, Itinerari lessicali e traduttologici dentro e fuori il volgarizzamento fiorentino della Legenda aureaR. Tagliani, Sondaggi tra sintassi e testualità nella traduzione fiorentina della Legenda aurea. LA LEGENDA AUREA NELL’EUROPA ROMANZA. F. Cigni, Il punto sui leggendari francoitaliani della fine del sec. XIII: nuove ricerche e osservazioni – G. Veysseyre, Prolégomènes à l’édition de la Légende dorée traduite en français d’oïl par Jean de Vignay (ca 1340-1348) – J. Gesiot - F. Zinelli, La Legenda aurea nello spazio catalano-occitanico: traduzioni e diffusione – L. Sacchi, Arborescenze della Legenda aurea in Castiglia. INDICI. Indice dei manoscritti - Indice degli autori, delle opere anonime e degli studiosi.

martedì 28 maggio 2024

Quando c’era il castello

Quando c’era il castello
Storia breve del Castello Nuovo della Berardenga
di Fosco Vivi
pp. 56; € 10,00
C&P Effigi, 2024
ISBN: 978-88-5524-737-5

Sommario

Prima del Castello Nuovo
Il Castello sul Poggio dei Frati
La Badia a Monastero e i Berardenghi
Con il Castello nasce anche il paese
Testimonianze visibili del XV secolo
Episodi interessanti documentati al XV secolo
1494-1538 decenni di grandi avvenimenti per il castello nuovo
La caduta della Repubblica di Siena e la fine del Castello 

lunedì 27 maggio 2024

Triumphus Alfonsi regis Aragonei devicta Neapoli

Triumphus Alfonsi regis Aragonei devicta Neapoli
di Porcelio de' Pandoni
a cura di Antonietta Iacono
pp. XXXIV-183; € 46,00
Sismel, 2023
ISBN: 978-88-9290-292-3

Il Triumphus Alfonsi regis Aragonei devicta Neapoli di Porcelio de’ Pandoni riveste un ruolo di primario interesse nella vasta produzione di opere che a vario titolo testimoniano l’entrata trionfale di Alfonso il Magnanimo in Napoli (26 febbraio 1443).

Noto a storici ed eruditi che si occuparono delle vicende culturali e istituzionali del Regno di Napoli sotto i principi Trastámara, questo poema è stato letto, utilizzato, citato, trascritto, ma mai edito in forma critica e integrale. Eppure esso offre la più dettagliata, vivace e attendibile narrazione del trionfo alfonsino, come emerge dal confronto con le altre fonti, storico-narrative e documentarie; e immortala in versi epici di sapore virgiliano la magnificenza dell’evento e l’ammirazione suscitata dal corteo del sovrano vittorioso non solo nella popolazione della città vinta, ma anche nelle comunità straniere, nei rappresentanti delle potenze estere d’Italia, d’Europa, d’Africa presenti nella capitale del Regno. L’utilizzo di una documentazione ufficiale, direttamente accessibile all’autore, il quale ebbe un ruolo di primo piano nell’entourage di intellettuali attivi alla corte del Magnanimo nel decennio 1443-1453, rende quest’opera una tessera autorevole per la ricostruzione non solo del trionfo, ma anche della temperie culturale e delle modalità in cui si sviluppava – sin dagli esordi del regno d’Alfonso – quella propaganda politica che seppe creare consensi a favore di un sovrano allogeno e conquistatore. L’edizione del Triumphus Alfonsi regis Aragonei devicta Neapoli è dunque contributo prezioso per ricostruire il quadro della storiografia poematica di argomento contemporaneo degli inizi del dominio aragonese sul Regno di Napoli e permette di definire meglio nel confronto l’evoluzione della storiografia alfonsina, facendo quasi da ponte tra i precoci Gesta Alfonsi di Tommaso Chaula e le più mature opere che costruirono il mito del re ‘magnanimo’, quali, ad esempio, i Gesta Alfonsi di Bartolomeo Facio, i Dicta aut facta Alfonsi regis di Antonio Panormita e l’Alfonseis di Matteo Zuppardo.
Il corredo di apparati critici e delle fonti e le note di commento esegetico permettono la piena fruizione di un testo che si incastona con tratti anche originali nella letteratura epico-storica prodotta per Alfonso il Magnanimo. Un’ampia Introduzione illustra le circostanze in cui l’opera fu composta e le sue valenze nel quadro politico-culturale della Napoli aragonese; la Nota al testo ne ricostruisce con completezza la tradizione manoscritta e a stampa, dando ragione delle varianti d’autore e della constitutio textus; Indici analitici e ragionati, infine, agevolano la lettura e il riscontro di un testo complesso, rendendolo interamente accessibile sia sul versante storico sia su quello letterario.
Antonietta Iacono è Professore di Letteratura Latina Medievale e Umanistica all'Università degli Studi di Napoli Federico II.

domenica 26 maggio 2024

La Croce nel primo secolo francescano

La Croce nel primo secolo francescano
Scritture immagini modelli
a cura di Alessandra Bartolomei Romagnoli, Raffaele Di Muro e Massimo Vedova
pp. X-428; € 48,00
Cisam, 2024
ISBN: 9788868094164

Nel mese di settembre del 1224, alla Verna, Francesco di Assisi ricevette sul suo corpo le stimmate. Per il suo agiografo Bonaventura, questo miracolo senza precedenti era stato il culmine dell’esperienza storica e spirituale del santo, la sua divinizzazione: Francesco era divenuto alter Christus, copia vivente del Signore. Ma per il dottore Serafico il marchio impresso sulle carni del fondatore era anche motivo centrale dell’autocoscienza dell’Ordine, il sigillo stesso della sua eccellenza. In prossimità dell’VIII centenario del miracolo delle stimmate, questa raccolta di saggi inaugura una trilogia che rilegge la vicenda francescana alla luce del mistero della croce. Studiosi di diverse discipline prendono in esame testi dottrinali e narrativi, manuali di direzione spirituale, immagini e rappresentazioni iconografiche, pratiche e rituali che hanno qualificato in maniera peculiare la presenza pastorale dei frati nella Chiesa e nella società. Questo primo volume si sofferma sul tempo delle origini: in un serrato confronto con la grande eredità del cristianesimo antico e altomedievale, gli studi qui presentati mettono a fuoco elementi di continuità e di novitas della mitopoiesi francescana. Saggi di Enrica Neri Lusanna, Emanuela Prinzivalli, Patrick Henriet, Pierluigi Licciardello, Milvia Bollati, Alessio Monciatti, Daniele Solvi, Adelaide Ricci, Gábor Klaniczay, Andrea Di Maio, Massimo Vedova, Francesco Santi, Giuseppe Cremascoli, Alessandra Bartolomei Romagnoli, Carla M. Bino, Luciano Bertazzo, Aleksander Horowski, Elvio Lunghi, Franco Cardini.

sabato 25 maggio 2024

Valdo

Valdo
L’eretico di Lione
di Grado Giovanni Merlo
pp. 126; € 12,00
Claudiana, 2024
ISBN: 9788868984120 

Attraverso un’avveduta analisi della documentazione più antica e attendibile, Grado Giovanni Merlo delinea la vicenda umana e l’esperienza di conversione religiosa del ricco cittadino di Lione Valdo, incentrata – una trentina d’anni prima di Francesco d’Assisi – sulla povertà evangelica e la missione apostolica. Un uomo che nel 1184 divenne «per sempre eretico» per i vertici della chiesa romana.

«Per un discorso ancorato alla documentazione e a un rigoroso e critico metodo storico, dobbiamo muovere dalla certezza che, al volgere dal xii al xiii secolo, è esistito un uomo di Lione di nome Valdo o Valdesio (“ego Valdesius”, si legge in un documento del 1180) la cui esistenza ha lasciato non solo labili tracce, ma ha fatto produrre tangibile documentazione. Ha fatto produrre, non ha prodotto: sì, perché di Valdo non è pervenuto scritto di sorta, se mai egli ne redasse alcuno. Non diversamente da altri “eretici” del Medioevo, tutte le cose che possiamo conoscere di lui ci sono giunte in modo indiretto, attraverso altri: per lo più avversari, anche se non mancano testimonianze di persone a lui vicine e favorevoli. Il soggetto del nostro interesse è muto».
Grado Giovanni Merlo è professore emerito presso l’Università degli Studi di Milano. Dal 1994 è presidente della Società internazionale di studi francescani con sede in Assisi. Presso Claudiana ha pubblicato: Eretici e inquisitori nella società piemontese del Trecento (1977), Valdesi e valdismi medievali (1984) e Identità valdesi nella storia e nella storiografia. Valdesi e valdismi medievali II (1991).

venerdì 24 maggio 2024

«Lo latino è perpetuo»

«Lo latino è perpetuo»
Parole attuali di una lingua antica
di Maurizio Trifone
pp. 220; € 18,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2024
ISBN: 9788829025251

«Lo latino è perpetuo»: così dice Dante agli inizi del Trecento. Il senso di immortalità della lingua latina, che traspare dalle parole del sommo poeta, è in contrasto con l’opinione comune secondo cui il latino è una lingua morta. Il libro analizza l’apporto del latino all’italiano attraverso l’angolo visuale delle parole, di cui ricostruisce le vicende storiche in un appassionante viaggio tra passato e presente. L’autore cerca le tracce di vocaboli ed espressioni andando a ritroso nel tempo e conduce il lettore a scoperte inaspettate. La storia di un termine religioso come cristiano s’intreccia con quella di un insulto come cretino. I verbi considerare e desiderare sono connessi con l’osservazione delle stelle. Il sostantivo furto è collegato ai nomi foruncolo e furetto. L’idioma dell’antica Roma non è morto, ma vive ancora nella nostra lingua e nella nostra cultura.

Maurizio Trifone insegna Linguistica italiana all’Università degli Studi di Cagliari. È autore del Devoto-Oli dei sinonimi e contrari (Le Monnier, 2013) e, con Luca Serianni, del Nuovo Devoto-Oli. Il vocabolario dell’italiano contemporaneo (Le Monnier, 2017).

giovedì 23 maggio 2024

L’arte religiosa della fine del Medioevo in Francia

L’arte religiosa della fine del Medioevo in Francia
Studio sull’iconografia del medioevo e sulle sue fonti d’ispirazione
di Émile Mâle
pp. 640; € 50,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Edizioni Studium, 2024
OSBN: 978-88-382-5333-1

L’arte religiosa della fine del Medioevo in Francia fa parte del grande progetto di Émile Mâle di ricostruire una storia dell’iconografia cristiana, a partire dal presupposto che ogni cambiamento sul piano del pensiero religioso si rifletta necessariamente nell’arte.

Questo testo, l’unico ancora non pubblicato in Italia dei tre grandi volumi di Mâle, è la vera chiave di volta del progetto, per la sua posizione centrale tra l’arte gotica del XIII secolo e quella manierista e barocca che ha seguito la controriforma. L’intuizione fondamentale da cui parte il testo consiste nell’aver individuato una causa per la rivoluzione iconografica che si può riscontrare dappertutto in Europa a partire dal XIV secolo: il francescanesimo, diffuso ovunque grazie alle Meditationes vitae Christi e al teatro religioso dei Misteri. Con rigore e grandissima erudizione, ma anche con un linguaggio sempre poetico e trascinante, Mâle mette alla prova la sua ipotesi da una parte studiando i nuovi soggetti, dall’altra analizzando come i vecchi temi siano reinventati e rappresentati in modo nuovo. La dimensione patetica e la tenerezza umana prendono il posto delle vette dottrinali del XIII secolo: la Vergine che contemplava il cielo dal letto si inginocchia amorevole accanto al suo bambino, i corpi gloriosi dei cavalieri sono sostituiti da cadaveri putrefatti, che talvolta si danno alla danza.
Un libro prezioso non solo per comprendere la fine del Medioevo, che non può essere ridotto alle categorie “limpide” del gotico, ma anche per scoprire un’altra faccia dell’Umanesimo e del Rinascimento: quella che, attraverso l’affectus e la creaturalità francescane, si mantiene in rapporto con la religione. L’arte religiosa della fine del Medioevo in Francia non è solo un libro su un’epoca fondamentale della storia europea, ma anche una finestra sulle origini lontane della nostra modernità.
Émile Mâle (1862-1954) è stato uno storico dell’arte medievale francese. Professore alla Sorbona e poi presidente dell’École française di Roma, è annoverato tra i maggiori studiosi dell’iconografia cristiana. Tra le sue opere si segnalano in particolare Le origini del gotico (Milano 1986) e L’arte religiosa nel ’600 (Milano 1984).

mercoledì 22 maggio 2024

Monumenti sepolcrali in Terra di Bari (XIV-XV secolo)

Monumenti sepolcrali in Terra di Bari (XIV-XV secolo)
di Maria Cristina Rossi
pp. 104; € 35,00
Edipuglia, 2024
ISBN: 979-12-5995-061-1

"I monumenti sepolcrali tardo medievali della Terra di Bari costituiscono l'oggetto di indagine di questo studio, menzione speciale del "Premo Ceglie 2022-2023". Nel volume si propone un'indagine ad ampio raggio sulle caratteristiche e sull'evoluzione dei codici stilistici e comunicativi delle sepolture di laici ed ecclesiastici conservate nelle chiese e negli edifici della Terra di Bari. In alcuni casi esse sono giunte sino ai giorni nostri ancora collocate nei contesti d'origine, cioè nelle chiese dove i committenti decisero di essere sepolti e di trasmetttere, attraverso le loro sepolture, il poroprio corredo ideologico e politico (si pensi alla famosissima tomba Falcone di Bisceglie). In altri casi, più volte nel tempo smontati e rimontati, i monumenti funebri sono conserbati in ambienti diversi da quelli originariamente scelti come luogo di tumulazione e raccontano storie di usi e riusi altrettanto interessanti. Nell'indagine storico-artistica e documentaria qui proposta Maria Cristina Rossi riflette sulla costruzione dei registri culturali, simbolici e formali scelti per le strutture funerarie, tavoltoa veri e propri monumenti civili presenti nello spazio spirituale e politico pugliese del Tre Quattrocento, offrendo una rassegna ragionata delle principali questioni".
Maria Crtina Rossi è Docente a contratto di Storia dell'Arte Medievale all'Università di Foggia.